Raffaele De Vico

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Raffaele De Vico

Raffaele De Vico (Penne, 18 aprile 1881Roma, 15 agosto 1969) è stato un architetto italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurazione di Piazza Mazzini. In primo piano, da sinistra verso destra: Filippo Cremonesi; Benito Mussolini; Raffaele de Vico.

Nasce a Penne (Pescara) il 18 aprile 1881 dallo scultore Angelo De Vico e da Emma Bartolini.

La sua prima formazione presso la sezione Agrimensura dell'istituto tecnico di Chieti e successivamente come perito tecnico agrario presso l'attività dello zio Vincenzo Sbozzieri, gli fornisce le basi per la conoscenza delle piante.

Nel 1902 conosce Giuseppe Sacconi che gli fa dono del volume del pittore e architetto Paolo Camillo Landriani[1] Probabilmente attraverso Giuseppe Sacconi conosce il di questi collaboratore ingegnere Pompeo Passerini, con il quale collaborerà in importanti opere.[2]

Lavora nel 1906-1907 presso l'ufficio di Lino De Cecco, ingegnere capo dell'ufficio tecnico di Castellammare Adriatico (oggi Pescara) che fu il suo primo maestro; qui conosce anche Gabriele D'Annunzio.

S'iscrive nel 1907 all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove consegue il diploma di Professore di disegno architettonico e conosce lo scultore e accademico d'Italia Ettore Ferrari, che esercitava la presidenza presso l'istituto, e vi stringe amicizia. Successivamente viene da questi presentato ad alcuni altri professionisti, tra i quali l'architetto-archeologo Giacomo Boni, dal quale apprese la conoscenza delle piante classiche. Tale conoscenza sarà ampiamente utilizzata nei suoi progetti futuri.

Nel 1908 per un breve periodo lavora come aiutante tecnico agli Ospedali Riuniti di Roma e presso il Servizio costruzioni delle Ferrovie dello Stato. A partire da questo periodo risale probabilmente l'inizio della collaborazione professionale con Pompeo Passerini in alcuni dei suoi lavori, tra i quali il cantiere del Monumento a Vittorio Emanuele II. Qui entrò in contatto con molti degli artisti, scultori, pittori ed architetti che vi partecipavano, e successivamente alcuni di questi collaboreranno con lui in alcune delle sue opere. Particolarmente significativa fu l'amicizia con lo scultore Adolfo Cozza[3] (forse conosciuto già precedentemente dal padre Angelo a Firenze, poiché circa nello stesso periodo entrambi avevano praticato l'attività di scultori a Firenze e frequentato lo studio di Giovanni Duprè) amicizia che dopo la morte di questi sarebbe continuata con il figlio scultore Lorenzo Cozza e con il nipote archeologo Lucos Cozza.

Sposa nel 1912 Maria Ravaglia, da cui ha quattro figli: Fabrizio (1912-2007, divenuto architetto) Giuliana, Marella e Fabio.

Nel 1913 vince il concorso come aiutante tecnico di III classe nell'amministrazione capitolina; viene incaricato a tempo indeterminato professore di architettura al Liceo artistico di Roma. Viene progressivamente interessato a grandi e piccoli progetti del verde ed è nominato membro della Commissione di estetica cittadina - collaborando in veste o al di fuori di tale nomina ufficiale - con personaggi come lo storico dell'arte e archeologo Corrado Ricci, l'architetto Gustavo Giovannoni, lo storico dell'arte Antonio Muñoz e l'ingegnere Paolo Salatino, capo dell'ufficio tecnico del comune di Roma.

Presta servizio militare alla Caserma di Civitavecchia dal 1915 al 1919 con il grado di sottotenente come aiutante ingegnere. Gli viene concesso uno studio da parte dell'Accademia di Belle Arti sito nell'edificio storico di piazza del Ferro di Cavallo.

Trasferisce nel 1920 la residenza al Casale del Graziano a villa Borghese, dove rimarrà per tutta la vita. Nel 1921 è nominato geometra principale nell'ufficio tecnico del comune di Roma.

Consegue la laurea di architetto nel 1923 e viene iscritto nel relativo albo istituito nel 1920 (vi venivano iscritti per legge tutti coloro che fino ad allora si erano segnalati per la qualità nell'esercizio della professione). Viene nominato consulente artistico provvisorio del servizio giardini comunale (confermato nel 1924). Lo stesso anno è nominato in ruolo al Liceo Artistico di Roma quale aggiunto di Architettura e rassegna le dimissioni da tecnico comunale.

Su indicazione di Marcello Piacentini, viene nominato consulente generale per i parchi e giardini dell'E42 nel 1939 e nel 1940 ha l'incarico della vigilanza sulle realizzazioni dei progetti ai parchi e giardini.

È tra i fondatori, nel 1950, dell'Associazione Italiana degli architetti del giardino e del paesaggio insieme a Mario Bafile, Michele Busiri Vici, Giuseppe Meccoli, Pietro Porcinai, Elvezio Ricci (direttore del servizio giardini di Roma) e Maria Teresa Parpagliolo Shepard.

Dal 1955 al 1961 è capo del Servizio Giardini dell'EUR. Incaricato del completamento dei parchi e dei giardini dell'EUR-quartiere di Roma nell'ambito della restaurazione promossa da Virgilio Testa, cura il completamento di tutti i progetti eseguiti (modificandoli ai fini del contenimento delle spese) e la nuova progettazione del parco Centrale con la grande cascata sotto al palazzo dello sport (Marcello PiacentiniPier Luigi Nervi) e dei due giardini gemelli degli ulivi.

L'Associazione italiana degli architetti del giardino e del paesaggio lo nomina socio onorario nel 1965 «… riconoscendo in lui il depositario delle nobili tradizioni del nostro paese nella ideazione del giardino come opera d'arte».

Muore il 15 agosto 1969 a Roma.

Dagli studi presso l'Accademia di belle arti di Roma e dalla collaborazione con lo studio di Pompeo Passerini, adotta la poetica neobarocca in auge in quegli anni. L'ulteriore apprendimento autodidatta gli ha permesso un'approfondita e sentimentale conoscenza di Roma, dei suoi monumenti e dei suoi giardini. Nel corso della sua carriera, a partire dai primi anni del 1900, si è dedicato alla progettazione e alla direzione dei lavori della maggior parte dei giardini pubblici di Roma, con un picco di attività durante gli anni del Governatorato. Nel settore dell'architettura ha realizzato importanti opere monumentali.

La sua opera è caratterizzata da una personale cifra artistica sobria e pulita, dalla meticolosa attenzione all'inserimento nel contesto storico, urbanistico e architettonico dei suoi progetti, e dalla loro densa ma discreta carica decorativa.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Serbatoio a Parco dei daini (Villa Borghese)
Monumento Ossario dei Caduti nella guerra del 1915-18, nel cimitero Verano
Parco Virgiliano in Via Nemorense
Fontana di Piazza Mazzini
  • 1908 - varie opere in collaborazione con Pompeo Passerini, fra le quali:
    • La Palazzina Internazionale dell'Agricoltura a Villa Borghese (oggi villa Lubin, ultimata 1911)
    • Il palazzo del Ministero dei Lavori Pubblici (1908-1927)
    • Il cantiere del Monumento a Vittorio Emanuele II.
  • 1915 - Concorso nazionale per il Serbatoio d'acqua a villa Umberto I (realizzato nel 1925)
  • 1920:
    • Concorso per il Ponte delle milizie.
    • Progetto per piazza Monte Grappa nel nascente quartiere Vittoria (realizzato nel 1930)
  • 1922 - Concorso nazionale per il Monumento ai caduti della Grande Guerra (realizzato solo nove anni più tardi al Cimitero Monumentale Del Verano con il nome di Monumento Ossario dei caduti romani nella guerra del 1915–'18)[4]
  • 1924 - Progetto per il Ponte lungo (non realizzato)

1925:

    • Progetto per il parco di Monte Mario: Maestoso organismo scenografico sulle pendici del versante est del monte in asse con Viale Mazzini. Tale progetto non verrà realizzato se non in minima parte, limitatamente all'area del Parco della Vittoria.
    • Progetto per il rinnovo del Semenzaio comunale (Casaletto, Palazzina della Direzione, Aranciera)
    • Progetto per il giardino del Museo Mussolini in Campidoglio.
    • Progetto per l'Istituto tecnico di Guardiagrele.
  • 1926
    • Progetto per la nuova Accademia di Belle Arti a Valle Giulia (non realizzato)
    • Progetto per teatro all'aperto a Villa Celimontana (non realizzato)
    • Progetto per il Parco del Colle Oppio (ultimato nel 1932)
    • Progetto per i giardini a via Carlo Felice (Basilica di san Giovanni)
    • Progetto per l'ara e giardino dei caduti fascisti (Campidoglio)
    • Progetto per il giardino di Monte Sacro (Piazza Sempione)
    • Progetto per i giardini di Via Flaminia.
  • 1927
    • Progetto e per la fontana-giardino di Piazza Mazzini.
    • Progetto per la Villetta D'Achiardi in via S. Sebastiano.
  • 1928
    • Progetto per Viale Mazzini.
    • Ricostruzione del Teatro di Ostia Antica (in collaborazione con l'archeologo Guido Calza)
    • Progetto per il padiglione di Roma alla Esposizione Internazionale di Torino (Mostra di Floricoltura e Giardinaggio)
    • Progetto per la seconda parte della Passeggiata archeologica (poi Parco San Sebastiano)

1929 - Progetto per Parco degli Scipioni.

1930:

    • Progetto per il Parco Virgiliano in Via Nemorense.
    • Progetto per il giardino di Piazza Verbano.
    • Progetto per il giardino di Piazza Bologna.
    • Opere di sistemazione e restauro per Villa Sciarra.
  • 1933
    • Progetto per l'ampliamento del giardino zoologico di Roma ed altri interventi nell'impianto originale (fino al 1938)
    • Progetto per il Serbatoio idrico in via Eleniana.
    • Sistemazione del parco di Castel Fusano.
  • 1934 - Progetto per Villa Paganini.
  • 1935
    • Concorso per l'Auditorium di Roma (in collaborazione con Fabrizio de Vico): selezionato tra i sei vincitori.
    • Progetto della Fontana per la Mostra dell'Agricoltura al Quartiere Flaminio.
    • Progetto per Villa Lina - Igliori a Ronciglione.
  • 1936:
    • Progetto per la Fontana Gabriele D'Annunzio.
    • Progetto per la tomba della famiglia Talenti a Nettuno.
    • Progetto per il Casale di Aguzzano (restauro-ampliamento e giardino per famiglia Talenti)
  • 1938 - Progetto per Villa Acerbo a Caprara d'Abruzzo (restauro e sistemazione del parco)
  • 1939 - Progetto per Parco Cestio (poi parco della Resistenza)
  • 1940
    • Progetto per Giardini di piazza delle Finanze.
    • Progetto per Villa Alfano sull'Appia Antica.
  • 1941 - Progetto per restauro della Chiesa della Madonna della Libera (Penne)
  • 1942
    • Direzione dei lavori delle sistemazioni a verde del parco archeologico di Ostia Antica fino al 1951 (progetto di Michele Busiri Vici)
    • Progetto per il Monumento delle diciotto regioni italiche e delle colonie d'oltremare (non realizzato)
  • 1945 -1950
    • Progetto per Villa Cecilia-Pia Marzi-Marchesi sull'Appia Pignatelli.
    • Progetto per la tomba della famiglia Palazzetti al Cimitero del Verano.
  • 1947
    • Progetto per il parco con edifici di delizia per il villino di Umberto Palazzetti a via Cessati spiriti (realizzato in parte)
    • Progetto per il Parco all'Acqua Santa per Umberto Palazzetti (non realizzato)
  • 1948 - Concorso per lo stemma della Repubblica Italiana.
  • 1949 - Progetto per la Mostra d'acqua del Peschiera (non realizzato. Ipotesi alternativa al precedente progetto del Parco di Monte Mario)
  • 1950
    • Progetto per il Roseto di Roma.
    • Progetto per il serbatoio d'acqua per l'EUR (non realizzato)
  • 1951 - Progetto per il Parco dantesco di Monte Mario (sviluppato dal precedente progetto per il parco di Monte Mario in collaborazione con Raniero Nicolai, non realizzato)
  • 1955–1961 - Completamento dei parchi e dei giardini dell'EUR-quartiere di Roma.

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

Il fondo Raffaele de Vico[5] è conservato presso l'Archivio storico capitolino del Comune di Roma. Il complesso documentario comprende principalmente fotografie, disegni, album, lastre fotografiche che illustrano l'attività professionale dell'architetto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia e descrizione de' principali teatri antichi e moderni, (Milano, tipografia del dottor Giulio Ferrario, MDCCCXXX). Sul foglio di guardia del volume, in alto la firma di Giuseppe Sacconi, in basso, di pugno di Raffaele De Vico: «Questo libro mi fu donato dall'arch. Giuseppe Sacconi di cui vi è la firma. Dicembre 1902 – Raffaele de Vico»
  2. ^ Da queste circostanze, in mancanza di una documentazione più ampia per un periodo di circa cinque anni, si ipotizza che già in questi anni Raffaele De Vico si recasse frequentemente a Roma.
  3. ^ Adolfo Cozza, Dizionario biografico degli italiani
  4. ^ Visite culturali al Verano – Monumento per i caduti romani della Prima Guerra Mondiale, su Cimiteri capitolini. URL consultato il 30 maggio 2019 (archiviato il 30 maggio 2019).
  5. ^ Raffaele de Vico, su Sistema informativo unificato per le Soprintendenze archivistiche. URL consultato il 24 gennaio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Venturi, La scuola superiore di architettura, «Architettura e Arti decorative», novembre 1922
  • J. H. Stübben, La vegetazione nelle città, «Architettura e Arti decorative», a. V – MCMXXV (novembre-dicembre 1925), pp-127-145
  • C. Cecchelli, Nuove sistemazioni della zona monumentale, Passeggiata archeologica e Colle Oppio, «Capitolium», a.I, (1925-26), pp. 9–14
  • s. a., Nuova Fontana al Monte Sacro, «Capitolium», a. I, (1925-1926), p. 27
  • s. a., Il parco della Vittoria, «Capitolium», a. I, (1925-1926), pp. 28–30
  • M. B., Il Giardino della Vittoria sul Campidoglio, «Capitolium», a. I, (1925-1926), pp. 154–155
  • F. Clementi, Dal Vivarium al Giardino Zoologico, «Capitolium», a. I, (1925-1926), pp. 204–216
  • M. B., I Giardini di Piazza san Giovanni, «Capitolium», a. I, (1925-1926), pp. 278–280
  • M. Piacentini, La grande Roma, «Capitolium», a. I, (1925-1926), pp. 413–420
  • S. Boccioni, Il nuovo Museo Mussolini, «Capitolium», a. I, (1925-1926), pp. 469–481
  • s. a., Il nuovo Serbatoio di Villa Umberto I, «Capitolium», a. I, n.9, (dicembre 1925), pp. 540–543
  • C. Galassi Paluzzi, L'Istituto e i Corsi superiori di Studi Romani, «Capitolium», a. II, n.1, (aprile 1926), pp. 44–46
  • L. Du Jardin, La nuova Piazza Mazzini, «Capitolium», a. II, n.1, MCMXXVI (aprile 1926), pp. 294–296
  • s. a., Per il Parco della Vittoria a Monte Mario, «Capitolium», a. I, n.2, (aprile 1926), pp. 76–81
  • C. Cecchelli, Arx Terrarum. II Le sistemazioni del Colle Capitolino, «Capitolium», a. II, n. 4 (luglio 1926), pp. 201–218
  • s. a., La nuova Piazza Mazzini, «Capitolium», a. II, n.5, (agosto 1926), pp. 294–296
  • s. a., Un teatro all'aperto a Villa Celimontana, «Capitolium», a. II, n.7, (ottobre 1926), pp. 415–416
  • G. Q. Giglioli, L'Ara dei Caduti Fascisti, «Capitolium», a. II, n.7, MCMXXVI (ottobre 1926), p. 424
  • R. de Vico, Progetto per la nuova Accademia di Belle Arti in Roma, cartella di presentazione. Roma, s. d. (1927) (Archivio de Vico)
  • G. Calza, Il teatro di Ostia, «Capitolium», a. III, MXMXXVII (maggio 1927), p. 74
  • N. Ciampi, La Fontana di piazza Mazzini, «Capitolium», a. IV, n.8, (luglio 1927), pp. 197–200
  • U. Ayo, ‘Ut floreat'. Note ed impressioni sul Semenzaio del Governatorato a S. Sisto vecchio, «Capitolium», a. III (1927-28), pp. 506–517
  • R. de Vico, Relazione tecnica del progetto per il parco del Colle Oppio, Roma, aprile 1927. Archivio Centrale di Stato, Carte Gatti, f. 4, * R. 3, sf. 4, Rep. III: Colle Oppio, sistemazione del nuovo viale d'accesso al parco, 1927, (in: Diebner 2007, pp. 157–158 Roma, s.d.)
  • L. Piccinato, Giardini moderni, «Architettura e Arti decoartive», aprile 1927
  • s. a., Il Giardino Zoologico di Roma, «Capitolium», a. IV, (1928), pp. 45–46
  • N. Ciampi, Il giardino romano alla Mostra di Torino, «Capitolium», a. IV, MCMXXVIII (1928), pp. 117–129
  • N. Ciampi, Il parco del Colle Oppio, «Capitolium», a. IV (1928), pp. 130–138
  • N. Ciampi, Roma per i caduti della Grande Guerra, «Capitolium», a. IV, (1928), pp. 458–470
  • R. Bonfiglietti, L'ara dei caduti fascisti eretta sul Campidoglio, «Capitolium», a. IV (1928), pp. 416–418
  • Governatorato di Roma, Azienda dei giardini pubblici, Mostra del Giardino Romano al Valentino nella Esposizione di Torino, MCMXXVIII-VI, * * Catalogo, Milano-Roma, 1928
  • S. Strizzi, L'architetto Raffaele de Vico da Penne, «Il Risorgimento d'Abruzzo e Molise» n. 777, 8 marzo 1928
  • E. Negri, La scuola romana e l'Associazione Artistica tra i Cultori di Architettura, Atti del I Congresso Nazionale di Studi Romani, 1928
  • E. Tea, Roma moderna nel pensiero di Giacomo Boni, Atti del I Congresso Nazionale di Studi Romani, II vol., 1929
  • E. Marignani, Einleitung des Heftes, «Capitolium», 1931, p. 105
  • B. Braschi, E. Marignani, Parchi e Giardini pubblici del Governatorato nell'anno VIII, «Capitolium» 1931, pp. 107–116
  • F. de Vico, Progetto per l'installazione di un parco arboreo sull'area del Macao, «Capitolium», a. VII, n. 7 (aprile 1931), pp. 206–209
  • F. P. Mulè, XXI Aprile. Contributo all'opera del Governatorato, «Capitolium», a. VII, n.5, MCMXXXI-IX (maggio 1931), pp. 209–219
  • L. Piccinato, Le zone verdi nel nuovo Piano Regolatore di Roma, «Capitolium», a. VII, (aprile 1931), pp. 234–242
  • L. Piccinato, Zone verdi ed edilizia nella città di Roma, Atti del II Congresso Nazionale di Studi Romani, 1931
  • T. Mora, La cintura verde della grande Roma, Atti del II Congresso Nazionale di Studi Romani, 1931
  • A. Muñoz, Il Parco di Castel Fusano, «Capitolium», a. IX, n.6, (giugno 1933), pp. 272–284
  • B. Braschi, I giardini pubblici di Roma e la loro organizzazione, in «Nuovi annali dell'Agricoltura» ed. Ministero dell'Agricoltura e Foreste, XIV-1934, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato – Libreria dello Stato, XII-1934, pp. 443–458
  • Le comunicazioni cittadine attraverso parchi e ville, «Roma fascista», a. XI, 1934
  • A. Bianchi, Il Parco Brancaccio, «Bollettino della Capitale» a. I, n. 3 (1935), s.p.
  • F. Mastrigli, Il Giardino Zoologico di Roma nel suo venticinquesimo anniversario, «Capitolium», a. XI, (1935), pp. 388 sgg.
  • R. Mucci, Il Parco del Colle Oppio, «Capitolium», a. XI, (1935), pp. 388
  • N. Ciampi, Per il Parco della Vittoria, «Bollettino della Capitale», a. 1, n. 8, maggio 1936, s. p.
  • G. Corsetti, L'acquedotto Vergine, «Bollettino della Capitale», a. II, n.1, (ottobre 1936-XV), s.p.
  • R. de Vico, Documentazione fotografica e grafica (rilievi) per le case degli elefanti, ippopotami. Album dal viaggio di visita ai giardini zoologici di Monaco e Lipsia, 12-18 marzo 1938 (Archivio de Vico)
  • E. Contini, Le recite plautine al Teatro di Ostia, «Capitolium», a. XIII, (giugno 1938), pp. 312–313
  • s. a., Il parco Cestio, «Capitolium», a. XIV, (1939), pp. 184 sgg. e «Capitolium», a. XV, (1940), pp. 654 sgg.
  • R. de Vico, Progetto per il monumento delle diciotto regioni italiche e delle colonie di oltre mare, cartella di presentazione. Roma, s. d. (1942) (Archivio de Vico)
  • G. Ioppolo, Casale del Graziano in villa Borghese (rilievo), copia del fascicolo originale, Archivio de Vico, 1948
  • M. Piacentini, Le vicende edilizie di Roma dal 1870 ad oggi, Roma, Fratelli Palombi editori, 1952
  • N. Ciampi, Il campeggio di villa Glori, «Capitolium», a. XXVII, (ottobre 1953), pp. 301–306
  • F. Bruni, Il Parco di Monte Mario, «Capitolium», XXIX, n.1, gennaio 1954, pp. 27–32
  • N. Ciampi, Per il Parco di Monte Mario, «Capitolium», a. XXXI, n.8, (agosto 1956), pp. 225–229
  • F. Mancini Lapenna, In Campidoglio con Alberto Mancini. Contributo alla cronistoria della vicenda municipale di Roma 1918-1926, Firenze, 1958
  • A. Mancini, Pagine di un altro tempo, a cura di Fausta Mancini Lapenna. Edizione Umana, Trieste 1958 (Archivio Storico Capitolino, reg. 27205)
  • Roma città e Piani, numero unico della rivista «Urbanistica», Torino, s. d. (1959)
  • G. Faure, Les Jardins de Rome, Paris, Arthaud, 19592
  • M. Casciato, voce Raffaele de Vico, in Dizionario biografico degli italiani, vol. XXXIX, Roma, Società grafica romana, 1960, pp. 555–556
  • D. Pertica, Il nuovo lago dell'EUR e il vecchio laghetto di Villa Borghese, «Capitolium», a. XXXVII, n.1, (gennaio 1962), pp. 21–27
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  • V. Mariani, Il giardiniere di Roma, «Il Giornale d'Italia», 29-30 agosto 1969 (in Gawlik 2005)
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  • A. Cederna, Mussolini Urbanista, Bari, Laterza, 1979
  • I. Insolera, Roma moderna, Torino, Einaudi, 1976
  • I. De Guttry, Guida di Roma moderna, Roma, De Luca editore, 1978
  • A. Tagliolini, I giardini di Roma, Roma, Newton Compton editori, 1980
  • Roma 1911, Catalogo della mostra a cura di Gianna Piantoni, Roma, De Luca editore, 1980
  • W. Vannelli, Economia dell'architettura nella Roma fascista, Roma, Edizioni Kappa, 1981
  • V. Fraticelli, Roma 1914-1929, Roma, Officina Edizioni, 1982
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  • Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Lazio, Il Vittoriano. Materiali per una storia, Roma, Fratelli Palombi Editori, 1986
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  • M. de Vico Fallani, Storia dei giardini pubblici di Roma nell'Ottocento, Roma, Newton Compton editori, 1992
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  • M. de Vico Fallani, Nuovi contributi all'opera di Raffaele de Vico, in Il giardino italiano del Novecento 1900-1940, Atti del III Colloquio internazionale di Pietrasanta, 27-28 settembre 1991, a cura di Alessandro Tagliolini, Firenze, 1993, pp. 255–261
  • G. Rossetti, "Dal Giardino Zoologico al Bioparco. Storia e architettura dello Zoo di Roma", Betagamma Editore, Viterbo 1998
  • A. Campitelli, Eclettismo e revival nei giardini romani, in La memoria, il tempo, la storia nel giardino romano fra ‘800 e ‘900, a cura di Vincenzo Cazzato, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1999, pp. 369-392
  • S. Dümpelmann, Maria Teresa Parpagliolo Shephard (1903–1974): Ein Beitrag zur Entwicklung der Gartenkultur in Italien im 20 Jahrhundert, VDG – Verlag und Datenbank für Geisteswissenschaften, Weimar 2004
  • L. Francescangeli, Il Giardino Zoologico e il suo archivio: lo svago e la cultura dalla Roma di Nathan al Governatorato, in I luoghi della scienza e della tecnica. Centri di ricerca, musei scientifici e applicazioni tecnologiche, a cura di Liliana Di Ruscio e Laura Francescangeli, Archivio Storico Capitolino, Roma, Publiprint 2004.
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  • Ricerca storico-documentaria sul palazzo sede del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (Paola Brunori curatrice, Paola Brunori, Barbara Elia ricerche storico-artistiche), Roma, 2005 (non pubblicato)
  • S. Diebner, Erholungspark versus Kulissengarten. Traditionelle Begrünung und politische Nutzung des Colle Oppio in Rom in der Zeit der Faschismus, «Die Gartenkunst», a. XIX, 1/2007, pp. 143–162
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  • Guida agli archivi di architettura a Roma e nel Lazio – da Roma capitale al secondo dopoguerra (curatori Margherita Guccione, Daniela Pesce, Elisabetta Reale) Roma, Gangemi editore, 2007 (III ed. aggiornata) p. 102
  • M. de Vico Fallani, S. Quilici, Il Parco di Monte Mario – Vicende urbanistiche e paesaggistiche (non pubblicato), Roma, 2009
  • M. de Vico Fallani, Raffaele de Vico sull'Aventino. Il parco Savello e il roseto comunale, in L'Aventino dal Rinascimento a oggi (Mario Bevilacqua, Daniela Gavallotti Cavallero curatori), Roma Editoriale Artemide s.r.l., 2010, pp. 220–225
  • M. de Vico Fallani, Raffaele de Vico, architetto e giardiniere di Roma, in Il Giardino Romano, n. unico, pubblicazione del Garden Club – Giardino Romano. Roma, Pittini Digital Print, 2010, pp. 69–76
  • A. Mazza, voce Raffaele de Vico, in Roma Architetture Biografie 1870-1970 (Anna Paola Briganti e Alessandro Mazza curatori) Roma, Prospettive Edizioni, 2010, pp. 184–186
  • U. Gawlik, Raffaele de Vico (1881-1969). Römischer Gartenarchitekt und Architekt während des Italienischen Königsreichs unter Viktor Emanuel III., des italienischen Faschismus und der Republik Italien von 1908 bis 1962. Dottorato di ricerca, Karlsruhe, febbraio 2011.
  • Harald Bodenschatz, Städtebau für Mussolini. Auf der Suche nach der neuen Stadt im faschistischen Italien, Berlino, DOM, 2011
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  • Comune di Roma Guida al Verde di Roma. Alla scoperta dei parchi naturali, delle ville storiche e dei giardini pubblici, a cura di Mirella Di Giovine, Roma, Lozzi & Rossi Editori, s.d.
  • G. Duranti, Suggestioni barocche nella cultura architettonica romana, Dottorato di ricerca in storia e conservazione dell'Oggetto d'Arte e d'Architettura, XIX ciclo, Università degli Studi Roma Tre, s.d.

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