Giuliano-Dalmata

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Q. XXXI Giuliano-Dalmata
M12 - Metro B Laurentina e attestamento COTRAL 1160328.JPG
Il capolinea Laurentina della metropolitana B e la stazione delle autolinee regionali
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
ProvinciaRoma Roma
CittàRoma-Stemma.png Roma Capitale
CircoscrizioneMunicipio Roma IX
Data istituzione13 settembre 1961[1]
Codice231
Superficie7,9889 km²
Abitanti21 350 ab.[2] (2016)
Densità2 672,46 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 41°48′58.73″N 12°29′59.56″E / 41.816314°N 12.499878°E41.816314; 12.499878

Giuliano-Dalmata è il trentunesimo quartiere di Roma, indicato con Q. XXXI.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nell'area sud della città.

Il quartiere confina:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti giuliani e dalmati (1961)

Nacque come Villaggio Operaio E42, adibito ad alloggiare gli operai impegnati nell'allestimento dell'Esposizione Universale di Roma (che originò il quartiere EUR, rinominato nel 1965 in quartiere Europa).

Con lo scoppio della guerra gli operai abbandonarono le loro case che, dopo una breve occupazione anglo-americana, rimasero abbandonate. Nel 1947, dodici famiglie di profughi giuliani si insediarono nel villaggio, ribattezzandolo Villaggio Giuliano.

L'inaugurazione ufficiale e la consegna delle prime unità abitative agli esuli (le camerate dell'ex villaggio operaio ristrutturate e riadattate a piccoli appartamenti), avviene il 7 novembre 1948 alla presenza dell'allora sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri on. Giulio Andreotti e alla sig.ra De Gasperi, consorte dell'allora primo ministro in carica. In quella occasione ci fu il primo matrimonio della comunità. Il fiumano Armando Chioggia, classe 1921 sposò nella piccola cappella del Villaggio la romana Fernanda Tombesi, quasi a volere suffragare ufficialmente l'unione della gente fiumana, istriana e dalmata con la accogliente città di Roma.

Nel 1955, in seguito all'arrivo di circa duemila profughi istriani e dalmati, assunse il nome attuale.

Il 4 novembre 1961 fu inaugurato sulla via Laurentina, per volere dell'Opera Profughi, un monumento costituito da un masso carsico con incastonata la scritta "AI CADUTI GIULIANI E DALMATI" e gli stemmi delle città giuliano-dalmate di Pola, Fiume e Zara[3].

Il 10 febbraio 2008, in occasione della celebrazione del quarto Giorno del ricordo, è stato inaugurato, su largo Vittime delle Foibe Istriane, un monumento commemorativo per le vittime dei massacri delle foibe.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Giovanna Antida (Fonte Meravigliosa)
Monumento alle vittime delle foibe (2008)
Centro idrico di Vigna Murata (1989)

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Nella sede originaria dove era sita la chiesa intitolata a San Marco Evangelista, sorgono i giardini intitolati al maestro Lodovico Zeriav. All'interno di essi il monumento della Lupa romana di Pola.
Parrocchia eretta l'11 dicembre 1969 con il decreto del cardinale vicario Angelo Dell'Acqua "Pastoris vigilantis".
Parrocchia eretta il 1º giugno 1980 con il decreto del cardinale vicario Ugo Poletti "Le instancabili premure".
Parrocchia eretta il 17 ottobre 1989 con decreto del cardinale vicario Ugo Poletti.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Sul masso carsico, tratto dai campi di battaglia della prima guerra mondiale, uno stemma bronzeo che raccorda gli emblemi dell'Istria, di Fiume, di Trieste, di Gorizia e della Dalmazia. Venne inaugurato il 4 novembre 1961.
Opera del maestro Giuseppe Mannino. Nella dedica si legge: «Ai martiri dell'Istria, della Venezia-Giulia e di Fiume, del mare di Dalmazia, infoibati e annegati per amore della libertà e dell'Italia (1943/1947). La Regione Lazio, la città di Roma e la comunità giuliano-dalmata esule, a perenne ricordo. Roma, 10 febbraio 2008.»
L'opera è stata progettata dall'architetto Francesco Palpacelli ed è costituita da un serbatoio e una torre piezometrica. Realizzata in acciaio ITACOR 2, raggiunge un'altezza massima di circa 120 metri.[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

  • Liceo scientifico statale Aristotele, su via dei Sommozzatori.
  • Istituto comprensivo statale Domenico Purificato, su via della Fonte Meravigliosa.
  • Scuola infanzia e primaria Giuseppe Tosi. Su via dei Corazzieri.
Giuseppe Tosi (Pola, 4 agosto del 1890 - Abbazia, maggio 1945), maestro di scuola elementare e direttore didattico nel comune di Volosca-Abbazia tra le due guerre mondiali, fu ucciso dalla polizia segreta jugoslava, detta OZNA, che iniziò ad operare indiscriminati arresti all'indomani dell'occupazione dell'Istria e di Fiume, tra la fine di aprile e i primi di maggio 1945: in pochi giorni oltre cinquanta italiani di Abbazia e dintorni furono imprigionati e poi uccisi con efferata violenza, tra cui Tosi[5]. Esisteva una prima sede istituita nel 1958 in via Canzone del Piave n. 12, che ora ospita il comando dei vigili urbani del Municipio Roma IX.
  • Scuola secondaria I grado Cesare Battisti, su via della Divisione Torino.
  • Scuola primaria Andrea Boltar, su piazza Lodovico Cerva.
  • Scuola infanzia Colle di Mezzo, su viale Luca Gaurico.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1962 Alberto Sordi girò un film in bianco e nero dal titolo Il commissario. Molte scene del film sono ambientate all'Eur. Una scena è stata girata al Villaggio Giuliano-Dalmata di Roma.

Parte del film Borotalco (1982), diretto da Carlo Verdone, è ambientata nel quartiere, nella zona Prato Smeraldo-Fonte Meravigliosa. Si riconoscono i moderni (per l'epoca) edifici di via Elio Lampridio Cerva (casa di Nadia), via Veranzio (casa di Rossella) e piazza Zamagna. Famosa la scena in cui Verdone chiede alla moglie dove sia via Lampridio Cerva (... e 'ndo stà?), stupendosi del nome inconsueto.

Il quartiere ha fatto da sfondo ad alcune scene di altri film, tra cui 7 chili in 7 giorni (1986) di Luca Verdone con Renato Pozzetto e Carlo Verdone e Da grande (1987) di Franco Amurri con Renato Pozzetto.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del quartiere Giuliano-Dalmata si estende l'intera zona urbanistica 12B Villaggio Giuliano e gran parte della 12E Cecchignola.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Del territorio di Giuliano-Dalmata fa parte l'unica frazione all'interno di un quartiere: Castello della Cecchignola.

Odonimia[modifica | modifica wikitesto]

Il confine nord con il quartiere Ardeatino è delineato dalla via di Vigna Murata, che prende il nome dai ruderi di un'antica villa.
Alcune targhe indicanti il nome della via, quali via dei Corazzieri e via Antonio Cippico, riportano la sigla C.S. X, ossia Condotta Sanitaria (gli attuali Distretti Sanitari delle ASL), anziché Q. XXXI, secondo la vecchia suddivisione toponomastica della città.

Le strade sono dedicate soprattutto a personaggi giuliani e dalmati, o che hanno avuto a che fare con l'area giuliano-dalmata, e eventi che li hanno riguardati, come largo Vittime delle Foibe Istriane, largo Eccidio di Malga Bala, piazzale dei Militari caduti nei lager e il parco Caduti per Trieste.

Personaggi giuliano-dalmati

Con piazza Giuliani e Dalmati, troviamo le seguenti vie e piazze:

Vi si trovano, inoltre, strade a tema militare, dovute alla presenza della città militare della Cecchignola e strade dedicate ad astronomi, donne di valore e toponimi di zona[12].

Tema militare

Con via dei Caduti del Monte Serra, troviamo le seguenti vie e piazze:

Astronomi
Donne di valore
Altri
Toponimi di zona

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma B.svg È raggiungibile dalla stazione Laurentina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delibera del Commissario Straordinario n. 2453 del 13 settembre 1961.
  2. ^ Roma Capitale - Roma Statistica. Popolazione iscritta in anagrafe al 31 dicembre 2016 per suddivisione toponomastica.
  3. ^ Per maggiori informazioni sulla storia dell'insediamento dei profughi giuliani si veda M. Micich, I Giuliano-Dalmati a Roma e nel Lazio. L'esodo tra cronaca e storia (1945-2004), 3ª ed. Le immagini relative all'inaugurazione del Villaggio giuliano di Roma e del matrimonio Chioggia girate dall'Istituto Luce nel 1948, nonché filmati relativi ai profughi nella capitale, sempre conservati dall'Istituto Luce, sono stati raccolti, insieme a varie interviste a residenti del Quartiere giuliano-dalmata, nel video documentario di E. Loria, Vivere in esilio. Memorie del Villaggio giuliano-dalmata di Roma, Roma, Ass.ne per la cultura fiumana istriana e dalmata nel Lazio, 2010.
  4. ^ ArchiDiAP, Valearchy, Centro Idrico di Vigna Murata.
  5. ^ Marino Micich, Il martirio di Giuseppe Tosi. Ricordo di un maestro di frontiera, in «La Voce di Fiume», a.XXXIII, n.1, gennaio 2009.
  6. ^ Eroe della resistenza (1923-1943).
  7. ^ Dedicata ai fratelli Luciano e Francesco.
  8. ^ Croce di guerra al V.M. caduto alla Cecchignola per la difesa di Roma settembre 1943.
  9. ^ Medaglia d'Oro, caduto nella zona della Cecchignola per la difesa di Roma, settembre 1943.
  10. ^ Tenente dei granatieri, caduto nella difesa di Roma il 10-9-1943.
  11. ^ Dedicata ai fratelli Giorgio e Guglielmo.
  12. ^ Vie e piazze di Roma intitolate a personaggi e toponimi della Venezia Giulia si trovano dettagliatamente elencate nel volume di M. Micich e G. de Angelini, Stradario giuliano dalmata di Roma. Personaggi, luoghi, memorie nelle vie e piazze della capitale, Roma, Ass.ne per la cultura fiumana istriana e dalmata nel Lazio, 2007.
  13. ^ Dal nome dell'antica famiglia (de Buccabellis) proprietaria del fondo di Tor Pagnotta.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Il Villaggio giuliano-dalmata di Roma. Cronaca e storia di uomini e fatti (1947-2003), Roma, Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio, 2003.
  • Giorgio Carpaneto e altri, I quartieri di Roma, Roma, Newton Compton Editori, 1997, ISBN 978-88-8183-639-0.
  • Roberta Fidanzia, Storia del quartiere Giuliano-Dalmata di Roma. CD-ROM, Roma, Drengo, 2003, ISBN 978-88-88812-01-4.
  • Marino Micich, I Giuliano-Dalmati a Roma e nel Lazio. L'esodo tra cronaca e storia (1945-2001), Roma, Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio, 2002.
  • Marino Micich, I Giuliano-Dalmati a Roma e nel Lazio. L'esodo tra cronaca e storia (1945-2004), 3ª ed., Roma, Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio, 2004.
  • Marino Micich e Gianclaudio de Angelini, Stradario giuliano dalmata di Roma. Personaggi, luoghi, memorie nelle vie e piazze della capitale, Roma, Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio, 2007.
  • Mauro Quercioli, QUARTIERE XXXI. GIULIANO DALMATA, in I Rioni e i Quartieri di Roma, vol. 8, Roma, Newton Compton Editori, 1991.
  • Claudio Rendina e Donatella Paradisi, Le strade di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0208-3.
  • Claudio Rendina, I quartieri di Roma, vol. 2, Roma, Newton Compton Editori, 2006, ISBN 978-88-541-0595-9.

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