Raffaella Carrà

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Raffaella Carrà
Raffaella Carrà.jpg
Raffaella Carrà nel 2008 durante l'ultima edizione di Carràmba! Che fortuna
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Musica leggera
Disco
Dance
Musica house
Periodo di attività musicale1969 – in attività
Album pubblicati51
Studio34
Live2
Raccolte20

Raffaella Carrà, pseudonimo di Raffaella Maria Roberta Pelloni (Bologna, 18 giugno 1943), è una showgirl, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva, radiofonica e autrice televisiva italiana.

Definita "La regina della televisione italiana"[1][2], è presente nei palinsesti televisivi dalla fine degli anni sessanta ad oggi e durante la sua lunga carriera è diventata un'icona della musica e della televisione italiana, riscontrando grandi consensi anche all'estero, soprattutto in Spagna.[3][4][5][6]

Nel corso della sua carriera, come dichiarato da lei stessa in un'intervista sul settimanale TV Sorrisi e Canzoni, ha venduto oltre 60 milioni di dischi, mentre nel corso di un'altra con Pippo Baudo a Domenica In, ha dichiarato di possedere 22 dischi tra platino e oro, risultando una delle artiste italiane ad aver venduto maggiormente in tutto il mondo.

Nell'autunno 2020 il quotidiano britannico The Guardian incorona Raffaella Carrà come sex-symbol europeo, definendola «l’icona culturale che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso».[7]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà ad 8 anni in Tormento del passato di Mario Bonnard (1952).

Nasce a Bologna da padre romagnolo,[8] gestore di un bar di Bellaria (cittadina della riviera adriatica all'epoca in provincia di Forlì, oggi di Rimini), e da Iris Dellutri (1923-1987[9]), di famiglia siciliana[10][11]. I genitori, tuttavia, si separarono poco dopo le nozze[12] e la piccola Raffaella passò gran parte della sua infanzia tra il bar del padre e la gelateria di Bellaria-Igea Marina. Proprio in quest'ultima, crebbe seguendo in TV la trasmissione de Il Musichiere, imparando a memoria titoli, balletti e ritornelli delle canzoni. A soli otto anni lasciò la riviera romagnola per proseguire gli studi direttamente a Roma, prima presso l'Accademia Nazionale di Danza, fondata dalla ballerina russa Jia Ruskaja, poi al Centro sperimentale di cinematografia.

Anni cinquanta e sessanta[modifica | modifica wikitesto]

La Carrà in un piccolo ruolo nel film I compagni di Mario Monicelli (1963).

La sua carriera cinematografica incominciò molto presto, ovvero agli inizi degli anni cinquanta, partecipando come attrice bambina, ad appena otto anni, al film di Mario Bonnard, Tormento del passato (1952), un melodramma "strappalacrime" (filone cinematografico allora molto in voga tra il pubblico italiano) nel quale interpretò il personaggio infantile di Graziella.[13] Tra il 1958 e il 1959 prese parte, con piccoli ruoli, ad altri tre film.

Nel 1960 conseguì il diploma al Centro sperimentale di cinematografia; nello stesso anno, prese parte ai film La lunga notte del '43 di Florestano Vancini e Il peccato degli anni verdi di Leopoldo Trieste. Contemporaneamente, incominciò anche il teatro, scritturata dalla compagnia Carli-Pilotto. Dopo un passaggio alla radio, dove su mandato di Luciano Rispoli, realizzò e condusse la rubrica Raffaella col microfono a tracolla, a metà 1962, il regista Stefano De Stefani la scelse come valletta di Lelio Luttazzi per il programma Il Paroliere questo sconosciuto.

Frank Sinatra e Raffaella Carrà sul set de Il colonnello Von Ryan di Mark Robson (1965).

Nel 1960 sostenne un provino per il ruolo di Rosetta (la figlia della protagonista Cesira, interpretata da Sophia Loren) per il film La ciociara di Vittorio De Sica, ma venne scartata in quanto ritenuta troppo matura per quella parte (poi affidata all'attrice italo-americana Eleonora Brown).

Partecipò quindi ad altre pellicole, tra le quali I compagni (1963) di Mario Monicelli e l'hollywoodiano Il colonnello Von Ryan (1965) di Mark Robson, ove ebbe come partner Frank Sinatra. Nel 1964 recitò nell'originale televisivo La figlia dell'oca bianca scritto da Edoardo Anton per la rubrica Rai Vivere insieme, diretta da Ugo Sciascia[14]. Nel 1965 recitò la parte di Costanza De Mauriac nello sceneggiato televisivo Scaramouche, con Domenico Modugno.[15] Negli anni sessanta le cronache rosa si occuparono spesso di lei per la relazione con il calciatore della Juventus Gino Stacchini,[16] durata otto anni.

Il 3 marzo 1967 venne trasmesso sul canale nazionale "Tutto per bene", il film per la tv tratto dall'omonimo romanzo di Pirandello.

Nel gennaio 1968 fu alla conduzione di uno speciale in onda sulla seconda rete, intitolato Tempo di samba. Nel giugno dello stesso anno, partecipò allo sceneggiato Rai Processo di Famiglia, di Diego Fabbri e, sul finir dell'anno successivo, fu presente nello sceneggiato Il sorriso della gioconda.

Il cambio del cognome[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima metà degli anni sessanta le fu dato lo pseudonimo Carrà, consigliatole dal regista Dante Guardamagna, il quale, appassionato di pittura, associò il suo vero nome, Raffaella, che ricorda il pittore Raffaello Sanzio, al cognome del pittore Carlo Carrà.[17] Tuttavia, Raffaella non riuscì a ottenere molto successo (in termini di popolarità) come attrice, tant'è che, all'inizio degli anni settanta, a seguito del successo ottenuto come showgirl in televisione, decise di abbandonare la recitazione (salvo alcune sporadiche ed isolate esperienze successive in alcuni film e sceneggiati TV), e di concentrarsi sulla carriera di presentatrice televisiva, soubrette e cantante, con la quale invece otterrà successo e fama a livello internazionale.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà (a sinistra) con Marisa Mell nel 1972.

Nella stagione 1969-1970 arrivò il successo televisivo, nello spettacolo Io, Agata e tu (con Nino Taranto e Nino Ferrer), in cui la Carrà lanciava un nuovo stile di showgirl, scattante e moderna.

Nell'autunno dello stesso anno fu al fianco di Corrado in Canzonissima, dove diede scandalo per l'ombelico scoperto mostrato nella sigla d'apertura Ma che musica maestro!, che raggiunse le vette delle classifiche, vendendo 200.000 copie. Gli indici di gradimento e di ascolto toccarono livelli inaspettati, consacrando Raffaella come la nuova stella dello spettacolo italiano. Visti i soddisfacenti esiti dell'anno precedente, la Rai decise di riconfermare la stessa coppia di conduttori anche per la nuova edizione del programma. Infatti nel 1971 fu di nuovo a Canzonissima, dove vide entrare in classifica tre singoli: la sigla Chissà se va, Maga Maghella (destinata al pubblico infantile) e il celebre Tuca tuca, con annesso balletto. Quest'ultimo dalla terza puntata del programma venne censurato dalla Rai per via della coreografia giudicata troppo audace e provocatoria. Solo dopo l'esibizione insieme con Alberto Sordi, il ballo superò le censure e le polemiche iniziali, diventando un autentico fenomeno popolare. È dello stesso anno il primo album pubblicato dalla cantante, Raffaella, pubblicato sull'onda del grande successo di Canzonissima 1970 e di quello personale della vedette. Contiene Ma che musica maestro, sigla del programma. Nello stesso anno pubblicò un altro album di successo, Raffaella Carrà, contenente anche il brano Borriquito, primo successo sul mercato latino.

Raffaella Carrà e Mina in Milleluci (1974).

Sempre nel 1971, partecipò accanto a Georges Descrières all'episodio intitolato La donna dai due sorrisi, nella serie televisiva di produzione francese Arsenio Lupin, prodotta dal 1971 al 1974.[18] Seguì poi, nel 1974, Milleluci, presentato al fianco di Mina, (ultimo varietà al quale parteciperà quest'ultima poco prima del ritiro definitivo dalle scene) che ottenne un clamoroso successo di pubblico, affermando definitivamente Raffaella come showgirl a tutto tondo. Nonostante le notizie relative a una presunta rivalità, le due andarono molto d'accordo durante il programma, tanto che fu la stessa Mina a chiedere al regista Antonello Falqui di dare maggiore spazio alla co-conduzione dello show a Raffaella. A tal proposito Raffaella affermerà successivamente in merito al rapporto con la collega:

"Passammo una settimana a Lugano, in una sua deliziosa casetta sul lago, ci piacemmo subito e facemmo immediatamente amicizia. Molti ci volevano rivali, ma noi alla sera, dopo le estenuanti prove con Falqui, giocavamo a casa mia a scopone scientifico per ore."

Sull'onda del grande successo della trasmissione, pubblicò l'album Milleluci, composto prevalentemente da cover. Nello stesso anno presentò la sua terza Canzonissima, questa volta condotta in solitaria, dove inoltre duettava con Topo Gigio nel brano dedicato ai bambini Strapazzami di coccole. Nello stesso anno pubblicò l'album Felicità tà tà, contenente oltre al brano omonimo, sigla della sua terza Canzonissima, uno dei suoi maggiori successi, il brano disco-music Rumore. L'album riscosse un ottimo successo in Italia, dove si aggiudicò il disco di platino, e buoni riscontri anche all'estero, aggiudicandosi diversi dischi d'oro.

Tra il 1975 ed il 1980 si fece conoscere in Spagna, e il successo delle sue canzoni portò TVE a offrirle nel 1976 una monografia, La hora de Raffaella Carrà (puntata della serie La hora de...), grazie alla quale divenne popolare presso il pubblico iberico.

In questi anni Raffaella si concentrò maggiormente sulla sua carriera di cantante, ottenendo consensi in tutto il mondo come Spagna, Germania, Francia, Olanda, Belgio, Inghilterra, Grecia e in particolare nei paesi dell'America Latina, divenendo un vero e proprio fenomeno di esportazione della musica italiana nel mondo. Uno dei successi più clamorosi fu il brano A far l'amore comincia tu, che riuscì a toccare, nella sua versione inglese, il secondo posto della classifica dei singoli più venduti in Inghilterra, ottenendo diversi dischi d'oro e platino in tutto il mondo.[19] Nel 1976 incise l'album Forte forte forte, pubblicato in 36 paesi del mondo, aggiudicandosi in Spagna, Regno Unito e Germania vari dischi d'oro, mentre in Italia ben due dischi di platino, rappresentando uno dei lavori discografici di maggior successo della cantante, anche a livello qualitativo. Mentre nel 1977 fu la volta di Fiesta, l'album, dai suoni prettamente eurodisco, che contiene Fiesta, una delle canzoni "simbolo" della soubrette.

Nel 1978 rientrò in Italia, dopo numerose tournée all'estero, per presentare il varietà del sabato sera Ma che sera, nel quale presentava, cantava e ballava affiancata da Paolo Panelli, Bice Valori, Alighiero Noschese e Giorgio Bracardi, animatori degli spazi comici del programma. Particolarmente ricordata è la sigla iniziale, Tanti auguri, in cui Raffaella canta un inno all'amore libero e spensierato, con il ritornello divenuto in poco tempo celeberrimo (Come è bello far l'amore da Trieste in giù), il cui video venne girato all'interno del parco a tema dell'Italia in miniatura di Rimini; il brano divenne immediatamente un altro successo internazionale e fu inserito nell'album Raffaella, che riscosse un altro importante successo di pubblico. Il programma però, fu oggetto di controversie e polemiche, perché trasmesso nei difficili e tragici giorni del Sequestro di Aldo Moro.

Nel 1979 fu la volta di un altro clamoroso successo discografico per Raffaella, l'album Applauso, il quale vantava le firme, oltre a quelle di Gianni Boncompagni, anche dei giovani debuttanti de Sanctis e Musso. L'album raggiunse il 75º posto tra i più venduti dello stesso anno.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà insieme con Corrado in Fantastico 3 (1982).

Nel 1980 fu sul set del film Barbara, girato in Argentina e distribuito per il mercato sudamericano (ma non in Italia dove è tutt'oggi ancora inedito), diretto da Gino Landi.

Nello stesso anno incise l'album Mi spendo tutto contenente la hit Pedro, uno dei brani più conosciuti della cantante e Ratatataplan, ispirato nel titolo dall'omonimo film di Maurizio Nichetti. (Il 10 gennaio 2020, in occasione del 40º anniversario dalla sua prima pubblicazione, è stata pubblicata la ristampa in versione Picture Disc, conquistando nella prima settimana il 4º posto nella classifica dei vinili più venduti.)

Nel 1981 presentò Millemilioni, che rappresentò il primo esperimento di cooperazione televisiva internazionale: cinque speciali, ognuno dei quali girato in una diversa capitale: Buenos Aires, Città del Messico, Londra, Roma e Mosca. Il programma ebbe una media di circa 10 milioni di telespettatori.

Nel 1982 affiancò ancora Corrado presentando Fantastico 3, con Gigi Sabani e Renato Zero, con una media di 25 milioni di spettatori, cantandone anche la sigla d'apertura, la celebre Ballo ballo, canzone che sarà anche al centro di alcune controversie, in quanto accusata da alcuni di essere un plagio del brano Eleanor Rigby dei Beatles. Sull'onda del grande successo della trasmissione del sabato sera Fantastico, venne pubblicato il disco Raffaella Carrà 82, arrangiato e composto, tra gli altri, da Franco Bracardi e Danilo Vaona, e che vide tra gli autori, oltre a Gianni Boncompagni e G. Belfiore, anche Giancarlo Magalli.

La Carrà al telefono in Pronto, Raffaella? (1983).

A febbraio del 1983, in seguito al grande successo di Fantastico 3, la Carrà venne invitata ad esibirsi per la prima volta come super ospite al Festival di Sanremo 1983. Soli sulla luna e Ahi, scritti da Valsiglio - Pace - Depsa, sono brani incisi appositamente per l'occasione, registrati - "in fretta e furia" - come dichiarò la stessa cantante.

Dal 1983 al 1985 presentò su Raiuno Pronto, Raffaella?, il primo programma di mezzogiorno della Rai che segnò la sua definitiva affermazione come conduttrice, mettendo in risalto non solo le sue qualità di soubrette, ma anche di intrattenitrice e padrona di casa, capace di relazionarsi con uguale empatia sia agli ospiti illustri sia ai telespettatori che telefonavano per partecipare ai giochi del programma, in cui lavorò per la prima volta con Gianni Boncompagni (che ne curò la regia e ne fu autore assieme a Giancarlo Magalli), in concorrenza diretta con Il pranzo è servito del suo amico Corrado, col quale condusse anche un'edizione dei Telegatti nel 1991. Il programma è ricordato perché è stato il primo della Rai ad andare in onda nella fascia del mezzogiorno. Al centro della trasmissione vi era l'interazione con il pubblico in diretta attraverso vari giochi telefonici. Uno dei giochi-simbolo che hanno caratterizzato la trasmissione nell'immaginario collettivo del pubblico era il gioco dei fagioli. La risposta di Rai 1 ottenne da subito un grosso successo di pubblico, raggiungendo in poco tempo risultati d'ascolto molto elevati con 4 milioni e 500mila spettatori di media e punte di 9 milioni di contatti. Nel giro di breve tempo la trasmissione divenne oggetto di studio delle televisioni brasiliana, argentina, tedesca e francese che ne copiarono il format. Anche in questa trasmissione, Raffaella interpretò la sigla del programma: Fatalità nella prima edizione, Que dolor nella seconda.

Lo straordinario successo di Pronto, Raffaella? le fece vincere nel 1984 il titolo di "Personaggio televisivo femminile a livello europeo", consegnato dall'European TV Magazines Association. Nel 1984 firmò un contratto milionario per la durata di due anni con la ditta di cucine Scavolini, con lo slogan "la più amata dagli Italiani". Sempre nel 1984, il rinnovo del contratto di lavoro con la Rai fu al centro di una accesa controversia con l'allora Presidente del Consiglio, Bettino Craxi, che definì "immorale e scandalosa" la cifra che la conduttrice avrebbe guadagnato per un'esclusiva di due anni (6 miliardi di lire di allora).[20]

Di questi anni sono gli album di successo, Fatalità (1983) e Bolero (1984).

Tra il 1985 e il 1986, Raffaella Carrà fu inviata del settimanale Radiocorriere TV, per "Gli incontri di Raffaella", in cui intervistava personalità politiche e dello spettacolo.

Nella stagione televisiva 1985-1986 fu la conduttrice del supershow Buonasera Raffaella (versione di prima serata di Pronto, Raffaella?), le cui prime dieci puntate andarono in onda da Roma, mentre le ultime cinque vennero trasmesse in diretta, per la prima volta nella storia della TV pubblica italiana, dagli studi della Rai Corporation di New York (ora dismessi) e grazie a Rai International, visibili in tutto il nord e sud America. Raffaella, inoltre, intervistava e duettava con ospiti illustri come Henry Kissinger, Joe Cocker, Riccardo Cocciante, Patty Pravo, Stevie Wonder, Ginger Rogers e Sammy Davis Jr. e cantava le sigle Fidati! e Bellissimo. La sigla iniziale e finale della trasmissione sono contenute nell'album Fidati!, uscito nello stesso anno.

Nella stagione successiva 1986/1987 condusse la trasmissione ideata da Corrado nel 1976 Domenica in, di cui cantava inoltre sia la sigla d'apertura, Curiosità, che fu una delle prime sigle della TV italiana ad essere realizzata attraverso grafiche elaborate al computer (grande innovazione per l'epoca), sia la sigla di chiusura, Casa dolce casa. Proprio a Domenica in, nel mese di novembre, la Carrà reagì a un articolo pubblicato dal settimanale scandalistico Novella 2000, minacciando un'azione legale nei confronti del giornale, che l'aveva accusata di trascurare la madre morente.[21] La madre di Raffaella infatti morì nel 1987. Raffaella le rese omaggio proprio durante un'altra puntata di Domenica in, dedicandole il brano I thank you life.

Raffaella Carrà in compagnia di Sergio Japino in una foto degli anni ottanta.

Nel 1987, dopo le lusinghe da parte di Silvio Berlusconi, passò alla Fininvest, con un contratto miliardario della durata di due anni. La prima apparizione su Canale 5 della Carrà risale al 27 dicembre del 1987: in seconda serata venne trasmesso uno speciale dal titolo Benvenuta Raffaella, con il dietro le quinte e video dalle prove del suo nuovo show, nonché interviste esclusive alla stessa Carrà e al suo compagno dell'epoca, Sergio Japino, anche regista e coreografo della trasmissione. Il programma in questione debuttò il 9 gennaio del 1988 e fu il Raffaella Carrà Show. Seguì poi, nella primavera 1989, Il principe azzurro, il secondo e ultimo programma condotto dalla Carrà per Canale 5. Entrambi gli spettacoli in onda sull'attuale Mediaset, non ottennero però grossi risultati in termini di ascolto, e sembrarono appannare la sua popolarità.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà e Carlo Frisi a Ricomincio da due nel 1991.

Dopo il periodo passato alla Fininvest, dai primi di gennaio del 1990, Raffaella ritornò in Rai. Il suo nuovo show si intitolava Raffaella Venerdì, Sabato e Domenica... E saranno famosi, programma in onda il venerdì in prima serata e il sabato e la domenica dalle 12:00. Il programma ebbe un seguito intitolato Ricomincio da due, in onda, stavolta, solo il sabato e la domenica in orario di pranzo. Entrambi i programmi andarono in onda su Raidue e ottennero ottimi indici di ascolto, che la riportarono al successo. Nel maggio del 1991, poche settimane dal termine del suo programma, Raffaella condusse un'edizione dei Telegatti con Corrado, ultimo ospite della trasmissione della Carrà.[22]

Nel giugno del 1990, con Gigi Sabani, fu la conduttrice di Cuando Calienta el sol, programma televisivo in due puntate in onda dall'Italia e dalla Spagna.[23]

Assieme a Johnny Dorelli, nel 1991, condusse il varietà del sabato sera di Raiuno, Fantastico 12, che, pur essendo ricordato per l'ospitata di Roberto Benigni del 19 ottobre, che simulò un amplesso con la conduttrice, fino a cinturarla, per poi cimentarsi in una elencazione dei vari modi di pronunciare gli organi genitali maschile e femminile, ottenne indici d'ascolto inferiori alle aspettative.

Dal 1992 al 1995 tornò quindi in Spagna, prima due anni su TVE 1, conducendo tre edizioni di Hola Raffaella, premiato con tre TP de oro, equivalente iberico del Telegatto, e il preserale A las 8 con Raffaella, che la consacrarono definitivamente nel paese (in seguito TVE ha richiamato sovente Raffaella per alcuni eventi di un giorno, come i festeggiamenti del Capodanno del 1998); successivamente, nella stagione 1994-95, passò invece all'emittente spagnola della Fininvest, Telecinco, con il programma pomeridiano En casa con Raffaella (vero e proprio remake spagnolo di Pronto, Raffaella?) che ottenne grande successo, tanto che al termine della stagione, Telecinco offrì alla presentatrice un nuovo contratto di esclusiva di due anni, che la showgirl però rifiutò per tornare a lavorare in Italia.

Raffaella Carrà alle prese con Roberto Benigni nel corso della famosa ospitata di quest'ultimo a Fantastico 12 (1991).

Alla fine del 1995 infatti tornò su Raiuno con Carràmba! Che sorpresa, considerata la sua trasmissione di maggior successo. Nel programma, inventato insieme a Sergio Japino e Brando Giordani (prendendo ispirazione dal format britannico Surprise surprise!) Raffaella coinvolgeva in diretta gli ospiti e il pubblico in sala in sorprese e incontri inaspettati con persone care (parenti, amici) che non vedevano da molto tempo, architettati insieme con un complice chiamato "gancio". Ciò era alternato a momenti di puro spettacolo attraverso la presenza di vari ospiti illustri tra i quali Adriano Celentano, Madonna, Britney Spears e Robbie Williams. Il programma, già dalla prima edizione, segnò il record di ascolti con una media di 10.000.000 di telespettatori, che furono riconfermati anche nelle successive edizioni, considerandolo uno dei programmi di maggior successo degli anni novanta. Nel 1998 al programma venne affidato il compito di risollevare le sorti della Lotteria Italia (a cui era stato abbinato già nel 1996), si decise quindi di cambiare il nome in Carràmba! Che fortuna. La trasmissione riuscì a riscuotere un successo ancora maggiore rispetto alle precedenti edizioni, raggiungendo picchi del 66% di share con 14.000.000 di telespettatori. Nel 1996 e dal 1998 al 2000, in contemporanea con Carràmba! Che sorpresa/Carràmba! Che fortuna, condusse anche le strisce 40 minuti con Raffaella, Centoventitré e I Fantastici di Raffaella, appendici quotidiane di quaranta minuti del varietà del sabato sera, in onda dal lunedì al venerdì subito dopo il TG1 delle 13:30, che davano la possibilità di vincere i premi giornalieri della Lotteria Italia.

Rifiutò per una delusione d'amore la conduzione del Festival di Sanremo 1997, con Piero Chiambretti, lasciando il posto a Mike Bongiorno e Valeria Marini (come raccontato da Chiambretti stesso, in un'intervista del 2018)[24]

Nel 1997 partecipò inoltre da protagonista a una miniserie in quattro puntate della Rai intitolata Mamma per caso, diretta da Sergio Martino, nella quale interpretava il ruolo di una giornalista single, affiancata da Ray Lovelock, Jean Sorel, Maurizio Crozza e Carla Signoris, e trasmessa in prima serata su Raiuno.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 presentò per la seconda volta su Canale 5 il Gran Premio Internazionale dello Spettacolo assieme a Paolo Bonolis (condusse il programma di nuovo nel 2004 assieme a Gerry Scotti, esibendosi con Loretta Goggi, da sempre considerata la sua "rivale" artistica).

Nel 2001, affiancata da Piero Chiambretti, Enrico Papi, Megan Gale e Massimo Ceccherini, presentò la 51ª edizione del Festival di Sanremo, edizione che non riscosse grande successo, come poi da lei ammesso senza reticenze. L'edizione numero cinquantuno del più importante concorso canoro italiano fu al centro di non poche polemiche, sia sul piano televisivo sia sul piano della conduzione. Grandi furono le critiche relative all'ospitata di Eminem, che però non diede luogo ad alcuno scandalo; al contrario a fare scalpore furono i Placebo e soprattutto il loro cantante Brian Molko il quale, visibilmente "alterato" dall'alcool, diede in escandescenza distruggendo parte del palco, facendo infuriare il pubblico in sala e costringendo Raffaella a scusarsi pubblicamente al rientro da una pausa pubblicitaria.

Dopo una pausa lunga circa un anno dall'esperienza poco felice del Festival, dal 24 gennaio 2002 tornò in prima serata su Rai 1 con la quarta edizione di Carràmba! Che sorpresa. Nel 2004 condusse il programma Sogni, nel quale, rivisitando Carràmba! Che sorpresa, si concentrava sulla possibilità di realizzare i sogni degli italiani e nel 2006 Amore, replica di un esperimento riuscito in TVE (Contigo), dedicato alle adozioni a distanza. L'obiettivo era quello di raccogliere tramite un centralino le adesioni di quanti volevano aiutare i bambini dei paesi più poveri del mondo con un sostegno a distanza, riuscendone a raccogliere circa 130.000.

Nello stesso anno l'attore Fabio Canino, coadiuvato da Roberto Mancinelli, le dedicò un libro pubblicato da Sperling & Kupfer: il RAFFAbook, sorta di circo di una lunga carriera dedicato alla show-girl. Allo stesso modo, una puntata de La storia siamo noi fu dedicata a lei. Sempre nel 2006 Tiziano Ferro pubblicò nell'album Nessuno è solo la canzone E Raffaella è mia, dedicata alla Carrà, che partecipò al videoclip del brano, mentre la cantante spagnola Roser incise l'album Raffaella, tributo con i maggiori successi della Carrà cantati in spagnolo. In seguito partecipò, insieme con Robbie Williams, al programma di Diego Armando Maradona La noche del 10.

Il 30 novembre 2007 uscì Raffica, due CD e un DVD in cui furono raccolte le sigle cantate e ballate da Raffaella durante tutta la carriera, che raggiunse in Italia la posizione numero 15 nella classifica FIMI,[25] vendendo più di 50.000 copie.

Nel 2008 TVE la chiamò per tre programmi legati all'Eurovision Song Contest. Il primo era la selezione in onda l'8 marzo, Salvemos Eurovisión in cui gli spettatori, attraverso televoto e sms, sceglievano la canzone tra 10 scelte dagli utenti di Myspace da portare all'edizione di quell'anno della kermesse europea svoltasi a maggio a Belgrado. Seguirono poi due speciali in maggio, sempre legati all'Eurovision Song Contest: il primo, Europasión, era una gara fra alcune delle canzoni che negli anni avevano rappresentato la Spagna all'evento; il secondo, una sorta di salotto con dibattiti e critiche sul festival, andò in onda nel giorno della serata finale, prima e dopo la diretta da Belgrado, con regia di Sergio Japino.

Dopo tale impegno, tornò su Rai 1 per presentare una nuova edizione di Carràmba! Che fortuna (dove, memore del recente impegno per TVE, inserì come ospiti alcuni cantanti dell'ESC 2008) premiata ancora dall'auditel, con una media di 5.000.000 di telespettatori; inoltre il bilancio di quest'ultima edizione legata alla Lotteria Italia fu molto positivo rispetto agli anni precedenti: infatti furono venduti oltre 18 milioni di tagliandi (+25.5% rispetto al 2007); Raffaella Carrà è la conduttrice ad aver condotto più programmi abbinati alla lotteria Italia, ben dieci: Canzonissima (1970-71; 1971-72; 1974-75), Fantastico (1982-83; 1991-92), Carràmba! Che sorpresa e Carràmba! Che fortuna (1996-97; 1998-99; 1999-2000; 2000-2001; 2008-2009); globalmente, in 5 edizioni di Carràmba, ha venduto oltre 125.000.000 di tagliandi.

Successivamente tornò in Spagna per condurre una puntata della versione iberica del Saturday Night Live sul canale Cuatro.

Sempre nel 2008 venne pubblicato il libro Mito in Tre Minuti di Antimo Verde, biografia artistica basata su un lavoro di ricerca. Il 7 novembre di quell'anno uscì anche Raffica - Balletti & Duetti, un secondo cofanetto di due CD e un DVD con una selezione delle esibizioni televisive della Carrà, fra le quali duetti con Mina in Milleluci, il celebre Tuca Tuca con Alberto Sordi a Canzonissima 1971, Money Money con Loretta Goggi a Fantastico 12 e i balletti di Millemilioni, registrati in esterna in varie città del mondo, che raggiunse in Italia la posizione numero 66 nella classifica FIMI[26] e la posizione numero 2 tra i DVD musicali più venduti.

Nello stesso anno per Rai 3, Raffaella fu autrice de Il Gran Concerto, programma televisivo dove la Grande Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai presentava brani di musica classica e operistica per una platea di 700 bambini e ragazzi, al fine di far scoprire loro la musica classica; a presentarlo fu Alessandro Greco e la regia fu di Sergio Japino.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà a Madrid nel 2017 insieme al sindaco di Catania Enzo Bianco e al sindaco di Madrid Manuela Carmena.

Dal 2010 fu testimonial della Danone e fino al 2012 girò diversi spot pubblicitari in onda su varie reti nazionali. Il 7 agosto dello primo anno del decennio, a Rimini, durante il Festival Milleluci, a lei dedicato, circa 250 coppie ballarono il Tuca Tuca, balletto che compì 40 anni (ballato per la prima volta con Enzo Paolo Turchi durante Canzonissima 1971-72). Nel 2010 duettò con Renato Zero nel suo album Sei Zero, la canzone Triangolo. I due si esibirono anche in una tappa del concerto di Zero, il 5 ottobre del medesimo anno. Nel 2011, dopo 13 anni di assenza, l'Italia tornò a partecipare all'Eurovision Song Contest, e la Rai scelse la Carrà per condurre e commentare dall'Italia la serata finale (e la seconda semifinale con diritto di voto) della manifestazione, oltre che presentare i voti assegnati da giuria e televoto.

Nell'estate 2011 uscì il remix di un suo storico brano musicale, A far l'amore comincia tu, che diviene così Far l'amore, realizzato dal noto DJ francese Bob Sinclar, suo partner nella conduzione della finale dell'ESC 2011, che la volle al suo fianco nella realizzazione del brano (e del relativo videoclip), che si rivelò un rinnovato successo internazionale; tale remix fu in seguito inserito da Paolo Sorrentino nella colonna sonora del suo film La grande bellezza (è il brano della festa della scena iniziale della pellicola); tale film, uscito nel 2013, venne premiato l'anno successivo con l'Oscar al miglior film in lingua straniera: il fatto che un suo brano sia presente in un film premiato con l'Oscar, verrà considerato dalla Carrà come una sorta di "risarcimento morale" per non essere mai riuscita a sfondare come attrice.

In seguito, assieme a Neri Marcorè, fece da testimonial ad alcuni spot TIM, interpretando la regina Isabella di Castiglia. Nell'ottobre 2011, per il quarto anno consecutivo, fu nuovamente autrice del programma televisivo di Rai 3 Il Gran Concerto, condotto da Alessandro Greco.

Nel giugno 2012 partecipò al Concerto per l'Emilia a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 20 e del 29 maggio 2012, in cui cantava un suo successo, Rumore. A gennaio 2013, Raffaella Carrà sarebbe dovuta tornare, dopo dieci anni, a condurre il varietà del sabato sera di Rai 1: il programma, dal titolo provvisorio Auditorium, avrebbe dovuto sfidare il talent-show di Canale 5 Italia's Got Talent, ma nel mese di ottobre 2012 il direttore di Rai Intrattenimento, Giancarlo Leone annunciò che l'inizio della trasmissione sarebbe stato posticipato a data da destinarsi, ma poi il programma fu annullato. A febbraio 2013 divenne invece uno dei coach, insieme a Noemi, Piero Pelù e Riccardo Cocciante, nel programma The Voice of Italy, talent show musicale di Rai 2, condotto da Fabio Troiano e Carolina Di Domenico. Il 16 luglio 2013 pubblicò il singolo dance Replay, che anticipava il suo nuovo album, a diciassette anni di distanza dal suo ultimo disco di inediti, dal titolo Replay (The Album).

L'album venne pubblicato il 19 novembre 2013, accompagnato dal secondo singolo estratto Cha Cha Ciao. Sempre nello stesso anno interpretò sé stessa nel cine-panettone Colpi di fortuna per la regia di Neri Parenti. Nel 2014 partecipò di nuovo a The Voice of Italy, sempre nelle vesti di coach, affiancata da Piero Pelù, Noemi e il rapper J-Ax (che sostituì Riccardo Cocciante). Anche i conduttori del programma cambiarono: Fabio Troiano e Carolina Di Domenico vennero sostituiti da Federico Russo e Valentina Correani. A febbraio dello stesso anno fu ospite alla prima serata del Festival di Sanremo, in cui si esibì in un medley di canzoni del suo ultimo album, raggiungendo il picco di ascolti della puntata (e secondo in assoluto) con uno share del 55,36%.

Nella stagione televisiva 2014-2015 tornò su Rai 1 con un nuovo talent-show, chiamato Forte forte forte, che riprendeva il titolo di una delle canzoni più note della stessa Carrà, (anche questa remixata da Bob Sinclar), andato in onda in prima serata ogni venerdì dal 16 gennaio al 13 marzo 2015. Alla vigilia del programma, vasta risonanza è stata data alle dichiarazioni di Lorella Cuccarini, inizialmente scelta per far parte del cast del programma ma in seguito esclusa, che ha accusato la Carrà di scarsa professionalità e poco rispetto nei suoi confronti.

A partire dal 24 febbraio 2016 tornò come coach nel programma di Rai 2 The Voice of Italy affiancata da Emis Killa, Max Pezzali e Dolcenera; durante la puntata finale annuncia che abbandonerà definitivamente il programma. Il 19 dicembre 2016 conduce con successo il gala dei 60 anni (Gala 60 años juntos) della TVE, la televisione pubblica spagnola. Nell'estate 2017 diventa produttrice musicale (mantenendo la promessa fatta in diretta nella semifinale della precedente edizione di The voice of Italy) per uno dei suoi concorrenti, Samuel Pietrasanta. Nell'estate 2018 le venne dedicata una mostra nella quale furono esposti quaranta tra i più importanti abiti che l'avevano consacrata icona di stile. La mostra, organizzata a Cinecittà, ha registrato uno straordinario successo di presenze.

Il 13 ottobre 2018 è stata insignita dell'onorificenza di Dama all'Ordine al merito civile dall'ambasciatore spagnolo in Italia, Alfonso Dastis, per conto del re di Spagna Felipe VI.[27]

Il 30 novembre 2018 è uscito l'album natalizio Ogni volta che è Natale, che rappresentava il grande ritorno discografico dell'artista a distanza di cinque anni dal suo ultimo lavoro in studio (Replay - The Album) e il ritorno sulla scena televisiva dopo due anni di assenza, come ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa e da Carlo Conti a Un Natale d'Oro Zecchino. Nell'album è presente un brano inedito, Chi l'ha detto, in rotazione radiofonica dal 16 novembre e su YouTube dal 23 novembre, con il video ufficiale della canzone, annunciato da lei stessa sul suo account ufficiale su Twitter.

Nella primavera 2019 tornò in TV come conduttrice di un programma d'interviste a noti personaggi dello spettacolo, della cultura e dello sport, dal titolo A raccontare comincia tu, ispirato al programma spagnolo Mi casa es la tuya, trasmesso nella prima serata del giovedì su Rai 3 per sei settimane, dal 4 aprile al 9 maggio.[28] A seguito del successo ottenuto, il programma è stato confermato con un nuovo ciclo di quattro puntate, in onda dal 24 ottobre al 4 novembre. Il programma è stato poi confermato anche per un terzo ciclo, che sarebbe dovuto andare in onda nella primavera 2020 ma che fu poi rimandato e successivamente annullato a causa della pandemia di COVID-19.

Anni 2020[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2020 uscì nei cinema spagnoli il film Explota Explota, con la regia di Nacho Álvarez, basato sulle canzoni di Raffaella, la quale è presente anche in un cameo. Dal 25 gennaio 2021 il film è disponibile nella versione italiana (con il titolo Ballo Ballo) sulla piattaforma digitale Amazon Prime.[29]

Riferimenti nei mass media[modifica | modifica wikitesto]

  • La popolarità di Carràmba! Che sorpresa fu talmente grande che la parola carrambata è entrata a far parte del dizionario della lingua italiana, stando ad indicare un "incontro inatteso con una o più persone con le quali si erano persi i contatti".[30]
  • Nel film Maradona - La mano de Dios, Raffaella Carrà appare in TV mentre Maradona fa amicizia con Guillermo Coppola.
  • Nel film Buongiorno, notte di Marco Bellocchio del 2003, in una scena durante la prigionia di Aldo Moro nel covo delle Brigate Rosse (BR) i terroristi guardano la TV mentre Raffaella Carrà esegue il brano Tango, nella trasmissione Ma che sera.
  • Nel film Puerto Escondido, Diego Abatantuono, nel corso della fuga dal carcere, spara a un televisore sintonizzato su un canale che trasmette Raffaella Carrà che canta e balla al Raffaella Carrà Show la canzone Love is a contact sport di Whitney Houston.
  • Nel decimo episodio della quarta stagione della serie Doctor Who, in un monitor che trasmette programmi di intrattenimento per i viaggiatori di un'astronave, si vede un frammento di un videoclip in cui Raffaella Carrà canta Do it do it Again, la versione in inglese di A far l'amore comincia tu.
  • Nel documentario britannico Television, sui cinquanta anni della BBC, il brano di una trasmissione di Raffaella Carrà fa da esempio per i programmi contenitori di nuova concezione.
  • Tiziano Ferro le ha dedicato la canzone E Raffaella è mia, nel cui video compare anche la stessa Raffaella Carrà.
  • Nel film di Antonio Albanese Tutto tutto niente niente (2012) compare un omaggio a Raffaella Carrà e alla sua canzone Tuca tuca.
  • Nel 2014 la band statunitense Saint Motel ripropone la canzone My Type su un video da essi artefatto in cui si vede la Carrà che balla nello storico programma Milleluci in coppia con il frontman del gruppo.
  • Raffaella Carrà è stata invitata a Madrid dall'Ambasciatore d'Italia quale madrina della Festa del 2 giugno 2017.
  • Raffaella Carrà è considerata un'importante icona gay, sia per la sua immagine, sia per la sua musica, spesso utilizzata durante i gay pride e le feste LGBT.[31] Al riguardo, la Carrà ha ricevuto il premio di "icona gay mondiale" al World Pride di Madrid nel 2017.[32]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

La Carrà è stata legata per un lungo periodo all'autore televisivo Gianni Boncompagni, autore dei suoi maggiori successi musicali, e per un altrettanto lungo periodo con il coreografo e regista Sergio Japino. In gioventù ha intrapreso altre relazioni sentimentali, con il calciatore della Juventus Gino Stacchini (durata otto anni) e con il cantante Little Tony, venendo corteggiata anche da Frank Sinatra, con il quale ha diviso il set del film Il colonnello Von Ryan. Con Boncompagni e Japino ha continuato a lavorare durante tutto il corso della sua carriera. Non ha mai avuto figli e per questo ha adottato vari bambini a distanza in diverse parti del mondo. Il tema delle adozioni a distanza, a lei molto caro, la spinse a condurre, nel 2004, uno speciale alla tv spagnola chiamato Contigo e, successivamente Amore, programma televisivo del 2006.

Raffaella Carrà è molto legata a Monte Argentario, dove possiede una residenza da lungo tempo[33]. La villa a Cala Piccola è stata fonte d'ispirazione per molte sue trasmissioni, perfino per il titolo del programma televisivo Carràmba! Che sorpresa.[34]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Telegatti[modifica | modifica wikitesto]

Altri riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

All'estero[modifica | modifica wikitesto]

Dischi d'oro e di platino (totale vinti: 22)[modifica | modifica wikitesto]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

All'estero[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

immagine del nastrino non ancora presente Medalla al merito civil (Spagna)
immagine del nastrino non ancora presente Lazo de honor de Isabel II (Spagna)
Dama dell'Ordine al merito civile (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine al merito civile (Spagna)
— 13 ottobre 2018

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Raffaella Carrà.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Raffaella Carrà fuori dall'Italia.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva Rai[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici[modifica | modifica wikitesto]

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

All'estero[modifica | modifica wikitesto]

  • La hora de... Raffaella Carrà (Primer Programa, 1976)
  • Raffaella Carrà Show (TSI 1, 1979)
  • Fantastica Raffaella (ATC, 1982)
  • Raffaella Carrà Show (TV3, 1988)
  • La fiesta del Mediterraneo (TVE 1, 1991)
  • Sevilla sueña (TVE 1, 1992)
  • Hola Raffaella! (TVE 1, 1992-1994)
  • A las 8 con Raffaella (TVE 1, 1993-1994)
  • En casa con Raffaella (Telecinco, 1995)
  • Campanadas de fin de año (TVE 1, 1997-1998)
  • Contigo (TVE 1, 2004)
  • Raffaella Hoy (Canal 13, 2005)
  • Salvemos Eurovision (La 1, 2008)
  • Europasión (La 1, 2008)
  • Salvemos Eurovision con Chikilicuatre (La 1, 2008)
  • Saturday Night Live (Cuatro, 2009)
  • 60 años juntos (La 1, La 2, 2016)

Autrice[modifica | modifica wikitesto]

  • Furore (Rai 2, 1997-2001, 2003, 2017)
  • Navigator (Rai 1, 1999)[44]
  • Segreti e bugie (Rai 1, 1999)
  • Il gran concerto (Rai 3, 2008-2011)
  • Forte Forte Forte (Rai 1, 2015)

Partecipazioni a Festival musicali[modifica | modifica wikitesto]

Programmi radiofonici[modifica | modifica wikitesto]

  • Raffaella col microfono a tracolla (Rai Radio 2, 1969)[45]
  • Gran varietà (Rai Radio 2, 1972-1973, 1975-1976)
  • Incontro con Raffaella Carrà (Rai Radio 2, 1979)
  • Carràdio che sorpresa (Radio Italia, 1996)

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Calendari[modifica | modifica wikitesto]

  • Calendario Lambretta 1970

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola Napoletano, Raffaella Carrà compie 77 anni. Buon compleanno, Regina!, su blmagazine.it, 18 giugno 2020. URL consultato il 29 aprile 2021.
  2. ^ milanodabere.it, https://www.milanodabere.it/lifestyle/people/raffaella-carra-buon-compleanno-alla-regina-della-tv/.
  3. ^ Raffaella Carrà 75 anni oggi: celebriamo la storia (galattica) di un'icona intramontabile, in Gioia, 18 giugno 2018. URL consultato il 15 settembre 2018.
  4. ^ (ES) Lorena Pacho, Raffaella Carrà, el mito cumple 75 años, in El País, 19 giugno 2018. URL consultato il 15 settembre 2018.
  5. ^ (ES) RAFFAELLA CARRA// Icono del espectáculo italiano — Radio Imagina, in Radio Imagina, 14 maggio 2012. URL consultato il 15 settembre 2018.
  6. ^ 75 anni di Raffaella Carrà, icona da Trieste in giù - VanityFair.it, in VanityFair.it, 1529295344. URL consultato il 15 settembre 2018.
  7. ^ (EN) Raffaella Carrà: the Italian pop star who taught Europe the joy of sex, su the Guardian, 16 novembre 2020. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  8. ^ [1]
  9. ^ [2]
  10. ^ Raffaella Carrà: "Mio padre? Mi chiamava per sapere se ero ancora vergine" - Perizona Magazine, in Perizona Magazine. URL consultato il 28 novembre 2018.
  11. ^ Raffaella Carrà: "Mio padre mi chiamava per chiedermi se ero ancora vergine", in ilGiornale.it. URL consultato il 28 novembre 2018.
  12. ^ [3]
  13. ^ Scheda Imdb, su imdb.com.
  14. ^ STASERA ALLA TV La "figlia dell’oca bianca» è un'insopportabile egoista .Vivere insieme dedica il suo atto unico al problema dei ragazzi viziati, in Stampa Sera, 25 marzo 1964, p. 11 (archiviato dall'originale).
    «I programmi serali del Primo Canale incominceranno con un originale televisivo della serie Vivere insieme diretta da Ugo Sciascia. L'atto unico, La figlia dell'oca bianca, è stato appositamente scritto da Edoardo Anton e sarà interpretato da Anna Menichelli, Raffaella Carrà,...».
  15. ^ Gigi Vesigna, Sorprese VIP, in Oggi, 5 giugno 2013, p. 74-80.
  16. ^ Gli eroi in bianconero: Gino STACCHINI - Tutto Juve
  17. ^ Intervista a Raffaella Carrà[collegamento interrotto], Mixer 1985
  18. ^ Fonte: Internet Movie DataBase (IMDB)
  19. ^ [4]
  20. ^ Martini, pp. 21-34.
  21. ^ Fonte: Repubblica
  22. ^ UNA NOTTE DA STAR PER I 'TELEGATTI' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 20 luglio 2020.
  23. ^ "CUANDO CALIENTA EL SOL" ARRIVANO IN COPPIA RAFFAELLA E SABANI - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 20 luglio 2020.
  24. ^ Chiambretti rispolvera il passato e porta a galla un altarino segreto di Raffaella Carrà, su The Social Post, 29 luglio 2018. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  25. ^ FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana - Classifiche Archiviato il 25 febbraio 2014 in Internet Archive.
  26. ^ FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana - Classifiche Archiviato il 23 febbraio 2012 in Internet Archive.
  27. ^ Raffaella Carrà "Dama" di Spagna: «Il mio ombelico scoperto simbolo di libertà», su ilmessaggero.it, Il Messaggero, 13 ottobre 2018. URL consultato il 14 ottobre 2018.
  28. ^ il Resto del Carlino, Raffaella Carrà a Ravenna, in città per registrare una puntata del suo nuovo programma, su il Resto del Carlino, 1550038678000. URL consultato il 15 febbraio 2019.
  29. ^ Veronica Redazione, Ballo Ballo in streaming su Prime Video: trama e trailer, su Team World, 22 dicembre 2020. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  30. ^ carrambata in Vocabolario - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 18 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 22 aprile 2017).
  31. ^ ECCO LE ICONE (E LE ANTI-ICONE) DEI GAY ITALIANI, su Gay.it, 15 gennaio 2007. URL consultato il 30 dicembre 2019.
  32. ^ Raffaella Carrà: i 5 motivi per cui è icona gay mondiale, su Gay.it, 15 giugno 2018. URL consultato il 2 gennaio 2020.
  33. ^ RAI News-La giurata Raffaella Carrà alla premiazione del Pop Corn Festival, su rainews.it. URL consultato il 16 giugno 2020.
  34. ^ Filmato audio Arezzo TV, Video di Approfondimento/Raffaella Carrà, consegna Guzzo d'oro (nell'intervista sul titolo di Carramba al min 5,35), su YouTube, 22 agosto 2013. URL consultato il 14 luglio 2017.
  35. ^ Scauri: Premio Spighe d'Oro, su Archivio Storico Luce. URL consultato il 2 ottobre 2020.
  36. ^ PREMI CHIANCIANO: VERDONE TRA I VINCITORI, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 5 giugno 2020.
  37. ^ INQUIETA DELL'ANNO 2007, su raffaellacarra.altervista.org. URL consultato il 5 giugno 2020.
  38. ^ SIMPATIA 2007, su raffaellacarra.altervista.org. URL consultato il 5 giugno 2020.
  39. ^ Premio Piccolo Plauto a Raffaella Carrà come autrice televisiva, su www.recensito.net. URL consultato il 3 giugno 2020.
  40. ^ RAFFAELLA CARRÁ, su www.aerec.org. URL consultato il 5 giugno 2020.
  41. ^ Premio Alberto Sordi 2012, su Fondazione Alberto Sordi. URL consultato il 3 giugno 2020.
  42. ^ "Carramba che Maremma", l'Argentario ha scelto: Guzzo d'oro a Raffaella Carrà, su IlGiunco.net, 5 agosto 2013. URL consultato il 3 giugno 2020.
  43. ^ "[Dawn Addams] con il marito" - Mediateca Roma, su www.mediatecaroma.it. URL consultato il 5 giugno 2020.
  44. ^ Raiuno, da lunedì il via a «Navigator» con Enzo Decaro Un viaggiatore in tv Il programma è di Japino e Carrà - La Nuova Sardegna, in Archivio - La Nuova Sardegna. URL consultato il 13 gennaio 2018.
  45. ^ Il focolare radio - TV 1969, su ilfocolare-radiotv.blogspot.it.
  46. ^ per la TV spagnola

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Martini, TV sorrisi e milioni, Grandi Edizioni Italiane, 1985, ISBN 88-345-0020-2.
  • Joseph Baroni, Dizionario della televisione, Raffaello Cortina Editore, 2005, ISBN 88-7078-972-1.
  • Aldo Grasso (a cura di), Enciclopedia della televisione, 3ª ed., Garzanti Editore, 2008, ISBN 978-88-11-50526-6.
  • Le Ricette di Raffaella di Raffaella Carrà, 1991
  • Enrico Lancia e Roberto Poppi (a cura di), Le attrici: dal 1930 ai giorni nostri, Roma: Gremese Editore, 1999, p. 70.
  • Le teche Rai, la prosa televisiva dal 1954 al 2008.
  • Le teche Rai, il varietà televisivo dal 1954 al 2008.
  • Raffabook di Fabio Canino
  • Mito In Tre Minuti di Antimo Verde
  • Grazie Raffa di Valeria Muccifora, Castelvecchi, 2000
  • Gli ospiti di Raffaella / libro a tiratura limitata distribuito alla Stampa

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