Stefano Calvagna

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Stefano Calvagna (Roma, 21 settembre 1970) è un attore, sceneggiatore, regista e produttore cinematografico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Calvagna inizia il suo periodo di formazione artistica a New York, studiando recitazione presso l'Actors Studio per poi spostarsi a Los Angeles ed avviare i suoi studi in regia, partecipando come regista alla serie televisiva Beverly Hills 90210[1].

Rientrato in Italia, il 22 dicembre del 1992 viene ferito con un colpo di pistola ad una gamba durante una rapina a mano armata nel negozio di famiglia[2]: nei tre anni che impiega per riprendersi, Calvagna scrive soggetti e sceneggiature per il cinema che trae da fatti di cronaca e dalla vita quotidiana.

In seguito, Calvagna partecipa in piccoli ruoli come attore dividendosi tra cinema, fiction e teatro, come ad esempio in Laura non c'è di Antonio Bonifacio[3]. Inizia la sua attività come regista nel 1999, per alcuni episodi della serie TV Vivere[4].

Nel 1999 gira il suo primo film, prodotto da Francesco Paolo Melani, dal titolo Senza paura[5]: un vero e proprio pulp all'italiana tratto da fatti di cronaca legati ad un gruppo criminale conosciuto come "Banda del taglierino". Questo film e riceve il Premio De Sica al Festival di Salerno nel 2000 e il Premio della Sezione Giovani al Festival Australiano nel 2001[6].

Nel 2000 dirige, interpreta e produce il suo secondo film, Arresti domiciliari. Tra il 2000 e il 2005, Calvagna recita in alcune fiction, tra le quali Vite a perdere[7], miniserie prodotta dalla RAI nel 2004 ispirata alla storia della Banda della Magliana.

Nel 2005, Stefano Calvagna torna alla regia con L'uomo spezzato, un film drammatico incentrato sui danni che può arrecare la stampa ad un uomo, accanendosi nei suoi confronti nel momento dell'accusa, senza riabilitarlo nella società una volta provata la sua innocenza. Il film vince il premio come miglior film al Telesia Film Festival 2006 e la Fibula d'Oro a Lucca come miglior regia[8]. Lo stesso anno, Calvagna si reca in Thailandia per girare un real movie sulla prostituzione minorile dal titolo Viaggio all'inferno[9].

L'anno successivo firma A pugni chiusi, a cuore aperto, documentario sul pugile Vincenzo Cantatore[10].

Nel 2006 scrive e dirige il cortometraggio Il gioiello e vince un premio come miglior cortometraggio comico dell'anno.[senza fonte]

Nel 2007 è di nuovo alla regia di tre lungometraggi. Il primo è E guardo il mondo da un oblò, una commedia ambientata in una lavanderia, con il quale il regista vince la sesta edizione del Monte-Carlo Film Festival de la Comédie di Ezio Greggio[11]. Successivamente è la volta de Il lupo, film romanzato sulla vita e la latitanza di Luciano Liboni (interpretato da Massimo Bonetti), la cui fine, secondo il regista, "dà l'impressione di un'esecuzione".[12][13] Il film fu accolto freddamente dalla critica[14] e sollevò numerose polemiche da parte della vedova di Alessandro Giorgioni, il carabiniere ucciso da Liboni.[15][16] Nonostante tutto, il film riesce ad approdare negli Stati Uniti con il titolo The Wolf. Con questo film Calvagna vince la seconda Fibula d'Oro in carriera.[senza fonte] Il terzo film, uscito poi nelle sale nel 2007, è Il peso dell'aria, lungometraggio drammatico che ha come tema l'usura[17]. Il film viene premiato prima all' Hollywood Film Festival di Capri per la miglior regia e poi nel 2008, con il titolo di The weight of air, al Grauman's Chinese Theatre di Los Angeles.[senza fonte][18]

Nel 2008 dirige Guardando le stelle, una storia drammatica incentrata sulla problematica degli attacchi di panico[19].

Nel marzo 2009 scrive, dirige ed interpreta L'ultimo ultras, storia sulla latitanza di un tifoso che colpisce a morte un ragazzo di una squadra avversaria. Calvagna racconta di aver fatto parte del tifo organizzato della Lazio da giovane[20]

Nel 2011 scrive e dirige Rabbia in pugno[21], un action-movie girato interamente all'interno di una palestra di 17.000 m2, e pubblica il libro Cronaca di un assurdo normale, basato sulle vicissitudini giudiziarie di un uomo prima vittima di tentato omicidio e poi arrestato[22], vissute in prima persona. Dal libro viene successivamente tratto l'omonimo film, che sarà presentato alla 68ª Mostra del Cinema di Venezia[23] e, con il titolo statunitense Bad Times, al Sunshine Cinema di New York[24][25].

Nel 2013 è alla regia del suo primo thriller, MultipleX, interamente girato nel più grande multisala d'Italia[26]. Il film, ispirato ad un reale fatto di cronaca accaduto negli Stati Uniti, racconta di sei giovani ragazzi che, dopo aver visto un film, decidono per divertimento di passare la notte rinchiusi nel multisala, senza sapere che si troveranno ad affrontare un inquietante nascondino con il guardiano del cinema, uomo dalla maniacalità estrema che considera sua missione di vita mantenere l'ordine all'interno della struttura.

Nello stesso anno distribuisce in Italia il film d'animazione danese Grande orso: una favola ispirata alle leggende nordiche. Nel 2014 gira il lungometraggio Non escludo il ritorno, dedicato agli ultimi anni di vita di Franco Califano.

Nel 2016 gira il lungometraggio La fuga.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] https://www.mediatime.net/magazine/spettacolo/26/11/2017/doppio-impegno-per-stefano-calvagna/
  2. ^ Festival Villa Basilicata: Stefano Calvagna
  3. ^ Cast Laura non c'è
  4. ^ Cinemaitaliano.info: Stefano Calvagna
  5. ^ Rinaldo Frignani, Roma, sparano alle gambe al regista Calvagna, in Corriere della Sera, 18 febbraio 2009. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  6. ^ Cenni biografici di Stefano Calvagna
  7. ^ Lavinia Gianvito, Il regista Calvagna condannato a tre anni, in Corriere della Sera, 7 ottobre 2010, p. 9. URL consultato il 23 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  8. ^ Augusto Parboni, Il regista del "Lupo" finisce alla sbarra [collegamento interrotto], in Il Tempo, 25 maggio 2010. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  9. ^ Viaggio all'inferno
  10. ^ Finto agguato. Alla sbarra il regista Stefano Calvagna, in Il Giornale, 25 maggio 2010. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  11. ^ Montecarlo, è di scena la commedia
  12. ^ Roma: simulò aggressione, ridotta condanna a regista Calvagna, in Libero, 20 giugno 2011. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  13. ^ Leandro Palestini, Stefano Calvagna presenta "Il Lupo". Un film su Liboni e la fine di un bandito, in la Repubblica, 15 marzo 2007. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  14. ^ Gian Luigi Rondi, Bonetti bravo in una storia piena di affanni [collegamento interrotto], in Il Tempo, 27 marzo 2007. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  15. ^ Massimo Pandolfi, Solo un assassino, questa pellicola per noi è un affronto, in Il Resto del Carlino, 23 marzo 2007. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  16. ^ Giuseppe Caporale, Fermate il film sul Lupo, offende i carabinieri, in la Repubblica, 24 marzo 2007, p. 62. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  17. ^ Il peso dell'aria (2007) - CinemaItaliano.info
  18. ^ [2]
  19. ^ Guardando le stelle (2008) - Movieplayer.it
  20. ^ Gli ultrà al cinema, 20 anni dopo «La tessera del tifoso? Una sciocchezza».
  21. ^ Stefano Calvagna racconta “Rabbia in pugno”, film girato ai domiciliari - Blitzquotidiano.it
  22. ^ Il libro di Calvagna un assurdo 'normale', in La Repubblica, 25 agosto 2011. URL consultato il 27 marzo 2012.
  23. ^ Venezia 68: Stefano Calvagna si confessa - Film4Life Cinema[collegamento interrotto]
  24. ^ Cronaca di un assurdo normale in anteprima a New York - Notizie sul Cinema - VOTO 10.
  25. ^ Anteprima Usa per nuovo film di Calvagna - Mymovies.it
  26. ^ Stefano Calvagna e l'errore nel MultipleX

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]