Raffaella Carrà

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Raffaella Carrà
Raffaella Carrà 2.jpg
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Musica leggera
Disco
Dance
Musica house
Periodo di attività musicale1969 – 2021
Album pubblicati51
Studio34
Live2
Raccolte20

Raffaella Carrà, pseudonimo di Raffaella Maria Roberta Pelloni (Bologna, 18 giugno 1943Roma, 5 luglio 2021), è stata una soubrette, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva, radiofonica e autrice televisiva italiana.

Definita la regina della televisione italiana[1][2], è stata presente nei palinsesti televisivi dalla fine degli anni sessanta fino alla sua morte.

Durante la sua lunga carriera è diventata un'icona della musica e della televisione italiana, riscontrando grandi consensi anche all'estero, soprattutto in Spagna e America Latina.[3][4][5][6] Molte delle sue canzoni, come Tanti auguri, Rumore, Pedro, Fiesta, Ballo ballo, sono diventate negli anni dei veri e propri tormentoni. Il suo più grande successo è stato però il singolo Do it do it again, versione inglese di A far l'amore comincia tu, il primo brano di un'artista donna italiana a piazzarsi al secondo posto nella classifica dei singoli più venduti in Inghilterra, vendendo oltre 21 milioni di copie nel mondo.

Nel corso della sua carriera, come dichiarato da lei stessa in un'intervista sul settimanale TV Sorrisi e Canzoni, ha venduto oltre 60 milioni di dischi e, durante una puntata di Domenica in condotta da Pippo Baudo nella quale era ospite, ha dichiarato di possedere ventidue dischi tra platino e oro. Ha poi vinto due ulteriori dischi d'oro postumi, per il brano Tanti auguri, del 1978 e per la raccolta I miei successi.

Nell'autunno del 2020 il quotidiano britannico The Guardian incorona Raffaella Carrà come sex symbol europeo, definendola «l'icona culturale che ha insegnato all'Europa le gioie del sesso».[7]

È stata anche un’amatissima icona LGBT: nel 2017, in occasione del World Pride di Madrid, le è stato infatti assegnato il riconoscimento di ambasciatrice dell'amore.[8]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà ad 8 anni in Tormento del passato di Mario Bonnard (1952).

Nacque a Bologna da Raffaele Pelloni[9] e da Angela Iris Dell'Utri[10]; aveva un fratello, Renzo (1945-2001), che la rese zia di Matteo e Federica. Il padre, emiliano benestante[11], possedeva un'azienda agricola[12] mentre la madre, romagnola[13] con origini siciliane[14], gestiva assieme alla nonna di Raffaella il Caffè Centrale a Bellaria[15][16]. I genitori si separarono due anni dopo le nozze[17] e la piccola Raffaella passò gran parte della sua infanzia tra Bologna, dove studiava, e Bellaria. A soli otto anni lasciò l'Emilia-Romagna per proseguire gli studi direttamente a Roma, inizialmente presso l'Accademia nazionale di danza, fondata dalla ballerina russa Jia Ruskaja, dove rimarrà fino ai quattordici anni, abbandonandola dopo essere stata scoraggiata dalla stessa Ruskaja[9], e successivamente al Centro sperimentale di cinematografia.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1950 e 1960[modifica | modifica wikitesto]

La Carrà in un piccolo ruolo nel film I compagni di Mario Monicelli (1963).

La sua carriera cinematografica incominciò molto presto, agli inizi degli anni cinquanta, partecipando come attrice bambina, a otto anni, al film di Mario Bonnard Tormento del passato (1952), un melodramma strappalacrime (filone all'epoca molto amato dal pubblico italiano) nel quale interpretò il personaggio infantile di Graziella.[18] Tra il 1958 e il 1959 prese parte, con piccoli ruoli, ad altri tre film.

Nel 1960 conseguì il diploma al Centro sperimentale di cinematografia; nello stesso anno, prese parte ai film La lunga notte del '43 di Florestano Vancini e Il peccato degli anni verdi di Leopoldo Trieste. Contemporaneamente, incominciò anche il teatro, scritturata dalla compagnia Carli-Pilotto. Dopo un passaggio alla radio, dove su mandato di Luciano Rispoli, realizzò e condusse la rubrica Raffaella col microfono a tracolla, a metà 1962, il regista Stefano De Stefani la scelse come valletta di Lelio Luttazzi per il programma Il Paroliere questo sconosciuto.

Frank Sinatra e Raffaella Carrà sul set di Il colonnello Von Ryan di Mark Robson (1965).

Nel 1960 sostenne un provino per il ruolo di Rosetta (la figlia della protagonista Cesira, interpretata da Sophia Loren) per il film La ciociara di Vittorio De Sica, ma venne scartata in quanto ritenuta troppo matura per quella parte (poi affidata all'attrice italo-americana Eleonora Brown).

Partecipò quindi ad altre pellicole, tra le quali I compagni (1963) di Mario Monicelli e l'hollywoodiano Il colonnello Von Ryan (1965) di Mark Robson, ove ebbe come partner Frank Sinatra. Nel 1964 recitò nell'originale televisivo La figlia dell'oca bianca scritto da Edoardo Anton per la rubrica Rai Vivere insieme, diretta da Ugo Sciascia[19]. Nel 1965 recitò la parte di Costanza De Mauriac nello sceneggiato televisivo Scaramouche, con Domenico Modugno.[20] Negli anni sessanta le cronache rosa si occuparono spesso di lei per la relazione con il calciatore della Juventus Gino Stacchini,[21] durata otto anni.

Il 3 marzo 1967 venne trasmesso sul Programma Nazionale Tutto per bene, il film per la TV tratto dall'omonimo romanzo di Pirandello. Nel gennaio 1968 fu alla conduzione di uno speciale in onda sulla seconda rete, intitolato Tempo di samba. Nel giugno dello stesso anno, partecipò allo sceneggiato Rai Processo di Famiglia, di Diego Fabbri e, sul finir dell'anno successivo, fu presente nello sceneggiato Il sorriso della gioconda.

Il cambio di cognome[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima metà degli anni sessanta le fu dato lo pseudonimo Carrà, consigliatole dal regista Dante Guardamagna, il quale, appassionato di pittura, associò il suo vero nome, Raffaella, che ricorda il pittore Raffaello Sanzio, al cognome del pittore Carlo Carrà.[22] Tuttavia, Raffaella non riuscì a ottenere molto successo (in termini di popolarità) come attrice, tant'è che, all'inizio degli anni settanta, a seguito del successo ottenuto come showgirl in televisione, decise di abbandonare la recitazione (salvo alcune sporadiche ed isolate esperienze successive in alcuni film e sceneggiati TV), e di concentrarsi sulla carriera di presentatrice televisiva, soubrette e cantante, con la quale invece otterrà successo e fama a livello internazionale.

Anni 1970[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà a Canzonissima (1970).

Nella stagione 1969-1970 arrivò il successo televisivo, nello spettacolo Io, Agata e tu (con Nino Taranto e Nino Ferrer), in cui la Carrà lanciò un nuovo stile di showgirl, scattante e moderna.

Nell'autunno dello stesso anno fu al fianco di Corrado in Canzonissima, dove diede scandalo per l'ombelico scoperto mostrato nella sigla d'apertura Ma che musica maestro!, che raggiunse le vette delle classifiche, vendendo 200 000 copie. Gli indici di gradimento e di ascolto toccarono livelli inaspettati, consacrando Raffaella come la nuova stella dello spettacolo italiano. Visti i soddisfacenti esiti dell'anno precedente, la Rai decise di riconfermare la stessa coppia di conduttori anche per la nuova edizione del programma. Infatti nel 1971 fu di nuovo a Canzonissima, dove vide entrare in classifica tre singoli: la sigla Chissà se va, Maga Maghella (destinata al pubblico infantile) e il celebre Tuca tuca, con annesso balletto. Quest'ultimo dalla terza puntata del programma venne censurato dalla Rai per via della coreografia giudicata troppo audace e provocatoria. Solo dopo l'esibizione insieme con Alberto Sordi, il ballo superò le censure e le polemiche iniziali, diventando un autentico fenomeno popolare. È dello stesso anno il primo album pubblicato dalla cantante, Raffaella, pubblicato sull'onda del grande successo di Canzonissima 1970 e di quello personale della vedette. Nello stesso anno pubblicò un altro album di successo, Raffaella Carrà, contenente anche il brano Borriquito, primo successo sul mercato latino.

Raffaella Carrà (a sinistra) e Marisa Mell nel 1972.

Sempre nel 1971, partecipò accanto a Georges Descrières all'episodio intitolato La donna dai due sorrisi, nella serie televisiva di produzione francese Arsenio Lupin, prodotta dal 1971 al 1974.[23] Seguì poi, nel 1974, Milleluci, presentato al fianco di Mina, (ultimo varietà al quale parteciperà quest'ultima poco prima del ritiro definitivo dalle scene) che ottenne un grande successo di pubblico, affermando definitivamente Raffaella come showgirl a tutto tondo.

Sull'onda del grande successo della trasmissione, pubblicò l'album Milleluci, composto prevalentemente da cover. Nello stesso anno presentò la sua terza Canzonissima, questa volta condotta in solitaria, dove inoltre duettava con Topo Gigio nel brano dedicato ai bambini Strapazzami di coccole. Nello stesso anno pubblicò l'album Felicità tà tà, contenente oltre al brano omonimo, sigla della sua terza Canzonissima, uno dei suoi maggiori successi, il brano disco-music Rumore. L'album riscosse un ottimo successo in Italia, dove si aggiudicò il disco di platino, e buoni riscontri anche all'estero, aggiudicandosi diversi dischi d'oro.

Tra il 1975 e il 1980 si fece conoscere in Spagna, e il successo delle sue canzoni portò TVE a offrirle nel 1976 una monografia, La hora de Raffaella Carrà (puntata della serie La hora de...), grazie alla quale divenne popolare presso il pubblico iberico.

Raffaella Carrà e Mina a Milleluci (1974).

In questi anni Raffaella si concentrò maggiormente sulla sua carriera di cantante, ottenendo consensi in tutto il mondo come Spagna, Germania, Francia, Olanda, Belgio, Inghilterra, Grecia e in particolare nei paesi dell'America Latina, divenendo un vero e proprio fenomeno di esportazione della musica italiana nel mondo. Uno dei successi più clamorosi fu il brano A far l'amore comincia tu, che riuscì a toccare, nella sua versione inglese, il nono posto della classifica dei singoli più venduti in Inghilterra, ottenendo diversi dischi d'oro e platino in tutto il mondo.[24][25]

Nel 1976 incise l'album Forte forte forte, pubblicato in 36 paesi del mondo, aggiudicandosi in Spagna, Regno Unito e Germania vari dischi d'oro, mentre in Italia ben due dischi di platino, rappresentando uno dei lavori discografici di maggior successo della cantante, anche a livello qualitativo. Mentre nel 1977 fu la volta di Fiesta, l'album, dai suoni prettamente eurodisco, che contiene Fiesta, una delle canzoni "simbolo" della soubrette.

Nel 1978 rientrò in Italia, dopo numerose tournée all'estero, per presentare il varietà del sabato sera Ma che sera, nel quale presentava, cantava e ballava affiancata da Paolo Panelli, Bice Valori, Alighiero Noschese e Giorgio Bracardi, animatori degli spazi comici del programma. Particolarmente ricordata è la sigla iniziale, Tanti auguri, in cui Raffaella canta un inno all'amore libero e spensierato, con il ritornello divenuto in poco tempo celeberrimo (Come è bello far l'amore da Trieste in giù), il cui video venne girato all'interno del parco a tema dell'Italia in miniatura di Rimini; il brano divenne immediatamente un altro successo internazionale e fu inserito nell'album Raffaella, che riscosse un altro importante successo di pubblico. Il programma però, fu oggetto di controversie e polemiche, perché trasmesso nei difficili e tragici giorni del Sequestro di Aldo Moro.

Nel 1979 fu la volta di un altro successo discografico con l'album Applauso, il quale portava le firme, oltre a quelle di Gianni Boncompagni, anche dei giovani debuttanti De Sanctis e Musso. L'album raggiunse il 75º posto tra i più venduti dello stesso anno.

Anni 1980[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà insieme a Corrado in Fantastico 3 (1982).

Nel 1980 fu sul set del film Barbara, girato in Argentina e distribuito per il mercato sudamericano (ma non in Italia dove è tutt'oggi ancora inedito), diretto da Gino Landi. Nello stesso anno incise l'album Mi spendo tutto contenente la hit Pedro, uno dei brani più conosciuti della cantante e Ratatataplan, ispirato nel titolo dall'omonimo film di Maurizio Nichetti. Nel 1981 presentò Millemilioni, che rappresentò il primo esperimento di cooperazione televisiva internazionale: cinque speciali, ognuno dei quali girato in una diversa capitale: Buenos Aires, Città del Messico, Londra, Roma e Mosca. Il programma ebbe una media di circa 10 milioni di telespettatori.

Nel 1982 affiancò ancora Corrado presentando Fantastico 3, con Gigi Sabani e Renato Zero, con una media di 25 milioni di spettatori, cantandone anche la sigla d'apertura, la celebre Ballo ballo, canzone che sarà anche al centro di alcune controversie, in quanto accusata da alcuni di essere un plagio del brano Eleanor Rigby dei Beatles. Sull'onda del grande successo della trasmissione venne pubblicato il disco Raffaella Carrà 82, arrangiato e composto, tra gli altri, da Franco Bracardi e Danilo Vaona, e che vide tra gli autori, oltre a Gianni Boncompagni e G. Belfiore, anche Giancarlo Magalli. Sempre nel 1982, è ospite d’onore del Festival di Viña del Mar in Cile.

La Carrà al telefono in Pronto, Raffaella? (1983).

A febbraio del 1983, in seguito al successo di Fantastico 3, la Carrà venne invitata ad esibirsi per la prima volta come super ospite al Festival di Sanremo 1983. Soli sulla luna ed Ahi, scritti da Valsiglio, Pace e Depsa, sono brani incisi appositamente per l'occasione, registrati - "in fretta e furia" - come dichiarò la stessa cantante.

Dal 1983 al 1985 presentò su Rai 1 Pronto, Raffaella?, il primo programma di mezzogiorno della Rai che segnò la sua definitiva affermazione come conduttrice, mettendo in risalto non solo le sue qualità di soubrette, ma anche di intrattenitrice e padrona di casa, capace di relazionarsi con uguale empatia sia agli ospiti illustri sia ai telespettatori che telefonavano per partecipare ai giochi del programma, in cui lavorò per la prima volta con Gianni Boncompagni (che ne curò la regia e ne fu autore assieme a Giancarlo Magalli), in concorrenza diretta con Il pranzo è servito del suo amico Corrado, col quale condusse anche un'edizione dei Telegatti nel 1991. Al centro della trasmissione vi era l'interazione con il pubblico in diretta attraverso vari giochi telefonici. Uno dei giochi-simbolo che hanno caratterizzato la trasmissione nell'immaginario collettivo del pubblico era il gioco dei fagioli. La risposta di Rai 1 ottenne da subito un grosso successo di pubblico, raggiungendo in poco tempo risultati d'ascolto molto elevati con 4.500.000 spettatori di media e punte di 9 milioni di contatti. Nel giro di breve tempo la trasmissione divenne oggetto di studio delle televisioni brasiliana, argentina, tedesca e francese che ne copiarono il format. Anche in questa trasmissione, Raffaella interpretò la sigla del programma: Fatalità e Qué dolor nella prima edizione, Dolce far niente e Bolero nella seconda.

Il successo di Pronto, Raffaella? le fece vincere nel 1984 il titolo di "Personaggio televisivo femminile a livello europeo", consegnato dall'European TV Magazines Association. Nel 1984 firmò un contratto milionario per la durata di due anni con la ditta di cucine Scavolini, con lo slogan "la più amata dagli Italiani". Sempre nel 1984, il rinnovo del contratto di lavoro con la Rai fu al centro di una accesa controversia con l'allora Presidente del Consiglio, Bettino Craxi, che definì "immorale e scandalosa" la cifra che la conduttrice avrebbe guadagnato per un'esclusiva di due anni (6 miliardi di lire di allora).[26] Di questi anni sono gli album di successo, Fatalità (1983) e Bolero (1984). Tra il 1985 e il 1986 Raffaella Carrà fu inviata del settimanale Radiocorriere TV, per Gli incontri di Raffaella, in cui intervistava personalità politiche e dello spettacolo.

Nella stagione televisiva 1985-1986 fu la conduttrice del supershow Buonasera Raffaella (versione di prima serata di Pronto, Raffaella?), le cui prime dieci puntate andarono in onda da Roma, mentre le ultime cinque vennero trasmesse in diretta dagli studi della Rai Corporation di New York (ora dismessi) e grazie a Rai International, visibili in tutto il nord e sud America. Raffaella, inoltre, intervistava e duettava con ospiti illustri come Henry Kissinger, Joe Cocker, Riccardo Cocciante, Patty Pravo, Stevie Wonder, Ginger Rogers e Sammy Davis Jr. e cantava le sigle Fidati!, Bellissimo e Bacio. Tutte e tre le sigle della trasmissione sono contenute nell'album Fidati!, uscito nello stesso anno. Il programma pose la soubrette nuovamente al centro delle polemiche a causa degli alti costi di produzione, in particolare per le puntate trasmesse via satellite dagli Stati Uniti[27]. Tuttavia la trasmissione ottenne grande successo, tanto da suscitare l'interesse anche delle televisioni americane che invitarono Raffaella nei talk show più famosi dell'epoca, intervistata da Johnny Carson, Ed Sullivan e David Letterman[28][29][30].

Raffaella Carrà in compagnia di Sergio Japino in una foto degli anni ottanta.

Nella stagione successiva 1986-1987 condusse la trasmissione ideata da Corrado nel 1976 Domenica in, di cui cantava inoltre sia la sigla d'apertura, Curiosità, che fu una delle prime sigle della TV italiana ad essere realizzata attraverso grafiche elaborate al computer, sia la sigla di chiusura, Casa dolce casa. Proprio a Domenica in, nel mese di novembre, la Carrà reagì a un articolo pubblicato dal settimanale scandalistico Novella 2000, minacciando un'azione legale nei confronti del giornale, che l'aveva accusata di trascurare la madre morente.[31] La madre di Raffaella infatti morì nel 1987. Raffaella le rese omaggio proprio durante un'altra puntata di Domenica in, dedicandole il brano I thank you life.

Nel 1987 passò alla Fininvest, con un contratto miliardario della durata di due anni. La prima apparizione su Canale 5 di Carrà risale al 27 dicembre 1987: in seconda serata venne trasmesso uno speciale dal titolo Benvenuta Raffaella, con il dietro le quinte e video dalle prove del suo nuovo show, nonché interviste alla stessa Carrà e al suo compagno dell'epoca, Sergio Japino, anche regista e coreografo della trasmissione. Il programma in questione debuttò il 9 gennaio del 1988 e fu il Raffaella Carrà Show. Seguì poi, nella primavera 1989, Il principe azzurro, il secondo e ultimo programma condotto dalla Carrà per Canale 5. Entrambi gli spettacoli in onda sull'attuale Mediaset, non ottennero però grossi risultati in termini di ascolto, e sembrarono appannare la sua popolarità.

Anni 1990[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà e Carlo Frisi in Ricomincio da due (1990).

Dopo il periodo passato alla Fininvest, dai primi di gennaio del 1990, Raffaella ritornò in Rai. Il suo nuovo show si intitolava Raffaella Venerdì, Sabato e Domenica... E saranno famosi, programma in onda il venerdì in prima serata e il sabato e la domenica dalle 12:00. Il programma ebbe un seguito intitolato Ricomincio da due, in onda, stavolta, solo il sabato e la domenica in orario di pranzo. Entrambi i programmi andarono in onda su Raidue e ottennero ottimi indici di ascolto, che la riportarono al successo. Nel maggio del 1991, poche settimane dal termine del suo programma, Raffaella condusse un'edizione dei Telegatti con Corrado, ultimo ospite della trasmissione della Carrà.[32]

Nel giugno del 1990, con Gigi Sabani, fu la conduttrice di Cuando Calienta el sol, programma televisivo in due puntate in onda dall'Italia e dalla Spagna.[33] Assieme a Johnny Dorelli, nel 1991, condusse il varietà del sabato sera di Raiuno, Fantastico 12, che, pur essendo ricordato per l'ospitata di Roberto Benigni del 19 ottobre, che simulò un amplesso con la conduttrice, fino a cinturarla, per poi cimentarsi in una elencazione dei vari modi di pronunciare gli organi genitali maschile e femminile, ottenne indici d'ascolto inferiori alle aspettative.

Dal 1992 al 1995 tornò quindi in Spagna, prima due anni su TVE 1, conducendo tre edizioni di Hola Raffaella, premiato con tre TP de oro, equivalente iberico del Telegatto, e il preserale A las 8 con Raffaella, che la consacrarono definitivamente nel paese (in seguito TVE ha richiamato sovente Raffaella per alcuni eventi di un giorno, come i festeggiamenti del Capodanno del 1998); successivamente, nella stagione 1994-95, passò invece all'emittente spagnola della Fininvest, Telecinco, con il programma pomeridiano En casa con Raffaella (vero e proprio remake spagnolo di Pronto, Raffaella?), che ottenne grande successo, tanto che al termine della stagione Telecinco offrì alla presentatrice un nuovo contratto di esclusiva di due anni, che però lei rifiutò per tornare a lavorare in Italia.

La Carrà alle prese con Roberto Benigni nel corso della famosa ospitata di quest'ultimo a Fantastico 12 (1991).

Alla fine del 1995 infatti tornò su Rai 1 con Carràmba! Che sorpresa. Nel programma, inventato insieme a Sergio Japino e Brando Giordani (prendendo ispirazione dal format britannico Surprise surprise!) Raffaella coinvolgeva in diretta gli ospiti e il pubblico in sala in sorprese e incontri inaspettati con persone care (parenti, amici) che non vedevano da molto tempo, architettati insieme con un complice. Ciò era alternato a momenti di spettacolo attraverso la presenza di vari ospiti, tra i quali Adriano Celentano, Madonna, Britney Spears e Robbie Williams. Il programma, già dalla prima edizione, segnò il record di ascolti con una media di 10.000.000 di telespettatori, che furono riconfermati anche nelle successive edizioni. Nel 1998 al programma venne affidato il compito di risollevare le sorti della Lotteria Italia (a cui era stato abbinato già nel 1996), si decise quindi di cambiare il nome in Carràmba! Che fortuna. La trasmissione riuscì a riscuotere un successo ancora maggiore rispetto alle precedenti edizioni, raggiungendo picchi del 66% di share con 14 milioni di telespettatori. Nel 1996 e dal 1998 al 2000, in contemporanea con Carràmba! Che sorpresa/Carràmba! Che fortuna, condusse anche le strisce 40 minuti con Raffaella, Centoventitré e I Fantastici di Raffaella, appendici quotidiane di quaranta minuti del varietà del sabato sera.

Rifiutò la conduzione del Festival di Sanremo 1997, con Piero Chiambretti, lasciando il posto a Mike Bongiorno e Valeria Marini (come raccontato da Chiambretti stesso, in un'intervista del 2018).[34] Nel 1997 partecipò inoltre da protagonista a una miniserie in quattro puntate della Rai intitolata Mamma per caso, diretta da Sergio Martino, nella quale interpretava il ruolo di una giornalista single, affiancata da Ray Lovelock, Jean Sorel, Maurizio Crozza e Carla Signoris, e trasmessa in prima serata su Rai 1.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 presentò per la seconda volta su Canale 5 il Gran Premio Internazionale dello Spettacolo assieme a Paolo Bonolis (condusse il programma di nuovo nel 2004 assieme a Gerry Scotti, esibendosi con Loretta Goggi).

Nel 2001, affiancata da Piero Chiambretti, Enrico Papi, Megan Gale e Massimo Ceccherini, presentò la 51ª edizione del Festival di Sanremo, edizione che non riscosse grande successo. L'edizione numero cinquantuno del più importante concorso canoro italiano fu al centro di non poche polemiche, sia sul piano televisivo sia sul piano della conduzione.

Dopo una pausa lunga circa un anno dall'esperienza poco felice del Festival, dal 24 gennaio 2002 tornò in prima serata su Rai 1 con la quarta edizione di Carràmba! Che sorpresa. Nel 2004 condusse il programma Sogni, nel quale, rivisitando Carràmba! Che sorpresa, si concentrava sulla possibilità di realizzare i sogni degli italiani e nel 2006 Amore, replica di un esperimento riuscito in TVE (Contigo), dedicato alle adozioni a distanza. L'obiettivo era quello di raccogliere tramite un centralino le adesioni di quanti volevano aiutare i bambini dei paesi più poveri del mondo con un sostegno a distanza, riuscendone a raccogliere circa 130.000.

Raffaella Carrà durante l'ultima edizione di Carràmba! Che fortuna (2008)

Nello stesso anno l'attore Fabio Canino, coadiuvato da Roberto Mancinelli, le dedicò un libro pubblicato da Sperling & Kupfer: il RAFFAbook, sorta di circo di una lunga carriera dedicato alla show-girl. Allo stesso modo, una puntata di La storia siamo noi fu dedicata a lei. Sempre nel 2006 Tiziano Ferro pubblicò nell'album Nessuno è solo la canzone E Raffaella è mia, dedicata alla Carrà, che partecipò al videoclip del brano, mentre la cantante spagnola Roser incise l'album Raffaella, tributo con i maggiori successi della Carrà cantati in spagnolo. In seguito partecipò, insieme con Robbie Williams, al programma di Diego Armando Maradona La noche del 10.

Il 30 novembre 2007 uscì Raffica Carrà, due CD e un DVD in cui furono raccolte le sigle cantate e ballate da Raffaella durante tutta la carriera, che raggiunse in Italia la posizione numero 15 nella classifica FIMI,[35] vendendo più di 50.000 copie.

Nel 2008 TVE la chiamò per tre programmi legati all'Eurovision Song Contest. Il primo era la selezione in onda l'8 marzo, Salvemos Eurovisión in cui gli spettatori, attraverso televoto e sms, sceglievano la canzone tra 10 scelte dagli utenti di Myspace da portare all'edizione di quell'anno della kermesse europea svoltasi a maggio a Belgrado.

Dopo tale impegno, tornò su Rai 1 per presentare una nuova edizione di Carràmba! Che fortuna (dove, memore del recente impegno per TVE, inserì come ospiti alcuni cantanti dell'ESC 2008) premiata ancora dall'auditel, con una media di 5.000.000 di telespettatori; inoltre il bilancio di quest'ultima edizione legata alla Lotteria Italia fu molto positivo rispetto agli anni precedenti: infatti furono venduti oltre 18 milioni di tagliandi (+25.5% rispetto al 2007); Raffaella Carrà è la conduttrice ad aver condotto più programmi abbinati alla lotteria Italia, ben dieci: Canzonissima, Fantastico, Carràmba! Che sorpresa e Carràmba! Che fortuna; globalmente, in 5 edizioni di Carràmba, ha venduto oltre 125.000.000 di tagliandi.

Successivamente tornò in Spagna per condurre una puntata della versione iberica del Saturday Night Live sul canale Cuatro.

Sempre nel 2008 venne pubblicato il libro Mito in tre minuti di Antimo Verde, biografia artistica basata su un lavoro di ricerca. Il 7 novembre di quell'anno uscì anche Raffica - Balletti & Duetti, un secondo cofanetto di due CD e un DVD con una selezione delle esibizioni televisive della Carrà, fra le quali duetti con Mina in Milleluci, il celebre Tuca Tuca con Alberto Sordi a Canzonissima 1971, Money Money con Loretta Goggi a Fantastico 12 e i balletti di Millemilioni, registrati in esterna in varie città del mondo, che raggiunse in Italia la posizione numero 66 nella classifica FIMI[36] e la posizione numero 2 tra i DVD musicali più venduti.

Nello stesso anno per Rai 3, Raffaella fu autrice de Il Gran Concerto, programma televisivo dove la Grande Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai presentava brani di musica classica e operistica per una platea di 700 bambini e ragazzi, al fine di far scoprire loro la musica classica; a presentarlo fu Alessandro Greco e la regia fu di Sergio Japino.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà a Madrid nel 2017 insieme al sindaco di Catania, Enzo Bianco, ed al primo cittadino madrileno Manuela Carmena.

Dal 2010 fu testimonial della Danone e fino al 2012 girò diversi spot pubblicitari in onda su varie reti nazionali. Il 7 agosto dello primo anno del decennio, a Rimini, durante il Festival Milleluci, a lei dedicato, circa 250 coppie ballarono il Tuca Tuca, balletto che compì 40 anni (ballato per la prima volta con Enzo Paolo Turchi durante Canzonissima 1971-72). Nel 2010 duettò con Renato Zero nel suo album Sei Zero, la canzone Triangolo. I due si esibirono anche in una tappa del concerto di Zero, il 5 ottobre del medesimo anno. Nel 2011, dopo 13 anni di assenza, l'Italia tornò a partecipare all'Eurovision Song Contest, e la Rai scelse la Carrà per condurre e commentare dall'Italia la serata finale della manifestazione, oltre che presentare i voti assegnati da giuria e televoto.

Nell'estate 2011 uscì il remix di un suo storico brano musicale, A far l'amore comincia tu, che diviene così Far l'amore, realizzato dal noto DJ francese Bob Sinclar, suo partner nella conduzione della finale dell'ESC 2011, che la volle al suo fianco nella realizzazione del brano (e del relativo videoclip), che si rivelò un rinnovato successo internazionale; tale remix fu in seguito inserito da Paolo Sorrentino nella colonna sonora del suo film La grande bellezza; il film, uscito nel 2013, venne premiato l'anno successivo con l'Oscar al miglior film in lingua straniera.

In seguito, assieme a Neri Marcorè, fece da testimonial ad alcuni spot TIM, interpretando la regina Isabella di Castiglia. Nell'ottobre 2011, per il quarto anno consecutivo, fu nuovamente autrice del programma televisivo di Rai 3 Il Gran Concerto, condotto da Alessandro Greco.

Nel giugno 2012 partecipò al Concerto per l'Emilia a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 20 e del 29 maggio 2012, in cui cantava un suo successo, Rumore. Nello stesso anno le viene assegnato il Premio Alberto Sordi. gennaio 2013, Raffaella Carrà sarebbe dovuta tornare, dopo dieci anni, a condurre il varietà del sabato sera di Rai 1: il programma, dal titolo provvisorio Auditorium, avrebbe dovuto sfidare il talent-show di Canale 5 Italia's Got Talent, ma nel mese di ottobre 2012 il direttore di Rai Intrattenimento, Giancarlo Leone annunciò che l'inizio della trasmissione sarebbe stato posticipato a data da destinarsi, ma poi il programma fu annullato. A febbraio 2013 divenne invece uno dei coach, insieme a Noemi, Piero Pelù e Riccardo Cocciante, nel programma The Voice of Italy, talent show musicale di Rai 2, condotto da Fabio Troiano e Carolina Di Domenico. Il 16 luglio 2013 pubblicò il singolo dance Replay, che anticipava il suo nuovo album, a diciassette anni di distanza dal suo ultimo disco di inediti, dal titolo Replay (The Album).

L'album venne pubblicato il 19 novembre 2013, accompagnato dal secondo singolo estratto Cha Cha Ciao. Sempre nello stesso anno interpretò sé stessa nel cine-panettone Colpi di fortuna per la regia di Neri Parenti. Nel 2014 partecipò di nuovo a The Voice of Italy, sempre nelle vesti di coach, affiancata da Piero Pelù, Noemi e il rapper J-Ax (che sostituì Riccardo Cocciante). Anche i conduttori del programma cambiarono: Fabio Troiano e Carolina Di Domenico vennero sostituiti da Federico Russo e Valentina Correani. A febbraio dello stesso anno fu ospite alla prima serata del Festival di Sanremo, in cui si esibì in un medley di canzoni del suo ultimo album, raggiungendo il picco di ascolti della puntata (e secondo in assoluto) con uno share del 55,36%.

Nella stagione televisiva 2014-2015 tornò su Rai 1 con un nuovo talent-show, chiamato Forte forte forte, che riprendeva il titolo di una delle canzoni più note della stessa Carrà (anche questa remixata da Bob Sinclar con il titolo Forte), andato in onda in prima serata ogni venerdì dal 16 gennaio al 13 marzo 2015. Sulla scia della trasmissione viene pubblicata la quinta raccolta ufficiale dell'artista, con molte rarità pubblicate in francese, inglese, tedesco, greco e spagnolo dal titolo Forte forte forte - Hits & Rarities.

A partire dal 24 febbraio 2016 tornò come coach nel programma di Rai 2 The Voice of Italy affiancata da Emis Killa, Max Pezzali e Dolcenera; durante la puntata finale annunciò che abbandonava definitivamente il programma. Il 19 dicembre 2016 conduce con successo il gala dei 60 anni (Gala 60 años juntos) della TVE, la televisione pubblica spagnola. Nell'estate 2017 diventa produttrice musicale (mantenendo la promessa fatta in diretta nella semifinale della precedente edizione di The voice of Italy) per uno dei suoi concorrenti, Samuel Pietrasanta.

Nello stesso periodo le viene assegnato il premio World Pride Award che la proclama ambasciatrice dell'amore in occasione dell'inizio del World Pride 2017, svoltosi a Madrid.

Il 13 ottobre 2018 è stata insignita dell'onorificenza di Dama all'Ordine al merito civile dall'ambasciatore spagnolo in Italia, Alfonso Dastis, per conto del re di Spagna Felipe VI.[37]

Il 30 novembre 2018 è uscito l'album natalizio Ogni volta che è Natale, che rappresentava il grande ritorno discografico dell'artista a distanza di cinque anni dal suo ultimo lavoro in studio (Replay - The Album) e il ritorno sulla scena televisiva dopo due anni di assenza, come ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa e da Carlo Conti a Un Natale d'Oro Zecchino. Nell'album è presente un brano inedito, Chi l'ha detto, in rotazione radiofonica dal 16 novembre e su YouTube dal 23 novembre, con il video ufficiale della canzone, annunciato da lei stessa sul suo account ufficiale di Twitter.

Il 13 febbraio 2019 è la modella per il numero di Vanity Fair, il primo del nuovo corso.

Nella primavera 2019 tornò in TV come conduttrice di un programma d'interviste a noti personaggi dello spettacolo, della cultura e dello sport, tra i quali Sophia Loren, Riccardo Muti, Paolo Sorrentino e Renato Zero, dal titolo A raccontare comincia tu, ispirato al programma spagnolo Mi casa es la tuya, trasmesso nella prima serata del giovedì su Rai 3 per sei settimane, dal 4 aprile al 9 maggio.[38] A seguito del successo ottenuto, il programma è stato confermato con un nuovo ciclo di quattro puntate, in onda dal 24 ottobre al 14 novembre. Il 17 novembre 2019 la Carrà rilascia la sua ultima intervista televisiva al programma Che tempo che fa, su Rai 2.[39]

Anni 2020[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2020 è uscito nei cinema spagnoli il film Ballo ballo, con la regia di Nacho Álvarez, basato sulle canzoni della Carrà, la quale è presente anche in un cameo. Dal 25 gennaio 2021 il film è disponibile in streaming nella versione italiana.[40]

All'ultima apparizione tv, il 17 novembre 2019 alla trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio, seguiranno solo poche apparizioni. L'ultima intervista rilasciata alla stampa è stata nel dicembre 2020 per la rivista Sette. L'ultima apparizione in Italia, seppur a telefono, è stata in collegamento, il 28 dicembre 2020, con il programma di Rai 1 La vita in diretta. Seguono un'intervista radiofonica in Spagna, il 17 dicembre, a La tarde suena bien ed un'ultima intervista alla radio italo-britannica London One Radio il 1º febbraio 2021.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

È morta a Roma il 5 luglio 2021, all'età di 78 anni,[41][42] a causa di una malattia che, per volontà della stessa, non era stata resa pubblica. A darne l'annuncio è stato il compagno di lunga data Sergio Japino.[43]

Due giorni dopo, 7 luglio, si è svolto il corteo funebre, che ha visto moltissime persone renderle omaggio: dopo la partenza dalla casa romana dell’artista in via Nemea 21, il carro funebre ha effettuato una sosta all'Auditorium Rai del Foro Italico, in cui per anni andò in onda Carràmba! Che sorpresa; la seconda tappa è stata negli studi di via Teulada 66, in cui la Carrà esordì nel 1961 a fianco di Lelio Luttazzi con la trasmissione Tempo di danza e da dove negli anni ottanta è andato in onda Pronto, Raffaella?. Il corteo si è fermato anche presso il Teatro delle Vittorie, sede di tanti programmi Rai tra cui Milleluci, che vide Raffaella Carrà accanto alla cantante Mina e dove la showgirl condusse in coppia con Corrado Canzonissima tra il 1970 ed il 1971. Proprio al teatro delle Vittorie era stato realizzata, in compagnia di Fiorello, la prima puntata dello show condotto dalla Carrà, A raccontare comincia tu. Ultima tappa prima dell'allestimento della camera ardente in Campidoglio a Roma, la sede Rai di viale Mazzini dove la salma ha ricevuto l'omaggio della dirigenza.[44] La sera del giorno precedente, prima della semifinale degli Europei 2020 tra Italia e Spagna, durante il riscaldamento della nazionale, dal Wembley Stadium di Londra è stata diffusa una delle più celebri canzoni della Carrà, A far l'amore comincia tu: la richiesta dell'inserimento della canzone nella playlist del riscaldamento delle nazionali era stata fatta dalla stessa FIGC alla UEFA per omaggiare la cantante e presentatrice molto stimata anche nel paese iberico[45].

I funerali, trasmessi in diretta su Rai 1, si sono svolti il 9 luglio a Roma nella basilica di Santa Maria in Aracoeli. La salma della Carrà, dopo essere stata cremata secondo sua espressa volontà, è stata portata il 5 agosto a Porto Santo Stefano nella chiesa di Santo Stefano Protomartire e il 5 settembre a San Giovanni Rotondo, nel santuario di San Pio da Pietrelcina, di cui la showgirl era devota. Le sue ceneri saranno[46] conservate nella chiesina del cimitero comunale di Porto Santo Stefano, destinazione definitiva scelta dalla stessa Raffaella[47][48].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà è stata legata per un lungo periodo all'autore televisivo Gianni Boncompagni, autore dei suoi maggiori successi musicali, e per un altrettanto lungo periodo con il coreografo e regista Sergio Japino. In gioventù intraprese altre relazioni sentimentali, con il calciatore della Juventus (squadra della quale la Carrà era tifosa[49]) Gino Stacchini (durata otto anni) e con il cantante Little Tony, venendo corteggiata anche da Frank Sinatra, con il quale divise il set del film Il colonnello Von Ryan. Con Boncompagni e Japino ha continuato a lavorare durante tutto il corso della sua carriera. Non ha mai avuto figli; ha adottato vari bambini a distanza in diverse parti del mondo. Il tema delle adozioni a distanza, a lei molto caro, la spinse a condurre, nel 2004, uno speciale alla TV spagnola chiamato Contigo e, successivamente Amore, programma televisivo del 2006.

Raffaella Carrà era molto legata a Monte Argentario, in particolare a Porto Santo Stefano[50][51], dove ha posseduto una residenza per lungo tempo.[52] La villa a Cala Piccola è stata fonte d'ispirazione per molte sue trasmissioni, perfino per il titolo del programma televisivo Carràmba! Che sorpresa.[53]

Riferimenti nei mass media[modifica | modifica wikitesto]

  • La popolarità di Carràmba! Che sorpresa fu talmente grande che la parola carrambata è entrata a far parte del dizionario della lingua italiana, stando ad indicare un "incontro inatteso con una o più persone con le quali si erano persi i contatti".[54]
  • Nel film Maradona - La mano de Dios, Raffaella Carrà appare in TV mentre Maradona fa amicizia con Guillermo Coppola.
  • Nel film Buongiorno, notte di Marco Bellocchio del 2003, in una scena durante la prigionia di Aldo Moro nel covo delle Brigate Rosse (BR) i terroristi guardano la TV mentre Raffaella Carrà esegue il brano Tango, nella trasmissione Ma che sera.
  • Nel film Puerto Escondido, Diego Abatantuono, nel corso della fuga dal carcere, spara a un televisore sintonizzato su un canale che trasmette Raffaella Carrà che canta e balla al Raffaella Carrà Show la canzone Love is a contact sport di Whitney Houston.
  • Nel decimo episodio della quarta stagione della serie Doctor Who, in un monitor che trasmette programmi di intrattenimento per i viaggiatori di un'astronave, si vede un frammento di un videoclip in cui Raffaella Carrà canta Do it do it Again, la versione in inglese di A far l'amore comincia tu.
  • Nel documentario britannico Television, sui cinquanta anni della BBC, il brano di una trasmissione di Raffaella Carrà fa da esempio per i programmi contenitori di nuova concezione.
  • Tiziano Ferro le ha dedicato la canzone E Raffaella è mia, nel cui video compare anche la stessa Raffaella Carrà.
  • Nel film di Antonio Albanese Tutto tutto niente niente (2012) compare un omaggio a Raffaella Carrà e alla sua canzone Tuca tuca.
  • Nel 2014 la band statunitense Saint Motel ripropone la canzone My Type su un video da essi artefatto in cui si vede Carrà che balla nello storico programma Milleluci in coppia con il frontman del gruppo.
  • Raffaella Carrà fu invitata a Madrid dall'Ambasciatore d'Italia quale madrina della Festa del 2 giugno 2017.
  • Raffaella Carrà è considerata un'importante icona gay, sia per la sua immagine, sia per la sua musica, spesso utilizzata durante i gay pride e le feste LGBT.[55] Al riguardo, Carrà ha ricevuto il premio di "icona gay mondiale" al World Pride di Madrid nel 2017.[56]
  • Il video musicale del brano Narcissus (2019) interpretato dalla cantante irlandese naturalizzata britannica Róisín Murphy, si ispira al video musicale del brano Black Cat (1978) interpretato da Raffaella Carrà.
  • Pedro Almodòvar, nel film Madres Paralelas (2021) in concorso alla 78ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, omaggia Raffaella Carrà.[57]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Telegatti[modifica | modifica wikitesto]

Altri riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

All'estero[modifica | modifica wikitesto]

Dischi d'oro e di platino (totale vinti: 24)[modifica | modifica wikitesto]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

All'estero[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la grande popolarità e successo in tutto il mondo non ha mai ricevuto alcuna onorificenza in Patria. In Spagna il 13 ottobre 2018 ricevette dal Re Filippo VI il massimo riconoscimento civile che un Capo di Stato può concedere: venne nominata "Dama al Orden del Mérito Civil" per quanto fatto nella sua carriera e per i successi raggiunti nel mondo dello spettacolo.

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

immagine del nastrino non ancora presente Medalla al merito civil (Spagna)
immagine del nastrino non ancora presente Lazo de honor de Isabel II (Spagna)
Dama dell'Ordine al merito civile (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine al merito civile (Spagna)
— 13 ottobre 2018

Omaggi, riconoscimenti ed intitolazioni postume[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Consiglio Comunale di Madrid, capitale della Spagna, il 14 luglio 2021 ha deliberato l'intitolazione di una piazza alla sua memoria che si trova tra i numeri 43 e 45 di Calle de Fuencarral[68].
  • Il lungomare di Bellaria (città in cui la soubrette è cresciuta), dal mese di luglio 2021 è stato intitolato alla Carrà.[69]
  • La città di Forno ha intitolato una Piazza a Raffaella Carrà.[70]
  • L'artista italiano TVBOY ha realizzato un murale a Barcellona, raffigurante Raffaella. L'artista ha poi ricostruito il murale in seguito ad un attacco di vandali con scritte omofobe.[71] In collegamento con Pomeriggio Cinque (programma che si è battuto affinché il murale venisse ripulito) l'artista ha annunciato di voler realizzarne uno anche a Milano.[72] Intanto ne è stato realizzato uno a Roma, vicino al Colosseo.[73]
  • Il comune di Monte Argentario il 3 settembre 2021 ha conferito la cittadinanza onoraria a Raffaella Carrà, confermando l'intestazione alla memoria dell'artista del parco giochi prospiciente il porto di Porto Santo Stefano[74].
  • Tra settembre e ottobre 2021, ad Avellino, alla galleria AXRT Contemporary Gallery, la mostra "Raffaella - uno stile di vita" di Chiara Samugheo (fotografa di Raffaella) propone molti scatti, anche inediti, degli anni '70 a Raffaella. A tale mostra è legato un libro-catalogo fotografico.[75]
  • Il libro "Raffa Book" di Fabio Canino, è stato ristampato e pubblicato il 22 settembre 2021, mentre il libro “Raffa Sofia” è in libreria dal 5 novembre 2021
  • A novembre 2021, è in scena al teatro Sala Umberto di Roma, la nuova edizione dello spettacolo teatrale Fiesta di Fabio Canino in occasione del ventennale.[76]
  • Da fine luglio 2021, è in edicola il libro fotografico "Raffaella - storia di un'italiana" che vede una collaborazione tra Oggi e il Corriere della sera.[77]
  • Poche settimane dopo la scomparsa di Raffaella, molte importanti riviste come Vinile, Raropiù, Tv sorrisi e canzoni, Oggi, Gente, Domani, Chi (inserto Icone) etc. realizzano numeri speciali dedicati a Raffaella.
  • La sera del giorno dopo la sua scomparsa, prima della semifinale degli Europei 2020 tra Italia e Spagna, durante il riscaldamento della nazionale, dal Wembley Stadium di Londra è stata diffusa una delle più celebri canzoni della Carrà, A far l'amore comincia tu: la richiesta dell'inserimento della canzone nella playlist del riscaldamento delle nazionali era stata fatta dalla stessa FIGC alla UEFA per omaggiare la cantante e presentatrice molto stimata anche nel paese iberico.
  • Raffaella Carrà è stata omaggiata al Festival di Venezia con il premio "Sorriso diverso Venice Award", assegnato alla carriera cinematografica di Raffaella e ritirato il 9 settembre da Sergio Iapino.[78]
  • Il giorno della scomparsa di Raffaella, dopo uno speciale di Techetechetè, è stata trasmessa in prima serata su Rai1 la replica della prima puntata di Carràmba! che sorpresa (datata 21 dicembre 1995) realizzando 2.600.000 telespettatori con il 13.8% di share.[79] Dal martedì successivo, per 4 settimane, sono in onda alcune puntate speciali con il meglio di una singola edizione di Carràmba. In quei giorni, Rai 1 ha mandato in onda diversi speciali di Techetechetè dedicati a Raffaella (5 luglio, nel giorno della scomparsa: "Tutti pazzi per Raffaella"; il 9 luglio "Raffaella", il 10 luglio "Raffaella per sempre", il 5 agosto ad un mese dalla sua scomparsa "Raffaella & Friends" ed il 5 settembre, a due mesi dalla scomparsa, "Raffaella Forte forte forte").
  • Canale 5 ha omaggiato Raffaella nella seconda serata del 5 luglio con uno Speciale Tg5, mentre Rete 4 ha trasmesso, il 6 luglio, in prima ed in seconda serata 2 film (Professione bigamo e 7 eroiche carogne) che la vedevano protagonista. Nei giorni seguenti, Rete4 ha mandato in onda speciali dal titolo "Appuntamento con Raffaella Carrà", "Ieri e oggi in tv - W Raffaella", "Tv story superstar"
  • Il 5 settembre, dopo la messa in onda dello speciale techetecehete, Rai 1 ha ricordato Raffaella - due mesi dalla scomparsa - trasmettendo in prima visione il film Ballo Ballo, coproduzione spagnola (titolo originale: Explota Explota), film ispirato ad i successi musicali di Raffaella Carrà e che la vede presente in un cameo (una delle sue ultime apparizioni).
  • Rai 3 ha replicato diverse puntate dell'ultimo lavoro della soubrette, "A raccontare comincia tu". L'ultima puntata del Talk è stata replicata nella seconda serata del giorno della scomparsa di Raffaella. Invece, altre puntate sono state replicate il giovedì in prima serata, fino a metà agosto. La messa in onda della prima puntata replicata (giovedì 8 luglio) è stata preceduta da uno speciale di Blob dedicato a Raffaella (che la aveva già omaggiata con uno speciale, il 5 luglio) e da una puntata speciale di Che tempo che fa, che vede il meglio delle intervista rilasciate dalla Carrà nel programma di Fabio Fazio (programma nel quale è apparsa, televisivamente, per l'ultima volta, il 17 novembre 2019).
  • Nel mese di agosto, Mediaset extra ha replicato, il lunedi in prima serata, le migliori puntate del Raffaella Carrà Show; in seconda serata Il principe azzurro.[80]
  • Rai1 ha trasmesso in diretta, il 7 luglio, il corteo funebre di Raffaella. Invece i funerali, il 9 luglio, sono stati trasmessi in diretta da Rai 1, Rete 4 e TgCom24.[81]
  • Pedro Almodòvar, nel film Madres Paralelas (2021) in concorso alla 78ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, omaggia Raffaella Carrà.[57]
  • La messa in occasione del passaggio dell'urna di Raffaella a San Giovanni Rotondo da San Pio, è stata trasmessa in diretta da Tele Radio Padre Pio, stazione radio-tv che la Carrà aveva inaugurato. Il concerto pianoforte e tromba in suo omaggio, realizzato il 5 settembre 2021, è stato trasmesso su tale rete l'11 settembre 2021 in seconda serata.[82]
  • Dinanzi alla sede di Tele Radio Padre Pio, stazione radio-tv che Raffaella Carrà aveva inaugurato, è stata affissa una lapide in sua memoria il 4 settembre, in occasione del passaggio delle ceneri della soubrette, da sua stessa volontà, a San Giovanni Rotondo.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Raffaella Carrà.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Raffaella Carrà fuori dall'Italia.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attrice[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva Rai[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Rubriche giornalistiche[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

All'estero[modifica | modifica wikitesto]

  • La hora de... Raffaella Carrà (Primer Programa, 1976)
  • Raffaella Carrà Show (TSI 1, 1979)
  • Fantastica Raffaella (ATC, 1982)
  • Raffaella Carrà Show (TV3, 1988)
  • La fiesta del Mediterraneo (TVE 1, 1991)
  • Sevilla sueña (TVE 1, 1992)
  • Hola Raffaella! (TVE 1, 1992-1994)
  • A las 8 con Raffaella (TVE 1, 1993-1994)
  • En casa con Raffaella (Telecinco, 1995)
  • Campanadas de fin de año (TVE 1, 1997-1998)
  • Contigo (TVE 1, 2004)
  • Raffaella Hoy (Canal 13, 2005)
  • Salvemos Eurovision (La 1, 2008)
  • Europasión (La 1, 2008)
  • Salvemos Eurovision con Chikilicuatre (La 1, 2008)
  • Saturday Night Live (Cuatro, 2009)
  • 60 años juntos (La 1, La 2, 2016)

Autrice[modifica | modifica wikitesto]

  • Furore (Rai 2, 1997-2001, 2003, 2017)
  • Navigator (Rai 1, 1999)
  • Segreti e bugie (Rai 1, 1999)
  • Il gran concerto (Rai 3, 2008-2011)
  • Forte Forte Forte (Rai 1, 2015)

Partecipazioni a Festival musicali[modifica | modifica wikitesto]

Programmi radiofonici[modifica | modifica wikitesto]

  • Raffaella col microfono a tracolla (Rai Radio 2, 1969)[86]
  • Gran varietà (Rai Radio 2, 1972-1973, 1975-1976)
  • Incontro con Raffaella Carrà (Rai Radio 2, 1979)
  • Carràdio che sorpresa (Radio Italia, 1996)

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Calendari[modifica | modifica wikitesto]

  • Calendario Lambretta 1970

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola Napoletano, Raffaella Carrà compie 77 anni. Buon compleanno, Regina!, su blmagazine.it, 18 giugno 2020. URL consultato il 29 aprile 2021.
  2. ^ milanodabere.it, https://www.milanodabere.it/lifestyle/people/raffaella-carra-buon-compleanno-alla-regina-della-tv/.
  3. ^ Raffaella Carrà 75 anni oggi: celebriamo la storia (galattica) di un'icona intramontabile, in Gioia, 18 giugno 2018. URL consultato il 15 settembre 2018.
  4. ^ (ES) Lorena Pacho, Raffaella Carrà, el mito cumple 75 años, in El País, 19 giugno 2018. URL consultato il 15 settembre 2018.
  5. ^ (ES) RAFFAELLA CARRA// Icono del espectáculo italiano — Radio Imagina, in Radio Imagina, 14 maggio 2012. URL consultato il 15 settembre 2018.
  6. ^ 75 anni di Raffaella Carrà, icona da Trieste in giù - VanityFair.it, in VanityFair.it, 1529295344. URL consultato il 15 settembre 2018.
  7. ^ (EN) Raffaella Carrà: the Italian pop star who taught Europe the joy of sex, su the Guardian, 16 novembre 2020. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  8. ^ Raffella Carrà madrina del World Pride premiata a Madrid dalla comunità LGBT, su L'HuffPost, 27 giugno 2017. URL consultato il 15 luglio 2021.
  9. ^ a b Biografia di Raffaella Carrà, su cinquantamila.it. URL consultato l'8 luglio 2021.
  10. ^ FORLI' , È MORTA LA MADRE DI RAFFAELLA CARRA' STAMATTINA I FUNERALI
  11. ^ Fonte di approfondimento/Intera puntata del 2000 di "Signore e Signore", Enzo Biagi intervista Raffaella Carrà, su facebook.com. URL consultato il 18 luglio 2020.
  12. ^ Filmato audio REC ONLINE, Video di Approfondimento in lingua spagnola al min. 2:00/Entrevista de Raffaella Carrà (Noche de Gigantes -1978), su YouTube, 20 giugno 2017. URL consultato il 17 luglio 2021.
  13. ^ Archivio/Repubblica, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 17 luglio 2020.
  14. ^ Raffaella Carrà, legame con mamma Iris e la famiglia siciliana/ "Per noi era Lella", su ilsussidiario.net. URL consultato il 17 luglio 2020.
  15. ^ Raffaella Carrà, Bellaria piange la regina della tv: "Ma per tutti qui era solo la Lella", in Il Resto del Carlino. URL consultato il 17 luglio 2021.
  16. ^ Raffaella Carrà: Una vita da Carrà. «Io, icona gay per le mie canzoni e la mia allegria», in Corriere della sera. URL consultato il 9 luglio 2021.
  17. ^ Raffaella Carrà - la Repubblica.it
  18. ^ Scheda Imdb, su imdb.com.
  19. ^ STASERA ALLA TV La "figlia dell’oca bianca» è un'insopportabile egoista .Vivere insieme dedica il suo atto unico al problema dei ragazzi viziati, in Stampa Sera, 25 marzo 1964, p. 11 (archiviato dall'originale).
    «I programmi serali del Primo Canale incominceranno con un originale televisivo della serie Vivere insieme diretta da Ugo Sciascia. L'atto unico, La figlia dell'oca bianca, è stato appositamente scritto da Edoardo Anton e sarà interpretato da Anna Menichelli, Raffaella Carrà,...».
  20. ^ Gigi Vesigna, Sorprese VIP, in Oggi, 5 giugno 2013, pp. 74–80.
  21. ^ Gli eroi in bianconero: Gino STACCHINI - Tutto Juve
  22. ^ Intervista a Raffaella Carrà[collegamento interrotto], Mixer 1985
  23. ^ Fonte: Internet Movie DataBase (IMDB)
  24. ^ Official Charts - Home of the Official UK Top 40 Charts
  25. ^ RAFFAELLA CARRA | full Official Chart History | Official Charts Company, su www.officialcharts.com. URL consultato il 24 maggio 2021.
  26. ^ Martini, pp. 21-34.
  27. ^ 'RAFFA' DELLO SCANDALO I CONTI NON TORNANO - la Repubblica.it
  28. ^ L'apparizione nel Late Night Show nel 1986
  29. ^ Raffaella Carrà, quando venne punzecchiata da David Letterman (e rispose per le rime): «Sono una donna, ma guadagno come un uomo» - Il Mattino.it
  30. ^ Quando Raffaella Carrà, al Letterman, spiegò il femmismo al mondo
  31. ^ Fonte: Repubblica
  32. ^ UNA NOTTE DA STAR PER I 'TELEGATTI' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 20 luglio 2020.
  33. ^ "CUANDO CALIENTA EL SOL" ARRIVANO IN COPPIA RAFFAELLA E SABANI - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 20 luglio 2020.
  34. ^ Chiambretti rispolvera il passato e porta a galla un altarino segreto di Raffaella Carrà, su The Social Post, 29 luglio 2018. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  35. ^ FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana - Classifiche Archiviato il 25 febbraio 2014 in Internet Archive.
  36. ^ FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana - Classifiche Archiviato il 23 febbraio 2012 in Internet Archive.
  37. ^ Raffaella Carrà "Dama" di Spagna: «Il mio ombelico scoperto simbolo di libertà», su ilmessaggero.it, Il Messaggero, 13 ottobre 2018. URL consultato il 14 ottobre 2018.
  38. ^ il Resto del Carlino, Raffaella Carrà a Ravenna, in città per registrare una puntata del suo nuovo programma, su il Resto del Carlino, 1550038678000. URL consultato il 15 febbraio 2019.
  39. ^ Che Tempo che Fa, stasera una puntata speciale dedicata a Raffaella Carrà, su Gayburg, 8 luglio 2021. URL consultato il 9 luglio 2021.
  40. ^ Veronica Redazione, Ballo Ballo in streaming su Prime Video: trama e trailer, su Team World, 22 dicembre 2020. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  41. ^ E' morta Raffaella Carrà, aveva 78 anni, su adnkronos.com, 5 luglio 2021.
  42. ^ È morta Raffaella Carrà, su corriere.it, 5 luglio 2021.
  43. ^ La Carrà è morta per un tumore ai polmoni, su ilgiornale.it, 8 luglio 2021.
  44. ^ Sky TG24, Raffaella Carrà, il corteo funebre a Roma prima della camera ardente, su tg24.sky.it. URL consultato il 9 luglio 2021.
  45. ^ Sky Sport, 'A far l'amore comincia tu' prima di Italia-Spagna, su sport.sky.it. URL consultato il 9 luglio 2021.
  46. ^ Porto Santo Stefano ricorda Raffaella Carrà con una lapide d'autore, su Il Tirreno, 21 ottobre 2021. URL consultato il 7 novembre 2021.
  47. ^ Urna Raffaella Carrà da San Pio per messa e celebrazioni - Puglia, su Agenzia ANSA, 23 agosto 2021. URL consultato il 25 agosto 2021.
  48. ^ Raffaella Carrà resterà per sempre qui, su QN/La Nazione, 2 settembre 2021. URL consultato il 5 settembre 2021.
  49. ^ La Juve ricorda la sua tifosa speciale: Ciao Raffaella, su torino.repubblica.it.
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  87. ^ per la TV spagnola

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Martini, TV sorrisi e milioni, Grandi Edizioni Italiane, 1985, ISBN 88-345-0020-2.
  • Joseph Baroni, Dizionario della televisione, Raffaello Cortina Editore, 2005, ISBN 88-7078-972-1.
  • Aldo Grasso (a cura di), Enciclopedia della televisione, 3ª ed., Garzanti Editore, 2008, ISBN 978-88-11-50526-6.
  • Le Ricette di Raffaella di Raffaella Carrà, 1991
  • Enrico Lancia e Roberto Poppi (a cura di), Le attrici: dal 1930 ai giorni nostri, Roma: Gremese Editore, 1999, p. 70.
  • Le teche Rai, la prosa televisiva dal 1954 al 2008.
  • Le teche Rai, il varietà televisivo dal 1954 al 2008.
  • Raffabook di Fabio Canino
  • Mito In Tre Minuti di Antimo Verde
  • Grazie Raffa di Valeria Muccifora, Castelvecchi, 2000
  • Gli ospiti di Raffaella / libro a tiratura limitata distribuito alla Stampa

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