Cardinale vicario

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Il cardinale Agostino Vallini, Cardinale vicario della diocesi di Roma dal 27 giugno 2008.

Il vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, comunemente noto come cardinale vicario, è il cardinale a cui il papa delega il governo pastorale della diocesi di Roma. Esercita de facto le funzioni di vescovo di Roma pur non portandone il titolo, che rimane prerogativa esclusiva del papa.

Dal 27 giugno 2008 è cardinale vicario della diocesi di Roma Agostino Vallini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Annibale Ilari[1] scrive che «il Sommo Pontefice, Vescovo di Roma, ha avuto da tempo remoto dei Vicarii in Spiritualibus per la diocesi romana, generalmente insigniti del carattere episcopale. La memoria più antica si ha in una lettera di Innocenzo III, del giugno-ottobre 1198, indirizzata Octaviano Hostiensi episcopo, Vicario Nostro».

A partire dal 28 novembre 1558, come stabilito da Paolo IV con decreto concistoriale, la carica spetta a un cardinale.[2] Qualora il prescelto non sia un cardinale, pur ricoprendo la stessa carica ed esercitando le stesse funzioni, il titolo usato sarà "Pro-Vicario"[3].

Precedentemente, il titolo era "vicario generale di sua santità per la città di Roma e distretto", dove il distretto (districtus) era l'ambito di giurisdizione territoriale del Praefectus Urbis della Roma Imperiale, fatto proprio, come altri istituti giuridici dal romano pontefice, per il governo della Chiesa di Roma. Comprendeva il territorio infra centum milia ab Urbe lapide, il cui conteggio iniziava dal Foro Romano.

Poiché la diocesi di Roma si estende anche sullo Stato della Città del Vaticano, dal 1929 esiste anche un Vicario generale per lo Stato della Città del Vaticano, con delega pontificia per l'amministrazione pastorale delle due parrocchie della diocesi nello Stato vaticano, Sant'Anna dei Palafrenieri e San Pietro in Vaticano.

Normativa della Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Le funzioni e le competenze del cardinale vicario sono esplicitate dalla costituzione apostolica Ecclesia in Urbe pubblicata da papa Giovanni Paolo II il 1º gennaio 1998, con la quale il pontefice ha riformato il vicariato di Roma.[4]

  • Articolo 10 - Il cardinale vicario, in nome e su mandato del papa, «esercita il ministero episcopale di magistero, santificazione e governo pastorale per la Diocesi di Roma con potestà ordinaria vicaria»; egli cioè ha l'effettivo governo della diocesi ed è «giudice ordinario della Diocesi di Roma».
  • Articolo 11 - Il cardinale vicario mantiene stretti contatti con il papa, a cui riferisce periodicamente circa la pastorale svolta nella diocesi; soprattutto non prenderà provvedimenti importanti senza essersi prima riferito con il papa.
  • Articolo 12 - Il cardinale vicario «è il legale rappresentante della Diocesi di Roma e del Vicariato di Roma».
  • Articolo 13 - Il cardinale vicario non decade dal suo ufficio durante la vacanza della sede apostolica, cioè a seguito della morte del papa o delle sue dimissioni.
  • Articolo 14 - Nel suo compito, il cardinale vicario è coadiuvato dall'arcivescovo vicegerente e da vescovi ausiliari nominati dal papa.
  • Articoli 19-22 - Spetta al cardinale vicario presiedere i vari organismi del vicariato, in particolare il Consiglio episcopale (art. 19) e il Consiglio diocesano degli affari economici (art. 22).
  • Articolo 25 § 2 - Spetta al cardinale vicario la nomina dei direttori dei vari uffici del vicariato e la nomina dei parroci della diocesi, previa approvazione del papa.
  • Articolo 29 - Il cardinale vicario è presidente dell'Opera romana pellegrinaggi.
  • Articolo 30 - Previa approvazione del papa, il cardinale vicario può modificare o sopprimere gli uffici pastorali del vicariato, o costituirne di nuovi, e istituire commissioni diocesane con carattere consultivo.
  • Articolo 32 - «Il cardinale vicario, in virtù della potestà ordinaria vicaria che esercita in nome del Sommo Pontefice, è giudice ordinario della Diocesi di Roma e Moderatore dei Tribunali».

Elenco dei Vicarii in spiritualibus[modifica | modifica wikitesto]

Il seguente elenco è riportato da Ambrogio M. Brambilla, Origine ed evoluzione dell'ufficio del cardinale vicario di Roma fino all'anno 1558, pp. 224-226.

Elenco dei cardinali vicari generali per la diocesi di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annibale Ilari, I Cardinali Vicari. Cronologia Biobibliografica, in estratto dalla «Rivista Diocesana di Roma», anno III, n. 4, aprile 1962, p. 273.
  2. ^ A. Brambilla, Origine ed evoluzione..., pp. 335 e seguenti.
  3. ^ Camillo Ruini, che ha ricoperto l'incarico da gennaio 1991 a giugno 2008, ufficialmente è stato "Pro-Vicario" fino a luglio 1991 e, creato cardinale, "Vicario" da luglio 1991 in poi.
  4. ^ Costituzione apostolica Ecclesia in Urbe, dal sito web della Santa Sede.
  5. ^ Arcivescovo di Oristano, muore nel corso del 1299, prima del 21 novembre.
  6. ^ Vescovo prima di Jesi e poi di Osimo, è per tre volte documentato come vicarius urbis: nel 1290, nel 1295 e nel 1303.
  7. ^ Ponzio, Giovanni e Pietro erano vescovi di Orvieto.
  8. ^ Vescovo di Gubbio, muore nel 1383 o 1384.
  9. ^ Nominato da papa Urbano VI il 17 gennaio, è confermato nell'ufficio di vicarius Urbis da papa Bonifacio IX l'11 novembre 1389. Eubel, Hierarchia catholica, vol. I, p. 242, nota 10 di Gubbio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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