Gustavo Giovannoni

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Gustavo Giovannoni (Roma, 1º gennaio 1873Roma, 15 luglio 1947) è stato un architetto e ingegnere italiano.

Gli studi[modifica | modifica wikitesto]

Seguace di Camillo Boito, subito dopo la laurea in ingegneria civile conseguita nel 1895 presso l'Università di Roma, orienta la sua attività verso due direzioni prevalenti: quella professionale e quella accademica, che intraprende come assistente nella Scuola d'Ingegneria. Contemporaneamente si dedica agli studi storici e artistici con particolare interesse per quelli di storia dell'architettura.

La professione[modifica | modifica wikitesto]

L'ex Birreria Peroni di via Mantova a Roma (1909)

Giovannoni, oltre ad essere storico e critico dell'architettura, ingegnere, architetto e urbanista, è molto attivo nel campo didattico e organizzativo. Da Ojetti fu considerato il "maggiore conoscitore" della storia dell'architettura italiana.[1] Nel 1913 assume la cattedra di architettura generale nella Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri; fra il 1927 e il 1935 dirige la Scuola di Architettura di Roma ed è fra i principali promotori della prima Facoltà universitaria d'architettura in Italia (quella di Roma), nella quale ricopre la cattedra di Rilievo e Restauro dei monumenti. Come docente e come studioso rivolge l'attenzione alla città moderna, dando rilievo alla formazione e alla diffusione di una coscienza urbanistica che alimenta soprattutto fra i giovani. Ha modo di realizzare molte sue idee nella revisione architettonica di Forlì, che deve diventare, come "Città del Duce", una vetrina del regime fascista, una piccola Roma[2].

Giovannoni si impegna nella promozione e nell'organizzazione di attività culturali; collabora alla fondazione dell'Istituto di Studi Romani; è membro del Consiglio Direttivo della Società Filologica Romana ed è socio di molti istituti accademici, come la Società Romana di Storia Patria. I suoi primi interventi riguardano progetti di alcuni edifici destinati ad attività produttive e costruzioni residenziali. Nel 1921 in collaborazione con Marcello Piacentini fondò la rivista "Architettura e Arti Decorative"[3], che uscì fino al 1931.

Gli interventi[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa degli Angeli Custodi Roma 1920

Nuove realizzazioni

  • Palazzetto Torlonia in via Tomacelli, Roma 1908-09
  • 􏰀 Fabbrica Birra Peroni, Roma 1909-13
  • 􏰀 Chiesa degli Angeli Custodi, Roma 1920

Restauri

  • 􏰀 Villino Calderai Torlonia, Roma 1910
  • Tempio di Ercole, Cori 1913
  • 􏰀 Chiesa di San Pietro, Cori 1913
  • 􏰀 Chiesa di Santa Maria del Piano, Ausonia 1916
  • Chiesa di Sant'Andrea, Orvieto 1930
  • 􏰀 Chiesa di Santo Stefano degli Abissini, Città del Vaticano 1931
  • 􏰀 Chiesa di San Domenico, Orvieto 1934

Interventi alla scala urbana

  • 􏰀 Sistemazione di Via dei Coronari, Roma 1913
  • 􏰀 Quartiere del Rinascimento, Roma 1913-18
  • Piano per la sistemazione edilizia di Bari vecchia, 1931
  • 􏰀 Piano per la sistemazione edilizia di Bergamo Alta, 1934

Fonte: Caterina Giannattasio, Gustavo Giovannoni 1873-1947 (PDF), su people.unica.it. URL consultato il 04/03/2016.

Il pensiero e il metodo[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima metà del Novecento l'interesse della cultura storica, incentrato fino ad allora sul monumento in quanto opera esemplare, cominciava ad allargarsi al suo intorno, cioè all'ambiente, che veniva a essere considerato la "cornice", apprezzata per i suoi specifici valori ("monumento d'ambiente"). I contributi principali provenivano dall'urbanistica moderna dei paesi tedeschi e dall'interesse per l'ambiente umanizzato, concetto preponderante della corrente di pensiero inglese che ha come protagonisti August Pugin, John Ruskin e William Morris.

Nella propria ricerca, Giovannoni si occupò degli aspetti costruttivi e stilistici, facendo luce su problemi di tipo architettonico e spaziale, riuscendo così ad accostarsi ad argomenti di storia dell'architettura e alle altre discipline artistiche. Un altro tema importante fu il rapporto tra il nuovo e l'antico, cioè tra storicità e contemporaneità degli edifici: in pratica propone degli adeguamenti funzionali per il nuovo e per l'antico. Ribadisce la propensione verso un "restauro filologico scientifico" che conservi sia il monumento sia l'ambiente che lo circonda, rendendosi conto che nel restauro è impossibile fissare dei criteri univoci.

Riassumendo egli si colloca tra la corrente archeologica, a favore di un mantenimento dello stato di fatto del monumento, e il restauro stilistico, che sostiene il ripristino di un ipotetico stato originario. Giovannoni favorisce le opere di consolidamento e di manutenzione, realizzabili attraverso l'uso di tecniche moderne, senza perdere mai di vista il rispetto per tutte le parti. Il suo metodo consiste nel prevedere gli interventi possibili del restauro: consolidamento, anastilosi, liberazione, completamento e innovazione.

Citazioni e commenti[modifica | modifica wikitesto]

Gustavo Giovannoni circa l'impostazione didattica della Scuola di Architettura di Roma:

"Non confondiamo due argomenti diversissimi, quali quelle delle tendenze stilistiche e dell'indirizzo didattico. [...] il mio pensiero: bando alle mode effimere [...] e ricerca di un razionalismo costruttivo, senza che questa ricerca ci faccia rompere i ponti con il passato ed interrompa il filo di una mirabile tradizione continua per la quale ancora in parte l'Italia domina il mondo. [...] L'architetto deve essere anzitutto un costruttore e dalla struttura profondamente intesa devono derivare le forme: fare l'inverso con l'immaginare la composizione astratta, il prospetto vuoto […] è procedimento irrazionale, da cui il giovane non riuscirà mai più a guarire."[4]

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • La sala termale della villa liciniana e le cupole Romane, in: Annali della Società degli Ingegneri e degli Architetti Italiani, 19.1904/3, pp. 165–201
  • La tecnica della costruzione presso i romani, Roma 1925
  • Saggi sull'architettura del Rinascimento, Milano 1931
  • Sei studi di storia dell'architettura medievale e moderna, in "Un secolo di progresso scientifico in Italia 1839-1939", Roma 1940
  • Lezioni di Architettura Generale, testo didattico "manoscritto" rilegato di pp. 371, figure n. 288, presso Della Rosa Franco - CH-Cümun da Val Müstair.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ojetti, Ugo, L'architettura (Commenti), in Dedalo, 6, 1925/26, p. 412.
  2. ^ G. Furani, Forlì, Nardini Editore, 2002, pp. 34-38, 52-55.
  3. ^ Fonte: Le riviste di architettura in Italia anni Venti-Trenta, I fascicolo, maggio-giugno 1921, documento formato PDF.
  4. ^ Giovannoni, Gustavo, Questioni di architettura nella storia e nella vita. Edilizia, estetica architettonica, restauri, ambiente dei monumenti, Roma, 1929, p. 51.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Piera Sette, Il Restauro in Architettura, UTET, Torino 2001
  • Francesco La Regina, Come un ferro rovente. Cultura e prassi del restauro architettonico, ed. CLEAN, Napoli 1992
  • Giovannoni, Gustavo, Vecchie città ed edilizia nuova
  • Francesco Ventura, Gustavo Giovannoni, 2. ed. - Torino: Città studi, 1995
  • Ulisse Tramonti, Gustavo Giovannoni a Forlì. Il ripristino e la sistemazione del chiostro vallombrosano, ne Il complesso monumentale di San Mercuriale a Forlì. Restauri, La Greca Arti grafiche, Forlì 2000, pp. 107-129.
  • Guido Arbizzoni, Giovannoni, Gustavo, scheda nel Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 56 (2001)

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