Satanismo

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Illustrazione di Martin van Maële sul Sabba, nell'edizione del 1911 di La Sorcière, di Jules Michelet.

Satanismo è un termine generale che ricopre un'ampia gamma di significati, principalmente letterari, artistici, poetici, religiosi e filosofici, che hanno come punto di riferimento la figura di Satana, inteso e rappresentato in numerosi modi, non necessariamente biblici; talvolta come un simbolo o un archetipo, altre volte come un personaggio immaginario, e ancora come un essere realmente esistente.

Originariamente indicava un genere immaginativo poetico-letterario, con iconografie caratteristiche, attestato per la prima volta come fenomeno letterario nell'ambito della letteratura inglese del romanticismo nel XIX secolo; diffusosi poi in Europa, si ritrova anche in alcuni autori del decadentismo come P. B. Shelley, Lord Byron, Oscar Wilde, Charles Baudelaire e vari altri[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia degli ebrei, Storia di Israele e Storicità della Bibbia.

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« Satan's ancestry is the result of an elaborate cross-breeding of traditions that has spanned millennia. »

(IT)

« L'ascendenza di Satana è il risultato di un elaborato incrocio di tradizioni che è durato millenni. »

(Chris Mathews, Modern Satanism: Anatomy of a Radical Subculture, p.1.)

La figura occidentale di Satana o del demonio risale a numerosi secoli antecedenti rispetto alla nascita della cultura giudaico-cristiana: si possono ritrovare le sue origini nella zona del Medio Oriente, in particolare nelle mitologie e religioni del Vicino Oriente antico, mesopotamiche, egizia, zoroastriana, caldea e cananea, caratterizzate da un pantheon o dalla credenza in divinità o spiriti malvagi e crudeli, ma anche neutrali o associati a catastrofi naturali (cfr. Set)[2][3].

Miti della mezzaluna fertile
serie
Marduk and pet.jpg
Antica mitologia mesopotamica
Antica mitologia levantina
Nomi di Dio nella Bibbia ebraica
Antica mitologia araba
Religione mesopotamica

Fu principalmente a causa dell'influenza zoroastriana sull'élite ebraica di Gerusalemme, avvenuta durante l'esilio babilonese, che l'ebraismo del Secondo Tempio iniziò a sviluppare una complessa teologia morale sul dualismo dell'eterna lotta tra bene e male, le cui tracce si possono abbondantemente ritrovare nell'apocalittica giudaica[4] e nel giudaismo enochico[5] (corrente di pensiero ebraica a cui vanno attribuiti numerosi apocrifi dell'Antico Testamento)[6].

L'influenza zoroastriana e caldea tuttavia fu molto importante anche per il passaggio dal concetto di Sheol a quello dell'Inferno (insieme alla visione greca del Regno dei Morti), del giudizio divino, della punizione per i malvagi, dell'identificazione del male con il serpente[7], e, infine, con la nascita della demonologia nel giudaismo rabbinico[8].

Nel Tanakh e nell'ebraismo del Secondo Tempio[modifica | modifica wikitesto]

Il Tanakh o "Bibbia ebraica" è molto povero di riferimenti a Satana (viene citato solo quattro volte)[9], e comunque viene relegato ad un ruolo minore nei pochi libri in cui compare[10]. La maggior parte dei demoni che vengono citati sono in realtà delle divinità presenti nei pantheon cananei ed egizi, che sono stati "demonizzati" in seguito alla divisione degli antichi israeliti dal popolo di Canaan e dalle altre popolazioni che all'epoca risiedevano in Palestina e nel Levante, per ragioni di carattere nazionalistico e indipendentista[11][12][13][14].

Nonostante Satana venisse già citato nel libro di Zaccaria, il primo manoscritto biblico in cui Satana fa la sua vera comparsa è il libro di Giobbe, uno dei testi prodotti dalla corrente del giudaismo sapienziale, la quale, così come gli apocalittici, cercava un modo per spiegare l'origine del male e la sofferenza umana[15].

Illustrazione del libro di Giobbe da un manoscritto miniato (1200).
Nell'immagine sono presenti Giobbe piagato e due diavoli che gli si avvicinano.

Satana nel Tanakh svolge sempre il ruolo di angelo subordinato a Dio ed esegue gli ordini di quest'ultimo, senza mai ribellarsi. L'interpretazione teologica che vede Satana nel serpente di Genesi è in realtà molto tardiva, e non venne formulata dagli ebrei ma dai cristiani, che ancora oggi utilizzano questo modo di considerare il suddetto animale nel mito in questione. Sta di fatto però che nella cultura ebraica il serpente non ha nessun significato particolare[16].

Dopo la scomparsa della corrente apocalittica giudaica e la fine del periodo del Secondo Tempio, i cui unici rimasugli furono le sette del giudeo-cristianesimo e una minore influenza sull'ebraismo rabbinico[17], gli ebrei rabbinici abbandonarono le idee apocalittiche e tornarono a considerare l'esistenza di un esclusivo Dio benevolente, usando come basi gli insegnamenti dei rabbini del Talmud, e l'impossibilità di ribellione da parte degli angeli, in quanto creati senza peccato[18]. Nonostante ciò le tradizioni ebraiche su Samael, che comprendono racconti, leggende ecc. riportati nell'Aggadah (ereditate anche dai cristiani) e le spiegazioni sull'esistenza del male presenti nella Qabbalah continuarono in momenti diversi a far riemergere la figura di un angelo ribelle[19]. Ma nell'ebraismo il diavolo (costruito soprattutto su religioni e tradizioni straniere) rimane un'allegoria delle inclinazioni o comportamenti negativi che fanno parte della natura umana[20].

Nel Nuovo Testamento[modifica | modifica wikitesto]

Raffigurazione del Leviatano dalla Miscellanea ebraica del Nord della Francia. 1278 circa.

Il Nuovo Testamento presenta Satana, o il diavolo, molto più di frequente rispetto al Tanakh, in una maniera del tutto nuova e assolutamente negativa di questo personaggio[21]. Egli acquisisce un ruolo molto importante nelle narrazioni su Gesù come tentatore o accusatore rispetto a quest'ultimo. viene inoltre associato a numerosi demoni-divinità straniere del Tanakh, come Baal o Beelzebub[22], e a figure mostruose della mitologia ebraica, come il Leviatano, soprattutto nell'Apocalisse di Giovanni.

Il Nuovo Testamento contiene una sorprendente agitazione di forze demoniache. Nel cristianesimo, Satana assume definitivamente il ruolo di spirito maligno e portatore dell'oscurità, contrapposto al Dio buono della luce, in questo caso Ahura Mazdā[23][24][25].

Ahreman scritto in medio persiano, presente nel Libro Pahlavi.

Nel giudeo-cristianesimo, prodotto del giudaismo enochico così come l'essenismo e influenzato anche da quest'ultimo (cfr. Rotoli del Mar Morto)[26][27], Satana assume definitivamente negli scritti evangelici lo stesso ruolo che Angra Mainyu ricopre nello zoroastrismo, cioè di spirito maligno e portatore dell'oscurità contrapposto al Dio buono della luce, in questo caso Ahura Mazdā[28][29][30].

I vangeli hanno contribuito enormemente a costruire una identità malvagia vera e propria di Satana, attribuendogli la totalità del male[31], molto distinta dal suo ruolo di angelo obbediente inviato da Dio, come invece era raffigurato nel Tanakh[32].

Età apostolica e patristica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Disputa sulla povertà apostolica, Eresie dei primi secoli, Inquisizione medievale, Movimenti ereticali medievali, Riforma dell'XI secolo, Riforma spirituale medievale e Storia del cristianesimo in età medievale.

Il primo scrittore cristiano a identificare il serpente di Genesi con Satana fu probabilmente Giustino martire, nei capitoli 45 e 79 del Dialogo con Trifone[33]. Altri padri della Chiesa a menzionare questo punto di vista furono Tertulliano e Teofilo[34].

Ulteriori interpretazioni errate cristiane sul Tanakh riguardo alla presenza o riferimenti a Satana sono ad esempio il passo biblico 14,12-15 del libro di Isaia, nel quale viene citata la "stella del mattino", cioè il pianeta Venere, che però in questo contesto diventa una metafora per la sconfitta del sovrano babilonese Nabucodonosor II, nemico degli israeliti, presente anche lui nel medesimo capitolo[35].

Nabucodonosor
Dipinto di William Blake, 1795-1805, Tate Britain

Questa interpretazione cristiana e la sua erroneità va attribuita a san Girolamo, che tradusse, verso il 408[36], la Bibbia dal greco al latino, quindi dal termine Φωσφόρος (Phosphoros, cioè "portatore della luce") dedusse quello di Lucifer ("Lucifero"), il quale era già ricco di significati e proveniente da una tradizione letteraria e mitologica greco-romana affermata, che lo metteva in relazione con il leggendario Prometeo[37]. A causa di questa traduzione, la Vulgata, ma più che altro della sua interpretazione letterale, nella quale Girolamo considerava la "stella del mattino" di Isaia un angelo ribelle che cade dal cielo, egli pensò che si riferisse a Satana, e non al sovrano Nabucodonosor II, facendo entrare il termine "Lucifero" nel linguaggio cristiano come uno dei nomi di Satana.

Allo stesso modo anche altri passi del Tanakh; ad esempio il 28,14-15 del libro di Ezechiele viene interpretato dai cristiani come un riferimento a Satana, perché narra di un cherubino che, nonostante la sua perfezione, cade in disgrazia. Il passo in questione, insieme all'intero capitolo, è però riferito al re di Tiro[38].

La concezione dualistica tra bene e male del paleocristianesimo venne influenzata anche dal contrasto tra materia e spirito dell'orfismo e platonismo greci[39]. Già dal 94-97 i cristiani del Mediterraneo concepivano Satana come un antagonista il cui obbiettivo è di condurre la cristianità alla dannazione. Ignazio di Antiochia affermava nelle sue lettere che Satana regna sul mondo da quando quest'ultimo è nato e che, grazie all'incarnazione di Gesù e all'imminente parousia, la fine del suo dominio sarebbe arrivata molto presto.

È chiaro quindi che Ignazio, così come la stragrande maggioranza dei successivi padri della Chiesa e leader cristiani, prendeva la Bibbia alla lettera invece di interpretarla. Ad ogni modo, le opere di Ignazio sono importanti dal punto di vista linguistico, poiché egli utilizza per primo per riferirsi a Satana la parola ἄρχων ("arconte")[40], termine che avrebbe assunto un particolare significato nello gnosticismo.

L'insistenza di Ignazio per Satana era dovuta al suo continuo e incessante pensiero verso il martirio, ed era tale da considerare persino un'iniziativa ecclesiastica priva dell'autorizzazione di un vescovo come un atto effettuato da un adoratore del diavolo[41]. In seguito venne bollata come un'opera di Satana la comparsa di scismatici ed eretici, contro i quali la Chiesa pronunciava anatemi sull'impossibilità di raggiungere il regno di Dio[42][43][44]. Dopo il I secolo diventò una misura standard da parte della Chiesa, accusare gli eretici o gli eterodossi di essere alla mercé del diavolo.[45]

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione dal Compendium maleficarum (1620 circa)

Le origini dei movimenti religiosi aventi come culto la figura di Satana non possono essere fatte risalire anteriormente al XIX secolo.[46]: in particolare, secondo Dawn Perlmutter, la nascita del satanismo, inteso come fenomeno religioso, potrebbe essere fatta risalire alla figura di Aleister Crowley e ai suoi scritti[47].

A cominciare dal XV secolo si era tuttavia diffusa la credenza, in ambito cristiano, dell'esistenza di fenomeni organizzati di devozione di Satana, che furono condannati in opere sulla stregoneria quali il Malleus Maleficarum (circa 1486) e il Compendium maleficarum[48]. I movimenti aventi come culto la figura di Satana hanno avuto sorti alterne di repressione e di revivescenza «a partire dai tempi di Luigi XIV, alla cui corte vengono celebrate le prime messe nere per ottenere favori e vantaggi materiali[49] fino al satanismo contemporaneo, che nasce con Anton Szandor LaVey — pseudonimo di Howard Stanton Levey — e con il cineasta underground di Hollywood Kenneth Anger, fondatori del Magic Circle nel 1961 e della Chiesa di Satana nel 1966»[50].

Nel 1966 il californiano Anton LaVey (1930-1997) fondò a San Francisco la Chiesa di Satana, diffondendo questo culto prima negli Stati Uniti e, successivamente, in Europa, durante il periodo della cosiddetta controcultura[51]. In questo contesto venne proposto il "mito" dell'esistenza di un "satanismo antico" che andava recuperato al fine di generare un autentico "satanismo moderno". La stessa biografia "leggendaria" di Anton Lavey è oggi messa in discussione[52].

Nel 1975 Michael Aquino, il quale aveva aderito nel 1969 alla Chiesa di Satana fondata da Lavey, se ne distaccò per fondare un movimento satanista alternativo, il Tempio di Set[53]. Il tramonto della controcultura ha progressivamente ridotto il proselitismo delle Chiese sataniche anche se non ha ridotto l'interesse per il satanismo. Durante gli anni ottanta negli Stati Uniti, in Canada e in Europa le autorità pubbliche, allarmate da una serie di episodi criminali, sospetti o presunti rinvenimenti di sacrifici umani o animali, nonché da numerose testimonianze di psicoterapeuti che riferivano di abusi satanici durante l'infanzia da parte di loro pazienti, nonché testimonianze di bambini maltrattati, hanno avviato una serie di indagini coinvolgendo le chiese sataniste e creando "allarme sociale" intorno ai loro culti. David G. Bromley[54] evidenzia tuttavia che non vi è alcuna prova del coinvolgimento della Chiesa di Satana e del Tempio di Set in questi presunti accadimenti, i quali, peraltro, sono stati frequentemente via via spiegati diversamente. Questi accadimenti, occorsi negli anni ottanta, hanno ridotto drasticamente, sempre secondo David G. Bromley, la diffusione delle Chiese di Satana[55].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo scrittore decadente Joris Karl Huysmans (1848-1907), il satanismo è un atteggiamento che «consiste in una pratica sacrilega, in una ribellione morale, in un'orgia spirituale, in un'aberrazione per nulla ideale e cristiana; risiede anche in un godimento temperato dal timore... la gioia proibita di trasferire a Satana gli omaggi e le preghiere dovute a Dio; consiste nell'inosservanza dei precetti cattolici che vengon seguiti all'incontrario, commettendo, per oltraggiare più gravemente Cristo, i peccati che egli ha più espressamente maledetti: la contaminazione del culto e l'orgia carnale»[56].

Movimenti satanici[modifica | modifica wikitesto]

Esistono differenti tipi di movimenti satanici. Massimo Introvigne e il CESNUR hanno classificato cinque diverse tipologie di satanismo.[57] Esistono comunque anche altre forme di satanismo, seppur non così diffuse come le prime cinque, come ad esempio il satanismo gnostico.

Satanismo razionalista[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Satanismo di LaVey e Chiesa di Satana.
Sigillo di Baphomet, simbolo ufficiale della Chiesa di Satana

Il "satanismo razionalista" nasce nella seconda metà del XX secolo per opera del suo fondatore Anton S. LaVey, che, attraverso La Bibbia Satanica, tentò di dare un fondamento razionale e compiuto al satanismo. LaVey fondò la Chiesa di Satana.

Il "satanismo razionalista" è concepito in chiave estremamente materialista, edonista, anticristiana e umanista: i suoi aderenti, pur non credendo in alcuna divinità, adottano il nome "Satana" - considerato il ribelle contro il Dio cristiano e, dunque, come una figura emblematica di ribellione contro il sistema di valori cristiani - in contrapposizione alla dottrina cristiana, che ritengono oscurantista in quanto mortificherebbe l'uomo, togliendogli ogni valore. Essi propongono una visione antropocentrica della realtà.[58]

Satanismo tradizionalista[modifica | modifica wikitesto]

Croce capovolta o di San Pietro, simbolo ricorrente nel satanismo

In questo ambito "Satana" viene venerato come colui in grado di premiare chi si schiera con lui. I satanisti tradizionalisti tengono ben presente il racconto riportato dalla Bibbia, vedendo Satana come il "principe delle tenebre" o "l'angelo caduto" descritti dal testo biblico. Tra le varie Chiese di Satana presenti a Torino la tendenza è ad unificare le due visioni, tradizionalista e occultista, in una singola, venerando il Satana descritto nella Bibbia e compiendo rituali magici finalizzati ad ottenerne l'aiuto e la protezione.[59]

Satanismo occultista[modifica | modifica wikitesto]

Pentacolo con la punta rivolta in basso, uno dei simboli esoterici adottati anche dal satanismo

È una corrente molto legata all'uso della magia nera, che prende molti concetti dalle dottrine di Aleister Crowley. In questo ambito Satana è venerato come un'entità antica, non malvagia, in grado di dare conoscenze occulte e poteri terreni ai maghi più preparati. La ritualistica è molto complessa e prende spunto da varie fonti, come la Clavicula Salomonis o la Cabala ebraica. Ha molti elementi in comune con la corrente tradizionalista, soprattutto nella visione di Satana: infatti molti satanisti occultisti venerano Satana esattamente come i tradizionalisti. Secondo Massimo Introvigne i satanisti occultisti considerano come del tutto attendibile la "versione biblica" di Satana. A questa categoria appartengono, ad esempio, le Chiese di Satana presenti a Torino[60].

Satanismo gnostico[modifica | modifica wikitesto]

Il satanismo gnostico[61] è una corrente che spesso viene confusa con il Luciferismo[62]: in questo ambito Satana non è visto come un'entità malefica, né come quello descritto nella Bibbia, ma come una divinità che ha dato all'uomo la capacità di evolversi e tornare al suo stato divino originario. Prende molti concetti dalle dottrine dello gnosticismo, anche se rinnega la visione gnostica del mondo materiale inteso come una prigione da cui fuggire. Il fondatore di questa corrente, Dean Joseph Martin, riordinò tutta una serie di idee riferendosi agli aspetti religiosi mistici del pitagorismo, dello gnosticismo, dell'ermetismo e della Cabala esoterica.

Il tratto distintivo di questo lavoro di riordino e unione di idee in apparenza dissimili tra loro è anche la principale chiave di lettura della corrente gnostica: ovvero che sia spiegabile anche il cosiddetto "divino" o "soprannaturale" con lo studio e le leggi scientifiche, in quanto parte di una realtà superiore, ma non per questo priva di logica, anzi strettamente soggetta alle leggi scientifiche. Si prefigge l'evoluzione dell'uomo fino al ritorno a uno stato di divinità, da cui proviene, utilizzando gli strumenti di cui è stato dotato, e che Satana ha contribuito a rendere utilizzabili concretamente. L'ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza, è vista come un vero e proprio peccato, una condizione da cui l'uomo deve riscattarsi mediante lo studio e la conoscenza in senso lato, che si ottengono con il costante ragionamento sia sulle esperienze spirituali, sia su quelle fisiche. La vita stessa è intesa come una sorta di aula di studio, le cui esperienze sono una fonte inestimabile di conoscenza ed illuminazione. Vita che quindi, secondo il satanismo gnostico, va vissuta pienamente, senza condizionamenti esterni quali superstizioni o convenzioni sociali, ma nel rispetto di se stessi, degli altri e della legalità. Moltissimi principi del satanismo gnostico risultano, quindi, praticamente identici a quelli della corrente Razionalista, di LaVey, per il quale Martin ammise sempre di avere rispetto e ammirazione.

Luciferismo[modifica | modifica wikitesto]

In questo contesto si colloca la figura e il culto di Lucifero, considerato nella dottrina catara l'angelo che era stato ingiustamente cacciato dal Cielo e di cui si attendeva il ritorno in Terra. Lucifero viene venerato come principio del "bene" in opposizione al dio del male e creatore del mondo: il Demiurgo. Questo perché Dio ha voluto negare agli uomini la conoscenza, che invece ha offerto Lucifero sotto forma di serpente dell'Eden. Lucifero, per inciso, non viene neanche identificato come Satana, bensì come l'Eone della Conoscenza, chiamato anche Sophia[63] Gli aderenti al luciferismo, chiamati luciferiani[64], non si definiscono neppure satanisti, essi proclamano che la salvezza si raggiunge tramite la conoscenza che viene ostacolata dai dogmi e dalla cieca fede. Un esempio di "Luciferismo" è dato dalla Process Church of the Final Judgment fondata a metà degli anni sessanta dall'inglese Robert De Grimston e oggi scomparsa[65].

Satanismo acido[modifica | modifica wikitesto]

Il satanismo acido o acidismo è un fenomeno proprio della sottocultura giovanile, ossia di quei gruppi di giovani dediti a episodi criminosi di vario tipo, tra cui azioni violente, profanazione di cimiteri, l'abuso e lo spaccio di sostanze stupefacenti[66][67], che essi dichiarano di compiere in nome di Satana e contro il Dio cristiano[68].

In Italia un'associazione criminale di tal natura erano le bestie di Satana, setta criminale dedita a messe nere e omicidi rituali, vagamente ispirata all'acidismo[69]. Analogamente negli Stati Uniti e in altri Paesi anche criminali solitari e leader carismatici come Ricky Kasso e Charles Manson rientrano in tale subcultura[66].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A cura di Mario Praz, Satanismo in "Enciclopedia Italiana" (1936). Treccani.
  2. ^ Chris Mathews, Modern Satanism: Anatomy of a Radical Subculture. 2009, Greenwood Publishing Group, Inc. ISBN 978-0-313-36639-0.
  3. ^ Miguel A. De La Torre; Albert Hernandez. The Quest for the Historical Satan, pp.50-51. 2011, Fortress Press. ISBN 978-0-800-66324-7.
  4. ^ Paolo Sacchi, Apocrifi dell'Antico Testamento (1981), volume 1. Unione tipografico-editrice torinese. ISBN 88-02-03581-4.
  5. ^ Paolo Sacchi, op. cit.
  6. ^ Paolo Sacchi, op. cit.
  7. ^ Chris Mathews, op. cit.
  8. ^ (EN) Demonologia su Jewish Encyclopedia.
  9. ^ Silvano Petrosino, L'intenzionalità di Satana e l'autocondanna dello sguardo, p.84, in Il peccato originale e il male, Communio, num. 118. Jaca Book, Milano, 1991. ISBN 978-88-1670-118-2.
  10. ^ Chris Mathews, op. cit.
  11. ^ McNutt, Paula (1999). Reconstructing the Society of Ancient Israel, p.35. Westminster John Knox Press. ISBN 978-06-64-22265-9.
  12. ^ Finkelstein e Silberman in The Bible Unearthed (2001). Free Press, New York, p. 107. ISBN 0-684-86912-8.
  13. ^ Avraham Faust, How Did Israel Become a People? The Genesis of Israelite Identity. Biblical Archaeology Review 201: p. 62-69, 92-94.
  14. ^ (EN)
    « So what we are dealing with is a movement of peoples but not an invasion of an armed corps from the outside. A social and economic revolution, if you will, rather than a military revolution. [...] A slow process in which the Israelites distinguish themselves from their Canaanite ancestors, particularly in religion—with a new deity, new religious laws and customs, new ethnic markers, as we would call them today. »
    (William G. Dever in Archeology of the Hebrew Bible. NOVA.)
  15. ^ Paolo Sacchi, op. cit.
  16. ^ Chris Mathews, op. cit.
  17. ^ Gabriele Boccaccini, I giudaismi del secondo tempio. Da Ezechiele a Daniele, 2008. Morcelliana (collana Antico e Nuovo Testamento).
  18. ^ Jeffrey Burton Russell, Satan: The Early Christian Tradition, 1987. Cornell University Press. ISBN 978-0801494130.
  19. ^ Jeffrey Burton Russell, op. cit.
  20. ^ Jeffrey Burton Russell, op. cit.
  21. ^ Chris Mathews, op. cit.
  22. ^ Kersey Graves, Biography of Satan, ristampa 1999. Book Tree. ISBN 978-1885395115.
  23. ^ Chris Mathews, op. cit.
  24. ^ Winn, Shan M.M. (1995). Heaven, heroes, and happiness: the Indo-European roots of Western ideology. Lanham, Md.: University press of America. p. 203. ISBN 0819198609.
  25. ^ Antonino Pagliaro, Ahriman in "Enciclopedia Italiana" (1929). Enciclopedia Treccani.
  26. ^ Henry A. Kelly, Satan: A Biography, 2006. Cambridge University Press. ISBN 978-0521604024.
  27. ^ Jeffrey Burton Russell, op. cit.
  28. ^ Chris Mathews, op. cit.
  29. ^ Winn, Shan M.M. (1995). Heaven, heroes, and happiness: the Indo-European roots of Western ideology. Lanham, Md.: University press of America. p. 203. ISBN 0819198609.
  30. ^ Antonino Pagliaro, Ahriman in "Enciclopedia Italiana" (1929). Enciclopedia Treccani.
  31. ^ Henry A. Kelly, op. cit.
  32. ^ Chris Mathews, op. cit.
  33. ^ Henry A. Kelly, op. cit.
  34. ^ Henry A. Kelly, op. cit.
  35. ^ Chris Mathews, op. cit.
  36. ^ Philippe Henne, Saint Jérôme, Cerf, collana «Histoire», ottobre 2009, p.282.
  37. ^ Chris Mathews, op. cit.
  38. ^ Carel Bakkes, Satan, Fact or Fiction?, 2004. Xulon Press, Inc. ISBN 978-15-91-60484-6.
  39. ^ Jeffrey Burton Russell, op. cit., p.33.
  40. ^ Jeffrey Burton Russell, op. cit., p.33.
  41. ^ Jeffrey Burton Russell, op. cit.
  42. ^ R. M. Grant, Gnosticism and Early Christianity, p.178. Seconda edizione, 1966, New York.
  43. ^ Roland Bainton, The Parable of the Tares as the Proof Text for Religious Liberty to the End of the Sixteenth Century, in Church History, volume 1 (1932). pp.67-89. Yale University.
  44. ^ Jeffrey Burton Russell, op. cit., p.36.
  45. ^ Chris Mathews, op. cit., p.7.
  46. ^ Massimo Introvigne. Op.cit.
  47. ^ Il satanismo religioso moderno.
  48. ^
    « Allegations of organized worship of Satan can be traced to Europe during the Middle Ages. Fears of Satan worship surfaced during the fifteenth-century witchhunts, and Christian manuals were produced for depicting and combating Satanism, most notably the Malleus maleficarum (c. 1486) and Compendium maleficarum (c. 1620). »
    (David G. Bromley. Satanism in Encyclopedia of Religion vol.12. NY, Macmillan, 2005, pag.8126)
  49. ^ È opinione degli studiosi che siano state effettivamente celebrate delle "Messe nere" alla corte del re francese Luigi XIV aventi lo scopo di denigrare il culto cattolico (Historians suggest the existence of a satanic cult in the royal court of Louis XIV that conducted “Black Masses” to mock the Catholic Mass) D.G. Bromley, Op.cit. pag. 8126
  50. ^ Massimo Introvigne op.cit. Torino, 1997 pp.10-24
  51. ^ David G. Bromley, Op. cit. pag. 8126.
  52. ^ David G. Bromley, Op. cit.
  53. ^ David G. Bromley, Op. cit.
  54. ^ David G. Bromley, Op. cit..
  55. ^ David G. Bromley, Op. cit..
  56. ^ Joris Karl Huysmans, Controcorrente. Oscar Mondadori, 2013.
  57. ^ Massimo Introvigne. Op.cit., pag. 676
  58. ^ David Monti, Moreno Fiori, Alessia Micoli, L'abisso del sé: satanismo e sette sataniche, Giuffrè Editore, 2011 p.254
  59. ^ Andrea Accorsi, Daniela Ferro, Milano giallo e nera, Newton Compton Editori, 2013
  60. ^ Massimo Introvigne. Op.cit., pag. 676
  61. ^ David Monti, Moreno Fiori, Alessia Micoli, Op. cit. p.124
  62. ^ Marco Strano, Manuale di criminologia clinica, SEE Editrice Firenze, 2003 p.465
  63. ^ Cosimo Lorè, Tra scienza e società, Giuffrè Editore, 2008 p.840
  64. ^ Termine che li accomuna ai seguaci del vescovo San Lucifero di Cagliari, vissuto tra il III e il IV secolo, che combatté con estremo rigore l'eresia ariana. Fu giudicato a sua volta scismatico da Sant'Ambrogio. (in Pio Paschini, Enciclopedia italiana Treccani alla voce "Luciferiani")
  65. ^ Massimo Introvigne, Op.cit., pag. 676
  66. ^ a b (EN)
    « Relatively unorganized black-magic groups include not only sexually oriented groups but also the highly publicized, though rare, Acid Satanists of the Charles Manson variety. Such groups are almost completely untraditional and revolve around the hypnotic or charismatic nature of the cult leadership. As the name "Acid Satanism" implies, the use of drugs, especially LSD, is central to these cults. »
    (Charles Y. Glock, Robert N. Bellah (a cura di), The New Religious Consciousness. 1976, University of California Press, p.183. ISBN 978-05-20-03472-3)
  67. ^ (EN)
    « [...] adolescent Satanism (also called "acid Satanism" for its association with drugs) composed of small groups of young people [...]. They are lacking in ritual and organizational continuity ad contacts with the groups of organized Satanism. [...] they perform eclectic Satanic rituals under the influence of movies, television, comics, and certain musical subcultures, but they are also affected by reports on Satanism made by the mass media wich appear as stereotypical shocking narratives. »
    (Jesper Aagaard Petersen (a cura di), Contemporary Religious Satanism: A Critical Anthology. 2009, Ashgate Publishing Limited, p.200. ISBN 978-0-7546-5286-1)
  68. ^ Massimo Introvigne, op. cit., p.676
  69. ^ Bestie di Satana, la setta degli orrori. Così uccidevano gli adoratori del diavolo in la Repubblica (Milano), 15 maggio 2007. URL consultato il 27 giugno 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean Bricaud, La Messa Nera Antica e Moderna. I riti La storia I segreti, Rebis, 2009, ISBN non esistente;
  • Gianluca Gatta, Il forcone spuntato. Origini culturali del moderno satanismo, Forli, Foschi Editore, 2009, ISBN 978-88-89325-78-0
  • Massimo Introvigne, Il cappello del mago. I nuovi movimenti magici dallo spiritismo al satanismo, Sugarco, 1996, ISBN 88-7198-021-2
  • Danilo Campanella, Il satanismo: un'analisi filosofico-politica, BdS, Bologna 2013;
  • Massimo Introvigne, Il satanismo (Collana religioni e movimenti), Elle Di Ci, 1997, ISBN 88-01-00799-X
  • Massimo Introvigne, I satanisti. Storia, riti e miti del satanismo, Sugarco, 2010, ISBN 978-88-7198-587-9
  • Bromley, David. Satanism: The New Cult Scare. In The Satanism Scare, edited by James Richardson, Joel Best, and David Bromley, pp. 49–74. Hawthorne, N.Y., 1991;
  • Hicks, Robert. In Pursuit of Satan: The Police and the Occult. Buffalo, N.Y., 1991;
  • Kahaner, Larry. Cults That Kill: Probing the Underworld of Occult Crime. New York, 1988;
  • La Fontaine, Jean. The Extent and Nature of Organized and Ritual Abuse: Research and Findings. London, 1994;
  • Lanning, Kenneth. Satanic, Occult, Ritualistic Crime: A Law Enforcement Perspective. Police Chief 56 (1989): 62–83;
  • Nathan, Debbie, and Michael Snedeker. Satan's Silence: Ritual Abuse and the Making of a Modern American Witch Hunt. New York, 1995;
  • Ofshe, Richard, and Ethan Watters. Making Monsters: False Memories, Psychotherapy, and Sexual Hysteria. Berkeley, Calif., 1994;
  • Pulling, Patricia. The Devil's Web: Who Is Stalking Your Children for Satan? Lafayette, La., 1989;
  • Richardson, James, Joel Best, and David Bromley, eds. The Satanism Scare. Hawthorne, N.Y., 1991;
  • Smith, Michelle, and Lawrence Pazder. Michelle Remembers. New York, 1980;
  • Stratford, Lauren. Satan's Underground: The Extraordinary Story of One Woman's Escape. Eugene Ore., 1988.
  • Chris Mathews, Modern Satanism: Anatomy of a Radical Subculture, 2009, Greenwood Publishing Group, Inc. ISBN 978-0-313-36639-0.
  • Peter Faxneld; Jesper Aa. Petersen, The Devil's Party: Satanism in Modernity, 2013. Oxford University Press, Madison Avenue, New York. ISBN 978-0-19-977923-9.
  • Jeffrey Burton Russell, Satan: The Early Christian Tradition, 1987. Cornell University Press. ISBN 978-0801494130.
  • Paul Carus, The History of the Devil: With 350 Illustrations, ristampa 2008. Dover Publications; Dover Ed edition. ISBN 978-0486466033.
  • Elaine Pagels, The Origin of Satan: How Christians Demonized Jews, Pagans, and Heretics, 1996. Vintage (editore). ISBN 978-0679731184.
  • Philip C. Almond, The Devil: A New Biography, 2014. Cornell University Press. ISBN 978-0801453373.

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