Campo di via Goldoni

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Campo Virgilio Fossati
Campo di via Goldoni
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione tra Via Goldoni 61 e Piazza Novelli, Milano
Inizio lavori 1912
Inaugurazione 1º gennaio 1913
Chiusura 15 giugno 1930
Struttura Ovale
Mat. del terreno Erba per campo
Proprietario Milano-Stemma 2.svg Comune di Milano
Uso e beneficiari
Calcio Inter (1913-1930)
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°28′11.34″N 9°13′07.55″E / 45.469816°N 9.218764°E45.469816; 9.218764

Il Campo Virgilio Fossati[1], noto anche come Campo di Via Goldoni o semplicemente Campo Goldoni, fu lo stadio dell'Inter dal 1913 al 1930. La via Carlo Goldoni, presso la quale era ubicato, è nelle immediate vicinanze della attuale Piazza Novelli, all'epoca Piazza Gustavo Modena.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il campo di Ripa Ticinese, l'Inter usò per giocare le sue partite il campo di via Goldoni. Esso venne inaugurato, con la presenza del console svizzero e dell'avvocato torinese Antonio Scamoni per rappresentare la FIGC, il 1º gennaio del 1913 con la partita Inter-Lazio 3-1[2]. Prima del match fu pronunciato un discorso inaugurale dal vicepresidente dell'Inter, Hirzel[2].

Nel 1928, in occasione del dodicesimo anniversario della morte dello storico capitano dell'Inter, Virgilio Fossati, l'Inter decise di cambiare il nome del "campo di via Goldoni" in "campo Virgilio Fossati"[1]. La stagione, conclusasi con il meritato scudetto, ebbe degli strascichi "legali".

Alla 15ª giornata di ritorno, 15 giugno 1930, Ambrosiana e Genova 1893 si incontrarono a Milano sul campo di Via Goldoni e fu l'ultima chance dei genovesi per dimezzare i 4 punti che la dividevano dalla capolista. Le vecchie tribune in tubolare e legno erano stracolme di spettatori e prima dell'inizio della partita, dopo un sinistro scricchiolio, cedettero di schianto. Gli spettatori scapparono dalla tribuna abbattendo una parte della rete di recinzione e alla fine si contarono 167 fra feriti e contusi; in seguito la partita ebbe regolare inizio e si concluse con il risultato di 3-3, per una situazione di classifica immutata. L'Ambrosiana era coperta da una assicurazione che la tutelava contro questi rischi ma le cose non andarono per il verso giusto. Appena si seppe che l'Assicurazione iniziava a risarcire i danni diversi spettatori, con tanto di avvocato a rappresentarli, alzarono le proprie pretese e, visto che si sforava il massimale assicurato, la compagnia iniziò a rivalersi sulla società nerazzurra. Il presidente interista Simonotti chiese l'intervento del presidente della F.I.G.C. Leandro Arpinati per evitare il tracollo finanziario. Era già iniziato il campionato 1931-1932 e la situazione non era stata ancora risolta. Dopo che neanche la sua ultima lettera ad Arpinati di metà novembre 1931[3] sembrò aver sortito alcun effetto, Simonotti decise di lasciare la presidenza dell'Ambrosiana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b VIRGILIO FOSSATI, DAL PALLONE ALLA BAIONETTA, biografienerazzurre.blogspot.com. URL consultato il 26-01-2007.
  2. ^ a b L'inaugurazione del campo dell'Internazionale, Lettura Sportiva, 13-1-1913.
  3. ^ L'incartamento relativo al crollo della Tribuna di Via Goldoni è conservato presso l'Archivio di Stato di Milano nel capitolo "Società Sportive" del "Gabinetto di Prefettura di Milano".