Centro sportivo Fulvio Bernardini

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Centro Sportivo Fulvio Bernardini
Centro sportivo Fulvio Bernardini.JPG
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazionePiazzale Dino Viola, 1 - Roma
Inizio lavori1977
Inaugurazione1979
Costo2 miliardi di lire
Mat. del terrenoErba
Dim. del terreno20 ettari
ProprietarioRoma (1978-2005)
Banca Italease (2005-)
Uso e beneficiari
CalcioRoma (allenamento, 1978-)
Football americanoGladiatori Roma
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°44′53.16″N 12°28′00.12″E / 41.7481°N 12.4667°E41.7481; 12.4667

Il centro sportivo Fulvio Bernardini è il centro sportivo e sociale dell'Associazione Sportiva Roma, società calcistica italiana per azioni con sede a Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cartello di ingresso al centro sportivo e l'ingresso del Media Center

Situato in piazzale Dino Viola, 1 nella zona sudoccidentale di Roma,[1] viene acquistato il 22 luglio 1977 dall'allora presidente Gaetano Anzalone e inaugurato il 23 luglio 1979.[2] Il complesso ha un primo ampliamento nel 1984 quando il club è presieduto da Dino Viola e un altro nel 1998 sotto la presidenza di Franco Sensi.[3] Il 28 dicembre 2005 viene ceduto con la formula del leasing a Banca Italease per un guadagno di 30 milioni di euro. Alla Roma viene concesso il diritto a usufruirne per quindici anni, per un affitto annuo di 3,2 milioni di euro, con l'opzione di riscatto alla scadenza.[4]

Il "Fulvio Bernardini" è anche noto per aver ospitato, in occasione del campionato del mondo 1990, l'Argentina.[5]

La struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il centro comprende sei campi di calcio (tra cui uno dotato di tribuna, denominato "Campo Testaccio" in onore dello storico campo omonimo, e uno intitolato ad Agostino Di Bartolomei il 24 febbraio 2012), un centro fisioterapico e due campetti di riscaldamento.[3][6] L'ala di più recente costruzione include al suo interno la sede della rivista ufficiale del club, LaRoma, una sala stampa e la Cappella Salus populi romani, dedicata a papa Giovanni Paolo II e inaugurata durante il Giubileo del 2000.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Contatti, su asroma.it (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2015).
  2. ^ Paolo Caprio, Adesso «Trigoria» è diventata realtà (PDF), in l'Unità, 24 luglio 1979, p. 10 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2016).
  3. ^ a b c Andrea Michelini, Ecco Trigoria, nata nel 1979, in Il Romanista, 27 dicembre 2005, p. 3.
  4. ^ Verbale di assemblea ordinaria e straordinaria (PDF), su asroma.it, 27 ottobre 2011, p. 12. URL consultato il 29 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2012).
  5. ^ Benvenuta Argentina, in la Repubblica, 10 maggio 1990, p. 29. URL consultato il 21 marzo 2013.
  6. ^ Campo "Agostino Di Bartolomei": "Oggi Ago è tornato a casa", su asroma.it, 24 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2015).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]