Abbazia di Thélema

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Coordinate: 38°01′53.82″N 14°01′37.71″E / 38.031618°N 14.027142°E38.031618; 14.027142

Abbazia di Thélema, 2017

Abbazia di Thélema è il nome dato dall'occultista inglese Aleister Crowley (1875-1947) a Villa Santa Barbara di Cefalù, in Sicilia: l'edificio che egli scelse come tempio e luogo centrale di irradiazione del culto della sua comunità di adepti.

L'Abbazia di Thélema e la letteratura siciliana[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni scrittori siciliani si sono interessati alla vicenda, come: Giuseppe Quatriglio ne "Il diavolo a Cefalù" in "L'uomo orologio e altre storie", Leonardo Sciascia in "Apocrifi sul caso Crowley" (che ha ispirato l'omonimo film del regista italiano Ferdinando Vincentini Orgnani) ne "Il mare color del vino", Vincenzo Consolo in "Nottetempo, casa per casa" (Premio Strega 1992) e Marco "Fax" Bonafede ne "L'ultima notte di Crowley".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dentro le rovine dell'Abbazia di Thélema, 2017

Il progetto di Aleister Crowley ("Maestro Therion" o "Frater Perdurabo") fu quello di fondare un'abbazia nella quale una comunità di discepoli avrebbe potuto mettere in pratica le dottrine del Thélema.

Si tratta, al di là del significato magico o religioso, d'un vero e proprio esperimento sociale che, secondo Martin Patrick Starr, può essere raffrontato con il phalanstere di Charles Fourier (1772-1837): una forma di vita comune auto-gestita.

L'esperienza va ascritta tra i moderni tentativi di creare una comunità libertaria su basi utopiche: tale esperimento prevedeva difatti rituali vari, come lo studio delle pratiche dello Yoga del Tantra e del Buddhismo e dell'uso sacro di enteogeni, ma disdegnava ogni forma di legge o statuto interno.

Il luogo prescelto per mettere in pratica questo tentativo di vivere in azione il Libro della Legge (testo profetico ricevuto da Crowley a Il Cairo nel 1904 dal suo Santo Angelo Custode e su cui si fonda la religione-non-religione di Thélema), fu questa fattoria presa in affito dal Barone Carlo La Calce, cha divenne il centro propulsore ideale dell'opera di Crowley, una comunità spirituale archetipica basata sulla omonima che François Rabelais nel Cinquecento aveva fatto erigere ad uno dei suoi più celebri personaggi, nel Gargantua e Pantagruele, con l'unica regola del “FA' QUELLO CHE VUOI, perché persone libere, bennate, ben istruite, che frequentano oneste compagnie, sentono per natura un istinto ed inclinazione che li spinge ad arti virtuosi, e li tiene lontani dal vizio” ed in cui il gigante Gargantua costruì un'abbazia, denominata appunto Thélemè (da cui Crowley scelse il termine Thélema, dal greco θέλημα "Volontà") per farne una sorta di scuola ideale in cui potevano essere ammessi a vivere in comune ragazzi e ragazze che avevano certe caratteristiche (buoni, belli, gentili), indifferentemente dalla loro condizione sociale e di sangue.

Fu così che l'Abbazia di Thélema divenne il luogo d'incubazione di un intero cultic milieu, punto centrale d'irradiazione nel mondo della filosofia pratica di Thélema, il cui assunto era tutto nelle frasi dipinte sulle pareti del tempio.

Crowley aveva scardinato tutte le porte interne per farne un unico locale in cui stavano tutti nudi spesso, compreso due bambini molto giovani, davanti ai quali si accoppiavano anche liberamente. La grande stanza d'ingresso era divenuta un tempio con al centro un altare a sette lati, su cui poggiava un grande libro circondato da candele accese. Sul pavimento era segnata una stella a cinque punte (pentagramma) inscritta in una circonferenza, in altri punti della stanza erano posti quattro sgabelli triangolari e, di fronte all'altare, spiccava un braciere sacrificale. In questo luogo egli fece rivivere per la prima volta l'antico culto di Seth o Shaitan, gemello di Horus, il dio che in tempi più tardi, quando il cristianesimo ebbe imposto la sua supremazia, venne considerato sinonimo di Satana.

A Cefalù Aleister Crowley trascorse gli anni cruciali della sua esistenza, qui portò a termine una gran quantità di lavori e fu l'ultimo capitolo importante della sua vita, lavorò ad un'arte sia erotica che muratoria, in questo paese viveva un'esistenza semplice, bucolica, attorniato da un gruppo internazionale di simpatizzanti che praticavano quello che ai suoi tempi era detto amore libero (poliamore) e, per accrescere la coscienza magica, secondo lo spirito del tempo, sperimentavano anche l'uso di svariate droghe (marijuana, hashish, cocaina, eroina, oppio, laudano, assenzio, peyote).

Magia Sexualis[modifica | modifica wikitesto]

Fu il periodo di più intensa pratica da parte sua della magia sexualis dell'O.T.O. (Ordo Templi Orientis), insieme a Leah Hirsig si dedicò a celebrare rituali che la maggior parte delle persone considerava morti da almeno duemila anni e, per esempio, nell'estate del 1921 un caprone venne indotto a copulare con l'inginocchiata Leah e l'animale ebbe tagliata la gola cerimonialmente nel momento dell'orgasmo: il più grande sacrificio cruento mai compiuto da Crowley. Durante il periodo siciliano egli prestò anche molta attenzione alla pratica omosessuale personificando gli aspetti femminili del suo carattere e considerandoli un ente autonomo battezzato Alys Cusack: sul suo letto era sempre appeso un cartello che informava il mondo che “ALYS CUSACK IS -OT AT HOME” e, a seconda del suo umore, il trattino veniva sostituito con una “N” o “H”.

La fine del soggiorno siciliano di Aleister Crowley[modifica | modifica wikitesto]

Qui Crowley lottò contro la follia e la disperazione, aggravata dalla povertà, la malattia e la persecuzione. Fu proprio in questo paese ch'egli conquistò buona parte della sua fama sulfurea d'uomo perverso, il suo soggiorno fu anomalo e scandaloso per gli abitanti del luogo, ben presto cominciarono a diffondersi voci insistenti e preoccupanti sul conto suo e della comunità con cui viveva nella villa: li si accusava, tra l'altro, esagerando, di praticare cerimonie magiche che comportavano il sacrificio di bambini e, su insistenti sollecitazioni dell'opinione pubblica aizzata dal clero, con l'avvento del fascismo, fu subito espulso dall'Italia dall'allora prefetto di Palermo come soggetto indesiderato; qualcuno afferma che Crowley abbia anche tentato di trattare con Benito Mussolini, e se sembra che la scelta sia stata voluta dal Consolato Inglese, tra l'ultima decade d'aprile e la prima di maggio del 1923, per alcuni, per altri, sul finire del settembre del 1924, a causa di ciò che si diceva circa quel che si sarebbe svolto nell'Abbazia.

Fu l'incidente di Raoul Loveday, studente di Oxford accompagnato a Cefalù dalla moglie Betty May, che determinò la chiusura dell'Abbazia. La signora May, sconvolta dalle pratiche degenerate e dallo squallore che regnava in quel luogo, oltre che dalla morte dell'amico, tornò in Inghilterra. Il furore scatenato in cui si parlò di sacrifici umani, cannibalismo e riti satanici ebbe la sua eco in Italia ed I fascisti decisero di far sloggiare Crowley.

Dopo l'allontanamento di Crowley dall'Italia, le donne del gruppo vendettero tutti I mobili e gli arredi della casa agli abitanti del paese, per saldare i debiti che lui aveva lasciato e pagar il viaggio di ritorno in patria.

Riscoperta e revival dell'Abbazia di Thélema[modifica | modifica wikitesto]

L'Abbazia cadde nell'oblio finché decenni dopo non avrebbe voluto visitarla Kenneth Anger, giornalista e regista cinematografico californiano, che agli inizi del 1950 concentra i suoi interessi sulla magia ed entra nel gruppo di Jack Parsons, studiando Aleister Crowley e andando a riscoprire quanto restava dell'Abbazia di Thélema in Sicilia. Anger, in compagnia del sessuologo Afred Kinsey e del fotografo-scrittore Fosco Maraini vi realizzò un documentario e la riproduzione fotografica dei dipinti (le pitture murarie hard dello stesso Crowley erano state ricoperte per volontà delle autorità ecclesiastiche dell’epoca e son visibili per intero soltanto nei rarissimi scatti di Fosco Maraini). Vi visse per tre mesi estivi, fu lui a togliere le pennellate di calce che per trent'anni avevano coperto gli affreschi dipinti in olio da Crowley sulle pareti del tempio: egli puliva con uno straccio ed una mistura infiammabile di acqua ed acido cloridrico, le mani protette da pesanti guanti di gomma nera ed una lanterna di kerosene che illuminava davanti a lui. Lui inoltre contribuì a rimuovere un pavimento di cemento che rivelò un cerchi magico nella stanza dei riti.

Nell'estate del 1965, Emilio Servadio, già autore di alcuni articoli sulla figura di Aleister Crowley, presidente dell'Associazione Psicoanalisti Italiani, che fu amico di Julius Evola e fece parte del Gruppo di UR, tenne una conferenza, presso il Club Mediterranée di Cefalù, sul “Potere sconosciuto dell'uomo” nel corso della quale incontrò il Pietro Saja.

Nel 1968 Robert De Grimston Moore, personaggio di spicco della setta The Process, nel corso di una sua visita in Italia, andò in pellegrinaggio all'Abbazia di Thélema. De Grimston aveva coltivato l'idea, presto abbandonata, di cercare un legame con gruppi crowleyani per riaprire l'Abbazia.

Sempre nel 1968 svernavano a Cefalù gli attori del Living Theatre, che nella cittadina normanna stavano preparando il loro famoso Paradise Now: essi chiedevano alla gente del luogo di Crowley, ma quasi nessuno ricordava niente tranne qualche anziano che si riferiva alla tribù thelemica come a “i mormoni” identificandoli con la setta protestante americana che aveva alle origini come carattteristica la poligamia, anche se altri identificarono Crowley con “u diavulu”.

Nel 1974 anche Jimmy Page dei Led Zeppelin, il maggiore collezionista al mondo di cimeli crowleyani, visitò per la prima volta la dimora di Crowley.

La situazione dagli anni '90 ad oggi: prospettive museali e fallimentari di vendita[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre del 1990 l'Assessore Regionale ai Beni Culturali, Turi Lombardo, su richiesta del Comune di Cefalù, provvisto di un'ampia documentazione fornita dal Prof. Pietro Saja, firmò il decreto di vincolo per l'edificio ritenuto d'importante interesse artistico. Nel febbraio del 1997 si è svolto a Cefalù un convegno internazionale, inaugurato dall'allora sindaco Alfredo La Grua, dal titolo “Un mago a Cefalù. Aleister Crowley e il suo soggiorno in Sicilia”: nel programma dello stesso, l'allora Commissario Straordinario dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Cefalù, la dottoressa Francesca Adele Di Sparti Cera, ha sottolineato come Crowley goda in parecchi paesi europei di una fama diversa da quella cui si fa normalmente riferimento, trovando interesse nel ricostruire la vicenda del personaggio come importante contributo al recupero della memoria storica di Cefalù. In passato il Consiglio Comunale di Cefalù ha deliberato l'acquisto ed il restauro dell'immobile per destinarlo a museo crowleyano. Particolarmente interessati al recupero dell'ex casa di Crowley si erano rivelati Roberto Negrini promotore, per questo scopo, della creazione d'una “Fondazione Crowley”, il direttore del CESNUR (Centro Studi Nuove Religioni) Massimo Introvigne, il Prof. J. Gordon Melton dell'Università di S. Barbara in California ed il Prof. Eileen Barker della London School of Economics.

Il 5 luglio 2008, a Cefalù, il Prof. Pietro Saja, con Vincenzo Crivello, Nicola Cinalli, Paolo De Carlo, Alessandro Tozzi e Marco Giacalone hanno tenuto l'incontro “Crowley e il mistero di Cefalù” cui farà seguito il 25 febbraio 2011 l'organizzazione a cura di Antonino Napoli, questa volta a Palermo, del convegno nazionale dal titolo “Crowleyana” con la partecipazione del S.O.T.V.L. di Novara, la Prof.ssa Corinna Zaffarana, Mazio Forgione, Rodan Di Maria, Alessio Ballante, Nicola Cinalli, sull'iniziativa di recupero e valorizzazione dell'Abbazia da un punto di vista storico-culturale ed artistico.

La casa, in stato di abbandono negli anni 2000 è stata poi messa inutilmente in vendita per un breve periodo nel 2010[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierluigi Zoccatelli (a cura di), Aleister Crowley: un mago a Cefalù, Edizioni Mediterranee, Roma, 1998. ISBN 88-272-1209-4
  • Antonino Napoli, Thelema Abbey Road - Edizioni Private, Cefalù
  • Marco Pasi, Aleister Crowley e la tentazione della politica - Franco Angeli
  • Massimo Introvigne, Il cappello del mago - Sugarco
  • Massimo Introvigne, Il ritorno dello gnosticismo - Sugarco
  • Elémire Zolla, Uscite dal mondo - Adelphi
  • Julius Evola, Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo - Edizioni Mediterranee
  • Stephen Flowers, I signori della mano sinistra - Venexia
  • Martin P. Starr, The Unknow God - Teitan Press
  • Aleister Crowley, Magick - Astrolabio
  • Aleister Crowley, Diary of drug fiend - Weiser
  • Lawrence Sutin, Fai ciò che vuoi - Castelvecchi
  • John Symonds, Aleister Crowley, la Bestia 666 - Edizioni Mediterranee
  • Kenneth Grant, Aleister Crowley e il dio occulto - Astrolabio
  • Marco Fax, L'ultima notte di Crowley - Dharba Editrice
  • Leonardo Sciascia, Il mare color del vino - Adelphi
  • Giuseppe Quatriglio, L'uomo orologio e altre storie - Sellerio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]