Stadio Olimpico (Roma)

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Coordinate: 41°56′01.94″N 12°27′16.97″E / 41.933872°N 12.454714°E41.933872; 12.454714Lo stadio Olimpico è un impianto sportivo polifunzionale italiano di Roma; si trova al Foro Italico, alle pendici di Monte Mario, nel settore nordoccidentale della Capitale. Ideato nel 1927 e originariamente noto come stadio dei Cipressi, nacque su progetto di Enrico Del Debbio per poi essere ripreso nel 1937 da Luigi Moretti e usato come quinta scenica dei giochi del periodo fascista; abbandonato durante la guerra e usato come autoparco dalle truppe alleate, nel 1949 ne fu deciso dal CONI, suo proprietario, il completamento a cura di Annibale Vitellozzi, che lo ultimò nel 1953; all'epoca noto come stadio dei Centomila per via della capienza che si aggirava intorno ai 100 000 posti, fu ribattezzato stadio Olimpico dopo l'assegnazione a Roma dei giochi della XVII Olimpiade del 1960. Ospita fin dall'inaugurazione, avvenuta il 17 maggio 1953, gare di calcio, atletica leggera e, talora, anche di rugby, oltre a eventi extrasportivi come concerti e rappresentazioni sceniche.

Stadio Olimpico
Stadio dei Cipressi
Stadio dei Centomila
2012-03-17 ITA - SCO prematch.jpg
Riscaldamento dei giocatori della Nazionale italiana di rugby prima del match del Sei Nazioni 2012 contro la Scozia allo stadio Olimpico di Roma
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Viale dello Stadio Olimpico
Foro Italico
I-00135 Roma
Tel. +39 06 36851
Inizio lavori 1927
Inaugurazione 1953
Struttura Pianta ovale, struttura in cemento armato
Copertura Totale
Pista d'atletica a 9 corsie
Costo 3 400 000 000
Ristrutturazione 1990
Costi di ricostr. 212 000 000 000
Mat. del terreno Erba
Dim. del terreno 105 × 68
Area dell'edificio 33 500 m²
Proprietario CONI
Progetto Enrico Del Debbio (1927)
Luigi Moretti (1937)
Annibale Vitellozzi (1953)
Annibale Vitellozzi e
Maurizio Clerici (1990)
Prog. strutturale Angelo Frisa e
Achille Pintonello (1927)
Carlo Roccatelli (1953)
Paolo Teresi e
Antonio Michetti (1990)
Massimo Majowiecki e
Giorgio Caloisi (copertura)
Costruttore Speroni Costruzioni (1928)
Cogefar (1990)
Uso e beneficiari
Calcio Italia Italia (1953-)
Roma (1953-)
Lazio (1953-)
Rugby a 15 Italia Italia (1954-)
Atletica leggera Athletics pictogram.svg Golden Gala
Capienza
Posti a sedere 72 698[1]

Dal 1953, salvo brevissime interruzioni dovuti a lavori di ristrutturazione, ospita gli incontri interni delle due maggiori squadre calcistiche professionistiche della Capitale, la Roma e la Lazio; ospita regolarmente anche riunioni e competizioni ufficiali di atletica leggera come il Golden Gala dal 1980, i campionati europei di atletica leggera del 1974 e quelli mondiali del 1987.

Fin dalla sua apertura, inoltre, ha ospitato, sebbene saltuariamente, anche incontri internazionali di rugby a 15: l'esordio di tale disciplina fu la finale della Coppa Europa 1954 tra Italia e Francia; più recentemente, si segnalano nel 1995 l'incontro tra Italia e il Sudafrica neo campione del mondo e, dal 2012, l'adozione come impianto interno della Nazionale per le gare del torneo rugbistico del Sei Nazioni,[2][3] scelta inizialmente provvisoria, poi divenuta definitiva dopo l'abbandono da parte della Federazione Italiana Rugby dello stadio Flaminio.

Quadro storico[modifica | modifica wikitesto]

Prima ancora del varo del piano regolatore generale del 1931, fu prevista nel 1925-26 una variante generale al (all'epoca) vigente piano del 1909 curato da Edmondo Sanjust di Teulada[4] che prevedeva, nell'area compresa tra Villa Madama e il Tevere, un'area adibita a complesso multisportivo.[4] Le direttive impartite a dicembre 1925 al Governatorato di Roma da Benito Mussolini, da tre anni alla guida del governo italiano, infatti, prevedevano che lo sviluppo urbanistico e architettonico della Capitale dovesse prevedere larghi spazi intorno ai monumenti, nuovi e preesistenti[5] e ciò implicava sia il ricorso a sventramenti (demolizione di edifici del centro storico con conseguente trasferimento degli abitanti nelle neoistituite borgate ufficiali[6]) che la costruzione di nuovi edifici con funzione monumentale caratterizzati da grandi volumi e da notevoli distacchi.[6][7]

1932: lo stadio dei Cipressi[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua prima forma lo stadio (all'epoca chiamato Stadio dei Cipressi) fu progettato e costruito nell'ambito del più ampio progetto della Città dello Sport chiamata Foro Mussolini (rinominata Foro Italico dopo la guerra).

I lavori iniziarono nel 1927, su progetto dell'architetto Enrico Del Debbio; venne inaugurato nel 1932, parzialmente, sino al primo anello. Non era prevista la realizzazione di opere murarie, ma solo la sistemazione del gigantesco invaso e delle tribune costituite da terrazze erbose a somiglianza di piazza di Siena. Nel 1932, Enrico Del Debbio progettò tre diversi stadi, chiamati dei Centomila, che tuttavia non trovarono attuazione. Rimangono le tavole che illustrano i progetti nei quali lo stadio era addossato da un lato alla collina di Monte Mario (ove erano ricavate le gradinate), dall'altro scendeva verso la parte pianeggiante del Foro.

I lavori vennero ripresi nel 1937 a opera degli ingegneri Frisa e Pintonello. L'impianto ospitò manifestazioni ginnico-sportive, ma i lavori si interruppero nel 1940 a causa dello scoppio del secondo conflitto bellico.

1953: lo stadio dei Centomila[modifica | modifica wikitesto]

La finale di Coppa Europa di rugby 1954 tra Italia e Francia allo Stadio dei Centomila

A dicembre del 1950 si riaprì nuovamente il cantiere per il completamento dello stadio. Il progetto fu affidato all'ingegnere Carlo Roccatelli, membro del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che si avvalse dei consigli dell'architetto Cesare Valle anch'egli membro dell'alto consesso ministeriale.

In un primo momento, si pensò di costruire una struttura più complessa di quella effettivamente realizzata, ma la scarsità di fondi e le caratteristiche ambientali della zona indussero a una versione meno ambiziosa. Alla morte di Roccatelli nel 1951, la direzione dei lavori fu affidata all'architetto Annibale Vitellozzi. Si raggiunse così la capienza di circa 100 000 persone in vista dei XVII Giochi olimpici.

La struttura venne inaugurata il 17 maggio 1953 con la partita di calcio Italia-Ungheria e l'arrivo della tappa Napoli-Roma del Giro d'Italia.

1960: lo stadio Olimpico[modifica | modifica wikitesto]

Il ridenominato Stadio Olimpico prima dei Giochi del 1960

Durante i Giochi della XVII Olimpiade del 1960 lo stadio fu la sede delle cerimonie di apertura e di chiusura, e delle competizioni di atletica leggera. Furono eliminati i posti in piedi, con il risultato di portare la capienza effettiva a 65 000 spettatori. In seguito ospitò varie edizioni dei campionati italiani di atletica leggera, i Campionati del mondo di atletica leggera 1987 e tuttora ospita annualmente il meeting del Golden Gala.

La principale caratteristica dell'Olimpico fu la sua sorprendentemente bassa elevazione da terra,[8] a dispetto della sua rilevante capienza, così come erano stati previsti gli stadi da Enrico Del Debbio nel suo progetto del Piano regolatore del Foro Italico. Questo risultato fu ottenuto grazie alla parziale sottoelevazione del terreno di gioco, sfruttando inoltre la forma naturale a conca del terreno attorno ad esso. Grazie a questi accorgimenti l'impianto si integrava perfettamente con l'ambiente circostante, offrendo un impatto visivo gradevole e contenuto. I seggiolini furono inizialmente costruiti in legno, sostituiti in seguito da altri in pietra di colore verde chiaro.

Gli spalti dell'Olimpico gremiti durante la cerimonia d'inaugurazione dei Giochi del 1960

Non era presente una copertura delle gradinate, ad eccezione di una piccola struttura (aggiunta in seguito) che, oltre a coprire una piccola parte della Tribuna Monte Mario, ospitava i giornalisti per le Radiocronache e le sale stampa. L'unica critica mossa negli anni allo stadio fu l'eccessiva lontananza delle curve dal campo di gioco, che penalizzava notevolmente la visione delle partite di calcio, dovuta alla presenza della pista di atletica e alla necessità di ricalcare il perimetro della struttura preesistente.

1990: ristrutturazione e copertura dello stadio[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio nel 1989, durante la sua ristrutturazione in vista dei Mondiali di calcio dell'anno seguente

In vista del campionato del mondo 1990, dei quali l'Olimpico era lo stadio principale, furono previsti radicali interventi di ristrutturazione. A causa dei lavori, durante il campionato 1989-90 le squadre capitoline della Lazio e della Roma giocarono le loro gare interne allo Stadio Flaminio. I lavori furono affidati a un'imponente squadra di progettisti, fra cui lo stesso progettista originario Annibale Vitellozzi, l'arch. Maurizio Clerici, l'ing. Paolo Teresi e l'ing. Antonio Michetti (strutture). Dal 1987 al 1990 il piano di intervento subì numerose modifiche, con la conseguente lievitazione dei costi.

In definitiva, l'impianto fu quasi interamente demolito e ricostruito in cemento armato, ad eccezione della Tribuna Tevere ampliata con l'aggiunta di ulteriori gradinate; le curve furono avvicinate al campo di nove metri. Tutti i settori dello stadio furono integralmente coperti con una copertura in tensostruttura bianca in fibra di vetro spalmata con PTFE prodotta da Montefluos, progettata dallo studio Zucker dopo che un ricorso al T.A.R. del Lazio aveva fatto bocciare la copertura prevista in origine. Furono installati seggiolini senza schienale in plastica azzurra. Due maxischermi, costruiti nel 1987 per i Mondiali di atletica, furono montati all'interno delle curve.

La copertura dell'Olimpico, in essere dal 1990

Al termine dei lavori la nuova versione dell'Olimpico superò gli 82 922 posti, e fu così il 14º stadio al mondo per numero di posti tra gli stadi usati per il calcio, il 29º fra tutti gli stadi ed il secondo in Italia, di poco dietro allo stadio Meazza di Milano. I lavori di ristrutturazione, pur con il risultato di un impianto indubbiamente imponente e affascinante, non tennero conto dell'impatto sull'ambiente circostante. L'innalzamento delle gradinate e la realizzazione della copertura stravolsero completamente i principi secondo i quali il precedente stadio era stato pensato e costruito.

L'Olimpico ospitò le prime 5 partite dell'Italia nel Mondiale e la finale tra Germania Ovest e Argentina, che consacrò i tedeschi campioni del Mondo. Con la stessa conformazione, il 22 maggio 1996 lo Stadio Olimpico ospitò la finale di Champions League tra Juventus e Ajax, che vide prevalere i bianconeri ai calci di rigore.

2008: restyling dello stadio[modifica | modifica wikitesto]

Vista aerea dell'impianto e del suo inserimento nell'ambiente urbanistico circostante

Nel 2007 è stato avviato un vasto piano di restyling riguardante l'interno dello stadio, per renderlo conforme alle norme UEFA, in vista della finale di Champions League che si è disputata il 27 maggio 2009. I lavori, conclusi nel 2008, hanno contemplato la messa a norma delle strutture – con miglioramenti per la sicurezza – l'adeguamento di spogliatoi e sala stampa, la sostituzione completa dei sedili, l'installazione di nuovi maxischermi digitali ad alta definizione, l'arretramento delle panchine, la parziale rimozione delle barriere in plexiglas tra gli spalti e il terreno di gioco, e una riduzione dei posti fino alla capienza attuale di 73 261 posti. Al fine di aumentare il comfort degli spettatori una parte dei lavori di ammodernamento dello stadio hanno riguardato l'aumento dei punti di ristoro e l'adeguamento dei servizi igienici.

Questi interventi hanno permesso allo Stadio Olimpico di rientrare nella categoria quattro (Elite) degli stadi europei.

Settori e capienza[modifica | modifica wikitesto]

La capienza dello stadio è così distribuita:

Settore Capienza Note
Tribuna Monte Mario 16 555 Include l'area d'onore così composta: Tribuna d'Onore Centrale (TCD-TOC-TCS), Tribuna d'Onore Laterale (TOD-TOS), Tribuna Autorità (TAD-TAC-TAS), Tribuna Autorità Coni (file di poltrone colorate di blu, rosso, giallo e verde), Palchi Centrali, Palchi Laterali e Superpalchi oltre alle aree ospitality. Le poltrone di tribuna autorità e autorità coni sono riscaldate elettronicamente e godono di schermo lcd touch screen con diretta TV della partita.
Tribuna Tevere 16 397 Divisa in "Tribuna Tevere" e "Tribuna Tevere TOP"
Distinti Nord Est 5 769
Distinti Nord Ovest 5 597 Settore ospiti per le partite casalinghe della Roma
Distinti Sud Ovest 5 747 Settore ospiti per le partite casalinghe della Lazio
Distinti Sud Est 5 702
Curva Nord 8 577 Settore principale del tifo organizzato della Lazio
Curva Sud 8 537 Settore principale del tifo organizzato della Roma
Tribuna Stampa 553
Totale 73 261[9]

Incontri calcistici di rilievo[modifica | modifica wikitesto]

Internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Data Incontro Risultato Competizione Paganti
8 giugno 1968 Inghilterra-URSS 2-0 Europeo 1968, finale 3º posto 68 817
8 giugno 1968 Italia-Jugoslavia 1-1 Europeo 1968, finale 1º posto 77 000[10]
10 giugno 1968 Italia-Jugoslavia 2-0 Europeo 1968, finale 1º posto (ripetizione) 50 000[11]
11 giugno 1980 Cecoslovacchia-Germania Ovest 0-1 Europeo 1980, girone A 10 500[12]
14 giugno 1980 Cecoslovacchia-Grecia 3-1 Europeo 1980, girone A 7 614[13]
18 giugno 1980 Italia-Belgio 0-0 Europeo 1980, girone B 42 318
22 giugno 1980 Germania Ovest-Belgio 2-1 Europeo 1980, finale 1º posto 47 864[14]
9 giugno 1990 Italia-Austria 1-0 Mondiale 1990, girone A 72 303[15]
14 giugno 1990 Italia-Stati Uniti 1-0 Mondiale 1990, girone A 73 423[16]
19 giugno 1990 Italia-Cecoslovacchia 2-0 Mondiale 1990, girone A 73 303[17]
25 giugno 1990 Italia-Uruguay 2-0 Mondiale 1990, ottavi di finale 73 303[18]
30 giugno 1990 Italia-Irlanda 1-0 Mondiale 1990, quarti di finale 73 303[19]
8 luglio 1990 Germania Ovest-Argentina 1-0 Mondiale 1990, finale 1º posto 73 603[20]

Finali europee di club[modifica | modifica wikitesto]

Data Incontro Risultato Competizione Paganti
25 maggio 1977 Liverpool-Borussia Mönchengladbach 3-1 Coppa dei Campioni 1976-77 52 078
30 maggio 1984 Roma-Liverpool 3-5 d.c.r. Coppa dei Campioni 1983-84 58 000
22 maggio 1996 Ajax-Juventus 2-4 d.c.r. Champions League 1995-96 67 000
27 maggio 2009 Barcellona-Manchester Utd. 2-0 Champions League 2008-09 62 467[21]

Fallito attentato[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma.

Nel 1993 lo stadio è stato l'obiettivo di un tentato attentato mafioso per mezzo di un'autobomba con lo scopo di far saltare i furgoni dei Carabinieri in servizio, attentato fallito per il malfunzionamento del congegno elettronico di azionamento.[22]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stadi Serie A 2015-2016 (PDF), osservatoriosport.interno.gov.it.
  2. ^ Il Sei Nazioni 2012 allo stadio Olimpico, in Gazzetta dello Sport, 12 luglio 2011. URL consultato il 15 settembre 2011.
  3. ^ Claudia Voltattorni, Stadio Flaminio addio, il 6 Nazioni trasloca all'Olimpico, 12 luglio 2011. URL consultato il 17 dicembre 2011.
  4. ^ a b Rossi, pag. 44
  5. ^ Rossi, pag. 63
  6. ^ a b Rossi, pag. 74
  7. ^ Rossi, pag. 45
  8. ^ Era abituale, durante le partite, che gruppi di ragazzi si raccogliessero sulle pendici di Monte Mario guardando dentro lo stadio per godersi lo spettacolo senza pagare.
  9. ^ Stadio e regolamenti
  10. ^ A Roma : Italia - Jugoslavia 1-1. La finale si ripeterà domani, in La Stampa, 9 giugno 1968.
  11. ^ Giulio Accatino, Goals decisivi di Riva e Anastasi, in La Stampa, 11 giugno 1968, p. 11. URL consultato il 4 agosto 2014.
  12. ^ Bruno Perucca, La Germania e l'Olanda già a un passo dalle finali, in La Stampa, 12 giugno 1980, p. 21. URL consultato il 4 agosto 2014.
  13. ^ Mario Bianchini, La Cecoslovacchia si riscatta travolgendo (3-1) la Grecia, in La Stampa, 15 giugno 1980, p. 21. URL consultato il 4 agosto 2014.
  14. ^ Bruno Perucca, Germania con merito campione d'Europa, in Stampa Sera, 23 giugno 1980, p. 13. URL consultato il 4 agosto 2014.
  15. ^ Mario Sconcerti, Bella e veloce, l'Italia promette, in la Repubblica, 10 giugno 1990. URL consultato il 4 agosto 2014.
  16. ^ Mario Sconcerti, Lontana dai goal, Italia al minimo, in la Repubblica, 15 giugno 1990. URL consultato il 4 agosto 2014.
  17. ^ Mario Sconcerti, La coppia del ritmo per andare avanti, in la Repubblica, 20 giugno 1990. URL consultato il 4 agosto 2014.
  18. ^ Mario Sconcerti, E Schillaci ha trovato il goal della liberazione, in la Repubblica, 26 giugno 1990. URL consultato il 4 agosto 2014.
  19. ^ Mario Sconcerti, Prima la paura, ora Maradona, in la Repubblica. URL consultato il 4 agosto 2014.
  20. ^ Bruno Perucca, La Germania toglie la Coppa a Maradona, in Stampa Sera, p. 25. URL consultato il 4 agosto 2014.
  21. ^ (EN) Full Time Report (PDF), UEFA, 27 maggio 2009. URL consultato il 4 agosto 2014.
  22. ^ Svelato attentato all'Olimpico Autobomba non esplode per caso, Corriere della Sera, 25 febbraio 1996. URL consultato il 15 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il ).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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