Luciano Rispoli

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Luciano Rispoli

Luciano Rispoli (Reggio Calabria, 12 luglio 1932Roma, 26 ottobre 2016) è stato un conduttore televisivo, autore televisivo, conduttore radiofonico e giornalista italiano, oltre che ex direttore del Dipartimento Scuola Educazione della RAI (1977-1987).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lascia la sua città d'origine ancora adolescente e si trasferisce a Roma. A 22 anni entra alla RAI (1954), in seguito a un concorso per radiocronisti. Inizia una carriera che lo porterà a diventare uno dei volti più popolari della televisione italiana. Come dirigente, responsabile del settore Rivista e varietà, ha ideato popolari programmi radiofonici come Bandiera gialla (1965-1970); La corrida (1968-1979) e Chiamate Roma 3131 (1969-1974) [1]. Inoltre fu direttore di Rai Educational per dieci anni e assistente del vicedirettore generale Emmanuele Milano.

Nel corso della carriera ha scoperto e lanciato personaggi di primo piano, tra i quali Maurizio Costanzo (che fece esordire in radio come autore nel 1963), Gianni Boncompagni, Paolo Villaggio, Raffaella Carrà, Paolo Limiti, Rita Forte, Melba Ruffo e Michela Rocco di Torrepadula.

Si è sposato con Teresa Betto il 9 luglio 1962 nella chiesa di San Giovanni Rotondo. Le nozze sono state celebrate da Padre Pio, di cui la madre era devota.

Il 26 ottobre 2016, Mariano Sabatini, a lungo collaboratore di Rispoli, ha annunciato la morte del conduttore, avvenuta nella sua casa a Casal Palocco all'età di 84 anni, dopo una lunga malattia.[2]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Trasmissioni alla radio[modifica | modifica wikitesto]

Per la radio partecipa alle Radiosquadre, conduce il Buttafuori e partecipa all'ideazione della trasmissione cult Bandiera gialla (di cui inventa il titolo), Chiamate Roma 3131 e della trasmissione di Corrado La corrida[3]. In qualità di responsabile del settore varietà fa esordire personaggi del calibro di Maurizio Costanzo per i testi di Canzoni e nuvole di Nunzio Filogamo, Raffaella Carrà (Raffaella col microfono a tracolla), Paolo Villaggio a cui affida il primo programma dal titolo Il sabato del Villaggio, Paolo Limiti. In un'intervista ha indicato Mariano Sabatini come suo erede naturale[4].

Negli anni novanta, Rispoli conduce su Radiodue i quiz Impara l'arte (intorno al 1992) e Il signor Bonalettura, mentre è già legato all'emittente Tmc per la Tv.

Trasmissioni nella televisione pubblica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974, in piena austerity e nei lunghi pomeriggi domenicali costretti in casa, Rispoli propone Parliamo tanto di loro, programma dedicato ai bambini visti dagli occhi dei genitori e degli educatori e, nel 1975, L'ospite delle due a cui partecipa, tra gli altri, Ingrid Bergman. Lo storico della televisione Michele Sorice lo definisce il primo talk show della TV italiana, in quanto è antecedente a Bontà loro di Maurizio Costanzo.

Per Rai 1 e Rai 2 è stato inoltre ideatore e conduttore di: Pomeridiana, Il gioco dei mestieri, Intervista con la scienza, Pranzo in TV, La grande corsa e Una grande occasione. Dal 1985 al 1988 ha ideato e condotto Parola mia, il suo programma di maggior successo, accanto ad Anna Carlucci. Famoso gioco incentrato sulla lingua italiana con la partecipazione (in qualità di arbitro) del linguista Gian Luigi Beccaria, è andato in onda nella fascia preserale di Rai Uno per tre stagioni. Infine La rete, che sulla seconda rete recuperava il meglio della programmazione settimanale e lo riproponeva tra collegamenti, giochi col pubblico a casa, interviste con ospiti famosi, esibizioni e rubriche in studio, tenute tra gli altri da Gaspare Barbiellini Amidei e Gabriele La Porta.

Tra il 1977 e il 1987 dirige il Dipartimento Scuola Educazione (noto anche con l'acronimo DSE), oggi rinominato in Rai Cultura. In questi anni commissiona la canzone Virgola a Bruno Lauzi, chiedendo al cantautore genovese un testo orecchiabile per la TV e i ragazzi ma anche con una morale.

Nel 2002 il conduttore propone su Rai Uno il talk Casa Rispoli, interviste nel salotto della sua villa. Nel 2002-2003 lancia su Rai Tre una nuova edizione quotidiana di Parola mia, voluta da Giovanni Minoli, settanta puntate all'ora di pranzo.

Nel 2009 è tra gli opinionisti de L'Italia sul 2, condotto da Milo Infante e Lorena Bianchetti su Rai 2.

Il 18 giugno 2010 Adriana Pannitteri del TG1 dedica la sua Intervista al conduttore. Il 19 gennaio 2011 appare nello show di Rai 1 Bontà loro e il conduttore, Maurizio Costanzo, lo definisce un "padre della TV".

Trasmissioni nelle emittenti private[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 lascia la RAI per Telemontecarlo, dove conduce il gioco-spettacolo Ho fatto 13!!!, accompagnato da un gruppo di comici, il varietà rievocativo delle canzoni di Sanremo La più bella sei tu (tre fortunate edizioni), fino a quando non inventa e conduce il longevo Tappeto volante, talk show quotidiano del pomeriggio, affiancato da Melba Ruffo (e poi anche della seconda serata col titolo Le mille e una notte del Tappeto volante) cui partecipano personaggi illustri italiani e non solo, dall'anno 1993 al 2000 sulla rete monegasca; poi su Odeon, Rai Sat e infine su Canale Italia (e in contemporanea su Sky can.883).

Nell'estate 2008 Antonio Ricci lo vuole presidente della giuria di giornalisti a Veline, su Canale 5.

Dal 6 marzo 2010 approda sull'emittente Roma Uno, visibile gratuitamente sul digitale terrestre nel Lazio e sul satellite, con una serie di interviste di un'ora ai protagonisti dello spettacolo, della politica e della cultura. L'esperienza si conclude dopo tre mesi[5].

Carta stampata[modifica | modifica wikitesto]

Ha scritto e curato rubriche su quotidiani e periodici quali La Domenica del Corriere, La Voce Repubblicana,TV Sorrisi e Canzoni, il Radiocorriere TV, FilmTv, L'Indipendente, Eva Express, La Nazione e Il Resto del Carlino. Dal dicembre 2009 collabora come editorialista al quotidiano Metro diretto da Giampaolo Roidi.

Nel luglio 2012, in occasione dei suoi 80 anni, il settimanale Vanity Fair gli dedica una lunga intervista-ritratto.[6]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli imitatori più famosi di Rispoli ci sono Fabio Fazio, Neri Marcorè, Pierluigi Oddi, Mario Zamma del Bagaglino e Max Tortora, che propone un riuscitissimo Rispoli sempre arrabbiato e "parolacciaro"; in Sì, proprio io ed. Einaudi il comico romano parla di come nacque la sua passione per Rispoli e per il Tappeto volante. Stefano Disegni ha dedicato al conduttore una esilarante strip di Telescherno. Rispoli è stato il primo testimonial dell'Euro, al momento dell'introduzione, in una serie di spot pubblicitari istituzionali[7].

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Programmi radiofonici[modifica | modifica wikitesto]

Conduttore[modifica | modifica wikitesto]

Autore[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Parola mia, 1986
  • Andrea ragazzo tv, 1987
  • A pranzo con..., 1987
  • Impara l'arte: manuale di tuttologia pratica (con S. Paolini), 1992

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Addio a Luciano Rispoli, intrattenitore cortese, corriere.it. URL consultato il 28 novembre 2016.
  2. ^ Silvia Fumarola, E' morto Luciano Rispoli, signore della televisione educata, in Spettacoli - La Repubblica, 27 ottobre 2016. URL consultato il 27 ottobre 2016.
  3. ^ Addio a Luciano Rispoli, l’intrattenitore cortese, articolo di Renato Franco, Corriere della Sera
  4. ^ Senza Titolo - Gazzetta di Modena
  5. ^ Renzo Arbore su Romauno con Rispoli, lancio AdnKronos
  6. ^ Luciano Rispoli: «La vecchiaia fa schifo»
  7. ^ lancio adn Kronos

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN28536557 · ISNI: (EN0000 0000 2860 4667 · SBN: IT\ICCU\SBNV\017504 · LCCN: (ENn85378559 · GND: (DE136716962