Giochi olimpici

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Giochi olimpici
Logo della competizione
Altri nomi Olimpiadi
Sport Stub sport.png Multisport
Federazione CIO
Motto Citius, altius, fortius
Titolo campione olimpico
Cadenza quadriennale
Apertura febbraio (invernali), tra luglio e settembre (estive)
Chiusura febbraio (invernali), tra agosto e ottobre (estive)
Discipline varie
Storia
Fondazione 1896 (estive), 1924 (invernali)
Numero edizioni 30 (estive), 21 (invernali)
Ultima edizione [[2012 (estive), 2014 (invernali)]]
Prossima edizione [[2018 (invernali), 2016 (estive)]]

I Giochi olimpici sono un evento sportivo quadriennale che prevede la competizione tra i migliori atleti del mondo in quasi tutte le discipline sportive praticate nei cinque continenti.

Essi, pur essendo comunemente chiamati anche Olimpiadi, non sono da confondere con l'Olimpiade. Quest'ultima indica l'intervallo di tempo di quattro anni che intercorre tra un'edizione dei Giochi Olimpici e la successiva. Per questo, anche se i Giochi del 1916, del 1940 e 1944 non sono stati disputati, si è continuato a conteggiare le Olimpiadi, cosicché i Giochi di Londra 2012 sono stati quelli della trentesima edizione.

Il nome Giochi olimpici è stato scelto per ricordare gli antichi Giochi olimpici che si svolgevano nella Grecia antica presso la città di Olimpia, nei quali si confrontavano i migliori atleti greci.

Il barone Pierre de Coubertin alla fine del XIX secolo ebbe l'idea di organizzare dei giochi simili a quelli dell'antica Grecia, e quindi preclusi al sesso femminile, ma su questo punto non venne ascoltato. Le prime Olimpiadi dell'era moderna si svolsero ad Atene nel 1896. A partire dal 1924, vennero istituiti anche dei Giochi Olimpici invernali specifici per gli sport invernali. In più, esistono anche le Paralimpiadi, competizioni fra persone disabili. A partire dal 1994 l'edizione invernale non si tiene più nello stesso anno dell'edizione estiva, ma sfasata di due anni.

La bandiera olimpica raffigura cinque anelli intrecciati in campo bianco, che simboleggiano i cinque continenti. I colori scelti sono presenti nelle bandiere di tutte le nazioni, quindi la loro combinazione simboleggia tutti i Paesi, mentre l'intreccio degli anelli rappresenta l'universalità dello spirito olimpico.

Il motto dei Giochi olimpici è Citius, altius, fortius, ovvero "Più veloce, più alto, più forte".

Le regole e le linee guida per l’organizzazione dei giochi olimpici (sia quelli estivi che quelli invernali), compreso come deve essere il simbolo delle Olimpiadi (i famosissimi cerchi che rappresentano l’unione dei cinque continenti), quale deve essere la bandiera e il motto, sono contenuti nella Carta Olimpica, un documento ufficiale composto da 6 capitoli e 61 paragrafi, nei quali si spiegano i valori del Movimento olimpico, come si celebrano, si organizzano e si amministrano i giochi olimpici. [1]

I Giochi antichi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giochi olimpici antichi.

I primi giochi olimpici si svolsero nel 776 a.C. ad Olimpia, in Grecia. All'inizio era essenzialmente una manifestazione locale e veniva disputata unicamente un'antica gara di corsa. Successivamente si aggiunsero altri sport e i Giochi arrivarono a comprendere corsa, pugilato, lotta e pentathlon. Da quel momento in poi, i Giochi divennero lentamente sempre più importanti in tutta la Grecia antica, raggiungendo l'apice nel VI secolo a.C. e nel V secolo a.C. Le Olimpiadi avevano anche un'importanza religiosa, in quanto si svolgevano in onore di Zeus, una statua del quale si trovava ad Olimpia. Il numero di gare crebbe a venti, e le celebrazioni si estendevano su più giorni. I vincitori delle gare erano ammirati e immortalati. I Giochi si tenevano ogni quattro anni e il periodo tra le due celebrazioni divenne noto come Olimpiade. Per tutta la durata dei giochi (cinque giorni) venivano sospese le guerre in tutta la Grecia: questa tregua era chiamata Tregua Olimpica. I greci usavano le Olimpiadi anche come metodo per contare gli anni.

La partecipazione era riservata a greci liberi che potessero vantare antenati greci. La necessità di dedicare molto tempo agli allenamenti comportava che solo i membri delle classi più facoltose potessero prendere in considerazione di partecipare. Venivano esclusi dalla partecipazione gli schiavi, i barbari, gli assassini, i sacrileghi e le donne. I Giochi persero gradualmente importanza con l'aumentare del potere Romano in Grecia. Quando il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell'Impero Romano, i Giochi Olimpici vennero visti come una festa "pagana", e il loro prestigio diminuiva in modo direttamente proporzionale alla corruzione degli atleti, con gare sempre più falsate. Nel 393 d.C., sulla scia della strage di Tessalonica (avvenuta tre anni prima) e con l'influenza del vescovo di Milano Ambrogio, l'imperatore Teodosio I li vietò, ponendo fine a una storia durata più di 1000 anni.

La rinascita dei Giochi olimpici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Wenlock Olympian Society Annual Games.
Foto rappresentante Pierre de Coubertin.

I Giochi Olimpici non morirono. Già nel XVII secolo un festival sportivo che prendeva il nome dalle Olimpiadi si teneva in Inghilterra. Nei secoli seguenti eventi simili vennero organizzati in Francia e in Grecia, ma si trattava di manifestazioni su piccola scala e sicuramente non internazionali. L'interesse nella rinascita dei Giochi Olimpici crebbe quando le rovine dell'antica Olimpia vennero scoperte dagli archeologi tedeschi alla metà del XIX secolo[2].

Contemporaneamente un barone francese, Pierre de Coubertin, cercava una spiegazione alla sconfitta francese nella guerra franco-prussiana (1870-1871). Giunse alla conclusione che i francesi non avevano ricevuto un'educazione fisica adeguata, e si impegnò per migliorarla. De Coubertin voleva anche trovare un modo di avvicinare le nazioni, di permettere ai giovani del mondo di confrontarsi in una competizione sportiva, piuttosto che in guerra. E la rinascita dei Giochi Olimpici avrebbe permesso di raggiungere entrambi gli obiettivi. Il barone venne, a tal proposito, influenzato dall'esempio di William Penny Brookes, medico inglese promotore fin dal 1850 di un'iniziativa analoga nella cittadina britannica di Much Wenlock.

De Coubertin presentò in pubblico le sue idee nel giugno 1894 durante un congresso presso l'università della Sorbona a Parigi. Il 23 giugno, ultimo giorno del congresso, venne deciso che i primi Giochi Olimpici dell'era moderna si sarebbero svolti nel 1896 ad Atene, in Grecia, la terra dove erano nati in antichità. Fu fondato il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per organizzare l'evento, sotto la presidenza del greco Demétrios Vikélas[2].

Le prime Olimpiadi dell'era moderna furono un successo. Con quasi 250 partecipanti, fu per l'epoca il più grande evento sportivo internazionale mai organizzato. La Grecia chiese di diventare sede permanente di tutti i futuri Giochi Olimpici, ma il CIO decise che le Olimpiadi avrebbero dovuto essere organizzate di volta in volta in una nazione diversa. Le seconde Olimpiadi furono assegnate a Parigi, Francia.

Interferenze con le Olimpiadi[modifica | modifica sorgente]

Guerra[modifica | modifica sorgente]

Contrariamente alle speranze del barone De Coubertin, le Olimpiadi non impedirono le guerre. I Giochi del 1916 furono cancellati a causa dello scoppio della prima guerra mondiale, e lo stesso avvenne per i giochi del 1940 e 1944, a causa della seconda guerra mondiale[2]. Inoltre i vincitori della prima guerra mondiale impedirono alle nazioni sconfitte di partecipare alle Olimpiadi del 1920[3]. Lo stesso accadde nel 1948; tutte le nazioni che persero la II Guerra Mondiale (tranne l'Italia, a cui venne riconosciuta l'attenuante di aver dichiarato guerra, dopo l'armistizio del 1943, all'invasore tedesco[4]) vennero escluse dai Giochi di Londra. Dal 1992 il CIO in occasione di ogni Olimpiade chiede ufficialmente alla comunità internazionale (con il supporto dell'ONU) di osservare la tregua olimpica.

Politica[modifica | modifica sorgente]

La politica interferì sullo svolgimento delle Olimpiadi anche in altre occasioni. Le Olimpiadi estive del 1936 a Berlino furono utilizzate come strumento di propaganda dal Partito nazista tedesco[5]. In queste Olimpiadi, Luz Long diede a Jesse Owens (un atleta di colore) consigli utili a vincere il salto in lungo, nonostante fosse un suo avversario; questo gesto viene considerato da molti un esempio di "vero Spirito Olimpico"[6].

L'URSS non prese parte ai Giochi Olimpici fino alle Olimpiadi di Helsinki del 1952 e dal 1928 in poi organizzò una competizione sportiva internazionale chiamate Spartachiadi. Molti atleti comunisti scelsero di non disputare le Olimpiadi e disputarono invece le Spartachiadi[7].

I Giochi Olimpici del 1956 furono le prime Olimpiadi a venire boicottate. Paesi Bassi, Spagna e Svizzera rifiutarono di parteciparvi in segno di protesta per la repressione da parte sovietica della rivolta ungherese del 1956; inoltre anche Cambogia, Egitto, Iraq e Libano boicottarono i Giochi a causa della Crisi di Suez[8].

Un incidente politico di scala minore avvenne durante le celebrazioni dei giochi di Città del Messico 1968. Due atleti afroamericani della squadra di atletica leggera, Tommie Smith e John Carlos, durante l'esecuzione dell'inno statunitense alla cerimonia di premiazione dei 200 metri, eseguirono il saluto delle Pantere Nere, per denunciare il razzismo contro gli afroamericani negli USA[9].

Negli anni settanta e ottanta furono invece i boicottaggi a segnare i Giochi. Prima furono i paesi africani a boicottare le Olimpiadi del 1976 per protestare contro la tournée in Sudafrica, in pieno regime di apartheid, della nazionale neozelandese di rugby[10]. Ai Giochi di Mosca nel 1980 furono gli USA, assieme ad altri paesi del blocco occidentale, a rifiutarsi di partecipare a causa dell'invasione sovietica dell'Afghanistan[11]. Per reazione, i sovietici e i loro partner del blocco orientale boicottarono i successivi Giochi di Los Angeles nel 1984[12].

Terrorismo[modifica | modifica sorgente]

Uno dei capitoli più neri della storia olimpica venne scritto nel 1972, in occasione dei Giochi Olimpici di Monaco, in quello che passerà alla storia come il massacro di Monaco. Un commando di terroristi palestinesi prese in ostaggio 11 membri della squadra olimpica israeliana. Il tentativo di liberazione da parte delle forze dell'ordine finì in un bagno di sangue: morirono tutti gli atleti, cinque terroristi e un poliziotto[13].

Durante le Olimpiadi di Atlanta 1996, una bomba piazzata nel Centennial Olympic Park, uccise due persone e ne ferì più di cento. La bomba fu messa da Eric Robert Rudolph, un estremista cristiano[14].

Le Olimpiadi Invernali di Salt Lake City 2002 furono le prime dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. Da questa Olimpiade in poi i Giochi richiederanno uno standard di sicurezza altissimo.

Il CIO e il Movimento Olimpico[modifica | modifica sorgente]

Il Comitato Olimpico Internazionale (in inglese International Olympic Committee) fu fondato il 23 giugno 1894 dal barone francese Pierre de Coubertin, ed è la massima autorità del Movimento Olimpico. Il suo ruolo è quello di promuovere sport, anche di alti livelli, solamente come sport, per tutti, e senza distinzioni. Inoltre garantisce la regolare organizzazione dei Giochi Olimpici, e incoraggia fortemente la promozione dello sport femminile, dell'etica sportiva, e dello sport pulito, senza doping. Le regole e le linee guida in base alle quali il CIO opera, sono delineate nello Statuto Olimpico.

Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), è attualmente guidato dal tedesco Thomas Bach.

Tre gruppi di organizzazioni operano ad un livello più specialistico:

  • Le Federazioni Internazionali, i corpi di governo internazionali di uno sport (ad esempio la FIFA, Federazione Internazionale del calcio, e la FIBA, la Federazione Internazionale della pallacanestro)
  • I Comitati Olimpici Nazionali, che regolano il Movimento Olimpico all'interno di una nazione (ad esempio il CONI è il Comitato Olimpico dell'Italia)
  • I Comitati Organizzatori dei Giochi Olimpici, che si occupano dell'organizzazione di una specifica edizione delle Olimpiadi.
La sede del CIO a Losanna in Svizzera.

Attualmente, 202 Comitati Olimpici Nazionali e 35 Federazioni Internazionali fanno parte del Movimento Olimpico. I Comitati Organizzatori dei Giochi Olimpici vengono disciolti dopo le celebrazioni dei Giochi, quando tutto il lavoro burocratico è stato svolto.

Più in generale, il termine Movimento Olimpico viene talvolta usato per comprendere chiunque e qualsiasi cosa sia coinvolta nelle Olimpiadi, come i corpi di governo sportivo nazionali, gli atleti, i media e gli sponsor dei Giochi Olimpici.

Il CIO ritiene tutti i diritti relativi alla organizzazione, marketing, trasmissione, e riproduzione attraverso qualunque mezzo, dei Giochi Olimpici. È titolare di tutti i diritti riguardanti i giochi olimpici estivi, e invernali: simboli, bandiera, immagine, motto, inno, compreso il simbolo dei 5 cerchi.

Il Movimento Olimpico riceve la maggior parte dei suoi finanziamenti dai diritti dei Giochi Olimpici comprati dalle televisioni di tutto il mondo. Inoltre beneficia dei Partner Olimpici, attraverso un programma di sponsorizzazione, che comprende molte società multinazionali.

La sede del CIO è a Losanna, Svizzera.

Contestazioni al CIO[modifica | modifica sorgente]

Sorveglianza armata dei Gurkha durante la 117esima sessione del CIO a Singapore.

Il CIO è stato più volte oggetto di contestazione da parte di associazioni e della società civile. Fra i tanti aspetti che vengono contestati il fatto che alcuni membri del CIO stesso fossero uomini politicamente legati a dittatori.

Emblematici i casi di Juan Antonio Samaranch, ex presidente del CIO e elemento di spicco della dittatura di Francisco Franco, e di Mohamad Bob Hasan, ex membro del CIO e ministro del dittatore Suharto. Particolari contestazioni suscitarono l'assegnazione dell'"Ordine Olimpico" a personalità dittatoriali e sanguinarie come Nicolae Ceauşescu e a personalità discusse come Henry Kissinger.

Un elemento di critica è la riproposizione del "rito" della marcia della fiamma olimpica introdotto dal regime nazista di Adolf Hitler durante le olimpiadi di Berlino nel 1936.

Altre perplessità nascono dalle ragioni dell'assegnazione della sede di svolgimento dei giochi olimpici. Tale aspetto è balzato agli onori della cronaca durante i giochi invernali di Salt Lake City, dove la magistratura inquirente ha ipotizzato reati di corruzione nei confronti di alcuni membri per avvantaggiare alcune candidature piuttosto di altre[15]. La procedura di assegnazione prevede che a circa 10 anni dalla data delle competizioni si presentino davanti al CIO le città candidate, rappresentate dai comitati promotori, sottoponendo il loro programma sportivo e infrastrutturale e ponendolo al vaglio e allo studio del CIO.

Dopo la votazione si passa alla firma di un contratto piuttosto complesso, in cui è previsto, tra l'altro, che i governi nazionali firmatari garantiscano che una percentuale degli incassi (per esempio i proventi del marketing) andranno al CIO e che questi non sarà coinvolto in eventuali passivi dell'organizzazione, che ovviamente saranno accollati al settore pubblico nazionale, visto che i comitati organizzatori sono de facto "casse vuote".

Anche l'ingresso nel CIO ha spesso destato dubbi, in quanto non avviene attraverso elezione dei membri o nomina da parte di qualche ente governativo, ma tramite un meccanismo di cooptazione del presidente, e i membri non hanno la facoltà di esprimere opinioni ufficiali discordi dalla versione CIO. L'amministrazione del CIO si svolge attraverso l'assemblea plenaria, ma il potere vero è in mano al comitato esecutivo, composto da 15 membri tra cui il presidente del CIO, quattro vicepresidenti e altri dieci che durano in carica quattro anni e sono scelti dall'assemblea con voto segreto.

Simboli olimpici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Simboli olimpici.

Il movimento olimpico utilizza diversi simboli, principalmente ispirati alle idee e agli ideali espressi da De Coubertin.

Probabilmente il simbolo più noto sono i cinque cerchi della bandiera olimpica, che viene issata ad ogni edizione dei Giochi a partire dal 1920. Essa raffigura cinque anelli, di diverso colore, intrecciati in campo bianco. Gli anelli sono cinque come i continenti: Europa, Asia, Africa, Oceania e America. L'intreccio degli anelli rappresenta l'universalità dello spirito olimpico.

I colori scelti per i cinque cerchi sono rispettivamente, secondo l'ordine sopra, e da sinistra a destra secondo l'ordine sulla bandiera: blu, giallo, nero, verde e rosso. Insieme al bianco dello sfondo, questi colori erano presenti nelle bandiere di tutte le nazioni del mondo nel momento in cui furono scelti. La combinazione dei colori simboleggia quindi tutti i Paesi, ma esiste anche la credenza comune che il colore di ogni cerchio stia a rappresentare un determinato continente[16].

Il motto olimpico ufficiale è "Citius, Altius, Fortius", un'espressione latina che significa "più veloce, più alto, più forte". La frase fu usata per la prima volta in occasione delle Olimpiadi del 1924 a Parigi. Un altro motto, non ufficiale ma non meno importante fu la famosa frase di De Coubertin "L'importante non è vincere ma partecipare".

La fiamma olimpica viene accesa ad Olimpia e poi portata da una staffetta di tedofori, fino alla città che ospita i Giochi.

Cerimonia di apertura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cerimonia di apertura dei Giochi olimpici.
Il braciere olimpico dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino del 2006 disegnato da Pininfarina, sullo sfondo lo Stadio Olimpico. Quello di Torino con i suoi 57 metri è il più alto braciere della storia delle Olimpiadi e produceva una fiamma di 4 metri.[17]
L'accensione del braciere alle Olimpiadi invernali del 2002.

La cerimonia di apertura un'Olimpiade comprende diversi elementi[18][19]. Dopo il Conto alla rovescia all'inizio dell'evento si comincia con le peripezie preparate dal Paese che ospita le Olimpiadi che prevede danze, canti e coreografie ispirate al folclore e alla storia del paese ospitante[20]. Si continua con la sfilata dei paesi partecipanti, con gli atleti che marciano nello stadio divisi per nazione. I paesi sfilano secondo l'ordine alfabetico della lingua del paese ospitante[18][19], (nel caso della Cina, le nazioni sono state disposte a seconda del numero dei tratti contenenti l'ideogramma del nome del Paese[21]) con due sole eccezioni: la Grecia entra per prima (essendo la patria dei Giochi dell'antichità e avendo ospitato la prima edizione di quelli moderni), mentre il paese ospitante entra per ultimo nello stadio[20]. Ogni delegazione nazionale è preceduta da un alfiere con la bandiera del paese[18][19]. Fare il portabandiera della propria nazione alle Olimpiadi è considerato un grande onore, e spesso questo ruolo viene assegnato ad uno degli atleti più rappresentativi. Al termine della sfilata, seguono i discorsi del presidente del Comitato Organizzatore dell'edizione dei giochi e del Presidente del Comitato Olimpico Internazionale. Quindi il capo di stato del paese organizzatore apre formalmente l'Olimpiade[22].

Poi viene suonato l'inno olimpico e viene issata la bandiera olimpica vicino a quella del Paese ospitante. Successivamente, tutti i portabandiera si riuniscono attorno ad un podio, dove un rappresentante degli atleti e uno dei giudici di gara (entrambi del paese ospitante) pronunciano il giuramento olimpico (reggendo il vessillo dei 5 cerchi), impegnandosi a nome di tutti a gareggiare e a giudicare secondo le regole che governano i Giochi Olimpici[22].

Infine arriva poi il momento in cui la torcia con la fiamma olimpica entra nello stadio, dopo la lunga staffetta che nei mesi precedenti l'ha portata da Olimpia alla sede dei Giochi. All'ultimo tedoforo (spesso un atleta famoso o una personalità del paese ospitante) spetta il compito di accendere il braciere, in cui il fuoco olimpico arderà per tutta la durata dei Giochi[22]. Contemporaneamente vengono liberate delle colombe, simbolo di pace.

Cerimonia di chiusura[modifica | modifica sorgente]

La cerimonia di chiusura è più semplice e meno formale di quella di apertura.

Gli atleti entrano nello stadio mescolati tra loro, senza distinzione per nazione. Vengono issate tre bandiere coi rispettivi inni: quella del paese ospitante, quella della Grecia, quella del paese futuro ospitante dei giochi.

Poi seguono i discorsi del presidente del comitato organizzatore e quello del presidente del CIO, il quale dichiara chiusi i giochi e invita i giovani del mondo a raccolta alla prossima edizione delle Olimpiadi tra quattro anni.

La bandiera olimpica viene calata. Una versione speciale di essa è consegnata al sindaco della città che ospiterà la successiva edizione delle Olimpiadi (il quale deve sventolarla 8 volte).

Anche nella cerimonia di chiusura c'è spazio per la parte artistica, con richiami sia al paese che ha appena ospitato i Giochi, sia alla nazione che li ospiterà tra quattro anni, la quale viene presentata in un segmento di otto minuti.

Dai Giochi Olimpici Estivi del 2004 la premiazione della Maratona maschile avviene durante la cerimonia di chiusura (nei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 è avvenuto con la 50 km di fondo maschile).

Infine, la fiamma olimpica viene spenta.

L'utilizzo dei fuochi (spettacolo pirotecnico) a conclusione della Cerimonia fa parte integrante del Protocollo Olimpico.

Sport olimpici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport olimpici.
L'americano Jesse Owens, che alle Olimpiadi di Berlino 1936 vinse quattro medaglie nell'atletica leggera.

Alle Olimpiadi del 2000 erano presenti 28 discipline sportive, secondo la classificazione adottata dal CIO[23]. Bisogna comunque tenere presente che a volte più sport vengono raggruppati sotto lo stesso nome (per esempio, nel nuoto sono compresi anche i tuffi). Soltanto 5 sport sono sempre stati presenti alle Olimpiadi sin dal 1896: atletica leggera, ciclismo, scherma, ginnastica (artistica, la ritmica fu introdotta solo nel 1984) e nuoto. All'elenco andrebbe aggiunto anche il canottaggio, che era in programma nel 1896, ma le gare furono annullate a causa del maltempo[24].

Nelle Olimpiadi invernali sono attualmente 7 le discipline sportive. Sci alpino, sci di fondo, pattinaggio di figura, hockey su ghiaccio, combinata nordica, salto con gli sci e pattinaggio di velocità sono sempre stati presenti nei programmi dei Giochi olimpici invernali. Gare di pattinaggio di figura e hockey su ghiaccio erano già presenti nei Giochi estivi, prima dell'introduzione di Giochi invernali separati.

Negli ultimi anni il CIO ha inserito nuovi sport nel programma olimpico, tra cui lo snowboard e il beach volley. Dagli anni venti in poi, nessuna disciplina è mai stata tolta dal programma olimpico, ma, viste le dimensioni ormai raggiunte dall'evento olimpico, il CIO si è riservato la possibilità di escludere alcuni sport dopo il 2004. Sport con poco seguito di pubblico o molto costosi potrebbero quindi rischiare di sparire dalle Olimpiadi. Baseball e softball, ad esempio, non sono stati presenti a Londra nel 2012. Per le edizioni del 2016 il CIO prevede di avere 28 sport e vorrebbe quindi inserirne altri due oltre ai 26 previsti per il 2012. Gli sport in lista sono 7: baseball, softball (che tenterebbero il rientro) golf (presente nel 1900 e 1904), karate, pattinaggio, rugby a 7 (presente nel 1900, 1908, 1920 e 1924 come versione a 15) e squash[25][26]. Nella 121ª sessione del CIO, tenutasi il 9 ottobre 2009, è stato approvato l'inserimento del rugby a 7 e del golf tra gli sport olimpici per i giochi del 2016 e del 2020[27]; nella stessa sessione è stata decisa la città ospitante i Giochi olimpici del 2016: Rio de Janeiro.

Fino al 1992 alle Olimpiadi trovavano posto anche i cosiddetti "sport dimostrativi". Le gare di queste discipline si svolgevano contestualmente agli altri eventi olimpici, ma le medaglie assegnate non facevano parte del medagliere ufficiale. Spesso si trattava di sport molto popolari nel paese ospitante, ma poco noti a livello mondiale (per esempio, la pelota basca alle Olimpiadi di Barcellona). In alcuni casi, come il baseball, il taekwondo e il curling, gli sport dimostrativi sono stati successivamente inclusi a pieno titolo nel programma olimpico.

Competizioni artistiche[modifica | modifica sorgente]

L'inserimento delle competizioni d'arte nei giochi olimpici, desiderio primario del barone De Coubertin, che voleva mantenere l'impostazione originale dei giochi panellenici della Grecia antica, impose al Comitato Olimpico Internazionale di dare enfasi anche all'aspetto culturale e intellettuale, oltre che a quello fisico e sportivo, nella organizzazione delle competizioni[28]. Fu comunque necessario un certo periodo di tempo prima che gli artisti di tutto il mondo si convincessero a partecipare ai Giochi, trovando necessariamente la fonte di ispirazione per le loro creazioni nelle discipline sportive.

A partire dall'edizione di Stoccolma, del 1912, fino a quella di Berlino, nel 1936, i Giochi si svolsero regolarmente (con la sola eccezione del 1916, per la guerra in corso), comprendendo diverse discipline artistiche. Dalle arti figurative (scultura e pittura), alla musica (canto e orchestra), all'architettura (progettazione e urbanistica), alla letteratura (epica e poesia)[28]. La seconda guerra mondiale interruppe il ciclo olimpico (1940, 1944), che riprese, comprendendo l'Arte soltanto per un'edizione, con le Olimpiadi di Londra del 1948. Nelle successive edizioni, senza apparenti giustificazioni, se non la maggiore difficoltà a dimostrare la condizione dilettantistica dei concorrenti[28], i Giochi Olimpici si svolsero senza il contributo culturale e intellettuale delle discipline artistiche, proseguendo fino ai giorni nostri nella veste attuale, pur aggiornandosi con l'esclusione o l'inserimento di discipline sportive sorpassate, ovvero di nuovo interesse.

Dilettanti e professionisti[modifica | modifica sorgente]

Secondo De Coubertin gli atleti non dovevano gareggiare per denaro, e quindi fu deciso di non ammettere i professionisti ai Giochi Olimpici. Nella storia delle Olimpiadi moderne questa regola ha generato diverse controversie.

Ai Giochi della I Olimpiade di Atene l'iscrizione di Carlo Airoldi, maratoneta italiano che si era recato nella capitale greca a piedi impiegando 28 giorni, non venne accettata perché Airoldi fu ritenuto dalla giuria un atleta "professionista" in quanto aveva ricevuto una cifra aggiratesi fra le 2000 e le 2.500 pesetas come premio ad una competizione di qualche anno prima[29].

Ai Giochi della V Olimpiade, Jim Thorpe vinse la medaglia d'oro nel pentathlon e nel decathlon, ma venne poi squalificato perché si scoprì che in precedenza aveva giocato a baseball a livello semi-professionistico. Le medaglie gli furono restituite dal CIO solo nel 1983[30].

In un'altra occasione, alle Olimpiadi invernali del 1936, gli sciatori svizzeri e austriaci boicottarono i Giochi per protesta contro l'esclusione dei maestri di sci dalle gare, ritenuti professionisti perché guadagnavano denaro dallo sci[31].

Con il tempo molti si resero conto che la distinzione tra dilettanti e professionisti non aveva più molto senso. Per esempio, molti atleti dei paesi dell'Europa orientale erano ufficialmente dipendenti statali (fenomeno dell'Atleta di stato), ma in realtà erano stipendiati per allenarsi quotidianamente, quindi erano dilettanti di nome, ma non di fatto. Ciò nonostante, il CIO continuò ancora per anni a sostenere nominalmente lo sport dilettantistico.

Negli anni ottanta le regole sul dilettantismo vennero allentate, e praticamente eliminate negli anni novanta. Questo permise, tra l'altro, agli USA di schierare per la prima volta alle Olimpiadi di Barcellona 1992 una squadra di pallacanestro costituita dai migliori giocatori del campionato professionistico americano, il cosiddetto "Dream Team" ("la squadra dei sogni").

Attualmente, l'unica disciplina olimpica in cui non sono ammessi professionisti è la boxe.

Per quanto riguarda il calcio, altro sport dove il professionismo è molto diffuso, nella versione maschile l'unico vincolo riguarda l'età: per ogni squadra sono ammessi al massimo 3 "fuoriquota" che abbiano superato i 23 anni e non c'è obbligo di convocarli. Per un certo periodo invece fu in vigore una particolare regola che consentiva alle squadre UEFA e CONMEBOL di convocare giocatori mai presenti alla Coppa del mondo, limite che non avevano le altre confederazioni per ovvi motivi di competitività.

Rimangono comunque in vigore norme molto restrittive sulla pubblicità, almeno sui campi di gara, anche se ci sono molti "sponsor ufficiali olimpici". Sulle divise degli atleti può comparire solo il marchio della ditta produttrice, e anche questo non deve comunque superare delle dimensioni stabilite[32].

Film ufficiali dei Giochi olimpici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Film ufficiali dei Giochi olimpici.

Nel maggio 2000 il CIO ha annunciato di avere acquisito i diritti di oltre 20.000 ore di materiale video realizzate fra Londra 1908 e Nagano 1998 sui Giochi olimpici. Il Comitato ha altresì comunicato la notizia dell'attivazione di un sito internet ufficiale[33], nonché di aver comprato i diritti dei precedenti film ufficiali dei Giochi, da Olympia di Leni Riefenstahl del 1936 ai film di Bud Greenspan[34].

I telespettatori italiani possono vedere la maggior parte di questi film sulla rete televisiva satellitare ESPN Classic Sports che li ha nel proprio palinsesto e li ripropone periodicamente. Inoltre i DVD dei film sono disponibili sul mercato anglosassone in lingua originale e reperibili al pubblico italiano anche su siti come Amazon.com.

Giochi olimpici estivi[modifica | modifica sorgente]

Doping e Olimpiadi[modifica | modifica sorgente]

Uno dei principali problemi delle Olimpiadi è il doping. Agli inizi del XX secolo, si iniziarono a usare droghe al fine di ottenere prestazioni sportive migliori.

L'unica morte per doping avvenuta durante le Olimpiadi fu ai Giochi di Roma 1960, nella corsa di bici su strada. Il danese Knud Enemark Jensen cadde dalla sua bici e più tardi morì[37]. L'autopsia rivelò che l'atleta era sotto l'influenza di anfetamine[38].

I test anti-doping furono introdotti dal CIO a partire dai Giochi del 1968[38]. Il primo atleta ad essere trovato positivo fu lo svedese pentatleta Hans-Gunnar Liljenwall, durante le Olimpiadi di Città del Messico 1968, e perse la medaglia di bronzo. Settantatré atleti seguirono Liljenwall nei successivi 38 anni, tra cui molti medagliati. La squalifica per doping più nota è quella del velocista canadese Ben Johnson, che vinse i 100 metri a Seul 1988. Fu trovato positivo agli steroidi anabolizzanti[38].

Nonostante i controlli, gli atleti hanno continuato ad utilizzare sostanze dopanti nel corso degli anni. Nel 1990, la rilevazione di alcuni documenti denunciò il fatto che molte atlete della Germania Est erano costrette dai propri allenatori e preparatori ad assumere sostanze dopanti.

Ad oggi la battaglia del CIO si è fatta sempre più forte. Ne è dimostrazione il fatto che alle recenti olimpiadi invernali di Torino 2006 solamente un atleta è stato trovato positivo al doping.

Campioni olimpici e medagliati[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Atleti con il maggior numero di medaglie olimpiche.

Ai Giochi Olimpici viene stilata una classifica per ogni gara.

Gli atleti, o le squadre, che si piazzano ai primi tre posti ricevono delle medaglie. Ai vincitori va la medaglia d'oro, che in realtà è di argento placcato[39], ai secondi classificati va la medaglia d'argento, ai terzi la medaglia di bronzo. È usuale sostenere che il quarto classificato sia titolato della "medaglia di legno", in realtà non rappresenta nessun titolo onorifico, ma indica un modo di sottolineare la particolarità di chi per un soffio ha sfiorato l'alloro del podio olimpico. Le medaglie contribuiscono a infoltire il medagliere complessivo dei Giochi olimpici delle varie nazioni.

Questa pratica risale a Londra 1908. Ad Atene 1896 le medaglie erano solo per i primi due classificati, mentre a Parigi 1900 e a St. Louis 1904 erano state date coppe e altri premi, anziché medaglie.

Dato che le Olimpiadi si tengono solo una volta ogni quattro anni (due se si considerano sia le edizioni estive che quelle invernali), il pubblico e gli atleti di quasi tutti gli sport ad esclusione di alcuni sport di squadra, come il calcio ad esempio, spesso le considerano molto più importanti dei campionati del mondo o di altri eventi internazionali, che si disputano più di frequente. Molti atleti sono diventati eroi nazionali o celebrità internazionali dopo aver vinto le Olimpiadi, in virtù dell'unicità dell'evento.

È molto difficile stabilire chi sia il più grande atleta olimpico di tutti i tempi, data la diversità degli sport e l'evoluzione delle Olimpiadi dal 1896 ad oggi.

Atleti a medaglia in due differenti sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Atleti vincitori di medaglia olimpica in differenti discipline.
Questa lista è suscettibile di variazioni e potrebbe non essere aggiornata.

Sono venti[40] gli atleti che nella storia delle Olimpiadi (sia invernali che estive) sono riusciti nell'impresa. Quattro atleti: Frank Kugler (USA), Carl Schuhmann (GER), Edwin Flack (AUS) e Viggo Jensen (DAN), hanno realizzato l'impresa in una delle prime tre edizioni dei Giochi olimpici estivi e altri quattro: Thorleif Haug (NOR), Johan Grøttumsbråten (NOR), Thoralf Strømstad (NOR), Oddbjørn Hagen (NOR), vi sono riusciti invece alle Olimpiadi invernali nello sci di fondo e la combinata nordica, discipline diverse ma troppo simili tra loro e che richiedono quindi una polivalenza limitata. L'elenco che segue è riferito ai restanti dodici atleti.

Estive e invernali

Anche Gillis Grafström conquistò medaglie in due stagioni diverse di Olimpiadi, ma nello stesso sport invernale, poiché ad Anversa 1920 il pattinaggio di figura faceva parte del programma delle Olimpiadi estive.

Estive
Invernali

Atleti olimpici e paralimpici[modifica | modifica sorgente]

Alcuni atleti sono stati in grado di competere sia ai Giochi olimpici sia ai Giochi paralimpici. In campo femminile l'impresa è riuscita per prima alla neozelandese Neroli Fairhall e, poco dopo, all'italiana Paola Fantato, nel tiro con l'arco nel 1996 ad Atlanta; ad esse seguirono la polacca Natalia Partyka nel tennis tavolo a Pechino 2008 e dalla sudafricana Natalie Du Toit nel nuoto sempre a Pechino 2008 e in precedenza anche l'ipovedente Marla Runyan aveva disputato la finale dei 1.500 m a Sydney 2000[41]. Alla lista si è aggiunto il velocista sudafricano Oscar Pistorius che ha partecipato ai Giochi della XXX Olimpiade.

Edizioni e sedi dei Giochi Olimpici dell'era moderna[modifica | modifica sorgente]

La tabella seguente riporta tutte le edizioni delle Olimpiadi estive e invernali fino al 2020.

Olympic flag.svg
Giochi olimpici estivi Giochi olimpici invernali
Logo Anno Evento Sede Logo Anno Evento Sede
Città Nazione Città Nazione
Poster I olimpiade.jpg 1896 Giochi della I Olimpiade Atene State Flag of Greece (1863-1924 and 1935-1970).svg
Grecia
Poster van zomerspelen 1900.jpg 1900 Giochi della II Olimpiade Parigi Flag of France.svg
Francia
1904summerolympicsposter.jpg 1904 Giochi della III Olimpiade St. Louis US flag 45 stars.svg
Stati Uniti d'America
1906 olympics.jpg 1906 Giochi olimpici intermedi
(non riconosciuti ufficialmente)
Atene State Flag of Greece (1863-1924 and 1935-1970).svg
Grecia
Olimpiad medal 1908.jpg 1908 Giochi della IV Olimpiade Londra Flag of the United Kingdom.svg
Regno Unito
1912 poster.jpg 1912 Giochi della V Olimpiade Stoccolma Flag of Sweden.svg
Svezia
I Giochi della VI Olimpiade non furono disputati a causa della prima guerra mondiale
- 1916 Giochi della VI Olimpiade Berlino Flag of the German Empire.svg
Impero tedesco
1920 olympics poster.jpg 1920 Giochi della VII Olimpiade Anversa Flag of Belgium.svg
Belgio
Inizio delle celebrazioni dei Giochi Olimpici Invernali.
1924 poster.jpg 1924 Giochi della VIII Olimpiade Parigi Flag of France.svg
Francia
1924WOlympicPoster.jpg 1924 I Giochi olimpici invernali Chamonix-Mont-Blanc Flag of France.svg
Francia
1928 poster.jpg 1928 Giochi della IX Olimpiade Amsterdam Flag of the Netherlands.svg
Paesi Bassi
Olimpiadi St.Moritz 28.jpg 1928 II Giochi olimpici invernali Sankt Moritz Flag of Switzerland (Pantone).svg
Svizzera
1932 poster.jpg 1932 Giochi della X Olimpiade Los Angeles US flag 48 stars.svg
Stati Uniti d'America
Lake placid 1932 logo.gif 1932 III Giochi olimpici invernali Lake Placid US flag 48 stars.svg
Stati Uniti d'America
Olympic logo 1936.jpg 1936 Giochi della XI Olimpiade Berlino Flag of German Reich (1935–1945).svg
Germania
Olimpiadi Garmisch 36.png 1936 IV Giochi olimpici invernali Garmisch-Partenkirchen Flag of German Reich (1935–1945).svg
Germania
I Giochi Olimpici della XII e della XIII Olimpiade, i V e i VI Giochi olimpici invernali non furono disputati a causa della seconda guerra mondiale
1940 Giochi della XII Olimpiade Tokyo Flag of Japan (bordered).svg
Giappone
- 1940 V Giochi olimpici invernali Sapporo Flag of Japan (bordered).svg
Giappone
- 1944 Giochi della XIII Olimpiade Londra Flag of the United Kingdom.svg
Regno Unito
- 1944 VI Giochi olimpici invernali Cortina d'Ampezzo Flag of Italy (1861-1946).svg
Regno d'Italia
Olimpiadi Londra 1948.png 1948 Giochi della XIV Olimpiade Londra Flag of the United Kingdom.svg
Regno Unito
Olimpiadi St.Moritz 48.png 1948 V Giochi olimpici invernali Sankt Moritz Flag of Switzerland (Pantone).svg
Svizzera
Olimpiadi Helsinki 1952.png 1952 Giochi della XV Olimpiade Helsinki Flag of Finland (bordered).svg
Finlandia
Olimpiadi Oslo 52.png 1952 VI Giochi olimpici invernali Oslo Flag of Norway.svg
Norvegia
Olimpiadi Melbourne 1956.png 1956 Giochi della XVI Olimpiade Melbourne Flag of Australia.svg
Australia
1956 wolympics logo.gif 1956 VII Giochi olimpici invernali Cortina d'Ampezzo Flag of Italy.svg
Italia
Olimpiade Roma 1960.jpg 1960 Giochi della XVII Olimpiade Roma Flag of Italy.svg
Italia
Olimpiadi S.Valley 60.png 1960 VIII Giochi olimpici invernali Squaw Valley US flag 49 stars.svg
Stati Uniti d'America
Olimpiadi Tokyo 1964.png 1964 Giochi della XVIII Olimpiade Tōkyō Flag of Japan (bordered).svg
Giappone
Olimpiadi Innsbruck 64.png 1964 IX Giochi olimpici invernali Innsbruck Flag of Austria.svg
Austria
1968 Mexico emblem.svg 1968 Giochi della XIX Olimpiade Città del Messico Flag of Mexico.svg
Messico
Olimpiadi Grenoble 68.gif 1968 X Giochi olimpici invernali Grenoble Flag of France.svg
Francia
Munchen 1972.jpg 1972 Giochi della XX Olimpiade Monaco di Baviera Flag of Germany.svg
Germania Ovest
Olimpiadi Sapporo 72.png 1972 XI Giochi olimpici invernali Sapporo Flag of Japan (bordered).svg
Giappone
Montreal1976 logo.png 1976 Giochi della XXI Olimpiade Montréal Flag of Canada.svg
Canada
Olimpiadi Innsbruck 76.png 1976 XII Giochi olimpici invernali Innsbruck Flag of Austria.svg
Austria
1980 poster.jpg 1980 Giochi della XXII Olimpiade Mosca Flag of the Soviet Union (1955-1980).svg
Unione Sovietica
1980 Winter Olympics emblem.png 1980 XIII Giochi olimpici invernali Lake Placid Flag of the United States.svg
Stati Uniti d'America
LosAngeles1984 logo.gif 1984 Giochi della XXIII Olimpiade Los Angeles Flag of the United States.svg
Stati Uniti d'America
Olimpiadi Sarajevo 84.png 1984 XIV Giochi olimpici invernali Sarajevo Flag of SFR Yugoslavia.svg
RSF Jugoslavia
Seul1988 logo.jpg 1988 Giochi della XXIV Olimpiade Seul Flag of South Korea (bordered).svg
Corea del Sud
1988 wolympics logo.png 1988 XV Giochi olimpici invernali Calgary Flag of Canada.svg
Canada
Barcellona1992 logo.jpg 1992 Giochi della XXV Olimpiade Barcellona Flag of Spain.svg
Spagna
1992 wolympics logo.png 1992 XVI Giochi olimpici invernali Albertville Flag of France.svg
Francia
A partire dalla XVII edizione, i Giochi Olimpici invernali sono sfalsati di due anni rispetto ai Giochi Olimpici Estivi
Atlanta1996 logo.jpg 1996 Giochi della XXVI Olimpiade Atlanta Flag of the United States.svg
Stati Uniti d'America
1994 wolympics logo.jpg 1994 XVII Giochi olimpici invernali Lillehammer Flag of Norway.svg
Norvegia
Sydney2000.svg 2000 Giochi della XXVII Olimpiade Sydney Flag of Australia.svg
Australia
Logo nagano 1998.gif 1998 XVIII Giochi olimpici invernali Nagano Flag of Japan (bordered).svg
Giappone
Athens 2004 logo.svg 2004 Giochi della XXVIII Olimpiade Atene Flag of Greece.svg
Grecia
Logo salt lake city 2002.gif 2002 XIX Giochi olimpici invernali Salt Lake City Flag of the United States.svg
Stati Uniti d'America
Beijing 2008.svg 2008 Giochi della XXIX Olimpiade Pechino Flag of the People's Republic of China.svg
Cina
Torino2006.svg 2006 XX Giochi olimpici invernali Torino Flag of Italy.svg
Italia
London Olympics 2012 logo.png 2012 Giochi della XXX Olimpiade Londra Flag of the United Kingdom.svg
Regno Unito
2010 Winter Olympics logo.png 2010 XXI Giochi olimpici invernali Vancouver Flag of Canada.svg
Canada
Rio giochi 2016.svg 2016 Giochi della XXXI Olimpiade Rio de Janeiro Flag of Brazil.svg
Brasile
Winter Olympic Games 2014 logo.svg 2014 XXII Giochi olimpici invernali Soči Flag of Russia.svg
Russia
2020 Giochi della XXXII Olimpiade Tōkyō Flag of Japan (bordered).svg
Giappone
PyeongChang 2018 Winter Olympics.svg 2018 XXIII Giochi olimpici invernali Pyeongchang Flag of South Korea (bordered).svg
Corea del Sud

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le cose da sapere sulla Carta Olimpica, Squer.it.
  2. ^ a b c Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 5
  3. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 11
  4. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 16
  5. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 15
  6. ^ The Nazi Olympics, The American-Israeli Cooperative Enterprise, 2006. URL consultato il 28 dicembre 2006.
  7. ^ Great Soviet Encyclopedia, 3rd edition, volume 24 (part 1), p. 286, Moscow, Sovetskaya Entsiklopediya publisher, 1976
  8. ^ Melbourne/Stockholm 1956: Did you know?, International Olympic Committee. URL consultato il 28 dicembre 2006.
  9. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 21
  10. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 23
  11. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 24
  12. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 25
  13. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 22
  14. ^ Olympic Park Bombing. CNN.
  15. ^ BBC - Olympic vote buyng scandal.
  16. ^ In realtà il simbolo olimpico (gli anelli olimpici) esprimono l'attività del Movimento Olimpico, e rappresentano l'unione dei cinque continenti e l'incontro degli atleti da tutto il mondo ai giochi olimpici ("The Olympic symbol consists of five interlaced rings of equal dimensions, used alone, in one or in five different colours, which are, from left to right, blue, yellow, black, green and red. The Olympic symbol (the Olympic rings) expresses the activity of the Olympic Movement and represents the union of the five continents and the meeting of athletes from throughout the world at the Olympic Games"): International Olympic Committee. .
  17. ^ Pininfarina, Braciere Olimpico. Una fiamma che accende i giochi.
  18. ^ a b c Fact sheet: Opening Ceremony of the Summer Olympic Games (PDF), International Olympic Committee, febbraio 2008. URL consultato il 14 agosto 2008.
  19. ^ a b c Fact sheet: Opening Ceremony of the Winter Olympic Games (PDF), International Olympic Committee, febbraio 2008. URL consultato il 14 agosto 2008.
  20. ^ a b The development of the Games - Between festival and tradition in The Modern Olympic Games (PDF), International Olympic Committee, p. 5. URL consultato il 10 gennaio 2007.
  21. ^ Beijing Olympics open with spectacular ceremony The Guardian, 8 August 2008
  22. ^ a b c Olympic Charter - in force as from 7 July 2007.
  23. ^ Sports, International Olympic Committee. URL consultato il 18 marzo 2007.
  24. ^ The Olympic Games, AAFLA. URL consultato il 1º aprile 2007.
  25. ^ Il golf bussa alle porte di Olimpia, candidatura per i Giochi del 2016
  26. ^ 7 sports considered for 2016 Olympics
  27. ^ Golf, rugby approved as 2016 Olympic sports - ESPN
  28. ^ a b c Competizioni artistiche
  29. ^ Carlo Airoldi
  30. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 10
  31. ^ Scheda Sports-reference sulla combinata, unica gara di sci alpino prevista. URL consultato il 4 novembre 2010.
  32. ^ 'Advertising, Demonstrations, Propaganda', Olympic Charter, pp98-100, International Olympic Committee, ottobre 2007. URL consultato l'8 agosto 2008.
  33. ^ OTAB.com Official Television Archive Bureau
  34. ^ IOC Announces Launchof OTAB.COM
  35. ^ Bud Greenspan's Athens 2004: Stories of Olympic Glory
  36. ^ Release dates for The Everlasting Flame: Beijing 2008, imdb.com. URL consultato il 12-set-2011.
  37. ^ Doping.
  38. ^ a b c Drug Testing In The Olympics
  39. ^ In realtà, pur essendo di argento placcato, ogni medaglia d'oro contiene almeno sei grammi di oro puro. Medals of Beijing Olympic Games unveiled, Beijing 2008 Website (accessed 12/Aug/2008)
  40. ^ Dalla Gazzetta dello Sport del 7 luglio 2008: I medagliati in diverse discipline
  41. ^ Claudio Arrigoni, Il bis dell'ipovendente McKeever: "Il mio messaggio di speranza" in Corriere della Sera, 25 gennaio 2010, p. 41. URL consultato il 16 febbraio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Emanuela Audisio, Tutti i cerchi del mondo. I volti, i paesi, le storie che fanno un'Olimpiade, Mondadori, 2004. ISBN 88-04-53019-7.
  • George Jonas, Vendetta. La vera storia della caccia ai terroristi delle Olimpiadi di Monaco 1972, Rizzoli, 2006. ISBN 88-17-01002-2.
  • Achille Mezzadri, Il fascino delle Olimpiadi, Forte editore, 1984, 1984.
  • Stefano Bertone, Luca Degiorgis, Il libro nero delle Olimpiadi di Torino 2006, F.lli Frilli Editori, 2006. ISBN 88-7563-142-5.
  • B. Palmiro Boschesi, Olimpiadi: da Atene a Seul, Editrice Piccoli, 1988. ISBN 88-261-5055-9.
  • G. Carbonetto Da Olimpia a Pechino, Forum Editrice universitaria udinese, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Giochi olimpici dal 1896 a oggi[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]