Giuliano-Dalmata

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Coordinate: 41°48′58.73″N 12°29′59.56″E / 41.816314°N 12.499878°E41.816314; 12.499878

Q. XXXI Giuliano-Dalmata
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma IX
Superficie 7,9889 km²
Abitanti 23 248 ab.[1] (2010)
Densità 2 910,04 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Giuliano-Dalmata è il trentunesimo quartiere di Roma, indicato con Q.XXXI.

Confini[modifica | modifica sorgente]

Si trova nell'area sud della città.

Il quartiere confina:

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nacque come Villaggio Operaio E42, adibito ad alloggiare gli operai impegnati nell'allestimento dell' Esposizione Universale di Roma (che originò il quartiere EUR, rinominato nel 1965 in quartiere Europa).

Con lo scoppio della guerra gli operai abbandonarono le loro case che, dopo una breve occupazione anglo-americana, rimasero abbandonate. Nel 1947, dodici famiglie di profughi giuliani si insediarono nel villaggio, ribattezzandolo Villaggio Giuliano.

L'inaugurazione ufficiale e la consegna delle prime unità abitative agli esuli (le camerate dell'ex villaggio operaio ristrutturate e riadattate a piccoli appartamenti), avviene il 7 novembre 1948 alla presenza dell'allora sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri on. Giulio Andreotti e alla sig.ra De Gasperi, consorte dell'allora primo ministro in carica. In quella occasione ci fu il primo matrimonio della comunità. Il fiumano Armando Chioggia, classe 1921 sposò nella piccola cappella del Villaggio la romana Fernanda Tombesi, quasi a volere suffragare ufficialmente l'unione della gente fiumana, istriana e dalmata con la accogliente città di Roma.

Nel 1955, in seguito all'arrivo di circa duemila profughi istriani e dalmati, assunse il nome attuale.

Il 4 novembre 1961 fu inaugurato sulla via Laurentina, per volere dell'Opera Profughi, un monumento costituito da un masso carsico con incastonata la scritta "AI CADUTI GIULIANI E DALMATI" e gli stemmi delle città giuliano-dalmate Pola, Fiume e Zara[2].

Il 10 febbraio 2008, in occasione della celebrazione del quarto Giorno del ricordo, è stato inaugurato, in largo Vittime delle Foibe Istriane, un monumento commemorativo per le vittime dei massacri delle foibe. L'opera è stata realizzata dal maestro Giuseppe Mannino.

Odonomastica[modifica | modifica sorgente]

L'area a nord del quartiere prende il nome di Vigna Murata, dalla omonima via.

Alcune targhe indicanti il nome della via, quali via dei Corazzieri e via Antonio Cippico, riportano la sigla C.S. X, ossia Condotta Sanitaria (gli attuali Distretti Sanitari delle ASL), anziché Q. XXXI, secondo la vecchia suddivisione toponomastica della città.

Le strade sono dedicate soprattutto a personaggi giuliani e dalmati o che hanno avuto a che fare con l'area giuliano-dalmata.

Personaggi giuliano-dalmati:
Con largo Vittime delle Foibe Istriane e piazza Giuliani e Dalmati, troviamo le seguenti vie e piazze:

Vi si trovano, inoltre, strade a tema militare, dovute alla presenza della città militare della Cecchignola e strade dedicate ad astronomi, donne di valore e toponimi di zona[5].

Tema militare:
Con piazzale dei Militari caduti nei lager, troviamo le seguenti vie e piazze:

Astronomi:

Donne di valore:

Altri:

Toponimi di zona:

Edifici di culto[modifica | modifica sorgente]

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • Cippo carsico. Monumento dedicato ai "Caduti giuliani e dalmati", posto lungo la Via Laurentina presso il civico 638, venne inaugurato il 5 novembre 1961. Sulla pietra del Carso, tratta dai campi di battaglia della prima guerra mondiale, uno stemma bronzeo che raccorda gli emblemi dell'Istria, di Fiume, di Trieste, di Gorizia e della Dalmazia.
  • Mosaico del pittore polesano Amedeo Colella, già funzionario dell'Opera per l'assistenza i profughi giuliani e dalmati, collocato nella Piazza Giuliano-Dalmati nel 1962.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Il quartiere come set cinematografico[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1962 Alberto Sordi girò un film in bianco e nero dal titolo Il commissario. Molte scene del film sono ambientate all'Eur. Una scena è stata girata al Villaggio Giuliano-Dalmata di Roma. C'è un cameo del mitico Sergio Amoruso allora barbiere e successivamente tabaccaio del Villaggio Giuliano di Roma, che si vede benissimo mentre fa la barba ad uno degli attori del film. Nello sfondo della scena si vedono bene i padiglioni dove all'epoca alloggiavano gli esuli da Fiume, Istria e Dalmazia.
  • Parte del film Borotalco (1982), diretto da Carlo Verdone, è ambientata nel quartiere, nella zona Prato Smeraldo-Fonte Meravigliosa. Si riconoscono i moderni (per l' epoca) edifici di via Elio Lampridio Cerva (casa di Nadia), via Veranzio (casa di Rossella) e piazza Zamagna. Famosa la scena in cui Verdone chiede alla moglie dove sia via Lampridio Cerva, stupendosi del nome inconsueto.
  • Il quartiere fa da sfondo ad alcune scene di altri film, tra cui Sette chili in sette giorni (1986) di Luca Verdone con Renato Pozzetto e Carlo Verdone e Da grande (1987) di Franco Amurri con Renato Pozzetto.

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Metropolitana di Roma B.svg
 È raggiungibile dalla stazione Laurentina.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Roma Capitale - Dipartimento risorse tecnologiche - servizi delegati - statistica. Iscritti in anagrafe al 31-12-2010.
  2. ^ Per maggiori informazioni sulla storia dell'insediamento dei profughi giuliani si veda M. Micich, I Giuliano-Dalmati a Roma e nel Lazio. L'esodo tra cronaca e storia (1945-2001), Roma, Ass.ne per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio, 2004. Le immagini relative all'inaugurazione del Villaggio giuliano di Roma e del matrimonio Chioggia girate dall'Istituto Luce nel 1948, nonché filmati relativi ai profughi nella capitale, sempre conservati dall'Istituto Luce, sono stati raccolti, insieme a varie interviste a residenti del Quartiere giuliano-dalmata, nel video documentario di E. Loria, Vivere in esilio. Memorie del Villaggio giuliano-dalmata di Roma, Roma, Ass.ne per la cultura fiumana istriana e dalmata nel Lazio, 2010
  3. ^ Dedicata ai fratelli Luciano e Francesco
  4. ^ Dedicata ai fratelli Giorgio e Guglielmo
  5. ^ Vie e piazze di Roma intitolate a personaggi e toponimi della Venezia Giulia si trovano dettagliatamente elencate nel volume di M. Micich e G. de Angelini, Stradario giuliano dalmata di Roma. Personaggi, luoghi, memorie nelle vie e piazze della capitale, Roma, Ass.ne per la cultura fiumana istriana e dalmata nel Lazio, 2007
  6. ^ Marino Micich, Il martirio di Giuseppe Tosi. Ricordo di un maestro di frontiera, in «La Voce di Fiume», a.XXXIII, n.1, gennaio 2009

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Claudio Rendina, Donatella Paradisi, Le strade di Roma. Volume primo A-D, Roma, Newton Compton Editori, 2004. ISBN 88-541-0208-3.
  • Roberta Fidanzia, Storia del Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma CD-ROM, Roma, Drengo, 2003. ISBN 88-88812-01-6.
  • Mauro Quercioli, AA.VV, I quartieri di Roma, Roma, Newton & Compton, 1997. ISBN 978-88-8183-639-0.
  • Claudio Rendina, I quartieri di Roma - Vol. 2, Roma, Newton & Compton, 2006. ISBN 978-88-541-0595-9.
  • Il Villaggio giuliano-dalmata di Roma. Cronaca e storia di uomini e fatti (1947-2003), Roma, Ass.ne per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio, 2003.
  • Marino Micich, I Giuliano-Dalmati a Roma e nel Lazio. L'esodo tra cronaca e storia (1945-2001), Roma, Ass.ne per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio, 2004.
  • Marino Micich, Gianclaudio de Angelini, Stradario giuliano dalmata di Roma. Personaggi, luoghi, memorie nelle vie e piazze della capitale, Roma, Ass.ne per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio, 2007.
  • Cronologia sintetica del Villaggio Giuliano, di Gianclaudio de Angelini.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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