Pinciano

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Q. III Pinciano
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
ProvinciaRoma Roma
CittàInsigne Romanum coronatum.svg Roma Capitale
CircoscrizioneMunicipio Roma II
Data istituzione20 agosto 1921
Codice203
Superficie3,57 km²
Abitanti20 865 ab.
Densità5 850,77 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 41°54′46.25″N 12°29′21.15″E / 41.912846°N 12.489208°E41.912846; 12.489208

Pinciano è il terzo quartiere di Roma, indicato con Q. III.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nell'area nord della città, a ridosso delle mura aureliane.

Il quartiere confina:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Pinciano è fra i primi 15 quartieri nati nel 1911, ufficialmente istituiti nel 1921. In precedenza erano già in uso nomi come "Quartiere dei Fiumi" per la parte delle vie intitolate a vari fiumi e "Pinciano" per la parte fra via Pinciana e via Salaria, o anche "Quartiere Sebastiani". Successivamente, in onore al re, il quartiere venne rinominato Vittorio Emanuele III. Dopo la caduta del regno, il quartiere riprese l'originario nome di Pinciano[6].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

D'oro al pioppo (di Nerone) di verde[7][8].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 viene trasformato nell'albergo Aldrovandi Villa Borghese.
  • Villino Marignoli, su via Po, angolo corso d'Italia. Edificio del XX secolo (1907).
  • Villa Serena, su via Carlo Dolci. Edificio in stile neo medioevale del XX secolo (1909).
Progetto di trasformazione di un casino nobile dell'architetto Garibaldi Burba.
  • Palazzo dell'Istituto Poligrafico dello Stato, su piazza Giuseppe Verdi. Edificio in stile eclettico del XX secolo (1913-18).
Progetto dell'architetto Garibaldi Burba. Sede dell'istituto fino al 2010.
  • Villa Titta Ruffo, su via Sassoferrato. Edificio del XX secolo (1919).
  • Villa Ambron, su via delle Tre Madonne. Edificio in stile barocchetto del XX secolo (1920).
Progetto dell'architetto Marcello Piacentini.
  • Villino Astaldi, su via Saverio Mercadante, angolo via Nicolò Porpora. Edificio del XX secolo (1920-23).
  • Palazzina Marchi, su via Giacomo Carissimi. Edificio in stile barocchetto del XX secolo (1924).
Progetto dell'architetto Mario Marchi.
  • Villino Alatri, su via Giovanni Paisiello. Edificio del XX secolo (1924-28).
  • Palazzina Giorgi, su via Antonio Bertoloni. Edificio in stile barocchetto del XX secolo (1927).
Progetto dell'ingegnere Oscar Giorgi Alberti.
  • Palazzina Virgili, su via Angelo Secchi. Edificio in stile razionalista del XX secolo (1929).
Progetto dell'architetto Pietro Aschieri su commissione di Filippo Virgili. Nel 1933 divenne residenza della figlia di Benito Mussolini, Edda, con il marito Galeazzo Ciano.
  • Palazzina Acerbo, su via Nicolò Tartaglia. Edificio in stile barocchetto del XX secolo (1930).
Progetto dell'architetto Guido Fiorini su commissione del gerarca Giacomo Acerbo. Attuale sede dell'ambasciata del Venezuela.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Dedicata all'omonima Dea, scoperta nel 1999 all'angolo tra via Guidubaldo del Monte e piazza Euclide[9].

Porte nelle Mura aureliane[modifica | modifica wikitesto]

Ville e parchi[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Università e altre istituzioni culturali[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Cinema e teatro[modifica | modifica wikitesto]

All'interno di Villa Borghese si trovano il Cinema dei Piccoli e il Silvano Toti Globe Theatre.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Odonimia[modifica | modifica wikitesto]

Le strade del quartiere sono intitolate ad astronomi, botanici e naturalisti, geofisici e geologi, matematici, medici, musicisti, pittori e scultori, uomini politici.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma A.svg È raggiungibile dalla stazione Flaminio.
Ferrovia Roma-Viterbo.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: Piazzale Flaminio e Piazza Euclide.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Separato dall'intero viale Maresciallo Pilsudski, dall'intero viale dei Parioli e dall'intero viale Liegi fino a via Salaria.
  2. ^ Separato da via Salaria, nel tratto da viale Regina Margherita a piazza Fiume.
  3. ^ Separato dalle mura (Corso d'Italia), da piazza Fiume a piazzale Brasile (Porta Pinciana).
  4. ^ Separato dalle mura (viale del Muro Torto), da piazzale Brasile (Porta Pinciana) a piazzale Flaminio (Porta del Popolo).
  5. ^ Separato da via Flaminia, da piazzale Flaminio (Porta del Popolo) a viale Maresciallo Pilsudski.
  6. ^ Deliberazione del Governatore di Roma nº 3241 del 13 settembre 1946.
  7. ^ Carlo Pietrangeli, p. 192.
  8. ^ Lo stemma fa riferimento alla tomba di Nerone alle pendici del Pincio.
  9. ^ (EN) Marina Piranomonte, Francisco Marco Simón The Daemon and the Nymph: Abraxas and Anna Perenna Archiviato il 10 aprile 2015 in Internet Archive., su Bollettino di Archeologia on line I 2010/ Volume speciale D / D8 / 1, a cura del Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione Generale per le antichità.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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