Fabrizio Paolucci

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Fabrizio Paolucci
cardinale di Santa Romana Chiesa
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Incarichi ricoperti
 
Nato2 aprile 1651 a Forlì
Ordinato presbiteroin data sconosciuta
Nominato vescovo9 aprile 1685 da papa Innocenzo XI
Consacrato vescovo6 maggio 1685 dal cardinale Gaspare Carpegna
Elevato arcivescovo27 gennaio 1698 da papa Innocenzo XII
Creato cardinale22 luglio 1697 da papa Innocenzo XII
Pubblicato cardinale19 dicembre 1698 da papa Innocenzo XII
Deceduto12 giugno 1726 (75 anni) a Roma
 

Fabrizio Paolucci (Forlì, 2 aprile 1651Roma, 12 giugno 1726) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fabrizio Paolucci nacque il 2 aprile 1651 a Forlì, quinto dei sei figli di Cosimo Paolucci, conte di Calboli, e di sua moglie Luciana Albicini; suoi fratelli furono Giovanni, Angiola Guerreria, Lucrezia, Giuseppe Ferdinando e Luigi. Egli fu zio del cardinale Camillo Merlini Paolucci.

Recatosi a Roma nel 1659 a 8 anni, venne educato dal prozio. Entrò quindi all'Università La Sapienza di Roma ove ottenne il dottorato in utroque iure il 23 febbraio 1674 e venne ordinato poco dopo sacerdote.

Eletto vescovo di Macerata e Tolentino il 9 aprile 1685, venne consacrato il 6 maggio successivo nella chiesa di San Filippo a Roma dal cardinale Gaspare Carpegna, vicario di Roma. Il 6 febbraio 1696 venne prescelto quale assistente al Soglio Pontificio e dal 24 febbraio di quello stesso anno divenne nunzio apostolico a Colonia.

Papa Innocenzo XII lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 19 dicembre 1698. Nel frattempo, il 27 gennaio venne trasferito alla sede episcopale di Ferrara col titolo personale di arcivescovo, ottenendo da quella stessa data l'incarco di nunzio apostolico straordinario alla Dieta Polacca per l'elezione di un nuovo re. Il 5 gennaio 1699 ottenne la berretta rossa ed il titolo dei Santi Giovanni e Paolo, prendendo parte nel 1700 al conclave che elesse papa Clemente XI. Il nuovo pontefice lo nominò cardinale segretario di Stato mantenendolo in carica dal 3 dicembre 1700 al 19 marzo 1721. Date le dimissioni dalla diocesi di Ferrara dal 14 marzo 1701, divenne commendatario di una ricca abbazia di Cremona. Il 25 gennaio 1709 divenne pro-penitenziere maggiore rimanendo in carica sino all'11 maggio 1721. Camerlengo del Sacro Collego dei Cardinali dal 25 gennaio 1706 sino al 21 febbraio 1707. Optò quindi per l'ordine dei cardinali-vescovi ed ottenne la sede suburbicaria di Albano dall'8 febbraio 1719. Alla morte del pontefice, nel conclave del 1721 era il candidato più forte alla successione, ma da parte di Carlo VI d'Asburgo (tramite il cardinale Mihaly Frigyes Althan, vescovo di Vac) fu posto il veto sulla sua elezione, in quanto ritenuto dall'imperatore troppo vicino alle posizioni francesi; fu perciò eletto un cardinale che non fosse schierato, Michelangelo Conti cioè papa Innocenzo XIII. Vicario generale di Roma dall'11 maggio 1721, diviene prefetto della Congregazione dei vescovi e regolari dal 9 settembre 1721.

Dopo la morte del pontefice nel 1724 fu di nuovo uno dei maggiori candidati al soglio pontificio; ma non fu eletto sempre per il veto imperiale, ma con l'elezione di Benedetto XIII egli riassunse la funzione di segretario di Stato che mantenne fino alla morte. Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti, di Avignone e di Loreto. Optò quindi per la sede suburbicaria di Porto e Santa Rufina dal 12 giugno 1724. Vice-decano del Sacro Collegio dei Cardinali, gli vennero garantite le facoltà di plenipoteziario per negoziare assieme al cardinale Álvaro Cienfuegos, arcivescovo di Catania, la devoluzione di Comacchio e regioni adiacenti allo Stato della Chiesa dal 1º settembre 1724. Segretario della Sacra Congregazione dell'Inquisizione dal 1725 rimase in carica sino alla sua morte. Optò infine per le sedi suburbicarie di Ostia e Velletri e divenne decano del Sacro Collegio dei Cardinali dal 19 novembre 1725.

Morì il 12 giugno 1726, all 5.00 di mattina, presso il palazzo apostolico del Quirinale. La salma venne quindi trasferita al suo palazzo nel foto dei XII Apostoli quel giorno stesso alle 7.00 e quindi alla Basilica dei XII Apostoli il 13 giugno 1726 ove ebbero luogo anche i funerali ed alle 23.00 la salma venne traslata chiesa romana di San Marcello al Corso (monumento di Pietro Bracci) e lì sepolta a sinistra dell'altare di San Pellegrino Laziosi.

A lui si deve, a Forlì, la costruzione sia del neoclassico Palazzo Paolucci de Calboli sia del Palazzo dei Signori della Missione.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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