Walter Zenga

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Walter Zenga
Zenga 01-10-1989.jpg
Zenga premiato a San Siro come Portiere dell'anno IFFHS prima di Inter-Roma del 1º ottobre 1989
Nazionalità Italia Italia
Altezza 188[1] cm
Peso 84[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Ritirato 1999 - giocatore
Carriera
Giovanili
1969-1971 Macallesi 1927
1971-1978 Inter
Squadre di club1
1978-1979 Salernitana 3 (-6)
1979-1980 Savona 23 (-19)
1980-1982 Sambenedettese 67 (-45)
1982-1994 Inter 328 (-294)
1994-1996 Sampdoria 41 (-43)
1996-1997 Padova 21 (-20)
1997-1999 N.E. Revolution 47 (-73)
Nazionale
1984-1986 Italia Italia U-21 15 (-15)
1986-1992 Italia Italia 58 (-21)
Carriera da allenatore
1998-1999 N.E. Revolution
2000-2001 Nero e Verde (Strisce).png Brera Calcio
2002-2003 Național Bucarest
2003 Național Bucarest DT[2]
2004-2005 Steaua Bucarest
2005-2006 Stella Rossa
2006-2007 Gaziantepspor
2007 Al-Ain
2007 Dinamo Bucarest
2008-2009 Catania
2009 Palermo
2010-2011 Al-Nassr
2011-2013 Al-Nasr [3]
2013-2014 Al-Jazira
2015 Sampdoria
2015-2016 Al-Shaab
2016 Wolverhampton
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
Transparent.png Europei di calcio Under-21
Argento 1986
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 25 ottobre 2016

Walter Zenga (Milano, 28 aprile 1960) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere.

Distintosi come uno dei migliori estremi difensori di sempre,[4][5][6] ha legato il proprio nome all'Inter, con cui ha disputato 473 incontri, vincendo uno scudetto, una Supercoppa italiana e due Coppe UEFA.

In nazionale ha totalizzato 58 presenze, prendendo parte a due Mondiali (1986 e 1990) e ad un Europeo (1988). Al suo attivo anche la partecipazione ai Giochi olimpici del 1984 e all'Europeo Under-21 del 1986 (per il quale fu convocato come fuoriquota). Durante il Mondiale 1990, concluso al terzo posto, ha mantenuto la porta inviolata per 517 minuti consecutivi, record assoluto della competizione.[7]

A livello individuale, è stato eletto portiere dell'anno IFFHS per tre volte consecutive (dal 1989 al 1991), classificandosi terzo in altre due occasioni (nel 1987 e nel 1988).[8] Nel 1990 si è classificato 12º nella corsa al Pallone d'oro.[9]

Da allenatore ha conquistato, nella stagione 2004-2005, un campionato romeno con la Steaua Bucarest e, nell'annata successiva, un campionato serbo-montenegrino e una coppa di Serbia e Montenegro con la Stella Rossa Belgrado.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si è sposato tre volte: la prima con Elvira Carfagna, con la quale ha avuto il figlio Jacopo (attaccante con oltre 100 reti all'attivo in serie minori),[10] la seconda con la conduttrice tv Roberta Termali, con cui ha avuto i figli Nicolò e Andrea (portiere con esperienze in Serie D),[11] e la terza con la rumena Raluca Rebedea, da cui nel 2009 ha avuto Samira[12] e nel 2012 Walter Jr.[13]

Ha inciso un LP[14] e pubblicato tre libri.[15][16][17]

Dal 1987 al 1990 ha condotto la trasmissione sportiva Forza Italia, su Odeon TV, insieme a Fabio Fazio, Roberta Termali e Cristina Parodi[18] e il programma Disco sport su Radio Deejay con Amadeus.[19] Nel gennaio del 2000 ha partecipato come "postino" alla trasmissione di Maria De Filippi C'è posta per te.[19]

Nel 2008 ha commentato alcune partite della nazionale italiana con Marco Civoli,[20] e ha fatto da seconda voce al fianco di Alberto Rimedio in occasione del Campionato europeo di calcio 2016; nel 2017 è opinionista su Mediaset Premium.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Zenga difende la porta nerazzurra nel 1990.
« A Zenga piaceva stare in porta e aspettare l’avversario. [...] Amava il volo: plastico, morbido, a effetto. Era il contrario di Dasaev che si giocava ogni volta con lui il premio di migliore del mondo. »
(Beppe Di Corrado, Walter Zenga, in Il Foglio, 1º dicembre 2007)

Portiere di grande carisma e temperamento,[21][22][23] dal carattere acceso,[24][25] Zenga spiccava per l'abilità tra i pali[4][21][24][26] e l'eleganza negli interventi,[22][23][27] doti che gli valsero il soprannome di Deltaplano (coniato da Gianni Brera).[28] Meno brillante nelle uscite alte[4][24][25][26] e nel fronteggiare i calci di rigore,[21][26][29] era comunque in possesso di un repertorio tecnico tra i più completi,[30] oltre che di un'ottima struttura fisica.[21] Nonostante una spiccata vocazione alla platealità – tanto nei gesti tecnici quanto nella direzione della difesa –, non gli faceva difetto la concretezza.[22][23][26] La sua capacità di opporsi anche ai tiri più insidiosi compensava la tendenza a commettere occasionali errori.[26]

Zenga (a destra) saluta il collega Stefano Tacconi, con cui visse una istrionica rivalità, benché fatta di reciproca stima, che tenne banco tra gli anni 1980 e 1990.[31]

Sebbene le sue caratteristiche mal si sposassero con una più moderna interpretazione del ruolo – non era abilissimo coi piedi,[30][32] né abituato a linee difensive disposte a zona[24] –, riuscì ugualmente ad adeguarsi alle innovazioni introdotte nella stagione 1992-1993, che richiesero ai portieri una maggiore partecipazione alla manovra, mantenendo elevati standard di rendimento e confermandosi tra i migliori estremi difensori del campionato italiano.[33]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Come allenatore, Zenga ha spesso schierato le proprie squadre con una difesa a 4, prediligendo soluzioni variabili a centrocampo e nel reparto avanzato.[34]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre Alfonso, che era stato il portiere dell'A.C. Muggiò nel 1945-1946, lo porta a giocare al calcio in età molto precoce. Inizia così a giocare a 9 anni[35] nella Macallesi 1927[36] di Milano[37] con un cartellino riportante l'anno di nascita falsificato (1959) per poter giocare nei campionati agonistici[38] quali quelli della categoria Pulcini. A undici anni, nel 1971, viene inserito da Italo Galbiati tra i pulcini dell'Inter[39] e a 18 anni viene ceduto in prestito alla Salernitana in Serie C1, squadra presso la quale ha poca fortuna anche a causa di un errore contro il Campobasso.[26] Durante un altro incontro, dopo aver subito due gol discutibili, abbandona il campo in lacrime e, nonostante l'incitamento dei tifosi, decide di lasciare la squadra.[40]

Dopo aver militato nel Savona in Serie C2, nel 1980 passa alla Sambenedettese in C1, contribuendo alla promozione in Serie B da parte della squadra marchigiana dopo il secondo posto nel campionato 1980-1981. La stagione successiva rimane a San Benedetto del Tronto rendendosi protagonista nella serie cadetta.

Inter[modifica | modifica wikitesto]
Zenga all'Inter tra gli anni 1980 e 1990, assieme al compagno di squadra Matthäus.

Ritorna all'Inter nella stagione stagione 1982-1983, a 22 anni. In questa sua prima stagione è il secondo portiere dietro il veterano Ivano Bordon, alla sua ultima stagione all'Inter. Zenga si fa comunque apprezzare disputando cinque gare di Coppa Italia. A partire dalla stagione successiva diventa titolare, esordendo in Serie A in Inter-Sampdoria (1-2).

Dopo essere stato molto vicino a lasciare l'Inter al termine della stagione 1987-1988,[41] ottiene i primi successi nel 1989, anno in cui l'Inter, guidata da Giovanni Trapattoni, conquista lo scudetto dei record (con Zenga autore di un campionato di alto profilo)[42] e la Supercoppa italiana. Sempre con Trapattoni allenatore, l'Inter vincerà, nel 1991, la prima Coppa UEFA della sua storia.

Zenga, nell'occasione capitano nerazzurro, s'intrattiene con lo juventino Baggio prima del derby d'Italia del 28 novembre 1993.

L'ultima partita di Zenga con la maglia nerazzurra è la vittoriosa finale di UEFA del 1994 contro il Casino Salisburgo, in cui il portiere offre una prestazione determinante per il risultato e conquista per la seconda volta il trofeo continentale.[26]

Sampdoria, Padova, New England Revolution[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 luglio 1994 passa alla Sampdoria, nella trattativa che portò Gianluca Pagliuca all'Inter.[43][44] Dopo una prima stagione da titolare, ottiene solo 7 presenze nella stagione successiva, a causa di infortuni e scelte tecniche. Non rientrando più nei piani della società blucerchiata il 12 maggio 1996 si svincola.[45] Durante l'estate, a 36 anni, firma con il Padova in Serie B, con il quale ottiene 21 presenze in campionato.[46]

Il 5 marzo 1997 si trasferisce negli Stati Uniti ai New England Revolution, che militano nella Major League Soccer (MLS).[47][48] Con gli americani totalizza 22 presenze, saltando dieci partite per un'artroscopia al ginocchio sinistro. Il 16 gennaio 1998 si ritira dal calcio.[49] Il 25 agosto venne nominato giocatore/allenatore dei New England Revolution. Il primo anno non disputa nessuna partita, il secondo anno disputa 25 partite fino al suo esonero che avviene il 2 ottobre 1999.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Titolare (da fuoriquota)[50] della selezione Under-21 che si classifica seconda all'Europeo 1986, viene poi convocato nella nazionale maggiore da Enzo Bearzot, prendendo parte al Mondiale 1986 come terzo portiere, dietro Giovanni Galli e Franco Tancredi. Esordisce l'8 ottobre dello stesso anno, a 26 anni, nella partita amichevole Italia-Grecia (2-0) disputata a Bologna, prima partita agli ordini del nuovo commissario tecnico Azeglio Vicini.

Zenga abbraccia Bergomi, compagno all'Inter e in nazionale, dopo l'amichevole del 1986 contro la Grecia.

Durante la gestione di Vicini, Zenga diventa titolare e partecipa all'Europeo 1988 e al Mondiale 1990. Nel corso del torneo disputatosi in Italia, rimane imbattuto per 517 minuti, record assoluto dei Mondiali.[7][51] L'inviolabilità della sua porta si interrompe nella semifinale contro l'Argentina, in cui Zenga, a seguito di un errore in uscita, subisce una rete su colpo di testa di Claudio Caniggia.[26] La partita termina 1-1 e si decide ai tiri di rigore: a seguito degli errori di Roberto Donadoni e Aldo Serena, l'Italia viene eliminata, disputando quindi la finale per il 3º posto, dalla quale esce vittoriosa sconfiggendo l'Inghilterra per 2-1.

Zenga conclude la propria carriera in nazionale nel 1992,[52] anno in cui il CT Arrigo Sacchi affida la maglia da titolare dapprima a Luca Marchegiani e poi a Gianluca Pagliuca.[53] Dopo il suo accantonamento, in risposta alle domande dei giornalisti, Zenga canticchia il brano degli 883 Hanno ucciso l'Uomo Ragno; in seguito a questo episodio, inizia ad essere ribattezzato come l'omonimo personaggio dei fumetti.[52]

In nazionale conta 58 presenze, terzo portiere per numero di apparizioni dopo Gianluigi Buffon e Dino Zoff.[54]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi e la lunga esperienza all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 gennaio 1998 ritirandosi dall'attività agonistica divenne osservatore del suo ultimo club i New England Revolution.[55] Il 25 agosto lo nominano giocatore/allenatore.[56] Il 2 ottobre 1999 venne esonerato come tecnico degli statunitensi.[57]

Il 31 ottobre 2000 tornò in Europa venendo nominato allenatore del Brera, in Serie D;[58] il 18 gennaio 2001 si dimise.[59] Il 1º luglio 2002 è allenatore del Naţional Bucarest,[60] portando la squadra all'8º posto e alla finale della coppa nazionale. Il 10 settembre 2003 viene nominato direttore tecnico.[61] Il 5 dicembre rassegna le dimissioni.[62][63] Il 29 luglio 2004 viene nominato tecnico della Steaua Bucarest,[64] vincendo il titolo. Il 19 maggio 2005 viene esonerato.[65]

Il 21 luglio è allenatore della Stella Rossa Belgrado,[66] con la quale conquista il campionato serbo-montenegrino, vincendo per la prima volta nel calcio serbo tutte le partite casalinghe. Conquista anche la coppa nazionale. Il 17 maggio 2006 si dimette dall'incarico.[67]

Il 14 giugno, si trasferisce in Turchia per allenare il Gaziantepspor.[68] Ha dichiarato che ha lasciato la Stella Rossa perché la squadra turca gli offriva molti soldi e che però non lo rifarebbe.[69] Qui disputa tutto il girone d'andata raggiungendo il dodicesimo posto in classifica con 5 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte. Il 3 gennaio 2007 decide di recedere dal contratto con la società turca pagando una penale e trasferirsi in Medio oriente, precisamente negli Emirati Arabi Uniti.[70][71] Il 5 gennaio prende la panchina dell'Al-Ain,[72] una delle più importanti squadre della penisola arabica. Con la squadra araba giunge alla finale della Coppa del Presidente.

Il 5 settembre firma un contratto come allenatore della Dinamo Bucarest,[73] che prima del suo arrivo aveva totalizzato solo 7 punti in 5 partite, diventando così l'unico allenatore ad aver allenato le tre maggiori squadre di Bucarest: National, Steaua e Dinamo. All'esordio sulla panchina dei campioni di Romania vince 5-2 in trasferta contro il Poli Iași, segnando un avvio promettente per le ambizioni scudetto del presidente Reuters Nicolae Badea. Tuttavia il 25 novembre rassegna le dimissioni.[74]

L'approdo in Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Catania[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º aprile 2008 subentra a Silvio Baldini sulla panchina del Catania. Il debutto in Serie A come allenatore del Catania avviene il 6 aprile vincendo contro il Napoli per 3-0. La settimana successiva perde il derby con il Palermo fuori casa per 1-0. Il 7 maggio esce dalla semifinale di Coppa Italia con la Roma con il risultato di 1-1 dopo che all'andata gli etnei avevano perso per 1-0. Il 18 maggio, pareggiando ancora con la Roma a Catania per 1-1 e grazie ai risultati di Parma-Inter (0-2) ed Empoli-Livorno (2-1), ottiene la salvezza in Serie A per i siciliani avendo collezionato 8 punti in 7 partite (2 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte).

Nel campionato 2008-2009 è ancora allenatore della squadra etnea centrando nelle prime cinque partite tre vittorie, un pareggio contro la Juventus e una sconfitta contro l'Inter arrivando anche a toccare il primo posto in classifica per qualche ora alla 7ª giornata con 14 punti. Il 19 ottobre vince il derby con il Palermo per 2-0. Terminato il girone d'andata all'undicesimo posto con 25 punti e a +10 dalla zona retrocessione, nel girone di ritorno, dopo aver inizialmente attraversato il momento peggiore del campionato (2 punti in 6 partite tra gennaio e febbraio ed eliminazione in Coppa Italia ad opera della Juventus), il Catania si allontana definitivamente dalla zona retrocessione con due vittorie consecutive contro Reggina e Palermo, con quest'ultima che, conseguita al Barbera di Palermo con il risultato storico di 0-4, permise al Catania di ritrovare la vittoria in trasferta dopo 33 turni e stabilire il record di gol di scarto realizzati in una partita fuori casa. La salvezza matematica arriva alla 35ª giornata con tre turni d'anticipo, nonostante la sconfitta casalinga contro la Fiorentina. La domenica successiva, battendo il Napoli in casa per 3-1, il Catania ottiene l'allora record di punti conquistati in Serie A (43). A termine di questa gara Zenga annuncia l'addio alla società etnea.

Palermo[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 giugno 2009, subentrando all'esonerato Davide Ballardini, firma un contratto biennale con opzione per il terzo, ricco di incentivi in base ai risultati,[75] con il Palermo di Maurizio Zamparini, con una trattativa durata pochi giorni.[76][77][78][79] Esordisce sulla panchina rosanero il 15 agosto nel Terzo turno di Coppa Italia contro la SPAL (4-2). La sua avventura a Palermo dura cinque mesi: il 23 novembre 2009 viene sollevato dall'incarico in seguito a risultati poco positivi, nonostante alcuni risultati discreti come il successo interno del suo Palermo per 2-0 sulla Juventus in Serie A, culminati il giorno precedente nella 13ª giornata di campionato, nel derby casalingo pareggiato per 1-1 contro il Catania,[80][81] venendo sostituito da Delio Rossi.[82]

Tra i risultati positivi della sua gestione ci sono le vittorie contro Napoli (2-1) alla prima giornata, Juventus (2-0) alla settima e l'unica esterna all'ottava contro il Livorno (2-1). Nella trasferta a San Siro contro l'Inter persa per 5-3, sotto di quattro reti dopo il primo tempo, la squadra segna tre reti in dodici minuti nel secondo. Dalla 5ª alla 9ª la squadra resta imbattuta (due pareggi seguiti da tre vittorie), mentre dalla 10ª al derby la squadra non vince alcuna partita e ottiene due soli punti. Durante la sua esperienza palermitana ottiene il nomignolo di Coach Z.[12][83][84] Zenga rescinde il contratto con la società rosanero il 12 gennaio 2010.[85]

Arabia Saudita ed Emirati Arabi[modifica | modifica wikitesto]

Zenga ad Abu Dhabi nel 2011.
Al-Nassr[modifica | modifica wikitesto]

L'11 maggio 2010 firma un contratto biennale con gli arabi dell'Al-Nassr di Riyad, tornando ad allenare nel Golfo dopo l'esperienza del 2007 alla guida dell'Al-Ain.[86][87] Il 24 dicembre viene esonerato,[88] affermando in seguito di non aver ricevuto per sei mesi lo stipendio pattuito.[89]

Al-Nasr[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 gennaio 2011 si accorda con l'Al-Nasr di Dubai.[90] Porta la squadra al 3º posto finale in campionato, piazzandosi dietro al Baniyas SC e ai campioni dell'Al-Jazira e qualificandosi alla AFC Champions League.

Il 17 dicembre 2011 esce nel 2º girone della Coppa del Presidente degli Emirati Arabi Uniti e il 1º marzo 2012, nonostante la vittoria per 2-0 contro lo Sharjah, abbandona ai gironi anche l'Emirates Cup. Il 7 marzo debutta in Champions League (prima apparizione assoluta anche per il club) nella prima partita della fase a gironi perde per 1-0 in trasferta contro gli iraniani del Sepahan; termina il girone all'ultimo posto con 6 punti non passando il turno. In campionato si piazza questa volta al 2º posto con 41 punti dietro all'Al Ain (55 punti).

Nella stagione 2012-2013 viene eliminato agli ottavi nella Coppa del Presidente. A fine stagione la squadra ottiene il 6º posto in campionato e il 1º giugno 2013 viene esonerato nonostante un altro anno di contratto.[91][92]

Al-Jazira[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 ottobre 2013 diventa il tecnico dell'Al-Jazira, altra società degli Emirati Arabi.[93] Chiude il campionato al 3º posto, perde la finale di Emirates Cup contro l'Al-Ahli e nella Champions asiatica si ferma agli ottavi. Il 15 maggio 2014, dopo soli sette mesi, risolve il contratto con il club.[94]

Il breve ritorno in Italia e negli Emirati Arabi, l'esperienza inglese[modifica | modifica wikitesto]

Zenga alla guida del Wolverhampton nel 2016.

Dopo essere stato vicino all'Inter a novembre (gli viene preferito Roberto Mancini)[95] e al Cagliari a dicembre (rifiuta per rimanere a Dubai),[96] l'11 giugno 2015 Zenga ritorna alla Sampdoria da allenatore con un contratto annuale sostituendo Siniša Mihajlović, rincasando così a distanza di 6 anni dall'ultima esperienza italiana al Palermo.[97] Fa il suo esordio nella gara di andata del terzo turno preliminare in Europa League perdendo 4-0 contro il Vojvodina. Durante la partita di ritorno, fuori casa, vincerà 2-0, venendo comunque eliminato dalla competizione. Il 10 novembre seguente, dopo la sconfitta casalinga per 0-2 contro la Fiorentina, viene esonerato.[98] In 12 partite ha messo insieme 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte. Il 26 novembre recede dal contratto con la società ligure[99].

Terminata l'esperienza nella Sampdoria, Zenga firma un contratto di 6 mesi da un milione di dollari con la squadra emiratina dell'Al-Shaab, ultima nell'UAE Arabian Gulf League. Il 30 novembre all'esordio perde contro l'Al Shabab per 1-3.[100] Il 21 febbraio 2016 rescinde consensualmente il contratto con la squadra sempre ultima in classifica avendo collezionato 1 vittoria, 1 pareggio e 9 sconfitte.[101]

Il 30 luglio dello stesso anno firma un contratto annuale con il Wolverhampton, club della seconda divisione inglese.[102] Il 6 agosto al debutto pareggia per 2-2 con il Rotherham United. Il 25 ottobre seguente viene però esonerato con la squadra al 18º posto in classifica con 16 punti (4 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte).[103]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe europee Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1978-1979 Italia Salernitana C1 3 -6 - - - - - - - - - 3 -6
1979-1980 Italia Savona C2 23 -19 - - - - - - - - - 23 -19
1980-1981 Italia Sambenedettese C1 33 -19 - - - - - - - - - 33 -19
1981-1982 B 34 -26 CI 4 -5 - - - - - - 38 -31
Totale Sambenedettese 67 -45 4 -5 - - - - 71 -50
1982-1983 Italia Inter A 0 0 CI 5 -5 CdC 0 0 - - - 5 -5
1983-1984 A 30 -23 CI 5 -6 CU 6 -7 - - - 41 -36
1984-1985 A 25 -23 CI 10 -8 CU 8 -8 - - - 43 -39
1985-1986 A 30 -33 CI 4 -4 CU 10 -11 - - - 44 -48
1986-1987 A 29 -16 CI 9 -7 CU 8 -4 - - - 46 -27
1987-1988 A 26 -31 CI 11 -8 CU 6 -4 - - - 43 -43
1988-1989 A 33 -19 CI 5 -7 CU 5 -5 - - - 43 -31
1989-1990 A 31 -26 CI 4 -3 CC 2 -2 SI 1 0 38 -31
1990-1991 A 32 -27 CI 4 -3 CU 12 -7 - - - 48 -37
1991-1992 A 31 -27 CI 6 -8 CU 2 -2 - - - 39 -37
1992-1993 A 29 -26 CI 5 -8 - - - - - - 34 -34
1993-1994 A 32 -43 CI 5 -5 CU 12 -10 - - - 49 -58
Totale Inter 328 -294 73 -72 71 -60 1 0 473 -426
1994-1995 Italia Sampdoria A 34 -37 CI 4 -6 CdC 8 -12 SI 1 -1 47 -56
1995-1996 A 7 -6 CI 0 0 - - - - - - 7 -6
Totale Sampdoria 41 -43 4 -6 8 -12 1 -1 54 -62
1996-1997 Italia Padova B 21 -20 CI 1 -1 - - - - - - 22 -21
1997 Stati Uniti New England Revolution MLS 22 -28 - - - - - - - - - 22 -28
1998 MLS 0 0 - - - - - - - - - 0 0
1999 MLS 25 -45 - - - - - - - - - 25 -45
Totale New England Revolution 47 -73 - - - - - - 47 -73
Totale carriera 530 -500 82 -84 79 -72 2 -1 693 -657

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
08/10/1986 Bologna Italia Italia 2 – 0 Grecia Grecia Amichevole -
15/11/1986 Milano Italia Italia 3 – 2 Svizzera Svizzera Qual. Euro 1988 -2
06/12/1986 La Valletta Malta Malta 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
24/01/1987 Bergamo Italia Italia 5 – 0 Malta Malta Qual. Euro 1988 -
14/02/1987 Lisbona Portogallo Portogallo 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
18/04/1987 Colonia Germania Ovest Germania Ovest 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
28/05/1987 Oslo Norvegia Norvegia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
03/06/1987 Stoccolma Svezia Svezia 1 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1988 -1
10/06/1987 Zurigo Italia Italia 3 – 1 Argentina Argentina Amichevole -
23/09/1987 Pisa Italia Italia 1 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
17/10/1987 Berna Svizzera Svizzera 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
14/11/1987 Napoli Italia Italia 2 – 1 Svezia Svezia Qual. Euro 1988 -1
05/12/1987 Milano Italia Italia 3 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Euro 1988 -
20/02/1988 Bari Italia Italia 4 – 1 URSS URSS Amichevole -1
31/03/1988 Spalato Jugoslavia Jugoslavia 1 – 1 Italia Italia Amichevole -1
27/04/1988 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 0 – 3 Italia Italia Amichevole -
04/06/1988 Brescia Italia Italia 0 – 1 Galles Galles Amichevole -1
10/06/1988 Düsseldorf Germania Ovest Germania Ovest 1 – 1 Italia Italia Euro 1988 - 1º Turno -1
14/06/1988 Francoforte Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Euro 1988 - 1º Turno -
17/06/1988 Colonia Italia Italia 2 – 0 Danimarca Danimarca Euro 1988 - 1º Turno -
22/06/1988 Stoccarda URSS URSS 2 – 0 Italia Italia Euro 1988 - Semif. -2
19/10/1988 Pescara Italia Italia 2 – 1 Norvegia Norvegia Amichevole -1
22/12/1988 Perugia Italia Italia 2 – 0 Scozia Scozia Amichevole -
22/02/1989 Pisa Italia Italia 1 – 0 Danimarca Danimarca Amichevole -
25/03/1989 Vienna Austria Austria 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
29/03/1989 Sibiu Romania Romania 1 – 0 Italia Italia Amichevole -1
22/04/1989 Verona Italia Italia 1 – 1 Uruguay Uruguay Amichevole -
26/04/1989 Taranto Italia Italia 4 – 0 Ungheria Ungheria Amichevole -
20/09/1989 Cesena Italia Italia 4 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
14/10/1989 Bologna Italia Italia 0 – 1 Brasile Brasile Amichevole -1
11/11/1989 Vicenza Italia Italia 1 – 0 Algeria Algeria Amichevole -
15/11/1989 Londra Inghilterra Inghilterra 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
21/12/1989 Cagliari Italia Italia 0 – 0 Argentina Argentina Amichevole -
21/02/1990 Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
31/03/1990 Basilea Svizzera Svizzera 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
09/06/1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1990 - 1º Turno -
14/06/1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 1990 - 1º Turno -
19/06/1990 Roma Italia Italia 2 – 0 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Mondiali 1990 - 1º Turno -
25/06/1990 Roma Italia Italia 2 – 0 Uruguay Uruguay Mondiali 1990 - Ottavi -
30/06/1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Irlanda Irlanda Mondiali 1990 - Quarti -
03/07/1990 Napoli Argentina Argentina 1 – 1 dts
(4-3 dcr)
Italia Italia Mondiali 1990 - Semif. -1
07/07/1990 Bari Italia Italia 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Mondiali 1990 - 3-4 Posto -1 3º Posto
26/09/1990 Palermo Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole -
17/10/1990 Budapest Ungheria Ungheria 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1992 -1
03/11/1990 Roma Italia Italia 0 – 0 URSS URSS Qual. Euro 1992 -
22/12/1990 Limassol Cipro Cipro 0 – 4 Italia Italia Qual. Euro 1992 -
13/02/1991 Terni Italia Italia 0 – 0 Belgio Belgio Amichevole -
01/05/1991 Salerno Italia Italia 3 – 1 Ungheria Ungheria Qual. Euro 1992 -1
05/06/1991 Oslo Norvegia Norvegia 2 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1992 -2
12/06/1991 Malmö Italia Italia 2 – 0 dts Danimarca Danimarca Scania Cup -
16/06/1991 Stoccolma Italia Italia 1 – 1 dts
(3-2 dcr)
URSS URSS Scania Cup -1
25/09/1991 Sofia Bulgaria Bulgaria 2 – 1 Italia Italia Amichevole -1
12/10/1991 Mosca URSS URSS 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1992 -
21/12/1991 Foggia Italia Italia 2 – 0 Cipro Cipro Qual. Euro 1992 -
19/02/1992 Cesena Italia Italia 4 – 0 San Marino San Marino Amichevole -
25/03/1992 Torino Italia Italia 1 – 0 Germania Germania Amichevole -
31/05/1992 New Haven Italia Italia 0 – 0 Portogallo Portogallo USA Cup -
04/06/1992 Boston Italia Italia 2 – 0 Irlanda Irlanda USA Cup -
Totale Presenze (35º posto) 58 Reti -21

Record[modifica | modifica wikitesto]

  • Portiere con la più lunga striscia di imbattibilità nella storia dei Mondiali: 517 minuti.[7]
  • Portiere con più presenze nella storia dell'Inter: 473.[23]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 25 ottobre 2016

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale Vittorie %
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
1998 Stati Uniti New England Revolution MLS 6 2 0 4 6 2 0 4 33,33
1999 MLS 20 8 4 8 20 8 4 8 40,00
2000-2001 Italia Brera D 3 2 0 1 3 2 0 1 66,67
2002-2003 Romania National Bucureșt DA 30 12 7 11 CR 7 5 0 2 CU 6 2 1 3 43 19 8 16 44,19
2004-2005 Romania Steaua Bucureșt DA 30 19 6 5 CR 1 0 0 1 CU 12 5 2 5 49 24 8 11 48,98
2005-2006 Serbia Stella Rossa Belgrado SLs 30 25 3 2 CS 5 5 0 0 CU 8 3 3 2 43 33 6 4 76,74
2006-2007 Turchia Gaziantepspor SL 17 5 5 7 TK 4 3 0 1 21 8 5 8 38,10
2006-2007 Emirati Arabi Uniti Al-Ain UAE 13 6 4 3 CEA 4 3 0 1 ACL 6 1 3 2 23 10 7 6 43,48
2007-2008 Romania Dinamo Bucureșt LI 11 5 4 2 CR 1 1 0 0 CU 2 1 0 1 14 7 4 3 50,00
2007-2008 Italia Catania A 7 2 2 3 CI 2 0 1 1 9 2 3 4 22,22
2008-2009 A 38 12 7 19 CI 3 2 0 1 41 14 7 20 34,15
Totale Catania 45 14 9 22 5 2 1 2 50 16 10 24 32,00
2009-2010 Italia Palermo A 13 4 5 4 CI 1 1 0 0 14 5 5 4 35,71
2010-2011 Arabia Saudita Al-Nassr SPL 16 7 8 1 16 7 8 1 43,75
2010-2011 Emirati Arabi Uniti Al-Nasr UAE 11 5 4 2 CEA+EC 1 0 0 1 12 5 4 3 41,67
2011-2012 UAE 22 11 8 3 CEA+EC 1+10 0+3 0+3 1+4 ACL 6 2 0 4 39 16 11 12 41,03
2012-2013 UAE 26 11 6 9 CEA+EC 1+8 0+2 0+3 1+3 ACL 7 1 1 5 42 14 10 18 33,33
Totale Al-Nasr 59 27 18 14 21 5 6 11 13 3 1 9 93 35 25 33 37,63
2013-2014 Emirati Arabi Uniti Al-Jazira UAE 21 8 7 6 CEA+EC 0+5 0+2 0+1 0+2 ACL 8 3 1 4 34 13 9 12 38,24
2015-2016 Italia Sampdoria A 12 4 4 4 CI UEL 2 1 0 1 14 5 4 5 35,71
2015-2016 Emirati Arabi Uniti Al-Shaab UAE 11 1 1 9 CEA+EC 0+1 0+1 0+0 0+0 12 2 1 9 16,67
2016-2017 Inghilterra Wolverhampton FLC 14 4 4 6 FAC+FLC 0+3 0+2 0+0 0+1 17 6 4 7 35,29
Totale carriera 351 153 89 109 58 30 8 20 57 19 11 27 - - - - 466 202 108 156 43,35

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Zenga festeggia assieme ad Aldo Serena la vittoria dello scudetto dei record

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Sambenedettese: 1980-1981
Inter: 1988-1989
Inter: 1989
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Inter: 1990-1991, 1993-1994

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1986-1987
1989, 1990, 1991

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Steaua Bucarest: 2004-2005
Stella Rossa Belgrado: 2005-2006
Stella Rossa Belgrado: 2005-2006

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[104]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Almanacco illustrato del Calcio 1990, Modena, Panini, 1989, p. 75.
  2. ^ Come direttore tecnico insieme all'allenatore Cosmin Olaroiu.
  3. ^ Dal 21 gennaio 2013 al fianco del direttore tecnico Sven-Göran Eriksson.
  4. ^ a b c Fabio Monti, ZENGA, Walter, in Enciclopedia dello Sport – Calcio, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.
  5. ^ IFFHS' Century Elections, rsssf.com. URL consultato il 19 luglio 2015.
  6. ^ Buffon miglior portiere degli ultimi 25 anni, repubblica.it, 25 gennaio 2012.
  7. ^ a b c Minuti di imbattibilità portieri Repubblica.it
  8. ^ (EN) José Luis Pierrend, IFFHS' World Best Goalkeeper of the Year, rsssf.com, 2 febbraio 2017.
  9. ^ Giorgio Dell'Arti e Lorenzo Coraggio, Biografia di Walter Zenga, cinquantamila.it, 30 ottobre 2014.
  10. ^ Statistiche di Jacopo Zenga su Tuttocalciatori.net
  11. ^ Sabrina Vinciguerra/astra, Corriere dello Sport, 25 luglio 2010.
  12. ^ a b Fiocco rosa in casa Zenga: è nata Samira Ilpalermocalcio.it
  13. ^ ZENGA: "Il sogno? Io ambasciatore dell'Inter di Thohir. A Mazzarri dico...", fcinter1908.it.
  14. ^ Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi, icbsa.it. URL consultato il 30 ottobre 2009.
  15. ^ Zenga, un libro in uscita per l’allenatore blucerchiato, sampnews24.com, 8 ottobre 2015.
  16. ^ Nicola Cecere, La nuova sfida di Zenga: a Bucarest per rinascere, in La Gazzetta dello Sport, 25 luglio 2002. URL consultato il 25 febbraio 2016.
  17. ^ Sampdoria, ecco lo zen di coach Zenga. 20 regole valide per il calcio e per la vita, gazzetta.it, 13 ottobre 2015.
  18. ^ L'ultima uscita di Zenga zingaro della panchina, ilgiornale.it. URL consultato il 30 ottobre 2009.
  19. ^ a b Zenga: "Ora voglio vincere. Salvo il Catania, sogno l'Inter" Repubblica.it
  20. ^ Walter Zenga al posto di Capello come commentatore Rai, in Trentino, 4 febbraio 2008. URL consultato il 25 febbraio 2016.
  21. ^ a b c d Pagliuca e Zenga, sfida all'ultimo volo, in La Stampa, 22 settembre 1991, p. 27.
  22. ^ a b c Giovanni Battistuzzi, Mister con i guanti, ilfoglio.it, 17 agosto 2015.
  23. ^ a b c d Filippo Nassetti, 5 portieri scudettati per 50 anni di Inter, visti da Luciano Castellini, panorama.it, 8 gennaio 2016.
  24. ^ a b c d Licia Granello, A Sacchi piace il n. 1 in silenzio, in la Repubblica, 8 settembre 1992.
  25. ^ a b Fulvio Bianchi, Zenga contro tutti, in la Repubblica, 5 luglio 1990.
  26. ^ a b c d e f g h Beppe Di Corrado, Walter Zenga, in Il Foglio, 1º dicembre 2007.
  27. ^ Furio Zara, Zenga e Simeone, cuore e talento, corrieredellosport.it, 28 aprile 2011.
  28. ^ Carlo Grandini, Giulio Nascimbeni e Roberto Perrone, Brera, la firma impossibile da imitare, in Corriere della Sera, 20 dicembre 1992.
  29. ^ Tutti i numeri di Zenga, in La Gazzetta Sportiva, 12 settembre 1993, p. 3.
  30. ^ a b Marco Ansaldo, Peruzzi. La mia sfida con Zenga, in La Stampa, 26 febbraio 1995, p. 33.
  31. ^ Fabio Bianchi, Zenga e Tacconi: quando la rivalità era uno spettacolo, in La Gazzetta dello Sport, 18 ottobre 2002.
  32. ^ Gianni Ranieri, Zenga: Napoli ci amerà, in Stampa Sera, 2 luglio 1990, p. 6.
  33. ^ Gigi Garanzini, Portieri, anche i piedi hanno le ali, in Corriere della Sera, 28 giugno 1993, p. 29. (archiviato dall'url originale il ).
  34. ^ Dario Prestigiacomo e Valerio Tripi, Ecco tutti i moduli di Zenga per l'operazione Champions, in la Repubblica, 18 giugno 2009.
  35. ^ Da "Le testimonianze" (allegato pdf al sito macallesi.it) a pag. 8 e 9 che ha pubblicato il suo secondo cartellino.
  36. ^ Il nome della società è stato fin dal 1927 storpiato in "Maccalesi" tanto da essere stato adottato dai giocatori della società stessa il diminutivo "Macca".
  37. ^ Nella sede di viale Ungheria dove all'epoca c'erano i capannoni della Caproni.
  38. ^ Matteo Cruccu, «Per quella maglia falsificai la mia età», milano.corriere.it, 14 settembre 2010. URL consultato il 14 giugno 2012.
  39. ^ Walter Zenga: dai pali alla panchina!, calciopro.com. URL consultato il 17 febbraio 2010.
  40. ^ Lascia il campo in lacrime, club vuole cacciarlo, resport.it. URL consultato il 27 agosto 2013.
  41. ^ Licia Granello, Mia cara Inter ti lascio così, in la Repubblica, 19 novembre 1987.
  42. ^ Gianni Mura, 7,5 a Berti (escluso il look), in la Repubblica, 30 maggio 1989. URL consultato il 30 ottobre 2016.
  43. ^ Fabio Monti, Zenga, l'ultima uscita è su Pagliuca, in Corriere della Sera, 22 luglio 1994, p. 35. URL consultato il 19 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il ).
  44. ^ Zenga e gli ultimi veleni, in la Repubblica, 22 luglio 1994.
  45. ^ Zenga: 'mi metto all'asta', in la Repubblica, 29 aprile 1996.
  46. ^ Zenga e Vierchowod, si ricomincia, in la Repubblica, 27 giugno 1996.
  47. ^ L'addio di Zenga 'stufo degli insulti', in la Repubblica, 5 marzo 1997.
  48. ^ Germano Bovolenta, Zenga a stelle e strisce, in La Gazzetta dello Sport, 5 marzo 1997.
  49. ^ Zenga lascia, Rai Sport, 16 gennaio 1998.
  50. ^ Zenga: "Spero non serva una serata da eroe", in la Repubblica, 29 ottobre 1986. URL consultato il 4 agosto 2016.
  51. ^ Considerando anche il periodo precedente al Mondiale, l'imbattibilità di Zenga in nazionale è durata 981 minuti (dall'ottobre 1989 al 3 luglio 1990).[senza fonte]
  52. ^ a b Fabio Monti, Sacchi ha deciso: fuori Zenga, in Corriere della Sera, 5 settembre 1992, p. 34. URL consultato il 19 luglio 2015.
  53. ^ Intervista a Luca Marchegiani: "Giocare con i piedi, che trauma!", ilnumero1.it, 4 gennaio 2014. URL consultato il 19 luglio 2015.
  54. ^ (EN) Italy - Record International Players, rsssf.com. URL consultato il 25 luglio 2016.
  55. ^ Zenga abbandona, farà l'osservatore, in la Repubblica, 16 gennaio 1998.
  56. ^ Zenga allenatore negli Usa, Rai Sport, 25 agosto 1998.
  57. ^ Zenga, addio sogno americano I New England lo esonerano, in Corriere della Sera, 2 ottobre 1999. (archiviato dall'url originale il ).
  58. ^ Brera Calcio, Zenga in panchina, in Corriere della Sera, 1º novembre 2000.
  59. ^ Brera Calcio, Zenga in panchina, in Corriere della Sera, 1º novembre 2000. (archiviato dall'url originale il ).
  60. ^ Calcio, Zenga nuovo allenatore del National Bucarest, sport.repubblica.it.
  61. ^ All change at National, uefa.com, 10 settembre 2003.
  62. ^ Zenga torna a casa, it.uefa.com, 5 dicembre 2003.
  63. ^ Calcio, ufficiale divorzio Zenga-National Bucarest, sport.repubblica.it.
  64. ^ Calcio, Romania: Zenga è il nuovo tecnico della Steaua, sport.repubblica.it, 29 luglio 2004.
  65. ^ Calcio, Romania: La Steaua esonera Zenga, sport.repubblica.it, 19 maggio 2005.
  66. ^ Calcio, Zenga nuovo allenatore della Stella Rossa, sport.repubblica.it, 21 luglio 2005.
  67. ^ Zenga lascia la Stella Rossa per il Qatar, in Il Tirreno, 17 maggio 2006.
  68. ^ Calcio, Zenga firma con i turchi del Gaziantepspor, sport.repubblica.it, 14 giugno 2006.
  69. ^ Zenga: "Allenerò l'Inter... in un'altra vita" Gazzetta.it, 5 novembre 2013
  70. ^ Calcio, Turchia: Zenga divorzia dal Gaziantepspor, sport.repubblica.it, 3 gennaio 2007.
  71. ^ Zenga, addio Turchia: «Mi vuole lo sceicco», in Corriere della Sera, 4 gennaio 2007. (archiviato dall'url originale il ).
  72. ^ Ufficiale: Zenga approda all'Al Ain, m.tuttomercatoweb.com, 5 gennaio 2007.
  73. ^ Zenga: "Torno in Romania" Va alla Dinamo Bucarest, gazzetta.it, 5 settembre 2007.
  74. ^ Dinamo k.o., Zenga addio, gazzetta.it, 25 novembre 2007.
  75. ^ Zenga: gli incentivi Stadionews.it
  76. ^ Walter Zenga allenatore del Palermo Ilpalermocalcio.it
  77. ^ Zamparini: "Trattativa durata 2-3 giorni" Stadionews.it
  78. ^ Clamoroso a Palermo. L'Uomo Ragno sostituisce Ballardini, Walter Zenga è il nuovo allenatore. Mediagol.it
  79. ^ Walter Zenga: "Palermo? Mi sento un uomo fortunato" Ilpalermocalcio.it
  80. ^ Walter Zenga sollevato dall'incarico, ilpalermocalcio.it, 23 novembre 2009.
  81. ^ Il Palermo esonera Zenga Gazzetta.it
  82. ^ Delio Rossi è l'allenatore del Palermo Ilpalermocalcio.it
  83. ^ Il Palermo sfida la novità Bari. Zenga cerca tre punti e il gioco Repubblica.it
  84. ^ "Ecco perché sono Coach Z" Livesicilia.it
  85. ^ Palermo, Zamparini a ITASPORTPRESS: "Zenga ha firmato oggi la rescissione" Itasportpress.it
  86. ^ Ha firmato un biennale con l'Al-Nassr Gazzetta.it
  87. ^ Ufficiale: Walter Zenga nuovo allenatore dell'Al-Nasr, m.tuttomercatoweb.com, 11 maggio 2010.
  88. ^ Zenga esonerato dall'Al-Nassr, lastampa.it, 24 dicembre 2010.
  89. ^ Zenga, un esonero con giallo sportmediaset.mediaset.it
  90. ^ Ufficiale: Walter Zenga va ad allenare in Dubai!, m.calciomercato.com, 24 gennaio 2011.
  91. ^ (AR) شركة النصر تفسخ التعاقد مع زينغا بالتراضي Alnasrclub.com
  92. ^ Emirati Arabi, Zenga al capolinea: l'Al Nasr gli dà il benservito, repubblica.it, 2 giugno 2013.
  93. ^ (EN) Al Jazira Replaces Luis Milla with Walter Zenga Jc.ae
  94. ^ Luca Bianchin, Al Jazira-Zenga, finisce qui, in La Gazzetta dello Sport, 16 maggio 2014, p. 13.
  95. ^ Zenga: "Non allenerò mai l'Inter"
  96. ^ Al Cagliari va Zola, Zenga dice no
  97. ^ Sampdoria, è ufficiale: Zenga per il post Mihajlovic, repubblica.it, 11 giugno 2015. URL consultato il 1º dicembre 2016.
  98. ^ UFFICIALE: Sampdoria, esonerato Zenga: "Dispiaciuti per l'addio anticipato" tuttomercatoweb.com
  99. ^ Samp: rescisso il contratto con Zenga Ansa.it
  100. ^ UFFICIALE: Al Shaab, Zenga nuovo tecnico. Ma al debutto è subito ko, tuttomercatoweb.com, 1º dicembre 2015.
  101. ^ Zenga, altra avventura finita male: è divorzio dall'Al Shaab, goal.com, 21 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  102. ^ Zenga è l'allenatore del Wolverhampton. Una nuova sfida, gazzetta.it, 30 luglio 2016.
  103. ^ Il Wolverhampton ha esonerato Walter Zenga, gazzetta.it, 25 ottobre 2016.
  104. ^ Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Walter Zenga, quirinale.it. URL consultato l'8 aprile 2011.

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