Governatorato di Roma

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Era chiamato governatore di Roma durante il fascismo, il podestà della capitale, Roma. Il Governatorato aveva sede principale in Campidoglio e altri uffici nel palazzo Caffarelli[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo governatore di Roma Filippo Cremonesi (a sinistra), con Mussolini nel 1926

Il Gran consiglio del fascismo, il 17 marzo 1923 approvava un progetto di riordinamento della capitale italiana che prevedeva l'istituzione di "un organo di carattere statale con scopi e funzioni municipali". La definitiva trasformazione del comune di Roma in Governatorato (questa la denominazione scelta) avvenne con il regio decreto-legge n. 1949 del 28 ottobre 1925, cui seguì il disegno di legge di conversione del successivo 21 novembre[2] Il Governatorato entrò in funzione nel gennaio 1926 ed era alle dirette dipendenze del capo del governo[3]. Il governatore, scelto tra i funzionari dello Stato, era nominato con decreto reale su proposta del ministro dell'Interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e dotato di personalità giuridica (il Governatorato di Roma), al quale era affidata l'amministrazione cittadina della capitale.

Al governatore, oltre a tutti i poteri spettanti negli altri comuni al podestà, potevano essere deferite, tramite decreto reale su proposta del ministro dell’Interno di concerto con quello delle finanze e sentito il Consiglio di Stato, talune funzioni che, svolte nella sua circoscrizione, rientravano nelle competenze dell’amministrazione dello Stato o della provincia. Il primo governatore, Filippo Cremonesi, già sindaco e commissario straordinario del Comune di Roma, si insediò il 31 dicembre 1925. La legge 6 dicembre 1928 n. 2702 diede al Governatorato l’organizzazione definitiva.

Ebbe una propria rivista ufficiale, Capitolium[4].

Il Governatorato fu soppresso con il decreto legislativo luogotenenziale n. 426 del 17 novembre 1944.[5]

Organi[modifica | modifica wikitesto]

Il Governatorato di Roma era composto da:

  • governatore
  • due vicegovernatori (uno dal 1928)
  • dieci rettori (soppressi nel 1928)
  • ottanta consultori (facenti parte della Consulta di Roma - mai convocata), dodici dal 1928
  • il magistrato di Roma (soppresso nel 1928)

Governatori[modifica | modifica wikitesto]

Nome Mandato Partito Carica
Inizio Fine
Governatori (1925-1944)
1 Filippo Cremonesi 31 dicembre 1925 9 dicembre 1926 Partito Nazionale Fascista Governatore
2 Ludovico Spada Veralli Potenziani[6] 9 dicembre 1926 13 settembre 1928 Partito Nazionale Fascista Governatore
3 Francesco Boncompagni Ludovisi[7] 13 settembre 1928 23 gennaio 1935 Partito Nazionale Fascista Governatore
4 Giuseppe Bottai 23 gennaio 1935 15 novembre 1936 Partito Nazionale Fascista Governatore
5 Piero Colonna 15 novembre 1936 24 agosto 1939[8] Partito Nazionale Fascista Governatore
6 Giangiacomo Borghese[9] 30 agosto 1939 21 agosto 1943 Partito Nazionale Fascista Governatore
7 Riccardo Motta[10] 21 agosto 1943 5 gennaio 1944 Commissario straordinario[11]
8 Giovanni Orgera 6 gennaio 1944 3 giugno 1944[12] Partito Fascista Repubblicano Governatore

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]