Urbanista

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L'urbanista è la figura professionale che si occupa di pianificazione del territorio, dell'ambiente e della città.

La professione in Europa[modifica | modifica sorgente]

Francia[modifica | modifica sorgente]

Per meglio definire e difendere la professione dell'urbanista, è stato creato il 3 marzo 1998 l'Office professionnel de qualification des urbanistes (OPQU), con il sostegno dell'Association des maires de France e dello stato francese nel quadro di un protocollo firmato dal ministro in carica per l'urbanistica il 22 luglio 1998. L'ufficio ha l'incarico di attribuire una qualifica professionale agli urbanisti e di farla conoscere. Questa funzione pubblica è svolta da una commissione specializzata nominata dal consiglio di amministrazione dell'OPQU in presenza di un commissario del governo. Dalla sua fondazione l'OPQU ha qualificato oltre 400 urbanisti. L'OPQU pubblica ogni anno un annuario degli urbanisti qualificati.

Italia[modifica | modifica sorgente]

La figura ufficiale del Pianificatore urbanista in Italia è relativamente recente. Entra nell'ordinamento delle professioni solo con il DPR 328 del 2001 (Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti), che modifica l'Ordine degli Architetti e lo rinomina in Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Prima di questa data la professione era libera: la potevano esercitare formalmente tutti, anche se nel tempo e per prassi l'attività dell'urbanistica era stata quasi integrata in quella dell'Architetto o dell'Ingegnere, e più tardi (nel 1992, quando viene emanata la legge 152/92) anche in quella dell'Agronomo Forestale. È con la nascita dei Corsi di Laurea in Urbanistica (1970 presso l'Università IUAV di Venezia e 1974 presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria) che la questione del riconoscimento formale di questa professione è inserito nelle agende politiche e legislative nazionali, soprattutto per l'impegno dell'Associazione Nazionale degli Urbanisti e dei pianificatori territoriali e ambientali AssUrb, che ha raccolto i nuovi laureati in Italia. Nel campo della pianificazione territoriale e urbanistica, dunque, a partire dal 2001, si è passati da una professione non regolamentata ad una professione regolamentata, cioè essa è riservata ad un numero definito di persone iscritte ad un Ordine. Più precisamente l'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Sezione A, Settore «Pianificazione territoriale» per i laureati quinquennali e magistrali; Sezione B, Settore «Pianificazione» per i laureati triennali. Il passaggio tuttavia non sembra aver creato una esclusiva ‘forte’ (solo gli iscritti a quel determinato Ordine e Sezione possono esercitare la professione di urbanista, pianificatore), ma sicuramente ‘tendenziale’, perché lo stesso DPR ha esplicitamente previsto la salvaguardia delle posizioni precedentemente assunte o diritti acquisiti. Questa ambiguità è dovuta perché la figura del «pianificatore territoriale» (così come del «paesaggista» e del «conservatore») è stata in parte innestata e in parte affiancata in un tronco (la figura dell'architetto) già esistente. Ciò significa che la riforma del 2001, riforma che ha modificato sia l'esame di Stato per l'accesso alle professioni regolamentate, sia gli ordini professionali, tra cui quello degli architetti (che per l'appunto ha cambiato denominazione) si può considerare come una (quasi)-riforma, che deve essere ancora concertata con la legge istitutiva delle figure di Ingegnere e Architetto (L. 24 giugno 1923, n. 1395, Tutela del titolo e dell'esercizio professionale degli ingegneri e degli architetti) e con il relativo regolamento di attuazione (RD 23 ottobre 1925, n. 2537, Approvazione del regolamento per le professioni d'ingegnere e di architetto) e relative modifiche; ma soprattutto necessita di un regolamento applicativo. Regolamento mai emanato e, ancora, nemmeno tracciato.

Attualmente i termini della "questione" sono i seguenti:

  • la professione di pianificatore territoriale e urbanista è di competenza del laureato in tale disciplina iscritto all'Ordine APPC di competenza se laureato dopo l'entrata in vigore del DPR 328/2001;
  • per il laureato in Urbanistica ante DPR 328/2001 vige la doppia possibilità di iscriversi o non iscriversi all'Ordine APPC, in quanto lo stesso DPR ha fatto salvi i diritti acquisiti precedentemente, cioè la possibilità di esercitare la professione senza iscrizione;
  • per il laureato in architettura ed in ingegneria prima e post DPR, per fregiarsi del titolo di Pianificatore territoriale, è necessario superare l'apposito esame di stato, concetto ribadito dall'ultima sentenza del TAR del Lazio del 2007. Tuttavia quelli iscritti all'Università prima delle modifiche introdotte dal DPR 328/2001 possono esercitare la professione di pianificatore urbanista.

Dunque, i Pianificatori territoriali possono iscriversi al Settore della Pianificazione territoriale della Sezione A (dei laureati specialisti o magistrali) del ridenominato Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Possono svolgere le seguenti attività professionali previste dal D.P.R. 328 del 5 giugno 2001:

  • la pianificazione del territorio, del paesaggio, dell'ambiente e della città;
  • lo svolgimento e il coordinamento di analisi complesse e specialistiche delle strutture urbane, territoriali, paesaggistiche e ambientali, il coordinamento e la gestione di attività di valutazione ambientale e di fattibilità dei piani e dei progetti urbani e territoriali;
  • strategie, politiche e progetti di trasformazione urbana e territoriale.

Tali attività sono coerenti con gli obiettivi formativi qualificanti contenuti nella declaratoria della classe delle laure magistrali LM 48 in Pianificazione territoriale urbanistica ed ambientale prevista dal Decreto del Ministero dell'Università:

  • capacità di interpretare tendenze ed esiti delle trasformazioni della città e del territorio, anche in relazione alle dinamiche ed alle morfologie socioeconomiche;
  • conoscenze e strumenti per l'interpretazione storica dei processi di stratificazione urbana e territoriale;
  • capacità di applicare teorie, metodi e tecniche agli atti di pianificazione e progettazione;
  • specifiche conoscenze dei metodi e delle tecniche di costruzione di piani e progetti per la città, il territorio, il paesaggio e l'ambiente;
  • capacità di definire strategie per amministrazioni, istituzioni e imprese con riferimento al recupero, alla valorizzazione e alla trasformazione della città, del territorio, del paesaggio e dell'ambiente.

I principali sbocchi occupazionali previsti dai corsi di laurea magistrale della classe sono: - attività nelle quali i laureati nei corsi di laurea magistrale saranno in grado di costruire e gestire strumenti di governo del territorio con particolare riferimento a: a) progettazione, pianificazione e politiche inerenti alla trasformazione e riqualificazione della città, del territorio e dell'ambiente (progetti, programmi, piani e politiche a varie scale territoriali, pianificazione e politiche di settore, regolazione e norme); b) coordinamento e gestione delle attività di valutazione di progetti, programmi, piani e politiche urbane, territoriali e ambientali; c) gestione dei processi di costruzione delle azioni di governo e delle relative forme di comunicazione. Gli ambiti di attività tipici del laureato magistrale sono costituiti dalla libera professione e, tra gli altri, da funzioni di elevata responsabilità in istituzioni, enti pubblici, privati e del terzo settore operanti per le trasformazioni e il governo della città, del territorio e dell'ambiente.

I Pianificatori Iunior possono iscriversi al Settore della Pianificazione territoriale della Sezione B (dei laureati) del rinominato Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Possono svolgere le seguenti attività professionali previste dal D.P.R. 328 del 5 giugno 2001:

  1. le attività basate sull'applicazione delle scienze volte al concorso e alla collaborazione alle attività di pianificazione;
  2. la costruzione e gestione di sistemi informativi per l'analisi e la gestione della città e del territorio;
  3. l'analisi, il monitoraggio e la valutazione territoriale ed ambientale;
  4. procedure di gestione e di valutazione di atti di pianificazione territoriale e relativi programmi complessi.

In merito alle competenze specifiche:

  • al Pianificatore territoriale iscritto all'Ordine APPC sia nella Sezione A, Settore «Pianificazione territoriale» spettano tutte le competenze riguardanti la pianificazione territoriale e urbanistica a tutte le varie scale e nelle varie dizioni che dalla legge urbanistica nazionale del 1942 arrivano sino a quelle delle recenti legge regionali (indipendentemente dalla dizione che gli strumenti assumono in queste realtà), comprese tutte le attività di pianificazione a queste assimilabili in qualsivoglia declinazione effettuate: dal Piano di lottizzazione, al PEEP, al PIP, al PP, al PdR, al PRG, ai Piani di settore, ai Piani territoriali provinciali, ai Piani territoriali di indirizzo regionali, ecc. oppure al Piano strategico, al Regolamento urbanistico, al Piano operativo, al Piano dei servizi, al Piano di assetto del territorio, al Piano degli interventi, al Piano generale del territorio, ai Piani del traffico, ai Piani della sicurezza, ecc., compresi ovviamente i relativi regolamenti applicativi. Ma la competenza comprende anche tutte le Valutazioni ambientali (VIA e similari), di incidenza (VIncA e similari), dei piani e programmi sull'ambiente (VAS); quelle economico-finanziarie, ecc. Non è, e non può essere di competenza, del pianificatore la specifica progettazione edilizia o i calcoli strutturali o la progettazione delle opere infrastrutturali. Anche se, in questo campo, almeno per quanto riguarda alcuni aspetti, alcuni confini sono sovrapponibili a più competenze.
  • al Pianificatore iunior iscritto all'Ordine nella Sezione B, Settore «Pianificazione», spettano, sempre negli stessi ambiti nel quale opera anche il Pianificatore Territoriale, ma con un livello di organizzazione e complessità minore, oppure se condotte in regime di collaborazione.

Il rapporto annuale sulle professioni curato dall'ISFOL afferma che si tratta di una professione fortemente emergente specialmente dopo che l'Unione Europea ha dato rilevanza alle politiche della pianificazione dello spazio territoriale europeo ed ha adottato numerosi documenti quali la Carta di Lipsia, la Carta di Aalborg, la Carta dei diritti della città, l'Agenda territoriale europea, ecc.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Dove studiare in Italia Urbanistica e Pianificazione territoriale [1]