Nomentano

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Q. V Nomentano
Roma - Villino Ximenes.jpg
Villino Ximenes a piazza Galeno
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
ProvinciaRoma Roma
CittàInsigne Romanum coronatum.svg Roma Capitale
CircoscrizioneMunicipio Roma II
Data istituzione20 agosto 1921
Codice205
Superficie3,26 km²
Abitanti38 931 ab.
Densità11 938 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 41°54′54.22″N 12°31′04.68″E / 41.915061°N 12.517968°E41.915061; 12.517968
Nomentano
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
ProvinciaRoma Roma
CittàInsigne Romanum coronatum.svg Roma Capitale
CircoscrizioneMunicipio Roma II
Data istituzione30 luglio 1977
Codice03A
Superficie2,91 km²
Abitanti38 678 ab.
Densità13 291,41 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Nomentano è il quinto quartiere di Roma, indicato con Q. V.

Il toponimo indica anche la zona urbanistica 3A del Municipio Roma II di Roma Capitale.

Benché non ufficiale, è invalsa anche la denominazione di Nomentano-Italia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nell'area nord-est della città, a ridosso delle Mura aureliane. Ha la forma di un triangolo irregolare e poggia su un terreno ondulato.

Il quartiere confina:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Nomentano è fra i primi 15 quartieri nati nel 1911, ufficialmente istituiti nel 1921 e prese il nome dalla via Nomentana.

La costruzione iniziale risale alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX. Testimonianze di tale tipologia edilizia sono evidenti soprattutto nella zona del Policlinico Umberto I, esso stesso completato nel 1902.

L'area conobbe poi un forte sviluppo, soprattutto come zona residenziale, nel ventennio fascista e nell'immediato secondo dopoguerra, quando si giunse rapidamente alla saturazione territoriale.

Durante la seconda guerra mondiale il quartiere fu obiettivo di aspri bombardamenti da parte delle forze alleate, in particolare di quello del 14 marzo 1944, ricordato come il terzo più grande sulla capitale per tonnellaggio e numero di vittime. Come detto, l'incremento edilizio del dopoguerra ha totalmente cancellato le cicatrici provocate dai bombardamenti. Altre tensioni all'epoca erano dovute alla ricerca da parte delle forze fasciste di ebrei dopo la promulgazione delle leggi razziali: il quartiere, infatti, ospita una vasta comunità ebraica nei pressi di piazza Bologna, con una sinagoga in via Padova.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

D'oro al monte (Monte Sacro) di verde col ponte su l'Aniene d'argento.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzina di abitazione, via Catania 69
  • Villino Ximenes, su piazza Galeno. Villino in stile liberty di inizio XX secolo (1902).
Progetto dell'architetto Ettore Ximenes.
  • Villino Wille, su via Andrea Cesalpino. Villino di inizio XX secolo (1907).
Progetto dell'architetto Ernst Wille.
  • Casa ICP Sant'Ippolito II (Tiburtino II), detta "Casa del Sole"[7], su via della Lega Lombarda. Edificio del XX secolo (1929-30).
Progetto dell'architetto Innocenzo Sabbatini.
Progetto dell'architetto Mario Ridolfi.
  • Palazzi Federici, tra viale XXI Aprile, via Famiano Nardini, via Costantino Corvisieri e via Enrico Stevenson. Edifici in stile razionalista del XX secolo (1931-37).[8]
Costruiti dall'impresa Federici sui progetti dell'architetto Mario De Renzi.
  • Cinema Jolly, già Teatro-Cinema Atlante, su via della Lega Lombarda, angolo via Giano della Bella. Edificio del XX secolo (1947-49).[9]
Progetto dell'architetto Francesco De Intinis. Chiuso nel 1986, l'edificio è stato ristrutturato tra il 1994 e il 1997, per poi essere inaugurato nell'ottobre dello stesso anno come Mutisala Jolly.
Progetto di Massimo Castellazzi, Tullio Dell'Anese e Annibale Vitellozzi.
  • Città del Sole, tra via della Lega Lombarda e via Arduino. Complesso architettonico del XXI secolo (2010-15).[10]
Progetto dello studio Labics.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Angela Merici

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso della Caserma Piave
  • Batteria Nomentana, via Nomentana/via della Batteria Nomentana (1884-90)
  • Caserma Castro Pretorio, su viale Castro Pretorio.
  • Caserma Piave, su viale Ventuno Aprile. Edificio eclettico realizzato su progetto di Arnaldo Foschini, inaugurata nel 1913 come Caserma Vittorio Emanuele II.
Sede del Comando generale della Guardia di Finanza (dal 1913 in poi).

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Ville[modifica | modifica wikitesto]

Mausoleo di Tor di Quinto sulla via Nomentana, davanti a villa Blanc.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Enti[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del quartiere e del Policlinico da Villa Torlonia

Si sviluppa lungo l'asse della via Nomentana, ad est di questa, fino al cavalcavia sulla ferrovia Firenze-Roma, che lo delimita sul lato orientale insieme alla Tangenziale Est.

È attraversato da due direttrici di importanza cittadina: l'asse viale Regina Margherita - viale Regina Elena, un rettifilo che va dai Parioli a piazzale del Verano, e viale del Policlinico - via G.B. Morgagni - viale della Lega Lombarda, che mette in comunicazione via Tiburtina con Porta Pia e Corso d'Italia. Inoltre ponte Lanciani porta un flusso di traffico radiale direttamente all'interno del quartiere dall'adiacente zona di Pietralata.

Il tracciato delle strade è quasi del tutto moderno. Solo la direttrice via Torlonia - via de' Rossi - via Tommasini, che ricalca il preesistente vicolo di Pietralata e le vie che confinano con Villa Blanc, ovvero via Giuseppe Vasi, via Onofrio Panvinio ecc., risultano appartenere al tessuto urbano dei primi del Novecento.

La parte compresa tra la via Nomentana, il viale del Policlinico, la via di Villa Massimo è la più signorile, edificata tra la fine del XIX secolo e il primo trentennio del XX con raffinati villini e palazzine.

Piazza della Croce Rossa e l'inizio del sottovia che conduce al Muro Torto

Immediatamente a ridosso del viale XXI Aprile e di piazza Bologna, e sull'asse del viale delle Province, si trovano decorosi edifici di edilizia intensiva e popolare costruiti negli anni 30. Tra la via Tiburtina e la omonima Stazione si trova il piccolo agglomerato di graziose casette popolari conosciuto come Quartiere di Sant'Ippolito o Tiburtino Secondo. Il quartiere Nomentano è stato completato con palazzine di cinque piani nel dopoguerra.

Fino agli anni settanta, la zona intorno alla Villa Torlonia ha visto la sostituzione di villini con palazzine moderne ed edifici per uffici. Pur se tale pratica è stata poi vietata dal Piano Regolatore, è comunque proseguito il fenomeno della terziarizzazione, con la sostituzione delle residenze con uffici. La strenua opposizione dei residenti è riuscita ad impedire per quarant'anni l'edificazione di un lotto immediatamente adiacente alla Villa Torlonia. Sembra però che ora il Comune voglia destinare tale area alla costruzione di un edificio museale.

Il quartiere comprende la zona tra via Nomentana, la tangenziale est, il Policlinico Umberto I e parte della zona di San Lorenzo. È uno dei quartieri più piccoli della città, con una discreta densità di popolazione (circa 75.000 residenti), mediamente collocata in una fascia sociale medio-alta.

Dati statistici rivelano, rispetto ad altri quartieri della capitale, un alto indice di vecchiaia e di immigrazione da paesi extra-comunitari. Inoltre, data l'alta concentrazione di poli per il lavoro terziario e la sua posizione, si registrano volumi di traffico e di inquinamento superiori alla media del comune, che costringono, tra l'altro, a frequenti interventi per la ristrutturazione delle strade.

Odonimia[modifica | modifica wikitesto]

Le strade intorno a piazza Bologna e lungo il viale delle Provincie sono dedicate a province italiane (di qui il nome del quartiere: Nomentano - Italia); quelle adiacenti al Policlinico a medici di varie epoche, quelle tra Villa Torlonia e viale XXI Aprile ad archeologi e storici della Campagna romana; tra piazza Bologna e la ferrovia invece sono le strade dedicate ad eroi e personaggi illustri del periodo medioevale. Altre vie sono dedicate a eventi medievali, a battaglie legate all'Unificazione italiana, ad archeologi e storici, a religiosi; ancora, derivano da personaggi vari o da denominazioni locali.

Piazzale delle Province

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma B.svg È raggiungibile dalle stazioni Policlinico, Tiburtina e Bologna.
Ferrovia regionale laziale FL1.svg
 È raggiungibile dalle stazioni di: Roma Nomentana e Roma Tiburtina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Separato da via Nomentana, da piazzale di Porta Pia a viale Regina Margherita
  2. ^ Separato da via Nomentana, da viale Regina Margherita alla Tangenziale Est
  3. ^ Separato dalla Tangenziale Est, da via Nomentana a via Tiburtina
  4. ^ Separato da via Tiburtina, nel tratto dalla Tangenziale Est a via del Castro Laurenziano, da via del Castro Laurenziano e da viale dell'Università fino alle Mura aureliane (viale Castro Pretorio)
  5. ^ Separato dalle Mura aureliane] (viale Castro Pretorio e viale del Policlinico), da viale dell'Università a piazzale di Porta Pia
  6. ^ Carlo Pietrangeli, p. 192.
  7. ^ Percorsi culturali e studenteschi della città universitaria, Casa del Sole, su archive.is (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2015).
  8. ^ Elisa Schipa, Casa convenzionata (Palazzo Federici), su ArchiDiAP, 13 novembre 2014.
  9. ^ Francesco88, Cinema Atlante (ora Jolly), su ArchiDiAP, 17 novembre 2014.
  10. ^ Teodora M.M. Piccinno, Città del Sole, su ArchiDiAP, 26 febbraio 2015.
  11. ^ B. Coccia, Il monumento ai Caduti delle Fiamme Gialle.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Carpaneto e altri, I quartieri di Roma, Roma, Newton Compton Editori, 1997, ISBN 978-88-8183-639-0.
  • Carlo Pietrangeli, Insegne e stemmi dei rioni di Roma (PDF), in Capitolium. Rassegna di attività municipali, anno XXVIII, n. 6, Roma, Tumminelli - Istituto Romano di Arti Grafiche, 1953.
  • Mauro Quercioli, QUARTIERE V. NOMENTANO, in I Rioni e i Quartieri di Roma, vol. 6, Roma, Newton Compton Editori, 1991.
  • Claudio Rendina e Donatella Paradisi, Le strade di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0208-3.
  • Claudio Rendina, I quartieri di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2006, ISBN 978-88-541-0594-2.
  • Irene de Guttry, Il villino a Roma. Il quartiere Nomentano, Roma, Palombi Editore e Italia Nostra, 2009, ISBN 978-88-6060-163-6.
  • Benedetto Coccia, Il monumento ai Caduti delle Fiamme Gialle, in Le caserme storiche della guardia di finanza nel Lazio, Roma, Editrice Apes, 2008, pp. 131-136, ISBN 978-88-7233-032-6.

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