Ludovico Spada Veralli Potenziani

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Ludovico Spada Veralli Potenziani
Ludovico Spada Veralli Potenziani.jpg

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 15 maggio 1929 –
5 agosto 1943
Legislature XXVIII, XXIX, XXX
Gruppo
parlamentare
Partito Nazionale Fascista
Tipo nomina Governativa
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione dell'agricoltura (17 aprile 1939 - 5 agosto 1943)
Sito istituzionale

Governatore di Roma
Durata mandato 6 dicembre 1926 –
13 settembre 1928
Predecessore Filippo Cremonesi
Successore Francesco Boncompagni Ludovisi

Dati generali
Partito politico PNF
Professione Possidente
Ludovico Spada Veralli Potenziani
Principe di Castel Viscardo
Predecessore Federico Augusto Spada Veralli
Successore titolo estinto
Altri titoli Patrizio romano, marchese e conte di Montescovo e San Giovanni Squarzarolo, marchese di Roncofreddo, conte di Montiano, conte di Viceno, conte e barone d'Armera, patrizio di Bologna, patrizio onorario di Forlì, patrizio di San Marino, patrizio di Rieti, nobile di Faenza
Nascita Rieti, 19 agosto 1880
Morte Roma, 8 agosto 1971
Dinastia Spada Veralli Potenziani
Padre Giovanni Potenziani
Madre Maria Spada Veralli
Coniugi Maria Maddalena Papadopoli
Sita Halenke
Figli Myriam Spada Veralli Potenziani
Giovanni Spada Veralli Potenziani

Don Ludovico Spada Veralli Potenziani, IV principe di Castel Viscardo, noto anche come Lodovico (Rieti, 19 agosto 1880Roma, 8 agosto 1971), è stato un nobile e politico italiano, governatore di Roma dal 6 dicembre 1926 al 13 settembre 1928 e senatore del Regno dal 1929 al 1943.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Rieti nel 1880 da Giovanni Potenziani, poi senatore del Regno, e dalla principessa Maria Spada Veralli come ultimo di quattro figli. Ebbe tre sorelle: Beatrice Maria, Maria Angelica e Maria Dolores, morta pochi giorni dopo la nascita.[1] Studiò da autodidatta per poi frequentare il liceo di Rieti, senza proseguire verso gli studi universitari.

Agli inizi del '900 presiedette il Comitato agrario sabino, promuovendo l'uso sperimentale di fertilizzanti chimici per elevare la produzione del grano Rieti originario, all'epoca tra i migliori d'Europa.[2] Proprio durante questo incarico entrò in contatto con l'agronomo Nazareno Strampelli, donandogli dei terreni nel reatino per condurre esperimenti di ibridazione del grano.

Nel 1903 sposò la contessa veneziana Maria Maddalena Papadopoli, poi Papadopoli Aldobrandini, dalla quale ebbe due figli: Myriam, nata nel 1903, e Giovanni, nato nel 1909 ma morto pochi giorni dopo il parto. Dopo la perdita del figlio la madre tornò a Venezia e intrattenne una relazione con Giuseppe Lanza Branciforte. La coppia, intenzionata a sciogliere il matrimonio, si recò nel 1922 a Fiume e ottenne il divorzio. Potenziani fece anche richiesta al Tribunale della Rota Romana per l'annullamento, che fu però respinta.

Assunse la presidenza della Società aeronautica italiana e la vicepresidenza della Fédération aéronautique internationale nel 1908 e fu nominato vicepresidente del Comitato nazionale per l'Esposizione universale di Roma. Prese parte anche alla prima guerra mondiale come ufficiale del Genio aeronautico e dopo il conflitto ricoprì incarichi di vertice in diverse organizzazioni sportive come il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), il Jockey club italiano e l'Unione ippica italiana.

Si candidò con l'Associazione Nazionalista Italiana alle elezioni del 1912 per il collegio di Cittaducale, ricevendo l'appoggio dei cattolici ma venendo battuto dal candidato uscente. Si ripresentò nel 1924 nella circoscrizione Lazio-Umbria per la Camera dei deputati ma fu battuto da Valentino Orsolini Cencelli.

Nel 1915 organizzò dei soccorsi per i territori colpiti dal terremoto della Marsica e nel 1923 fece lo stesso per riparare ai danni causati dalle alluvioni che colpirono il reatino. Proprio in quest'ultima occasione incontrò Benito Mussolini, al quale presentò una lista di interventi ritenuti indispensabili per il territorio, molti dei quali furono iniziati già l'anno successivo. Tra di essi si annoverano la realizzazione della ferrovia Rieti-Fara Sabina, le opere idrauliche e le bonifiche nella piana sabina (dighe del Salto e del Turano), la realizzazione di una fabbrica di seta artificiale (la Supertessile) e, sul finire degli anni '30, la funivia del Terminilluccio.[2] Fu inoltre tra i principali promotori della creazione della provincia di Rieti, istituita nel 1927.[3]

Targa marmorea sul teatro romano di Ostia

Nel 1926 fu nominato dal Consiglio dei ministri come governatore di Roma. Durante il suo mandato si adoperò per continuare le opere avviate dal predecessore, Filippo Cremonesi, portando avanti il rifacimento delle pavimentazioni stradali del centro e l'edificazione del quartiere della Garbatella; avviò inoltre la realizzazione della via del Mare e dell'aeroporto del Littorio, il rifacimento del teatro dell'Opera e promosse le attività di scavo nelle aree archeologiche, proteggendo queste ultime dalle mire speculative edilizie. Nel 1927 entrò a far parte della Società romana di storia patria.[1] Accolse in città il Sindaco di New York Jimmy Walker e il Lord sindaco di Londra Georges Blades, rimarcando la sua sintonia con l'ambiente anglosassone nella speranza che vi potessero essere maggiori contatti tra il regime e i due stati, al fine di legittimare il fascismo a livello internazionale. Si recò a sua volta nelle due città venendo accolto a New York da una sfavillante e partecipata parata e in entrambi i casi dai massimi esponenti della classe politica; incontrò infatti il Presidente statunitense Calvin Coolidge e il re Giorgio V, che lo nominò Cavaliere di gran croce dell'Impero britannico.[2]

Nei primi giorni del settembre 1928 fu informato di aver rassegnato le dimissioni da governatore di Roma e che esse erano state accettate dal Duce. Tra le principali motivazioni vi erano la notorietà internazionale che Potenziani aveva ottenuto con i due viaggi, gli alti costi per la realizzazione della via del Mare, gli scontri con l'allora Ministro dei lavori pubblici Michele Bianchi sulla gestione dei lavori pubblici a Roma e il conflitto con il Vaticano per la realizzazione della fontana delle Cariatidi[4] nel rione Prati, ritenuta dagli ambienti clericali "oscena".[2]

I rapporti con Mussolini tuttavia non sembrarono essersi deteriorati; per i suoi meriti in campo agricolo fu nominato nel 1929 senatore del Regno insieme a Strampelli, approvando la politica agraria del regime culminata nella battaglia del grano. Contestualmente Potenziani divenne una sorta di "ambasciatore" del regime, soprattutto nell'ambiente anglosassone. Presiedette il Comitato per le onoranze del bicentenario dalla nascita di George Washington e nel 1932 fu incaricato di organizzare la partecipazione italiana all'Esposizione universale di Chicago. In questo contesto presentò la trasvolata atlantica di Italo Balbo, ottenne la partecipazione di Guglielmo Marconi e donò alla città un monumento dedicato a Cristoforo Colombo. Fu inoltre ricevuto in due occasioni dal Presidente Franklin Delano Roosevelt.[2]

Sul finire del 1933 venne nominato Presidente dell'Istituto internazionale di agricoltura ma rimase in carica poco più di un anno, a causa dei dissapori con il Ministro dell'agricoltura e delle foreste Giacomo Acerbo, che lo sostituì nell'incarico. La firma del patto d'Acciaio e la conseguente alleanza con la Germania nazista lo convinsero che il fascismo stava abbandonando i propri riferimenti culturali, in particolare il legame con il conservatorismo e il Risorgimento. Nel 1943 fu tra i 62 senatori che, su iniziativa del Presidente del Senato Paolo Thaon di Revel, firmarono un appello alla popolazione italiana affinché si stringesse al re Vittorio Emanuele III, segnando la sua rottura con il fascismo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il 22 gennaio 1946 decadde dalla carica di senatore dopo esser stato deferito all'Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo.[1]

Tentò di reinserirsi nella vita politica candidandosi nelle liste del Partito Nazionale Monarchico per le elezioni del 1953, non venendo eletto.

Nel 1948 sposò la contessa Sita Halenke, di origini boeme. Morì a Roma nel 1971. Presso l'Archivio di Stato di Rieti è conservato l'archivio Potenziani, che raccoglie alcuni documenti e fonti inerenti la biografia del principe.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 20 ottobre 1939
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 5 novembre 1932
Balì e Gran Croce di Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Balì e Gran Croce di Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta
— 30 maggio 1927

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Lodovico Spada Veralli Potenziani, Ventidue mesi Governatore di Roma. Novembre 1926 - Settembre 1928, Roma, Grafia s.a.i., 1928.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c SPADA VERALLI POTENZIANI Ludovico, su notes9.senato.it, Senato della Repubblica. URL consultato il 27 marzo 2021.
  2. ^ a b c d e Giuseppe Parlato, POTENZIANI SPADA VERALLI, Lodovico, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 85, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2016. URL consultato il 27 marzo 2021.
  3. ^ Andrea Del Vescovo, Un'idea: la regione sabina, su giovanipadani.leganord.org (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2013).
  4. ^ Fontana in piazza dei Quiriti, su sovraintendenzaroma.it, Sovrintendenza capitolina ai beni culturali. URL consultato il 27 marzo 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea di Nicola, Ludovico Spada Potenziani, biografia di un realizzatore, Rieti, Fondazione Marchese Rodolfo Capelletti di Santa Maria del Ponte, 2009.
  • Paola Salvatori, Il governatorato di Roma: l'amministrazione della capitale durante il fascismo, Franco Angeli, 2006.
  • Giuseppe Parlato, Potenziani Spada Veralli, Lodovico, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 85, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sindaco di Roma Successore Insigne Romanum coronatum.svg
Filippo Cremonesi 9 dicembre 1926 - 13 settembre 1928
Governatore di Roma
Francesco Boncompagni Ludovisi
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