Gino Bramieri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gino Bramieri
Gino Bramieri 1975.jpg
Gino Bramieri nel 1975
NazionalitàItalia Italia
GenereCabaret
Pop
Periodo di attività musicale1943 – 1996

Gino Bramieri, all'anagrafe Luigi Bramieri (Milano, 20 giugno 1928Milano, 18 giugno 1996), è stato un comico, cantante e attore italiano di cinema e televisione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ancora quattordicenne inizia a lavorare nella città natale come impiegato presso la Banca Commerciale Italiana, nella sede di piazza della Scala.

Il suo debutto come artista risale alla fine del 1943, in uno spettacolo a favore degli sfollati nella piazza di Rovellasca. Il suo debutto teatrale, invece, a sedici anni (con un'unica battuta: «C'è una lettera per te!»), il 27 settembre 1944 al Teatro Augusteo di Milano, in Cretinopoli. Il suo primo vero spettacolo con pubblico pagante, infine, è all'Anteo, con: Brabito (dal nome dei tre protagonisti: Bramieri, Bisi, Tognato).

Ha lavorato con Franco e Ciccio, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Nino Taranto, Raimondo Vianello, Totò. È stato interprete di oltre trenta film. In TV ottenne grande successo nel programma condotto da Corrado L'amico del giaguaro con Raffaele Pisu e Marisa Del Frate. Sulle reti Mediaset, negli ultimi anni della sua vita, è stato protagonista della sit-com Nonno Felice e del suo spin-off Norma e Felice.

Gino Bramieri e Lola Falana negli anni settanta

Italo Terzoli ed Enrico Vaime sono stati i suoi autori "di riferimento": con i loro copioni ha ottenuto grandi successi nel teatro leggero, da La sveglia al collo ad Anche i bancari hanno un'anima e La vita comincia ogni mattina (spettacoli prodotti, dalla fine degli anni sessanta, da Garinei e Giovannini, con i quali Bramieri cominciò la sua collaborazione nel 1969 con Angeli in bandiera in "ditta" con Milva).

È stato il conduttore, tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta, del varietà radiofonico Batto quattro, sempre a firma di Terzoli e Vaime, in onda il sabato mattina sul Secondo Programma per il quale diede vita ad alcuni suoi personaggi/macchiette (famoso "il Carugati"). Negli stessi anni è stato protagonista di numerose serie di varietà televisivi trasmessi dalla RAI: Tigre contro tigre (1966), Il signore ha suonato? (1966), Eccetera, eccetera (1967), E noi qui (1970), Hai visto mai? (1973), Punto e basta (1975), della serie del G. B. Show (1982-88), sempre affiancato da grandi showgirl come Loretta Goggi, Sylvie Vartan, Lola Falana, oltre alla sua partecipazione in altri grandi varietà, come Milleluci, Felicibumtà. È stato tra i primi attori comici a partecipare - in gara - al Festival di Sanremo presentando nel 1962 i brani Lui andava a cavallo e Pesca tu che pesco anch'io.

Gino Bramieri (a sinistra), in compagnia di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello nel 1958

Oltre a una grande maestria nel condurre scenette comiche e nel creare personaggi e macchiette, la sua specialità era quella di raccontare barzellette, che in genere erano molto brevi (a volte fatte di sole due battute, "botta e risposta"), e spesso un po' surreali; di questa sua abilità amava dire: "Il problema di raccontare una bella barzelletta è che inevitabilmente ne fa venire in mente una orribile a chi l'ascolta"[1]. Questa sola particolarità lo rese maggiormente famoso, considerando soprattutto che le barzellette che sapeva raccontare erano svariate migliaia, peraltro raccolte in una serie di volumi tra cui 50 chili fa, ispirato alla forte perdita di peso che, a inizio anni settanta, consentì al grande comico milanese di trovare una nuova e più completa dimensione artistica. Una sua serie di pubblicità per Carosello, quella del Moplen, fu fra le più apprezzate dal pubblico.

Il 5 febbraio 1981, alla guida di un'Alfa 6, Bramieri si trovava con Liana Trouche, moglie di Aldo Giuffré, con cui stava recitando nelle repliche dello spettacolo di Terzoli e Vaime Felici e contenti, per la regia di Garinei e Giovannini. L'auto percorrendo l'autostrada A16 uscì fuori strada e l'attrice, che non indossava la cintura di sicurezza nonostante il mezzo ne fosse provvisto (l'obbligo di usarla sarebbe però arrivato nel 1989), fu sbalzata fuori dall'abitacolo e morì sul colpo.

Gino Bramieri muore per un tumore del pancreas il 18 giugno 1996, all'età di quasi 68 anni[2]. La cerimonia funebre viene officiata presso la basilica di San Nazaro in Brolo, in corso di porta Romana, a Milano, alla presenza di oltre duemila persone. Avvolto nella bandiera nerazzurra, data la sua grande fede per la squadra milanese dell'Inter, viene tumulato alla Galleria OP Superiore delle Terrazze di Levante del Cimitero Monumentale di Milano, nel sarcofago 9; il 2 novembre 2005 il suo nome si merita l'iscrizione al Famedio del medesimo cimitero[3][4][5].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Si sposò diciannovenne con Maria Barbieri nel 1948 e si separò dopo quasi quarant'anni, senza mai divorziare: dal matrimonio nacque il figlio Cesare. Ebbe anche due compagne, Ida Petruccetti (per 16 anni) e Angela Baldassini, che fu al suo fianco nell'ultimo periodo. Visse a lungo in un appartamento della Torre Velasca.

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Varietà televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • 50 chili fa, con cinque prefazioni sperimentali di Italo Terzoli e Enrico Vaime, con LP, Milano, Bietti, 1973.
  • Io Bramieri vi racconto 400 barzellette, Milano, De Vecchi, 1976.
  • Cari ragazzi... vi racconto un litro di barzellette, Milano, De Vecchi, 1977.
  • La cucina di Gino Bramieri. 252 ricette allegre e gustose, Milano, De Vecchi, 1977.
  • Io Bramieri, ve le racconto in un orecchio. Barzellette per adulti, Milano, De Vecchi, 1977; Barzellette v.m. 18 anni. Io, Bramieri, ve le racconto in un orecchio, Milano, De Vecchi, 1987. ISBN 88-412-5123-9.
  • Il grande libro delle barzellette, Milano, De Vecchi, 1978.
  • Italiani come me, sparliamoci addosso, Milano, De Vecchi, 1978.
  • Barzellette su lei, lui e..., Milano, De Vecchi, 1981.
  • Le mie nuovissime barzellette, Milano, De Vecchi, 1981.
  • Barzellette su Onorevoli, Commendatori & Compagni, Milano, De Vecchi, 1982.
  • Le barzellette irriverenti (suore, frati, vescovi, beati, dannati & affini), Milano, De Vecchi, 1982.
  • Ridere da matti con Gino Bramieri, Milano, De Vecchi, 1982.
  • Le mie nuovissime barzellette su denaro e ricchezza, Milano, De Vecchi, 1983.
  • Il mio nuovissimo cocktail di barzellette, Milano, Omega, 1983.
  • Barzellette su... corna e cornuti, Milano, De Vecchi, 1984.
  • Il libro d'oro delle mie barzellette. Per tutti e per tutte le occasioni, Milano, De Vecchi, 1984.
  • Una Milano mai vista, con Leonida Villani, collaborazione di Bruno Castellino, realizzazione fotografica di Massimo Dones, con il contributo di Rodolfo Perondi, Milano, Celip, 1985.
  • Il grande libro delle barzellette, Milano, De Vecchi, 1986.
  • Le mie nuovissime barzellette sui ricchi e... i poveri, Milano, De Vecchi, 1986. ISBN 88-412-5118-2.
  • L'enciclopedia delle barzellette, Milano, Club degli editori, 1987.
  • Il meglio di Gino Bramieri. Il libro d'oro delle mie barzellette da leggere, ridere e raccontare, Milano, De Vecchi, 1988. ISBN 88-412-5106-9.
  • Sai l'ultima? Barzellette su amore e matrimonio per ridere da matti, Milano, De Vecchi, 1992. ISBN 88-412-5130-1.
  • Ridi con me! Le ultimissime barzellette di Bramieri su denaro e ricchezza, Milano, De Vecchi, 1993. ISBN 88-412-5132-8.
  • Barzellette per ragazzi, Milano, De Vecchi, 1996; Santarcangelo di Romagna, Rl, 2008. ISBN 978-88-6262-073-4.
  • Le più belle barzellette di Gino Bramieri, Milano, DVE Italia, 2002. ISBN 88-412-5170-0.
  • La sai questa?, a cura di Roberto Buffagni, con VHS, Milano, Mondadori, 2003. ISBN 88-04-51477-9.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gino Bramieri, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano, volume quarto (a gratis)
  2. ^ Addio Gino maestro della risata in La Repubblica del 19 giugno 1996
  3. ^ Bramieri, l'ultimo applauso in Corriere della Sera del 21 giugno 1996
  4. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.
  5. ^ Bramieri nel Famedio: è l’«ultima» di Gino, in ilGiornale.it. URL consultato il 09 giugno 2017.
  6. ^ A Roma un viale dedicato a Bramieri in Corriere della Sera del 25 giugno 2009

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Bramieri e Antonio Barbato, Ciao Gino!, Milano, Mursia, 1998, ISBN 88-425-2315-1.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN269396988 · ISNI: (EN0000 0001 1437 1839 · SBN: IT\ICCU\CFIV\055109 · LCCN: (ENn79034936 · GND: (DE123747775