Ludovisi (rione di Roma)

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R. XVI Ludovisi
Stemma ufficiale
Via Veneto.jpg
Via Veneto
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
ProvinciaRoma Roma
CittàRoma-Stemma.png Roma Capitale
CircoscrizioneMunicipio Roma I
Data istituzione20 agosto 1921[1]
Codice116
Superficie0,3251 km²
Abitanti1 612 ab.[2] (2016)
Densità4 958,47 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 41°54′25.79″N 12°29′27.07″E / 41.907164°N 12.490854°E41.907164; 12.490854

Ludovisi è il sedicesimo rione di Roma, indicato con R. XVI.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

I confini: Mura aureliane fino a Porta Pinciana con il quartiere Pinciano; via di Porta Pinciana-via Francesco Crispi con Campo Marzio; via degli Artisti-via di S.Isidoro-via Veneto col rione Colonna; via di San Basilio con Trevi; via Friuli-via Lucullo-via Boncompagni-via Calabria fino a piazza Fiume (esclusa) con Sallustiano,

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il rione è tra quelli di origine post-unitaria (come San Saba, Testaccio e Prati), nato dalla convenzione del 1886, tra i Boncompagni eredi Ludovisi e il Comune di Roma. Con questo atto i principi di Piombino destinavano alla lottizzazione Villa Ludovisi, circa 25 ettari di parco tra le mura e il nucleo storico dei rioni Trevi e Colonna, che tra il XVII e il XIX secolo si era estesa verso est fino a Porta Salaria (l'attuale piazza Fiume).

La vicenda urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Questa lottizzazione, le sue vicende, i suoi protagonisti, possono considerarsi un episodio esemplare dello sviluppo impresso dai Savoia alla nuova capitale, sviluppo fondato su un'edilizia speculativa che attrasse affaristi da mezza Europa e nello spazio di neppure venticinque anni condusse la città dalla breccia di Porta Pia alla crisi economica dei secondi anni 1880, allo scandalo della Banca Romana. Braccio tecnico-finanziario dell'operazione (inutilmente lamentata come uno scempio imperdonabile dagli intellettuali europei dell'epoca) fu la Società Generale Immobiliare, costituita a Torino nel 1862, ma che seguì i movimenti delle capitali del regno sabaudo spostando la propria sede sociale prima a Firenze (nel 1862) e poi finalmente a Roma nel 1880; qui divenne la grande protagonista, per un secolo, della speculazione edilizia romana[3].

Per quanto riguarda lo sviluppo del rione Ludovisi, si può dire che il progetto di lottizzazione nacque insieme a Roma capitale: non a caso il principe Ignazio Boncompagni di Piombino era stato uno dei 18 componenti della Giunta provvisoria di governo della città (6 nobili, 4 borghesi e 8 possidenti e mercanti di campagna[4]) che tra i suoi primi atti aveva incaricato una Commissione di architetti-ingegneri di selezionare i progetti "per la costruzione di nuovi quartieri in quella parte [della città] che maggiormente si presta alla nuova edificazione". La parte in questione fu quella alta, tra Esquilino e Pincio, già individuata per la sua vicinanza a Termini e sui cui terreni avevano già cominciato ad intervenire finanzieri settentrionali e stranieri.

Tra studi, pareri e dibattiti, il primo piano regolatore dello sviluppo urbanistico della "terza Roma" firmato da Viviani fu varato nel 1873, legittimando le ben 7 convenzioni con il Comune di Roma per l'edificazione di nuovi quartieri che erano state già ratificate, a prescindere[5]. Passarono poi più di 10 anni, durante i quali continuarono a crescere nuovi immobili e prezzi delle aree edificabili, prima che venisse varato nel 1883, con legge del 1881, un piano regolatore ufficiale e vincolante[6]. Benché quest'ultimo Piano Viviani prevedesse l'intangibilità della Villa Ludovisi, anche la nobiltà cittadina volle partecipare al gioco. Fu così che il principe in titolo all'epoca, Rodolfo Boncompagni Ludovisi, stipulò nel 1886 una convenzione con il Comune e con la Società Generale Immobiliare per l'urbanizzazione, la lottizzazione e l'«edificazione di un quartiere di abitazione di ragione privata nella Villa già Ludovisi»[7].

L'affare veniva concluso, tuttavia, proprio nell'imminenza della crisi, che coinvolse il principe di Piombino[8], e portò l'Immobiliare sull'orlo di un fallimento da la società cui si salvò nel 1898 grazie ad un concordato con i creditori.

Superata la fase acuta della crisi, la costruzione sui terreni lottizzati riprese slancio: eleganti immobili erano già stati costruiti su via di Porta Pinciana, nel 1890 era stato completato il Palazzo Margherita, nel 1905 sorgevano Villa Maraini, l'Hotel Flora e l'Hotel Excelsior, e nel 1906 veniva completata via Veneto. Un'altra stagione di intensa edificazione si ebbe tra il 1925 e il 1935, con l'Hotel Ambasciatori, il palazzo dell'INA e l'attuale ministero dell'Industria (nato come ministero delle Corporazioni).

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Di rosso a tre bande d'oro ritirate nel capo e un dragone d'oro reciso in punta (stemma Boncompagni-Ludovisi).[9]

Stemma Ludovisi.svg

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Sede dell'ambasciata degli Stati Uniti d'America.
Sede del Ministero dello sviluppo economico.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture scolastiche[modifica | modifica wikitesto]

Porte[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Piazze[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Via Abruzzi
  • Via degli Artisti
  • Via Aurora
  • Via Leonida Bissolati
  • Via Boncompagni
  • Via Cadore
  • Via Calabria
  • Via Campania
  • Via F.Crispi
  • Via Emilia
  • Via Friuli
  • Via Lazio
  • Via Liguria
  • Via Lombardia
  • Via Lucania
  • Via Lucullo
  • Via Ludovisi
  • Via Marche
  • Via Molise
  • Via Piemonte
  • Via di Porta Pinciana
  • Via Puglie
  • Via Romagna
  • Via di San Basilio
  • Via di Sant'Isidoro
  • Via Sardegna
  • Via Sicilia
  • Via Toscana
  • Via Vittorio Veneto (nota come via Veneto)
  • Via Versilia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delibera di Giunta n. 20 del 20 agosto 1921.
  2. ^ Roma Capitale - Roma Statistica. Popolazione iscritta in anagrafe al 31 dicembre 2016 per suddivisione toponomastica.
  3. ^ Per la lottizzazione di Villa Ludovisi si veda Puzzuoli.
  4. ^ Ferrarotti, pag. 51
  5. ^ La prima, quella con de Merode per la valle di San Vitale, era già pronta ancor prima di Porta Pia; altri nuovi rioni furono programmati al Celio, all'Esquilino, a Castro Pretorio, a Testaccio («per le arti clamorose, grandi officine, depositi e fabbricati per abitazioni di operai»), per un totale di oltre 100 ettari e una previsione di oltre 50.000 residenti. Rimanevano per il momento esclusi i Prati di Castello, sentiti ancora come una zona politicamente sensibile per la vicinanza con il Vaticano. Si veda Ferrarotti, pagg. 50 e sgg..
  6. ^ Per uno schema sintetico del PRG Viviani si veda qui.
  7. ^ Per il testo della convenzione si veda Ferrarotti, pagg. 71-74. Si noti che nell'atto Giuseppe Giacomelli, amministratore delegato della Società Generale Immobiliare, compare al contempo come "procuratore Generale di S.E. Don Rodolfo Boncompagni Ludovisi Principe di Piombino".
  8. ^ che a sua volta aveva coinvolto nell'affare il Vaticano di papa Pecci, ottenendone prestiti aventi a garanzia azioni della lottizzazione; nel successivo quasi-fallimento dell'Immobiliare il Vaticano perse circa un milione dell'epoca (si veda qui).
  9. ^ Carlo Pietrangeli, p. 190.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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