Vanity Fair (rivista italiana)

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Vanity Fair
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Periodicitàsettimanale
Formatomagazine
Fondazione2003
SedeMilano
EditoreEdizioni Condé Nast S.p.A.
Diffusione cartacea196 611 (settembre 2015)
DirettoreDaniela Hamaui
CondirettoreCristina Lucchini
VicedirettoreMalcom Pagani, Serena Danna
Redattore capoRoberto Delera
ISSN1723-6673 (WC · ACNP)
Sito webwww.vanityfair.it
 

Vanity Fair è un periodico di costume, cultura, moda e politica, dal 2003 edizione italiana di una delle diverse riviste in lingua inglese, Vanity Fair, nato negli Stati Uniti d'America nel 1983[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione italiana di Vanity Fair fu creata e diretta nel 1990 da Paolo Pietroni (che per la Condé Nast creò anche Myster, con Carlo Palumbo come condirettore). Il mensile fu chiuso dopo meno di due anni e riapparve, come settimanale, nel 2003. Dal 2004 a inizio 2006 fu diretto da Carlo Verdelli. Dal 2006 all'aprile 2017 il direttore è stato Luca Dini.

Nel maggio 2017, dopo 11 anni di servizio, Luca Dini lascia la guida di ‘Vanity Fair’ a Daniela Hamaui che ne diventa la nuova direttrice[2].

Oggi la rivista vanta grandi firme del giornalismo italiano attuale. Nell'angolo della posta, celebre rubrica nella pagina finale della rivista, collabora, esclusivamente con opinioni in forma di risposte alle lettrici, la celeberrima Mina, definita qui la più inafferrabile delle star italiane. Dal 2015 l'angolo della posta è gestito da Massimo Gramellini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vanity Fair | tuttoDRESSAGE, su www.tuttodressage.it. URL consultato il 9 giugno 2017.
  2. ^ Daniela Hamaui nuovo direttore del settimanale Vanity Fair, su L’Huffington Post. URL consultato il 9 giugno 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]