Quartieri di Roma

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Quartieri di Roma

I quartieri di Roma sono le aree di nuova urbanizzazione nate soltanto dopo l'istituzione dell'ultimo rione, Prati.

Costituiscono il secondo livello di suddivisione toponomastica di Roma Capitale e coprono una superficie di 171,38 k. La popolazione totale residente è di 1 483 913 abitanti[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi 15 quartieri furono ufficialmente istituiti e numerati nel 1926[2], dopo un primo tracciamento effettuato nel 1911.

La distribuzione dei quartieri intorno al 1930.

Nel 1930 (vedi figura), esistevano anche altri due quartieri, ancora non ufficialmente istituiti: il sedicesimo, chiamato Città Giardino Aniene[3] nel 1924 e il diciassettesimo, chiamato Savoia[4] nel 1926. Successivamente, questi ultimi due, insieme al terzo e al quindicesimo, assunsero una nuova denominazione in seguito a delibere istituzionali. Il quartiere 15, Milvio, divenne Della Vittoria[5] nel 1935, il quartiere 3, Vittorio Emanuele III, divenne Pinciano nel 1946, il 17, Savoia, divenne Trieste[6] anch'esso nel 1946, mentre il quartiere 16, Città Giardino Aniene, divenne Monte Sacro[7] nel 1951.

Con delibera del Commissario Straordinario nº 2453 del 13 settembre 1961, furono istituiti altri 18 quartieri, alcuni trasformando cinque suburbi dell'area est, altri da territori dell'agro romano che, a sua volta, fu suddiviso in zone. Ai "nuovi" quartieri sono stati assegnati i numeri dal 18 al 35.

Il comune di Roma Capitale dunque conta attualmente 35 quartieri:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roma Capitale - Roma Statistica. Popolazione iscritta in anagrafe al 31 dicembre 2015 per suddivisione toponomastica.
  2. ^ Deliberazione del Governatore di Roma nº 3454 del 24 maggio 1926.
  3. ^ Deliberazione del Governatore di Roma nº 1087 del 16 luglio 1924.
  4. ^ Deliberazione del Governatore di Roma nº 3554 del 24 maggio 1926.
  5. ^ Deliberazione del Governatore di Roma del 23 maggio 1935.
  6. ^ Deliberazione del Governatore di Roma nº 3241 del 13 settembre 1946.
  7. ^ Deliberazione del Governatore di Roma nº 1081 del 19 luglio 1951.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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