Diego Domínguez

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Diego Domínguez
Rugby Domínguez Troncon 1990s.jpg
Domínguez (con la palla) in Nazionale; dietro di lui Alessandro Troncon
Dati biografici
Paese Argentina Argentina
Altezza 173 cm
Peso 76 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Union Argentina Argentina
Italia Italia (dal 1991)
Ruolo Mediano d'apertura
Ritirato 2004
Carriera
Attività di club¹
1984-1990 La Tablada
1990-1997 Milan  ? (2 966)
1997-2004 Stade français 33 (461)
Attività da giocatore internazionale
1989
1991-2003
Argentina Argentina
Italia Italia
2 (27)
74 (983)
Attività da allenatore
2015-2016 Tolone All. 2ª
2016- Tolone
Palmarès internazionale
Vincitore Coppa FIRA 1995-1997
Vincitore Sudamericano 1989

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega

Statistiche aggiornate al 18 dicembre 2015

Diego Domínguez (Córdoba, 25 aprile 1966) è un ex rugbista a 15, allenatore di rugby a 15 e procuratore sportivo italiano di origine argentina, internazionale per l'Argentina nel 1989 e successivamente, fino al 2003, per l'Italia, nel ruolo di mediano d'apertura.

È il quinto miglior marcatore internazionale della storia del rugby a 15 con 1 010 punti in 76 incontri (2 per l'Argentina e 74 per l'Italia, di cui 67 test match), nonché il primo a raggiungere i 1 000 punti. Vanta un titolo di campione sudamericano con l'Argentina e uno di campione europeo con l'Italia. Inoltre, con 2 966 punti marcati tra il 1990 e il 1997 è il terzo miglior realizzatore di sempre del campionato italiano di prima divisione, dietro ad Andrea Scanavacca (3 368) e Stefano Bettarello (3 206).

È destinato ad assumere, nella stagione 2016-17, la guida tecnica del Tolone, club del quale a dicembre 2015 è allenatore in seconda come assistente di Bernard Laporte.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Domínguez iniziò a praticare il rugby a La Tablada (Córdoba), un club nel quale compì tutta la trafila fino alla prima squadra.

A 23 anni, nel 1989, fu convocato per il Sudamericano 1989, che l'Argentina vinse su Uruguay e Cile; dopo una breve permanenza in Francia, in una formazione del Cognac, giunse in Italia ingaggiato dalla Mediolanum Amatori, e successivamente Milan, nome con cui era all'epoca conosciuta l'Amatori Milano sotto la proprietà di Silvio Berlusconi.

Grazie al fatto che sua madre era nativa proprio del capoluogo lombardo[1], ebbe diritto alla cittadinanza italiana e quindi, nonostante le 2 presenze già assommate nei Pumas, decise di giocare per gli Azzurri. Con la maglia dell'Italia esordì allo stadio Flaminio di Roma in Coppa FIRA il 2 marzo 1991 contro un XV francese nella posizione di tre quarti centro. Il primo test match fu il 21 aprile successivo a Bucarest (Romania - Italia 18-31, stessa competizione. Il C.T. Bertrand Fourcade decise così di includere Domínguez tra i convocati alla Coppa del Mondo di rugby 1991 in Inghilterra.

Sotto la gestione di Georges Coste prese parte alla Coppa del Mondo di rugby 1995 in Sudafrica e fu in campo nella finale di Coppa FIRA 1995-97 vinta 40-32 a Grenoble contro la Francia (20 punti personali, 4 trasformazioni e 4 calci piazzati, con un solo errore dalla piazzola su nove tentativi[2]), che diede all'Italia il primo (e unico) titolo europeo; in campionato, nei sette anni a Milano, vinse quattro scudetti (1990-91, 1991-92, 1994-95 e 1995-96).

A 31 anni si trasferì a Parigi, allo Stade français[3], club con il quale vinse due titoli nazionali, nella prima e nell'ultima stagione di militanza.

Il C.T. Massimo Mascioletti lo convocò per la Coppa del Mondo di rugby 1999 in Galles e successivamente Brad Johnstone lo schierò per il Sei Nazioni 2000, competizione nella quale esordì portando subito alla vittoria l'Italia: opposti alla Scozia campione uscente al Flaminio, infatti, gli Azzurri vinsero 34-20 con una meta di de Carli e 29 punti di Domínguez (una trasformazione, tre drop goal e sei calci piazzati)[4]. Nonostante avesse annunciato il proposito di lasciare la Nazionale già alla fine del primo Sei Nazioni disputato dall'Italia, approfittando, per dare l'addio, della platea parigina dello Stade de France per la quale giocava nella sua squadra di club[5], Domínguez fu convinto a rimanere e disputò anche i Sei Nazioni del 2001, 2002 e 2003; quest'ultimo fu pure l'atto finale della sua carriera internazionale, cui seguì un anno più tardi anche quello definitivo, con la finale del campionato francese, vinto dallo Stade français sul Perpignano per 38-20 anche grazie agli ultimi 20 punti ufficiali di Domínguez.

Dopo il ritiro Domínguez divide il suo tempo tra Argentina e Francia. Divenuto procuratore e agente, si occupa di gestire i diritti economici degli eventi sportivi; commentatore per Sky Sport (esordì con la Coppa del Mondo di rugby 2007), ha anche fondato una propria scuola di rugby[6].

A fine 2014 fu reso noto che Domínguez si era accordato con i francesi del Tolone per succedere al tecnico in carica Bernard Laporte, che aveva annunciato la fine del rapporto con il club al termine del campionato 2015-16[7]; la carriera tecnica di Domínguez, mai sedutosi su una panchina di club dopo il suo ritiro da giocatore, ha avuto inizio nel dicembre 2015 come assistente di Bernard Laporte in affiancamento[6].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emanuele Rossano, Treviso — Milano, lo scudetto del rugby legato ai maghi Domínguez e Lynagh, in Corriere della Sera, 8 aprile 1995, p. 40. URL consultato il 18 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il ).
  2. ^ Emanuele Rossano, Storica meta, l'Italia insegna rugby ai francesi, in Corriere della Sera, 23 marzo 1997, p. 40. URL consultato il 18 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il ).
  3. ^ Lorenzo Coraggio, Diego Domínguez, in Catalogo dei viventi 2015, Rizzoli-Corriere della Sera. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  4. ^ Sei Nazioni: storica vittoria dell'Italia sulla Scozia 34-20, in adnkronos, 5 febbraio 2000. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  5. ^ Roberto De Ponti, L'Italia chiede un regalo al capitano Domínguez: “Non lasciare il rugby”, in Corriere della Sera, 1º aprile 2000. URL consultato il 17 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il ).
  6. ^ a b (FR) Toulon: Cinq questions sur Diego Domínguez, in l'Équipe, 13 dicembre 2015. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  7. ^ (FR) Domínguez et Nonu signent au RC Toulon, in L'Express, 20 dicembre 2014. URL consultato il 18 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 19 marzo 2015).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]