Elemosineria apostolica

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Dicastero per il servizio della carità
o
Elemosineria apostolica
Dicasterium ad caritatem fovendam
seu
Eleemosynaria Apostolica
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È un'espressione speciale della misericordia e, partendo dall'opzione per i poveri, i vulnerabili e gli esclusi, esercita in qualsiasi parte del mondo l'opera di assistenza e di aiuto verso di loro a nome del Romano Pontefice, il quale nei casi di particolare indigenza o di altra necessità, dispone personalmente gli aiuti da destinare (Praedicate evangelium, 79)
Apostolic Elemosinary.png
Eretto1906
Mutato nome5 giugno 2022
Elemosiniere di Sua Santitàcardinale Konrad Krajewski
Segretariovacante
SedeCortile Sant'Egidio, 00120 Città del Vaticano
Sito ufficialewww.elemosineria.va
dati catholic-hierarchy.org
Santa Sede  · Chiesa cattolica
I dicasteri della Curia romana

Il Dicastero per il servizio della carità o Elemosineria apostolica (in latino: Dicasterium ad caritatem fovendam seu Eleemosynaria Apostolica) è uno dei 16 dicasteri della Curia romana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine dell'Elemosineria risale ai primi secoli della Chiesa, quando alcuni diaconi erano incaricati dal Papa di distribuire le elemosine ai poveri di Roma. Successivamente tale incarico fu esercitato da uno o più familiari dei Pontefici senza una speciale dignità gerarchica o prelatizia, che fu data in seguito.

In una bolla di Innocenzo III si legge che l'Elemosiniere era una carica già esistente.

Tuttavia l'Elemosineria venne formalmente istituita nel XIII secolo da papa Gregorio X.

A partire dal pontificato di Leone XIII questa istituzione ha il compito di inviare le pergamene con le benedizioni papali e il ricavato delle offerte di coloro che richiedono le pergamene sarà devoluto per le opere di carità del Papa.

Il 5 giugno 2022, con l'entrata in vigore della costituzione apostolica Praedicate evangelium, assume il duplice nome di "Dicastero per il servizio della carità" e di "Elemosineria apostolica", divenendo a tutti gli effetti un organismo interno alla Curia romana.

Competenze[modifica | modifica wikitesto]

Il compito principale dell'Elemosineria Apostolica è quella di svolgere "a nome del Santo Padre il servizio di assistenza verso i poveri e dipende direttamente da lui." (Pastor Bonus, n. 193). Va considerata, quindi, una longa manus del Papa.

Uno dei servizi più conosciuti compiuto dall'Elemosineria, in particolare dall'Ufficio Pergamene, è quello di estendere le benedizioni apostoliche a nome del Papa, in occasione di particolari ricorrenze, quali:

Oltre alle persone giuridiche, la Benedizione Apostolica ha riguardato nel XX secolo l'anniversario di nascita o di morte di persone fisiche, impartita dal Pontefice nel corso di visite pastorali[2], oppure a mezzo di Lettera apostolica in modalità privata[3].

Le benedizioni apostoliche solitamente vengono inviate attraverso pergamene o diplomi a seguito di una richiesta scritta. Con le offerte ricavate dall'invio delle Benedizioni Apostoliche a mezzo di pergamena o telegramma, assieme ad altri oboli raccolti, si stanziano fondi riservati a elargizioni di varia entità destinate a singoli casi d'indigenza segnalati dalle varie diocesi, oppure si interviene direttamente per le strade di Roma a favore di poveri, senzatetto o altre situazioni di povertà di cui l'Elemosineria viene a conoscenza. Con i fondi raccolti si finanziano, inoltre, la distribuzione di pasti o di sacchetti della spesa per i poveri.

Cronotassi degli elemosinieri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ilaria Solaini, Giubileo della Misericordia. Benedizioni apostoliche: come ottenerle?, su avvenire.it, 15 dicembre 2015. URL consultato il 9 giugno 2022 (archiviato il 2 febbraio 2019).
  2. ^ Discorso di Giovanni Paolo II nel X anniversario della morte di Giovanni Paolo I, su vatican.va, Col Cumano, Libreria Editrice Vaticana, 16 luglio 1988. URL consultato il 9 giugno 2022 (archiviato il 25 novembre 2021).
  3. ^ Lettera di Giovanni Paolo II nel 50º anniversario della morte di Don Luigi Orione, su vatican.va, 12 marzo 1990. URL consultato il 9 giugno 2022 (archiviato il 25 novembre 2021).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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