Giochi paralimpici

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La bandiera ufficiale dei Giochi paralimpici (o paraolimpici).

I Giochi paralimpici sono l'equivalente dei Giochi olimpici per atleti con disabilità fisiche. Pensati come Olimpiadi parallele, prendono il nome proprio dalla fusione del prefisso para con la parola Olimpiade e i suoi derivati. La prima edizione si disputò nel 1960 in Italia [1].

In Italia sono tuttora chiamati anche Paraolimpiadi, che fu il termine usato ufficialmente fino al 2004. "Norme per la promozione della pratica dello sport da parte delle persone disabili" designa la Federazione Italiana Sport Disabili come Comitato italiano paraolimpico (CIP) e usa termini quali attività paraolimpica e Paraolimpiadi. Anche il successivo decreto di attuazione[2], pubblicato il 5 maggio 2004 sulla Gazzetta Ufficiale, mantiene la stessa terminologia. Con il decreto di approvazione dello statuto del CIP del 17 dicembre 2004 anche la normativa italiana recepisce la denominazione Comitato Italiano Paralimpico

L'atleta paralimpico Oscar Pistorius

Il medico britannico Ludwig Guttmann organizzò una competizione sportiva nel 1948 per veterani della seconda guerra mondiale con danni alla colonna vertebrale; nel 1952 anche atleti olandesi parteciparono ai giochi, dandogli un carattere internazionale. La competizione prendeva il nome da Stoke Mandeville, la cittadina del Buckinghamshire che ospitava annualmente tali gare.

Nel 1958 il medico italiano Antonio Maglio, direttore del centro paraplegici dell'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro propose a Guttmann di disputare l'edizione del 1960 a Roma, che nello stesso anno avrebbe ospitato la XVII Olimpiade. I "X Giochi internazionali per paraplegici" di Roma , ovvero la nona edizione internazionale dei Giochi di Stoke Mandeville, vennero posteriormente riconosciuti come I Giochi paralimpiadi estivi nel 1984, quando il Comitato Olimpico Internazionale approvò la denominazione "Giochi paralimpiadi ''

I contatti tra Guttmann e la delegazione giapponese presente a Roma in rappresentanza del Comitato Organizzatore della XVIII Olimpiade di Tokyo 1964 fecero sì che Tokyo ospitasse i Giochi internazionali di Stoke Mandeville del 1964, successivamente riconosciuti come II Giochi paralimpici estivi. Idealmente l'abbinamento avrebbe dovuto proseguire nel 1968 a Città del Messico, ma nel 1966 il progetto naufragò a causa del mancato sostegno del governo messicano. Fu allora Israele ad offrirsi di ospitare l'edizione del 1968, come parte delle celebrazioni per il ventesimo anniversario della nascita dello stato. I Giochi di Stoke Mandeville furono di nuovo ospitati nello stesso paese dei Giochi Olimpici nel 1972 in Germania e nel 1976 in Canada.

Le prime Paralimpiadi invernali furono tenute a in Svezia nel 1976.

I giochi sono ormai abbinati sistematicamente ai Giochi olimpici veri e propri dal 19 giugno 2001 quando fu siglato un accordo tra il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ed il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC), il quale garantisce che la città candidata ad ospitare le Olimpiadi deve organizzare sia i Giochi olimpici sia i Giochi paralimpiadi

Dal 1994 al 2004 il logo dell' IPC era costituito da i tre colori più utilizzati nelle bandiere dei Paesi del Mondo cioè il rosso,blu e verde e simboleggiavano i tre aspetti più significativi dell'essere umano: mente, corpo e spirito. Durante il meeting del Comitato Esecutivo tenutosi ad Atene nell'aprile 2003, è stato scelto un nuovo logo paralimpico, in cui si trovano tre agitos dal latino agito, ovvero io mi muovo in blu, rosso e verde come nel precedente. È un simbolo in movimento attorno a un punto centrale, il che enfatizza il ruolo dell'IPC come raggruppatore degli atleti da ogni parte del mondo.

Gli ultimi Giochi paralimpici estivi si sono tenuti a Londra nel 2012, mentre gli ultimi Giochi paralimpici invernali si sono tenuti in Russia nel 2014.

Atleti paralimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni atleti diversamente abili in diversi arti, sono stati in grado di disputare e competere sia ai Giochi olimpici sia ai Giochi paralimpici. In campo femminile l'impresa è riuscita per prima alla neozelandese Neroli Fairhall e, poco dopo, all'italiana Paola Fantato, nel tiro con l'arco nel 1996 ad Atlanta; ad esse seguirono la polacca Natalia Partyka nel tennistavolo a Pechino 2008 e dalla sudafrica na Natalie Du Toit nel nuoto sempre a Pechino 2008 ed in precedenza anche l'ipovedente Marla Runyan aveva disputato la finale dei 1 500 m a Sydney 2000[3]. Infine Oscar Pistorius ha preso parte alle gare dei 400 metri e della staffetta 4×400 metri ai Giochi della XXX Olimpiade di Londra 2012.

Edizioni e sedi dei Giochi paralimpici[modifica | modifica wikitesto]

La tabella seguente riporta tutte le edizioni delle Paralimpiadi estive e invernali fino al 2020.

Paralympic flag.svg
Giochi paralimpici estivi Giochi paralimpici invernali
Logo Anno Evento Sede Logo Anno Evento Sede
Città Nazione Città Nazione
1960 I Giochi paralimpici estivi Roma Flag of Italy.svg
Italia
1964 II Giochi paralimpici estivi Tōkyō Flag of Japan.svg
Giappone
1968 III Giochi paralimpici estivi Tel Aviv Flag of Israel.svg
Israele
1972 IV Giochi paralimpici estivi Heidelberg Flag of Germany.svg
Germania
Inizio delle celebrazioni dei Giochi paralimpici invernali.
1976 V Giochi paralimpici estivi Toronto Flag of Canada.svg
Canada
IPC logo (1994-2004).svg 1976 I Giochi paralimpici invernali Örnsköldsvik Flag of Sweden.svg
Svezia
1980 VI Giochi paralimpici estivi Arnhem Flag of the Netherlands.svg
Paesi Bassi
1980 II Giochi paralimpici invernali Geilo Flag of Norway.svg
Norvegia
1984 VII Giochi paralimpici estivi Stoke Mandeville
New York
Regno Unito Regno Unito
Stati Uniti Stati Uniti
1984 III Giochi paralimpici invernali Innsbruck Flag of Austria.svg
Austria
1988 VIII Giochi paralimpici estivi Seul Flag of South Korea (bordered).svg
Corea del Sud
1988 IV Giochi paralimpici invernali Innsbruck Flag of Austria.svg
Austria
1992 IX Giochi paralimpici estivi Barcellona
Madrid
Flag of Spain.svg
Spagna
1992 V Giochi paralimpici invernali Tignes
Albertville
Flag of France.svg
Francia
A partire dalla VI edizione, i Giochi paralimpici invernali sono sfalsati di due anni rispetto ai Giochi paralimpici estivi
1996 X Giochi paralimpici estivi Atlanta Flag of the United States.svg
Stati Uniti d'America
1994 VI Giochi paralimpici invernali Lillehammer Flag of Norway.svg
Norvegia
Paralympic Giochi Sydney 2000.svg 2000 XI Giochi paralimpici estivi Sydney Flag of Australia.svg
Australia
1998 VII Giochi paralimpici invernali Nagano Flag of Japan.svg
Giappone
Athens 2004 logo2.jpg 2004 XII Giochi paralimpici estivi Atene Flag of Greece.svg
Grecia
2002 VIII Giochi paralimpici invernali Salt Lake City Flag of the United States.svg
Stati Uniti d'America
Logo XIII Paralimpiadi.jpg 2008 XIII Giochi paralimpici estivi Pechino Flag of the People's Republic of China.svg
Cina
Paraolimpiadi Invernali Torino 2006.svg 2006 IX Giochi paralimpici invernali Torino Flag of Italy.svg
Italia
Londra 2012 Par.svg 2012 XIV Giochi paralimpici estivi Londra Flag of the United Kingdom.svg
Regno Unito
Paralim 2010 vancouver.svg 2010 X Giochi paralimpici invernali Vancouver Flag of Canada.svg
Canada
2016 XV Giochi paralimpici estivi Rio de Janeiro Flag of Brazil.svg
Brasile
Paraolimpiadi di Sochi 2014 logo.svg 2014 XI Giochi paralimpici invernali Soči Flag of Russia.svg
Russia
2020 XVI Giochi paralimpici estivi Tokyo Flag of Japan.svg
Giappone
2018 XII Giochi paralimpici invernali Pyeongchang Flag of South Korea.svg
Corea del Sud

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.comitatoparalimpico.it/ilcip.aspx?ID=11
  2. ^ Decreto di attuazione pubblicato sulla G.U. il 5 maggio 2004
  3. ^ Claudio Arrigoni, Il bis dell'ipovendente McKeever: "Il mio messaggio di speranza" in Corriere della Sera, 25 gennaio 2010, p. 41. URL consultato il 16 febbraio 2011.

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