Fabrizio Spada

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Fabrizio Spada
cardinale di Santa Romana Chiesa
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Incarichi ricoperti
 
Nato17 marzo 1643, Roma
Ordinato presbitero22 dicembre 1669
Nominato arcivescovo8 agosto 1672 da papa Clemente X
Consacrato arcivescovo14 agosto 1672 dal cardinale Gasparo Carpegna
Creato cardinale27 maggio 1675 da papa Clemente X
Deceduto15 giugno 1717, Roma
 

Fabrizio Spada (Roma, 17 marzo 1643Roma, 15 giugno 1717) è stato un cardinale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Orazio Spada e di Maria Veralli, era da parte paterna pronipote del cardinale Bernardino Spada e nipote del cardinale Giambattista Spada, mentre era nipote del cardinale Fabrizio Verallo da parte materna. Si addottorò in utroque iure presso l'Università di Perugia nel 1664. Prese gli ordini sacri nel 1669 e fu referendario del Tribunale dell'Apostolica Signatura e abate commendatario del monastero di Santa Maria d'Attilia, nella diocesi di San Severino.

Nel 1672 fu nominato arcivescovo titolare di Patrasso, anche se dovette ottenere una dispensa perché non aveva ancora raggiunto l'età canonica, e nunzio papale nel ducato di Savoia: due anni dopo divenne nunzio in Francia.

Papa Clemente X lo creò cardinale presbitero nel concistoro del 27 maggio 1675, dandogli il titolo di San Callisto, che nel 1689 mutò per quello di San Crisogono e nel 1708 per quello di Santa Prassede. Fu legato a Urbino nel 1686 e camerlengo del Sacro Collegio dei Cardinali (1688-1689), cardinale segretario di Stato dal 1691 al 1700 e prefetto della Congregazione del Buon Governo. Fu arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano (1698-99). Nel 1710 divenne cardinale vescovo della sede suburbicaria di Palestrina. Fu prefetto della Congregazione del Sant'Uffizio dal 1716 alla morte.

Morì nel palazzo di famiglia, a Roma: la salma venne esposta nella chiesa di Santa Maria in Vallicella, dove si svolsero i funerali, e sepolta nella cappella di San Carlo Borromeo nella stessa chiesa[1].

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renata Ago, Carriere e clientele nella Roma barocca, Roma-Bari, Laterza, 1990.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN59091261 · ISNI (EN0000 0000 6137 9772 · LCCN (ENn85126009 · GND (DE124055389 · BNF (FRcb11957438c (data) · BAV ADV12352508