Duomo di Cefalù
| Duomo di Cefalù | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Sicilia |
| Località | Cefalù |
| Coordinate | 38°02′23.39″N 14°01′24.92″E |
| Religione | cattolica di rito romano |
| Titolare | SS. Salvatore |
| Diocesi | Cefalù |
| Consacrazione | 1267 |
| Architetto | Johannes Panictera (facciata) Ambrogio da Como (portico) |
| Stile architettonico | Romanico siculo-normanno bizantino |
| Inizio costruzione | 1131 per volere di Ruggero II |
| Completamento | 1148 (mosaici absidali), 1240 (facciata), 1263 (copertura), 1471 (portico) |
| Sito web | www.diocesimessina.it/ |
| Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale | |
|---|---|
| Tipo | architettonico |
| Criterio | C (ii) (iv) |
| Pericolo | no |
| Riconosciuto dal | 2015 |
| Scheda UNESCO | (EN) Arab-norman Palermo and the cathedral churches of Cefalù and Monreale (FR) Scheda |


Il duomo di Cefalù, nome con cui è nota la basilica cattedrale della Trasfigurazione, è una basilica minore[1] che si trova a Cefalù, nella città metropolitana di Palermo, e cattedrale dell'omonima diocesi.
Secondo la leggenda, sarebbe sorto in seguito al voto al Santissimo Salvatore da Ruggero II, scampato ad una tempesta e approdato sulle spiagge della cittadina.[2] La vera motivazione sembra piuttosto la volontà di costruire una chiesa dinastica su modello carolingio normanno con torri gemelle e avancorpo (westwerk).
Le vicende costruttive furono complesse e fu definitivamente completato in età sveva. Un ambulacro ricavato nello spessore del muro e la medesima copertura, costituita da tre tetti, di epoca e tecnica costruttiva diversi, testimoniano dei cambiamenti intervenuti nel progetto. Il monumento ha uno stile romanico con tratti siculo normanni e bizantini.
Monumento nazionale dal 1941[3], dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell'umanità nell'ambito dell'Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale.[4]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'edificazione ebbe inizio nel 1131 e nei decenni seguenti furono realizzati i mosaici nell'abside e sistemati i sarcofagi porfiretici che Ruggero II aveva destinato alla sepoltura sua e della moglie.[5]
Federico II trasferì a Palermo i due sarcofagi reali nel 1215, riutilizzandoli per sé e per i suoi familiari.[6]
La chiesa fu consacrata ufficialmente il 10 aprile 1267.[6]
Nel Quattrocento tra le due torri fu inserito un portico a tre fornici, opera di Ambrogio da Como.[5]
Architettura
[modifica | modifica wikitesto]Sagrato
[modifica | modifica wikitesto]L'edificio è preceduto da un ampio sagrato a terrazzo che svolgeva la funzione di cimitero.
Chiesa
[modifica | modifica wikitesto]L'architettura del Duomo di Cefalù segue il modello delle grandi basiliche benedettine di provenienza cluniacense; con uno stile romanico normanno nord europeo.
La facciata è inquadrata da due possenti torri che richiamano le tecniche costruttive delle chiese di Normandia, (Caen), alleggerite da eleganti bifore e monofore e sormontate da cuspidi piramidali aggiunte nel Quattrocento e diverse l'una dall'altra: una a pianta quadrata e con merli a forma di fiammelle, che simboleggerebbe la mitria papale e il potere della Chiesa, mentre l'altra, a pianta ottagonale e con merli ghibellini, la corona reale e il potere temporale. Il portico quattrocentesco precede la facciata, con tre archi (due ogivali ed uno a tutto sesto) sorretti da quattro colonne e con volte a crociera. Sotto il portico rimane la Porta Regum, impreziosita da un portale marmoreo finemente decorato, e con pitture ai lati.
Le absidi, in particolare quella centrale, dovevano avere in origine uno slancio ancora maggiore. Le due laterali sono decorate superiormente da archetti incrociati e da mensoloni scolpiti: databili al XII secolo, raffigurano volti zoo-antropomorfi comuni in edifici coevi nel Calvados (Sala dello Scacchiere Caen). Più recenti i mensoloni dell'abside centrale, disposti inoltre in modo casuale sia sopra che sotto il cornicione. L'abside centrale aveva in origine tre grandi finestre ad oculi, che vennero chiuse per la realizzazione del mosaico absidale, ed una più grande ad arco ogivale. Altre due coppie di finestre circolari sono all'estremità del transetto. Altre merlature si trovano anche su uno dei fianchi.
L'interno è a croce latina, diviso in tre navate da due file di colonne antiche di spolio: quattordici fusti di granito rosa e due di cipollino, con basi e i capitelli del II secolo d.C. Due grandi capitelli figurati reggono l'arco trionfale e sono probabilmente prodotti di una bottega pugliese e risalgono alla metà del XII secolo.
Il transetto ha un'altezza maggiore rispetto alle navate con un verticalismo tipicamente nordico che segue le architetture della Francia e dell'Inghilterra normanna; uno slancio ancora maggiore era previsto nel progetto originario. Sulle pareti del transetto si sviluppa una galleria portici con colonne, scavate nello spessore dell'edificio in corrispondenza dello pseudo loggiato esterno. Un motivo, questo, diffuso nell'architettura anglo-normanna e presente anche nelle Cattedrale di Palermo. Il coro è coperto da due volte a crociera anche questo di origine anglo-franco-normanna.
Il presbiterio, rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa, occupa interamente la crociera e l'abside; il moderno altare maggiore è opera di Virginio Ciminaghi (1992) e presenta, al di sotto della mensa, un fregio continuo a bassorilievo bronzeo raffigurante l'Adorazione dell'Agnello.[7]
Chiostro
[modifica | modifica wikitesto]Il chiostro annesso alla cattedrale normanna rappresenta una delle più considerevoli testimonianze artistiche del medioevo siciliano. Si sottolinea l'eccezionale pregio del ciclo di capitelli figurati che sormontano le colonnine binate, uno dei più considerevoli nel panorama dell'arte medievale europea. Di pianta rettangolare, il chiostro è ubicato a ridosso del fianco settentrionale della cattedrale ad una quota più bassa di 3,40 m dal piano del calpestio del transetto. Dell'originaria struttura la corsia est è stata distrutta da un incendio e si sono conservate la corsia nord, di cui si attende la sistemazione, e le corsie sud ed ovest attualmente già sistemate. Tuttavia, in quest'ultimo lato le eleganti archeggiature in muratura sono frutto di un'evidente ricostruzione stilistica degli inizi del novecento. Finito di restaurare nel 2003 dalla Provincia regionale di Palermo, è oggi fruibile ai visitatori.
Mosaici
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Mosaico del presbiterio
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La decorazione musiva, forse prevista per tutto l'interno, fu realizzata solamente nel presbiterio e ricopre attualmente l'abside e circa la metà delle pareti laterali. I mosaici coprono una superficie di oltre 600 m² e furono realizzati entro il 1148 (prima fase) e poi probabilmente tra il 1154 e il 1166.[8] I più antichi sono quelli dell'abside e della crociera e furono iniziati probabilmente nel 1145[5]; per la loro realizzazione, Ruggero II chiamò maestri bizantini, di Costantinopoli, che adattarono ad uno spazio architettonico per loro anomalo, di tradizione nordica, cicli decorativi di matrice orientale.

La figura dominante è quella del Cristo Pantocratore che dall'alto dell'abside mostra i suoi attributi cristologici: sulla destra alzata indice e medio uniti indicano le due nature del Cristo, divina e umana, mentre pollice, mignolo e anulare congiunti indicano il mistero della Trinità; la sinistra regge il Vangelo aperto sulle cui pagine si legge, in greco e latino: «Io sono la luce del mondo, chi segue me non vagherà nelle tenebre ma avrà la luce della vita» (Giovanni 8, 12).
Sotto c'è la Madonna in preghiera, con le mani alzate e i piedi su un cuscino regale, affiancata dai quattro arcangeli Raffaele, Michele, Gabriele e Uriele. Nella terza fascia, ai lati della finestra, sono raffigurati i santi Pietro e Paolo e gli evangelisti Marco, Matteo, Giovanni e Luca. Nella fascia più bassa ci sono gli altri apostoli Filippo, Giacomo, Andrea, Simone, Bartolomeo e Tommaso. Ciascuna figura è accompagnata da una scritta con il nome (titulus) in latino e in greco, che ne permette l'esatta identificazione.[8]
Accompagnano queste figure, tutte su fondo dorato, motivi geometrici o vegetali stilizzati. Anche l'intradosso della finestra e le colonne adiacenti (in alcuni casi solo i loro capitelli) sono coperti da mosaici.
Due iscrizioni completano l'insieme: una di natura più teologica, accanto al Cristo, e un'altra di natura più storica, che ci informa sul committente dei mosaici (re Ruggero II di Sicilia) e sulla loro data (1148).
I mosaici della crociera illustrano cherubini e serafini, mentre quelli delle pareti, che sono storicamente gli ultimi, rappresentano profeti e santi.[8] I mosaici delle pareti furono restaurati con pesanti modifiche intorno al 1860; un restauro generale, con criteri moderni di attenzione alle forme originali, è stato condotto più recentemente, nel 2001.[5] Un ulteriore intervento di restauro conservativo dei mosaici e degli stucchi delle pareti del presbiterio e dell'abside è stato effettuato fra il 2022 ed il 2024.
Mosaico paleobizantino
[modifica | modifica wikitesto]Le esplorazioni condotte nel duomo hanno portato alla luce un lacerto di mosaico bizantino policromo assegnabile al VI secolo: un campo centrale di cui si conservano alcune figure, incorniciato da un motivo di ogive e squame nei colori rosso, bianco e nero e, almeno su un lato, da una fila di quadrati in diagonale con rosetta centrale. Il repertorio decorativo trova confronti in Sicilia. Il mosaico è da porre in relazione con una struttura muraria e con tre sepolture ed era verosimilmente pertinente ad una basilica bizantina, della quale non è però possibile ricostruire la planimetria a causa della presenza delle sovrastanti strutture del duomo. I materiali rinvenuti nei sondaggi attestano una frequentazione nell'area almeno fino all'VIII secolo, epoca in cui Cefalù era già sede episcopale.
Opere conservate
[modifica | modifica wikitesto]Della decorazione pittorica rimangono una figura di Urbano V, della fine del XIV secolo, dipinta su una colonna della navata di sinistra, ed una Madonna in trono del XV secolo nel braccio sinistro del transetto. All'interno il duomo ospita alcuni monumenti funerari, tra cui un sarcofago tardo antico, un altro medievale e il pregevole sepolcro del vescovo Castelli, opera dello scultore Leonardo Pennino (XVIII secolo).
Il fonte battesimale, ricavato da un unico grande blocco di lumachella, è decorato da quattro leoncini scolpiti (XII secolo). È custodita inoltre una statua marmorea di Madonna commissionata alla bottega di Antonello Gagini da Filippo Serio del 1533. Sul basamento è presente la Dormienza di Maria bassorilievo e le effigi del committente e della moglie.
Si conservano ancora due organi dipinti, settecenteschi, che chiudono le navate verso il transetto, e una croce lignea dipinta, opera di Guglielmo da Pesaro (1468 circa).
La cappella del Santissimo Sacramento (protesi) conserva la decorazione a stucco neoclassica, realizzata per tutto l'interno e successivamente asportata altrove. La cappella conserva inoltre un altare d'argento del XVIII secolo, opera di artigiani palermitani.
Il soffitto della navata centrale presenta una decorazione dipinta con busti, animali fantastici e motivi decorativi, opera di maestranze arabe e normanne, e altre di gusto gotico fatte realizzare da Enrico Ventimiglia nel 1243.
Nel Duomo è presente una croce di legno del XV secolo, dipinta a tempera su entrambi i lati, attribuita a Guglielmo Da Pesaro.
Tabulario
[modifica | modifica wikitesto]Il Tabulario della Mensa vescovile di Cefalù è parzialmente conservato presso l'Archivio Storico della Diocesi; 130 pergamene e tre codici (tra cui il famoso Rollus Rubeus) sono custodite presso l'Archivio di Stato di Palermo in seguito all'incameramento avvenuto dopo l'annessione al Regno d'Italia.
Opere documentate
[modifica | modifica wikitesto]- 1638, Angelo custode, dipinto, commissione per il vescovo Pietro Corsetto, opera di Pietro Novelli.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy, su gcatholic.org.
- ^ Pagina 521 - 526, Tommaso Fazello, "Della Storia di Sicilia - Deche Due" Copia archiviata, su books.google.it. URL consultato il 14 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2015)., Volume uno, Palermo, Giuseppe Assenzio - Traduzione in lingua toscana, 1817.
- ^ Regio Decreto 21 novembre 1940, n. 1746 Dichiarazione di monumento nazionale di Chiese cattedrali, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, n. 2, 3 gennaio 1941.
- ^ (EN, FR, ES, AR, RU, NL, JA) Arab-Norman Palermo and the Cathedral Churches of Cefalú and Monreale, su Unesco. URL consultato il 25 aprile 2017.
- ^ a b c d M.Failla, La fabbrica,i mosaici, il chiostro, su Chiesa di Cefalù. URL consultato il 25 aprile 2017 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2017).
- ^ a b Storia, su Cattedrale di Cefalù. URL consultato il 25 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2017).
- ^ Ciminaghi V. (1992), Altare, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 28 settembre 2016.
- ^ a b c I Mosaici, su Cattedrale di Cefalù. URL consultato il 25 aprile 2017.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Maria Giulia Aurigemma, Il cielo stellato di Ruggero II: Il soffitto dipinto della cattedrale di Cefalù, Milano, Silvana Editoriale, 2004, ISBN 88-8215-433-5.
- Vincenzo Consolo e Giuseppe Leone, Cefalù, Palermo, Bruno Leopardi Editore, 1999, ISBN 88-87135-03-7.
- Matteo Collura, Giuseppe Leone e Melo Minnella, Palermo, Palermo, Bruno Leopardi Editore, 1999, ISBN 88-87135-09-6.
- Giovanni Agnello di Ramata, Cefalù, Palermo, Edizioni Flaccovio, 1962.
- Vittorio Noto, Cefalù il Duomo del Re, in G. Bonanno, Cattedrali di Sicilia, M. Grispo Editore, Palermo 2000.
- Vittorio Noto, Architetture medievali normanne e siculo normanne, (FR, IT), Palermo, P. Vittorietti Ed.2012, ISBN 978-88-7231-152-3.
- Enrico Mauceri, Il duomo di Cefalù, in Touring Club Italiano, XXIII, n. 4, 1º aprile 1917. URL consultato il 26 agosto 2022.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]- Cefalù
- Diocesi di Cefalù
- Mosaici bizantini della Sicilia
- Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale
- Cattedrale di Mogadiscio
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni sul Duomo di Cefalù
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul Duomo di Cefalù
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- CENOBIUM - Un progetto per la rappresentazione multimediale dei capitelli di chiostro romanici nell'ambito mediterraneo, su cenobium.isti.cnr.it.
- Giulia Davi, Mosaici, su Itinerari culturali del medioevo siciliano (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2011).
- Articolo di Ezio Albrile sugli elementi orientali nel Duomo di Cefalù http://www.atopon.it/un-bodhisattva-a-cefalu/
- Chiesa della Trasfigurazione del Signore (Cefalù) su BeWeB - Beni ecclesiastici in web
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 154799137 · LCCN (EN) n82165990 · GND (DE) 4241742-9 · J9U (EN, HE) 987007260769705171 |
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