Giochi paralimpici

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Giochi paralimpici estivi
Logo of the International Paralympic Committee 2019.svg
Altri nomiParalimpiadi estive
SportSport balls 2.png Multisport
FederazioneCPI
OrganizzatoreCPI
MottoSpirit in Motion
(Spirito in movimento)
TitoloCampione paralimpico
CadenzaQuadriennale
AperturaLuglio / ottobre
ChiusuraAgosto / settembre
Sito Internetparalympic.org
Storia
Fondazione1960
Numero edizioni15
Ultima edizioneXII Giochi paralimpici invernali
Prossima edizioneXVI Giochi paralimpici estivi
Gold medal-2008PG.svg Silver medal-2008PG.svg Bronze medal-2008PG.svg
Medaglie paralimpiche

I Giochi paralimpici sono l'equivalente dei Giochi olimpici per atleti con disabilità fisiche. Pensati come Olimpiadi parallele, prendono il nome proprio dalla fusione del prefisso para con la parola Olimpiade e i suoi derivati. I primi giochi paralimpici riconosciuti come tali si disputarono nel 1960 in Italia[1].

In Italia sono tuttora chiamati anche Paralimpiadi, che fu il termine usato ufficialmente fino al 2004. "Norme per la promozione della pratica dello sport da parte delle persone disabili" designa la Federazione Italiana Sport Disabili come Comitato italiano paralimpico (CPI) e usa termini quali attività paralimpica e Paralimpiadi. Anche il successivo decreto di attuazione[2], pubblicato il 5 maggio 2004 sulla Gazzetta Ufficiale, mantiene la stessa terminologia. Con il decreto di approvazione dello statuto del CIP del 17 dicembre del 2004 anche la normativa italiana recepisce la denominazione Comitato Italiano Paralimpico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Primo logo paralimpico, usato dal 1988 al 1994

Il neurochirurgo tedesco naturalizzato inglese Ludwig Guttmann organizzò una competizione sportiva nel 1948 per veterani della seconda guerra mondiale con danni alla colonna vertebrale o varie menomazioni; nel 1952 anche atleti olandesi parteciparono ai giochi, dandogli un carattere internazionale. La competizione prendeva il nome da Stoke Mandeville, la cittadina del Buckinghamshire che ospitava annualmente tali gare.

Nel 1958 il medico italiano Antonio Maglio, direttore del centro paraplegici dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro propose di disputare l'edizione del 1960 a Roma, che nello stesso anno avrebbe ospitato la XVII Olimpiade. I Giochi si disputarono dal 18 al 25 settembre, con la presenza di 377 atleti in rappresentanza di 22 Paesi. L'edizione di Roma segnò l'avvio del percorso che avrebbe condotto alla nascita delle Paraoliampiadi nella forma attuale[3]. Infatti, I "IX Giochi internazionali per paraplegici" furono posteriormente riconosciuti come I Giochi paralimpici estivi nel 1984, quando il Comitato Olimpico Internazionale approvò la denominazione "Giochi paralimpici".

I contatti tra Guttmann e la delegazione giapponese presente a Roma in rappresentanza del Comitato Organizzatore della XVIII Olimpiade di Tokyo 1964 fecero sì che Tokyo ospitasse i Giochi internazionali di Stoke Mandeville del 1964, successivamente riconosciuti come II Giochi paralimpici estivi. Idealmente l'abbinamento avrebbe dovuto proseguire nel 1968 a Città del Messico, ma nel 1966 il progetto naufragò a causa del mancato sostegno del governo messicano. Fu allora Israele ad offrirsi di ospitare l'edizione del 1968, come parte delle celebrazioni per il ventesimo anniversario della nascita dello stato. I Giochi di Stoke Mandeville furono di nuovo ospitati nello stesso paese dei Giochi Olimpici nel 1972 in Germania e nel 1976 in Canada, ma in sedi diverse da quelle olimpiche. Nel 1976, però, furono per la prima volta fatti partecipare atleti con disabilità diverse dalla paraplegia.

Le prime Paralimpiadi invernali furono tenute in Svezia dal 21 al 28 febbraio 1976. Nel 1988, con le Olimpiadi di Seul, si affermò finalmente il principio di far disputare le Paralimpiadi nella medesima città delle Olimpiadi[4].

I giochi sono ormai abbinati sistematicamente ai Giochi olimpici veri e propri dal 19 giugno 2001 quando fu siglato un accordo tra il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ed il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC), il quale garantisce che la città candidata ad ospitare le Olimpiadi deve organizzare sia i Giochi olimpici sia i Giochi paralimpici.

Dal 1992 al 2004 il logo dell'IPC era costituito da tre taegeuk con i tre colori più utilizzati nelle bandiere dei Paesi del Mondo cioè il rosso, blu e verde e simboleggiavano i tre aspetti più significativi dell'essere umano: mente, corpo e spirito. Durante il meeting del Comitato Esecutivo tenutosi ad Atene nell'aprile 2003, è stato scelto un nuovo logo paralimpico, in cui si trovano tre agitos dal latino agito, ovvero io mi muovo in blu, rosso e verde come nel precedente. È un simbolo in movimento attorno a un punto centrale, il che enfatizza il ruolo dell'IPC come raggruppatore degli atleti da ogni parte del mondo.

Gli ultimi Giochi paralimpici estivi si sono tenuti a Rio de Janeiro nel 2016, mentre gli ultimi Giochi paralimpici invernali si sono tenuti in Corea del Sud nel 2018.

I prossimi Giochi Paralimpici (2020) sono stati spostati a causa del COVID-19 e quindi si terranno il 24 agosto 2021-5 settembre 2021.

Edizioni e sedi dei Giochi paralimpici[modifica | modifica wikitesto]

La tabella seguente riporta tutte le edizioni dei Giochi paralimpici estivi e invernali fino al 2028.

Paralympics logo 1988-94.svg Giochi paralimpici IPC logo (2004-2019).svg
Giochi paralimpici estivi Giochi paralimpici invernali
Anno Edizione Sede Anno Edizione Sede
1960 I Giochi paralimpici estivi Italia Roma, Italia
1964 II Giochi paralimpici estivi Giappone Tokyo, Giappone
1968 III Giochi paralimpici estivi Israele Tel Aviv, Israele
1972 IV Giochi paralimpici estivi Germania Ovest Heidelberg, Germania Ovest
1976 V Giochi paralimpici estivi Canada Toronto, Canada 1976 I Giochi paralimpici invernali Svezia Örnsköldsvik, Svezia
1980 VI Giochi paralimpici estivi Paesi Bassi Arnhem, Paesi Bassi 1980 II Giochi paralimpici invernali Norvegia Geilo, Norvegia
1984 VII Giochi paralimpici estivi Stati Uniti New York, Stati Uniti / Regno Unito Stoke Mandeville, Regno Unito 1984 III Giochi paralimpici invernali Austria Innsbruck, Austria
1988 VIII Giochi paralimpici estivi Corea del Sud Seul, Corea del Sud 1988 IV Giochi paralimpici invernali Austria Innsbruck, Austria
1992 IX Giochi paralimpici estivi Spagna Barcellona e Madrid, Spagna 1992 V Giochi paralimpici invernali Francia Tignes e Albertville, Francia
A partire dalla VI edizione, i Giochi paralimpici invernali sono sfalsati di 2 anni rispetto ai Giochi paralimpici estivi.
1996 X Giochi paralimpici estivi Stati Uniti Atlanta, Stati Uniti 1994 VI Giochi paralimpici invernali Norvegia Lillehammer, Norvegia
2000 XI Giochi paralimpici estivi Australia Sydney, Australia 1998 VII Giochi paralimpici invernali Giappone Nagano, Giappone
2004 XII Giochi paralimpici estivi Grecia Atene, Grecia 2002 VIII Giochi paralimpici invernali Stati Uniti Salt Lake City, Stati Uniti
2008 XIII Giochi paralimpici estivi Cina Pechino, Cina 2006 IX Giochi paralimpici invernali Italia Torino, Italia
2012 XIV Giochi paralimpici estivi Regno Unito Londra, Regno Unito 2010 X Giochi paralimpici invernali Canada Vancouver, Canada
2016 XV Giochi paralimpici estivi Brasile Rio de Janeiro, Brasile 2014 XI Giochi paralimpici invernali Russia Soči, Russia
2020 XVI Giochi paralimpici estivi Giappone Tokyo, Giappone 2018 XII Giochi paralimpici invernali Corea del Sud Pyeongchang, Corea del Sud
2024 XVII Giochi paralimpici estivi Francia Parigi, Francia 2022 XIII Giochi paralimpici invernali Cina Pechino, Cina
2028 XVIII Giochi paralimpici estivi Stati Uniti Los Angeles, Stati Uniti 2026 XIV Giochi paralimpici invernali Italia Milano e Cortina d'Ampezzo, Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cip - Il Cip Archiviato il 28 gennaio 2015 in Internet Archive.
  2. ^ Decreto di attuazione pubblicato sulla G.U. il 5 maggio 2004
  3. ^ Alle origini delle Paralimpiadi. I "Giochi internazionali per paraplegici" di Roma 1960, in ICSR Mediterranean Knowledge Working Paper Series, 2021-01, pp. 7–36, DOI:10.26409/2021WPSMK01. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  4. ^ Brittain, Ian., From Stoke Mandeville to Stratford : a history of the summer paralympic games, Common Ground Pub, 2012, ISBN 978-1-86335-986-3, OCLC 748812830. URL consultato il 13 gennaio 2021.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN150043628 · Thesaurus BNCF 44376 · LCCN (ENn78064382 · GND (DE4318268-9 · BNE (ESXX4414999 (data) · NDL (ENJA00577588 · WorldCat Identities (ENlccn-n78064382
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