Cesare Valle

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Cesare Valle (Roma, 7 giugno 1902Roma, 10 settembre 2000) è stato un architetto e urbanista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi con lode in architettura civile nel 1924 al Regio Istituto superiore di Ingegneria di Roma, fu assistente di Gustavo Giovannoni.[1] Libero docente dal 1938, dopo aver insegnato nel 1940 a Pisa, è professore di urbanistica alla facoltà di Ingegneria dell'università La Sapienza di Roma dal 1941 al 1972. Fino al 1942 esercita la libera professione, collabora alla stesura di piani urbanistici per la Capitale e per altre città, progetta numerosi edifici pubblici e privati: da ricordare almeno, a Forlì, cioè nella "città del Duce", la Casa del Balilla "Arnaldo Mussolini", in seguito casa della Gioventù Littoria, costruita tra il 1933 e il 1935, e il Palazzo dell'ex collegio aeronautico.

Casa per abitazioni in Roma, lungotevere Marzio 9 (1932)

Nel 1937 e 1938 lavora insieme all'architetto Ignazio Guidi alla progettazione della città mineraria di Carbonia (inaugurata il 18 dicembre 1938), ubicata nel sud-ovest della Sardegna, sviluppando un moderno piano urbanistico che prevedeva una popolazione di 20.000 abitanti.

Ex Casa G.I.L. a Savignano sul Rubicone di Cesare Valle

Nel 1938 appronta, insieme ad Ignazio Guidi, il Piano regolatore di Addis Abeba del 1938.

Partecipa alla redazione della legge quadro del 17 agosto 1942 n. 1150 sull'urbanistica, Dal 1942 Valle è ispettore generale presso il Ministero dei lavori Pubblici. In quella veste, si occupa soprattutto di urbanistica, in particolare dell'attuazione del piano regolatore di Roma del 1931 e degli studi del nuovo piano regolatore che sarà adottato nel 1962. La sua influenza nelle vicende urbanistiche della Capitale dal Dopoguerra fino agli inizi degli anni sessanta è determinante. Basti dire che si dovrà a Cesare Valle se un discutibile piano regolatore adottato nel 1959 dalla giunta guidata da Urbano Cioccetti sarà respinto dal Ministero.

Membro e poi presidente di sezione del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, è presidente dell'assemblea plenaria dello stesso dal 1965 al 1967. I suoi figli Tommaso, architetto, e Gilberto, ingegnere, sono titolari dello Studio Valle Progettazioni di Roma, che ha realizzato numerosi e importanti progetti a Roma come nel resto dell'Italia e all'estero. Cesare Valle ha anche un altro figlio, Raniero Valle.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

(Progetti principali)[1]

  • 1925 Tubercolosario dell'Ospedale S. Spirito, Roma
  • 1926 Sistemazione Ipogeo degli Scipioni, Roma
  • 1927 Prg di Padova, con il Gur
  • 1928 Concorso nazionale per il Prg di Brescia, con il Gur (II premio)
  • 1928 Concorso nazionale per il Prg di Foggia, con il Gur (I premio)
  • 1929 Concorso nazionale per il Prg di Arezzo, con il Gur (I premio)
  • 1929 Programma urbanistico per la città di Roma, con il Gur
  • 1929 Concorso nazionale per il Prg di Cagliari, col Gur (I premio)
  • 1930-1939 Casa per abitazione, via Poma, Roma (Cooperativa Ala)
  • 1931 Edifici scolastici e studi di sistemazione urbanistiche ed architettoniche di Prg per il Governatorato di Roma
  • 1932- 1935 Casa stadio per l'Opera nazionale Balilla, Forlì (FC)
  • 1933 Prg di Sarno (Salerno)
  • 1933 Stadio di Roma detto "dei 120.000", Roma, con P.L. Nervi
  • 1933 Casa Balilla, Forlimpopoli (FC)
  • 1933-1935 Casa Viola, Roma
  • 1934 Scuola media al C. Trieste (attuale Liceo Classico "Giulio Cesare"), Roma
  • 1934 Sede Inps Forlì (FC)
  • 1934-1935 Ingresso monumentale al nuovo cimitero di Cagliari
  • 1935 Prg di Avellino
  • 1935 Concorso nazionale per l'Auditorium, Roma, con P. L. Nervi e I. Guidi (ex aequo)
  • 1935-1937 Padiglione italiano all'Esposizione universale di Parigi, con G. Pagano, M. Piacentini, E. Rossi
  • 1935-1939 Ospedale coloniale italiano “Giuseppe Garibaldi”, Tunisi (Tunisia)
  • 1936 Sede Onmi al Lungotevere Ripa, Roma
  • 1936 Concorso nazionale per Ospedale civile, Avellino, con F. Fariello (I premio)
  • 1936 Prg di Addis Abeba (Etiopia), con I. Guidi
  • 1936-1937 Casa Balilla, Predappio (FC)
  • 1937 Padiglione del Governatorato di Roma
  • 1937 Prg di Carbonia (CI), con I. Guidi
  • 1938 Concorso nazionale per il ponte sul Tevere alla Magliana, Roma, con I. Guidi e C. Cestelli Guidi (I premio)
  • 1938-1942 Ospedale marino di Cagliari
  • 1939 Concorso nazionale per la Sede dell'Inps, Roma, con M. Loreti (I premio)
  • 1941 Concorso nazionale per la facoltà d'Ingegneria mineraria della R. Università di Cagliari (I premio)

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

Il fondo Cesare Valle[2] comprende documentazione dal 1903 al 1997 costituita in prevalenza da elaborati grafici su vari supporti, da materiale fotografico e da documentazione diversa relativa ai vari aspetti del percorso professionale dell'architetto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cesare Valle, su SAN - Portale degli archivi degli architetti. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  2. ^ Fondo Valle Cesare, su SIUSA - Archivi di personalità. URL consultato l'08 gennaio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. d'Onofrio, L. Molinari (a cura di), Studio Valle 1957-2007: cinquant'anni di architettura, Milano, Skira, [2007], ISBN 978-88-6130-504-5.
  • Milva Giacomelli, L'Hôpital Colonial Italien « Giuseppe Garibaldi » à Tunis de Cesare Valle, in Architectures et architectes italiens au Maghreb, textes réunis par E. Godoli, S. Finzi, M. Giacomelli et H. Saadaoui, Actes du colloque international tenu aux Archives Nationales de Tunisie Tunis, 10-12 décembre 2009, Polistampa, Firenze 2011, pp. 84–99 ISBN 978-88-596-0726-7.
  • Milva Giacomelli, I progetti di Cesare Valle per l'Albania, in Architetti e Ingegneri in Albania, atti del Convegno Arkitektët dhe inxhinjerët italianë në Shqipëri / Architetti e ingegneri italiani in Albania, IIIKonferencë Ndërkombëtare: Prania e arkitektëve italianë në vëndete Mesdheut / III Convegno Internazionale La presenza degli architetti italiani nei paesi del Mediterraneo, a cura di M. Giacomelli, A. Vokshi, Universiteti Politeknik i Tiranës / Università Politecnica di Tirana, e hënë 5 - e martë 6 dhjetor 2011 / lunedì 5 - martedì 6 dicembre 2011, Edifir, Firenze 2012, pp. 97–109 ISBN 978-88-7970-583-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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