Della Vittoria

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Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo suburbio, vedi Della Vittoria (suburbio di Roma).
Q. XV Della Vittoria
Stadio dei Marmi con vista sul ministero degli Affari Esteri
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione  Lazio
Provincia  Roma
Città Roma Capitale
CircoscrizioneMunicipio Roma I
Municipio Roma XV
Data istituzione20 agosto 1921
Codice215
Codice postale00195
Superficie6,17 km²
Abitanti33 356 ab.
Densità5 408,09 ab./km²
Mappa dei quartieri di
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 41°55′48.53″N 12°27′24.1″E / 41.930146°N 12.456694°E41.930146; 12.456694
Della Vittoria
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione  Lazio
Provincia  Roma
Città Roma Capitale
CircoscrizioneMunicipio Roma I
Data istituzione30 luglio 1977
Codice17B
Superficie3,16 km²
Abitanti25 151 ab.
Densità7 959,18 ab./km²
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Della Vittoria è il quindicesimo quartiere di Roma, indicato con Q. XV.

Il toponimo indica anche la zona urbanistica 17B del Municipio Roma I di Roma Capitale.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nell'area nord della città, a ridosso delle Mura aureliane e del fiume Tevere.

Il quartiere confina:

La zona urbanistica confina:

  • a nord-est con la zona urbanistica 20X Foro Italico
  • a est con la zona urbanistica 2C Flaminio
  • a sud con la zona urbanistica 1C Prati
  • a sud-ovest con la zona urbanistica 17C Eroi
  • a ovest con la zona urbanistica 19A Medaglie d'Oro

Storia e Architettura[modifica | modifica wikitesto]

È fra i primi 15 nati nel 1911, e sarà ufficialmente istituito nel 1921 con il nome di Milvio[6]. Nel 1935[7] verrà rinominato con il nome attuale in riferimento alla vittoria nella prima guerra mondiale.

L'area è storicamente zona di esercitazioni militari in virtù del suo terreno pianeggiante, e fu per questo territorio di molte battaglie storiche. La più celebre avvenuta in quest'area è la battaglia di Ponte di Milvio del 312 d.c., dove l'Imperatore Costantino sconfisse Massenzio. Si dice che sempre in quest'area, Costantino ebbe la visione in cui un angelo gli suggerì di far portare ai soldati il segno di Cristo per vincere la battaglia[8]. Anche in tempi moderni, prima di essere edificata era usata dall'esercito che vi svolgeva esercitazioni militari e la zona era per questo chiamata Piazza d'Armi.[9]

Il quartiere fu urbanizzato all'interno del piano regolatore generale elaborato nel 1909 da Edmondo Sanjust di Teulada sotto l'amministrazione di Ernesto Nathan. Il piano del quartiere usato fu quello elaborato da un urbanista tedesco, Joseph Stubben[10]. I primi sviluppi nell'area avvengono in occasione dell'esposizione nazionale organizzata nel 1911 per il cinquantenario dell'Unità d'Italia. Nella zona corrispondente all'attuale lungotevere delle Armi, infatti, vennero costruiti padiglioni ed edifici che avevano il fine di mostrare lo stile architettonico dell'epoca.[11] Alcune opere costruite negli anni 1910 sono ancora oggi esistenti: caratteristici soprattutto i villini come il Villino Allegri a via Nicotera progettato da Marcello Piacentini,[12] in stile eclettico ispirato alla secessione viennese ma anche le eleganti case dell'Istituto Romano di Beni Stabili di Giovanni Battista Milani a viale Mazzini, in uno stile che anticipa quello del barocchetto romano[13] e il Villino Luciani a piazza delle Cinque Giornate, in uno stile barocchetto medievaleggiante.[14]

Nel 1921 la cooperativa ARS, formata da intellettuali e artisti, propose al Comune di Roma un progetto per la realizzazione di 13 villini pensati appositamente per essere atelier di artisti, che in quel periodo erano vittime di espulsioni e sfratti dai luoghi storici dei loro studi come via Margutta[15][16][17]. Il progetto fu realizzato anche grazie al coinvolgimento dell'architetto Enrico del Debbio, e ancora oggi sono presenti alcuni dei villini l'ARS: a via Achille Papa (attuale sede Allianz Bank)[18], a via Eleonora Pimentel e il Villino Mistruzzi a viale Carso dove dal 2019 è stata collocata una targa in memoria dello scultore Aurelio Mistruzzi e della moglie, entrambi di origine ebraica, e che proprio nel villino nascosero molti ebrei durante le persecuzioni[19]. Probabilmente fu anche grazie all'iniziativa dell'ARS che della Vittoria divenne un quartiere di riferimento per i pittori e per tutti gli artisti. Molti, infatti, scelsero di abitarci: il pittore Gino Severini a viale Mazzini, il pittore Giacomo Balla che visse in via Oslavia e la cui casa è un museo visitabile a partire dal 2021 su iniziativa del Maxxi[20], lo scrittore Alberto Moravia presso il lungotevere della Vittoria la cui casa è anch'essa un museo visitabile[21], il pittore e incisore Luigi Bartolini a via Oslavia[22], il pittore Tano Festa a viale Mazzini[23], il pittore e incisore Paolo Paschetto che visse nel villino ARS a via Pimentel[24], lo scrittore Andrea Camilleri che visse in via Asiago[25].

Lo sviluppo urbanistico del quartiere continuò in maniera più intensiva a partire dagli anni '20 e durante il ventennio fascista. Le prime case furono quelle costruite dall'Istituto Case Popolari fra via Sabotino e via Monte Nero: quattordici fabbricati, alcuni demoliti negli anni sessanta[10]. Alcuni esempi di questa seconda fase di sviluppo sono il ninfeo di piazza Mazzini progettato da Raffaele de Vico, il Liceo Terenzio Mamiani e la Scuola Elementare Ermenegildo Pistelli entrambe progettate da Vincenzo Fasolo con un linguaggio architettonico ancora legato al barocchetto romano. L'isolato di case popolari ancora presenti tra via Oslavia, via Vodice, via Monte Santo e via Sabotino progettate da Innocenzo Sabbatini, sono anch'esse in tipico stile barocchetto anni '20 con svariati elementi decorativi quali bugnati, timpani, logge, altane e stemmi monumentali[26]. Sempre in stile secessionista sono degni di nota gli edifici a via Eleonora Pimentel in stile neomanieristico ad opera dell'architetto Mario de Renzi e la casa Coop Leonardo in via Avezzana dell'architetto Alberto Calza Bini.

Architettonicamente il quartiere testimonia il passaggio dallo stile eclettico anni '20 al razionalismo fascista. A partire dalla metà degli anni '20 e fino alla fine degli anni '30, infatti, vediamo il proliferare di opere razionaliste nel quartiere. Alcuni esempi sono il Foro Italico, inaugurato nel 1923 come Foro Mussolini ad opera dell'architetto Enrico del Debbio, Palazzo Farnesina, attuale Ministero degli Esteri, la cui costruzione iniziò nel 1932 con il nome di Palazzo Littorio progettato dagli architetti Enrico Del Debbio, Arnaldo Foschini e Vittorio Ballio Morpurgo, il Ponte Duca d'Aosta completato nel 1939 a opera di Vincenzo Fasolo, la caserma Montezemolo (1935) in via Baiamonti dell'architetto Vittorio Cafieri, ex caserma Mussolini e attuale sede degli uffici della Corte dei Conti, l'Istituto storico e di cultura dell'Arma del Genio presso il lungotevere della Vittoria e l'Ufficio Postale di viale Mazzini (1935) ad opera dell'architetto Armando Titta.

È in questa fase, nel 1938, che il quartiere venne ridenominato "delle Vittorie" con riferimento alla conquista etiopica e di nuovo riportato all'originale denominazione nel secondo dopoguerra. Ancora oggi, il quartiere è spesso erroneamente chiamato Delle Vittorie e molti esercizi commerciali portano ancora questa dicitura. Ne è un esempio il Teatro delle Vittorie.

Negli anni '60 il quartiere è nuovamente oggetto di un'interessante sperimentazione architettonica, stavolta legata al movimento modernista. Ne sono testimonianza gli edifici ad opera di Venturino Ventura nei pressi del lungotevere della Vittoria in via Ciro Menotti (1959 circa) e in via Giovanni Nicotera (1960 circa) che rimandano all'architettura modernista di Frank Lloyd Wright. Sempre di Venturino Ventura, anche le particolarissime palazzine di via Gomenizza alle pendici di Monte Mario[27]. A piazza Monte Grappa è presente l'Edificio Philips costruito nel 1960 per l'omonima azienda dal celebre architetto Gio Ponti. L'edificio ha una struttura in vetro e ferro, con uno stile che richiama quello dei grattacieli ed è attualmente sede dell'azienda Leonardo[28]. Nei dintorni di piazzale Clodio troviamo altri esempi di architettura modernista, come la palazzina ad opera di Luigi Pellegrin (1955-1958) a piazzale Clodio e la Palazzina San Maurizio (1961-63) a via Romeo Romei ad opera di Luigi Moretti[29] . La Palazzina San Maurizio presenta una struttura caratterizzata da balconi circolari e da giochi di luce e volumi di inspirazione barocca ed è testimonianza dell'originalità dello stile di Moretti, considerato da Robert Venturi un anticipatore del movimento postmodernista[30].

Della Vittoria e la Rai[modifica | modifica wikitesto]

L'opera architettonica sicuramente più nota risalente a questo periodo è l'Ufficio della Direzione Generale RAI di viale Mazzini (1965) progettata da Francesco Berarducci. Oltre al valore architettonico (prima struttura interamente in acciaio di Roma), l'edificio, e soprattutto la scultura del cavallo antistante ad opera dello scultore siciliano Francesco Messina, sono diventati un simbolo del quartiere. Il legame tra la RAI e Della Vittoria inizia già dai primi anni della costruzione del quartiere, quando negli anni '30 il governo fascista vuole costruire una sede adeguata per l'EIAR. Viene costruita a questo scopo la sede di via Asiago inaugurata nel 1932, progettata dall'architetto ed esperto di acustica Marchesi Cappai, con tecnologie e techniche di insonorizzazione all'avanguardia per l'epoca. Lo stile architettonico rispecchia quello del resto del quartiere a quel tempo in pieno sviluppo, rifacendosi ai modelli del barocchetto romano. All'interno è caratterizzato da uno stile art decò e presenta decorazioni sui pavimenti e bassorilievi ancora oggi presenti che si rifanno al tema della musica e della radio. Nel 1944 la sede di via Asiago cambia denominazione da l'EIAR a RAI, Radio Audizioni Italia[31][32]. Nel 1957 viene inaugurato il Centro Produzione Rai di via Teulada sempre ad opera di Francesco Berarducci. Nel centro sono presenti vari studi televisivi ancora attivi che videro la nascita di programmi storici quali il Musichiere e Canzoissima. Altra sede storica RAI nel quartiere è il Teatro delle Vittorie in via Col di Lana, nato nel dopoguerra come teatro di varietà e poi acquistato per volere di Pippo Baudo dalla RAI proprio in virtù della sua posizione strategica in prossimità degli altri studi RAI. Il Teatro delle Vittorie ospitò molte trasmissioni storiche tra gli anni '70 e 2000, ed è tutt'oggi utilizzato per la produzione di game show come I Soliti Ignoti[33]. La presenza degli studi RAI rende tutt'oggi il quartiere intrinsecamente legato al mondo della televisione e del cinema.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

D'argento al monte sormontato dal labaro di Costantino.[34]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo della Rai di viale Mazzini.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Sede della Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio della Corte dei conti.
Comprende la Procura della Repubblica di Roma, la Corte d'Appello di Roma, la Corte d'Appello di Roma Sezione Lavoro, l'Ufficio del Casellario Giudiziale, il Tribunale Ordinario di Roma Settore Penale, l'Ufficio del Casellario Giudiziale e il Palazzo di Giustizia Commissariato di Polizia.
  • Palazzo della Rai di viale Giuseppe Mazzini.
  • Palazzo della Rai di via Asiago.
  • Centro Rai di via Teulada.
  • Palazzo delle Poste, su viale Giuseppe Mazzini. Edificio del XX secolo (1933-35).
Progetto dell'architetto Armando Titta.
Sede di RomaNatura, Ente Regionale per la Gestione del Sistema delle Aree Naturali Protette nel Comune di Roma.
Sede dell'Osservatorio astronomico di Roma e del Museo Astronomico e Copernicano.
Complesso di due edifici di proprietà della famiglia Strozzi, uno del XV secolo 41°55′05.99″N 12°27′11.31″E / 41.918331°N 12.453143°E41.918331; 12.453143 e l'altro del XVI secolo 41°55′05.82″N 12°27′07.68″E / 41.918282°N 12.452133°E41.918282; 12.452133 disposti lungo il tracciato della antica via Francigena.
Progetto dell'architetto Luigi Moretti.
Progetto dell'architetto Luigi Moretti.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Gran Madre di Dio
Chiesa di San Lazzaro
Parrocchia eretta il 1º novembre 1978 con il decreto del cardinale vicario Ugo Poletti "Sua Santità".

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Forte Monte Mario, nel settore centrale della riserva naturale di Monte Mario. Forte del XIX secolo.
  • Caserma «Col. Giuseppe di Montezemolo», già «Benito Mussolini», su largo Don Giuseppe Morosini. Caserma del XX secolo (1937).
Sede degli Uffici centrali della Corte dei conti.

Architetture scolastiche[modifica | modifica wikitesto]

Liceo Mamiani.
  • Scuola materna ed elementari Ermenegildo Pistelli, costruita nel fascismo, la scuola può ospitare circa 2500 bambini, tra materna ed elementari, e fornita di due grandi giardini e una mensa
Progetto dell'architetto Vincenzo Fasolo. Il complesso ospita anche la scuola secondaria di I grado "Giuseppe Gioachino Belli" dell'I.C. Parco della Vittoria, con ingresso su via Antonio Mordini.
Progetto dell'architetto Enrico Del Debbio. Fa parte del complesso sportivo del Foro Italico.
  • Scuola elementare maschile Cristoforo Colombo, su via Gabriele Camozzi. Edificio del XX secolo (1931-32).
Progetto dell'ingegner Roberto Marino. Ospita il Liceo scientifico statale Talete.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Ponte Milvio.
Ponte Duca d'Aosta.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Della Vittoria si estendono l'omonima zona urbanistica 17B, parte della 20D Farnesina e la 20X Foro Italico.

Piazza Mazzini: la fontana

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

È raggiungibile dalle stazioni Lepanto e Ottaviano.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Stadio dei Marmi
Del complesso fanno parte le strutture dello stadio Olimpico, dello stadio dei Marmi, dello stadio Olimpico del Nuoto e dello stadio del tennis di Roma.
Progetto dell'architetto Luigi Moretti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Separato dalle intere via Igea e via della Camilluccia, da via Trionfale fino a via Cassia.
  2. ^ Separato da via Cassia, nel tratto da via della Camilluccia al ponte Milvio (Tevere).
  3. ^ Separato dal fiume Tevere, da ponte Milvio fino al ponte Matteotti.
  4. ^ Separato dall'intero viale delle Milizie, dal lungotevere Michelangelo a via Trionfale.
  5. ^ Separato da via Trionfale, nel tratto da viale delle Milizie a via Igea.
  6. ^ Deliberazione della Giunta Municipale di Roma nº 20 del 20 agosto 1921.
  7. ^ Deliberazione del Governatore di Roma nº 3944 del 23 maggio 1935.
  8. ^ Quartiere Della Vittoria, su rerumromanarum.com. URL consultato il 9 aprile 2023.
  9. ^ Abstract Circles, Quartiere di Piazza d'Armi, su ArchiDiAP, 13 ottobre 2014.
  10. ^ a b Napoleone Scrugli.
  11. ^ L'esposizione universale del 1911, su Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo. URL consultato il 9 aprile 2023.
  12. ^ Villino Allegri, su rerumromanarum.com. URL consultato il 9 aprile 2023.
  13. ^ Case dell'Istituto Romano di Beni Stabili di viale Mazzini, su rerumromanarum.com. URL consultato il 9 aprile 2023.
  14. ^ Catalogo POI, su www.appasseggio.it, 16 settembre 2017. URL consultato il 9 aprile 2023.
  15. ^ Villini Liberty al Delle Vittorie, su www.romeandart.eu. URL consultato il 9 aprile 2023.
  16. ^ Turismo Culturale Italiano, su www.turismoculturale.org. URL consultato il 9 aprile 2023.
  17. ^ Loredana Diana, Roma Sparita - Quartiere degli artisti, su Roma Sparita | Foto storiche, 3 agosto 2012. URL consultato il 9 aprile 2023.
  18. ^ Loredana Diana, Roma Sparita - Via Achille Papa, su Roma Sparita | Foto storiche, 24 novembre 2013. URL consultato l'11 aprile 2023.
  19. ^ Cristina Novellino, Targa in onore dello Scultore Aurelio Mistruzzi presso la Sede di Roma, su GIOMI - Strutture ospedaliere, 4 febbraio 2019. URL consultato il 9 aprile 2023.
  20. ^ Casa Balla | MAXXI, su www.maxxi.art, 16 febbraio 2021. URL consultato il 9 aprile 2023.
  21. ^ | Casa Museo Alberto Moravia, su www.casaalbertomoravia.it. URL consultato il 9 aprile 2023.
  22. ^ Matteo, Luigi Bartolini (Cupramontana 1892 – Roma 1963) Roma via Oslavia, 1938, su Il Bulino Antiche Stampe. URL consultato il 9 aprile 2023.
  23. ^ Tano Festa conquista di nuovo Milano. Il successo della scuola pop romana da Finarte, su ArtsLife, 11 maggio 2016. URL consultato il 9 aprile 2023.
  24. ^ Villino in via Eleonora Pigmentel 2, su roma2pass.it. URL consultato l'11 aprile 2023.
  25. ^ Camilleri racconta il suo quartiere. URL consultato il 9 aprile 2023.
  26. ^ Case Popolari ICP Piazza d'Armi II, su rerumromanarum.com. URL consultato il 9 aprile 2023.
  27. ^ Le Palazzine Romane di Venturino Ventura (PDF), su arc1.uniroma1.it.
  28. ^ Gruppo 36 Sartoria Digitale dal 1999, Palazzo Philips in piazza Monte Grappa - Giò Ponti, su www.gioponti.org. URL consultato il 9 aprile 2023.
  29. ^ L'architettura nel Secondo Novecento a Roma, su www.bandb-rome.it. URL consultato il 9 aprile 2023.
  30. ^ Robert Venturi, Complessità e contraddizioni nell'architettura.
  31. ^ Storia della Radio - La sede di Roma, su www.storiadellaradio.rai.it. URL consultato il 9 aprile 2023.
  32. ^ Il Palazzo Rai di via Asiago 10, Roma Podcast, su Loquis. URL consultato il 9 aprile 2023.
  33. ^ Teatro delle Vittorie, Roma Podcast, su Loquis. URL consultato il 9 aprile 2023.
  34. ^ Carlo Pietrangeli, p. 192. Qui indicato con il nome "MILVIO".
  35. ^ Alessandra Reggi, Casali Strozzi, su RomaNatura.
  36. ^ Claudia Velluti, Palazzina San Maurizio, su ArchiDiAP, 15 ottobre 2014.
  37. ^ a b Gabriele Onori, Casa delle Armi, su ArchiDiAP, 15 ottobre 2014.
  38. ^ Osmar, Liceo Mamiani in viale delle Milizie, su ArchiDiAP, 3 dicembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Armando Ravaglioli, Roma inizio secolo. La capitale dell'«Italietta» dal 1900 al 1920, in Roma tascabile, Roma, Newton Compton, 1995, ISBN 88-8183-220-8.
  • Giorgio Carpaneto e altri, I quartieri di Roma, Roma, Newton Compton Editori, 1997, ISBN 978-88-8183-639-0.
  • Nicoletta Fattorosi Barnaba, Prati e Della Vittoria. Un rione e un quartiere da amare, Milano, Palombi Editori, 2010, ISBN 978-88-6060-317-3.
  • Carlo Pietrangeli, Insegne e stemmi dei rioni di Roma (PDF), in Capitolium. Rassegna di attività municipali, anno XXVIII, n. 6, Roma, Tumminelli - Istituto Romano di Arti Grafiche, 1953.
  • Claudio Rendina e Donatella Paradisi, Le strade di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0208-3.
  • Claudio Rendina, I quartieri di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2006, ISBN 978-88-541-0594-2.
  • Riccardo Rosati, Nel quartiere, Brescia, Starrylink Editrice, 2004, ISBN 978-88-88847-66-5.
  • Napoleone Scrugli, QUARTIERE XV. DELLA VITTORIA, in I Rioni e i Quartieri di Roma, vol. 7, Roma, Newton Compton Editori, 1991.

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