Stadio Giuseppe Meazza

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Stadio Giuseppe Meazza
la Scala del calcio
il Tempio del calcio
San Siro 2014.jpg
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazionePiazzale Angelo Moratti
20151 Milano
Inizio lavori1925
Inaugurazione19 settembre 1926
StrutturaPianta quadrata
CoperturaTutti i settori
Mat. del terrenoDesso GrassMaster
Dim. del terreno105 × 68 m
Area totale355 000 
ProprietarioMilan Football Club (1925-1935)
Comune di Milano (1935-presente)
GestoreM-I Stadio s.r.l. (in concessione)
ProgettoStacchini (1925)
Perlasca (1935)
Ronca (1955)
Ragazzi e
Hoffer (1990)
Prog. strutturaleCugini (1925)
Bertera (1935)
Calzolari (1955)
Finzi (1990)
Uso e beneficiari
CalcioMilan (1926-1941 e 1945-presente) e
Inter (1947-presente)
Capienza
Posti a sedere80 018[1]
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°28′41.09″N 9°07′26.4″E / 45.47808°N 9.124°E45.47808; 9.124

Lo Stadio Giuseppe Meazza, noto anche come Stadio San Siro o semplicemente come San Siro dal quartiere in cui è ubicato, è un impianto calcistico di Milano. Di proprietà del comune milanese ospita le gare interne di Inter e Milan.

Soprannominato la Scala del calcio[2] o il Tempio del calcio, è uno degli stadi più conosciuti a livello internazionale, oltre ad essere il più capiente d'Italia, potendo ospitare 80 018 spettatori. È stato inserito al secondo posto nella classifica degli stadi più belli del mondo redatta dal prestigioso quotidiano britannico The Times nel 2009[3][4]. Inoltre, secondo i risultati di un'analisi condotta da Camera di commercio e Università degli Studi di Milano nel 2014, San Siro rappresenta uno dei massimi simboli della città dopo il Duomo e la Triennale[5].

Quadro storico[modifica | modifica wikitesto]

« La prima volta che vedi lo stadio Giuseppe Meazza [...] è impossibile non avere un sussulto. Quando è illuminato, sembra un'astronave atterrata nella periferia milanese. »

(The Times, 2009[3])
Lo stadio di San Siro poco dopo la sua inaugurazione (1926).
L'impianto come si presentava nel 1934.

Nel 1925 il presidente del Milan, Piero Pirelli, si rese promotore della costruzione di uno stadio calcistico nelle vicinanze dell'Ippodromo per il Trotto. La struttura, costruita a spese di Piero Pirelli e pensata dall'ingegnere Alberto Cugini e dall'architetto Ulisse Stacchini, era composta da quattro tribune rettilinee, una delle quali parzialmente coperta, e poteva ospitare fino a 35 000 spettatori[6].

Lo stadio fu inaugurato il 19 settembre 1926 con una partita amichevole tra Inter e Milan[7]. L'incontro si concluse per 6-3 in favore dei nerazzurri. La prima partita ufficiale si disputò qualche settimana più tardi, il 3 ottobre, in occasione della gara d'esordio del Milan nella stagione 1926-1927 contro la Sampierdarenese (vittoria per 2-1 dei genovesi).

Ampliamento e congiunzione delle tribune (1938).

Nel 1935 l'impianto venne acquistato dal Comune di Milano che contestualmente diede inizio ad una prima operazione di ampliamento costruendo quattro curve di raccordo tra le tribune e incrementando la capienza delle due tribune di testata. Al termine dei lavori, curati dall'ingegner Bertera e dall'architetto Perlasca, lo stadio aveva una nuova capienza di 55 000 spettatori[6].

Dall'ottobre del 1941 al giugno del 1945, mentre nella penisola era in corso il secondo conflitto bellico, il Milan lasciò temporaneamente San Siro per trasferirsi all'Arena Civica[8]: l'impianto era infatti difficilmente raggiungibile dai tifosi per via della penuria di energia elettrica, che era indispensabile per far funzionare i tram che portavano i rossoneri allo stadio[9]. A partire dalla stagione calcistica 1947-1948, San Siro divenne l'impianto casalingo anche dell'altra squadra milanese, l'Inter[7].

Lo stadio Giuseppe Meazza prima della costruzione del terzo anello e della copertura

Nel 1955 lo stadio subì una drastica trasformazione per via del secondo ampliamento, curato dall'ingegnere Ferruccio Calzolari e dell'architetto Armando Ronca: venne realizzata una struttura portante per un secondo anello di tribune che sovrastavano, e in parte coprivano, le vecchie tribune; la capienza totale salì così a 100 000 spettatori, che successivi provvedimenti dettati dalla sicurezza ridussero a 85 000, suddivisi tra in piedi e a sedere, all'incirca 60 000. L'immagine architettonica dello stadio venne ammodernata dalle rampe elicoidali che permettevano l'accesso al secondo anello[6]. Nel 1957 si svolsero i lavori per la realizzazione dell'impianto di illuminazione notturna, mentre dieci anni più tardi, nel 1967, venne installato il tabellone luminoso elettronico[6].

Nel 1980, l'impianto venne intitolato alla memoria di Giuseppe Meazza, calciatore di entrambe le squadre di Milano, l'Inter e il Milan, e due volte campione del mondo con la nazionale italiana[7].

Dettaglio di una delle torri che portano al terzo anello e di parte della copertura, entrambe aggiunte dopo la ristrutturazione del 1990.

Nel 1990 in occasione della Coppa del Mondo FIFA il Comune di Milano decise di dare inizio a un profondo rinnovamento dello stadio[6]. Venne costruito un terzo anello e vennero coperti tutti i posti a sedere. Il progetto, firmato dagli architetti Giancarlo Ragazzi, Enrico Hoffer e dall'ingegnere Leo Finzi, prevedeva infatti sostegni autonomi, disposti attorno allo stadio esistente, su cui poter appoggiare il nuovo anello. Vennero così realizzate undici torri cilindriche in cemento armato che davano accesso alle gradinate; quattro di queste, oltre a contenere vari locali di servizio, fungevano da sostegno alle travi reticolari di copertura. Il colore dei seggiolini installati distingueva cromaticamente i quattro settori in cui venne suddiviso lo stadio: rosso e arancione per i rettilinei, verde e blu per le curve. Gli 85 700 posti a sedere che ne risultarono furono tutti coperti da lastre in policarbonato che garantivano un maggior comfort agli spettatori e un'illuminazione naturale al campo di gioco. La parte sovrastante il terreno di gioco rimase a cielo aperto, permettendo che le partite potessero comunque svolgersi in condizioni naturali, climatiche e di luminosità. Venne anche realizzato un nuovo impianto di illuminazione.

Nell'estate 2008, in seguito ai lavori di riqualificazione dello stadio per l'adeguamento della struttura agli standard UEFA, la capienza dello stadio passò a 80 018 posti[7]. Nel quadriennio 2011-2014 l'impianto subì alcuni lavori di ammodernamento, tra cui la sostituzione del manto erboso con un tappeto in erba mista di fibre naturali e sintetiche.[10] Nell'estate del 2015 ulteriori lavori hanno interessato il primo anello rosso. Il fossato presente tra la tribuna e il campo da gioco è stato colmato per la realizzazione di nuovi "ground box" con 140 poltroncine che consentono di assistere alla partita praticamente da bordo campo. Sono state inoltre eliminate le vecchie panchine semi-interrate e portate a livello del terreno, sul modello degli stadi inglesi e inglobate nei nuovi allestimenti del settore Pitch view.[11]

Capienza[modifica | modifica wikitesto]

Vista interna dello stadio Giuseppe Meazza

I posti a sedere sono così suddivisi[1]:

Settore Posti a sedere
Primo anello 28 107
Secondo anello 32 366
Terzo anello 19 545
Sky Box 300
Tribuna d'onore 304
Posti stampa 223
Postazioni per disabili 244 (più 188 accompagnatori)
Totale 80 018

Incontri calcistici di rilievo[modifica | modifica wikitesto]

Campionato mondiale di calcio 1934[modifica | modifica wikitesto]

Data Squadra #1 Risultato Squadra #2 Fase Paganti
27 maggio 1934 Svizzera Svizzera 3-2 Paesi Bassi Paesi Bassi Ottavi di finale 33 000
31 maggio 1934 Germania Germania 2-1 Svezia Svezia Quarti di finale 3 000
3 maggio 1934 Italia Italia 1–0 Austria Austria Semifinali 35 000

Campionato europeo di calcio 1980[modifica | modifica wikitesto]

Data Squadra #1 Risultato Squadra #2 Fase Paganti
12 giugno 1980 Spagna Spagna 0-0 Italia Italia Gruppo B 46 337
15 giugno 1980 Belgio Belgio 2-1 Spagna Spagna Gruppo B 11 430
17 giugno 1980 Paesi Bassi Paesi Bassi 1-1 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Gruppo A 11 889

Campionato mondiale di calcio 1990[modifica | modifica wikitesto]

La rete di Omam-Biyik che decise la partita inaugurale del mondiale tra Argentina e Camerun.
Data Squadra #1 Risultato Squadra #2 Fase Paganti
8 giugno 1990 Argentina Argentina 0-1 Camerun Camerun Gruppo B 74 500
10 giugno1990 bandiera Germania Ovest 4-1 bandiera Jugoslavia Gruppo D 74 765
15 giugno1990 bandiera Germania Ovest 5-1 Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti Gruppo D 71 169
19 giugno 1990 bandiera Germania Ovest 1-1 Colombia Colombia Gruppo D 72 510
24 giugno 1990 bandiera Germania Ovest 2-1 Paesi Bassi Paesi Bassi Ottavi di finale 74 559
1 luglio 1990 Cecoslovacchia Cecoslovacchia 0-1 bandiera Germania Ovest Quarti di finale 73 347

Finali competizioni europee per club[modifica | modifica wikitesto]

UEFA Champions League[modifica | modifica wikitesto]

I giocatori dell'Inter festeggiano la vittoria della seconda Coppa dei Campioni vinta nel 1965 sul campo di San Siro.
Data Squadra #1 Risultato Squadra #2 Stagione Paganti
27 maggio 1965 Inter 1-0 Benfica 1964-65 72 623
6 maggio 1970 Feyenoord 2-1 (d.t.s.) Celtic 1969-70 53 187
23 maggio 2001 Bayern Monaco 1-1 (d.t.s.); 5-3 d.c.r. Valencia 2000-01 71 500
28 maggio 2016 Real Madrid 1-1 (d.t.s.); 5-3 d.c.r. Atlético Madrid 2015-16 71 942

Coppa UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Il Parma si aggiudica la sua prima Coppa Uefa nel 1995 a Milano, campo scelto dalla Juventus per la sua gara casalinga.
Data Squadra #1 Risultato Squadra #2 Stagione Paganti
8 maggio 1991 Inter 2-0 Roma 1990-91 66 887
11 maggio 1994 Inter 1-0 Salisburgo 1993-94 67 000
17 maggio 1995 Juventus 1-1 Parma 1994-95 80 754
21 maggio 1997 Inter 1-0 (d.t.s.);
1-4 d.c.r.
Schalke 04 1996-97 80 326

Supercoppa Europea[modifica | modifica wikitesto]

Il Milan si aggiudica la sua prima Supercoppa nel dicembre 1989, battendo il Barcellona nella gara di ritorno a Milano.

Quando ancora la Supercoppa Europea non veniva assegnata in gara unica su campo neutro, per quattro edizioni il Milan disputò la sua gara casalinga tra le mura amiche aggiudicandosi il trofeo per due volte.

Data Squadra #1 Risultato Squadra #2 Stagione Paganti
9 gennaio 1974 Milan 1-0 Ajax 1973 12 853
7 dicembre 1989 Milan 1-0 Barcellona 1989 52 093
2 febbraio 1994 Milan 0-2 (d.t.s.) Parma 1993 24 074
8 febbraio 1995 Milan 2-0 Arsenal 1994 23 953

Museo[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurato il 5 ottobre 1996, il museo (primo in Italia allestito all'interno di uno stadio), racconta la storia dell'Inter e del Milan attraverso una raccolta di cimeli quali maglie storiche, coppe e trofei, palloni, scarpe, oggetti d'arte, oggetti e ricordi di ogni genere. Il museo è situato nell'area del secondo anello blu.

San Siro 2011.jpg
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Panorama dello Stadio.

Attività extracalcistiche[modifica | modifica wikitesto]

Le nazionali di rugby dell'Italia e della Nuova Zelanda ascoltano gli inni nazionali prima dell'incontro avvenuto allo stadio Giuseppe Meazza nel 2009
Preparazione del palco per il concerto del cantautore italiano Zucchero allo stadio Giuseppe Meazza del giugno 2008

Lo stadio è stato teatro di due incontri della nazionale italiana di rugby, nel 1988 contro la Romania (match valido per la Coppa FIRA)[12] e nel 2009 contro la Nuova Zelanda, facendo registrare in questo caso un'affluenza di più di 80 000 spettatori, record italiano per un incontro di tale disciplina.[13][14]

Negli anni 1960 aveva ospitato anche vari incontri di boxe, tra cui l'incontro del maggio 1968 valido per l'assegnazione del titolo mondiale dei pesi superwelter tra Sandro Mazzinghi e Kim Ki-soo.

Concerti[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto ha ospitato i concerti di diversi artisti internazionali, come Bob Marley nel giugno del 1980 o, in tempi più recenti, gli One Direction nel giugno del 2014 e i Coldplay nel luglio del 2017. Tra gli italiani, Edoardo Bennato nel luglio del 1980[15] e Laura Pausini nel giugno del 2007 sono stati rispettivamente il primo artista uomo e la prima artista donna a far segnare il tutto esaurito. Nel giugno del 2009 lo stadio è stato teatro del concerto benefico Amiche per l'Abruzzo, che ha visto la stessa Pausini assieme a Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Giorgia ed Elisa nel ruolo di madrine.[16][17] Nel 2016 Laura Pausini diventa la prima artista donna a tenere due concerti consecutivi nello stadio milanese, il 4 e 5 giugno.[18] Vasco Rossi, oltre ad essere l'artista che si è esibito il maggior numero di volte a San Siro, detiene anche il record di concerti consecutivi realizzati: quattro date nel tour del 2011 (16, 17, 21 e 22 giugno), eguagliate dal tour del 2014 (4, 5, 9 e 10 luglio).[19][20] Mentre l'artista straniero ad aver tenuto il maggior numero di concerti a San Siro è Bruce Springsteen.

Visita pastorale[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 marzo 2017 lo Stadio ha accolto l'ultima tappa della visita pastorale di Papa Francesco alla Città di Milano. L'incontro, destinato ai cresimandi, accompagnati da padrini, madrine, genitori ed educatori, ha registrato la partecipazione di oltre 78mila persone.[21]

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio è servito dalle seguenti linee di collegamento Atm:

Servizio Fermata Linea
Metropolitana di Milano Logo Metropolitane Italia.svg San Siro Stadio Milano linea M5.svg
San Siro Ippodromo Milano linea M5.svg
Lotto Milano linea M1.svg
Tram Italian traffic signs - icona tram inv 2.svg Piazza Axum (Stadio) 16

Media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportate le opere cinematografiche e televisive, reperibili in lingua italiana, dove lo stadio appare in una o più scene.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Struttura, sansiro.net. URL consultato il 21 febbraio 2017.
  2. ^ Luca Guazzoni, Buon compleanno San Siro, Il Giorno, 19 settembre 2011. URL consultato l'11 luglio 2012.
  3. ^ a b (EN) The top ten football stadiums, The Times. URL consultato il 28 novembre 2014.
  4. ^ Gianni Santucci, San Siro, il secondo stadio più bello, Corriere della Sera, 11 agosto 2009. URL consultato l'11 luglio 2012.
  5. ^ Duomo, Triennale e San Siro I simboli di Milano per gli stranieri, Corriere della Sera, 7 luglio 2014. URL consultato il 21 febbraio 2017.
  6. ^ a b c d e Storia, sansiro.net. URL consultato il 21 febbraio 2017.
  7. ^ a b c d Stadio San Siro - Giuseppe Meazza: mappa, posti e settori, acmilan.com. URL consultato l'11 luglio 2012.
  8. ^ Panini, 1999, pp. 174-190.
  9. ^ Panini, 1999, p. 174.
  10. ^ A San Siro arriva il sintetico, Sport Mediaset, 20 aprile 2012. URL consultato l'11 luglio 2012.
  11. ^ Oriana Liso, Milano, campionato al via ma San Siro è un cantiere: "Sarà uno stadio a cinque stelle", in Repubblica.it, 23 agosto 2015. URL consultato il 1 novembre 2017.
  12. ^ Febbre da rugby, San Siro al completo per la sfida Italia-All Blacks, Corriere della Sera, 5 novembre 2009. URL consultato l'11 luglio 2012.
  13. ^ L'Italia sconfitta dagli All Blacks, Corriere della Sera, 14 novembre 2009. URL consultato il 7 dicembre 2009.
  14. ^ Vincono gli All Blacks 20-6. Orgoglio Italia nella ripresa, La Gazzetta dello Sport, 14 novembre 2009. URL consultato l'11 luglio 2012.
  15. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato – Venderò la mia rabbia, Roma, Arcana Editore, 2011, pp. 271-276.
  16. ^ Concerto Amiche per l'Abruzzo, amicheperlabruzzo.com. URL consultato il 14 settembre 2010.
  17. ^ Voci di donne, festa a San Siro 57.000 dalle Amiche per l'Abruzzo, la Repubblica, 22 giugno 2009. URL consultato il 14 settembre 2010.
  18. ^ Laura Pausini, prima donna a cantare per due date di fila a San Siro, Radio Italia, 30 dicembre 2015. URL consultato l'11 gennaio 2016.
  19. ^ Gabriele Antonucci, Vasco Rossi a San Siro: una storia d'amore e sold out, in Panorama.it, 4 luglio 2014. URL consultato il 1 novembre 2017.
  20. ^ Claudia Gagliardi, Vasco Rossi accende San Siro: scaletta del concerto e nuove date nel 2015, in Optimagazine - webzine di Optima Italia, 5 luglio 2014. URL consultato il 1 novembre 2017.
  21. ^ Francesco Loiacono, Papa Francesco agli 80mila cresimandi di San Siro: “Promettete a Gesù di non essere mai bulli”, in Fanpage.it, 25 marzo 2017. URL consultato il 1 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Almanacco illustrato del Milan, 1ª ed., Panini, 1999.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]