Giochi della X Olimpiade

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Giochi della X Olimpiade
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Città ospitante Los Angeles, Stati Uniti d'America
Nazioni partecipanti 37 (vedi sotto)
Atleti partecipanti 1.332
(1.206 Uomini - 126 Donne)
Competizioni 177 in 14 sport
Cerimonia apertura 30 luglio 1932
Cerimonia chiusura 14 agosto 1932
Aperti da Charles Curtis
Giuramento atleti George Calnan
Stadio Los Angeles Memorial Coliseum
Cronologia dei Giochi olimpici
Giochi precedenti Giochi successivi
Amsterdam 1928 Berlino 1936
Medagliere
Nazione Medaglie d'oro vinte Medaglie d'argento vinte Medaglie di bronzo vinte Medaglie complessive vinte
Stati Uniti Stati Uniti 41 32 30 103
bandiera Regno d'Italia 12 12 12 36
Francia Francia 10 5 4 19

I Giochi della X Olimpiade si sono svolti a Los Angeles (Stati Uniti d'America) dal 30 luglio al 14 agosto 1932.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

L'organizzazione fu assegnata all'unica città candidata, ovvero Los Angeles: i giochi ritornarono così negli Stati Uniti a ventotto anni di distanza dalla fallimentare esperienza di St. Louis (III Olimpiade), che aveva rischiato di compromettere il futuro dei Giochi Olimpici per la pessima organizzazione e per lo scarso interesse suscitato dalla manifestazione.

Nazioni partecipanti ai giochi olimpici di Los Angeles 1932

Tenuti durante la Grande depressione che aveva colpito il mondo intero, i Giochi videro partecipare solamente 1.332 atleti, meno della metà di quelli che si erano presentati ad Amsterdam 1928; questo era dovuto alle nuove regole, che imponevano a una nazione di non poter partecipare a una singola gara con più di tre atleti, e all'impossibilità di alcuni stati di accollarsi le spese per il lungo viaggio fino al lontano Ovest. Per la prima volta tutte le competizioni si svolsero nei canonici 14 giorni, dal 30 luglio al 14 agosto, sebbene infatti anche le Olimpiadi precedenti si siano tenute ufficialmente in due settimane circa, molti tornei erano già iniziati e alcuni addirittura terminati. Tra le discipline venne escluso il calcio, che verrà riabilitato però quattro anni dopo. Furono però introdotti i 50 chilometri di marcia e il tiro del giavellotto. La qualità tecnica degli impianti raggiunse livelli a quel tempo eccezionali: i cronometri elettrici erano di nuova concezione, delle cineprese speciali erano poste sul traguardo in modo da risolvere le incertezze sugli ordini d’arrivo, che da quel tempo si ridussero notevolmente, inoltre per l’acustica vi erano ben 23 altoparlanti, un numero elevatissimo all’epoca e, inoltre, per facilitare il compito dei giudici, furono introdotti anche il fotofinish e il calcolo dei centesimi di secondo.

Eppure proprio le disattenzioni dei giudici destarono malumori: nella finale dei 3.000 siepi, gli atleti corsero un giro in più, ma la gara fu omologata. Inoltre, le corsie non erano state ben disegnate, e molte gare risultarono essere praticamente falsate: nei 200 metri il podio fu tutto statunitense, ma mentre l'oro Eddie Tolan aveva corso in realtà per soli 198 metri, il terzo classificato Ralph Metcalfe ne aveva percorsi più di 201. Nella finale di scherma femminile, poi, fu la stessa britannica Judy Guinness a spiegare ai giudici di aver subito due stoccate dall'avversaria, l'austriaca Ellen Preis-Müller, che vinse così l'oro. Infine, nel lancio del disco, un giudice distratto dalla concomitante gara di salto con l'asta, non seguì e dunque non convalidò il tiro del francese Jules Noël, che gli sarebbe valso il podio.

Luoghi[modifica | modifica sorgente]

Gli Stati Uniti d'America, nonostante la grave crisi economica di quel tempo, ce la misero tutta per organizzare un’Olimpiade tale da far cancellare il brutto ricordo dei Giochi Olimpici che si erano tenuti a Saint Louis nel 1904. Diversi luoghi vennero totalmente costruiti come la piscina e il velodromo, altri vennero notevolmente ampliati come il Los Angeles Memorial Coliseum il gigantesco stadio da 105.000 posti che all’epoca fu lo stadio più grande ad avere mai ospitato un’Olimpiade.

La costruzione del Los Angeles Memorial Coliseum nel 1922
  • Exposition Park - Equitazione
  • Stadio di nuoto - Tuffi, Pentathlon moderno (nuoto), Nuoto, Pallanuoto
  • Armeria di stato 160th regiment - Scherma, Pentathlon moderno (scherma)
  • Olympic Auditorium - Boxe, Pugilato, Sollevamento pesi
  • Rose Bowl di Pasadena - Ciclismo
  • Riverside Drive, Griffith Park - 50 km a piedi
  • Los Angeles Harbor - Vela
  • Stadio marino di Long Beach - Canottaggio
  • Gamma pistola della polizia di Los Angeles - Tiro, Pentathlon moderno
  • Riviera Country Club - equitazione (dressage, concorso completo), Pentathlon moderno (equitazione)

Il villaggio olimpico[modifica | modifica sorgente]

Il villaggio olimpico dell’Olimpiade di Los Angeles del 1932 si rivelò uno dei più belli mai realizzati per un Olimpiade. Esso era costituito da ben 550 casette in legno di colore bianco e rosa, immerse nel verde con una stupenda vista sull’Oceano Pacifico, Inoltre vi erano ben 12 campi da tennis e 12 piscine. Questo giardino dell’eden era riservato esclusivamente agli uomini: alle donne era riservato un albergo. Nonostante la bellezza del villaggio olimpico il numero dei partecipanti diminuì molto rispetto all’ Olimpiade precedente, e le nazioni partecipanti passarono da a 37.

Mildred Babe Didrikson

I vincitori[modifica | modifica sorgente]

  • Mildred Didrikson, vince l’oro nel tiro del giavellotto, negli 80 m ostacoli e l’argento nel salto in alto: è la prima grande campionessa sportiva femminile.
  • Il ginnasta Romeo Neri, ex- nuotatore, pugile e sollevatore dipesi è oro nel concorso generale individuale, in quello a squadre e nelle parallele.
  • Nel nuoto i giapponesi, trionfano in cinque gare su sei.
  • Takeichi Nishi (Baron Nishi) e il suo cavallo Uranus vincono l’oro nel salto ostacoli individuale: è l’unica medaglia d’oro giapponese nell’equitazione, fino a oggi. Nishi morirà nel 1945 nella difesa dell’Isola di Iwo Jima. Egli è uno dei personaggi principali nel film di Clint Eastwood' Lettere da Iwo Jima.

Medagliere[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la riduzione degli atleti, la competizione fu accesissima e ben 18 record mondiali furono battuti. Da segnalare l'exploit dell'Italia, seconda nel medagliere con 36 medaglie totali egualmente distribuite tra i vari piazzamenti, dietro agli inarrivabili Stati Uniti, che si rifecero in casa della cocente delusione subita quattro anni prima, quasi raddoppiando il numero degli ori. Il successo della spedizione italiana fu causato da alcuni fattori, tra i quali annoveriamo i nuovi costumi del regime fascista che previde di mantenere a spese dello Stato gli atleti emergenti per consentire loro di allenarsi a tempo pieno senza preoccupazioni economiche; difatti risultavano impiegati in enti vari, ma in realtà il loro compito era, fondamentalmente, quello di prepararsi alle gare. In seguito, altre nazioni, come la Germania hitleriana e l'Unione Sovietica, seguiranno la prassi del "dilettantismo di Stato".

Takeichi Nishi e il suo cavallo Uranus
Posizione Paese Gold medal.svg Silver medal.svg Bronze medal.svg Totale
1 Stati Uniti Stati Uniti d'America 41 32 30 103
2 Italia Italia 12 12 12 36
3 Francia Francia 10 5 4 19
4 Svezia Svezia 9 5 9 23
5 Giappone Giappone 7 7 4 18
6 Ungheria Ungheria 6 4 5 15
7 Finlandia Finlandia 5 8 12 25
8 Gran Bretagna Gran Bretagna 4 7 5 16
9 Germania Germania 3 12 5 20
10 Australia Australia 3 1 1 5
11 Argentina Argentina 3 1 0 4
12 Canada Canada 2 5 8 15
13 Paesi Bassi Paesi Bassi 2 5 1 8
14 Polonia Polonia 2 1 4 7
15 Sudafrica Sudafrica 2 0 3 5
16 Irlanda Irlanda 2 0 0 2
17 Cecoslovacchia Cecoslovacchia 1 2 1 4
18 Austria Austria 1 1 3 5
19 India Britannica India 1 0 0 1
20 Danimarca Danimarca 0 3 2 5
21 Messico Messico 0 2 0 2
22 Lettonia Lettonia 0 1 0 1
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 0 1 0 1
Svizzera Svizzera 0 1 0 1
25 Filippine Filippine 0 0 3 3
26 Spagna Spagna 0 0 1 1
Uruguay Uruguay 0 0 1 1
Totale 116 116 114 346

Medaglie per sport[modifica | modifica sorgente]

I vincitori di medaglie nei diversi sport:

veduta panoramica dello stadio Olimpico di Los Angeles nella cermonia di apertura dei giochi olimpici del 1932

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • L'inno britannico God save the King fu suonato ben 12 volte durante le premiazioni, nonostante le medaglie d'oro britanniche furono soltanto 4. Infatti, oltre ovviamente al Regno Unito, anche Canada, Australia, Sudafrica e India, in quanto membri dell'Impero Britannico, lo utilizzavano come inno nazionale.
  • Nel torneo di hockey si presentarono solo tre squadre: l' India,che arrivò prima, il Giappone, che fu secondo e gli Stati Uniti, che persero tutte le gare ma che comunque si presero un bronzo.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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