Odeon 24

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Odeon 24
Logo dell'emittente
Logo dell'emittente
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Tipogeneralista
VersioniOdeon 24
(data di lancio: 6 settembre 1987)
Nomi precedentiOdeon TV (1987-2014)
SostituisceEuro TV
Editore
  • Sara (1987-1989)
  • Sasea (1989-1991)
  • RTA (1991-2000)
  • Gruppo Profit (2000-2014)
  • Gruppo Sciscione (dal 2014)

Diffusione
Terrestre

Firenze DvbT2
ODEON 24 (province di Firenze, Pistoia e Prato)
DVB-T - FTA
Canale 111 SD

RL Marche 1
Odeon24 Marche (Marche Marche)
DVB-T - FTA
Canale 86 SD

Telepontina B
ODEON 24 (provincia di Frosinone)
DVB-T - FTA
Canale 178 SD

Telepontina D
ODEON 24 (provincia di Frosinone)
DVB-T - FTA
Canale 178 SD

RL Campania 2
Odeon24 Campania (Campania Campania)
DVB-T - FTA
Canale 118 SD

Studio 3
ODEON 24 (provincia di Vibo Valentia)
DVB-T - FTA
Canale 112 SD

Cominvest
ODEON 24 (province di Messina e Reggio Calabria)
DVB-T - FTA
Canale 112 SD

RL Sardegna 1
ODEON 24 Sardegna (Sardegna Sardegna)
DVB-T - FTA
Canale 18 SD

Odeon 24 è un'emittente televisiva privata italiana a diffusione interregionale oggi gestita dal Gruppo Sciscione.

In passato, con la denominazione Odeon TV, fu una delle syndication televisive italiane più diffuse su tutto il territorio nazionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita e prima gestione[modifica | modifica wikitesto]

Odeon TV nasce come syndication, in seguito allo scioglimento di Euro TV, per iniziativa di Calisto Tanzi, presidente di Parmalat, e Vincenzo Romagnoli, azionista di maggioranza del Gruppo Acqua Marcia, con l'obiettivo di inserirsi nel sistema televisivo italiano, dominato dal duopolio Rai - Fininvest, con un investimento triennale di 250 miliardi di lire[1]. Alla nascita del nuovo circuito televisivo contribuì anche Marco Bassetti, già collaboratore di Rete 4 all'epoca della gestione Mondadori. L'emittente capofila era la milanese Telereporter, e il circuito si fondava su 20 emittenti locali.

Le trasmissioni vengono inaugurate il 6 settembre 1987 alle ore 13:30 con la trasmissione del film La statua. La sera del giorno dopo va in onda un gran galà presentato da Paolo Villaggio e Roberta Termali a Monte Carlo con la presenza di numerosi ospiti internazionali tra cui Joan Collins e Dionne Warwick[2]. Per far competere la rete con i colossi televisivi, la direzione del palinsesto viene affidata a Lillo Tombolini, direttore generale della Titanus e della nuova rete, affiancato da Carlo Vetrugno[3], che costruisce una programmazione generalista con otto ore di trasmissioni nazionali al giorno, lasciando fasce di autonomia alle emittenti locali appartenenti al consorzio.[senza fonte]

Nonostante le ambizioni dell'editore Tanzi, rimasto unico azionista dopo l'uscita del gruppo Acqua Marcia[4], Odeon TV stenta a decollare, perché il fatto di non trasmettere in contemporanea in tutta Italia e di non disporre di un network integrato come quello della Fininvest impedisce alcun consolidamento economico e nel 1989 si registrano 100 miliardi di lire di debiti, gravanti sulle tre società del gruppo Odeon Programmi, Odeon Network e Odeon Pubblicità. La rete avvia una causa legale contro la Fininvest denunciando una serie di illeciti e abusi utilizzati per premere su alcune emittenti dell'ex circuito Euro TV, che era stato assorbito un po' da Odeon TV e un po' da Italia 7, la syndication concorrente (lanciata appena un mese dopo Odeon TV) alla quale la Fininvest garantisce la raccolta pubblicitaria (attraverso la controllata Publitalia '80) e la produzione dei programmi televisivi su essa in onda[5]. La Fininvest cerca di contrapporsi all'eventualità di un successo commerciale di Odeon TV in vari modi: allo scopo acquista più di 1000 film e 73 serie televisive per un totale di 5000 ore di trasmissione, dal distributore Vittorio Balini, accaparrandosi così i diritti di molti titoli di successo[6].

Gestione Sasea e fallimento[modifica | modifica wikitesto]

Dopo alcune vicissitudini, nel 1989 Tanzi cede Odeon TV alla Sasea del finanziere Florio Fiorini che la acquista per 150 miliardi di lire[7]. Poco dopo, nel 1992 la società subentrante va in fallimento[8], tuttavia il prezzo pagato viene giudicato troppo alto dal tribunale di Milano, che accusa Tanzi di concorso in bancarotta della Sasea.[senza fonte]

Gestione TivuItalia-RTA[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 1991 Odeon TV viene acquisita da Angelo Samperi, già titolare della syndication TivuItalia. Con la legge Mammì, che regolamenta momentaneamente il sistema radiotelevisivo italiano, Odeon TV non viene tuttavia inserita nella lista delle emittenti aventi concessione a trasmettere come network su scala nazionale. Nel settembre 1993 nasce il polo RTA (acronimo di Reti Televisive Associate), composto, oltre che da Odeon, da Cinquestelle e TivuItalia, con l'intento di proporre un'alternativa ai colossi televisivi dominanti Rai e Fininvest attraverso l'integrazione nella gestione e nella programmazione dei tre circuiti del nuovo gruppo[9][10]. Il progetto cessa nel 2000.

Gestione Profit[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1º ottobre 2000 è il gruppo Profit di Raimondo Lagostena Bassi, già proprietario di Telecampione, a rilevare il circuito,[11] con Telereporter, capofila della syndication, e TivuItalia, dorsale d'interconnessione nazionale; contemporaneamente egli acquisisce anche la syndication per ragazzi Junior TV[12], che poi viene chiusa ed usata per potenziare Odeon. Dal settembre 2003 Odeon TV inizia a trasmettere anche via satellite su una propria frequenza 24 ore al giorno, con il nome "Odeon Sat", superando per la prima volta i limiti della ripetizione terrestre: nonostante ciò, la rete satellitare non si stacca dal palinsesto della tradizionale syndication, e durante gli orari del collegamento trasmette la programmazione che le emittenti locali ripetono in simultanea; durante le ore in cui le trasmissioni della syndication sono in pausa, la frequenza satellitare - in genere - veniva occupata solo da televendite, rubriche di cartomanzia, del lotto e durante la fascia notturna da servizi telefonici erotici e talvolta senza il logo del circuito in sovrimpressione.[senza fonte]

Nel 2006 diventa direttore di rete Riccardo Pasini, che riesce ad attrarre personaggi noti come Lamberto Sposini, Irene Pivetti e Silvana Giacobini. Sorpassato il modello della syndication, il 1º gennaio 2007 Odeon cambia nome in Odeon 24, una televisione multi-piattaforma attiva 24 ore al giorno, caratterizzata da una forte identità editoriale come televisione generalista d'approfondimento.

Molti programmi dell'emittente sono prodotti interamente dalla stessa Profit, cosa che rende Odeon TV l'unica rete nazionale italiana con oltre il 90% del palinsesto made in Italy e autoprodotto. Tra le produzioni principali, "Venerabile Italia" ideata e condotta da Lucia Leonessi, a cui segue Stelle d'Italia. Suscita grande scalpore la scelta dell'emittente di affidare il programma Venerabile Italia a Licio Gelli, che lo conduce a partire dal 3 novembre 2008[13][14].

Odeon contemporaneamente sbarca anche su Internet con una web TV gratuita, diventando la prima emittente commerciale italiana in chiaro ad aver realizzato programmi utilizzando contenuti user-generated.[senza fonte] Dal gennaio 2008 Sky Italia inserisce Odeon nella sua offerta per un breve periodo. Infine, durante il passaggio dall'analogico al digitale terrestre, la programmazione integrale di Odeon 24 inizia ad essere trasmessa anche sulla televisione terrestre, attraverso un gruppo interregionale di multiplex dalla composizione simile e intestati a Telecampione (emittente di proprietà Profit) e su alcune altre frequenze locali: la copertura si rivela però insufficiente in molte aree.[senza fonte] Sul digitale terrestre, a Odeon viene attribuita la numerazione automatica (LCN) 177, di carattere "interregionale", mantenuta fino al 2022.

Nel 2009 il gruppo Profit entra in crisi: le prospettive dell'editore iniziarono a peggiorare rapidamente a causa del calo degli ascolti e dei ricavi pubblicitari, degli investimenti da sostenere per lo sbarco sul digitale terrestre e delle difficoltà giudiziarie dell'editore Lagostena, arrestato nel 2009 con l'accusa di aver pagato una tangente all'assessore regionale lombardo Piergianni Prosperini. Il gruppo, dal 2009 al 2012, passa da 250 a 97 dipendenti[15]. Nel marzo 2012 Profit, in occasione della cessione dei canali UHF 61-69 agli operatori di telefonia mobile, restituisce al Ministero dello sviluppo economico alcune frequenze del mux Telecampione in cambio di un indennizzo di 22 milioni di euro, ed infine a luglio 2012 il Tribunale di Milano emana una sentenza di fallimento nei confronti della Profit S.p.A., società capofila del gruppo. A settembre il gruppo Profit cede alla cremonese Primarete il ramo d'azienda che comprende il marchio Telereporter Shopping, le relative autorizzazioni e soprattutto l'ambito canale 13 del digitale terrestre in Lombardia; inoltre, la liberazione delle frequenze cedute riducsse in breve tempo la copertura dei mux di Telecampione alle sole Liguria, Toscana, Umbria e provincia di Viterbo. Il gruppo Profit mantiene per sé la proprietà di Telecampione, di Odeon e della pay TV Nitegate, che vanno in affitto su mux locali o di altri editori per rimanere ricevibili in tutta Italia: nel caso di Odeon, si sceglie il mux Retecapri Alpha. Buona parte dei dipendenti rimasti a Profit vanno in cassa integrazione[16][17].

A seguito di questa riduzione delle attività e dell'organico, nel 2013 Odeon 24 diventa principalmente un canale di televendite, tranne che nelle fasce di maggior ascolto, in cui vanno in onda programmi completamente autoprodotti. A partire da marzo 2013 si aggiungono al palinsesto, in orario serale o mattutino, anche dei cartoni animati nel contenitore Contactoons, il quale tuttavia verrà cancellato in meno di un anno. Il 1º giugno 2013 Odeon 24 cessa ufficialmente le trasmissioni via satellite, diventando visibile solo a livello terrestre (e sul satellite di servizio usato per queste ripetizioni)[18].

Dall'aprile 2014 per un breve periodo Odeon 24 varia la grafica, ed il logo a schermo inizia ad alternarsi fra cinque variabili a seconda del tipo del programma trasmesso, ma dall'estate dello stesso anno vengono abbandonati e poi chiusi il sito e la pagina Facebook.[senza fonte]

Gestione Gruppo Sciscione[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2014 Odeon TV passa sotto la gestione del Gruppo Sciscione, che poi da novembre raggiunge la proprietà definitiva dell'emittente, in occasione della chiusura definitiva del gruppo Profit. Contestualmente viene ripristinato per l'emittente il primo storico logo (poi leggermente modificato in Odeon 24), e la programmazione inizia a comporsi di sole televendite e lotto, tranne che in serata quando vanno in onda varie rubriche specialmente di carattere sportivo ed alcune emittenti locali continuano ancora a collegarsi a Odeon[19]. Dal 1º gennaio 2018 Odeon 24 trasmette spesso aggiungendo anche il logo "Nuvola61", ricollegandosi al canale sportivo con LCN 61 precedentemente prodotto da Gold TV. Dal 7 agosto al 9 settembre 2018, ogni martedì e domenica alle 23:00 ed ogni giovedì alle 23:30, va in onda il programma culturale toscano Il Caffè della Versiliana[20].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Odeon 24 è trasmessa prevalentemente come canale autonomo sul digitale terrestre. La syndication, cessata ufficialmente nel 2009, continuava (al 2020) su alcune emittenti locali che ripetevano il segnale di Odeon 24 nella fascia oraria compresa perlopiù fra le 20:00 e le 23:00: fra queste si annoveravano le piemontesi Videonord e Videonovara.

Dopo la riorganizzazione delle frequenze terrestri, iniziata a novembre 2021 e terminata il 30 giugno 2022, Odeon 24 è visibile su diversi multiplex prevalentemente locali con numerazione LCN variabile:

Diffusione in passato sul digitale terrestre (dal 2009 al 2022)[modifica | modifica wikitesto]

Dallo switch-off al digitale terrestre fino al termine della gestione Profit (2014), Odeon 24 era presente all'LCN 177 sui seguenti multiplex:

Dalla dismissione di gran parte dei mux di Telecampione nel novembre 2012, Odeon 24 è stato quasi sempre, a parte il periodo fra marzo 2016 e dicembre 2017, veicolato a livello nazionale dal mux Alpha (Retecapri); a questo si aggiungono, e talvolta sostituiscono, ripetizioni da parte di alcuni mux locali. In particolare, fino al 2022, Odeon 24 è stato ospitato principalmente sui mux:

Emittenti affiliate in syndication (fino al 2009)[21][modifica | modifica wikitesto]

Piemonte e Valle d'Aosta[modifica | modifica wikitesto]

Liguria[modifica | modifica wikitesto]

Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Trentino-Alto Adige[modifica | modifica wikitesto]

Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Toscana[modifica | modifica wikitesto]

Umbria[modifica | modifica wikitesto]

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Marche[modifica | modifica wikitesto]

Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

  • Telemax
  • Telemare
  • Teleabruzzo Regionale

Molise[modifica | modifica wikitesto]

Campania[modifica | modifica wikitesto]

Puglia e Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

Calabria[modifica | modifica wikitesto]

Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Palinsesto[modifica | modifica wikitesto]

Tra i primi successi si annovera Forza Italia, un programma sportivo condotto da Walter Zenga e Roberta Termali. La rete aveva anche un magazzino di film cinematografici con 280 pellicole proposte in prima visione, oltre che un pacchetto di film della Cannon, ereditato da Euro TV, come ad esempio il film Due cuori, una cappella con Renato Pozzetto. Nella gestione originaria grande spazio venne dato a serie animate giapponesi, telenovelas e soap opera statunitensi[22].

Il primo palinsesto della rete prevedeva il programma musicale Jenny 20 21 alle 13,30 con Michael Pergolani, la telenovela argentina Il segreto di Jolanda con Verónica Castro alle 14, il contenitore di cartoni animati Slurp, l'anno dopo ribattezzato Sugar, con Paola Ajmone Rondo, alle 16:30 e due quiz preserali a partire dalle 19,30. Il primo di questi era la riedizione dello storico quiz di Rete 4 M'ama non m'ama, con Sebastiano Somma e Simona Tagli, il secondo La ruota della fortuna, condotto da Augusto Mondelli e acquistato dal network statunitense CBS, già apparso all'interno del quiz di Canale 5 Pentatlon condotto da Mike Bongiorno e in seguito ritrasmesso sulla stessa rete con Bongiorno ancora alla conduzione. La programmazione della rete lasciava grande spazio anche allo sport, dal basket al calcio, con l'esclusiva delle partite del Real Madrid e, in prima serata, allo spettacolo di punta Villaggio Party, condotto da Paolo Villaggio.

Tra i telefilm trasmessi in prima visione televisiva, Biancaneve a Beverly Hills, T. and T., Buona fortuna Schimansky e Captain Power[23]. Venivano proposti anche cartoni animati giapponesi come I Cavalieri dello Zodiaco e telenovelas come Un uomo due donne, Maria e Ti chiedo perdono, che lanciarono per prime in Italia Grecia Colmenares, Señora e la soap opera statunitense Rituals.

Al 1991 il palinsesto si era ridotto di varietà, concentrandosi su film, cartoni animati e un minor numero di telenovele, telefilm e rubriche. La programmazione durava dalle 13:00 a mezzanotte circa, con pause di mezz'ora alle 19 e (dall'autunno 1992) alle 14 per eventuale programmazione regionale.

Dal 1993 la partecipazione a RTA portò numerosi programmi autoprodotti originali, tra cui la rubrica di mode e tendenze Trend. Fra i programmi trasmessi all'epoca (fino al 1999) su Odeon e Cinquestelle si segnalano i rotocalchi Frame (dedicato alla rappresentazione di estetiche e sottoculture contemporanee)[24] e Fantasy (dedicato all'immaginario fantastico e ai giochi di ruolo)[25] a cura di Gianni Cresci, e i programmi di Match Music tra cui Territorio italiano.

Barbara D'Urso nel 1995 presentò in prima serata il talk show sentimentale Per amore - Dove porta il sentimento, Wilma De Angelis, reduce da Telemontecarlo, condusse il magazine culinario Wilma e... contorni e Gianfranco Funari, dopo essere stato cacciato sia dalla Rai che da Fininvest, trovò spazio sulla syndication per proporre i programmi Senza bavaglio, L'edicola di Funari e Funari live, divenendo per molti anni uno dei volti principali del circuito. La seconda serata offriva un ciclo di B-movies dal titolo I bruttissimi di Odeon, sorta di parodia de I bellissimi di Retequattro.

Negli anni 2000 Tina Lagostena Bassi condusse la rubrica Tinamite!. Nel 2004 Odeon TV trasmise il Controfestival di Mantova, organizzato e condotto da Nando dalla Chiesa in contrapposizione al Festival di Sanremo, che fu seguito da 200.000 telespettatori. Luciano Rispoli presentò Tappeto volante, in diretta in prima serata; Vittorio Sgarbi e alcuni giornalisti come Vittorio Feltri e Gianfranco Funari tennero sul canale rubriche come Extra Omnes e Virus. Nunzia Palermo dal 2000 al 2004 ha presentato, ogni domenica pomeriggio dalle 14:20 alle 16:45, il programma Si balla, programma in cui persone comuni (il pubblico) andavano in studio e ballavano con le orchestre. Tra gli altri programmi dell'emittente sotto la gestione Profit ci furono Rebus, questioni di conoscenza, curata e condotta da Maurizio Decollanz, Basta un poco di zucchero, nelle prime ore del mattino, Iride, il colore dei fatti e Sessolosapessi, intime rivelazioni, format originali della OdeonFactory.

Annunciatrici[modifica | modifica wikitesto]

Anche Odeon TV ebbe le sue signorine buonasera: quella più ricordata è Paola Rota, passata in seguito a Telemontecarlo; la prima, nell'inverno 1987/88, fu Didi Leoni, poi diventata giornalista del TG5; infine Roberta Ghinazzi Modigliani, che prima di essere annunciatrice del circuito era stata una delle ragazze di Non è la Rai.

Programmi in onda[modifica | modifica wikitesto]

Cartoni animati[modifica | modifica wikitesto]

Telefilm e sitcom[modifica | modifica wikitesto]

Telenovelas e soap opera[modifica | modifica wikitesto]

Ascolti[modifica | modifica wikitesto]

Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre
2011 0,02% 0,03% 0,03% 0,03% 0,04% 0,04% 0,01% 0,00% 0,01% 0,01% 0,01% 0,00%
2012 0,00% 0,00% 0,01% 0,01% 0,01% 0,01% 0,01% 0,01% 0,01% 0,01% 0,01% 0,00%
2013

*Giorno medio mensile su target individui 4+.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Silvia Garambois, Odeon, così nasce una tv (PDF), in l'Unità, 6 settembre 1987, p. 14.
  2. ^ Daniela Brancati, ODEON SI È ACCESA, in la Repubblica, 8 settembre 1987. URL consultato il 22 aprile 2021 (archiviato il 25 aprile 2021).
  3. ^ MEDIASET, CAMBIANO I VERTICI - la Repubblica.it, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 27 agosto 2020 (archiviato il 9 dicembre 2020).
  4. ^ Daniela Brancati, ODEON TV, È TANZI IL PADRONE UNICO, in la Repubblica, 24 ottobre 1987.
  5. ^ ODEON TV ITALIA 7 GUERRA DI SPOT, in la Repubblica, 16 marzo 1988. URL consultato il 16 aprile 2021 (archiviato il 17 aprile 2021).
  6. ^ Berlusconi ha comprato mille film per sottrarli alla neonemica Eurotv, in La Stampa, 23 maggio 1987, p. 19.
  7. ^ FIORINI E PARRETTI COMPRANO ODEON TV PER 30 MILIARDI, in la Repubblica, 26 settembre 1989.
  8. ^ Gianfranco Modolo, Frana la Sasea di Florio Fiorini il concordato è l'ultima spiaggia, in la Repubblica, 11 giugno 1992. URL consultato il 19 ottobre 2020 (archiviato il 20 ottobre 2020).
  9. ^ È nato RTA nuovo circuito con Odeon e Cinquestelle, in la Repubblica, 29 luglio 1993. URL consultato il 17 ottobre 2020 (archiviato il 18 ottobre 2020).
  10. ^ Mariella Tanzarella, Odeon&C: Ecco il terzo polo, in la Repubblica, 2 febbraio 1994. URL consultato il 9 luglio 2016 (archiviato il 16 settembre 2016).
  11. ^ Confindustria cambia pelle, Monti invoca le privatizzazioni, in La Stampa, 16 ottobre 2000.
  12. ^ La tv del sommerso, Aldo Grasso pag. 50
  13. ^ Licio Gelli: «Io in tv? C'è di peggio» Su Odeon con «Venerabile Italia» - Corriere della Sera, su corriere.it. URL consultato il 25 maggio 2011 (archiviato il 18 ottobre 2011).
  14. ^ Licio Gelli su Odeon, è polemica - Politica - Excite Italia, su politica.excite.it. URL consultato il 25 maggio 2011 (archiviato il 29 maggio 2018).
  15. ^ Metodo Odeon Tv: incassare gli incentivi dallo Stato e chiudere, in Il Fatto Quotidiano, 25 ottobre 2012. URL consultato il 15 febbraio 2018 (archiviato il 16 febbraio 2018).
  16. ^ Tv. Crisi per il gruppo Profit e oscuro anche il futuro dei lavoratori delle società proprietarie delle emittenti Odeon Tv, Telereporter e Telecampione, in Newslinet, 28 settembre 2012. URL consultato il 5 agosto 2018 (archiviato il 5 agosto 2018).
  17. ^ Tv locali. Il gruppo Profit tenta di arginare la crisi tra importanti rottamazioni frequenziali, cessione di emittenti e immobili e chiusura di tv | NL Newslinet.it, su www.newslinet.it. URL consultato il 5 agosto 2018 (archiviato il 5 agosto 2018).
  18. ^ KingOfSat - Storia delle news, su it.kingofsat.net. URL consultato il 19 maggio 2016.
  19. ^ L'odierna ritrasmissione di Videonovara. URL consultato il 6 luglio 2019 (archiviato il 17 aprile 2019).
  20. ^ Roberto Salotti, Il Caffè della Versiliana sbarca anche in tv, in Lucca in Diretta. URL consultato il 3 agosto 2018 (archiviato il 2 agosto 2018).
  21. ^ Scheda su "Storiaradiotv.it", su storiaradiotv.it. URL consultato il 21 dicembre 2015 (archiviato l'8 febbraio 2016).
  22. ^ Daniela Brancati, Anna Bandettini, WALTER ZENGA SPORT E SPETTACOLO PER LA ODEON TV, in la Repubblica, 30 luglio 1987 (archiviato il 17 aprile 2021).
  23. ^ Mariella Tanzarella, ECCO I NUOVI ACQUISTI DI ODEON TV, in la Repubblica, 4 novembre 1987 (archiviato il 21 agosto 2016).
  24. ^ Frame. Programma televisivo., su www.frame-tv.com. URL consultato il 13 maggio 2021 (archiviato il 15 maggio 2021).
  25. ^ Fantasy – Nel Cuore del Fantastico, su fanta-tv.com. URL consultato il 13 maggio 2021 (archiviato il 13 maggio 2021).
  26. ^ a b Palinsesto di Odeon tv di Domenica 2 Ottobre 1988 - YouTube, su youtube.com. URL consultato il 18 maggio 2020 (archiviato il 29 novembre 2020).
  27. ^ a b c d e f Palinsesto Odeon TV Sabato 10 Settembre 1988 - YouTube, su youtube.com. URL consultato il 18 maggio 2020 (archiviato il 29 novembre 2020).
  28. ^ Odeon Tv Showreel Promo programmi stagione 1988 - YouTube, su youtube.com. URL consultato il 18 maggio 2020 (archiviato il 29 settembre 2020).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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