Soverato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo torrente, vedi Soverato (torrente).
Soverato
comune
Soverato – Stemma Soverato – Bandiera
Soverato – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Amministrazione
Sindaco Alecci Ernesto dal 01/06/2015
Territorio
Coordinate 38°41′N 16°33′E / 38.683333°N 16.55°E38.683333; 16.55 (Soverato)Coordinate: 38°41′N 16°33′E / 38.683333°N 16.55°E38.683333; 16.55 (Soverato)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 7,79 km²
Abitanti 9 113[1] (31-12-2014)
Densità 1 169,83 ab./km²
Frazioni Turrati, Panoramica
Comuni confinanti Montepaone, Petrizzi, Satriano
Altre informazioni
Cod. postale 88068
Prefisso 0967
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 079137
Cod. catastale I872
Targa CZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti soveratesi ("Suvaratàni" in calabrese)
Patrono Maria SS. Addolorata, San Giovanni Bosco (Compatrono)
Giorno festivo 15 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Soverato
Soverato
Posizione del comune di Soverato all'interno della provincia di Catanzaro
Posizione del comune di Soverato all'interno della provincia di Catanzaro
Sito istituzionale
Lungomare di Soverato

Soverato (Suvaràtu in calabrese[2]) è un comune italiano di 9.113 abitanti[3] della provincia di Catanzaro in Calabria.

È situato nella parte sud del golfo di Squillace, distante circa 30 km dal capoluogo di regione. Rappresenta il polo turistico più importante sulla costa jonica e proprio per la sua bellezza è definita "La perla dello Jonio".

Nel 2015 Soverato si è aggiudicata la Bandiera blu delle Spiagge, l'autorevole riconoscimento europeo assegnato dalla FEE.[4]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

L'area archeologica di Soverato Vecchia

Soverato, incastonata come una perla, nel Golfo di Squillace sorge su una pendice collinare tra le valli dell'antico Caecinus, odierno Ancinale, e quelle del torrente Beltrame.

Soverato è variamente distribuita nel territorio, è possibile distinguere tre zone contingenti, la prima sulla costa, la seconda, poco distante e leggermente distaccata dalla prima, in bassa collina e la terza, alla stessa altezza della seconda, rappresenta quel che rimane della vecchia Soverato (Soverato Vecchia). La popolazione è prevalentemente accentrata nella parte bassa della cittadina. L'area collinare abitata di Soverato prende il nome di Soverato Superiore.

Storia[5][6][modifica | modifica wikitesto]

Periodo Siculo[modifica | modifica wikitesto]

Grazie al ritrovamento di piccole grotticelle in località San Nicola, che grazie a vari studi sono state riconosciute come grotte funerarie del periodo Siculo, si può dire che Soverato ha avuto origine molto antica.

Periodo Greco-Romano[modifica | modifica wikitesto]

Con l'arrivo dei coloni Greci sulla costa ionica, Soverato passò sotto il dominio di Skylletion, e secondo la tradizione locale il centro abitato che si andò a formare prese il nome di Poliporto. Nel periodo romano, sembra che nella marina di Soverato ci fosse un porto, ma non tutti gli studiosi sono concordi su questo punto. Comunque, sulla spiaggia in località San Nicola, sono stati ritrovati resti di basamenti di magazzini, che vengono alla luce in occasione di mareggiate. Si tratta probabilmente di depositi di olio e di cereali nell'epoca romana. Nello stesso posto, poi, furono rinvenuti i resti di un grosso dolium (recipiente in cui gli antichi conservavano il vino, il grano, o altri prodotti di uso quotidiano) e di alcune monete romane.

Nascita di "Suberati" e dominio Normanno[modifica | modifica wikitesto]

La nascita dell'Antica "Suberatum" sul colle vicino l'attuale Soverato Superiore, risale forse al X secolo, ma si pensa che tutto avvenne nel secolo successivo, quando iniziarono le incursioni saracene e quindi il popolo aveva bisogno di un luogo protetto lontano dalla costa per vivere. Un antico manoscritto del 1096 segnala la presenza di un mulino "...In territorio Suberati"[7]. È probabile che il nuovo villaggio sia stato fondato sulle rovine di un antico Castrum romano, secondo il racconto di un manoscritto tratto dall'Archivio Marincola e datato 1570: "Sito de detta terra sta posta e edificata sopra uno monte a fronte lo levante e circundata tutta de fabrica è torre à torno dentro la qual terra vè la sua Chiesa Maggiore intitolata Santa Maria della Sanità, da ponente detta terra e circundata dal fiume nominato Vetrano [Beltrame] dentro la qual terra nel prio eminente loco cioè il sito dove era primo il castello nello quale se vedano molti fabrichi Antique et difatte dette fabrice son della corte de sua Jurisditione..."[8].

Agli inizi del secolo XI i Normanni instaurarono le Contee Feudali. Soverato appartenne forse al feudo di Squillace, assegnata prima a Guglielmo e poi a Ruggiero il Normanno: era infatti l'unica "Universitas" della zona, cioè un Comune con personalità giuridica e autonomia amministrativa, mentre gli altri centri erano casali; tra questi, anche Petrizzi e Argusto appartenevano alla sua giurisdizione.[9]

Periodo Svevo[modifica | modifica wikitesto]

Durante questo dominio, iniziato verso il 1194, si hanno notizie più dettagliate sui vari feudatari di Soverato; nel 1213 infatti, il paese fu ceduto in feudo a Ferdinando Passalacqua, capostipite di una famiglia che regnò fino all'avvento degli Angioni (1266).

Periodo Angioino[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1271 Soverato passò dalla famiglia Passalacqua ai De Monfort, feudatari anche della vicina Squillace; negli anni a seguire si verificò un vorticoso avvicendarsi di vari feudatari, legati ora agli Angioini ora agli Aragonesi. Verso la fine del 1200, ai De Monfort subentrò Giacomo Castrocucco; dopo un breve periodo sotto l'egida della Baronia di Mileto, nel 1317 il paese appartenne al casato dei Marzano; nel 1436 questi lo concessero alla famiglia Passalacqua, che dopo oltre due secoli ne riotteneva il possesso.

Periodo Aragonese[modifica | modifica wikitesto]

Il 1443 segnò l'avvento del dominio Aragonese; per alcuni anni Soverato, come molti centri calabresi, fu Comune demaniale. Nel 1483 passò a Federico d'Aragona. A partire da questa data si hanno notizie abbastanza precise circa l'ampiezza della popolazione, numerata per fuochi, ovvero per nuclei familiari.

Soverato ai Borgia (XV-XVI Sec.)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1494 Soverato fu donata in dote dal padre Alfonso II, nuovo re di Napoli, alla figlia Sancia d'Aragona, andata in sposa a Goffredo Borgia; a quel tempo il paese faceva parte del Principato di Squillace. I Borgia lo mantennero fino al 1517.

Attorno al 1510 Padre Francesco Marini da Zumpano fondò il Monastero della Pietà (oggi territorio di Petrizzi), che divenne centro della riforma Agostiniana propugnata dallo stesso Marini. A lui si deve anche la presenza della Deposizione marmorea, detta Pietà, scolpita a Palermo nel 1521 da Antonello Gagini, oggi conservata nella Chiesa matrice della città.

XVI Secolo e le Incursioni Turche[modifica | modifica wikitesto]

Intorno alla seconda metà del 1500, per porre rimedio alle frequenti incursioni saracene, Carlo V, re di Napoli, ordinò la costruzione di torre costiere a protezione dei centri abitati; tre di queste erano situate nel territorio di Soverato: la Finibus Terrae a Montauro, la Santa Maria di Poliporto, più nota come torre di Galilea o Torre di Carlo V, sullo sperone di Spina Santa (l'attuale Panoramica di Soverato), e la torre Ravaschiera, nel territorio di Satriano. Durante questo secolo Soverato era arrivata alla sua massima espansione territoriale: il territorio infatti si estendeva dalla foce del fiume Vetrano (Beltrame) a quella del fiume Ancinale, e comprendeva anche l'entroterra, fino a Gagliato, Argusto, Petrizzi, Montepaone e Olivadi, per poi riscendere lungo l'Ancinale passando per il biivio di Turrati. Inoltre in poco più di un secolo, dal 1447 al 1561, il borgo aveva segnato un costante incremento della popolazione: dai 425 abitanti del 1447, il paese ne registrò 450 nel 1545 e 575 nel 1561. Ebbe fama il dotto predicatore Fra' Giacomo da Soverato, monaco Cappuccino, che fu padre provinciale e "diffinitore generale" dell'Ordine. Morì a Napoli nel 1594.[10]

1594: Il saccheggio di Bascià Cicala[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 settembre 1594 Scipione Cicala, pirata Turco di origini Siciliane, arrivò con novanta galere, risalì il fiume fin sotto le mura del paese e lo attacco spietatamente bruciando case, uccidendo abitanti e depredando beni. Durante il trasporto dei beni sulle navi una grossa campana d'oro, probabilmente della chiesa matrice del paese, cadde nel fiume e non fu mai ritrovata.

Dal 1600 al 1783[modifica | modifica wikitesto]

Dopo oltre un secolo di possesso ininterrotto, i Borgia cedettero il feudo di Soverato; così, dai primi del 1600 e per circa un trentennio il paese passò nelle mani di vari feudatari. Nel 1607 Soverato appartenne agli Scoglio, un'agiata famiglia di mercanti che risiedevano a Catanzaro; nel 1610 per la prima volta il feudo passò ai Marincola, di origine Aragonese, che nel 1625 lo cedettero ai Loffredo; nel 1629 il paese fu dato alla famiglia Falco; i Marincola lo riacquistarono nel 1634, e lo mantennero fino al XIX Secolo.

Questo periodo fu segnato da una serie di forti terremoti, tra i quali quelli del 1627 e dell'28 marzo e 8 giugno 1638, e soprattutto quello del 1659, che misero a dura prova la sopravvivenza del piccolo villaggio provocando una diminuzione costante del numero di abitanti: 510 nel 1635, 315 nel 1648, 195 nel 1669 e appena 110 nel 1679, che rappresenta il minimo storico nella vita di Soverato. Tuttavia, il villaggio ebbe una pronta ripresa demografica, e in poco più di un decennio, dal 1679 al 1691, raggiunse le 300 unità che mantenne fino al 1783.

È giunta a noi anche una piccola descrizione dell'antica Suberatum data 1691 di Giovanni Fiore da Cropani, frate Cappuccino: "Io lo credei d'antica origine, perchè così me ne porgono la conghiettura, la positura del sito e la qualità delle mura. E se ne volessimo prestar credenza ad uno scritto à penna, egli è il sopravanzo d'un antichissima Città, già posta sul lido, e poi rovinata da' Barbari ne' secoli della grazia. E vie più n'è la credenza, dalli molti Villaggi, i quali racchiudeva in quei tempi sotto al suo dominio." [11]

Il terremoto del 1783[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 marzo del 1783 un violento terremoto scosse l'intera Calabria, sin dalla notte violente scosse che a volte durarono anche più di due minuti[12] rasero al suolo interi paesi, tra cui Soverato. Un documento dell'epoca riporta: "Case distrutte 25 - Danneggiate le mura, il palazzo baronale e la torre"[13]. Un altro manoscritto attesta che erano..: "... anco offese le mura della Terra, e con essa la Torre della medesima, il palazzo baronale intraperto"[13]; inoltre andarono persi molti manoscritti preziosi[8]

I danni furono stimati in Ducati altissimi perciò agli abitanti di Soverato convenne rifondare nuovamente il paese piuttosto che recuperare la somma per ricostruire le case distrutte dal terremoto. Nonostante i gravissimi danni materiali, Suberatum subì solo una perdita umana su 303 abitanti[12]

Dal terremoto fino a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Finita la costruzione del nuovo paese Soverato continuò ad espandersi ritornando anche sulla costa dove già nel XVIII secolo esisteva una piccola comunità di pescatori. Quest'area abitata dai pescatori, l'attuale Soverato Marina, risultava nei libri parrocchiali già dal '600 come Santa Maria di "Poliporto" o "Paleporto".[14]

Lo sviluppo di Soverato avvenne dal 1875 in poi quando venne costruita la ferrovia della linea Taranto-Reggio Calabria e gli amministratori dell'epoca decisero di trasferire, nel 1881, la sede municipale da Soverato (Superiore) alla Marina. Fino a metà del XX secolo Soverato vide lo sviluppo di varie attività commerciali e piccole industrie nonché la nascita di campeggi e hotel, e quindi un incremento turistico, che le valse il nome di "Perla dello Ionio"

È stata dichiarata città dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone nel 1974. La notte tra il 9 e il 10 settembre del 2000, una disastrosa alluvione[15] colpì la parte nord di Soverato, facendo straripare il torrente Beltrame, distruggendo il Camping "Le Giare" e provocando 12 morti e 1 disperso.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • La leggendaria Torre di Carlo V o Turrazzo, è una torre di avvistamento eretta tra la fine del secolo XVI e i primi del seguente, per la difesa del Regno contro le invasioni dei Turchi. Si erge solitaria affacciata sul Mar Jonio, su di uno sperone a nord di Soverato, seppure ormai assediata da agglomerati urbani. È probabilmente una delle 339 Torri costiere del Regno di Napoli edificate lungo le coste del Mezzogiorno; oggi parecchie scomparse, altre semi-distrutte. Inoltre è di importanza storica poiché è una delle pochissime torri quadrate e non ovali rimaste intatte.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Pietà di Antonello Gagini

Siti Archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Il sito archeologico di "Soverato Vecchia": il vecchio centro cittadino distrutto dal terremoto del 1783.
  • le Rovine di Poliporto: rovine presumibilmente di un porto di età greco-romana in località "San Nicola".
  • Le tombe Sicule.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai caduti di I e II Guerra Mondiale, in Soverato Superiore
  • Monumento ai caduti della Folgore, via Trento e Trieste nella Marina

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Carnevale di Soverato.
  • Riti legati alla settimana santa, in particolare la presa di Cristo all'orto,a Cumprunta a Soverato Superiore e il Martedì di Galilea.
  • Fiera della Galilea, storica fiera - lunedì e martedì dopo Pasqua.
  • Fiera di S. Anna, alla fine del mese di luglio.
  • Festa di Maria SS di Porto Salvo, protettrice dei marinai soveratesi - 2ª domenica di agosto.
  • Festa patronale Maria SS Addolorata a Soverato Superiore - 3ª domenica di settembre.
  • Sagra delle Melanzane in Soverato Superiore - 3ª domenica di settembre

Persone legate a Soverato[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonino Calabretta, sindaco di Soverato per decenni. A lui è intitolato l'Istituto Tecnico Commerciale della città
  • Filippo Caminiti, sindaco di Soverato e senatore della Repubblica per la legislatura 1948-53
  • Gigi Peronace è stato un calciatore, dirigente sportivo e talent scout italiano
  • Vincenzo Guarna, scrittore e studioso di Montale. Per decenni professore di lettere e quindi preside nelle scuole superiori di Soverato
  • Elisabetta Gregoraci, showgirl e moglie di Flavio Briatore
  • Francesco Scorsa, allenatore e calciatore
  • Guido Daniele, artista multimediale e body painter

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo rappresenta la principale fonte economica per Soverato. Durante il periodo estivo, la popolazione aumenta notevolmente, si registra la presenza di un elevato numero di turisti concentrati soprattutto nel mese di agosto, per frequentare il famoso lungomare di Soverato, località intrisa di strutture turistiche. Sono presenti inoltre diverse scuole secondarie superiori, frequentate da molti studenti del comprensorio, che si spostano durante l'anno nella cittadina jonica per completare gli studi dopo il conseguimento della licenza media. Soverato è famosa in oltre per la pesca dei giovani esemplari di tonno alletterato dalla spiaggia, insidiabili con potenti canne da surf casting, galleggiante piombato ed esca artificiale oppure mediante la tecnica dello spinning, praticato con metal jig, rotanti o piccoli minnow. Dal 2009, con decreto regionale, è stato istituito il parco marino "baia di Soverato" per l'abbondante presenza di cavallucci marini. Soverato è dotata di un moderno teatro comunale, di un acquario mediterraneo e di un giardino botanico.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Si racconta di una la leggenda, quella della campana d'oro: in occasione dell'incursione turca del 1594, i turchi rubarono una campana d'oro, poi caduta nel letto del Beltrame mentre cercavano di trasportarla sulla nave. La leggenda narra che, ogni notte di Natale, si odono i rintocchi di questa campana in quella zona.[18]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La località è servita dall'omonima stazione ferroviaria, inaugurata nel 1875, posta sulla linea Metaponto-Reggio di Calabria. L'unico collegamento ferroviario extra-regionale è rappresentato dall'InterCity 562/559 che collega Reggio Calabria con Taranto.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • Le squadre di calcio di Soverato sono: l'A.S.D. Soverato Virtus 2001, fondata nel 2001 e l'A.S.D. US Soverato, militante nel campionato di Seconda Categoria e la ASDSC Soverato Davoli nata nel 2015 dalla fusione tra le squadre delle due città di Soverato e Davoli che militerà nel campionato di Promozione Calabria 2015-2016
  • Per il Calcio a 5 ha sede nel Comune l'A.S.D. Futura Energia Soverato Calcio a 5, fondata il 31 ottobre 2014 e militante nel Campionato di C1.
  • Nella pallacanestro è presente la società Nuovo Basket Soverato, che milita in serie D.
  • Ha sede nella località la Volley Soverato, società pallavolistica femminile che milita nel campionato di Serie A2.

Note e Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 633.
  3. ^ Dato Istat al 31/12/2012
  4. ^ Spiagge a misura di bambino, 12 bandiere verdi in Calabria, www.ilcirotano.it. URL consultato il 13-04-2015.
  5. ^ Soverato: Origini e Storia, soveratoweb.it.
  6. ^ Repice Lentini M., Soverato Vecchia: La riconquista di una terra conosciuta, Soveria Mannelli, Calabria Letteraria, 2006.
  7. ^ Tromby, 2° App. XI, 75, Ms. IV, 457, Archivio Certosa di Serra San Bruno.
  8. ^ a b Archivio Marincola; Caminiti D., Soverato nei secoli, Catanzaro, 1982
  9. ^ Nisticò U., Suberatum, Davoli, 1998.
  10. ^ Nisticò Ulderico, Fra Giacomo da Soverato, soveratoweb.it.
  11. ^ Fiore G., Calabria Illustrata, a cura di Ulderico Nisticò, Rubettino, Soveria Mannelli, 1999, Tomo I, pag.394
  12. ^ a b Vivenzio G., Istoria dè tremuoti avvenuti nella Provincia di Calabria Ulteriore, Napoli, 1788.
  13. ^ a b Repice Lentini M., Soverato Vecchia: La riconquista di una terra conosciuta, Soveria Mannelli, Calabria Letteraria, 2006, p. 24, ISBN 88-7574-091-7.
  14. ^ Pascolo G., Antiche e Pregevoli Opere d'Arte a Soverato, Davoli, SUDGRAFICA, 1985, p. 21.
  15. ^ 2000-Alluvione a Soverato, vigilfuoco.it.
  16. ^ Pietà di Antonello Gagini, panoramio.com.
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Repice Lentini M., Soverato Vecchia: La riconquista di una terra conosciuta, Soveria Mannelli, Calabria Letteraria, 2006, p. 182.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN240523727 · GND: (DE4440983-7
Calabria Portale Calabria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Calabria