Mia Martini

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Mia Martini
Mia Martini durante la registrazione dello special Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto (1976).
Mia Martini durante la registrazione dello special Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto (1976).
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Soul
Folk
Blues
Jazz
Periodo di attività 1963-1995
Strumento voce, chitarra, pianoforte
Etichetta CAR Juke Box
Durium
RCA Italiana
Dischi Ricordi
Warner Bros Records
DDD
Fonit Cetra
Esse Records
RTI Music
Album pubblicati 20
Studio 18
Live 2
Raccolte 60
« Il segreto di una grande interprete non è avere una bella voce, l'importante è capire esattamente il senso della gioia o del dolore che stai raccontando, perché nelle canzoni si interpreta sempre un'emozione o una qualsiasi specie d'amore per qualcosa, e se non sai cosa vuol dire "soffrire" non puoi sapere cosa vuol dire "amare", per cui è questo il segreto: il saper dire le cose sentendole. »
(Mia Martini, 1995)

Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Berté detta Mimì (Bagnara Calabra, 20 settembre 1947Cardano al Campo, 12 maggio 1995), è stata una cantante italiana; in alcune occasioni è stata cantautrice, scrivendo i testi di alcune sue canzoni.

Sorella maggiore di Loredana Berté, con la quale condivide giorno e mese di nascita, è considerata una delle voci più belle e significative che abbia espresso la musica italiana[1][2]. Donna tormentata, interprete intensa e raffinata, vantò una lunga carriera artistica che ebbe inizio nel 1963, semplicemente come Mimì Berté. Il produttore discografico e autore Carlo Alberto Rossi la volle lanciare come ragazza yè-yè; tuttavia, il successo che trovò in questa veste, sebbene molto lusinghiero per una debuttante, durò ben poco, e dopo alcuni anni di oblio riapparve sulle scene, nel 1971, col nuovo pseudonimo di Mia Martini.

Oltre la collina, il suo primo album (giudicato tra i migliori lavori mai realizzati da una donna[3]), risultò per l'epoca piuttosto all'avanguardia, per arrangiamenti, tematiche e cantato. Successi come Piccolo uomo, Donna sola, Minuetto, Inno, Agapimu, Che vuoi che sia..., Libera, Per amarti, la consacrarono tra le protagoniste assolute della musica italiana negli anni settanta, decennio nel quale raggiunse una grande popolarità nazionale e internazionale[4][5][6].

I suoi dischi iniziarono ad essere regolarmente distribuiti anche in paesi come Spagna, Francia, Germania e Giappone, dove nel 1977 partecipò come unica rappresentante italiana al Festival mondiale della canzone popolare di Tokyo, risultando vincitrice assoluta con il brano Ritratto di donna.

Nel 1978 divise il palco dell'Olympia di Parigi con Charles Aznavour, il quale la scelse per una fortunata serie di spettacoli in duo, reputandola una delle pochissimi voci femminili in grado di emozionarlo. Nello stesso periodo, durante la realizzazione dell'album Per amarti, intraprese un sodalizio artistico e sentimentale col cantautore Ivano Fossati, rivelatosi decisivo per il suo percorso umano e professionale, malgrado una relazione assai tormentata. Fu Fossati a scrivere e produrre l'album Danza (1978), un lavoro di grande spessore che segnò per lei un'importante crescita, non soltanto sul piano musicale; nel disco veniva pubblicata per la prima volta una delle sue interpretazioni più significative: La costruzione di un amore (successivamente ripresa dallo stesso Fossati e da altri artisti).

Dopo due difficili interventi alle corde vocali, che la lasciarono afona per un anno intero modificandone in seguito anche la timbrica, seguì un periodo di silenzio, durante il quale Mia Martini si dedicò alla stesura di un album da lei interamente scritto e composto, intitolato semplicemente Mimì (1981).

Nel 1982 partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con E non finisce mica il cielo, uno dei suoi brani più popolari e al tempo stesso più raffinati, firmato sempre da Ivano Fossati: in quell'edizione i giornalisti istituirono appositamente per lei il Premio della Critica, oggi intitolato a suo nome. Sempre nel 1982 uscì un altro suo grande successo, di cui lei stessa scrisse il testo: Quante volte, brano che dette il titolo ad nuovo, fortunato LP.

Il suo percorso artistico e la sua vita privata furono però segnati da una serie di maldicenze a sfondo superstizioso in seno allo stesso mondo dello spettacolo e addetti ai lavori, che di fatto la ostacolarono ed emarginarono per diversi anni[7][8][9][10][11][12][13], portandola al ritiro dalle scene verso la metà degli anni ottanta.

Grazie al suo indiscusso talento interpretativo, la cantante tornò alla ribalta riaffermandosi con un consenso ancora maggiore[14]: nel 1989 partecipò al Festival di Sanremo col brano Almeno tu nell'universo, celeberrimo successo che le restituì una grossa popolarità spingendola a riprendere pienamente la propria carriera attraverso nuovi album, nonché numerosi concerti ed apparizioni televisive. Negli anni novanta fu pertanto protagonista di altri grandi successi come La nevicata del '56, Gli uomini non cambiano (presentati sempre a Sanremo) e Cu 'mmè, duetto con Roberto Murolo che rilanciò la canzone napoletana.

Nel corso della sua carriera, ha interpretato brani in italiano, napoletano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco e greco. Con la sua voce dal timbro ben riconoscibile per potenza e impatto emotivo, cantò il meglio della canzone d'autore italiana ed internazionale, collaborando con alcuni tra i più grandi nomi del panorama musicale, non solo italiano. Per lei hanno scritto, tra gli altri, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Dodi Battaglia, Lucio Battisti, Gianni Bella, Dario Baldan Bembo, Giancarlo Bigazzi, Franco Califano, Mimmo Cavallo, Riccardo Cocciante, Giorgio Conte, Paolo Conte, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Enzo Gragnaniello, Bruno Lauzi, Mango, Amedeo Minghi, Mariella Nava, Mauro Pagani, Maurizio Piccoli, Mogol, Stefano Rosso, Enrico Ruggeri, Shel Shapiro, Umberto Tozzi, Antonello Venditti, Carla Vistarini.

Morì a soli quarantasette anni in circostanze mai del tutto chiarite: fu trovata priva di vita nella sua abitazione il 14 maggio 1995, dopo due giorni dal decesso.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Domenica Bertè nasce a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, il 20 settembre 1947, secondogenita di quattro figlie: la maggiore, Leda, nata nel 1945, le più giovani Loredana (1950) - che curiosamente è nata lo stesso giorno e lo stesso mese, anch'essa divenuta famosa come cantante - e Olivia (1958). Il padre, Giuseppe Radames Bertè (1921), un insegnante di latino e greco originario di Villa S. Giovanni, si era trasferito nelle Marche per motivi di lavoro, trascorrendo parte del soggiorno in questa regione nel comune di San Ginesio, dove aveva insegnato presso l'Istituto Magistrale "Alberico Gentili", divenendo successivamente preside di liceo ad Ancona. La madre Maria Salvina Dato (1925-2003), anch'ella nativa di Bagnara Calabra, faceva la maestra elementare.

"Mimì" (così era chiamata in famiglia) trascorre l'infanzia nel maceratese, a Porto Recanati, e mostra sin da subito uno spiccato coinvolgimento per il mondo della canzone italiana, allora dominato dalla radiofonia, ben prima dunque della diffusione del piccolo schermo televisivo. Inizia dunque a cantare all'interno di feste e balere, e dopo aver effettuato diverse serate come cantante intrattenitrice, ed aver tentato alcuni piccoli concorsi per voci nuove, nel 1962 convince la madre ad accompagnarla a Milano, in cerca di un'audizione nella speranza di ottenere un contratto discografico.

Gli esordi: Mimì Berté[modifica | modifica wikitesto]

Mimì Berté al Festival di Bellaria del 1964

L'unico disposto a metterla alla prova è il grande autore e discografico Carlo Alberto Rossi, che in poco tempo decide di lanciarla come ragazzina yé-yé, seguendo la moda musicale del momento. Con la canzone Ombrello blu, partecipa al Festival di Pesaro, in abbinamento con Marisa Terzi, moglie dello stesso Carlo Alberto Rossi.

Nel 1963, la giovane Mimì Berté, incide con il suo vero nome i primi 45 giri su etichetta CAR Juke Box.

Mimì Berté con Gianni Rivera nel 1963

A maggio del 1964 vince il Festival di Bellaria, con Come puoi farlo tu[15], ma è la canzone Il magone a regalarle la vera notorietà. Segue una certa attenzione da parte di giornali e tv, nonché un altro discreto successo, Ed ora che abbiamo litigato, presentato sempre nel 1964 a Teatro 10.

I numerosi provini realizzati in quel periodo, in previsione di un album, rimangono però nel cassetto per quasi trent'anni: Carlo Alberto Rossi, auspicando infatti una sua crescita musicale, la spinge a firmare per una casa discografica più grande, la Durium, che nel 1966 pubblica il 45 giri Non sarà tardi / Quattro settimane, senza però riscuotere particolare successo.

A non funzionare è probabilmente lo scanzonato cliché nel quale sembra essere relegata la giovane cantante, già allora ispirata dalla vocalità blues di artiste come Etta James e Aretha Franklin. Trasferitasi a Roma con la madre e le sorelle, tenta di emergere nuovamente formando un trio assieme alla sorella Loredana e al suo amico Renato Fiacchini (successivamente Renato Zero), guadagnandosi anche da vivere con un modesto impiego presso il sindacato dei cantanti e dei cantautori.

Nel 1969 sconta quattro mesi di carcere a Tempio Pausania per essere stata scoperta in possesso di una sigaretta di marijuana durante una serata in una nota discoteca in Sardegna, reato che all'epoca non prevede ancora alcuna distinzione dal possesso di altre forme di stupefacenti, e pertanto severamente perseguibile. Da questa accusa la cantante viene successivamente prosciolta in maniera definitiva, ma l'esperienza del carcere (durante la quale tenta anche il suicidio), la segnerà per il resto della vita.

Conseguentemente viene anche bloccata la pubblicazione del 45 giri Coriandoli spenti/L'argomento dell'amore, inciso qualche mese prima per la Esse Records, e destinato a rimanere inedito per oltre trent'anni (oggi è uno dei dischi più rari in assoluto)[16].

Nel 1970 partecipa come corista, insieme alla sorella Loredana e ai Cantori Moderni di Alessandroni, al disco Per un pugno di samba, inciso durante il suo soggiorno a Roma da Chico Buarque de Hollanda, di cui la cantante sarà sempre grande estimatrice. Nello stesso anno, è il pianista Toto Torquati a convincere Mimì ad esibirsi dal vivo, accompagnandola nell'esecuzione di un repertorio a lei più congeniale.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Il successo: Mia Martini[modifica | modifica wikitesto]

A rivelarsi determinante è l'incontro con l'avvocato Alberigo Crocetta, produttore discografico e scopritore di talenti come Patty Pravo e Mal, nonché fondatore del Piper. Crocetta decide infatti di lanciarla subito pensando al mercato internazionale e inventando perciò lo pseudonimo "Mia Martini": Mia come Mia Farrow (attrice da lei prediletta), e Martini scelto fra i tre nomi italiani più famosi all'estero (spaghetti, pizza e Martini, appunto). Il suo look si fa più zingaresco, caretterizzato dai numerosi anelli e dall'immancabile bombetta.

Nel 1971 esce per la RCA Italiana Padre davvero, il primo brano pubblicato col nome di Mia Martini e registrato con il complesso La Macchina. Il testo (di Antonello De Sanctis) tratta di un conflitto generazionale tra padre e figlia, e viene subito giudicato "dissacrante" dalla censura radio-televisiva. Ma l'interpretazione, assolutamente innovativa, riscuote comunque parecchio interesse, tanto da ottenere la vittoria al Festival di Musica d'Avanguardia e Nuove Tendenze di Viareggio. Sul retro di questo primo 45 giri c'è Amore.. amore.. un corno, altro brano d'impatto scritto da un giovanissimo Claudio Baglioni e da Antonio Coggio. Lo stesso Baglioni scrive anche Gesù è mio fratello (pubblicata su 45 giri, inaugura il suo filone spirituale) e la profetica Lacrime di marzo (facciata B del precedente), canzoni che trovano posto anche nell'LP Oltre la collina.

L'album, il primo della cantante, pubblicato nel novembre 1971, è considerato tra i migliori lavori mai realizzati da una donna, nonché uno dei migliori della discografia d'autore[17]. Oltre la collina è anche uno dei primi esempi di concept album italiani, il cui il filo conduttore sono la disperazione e la solitudine giovanile: l'LP affronta, infatti, tematiche quali la religiosità, la malattia ed il suicidio[17]. Mia Martini ottiene anche l'attenzione di Lucio Battisti, che esprime il suo stupore dinanzi alla sua insolita vocalità, e la vuole nel suo unico special televisivo Tutti insieme, in cui Mia canta dal vivo Padre davvero.. in versione censurata[17].

Avrebbe dovuto partecipare a Canzonissima 1971 con il brano Cosa c'è di strano, ma il brano verrà pubblicato solamente nell'estate del 1973 in una compilation sempre della RCA, che però fu subito ritirata dal mercato per impedire che la Ricordi (nuova casa discografica della cantante dal febbraio 1972) denunciasse l'etichetta per violazione contrattuale.

Nel 1972, la RCA tenta di mandare Mia Martini al Festival di Sanremo con il brano Credo, altra perla appartenente al suo filone spirituale, che però non viene ammessa alla kermesse: il disco uscirà ugualmente, ma in pochissime copie, .

Da Piccolo uomo a Minuetto (1972-1973)[modifica | modifica wikitesto]

Quando Alberigo Crocetta lascia la RCA e approda alla Ricordi di Milano, Mia Martini decide di seguirlo e riesce ad incidere Piccolo uomo, scritta da Bruno Lauzi e Michelangelo La Bionda, su musica di Dario Baldan Bembo, il quale inizialmente non nasconde la sua più totale contrarietà nell'affidare il pezzo ad un'artista poco più che esordiente.

Destinato, infatti, ai Camaleonti, il brano viene invece presentato dalla Martini al festival Pop, Beat, Western Express di Londra, il 26 maggio 1972. Piccolo uomo viene proposto anche alla manifestazione Un disco per l'estate, ma viene inspiegabilmente scartato; viene infine presentata al Cantagiro e al Festivalbar, dove Mia Martini ottiene la sua prima vittoria[18].

Il successo è infatti immediato, e la giovane interprete viene invitata nelle trasmissioni televisive più importanti: Adesso Musica, Senza Rete, Chissà chi lo sa, ecc.Il 45 giri raggiunge le primissime posizioni della hit-parade, e vale a Mia Martini il suo primo Disco d'oro per le vendite (sarà il 15° singolo di maggior successo nel 1972[19]).

In settembre partecipa per la prima volta anche alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con Donna sola, struggente brano dalle forti venature soul. Il disco si rivelerà essere il 45 giri di maggior successo dell'intera rassegna, con circa 270.000 copie vendute; di conseguenza la Martini verrà premiata l'anno successivo con la prestigiosa Gondola D'Oro. Donna sola giunge fino al 2º posto della hit-parade dei singoli più venduti durante il mese di novembre[20], classificandosi 23º nella graduatoria dei 45 più venduti dell'anno[19].

In ottobre esce il suo secondo album, Nel mondo, una cosa, che contiene anche Valsinha di Vinicius De Moraes e Chico Buarque De Hollanda (brano che lei stessa dichiarerà essere molti anni dopo il suo preferito in assoluto), la raffinata Amanti di Maurizio Fabrizio, e la struggente Madre, cover di John Lennon, fra le altre. Il disco raggiunge il 5º posto nella classifica degli album più venduti, risultando 33º nella complessiva graduatoria annuale[21], ricevendo il Premio della Critica Discografica come migliore LP del '72.

Il 1973 è un anno pieno di impegni. A febbraio si reca in Germania per incidere i suoi primi successi in tedesco: Piccolo uomo diviene Auf der Welt, mentre Donna sola, Einsam. La Ricordi le propone di partecipare al Festival di Sanremo con il brano Vado via: Mia Martini in un primo momento accetta, per poi rinunciare in extremis decretando la fortuna di Drupi, che invece farà di Vado via un successo internazionale. Alla fine di marzo torna in Italia e il 2 aprile incide il capolavoro Minuetto, composto da Dario Baldan Bembo.

Il testo di Minuetto nasce dopo i tentativi di Maurizio Piccoli e Bruno Lauzi, che invano avevano cercato di realizzarne una stesura convincente; si decide pertanto di contattare Franco Califano, il quale - traendo spunto dalle ultime vicende sentimentali della stessa Mia Martini - riesce a cucirle addosso un successo senza tempo, successo dovuto anche ad un arrangiamento di ottimo livello, a supporto della complessa partitura di Baldan Bembo, in cui si possono individuare diverse atmosfere musicali: dalla citazione classica di Bach alle ballate pop d'oltreoceano. In sala d'incisione prendono parte al coro anche Bruno Lauzi, Maurizio Fabrizio, i Fratelli La Bionda, Loredana Berté e Adriano Panatta (all'epoca fidanzati).

Minuetto, in assoluto la sua canzone più venduta[22], le vale un nuovo disco d'oro[23], nonché la seconda vittoria consecutiva al Festivalbar[24], cosa che in precedenza era riuscita solamente a Lucio Battisti; Il disco rimane nella top-ten dei 45 giri più venduti per 22 settimane consecutive[25], raggiungendo la seconda posizione, e risultando il 7° singolo di maggior successo del 1973[26].

A settembre Mia Martini partecipa nuovamente alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia presentando Bolero e Il guerriero, due brani molto intensi inizialmente destinati alla sorella Loredana, la quale però vede sfumare all'ultimo momento la possibilità di firmare anche lei un contratto discografico con la Ricordi, che in un primo momento però sembra interessata alla giovane starlette "sorella di Mia Martini". L'uscita di questo nuovo singolo composto da Bolero e Il guerriero è programmata per ottobre, ma il disco non verrà mai commercializzato probabilmente a causa del cambio di regole attuato da Gianni Ravera: a Venezia non si concorre più con un 45 giri, bensì con l'intero LP. La cantante presenterà dunque il suo nuovo album, intitolato Il giorno dopo, e ritirerà la Gondola D'Oro vinta l'anno prima con Donna sola. L'album arriva fino al 5º posto in classifica e sarà il 26º 33 giri più venduto dell'anno.[27] Oltre alle due canzoni presentate a Venezia, troveranno posto all'interno del nuovo LP, fra le altre, anche Ma quale amore, scritta da Antonello Venditti e Franca Evangelisti, La malattia, sul tema allora insolito e censuratissimo della tossicodipendenza, e Dove il cielo va a finire, probabilmente uno dei brani più belli e significativi della sua carriera, scritto da Maurizio Fabrizio.

In questo periodo sarebbe anche prevista una partecipazione a Canzonissima 1973 con il brano Adesso vai, ma quest'ultimo viene inciso da Dori Ghezzi l'anno successivo; non si hanno tracce di un provino di Mia Martini.

Il successo europeo (1974-1975)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974 Mia Martini è considerata dalla critica europea la cantante dell'anno[4].

Mia Martini con il Disco d'oro per il suo primo milione di dischi venduti (1974).

I suoi dischi escono in vari paesi del mondo: registra i suoi successi in francese, tedesco e spagnolo, ottenendo consensi significativi anche all'estero, in particolare in Francia, dove viene paragonata ad Edith Piaf[4]. Il 29 aprile termina di incidere È proprio come vivere, un altro dei suoi album più belli, in cui Mia Martini conferma la propria modernità, nonché sensibilità interpretativa. È anche autrice, insieme a Giorgio Conte e Dario Baldan Bembo, del brano Agapimu, il cui testo è in greco.

I due brani scelti per la promozione dell'album, Inno (Piccoli-Baldan Bembo) ed ..E stelle stan piovendo (Piccoli) Mia Martini non riesce a fare poker con questo brano che, seppur molto poetico, raffinato e malinconico, non presenta un refrain di facile presa: Baldan Bembo lo definirà infatti un 'quadro incompleto'. In ..E stelle stan piovendo la ricerca dell'amore viene materializzata da immagini poetiche di grande effetto.

Anche quest'anno Mia Martini partecipa al Festivalbar, ma soltanto in qualità di ospite: Vittorio Salvetti, patron della popolare manifestazione, le chiede di non partecipare alla competizione onde evitare di "bruciare la gara", date le due precedenti vittorie consecutive. A settembre partecipa per la terza volta alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, dove presenta Inno e Agapimu. Nel mese di ottobre, la cantante riceve dalla Ricordi il Disco d'oro per il suo primo milione di dischi venduti.

A fine anno registra il suo primo special televisivo, intitolato Mia, e a cui partecipano Lino Capolicchio e Gabriella Ferri, collega assai stimata dalla Martini: il programma va in onda all'inizio dell'anno successivo, in contemporanea al lancio del suo nuovo singolo: Al mondo.

A dicembre presenta, insieme ad Aldo Giuffrè e Peppino Gagliardi, il programma radiofonico Ciao domenica, in onda tra il 1974 e il 1975.

Mia Martini in concerto alla Bussola di Focette (1975)

Riceve il Premio della Critica Europea a Palma di Maiorca per il brano Nevicate, estratto dall'LP Sensi e controsensi (1975), uno dei più amati dall'artista, in cui compare anche Volesse il cielo di Vinicius De Moraes, registrata in presa diretta con un'orchestra di sessanta elementi.

Nell'estate del '75 esce su 45 giri una cover di Nicole Croisille intitolata Donna con te ("Une femme avec toi"), con cui la Martini partecipa al Festivalbar, riscuotendo una buona accoglienza, pur essendo poi esclusa dalla serata finale in quanto gli ultimi appuntamenti radiofonici e televisivi che l'avevano riguardata, erano stati giudicati dalla Rai sufficienti per la sua promozione.

Viene proclamata miglior cantante donna dell'anno tramite il referendum "Vota la voce", indetto dal popolare settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, mentre in autunno è una dei protagonisti della Compagnia stabile della canzone, varietà televisivo con Gino Paoli, Gigliola Cinquetti, Riccardo Cocciante e Gianni Nazzaro.

La rottura con la Ricordi e il ritorno alla RCA (1975/'76)[modifica | modifica wikitesto]

I continui successi spingono però la Ricordi a far pressione sulla Martini, obbligandola a incidere canzoni di esclusiva edizione dell'etichetta stessa: nella logica dei produttori, non è infatti necessario ricercare materiale proveniente da autori estranei alla casa discografica, dal momento che a loro giudizio la voce della cantante sarebbe comunque in grado di valorizzare qualsiasi tipo di brano, indipendentemente dal gusto e dalle scelte musicali della stessa Mia Martini, la cui libertà artistica finisce così per subire una forte limitazione. Essendo però vincolata da un contratto, la cantante non può tirarsi indietro, e quando la Ricordi le chiede espressamente un nuovo LP da promuovere in concomitanza con la sua partecipazione alla Compagnia stabile della canzone, è costretta ad assecondare le richieste della casa discografica, senza tuttavia nascondere la sua assoluta contrarietà per quanto concerne il criterio per la scelta dei brani da incidere.

La realizzazione di Un altro giorno con me, che sarà l'ultimo album pubblicato per la Ricordi, risulta parecchio controversa: Mia Martini ha la possibilità di scegliere pochissimi brani, tra quelli che le interessano davvero. Da segnalare, Questi miei pensieri e Milho verde, riproposte dal vivo fino agli anni novanta, ma anche Veni sonne di la muntagnella. Rimangono invece nel cassetto svariati inediti del periodo, per la cui pubblicazione - ovviamente postuma - bisognerà attendere circa trent'anni, e fra questi vi sono certamente Grande più di lei (inizialmente destinata a Mina), Meglio sì meglio se e Dire no: tre brani di rara intensità in cui Mia Martini dà il meglio di sé stessa.

Nel 1976, la cantante sembra nuovamente convinta a partecipare al Festival di Sanremo[17] col brano L'amore è il mio orizzonte, salvo poi - ancora una volta - ripensarci in extremis. Nel mese di marzo, il brano viene ugualmente pubblicato su 45 giri, senza però beneficiare di una vera promozione: è l'ultima emissione ufficiale della Martini su etichetta Ricordi, quasi in contemporanea con la raccolta Mia.

Subito dopo, la RCA, storica etichetta romana che l'aveva lanciata cinque anni prima, le propone un'ottima offerta contrattuale che prevede, fra l'altro, anche l'assoluta libertà di scelta in fatto di repertorio: Mia Martini, che già da tempo meditava un cambio di etichetta, decide pertanto di rescindere anticipatamente il contratto con la Ricordi, dove le tensioni erano ormai divenute insanabili.

L'ingaggio alla RCA vede Mia Martini come artista di punta dell'etichetta-satellite Come Il Vento, in cui la cantante sembra ritrovare l'ambiente ispirato di cui ha bisogno. Al nuovo album Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto, che alterna momenti di tensione melodica a brani più di tendenza, partecipano due autori di prestigio all'epoca misconosciuti come Amedeo Minghi (Ma sono solo giorni) e Mango (con Se mi sfiori), mentre ben quattro pezzi sono i pezzi firmati dal chitarrista Memmo Foresi (Noi due, Fiore di melograno, In paradiso, Una come lei). La title-track è invece un'altra canzone d'amore opera di Dario Baldan Bembo, che viene pubblicata anche come singolo (sul retro la femminista Io donna, io persona). Spicca, infine, l'intensa Preghiera, scritta da Stefano Rosso e posta a conclusione del disco, i cui splendidi arrangiamenti sono firmati da Luis Enriquez Bacalov.

Per il lancio dell'album, che ottiene un buon successo, la Rai realizza a colori uno special omonimo per la regia di Ruggero Miti, e trasmette in radio un concerto in esclusiva. In estate si esibisce in alcuni dei palchi italiani e internazionali più esclusivi, dalla Bussola di Viareggio allo Sporting Club di Montecarlo. Intanto, la Come il Vento provvede alla commercializzazione del singolo e dell'album in vari paesi europei e in Canada.

Inoltre, con Che vuoi che sia..se t'ho aspettato tanto, partecipa nuovamente sia al Festivalbar, dove ottiene un buon piazzamento, e poi anche alla Mostra Internazionale di Musica Leggera a Venezia, presentandosi con un look estremamente elaborato: lacca argentea sui capelli, trucco regale, e un sofisticato abito lungo rosso a fantasia dorata (Tv Sorrisi e Canzoni scrisse che la cantante "pareva essere inciampata in una cometa").

L'anno termina con la registrazione dal vivo di uno special per la televisione francese, nel mese di novembre.

Nel frattempo, la cantante viene però citata in tribunale dalla Ricordi per inadempienza contrattuale; la casa discografica milanese chiede e ottiene non solo il ritiro dal commercio del suo nuovo LP, ma anche e soprattutto il sequestro di tutti i beni e i guadagni dell'artista, nonché il pagamento di un'altissima penale di quasi 90 milioni di lire[28].

Dai trionfi all'Olympia, all'incontro con Fossati (1977/'78)[modifica | modifica wikitesto]

Durante il concerto televisivo tenuto in Francia, Mia Martini viene notata da Charles Aznavour, il quale viene colpito dall'intensità del suo stile interpretativo: l'istrionico cantautore e attore francese la vuole accanto a sé per una serie di spettacoli in duo da portare fra i quali il Sistina di Roma, dove viene effettuata anche una ripresa televisiva.

Nel 1977 viene scelta per rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest con Libera, singolo che viene inciso in varie lingue e pubblicato in paesi come Spagna, Inghilterra, Canada, Giappone, e parecchi altri, dove riscuote un discreto successo malgrado il piazzamento non esaltante conseguito alla rassegna europea (13º posto).

Mia Martini e Ivano Fossati ai tempi della loro difficile storia d'amore (1979)

Nello stesso anno incide una delle sue più grandi interpretazioni, e cioè Per amarti, brano per lei particolarmente rappresentativo, scritto da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio (gli stessi che anni dopo firmeranno la celebre Almeno tu nell'universo). Realizza l'omonimo album Per amarti, nel quale collabora per la prima volta col cantautore Ivano Fossati (che partecipa ai cori, canta in Un uomo per me, scrive la canzone Sentimento e il testo italiano di Se finisse qui, versione italiana di Give a little bit dei Supertramp), dando inizio a un sodalizio artistico e un legame sentimentale decisivi per la sua vita e la sua carriera.

L'album contiene anche il brano Ritratto di donna (scritto da Carla Vistarini con Massimo Cantini e Luigi Lopez), con cui Mia Martini partecipa come unica rappresentante italiana al Festival mondiale della canzone popolare di Tokyo, conquistando la vittoria.

Il 10 gennaio 1978, insieme ad Aznavour, debutta con grande successo all'Olympia di Parigi, tempio sacro della musica in Francia. Terminato però il mese di repliche, la cantante rinuncia al rinnovo del contratto per portare il recital in Inghilterra, esattamente alla Royal Albert Hall di Londra: sfuma, dunque, anche la realizzazione di un intero album in duo, inizialmente previsto.

Nel pieno della storia d'amore con Fossati, la sua attività è ora contraddistinta da un nuovo e più autentico spirito di lavoro e da un esclusivo interesse artistico, che la porta a valutare i progetti che le interessano davvero, a prescindere dal prestigio che possano recarle:

"Nel corso di questi anni ho finito per impersonare il tipo della cantante sofisticata per pochi eletti, che cantava all'Olympia e che sembrava snobbare il pubblico che le aveva dato il successo, per ricercare chissà quali traguardi più elevati.. Non è vero niente di tutto ciò..."

Nel frattempo, sopraggiungono nuovi contrasti con i suoi discografici: Mia Martini inizia a non sentirsi più benaccetta in RCA, probabilmente a seguito delle forti liti dovute alle notevoli modifiche apportate al testo e all'arrangiamento di Libera, che di fatto ne avevano snaturato la stesura originale, lasciando l'artista del tutto contrariata; la cantante lamenta anche lo scarso impegno da parte della casa discografica nel realizzare il nuovo LP destinato al mercato anglosassone, che infatti non verrà mai ultimato. L'anno successivo, la Martini accuserà pubblicamente l'etichetta di aver boicottato i suoi lavori, limitandone la distribuzione, e di averla di fatto ostacolata creandole intorno un ambiente a lei palesemente ostile.

Mia Martini passa così alla Warner, unica etichetta disposta a pagare l'intero debito contratto dall'artista con la RCA a seguito dell'anticipata rottura contrattuale. A tempo di record viene realizzato ed inciso il primo 45 giri, Vola (di Ivano Fossati), i cui esiti commerciali risultano però penalizzati dal periodo in cui viene rilasciato: a luglio inoltrato, infatti, le ferie estive e la chiusura dei negozi determinano uno slittamento dell'uscita del disco; Vola arriva pertanto in vendita solamente nel mese di settembre, quando è già abbondantemente iniziata la promozione e il brano suona già nei juke-box da diverse settimane.

Vola è in realtà il preludio ad una seconda e ben più importante collaborazione con Fossati, che a fine anno si estenderà nell'intero album Danza, un lavoro di grande spessore[29] considerato tra i suoi migliori in assoluto[17], per lei interamente scritto e prodotto dal cantautore ligure.

Di questo LP, i brani Canto alla luna e La costruzione di un amore rimarranno a lungo nel repertorio dell'artista, così come l'omonima Danza, scelta per promuovere l'album e uscita su 45 giri nel 1979. Ma i rapporti con Fossati ben presto si complicano, e in seguito a ciò sfuma una sospirata collaborazione con Pino Daniele che prevedeva la realizzazione del successivo album[17]. La stessa Mia Martini ricorderà questo particolare periodo della sua vita in un'intervista di Ivana Zomparelli pubblicata su Noi Donne, nel maggio 1990:

"Intanto era iniziato, su basi sanguinolente e catastrofiche il rapporto con Ivano Fossati. E avevo il mio bel da fare con questo campo minato. Avevo un contratto con un’altra casa discografica, e ho dovuto romperlo a causa sua. Perché era geloso, dei dirigenti, dei musicisti, di tutti. Ma soprattutto era geloso di me come cantante. Diceva che mi voleva come donna, ma non era vero perché infatti non ha voluto nemmeno un figlio da me, e la prova d’amore era abbandonare del tutto anche la sola idea di cantare e distruggere completamente Mia Martini. Io ero combattuta, non riuscivo a farlo. Il fatto che ci fossero tutti quei debiti da pagare era il mio alibi per non smettere. Ma quando si è opposto violentemente alla collaborazione con Pino Daniele, alla quale tenevo moltissimo, per un album che dovevo fare, questa lotta tra me donna e Mia Martini è diventata una cosa feroce. E infatti quando sono andata in sala registrazione per incidere il disco, senza Pino Daniele, mi è andata via la voce. Mi sono ritrovata con le corde vocali imprigionate in una spessa membrana formata da noduli. Pare che sia una cosa rarissima. Ci sono voluti due interventi chirurgici. Sono stata muta un anno. E non si sapeva se sarei potuta tornare a cantare. Ho ricominciato, con fatica..."

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

"Sono stata troppo disponibile per il lavoro, ho sempre avuto attorno gente che mi lodava non per quello che sono, ma per quello che potevo rendere loro. Questo della canzone è un ambiente terrificante e ho voluto restarmene fuori, restandomene dietro le quinte per tre anni. Mi sono disincantata. So qual è il marciume che sta dietro a un’artista e non voglio più essere coinvolta. Continuerò a cantare, ma a piccole dosi. Nel mondo dello spettacolo tutti cercano di stritolarti, di infangare la tua dignità. E, alla fine, siamo noi che ne rispondiamo davanti al pubblico, con la nostra faccia. (...) Impresari disonesti, per risparmiare, mi hanno costretta a cantare con impianti sonori di poco conto; mi hanno costretta a tappe forzate sotto la minaccia di una penale. E, così, sono finita due volte sotto i ferri. Dopo l’operazione per tre mesi non potevo neanche parlare. Mi hanno operata tenendomi la bocca aperta mediante un apparecchio d’acciaio che mi ha ferito tutto il palato. È stato un periodo dolorosissimo."[30]

Da interprete a cantautrice[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981, dopo un anno di silenzio seguito ai due difficili interventi alle corde vocali (che ne modificarono il suono in favore di una timbrica più roca), l'artista è decisa a proporsi anche come cantautrice, presentandosi con un look più discreto e maschile, lontano anni luce da quello eccentrico degli anni settanta.

Realizza per la DDD di Roberto Galanti l'album Mimì: dieci brani quasi interamente scritti da lei e registrati tra Londra e gli USA con gli arrangiamenti di Dick Halligan.

I risultati sono sorprendenti e variano le atmosfere musicali: degne di nota Parlate di me, Sono tornata e Del mio amore. Vengono estratti due singoli (E ancora canto e Ti regalo un sorriso, con cui partecipa al Festivalbar) e nel complesso il disco ottiene un buon successo di vendite malgrado non poche difficoltà riscontrate nella promozione radio-televisiva, dovute ad una certa forma di ostracismo nei suoi confronti, che la cantante inizia a denunciare in varie interviste:

"Dopo l’uscita del mio disco dovevo partecipare a Saint Vincent, ma Gianni Ravera non mi ha voluto. Dovevo realizzare uno special televisivo che la RAI mi aveva assegnato, ma il funzionario addetto al programma alla fine me lo ha negato. Un programmatore radiofonico e televisivo, che sta curando la realizzazione di un programma estivo per la Rete, ha detto chiaramente ai miei discografici che è molto meglio che io stia alla larga dalla sua troupe, perché porto jella. Tante grazie per questo contributo alla intelligenza. Ma ti sembra giustizia? Ormai ho smesso anche di odiarli e di soffocare la mia rabbia e di disperarmi."[31]

Un importante rilancio avviene nel 1982 con la prima partecipazione di Mia al Festival di Sanremo, dove interpreta ancora una canzone scritta da Ivano Fossati, intitolata E non finisce mica il cielo. La qualità di un brano di questo tipo, spesso destinato a non raggiungere il podio, viene comunque riconosciuta dai giornalisti con il prestigioso Premio della Critica, istituito appositamente per lei. Dopo la sua morte, il Premio della Critica verrà intitolato in suo onore "Premio Mia Martini".

Nello stesso anno scrive uno dei suoi testi in assoluto più validi, Quante volte, su musica e arrangiamento soft-funk di Shel Shapiro, produttore anche dell'intero LP Quante volte... ho contato le stelle, col quale Mia Martini sembra riavvicinarsi ai risultati di vendita del decennio precedente, superando le 70.000 copie vendute.

Inizialmente il singolo di Quante volte, che rimane uno dei suoi più grandi successi, viene distribuito in poche migliaia di copie, ma dopo il suo primo ingresso in hit-parade la DDD si affretta a ristamparlo (con copertina differente), ottenendo un riscontro commerciale più che positivo: Quante volte entra in classifica anche in Germania, motivo per cui ne viene registrata una versione tedesca, che però rimarrà inedita.

Nell'album, che la cantante dedica al padre, compaiono altri brani firmati dalla stessa Mimì: Stelle, Bambolina (proposta su singolo l'anno dopo) e Vecchio sole di pietra su musica di Fossati (episodio del tutto eccezionale nella carriera di quest'ultimo, abituato a scrivere testi e musiche delle sue canzoni). Fra gli altri autori, compaiono invece Gianni Bella (del quale riprende Nuova gente con testo di Mogol), Mimmo Cavallo (con cui aveva già intrapreso una collaborazione due anni prima) e Riccardo Cocciante, oltre all'affezionato Maurizio Piccoli che firma Solo noi, retro del singolo Quante volte.

Il ritiro dalle scene[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire del 1983 decide di ritirarsi dalle scene, a causa delle dicerie sorte circa dieci anni prima e divenute insistenti proprio nei primi anni ottanta, che legano la sua fama ad eventi negativi[7][8][9][11][12][13].

La stessa Mia Martini anni dopo dichiarerà in merito a questo periodo:

"La mia vita era diventata impossibile. Qualsiasi cosa facessi era destinata a non avere alcun riscontro e tutte le porte mi si chiudevano in faccia. C'era gente che aveva paura di me, che per esempio rifiutava di partecipare a manifestazioni nelle quali avrei dovuto esserci anch'io. Mi ricordo che un manager mi scongiurò di non partecipare a un festival, perché con me nessuna casa discografica avrebbe mandato i propri artisti. Eravamo ormai arrivati all'assurdo, per cui decisi di ritirarmi."[4][17]

Sempre a questo proposito, la Martini avrà modo di dichiarare in un'intervista su Epoca del 5 marzo 1989:

"La delusione più cocente me la diede Gianni Boncompagni, un amico per l’appunto. Una volta fui ospite a Discoring, lui era il regista. Appena entrai in studio sentii Boncompagni che diceva alla troupe: ragazzi attenti, da adesso può succedere di tutto, salteranno i microfoni, ci sarà un black out."

In un'altra intervista con Enzo Tortora, la Martini definisce Boncompagni "detestabile"[32].

Pertanto, organizza al teatro Ciak di Milano due concerti-evento con musicisti di prim'ordine, in cui registra l'album Miei compagni di viaggio: Mia Martini ripercorre le tappe più importanti della sua crescita musicale attraverso le reinterpretazioni di autori a lei particolarmente cari, tra cui John Lennon, Kate Bush, Randy Newman, Vinicius de Moraes, Fabrizio De André, Francesco De Gregori e Luigi Tenco. Ai cori di un brano piuttosto emblematico come Big yellow taxi di Joni Mitchell partecipano anche la sorella Loredana Berté, l'amica vocalist Aida Cooper, Cristiano De André e Ivano Fossati. Il concerto si chiude con il significativo brano Ed ora dico sul serio ("..Non vorrei cantare più") di Chico Buarque.

Mia Martini in concerto (1986)

L'anno successivo, la DDD prova un ulteriore tentativo per rilanciare la carriera di Mia Martini cercando di farla partecipare al Festival di Sanremo 1985 con Spaccami il cuore, raffinatissimo brano di Paolo Conte, che però viene scartato dalle selezioni per accedere alla kermesse: è l'ennesimo atto di ostracismo[17] che per la cantante comporta una devastante delusione.

Il contratto con la DDD viene risolto alcuni mesi dopo con la pubblicazione su singolo del pezzo in questione, anche se in poche migliaia di copie; sul retro è presente un'originale composizione della stessa Mimì intitolata Lucy, "che nel refrein si avvale di un'antica filastrocca di Bagnara Calabra: una preghiera a non odiarsi e a non dividersi. La protagonista è una specie di multiforme simbolovitale: rappresenta la madre, il padre, la terra e la vita. A questi simboli se ne aggiungono altri. Sul modello delle antiche civiltà matriarcali, trasfigura l'essenza femminile nella Luna d'Occidente e simbolizza la figura maschile nel Sole dell'Oriente, divinità delle civiltà patriarcali."[33]

Emarginata dal mondo dello spettacolo e visibilmente provata anche dalla fine del rapporto con Fossati, Mia Martini si chiude dunque in sé stessa, ritirandosi nella campagna umbra. Per sopperire alle notevoli difficoltà economiche, continua comunque ad esibirsi in località di provincia, accompagnata da gruppi non sempre all'altezza della sua professionalità.

Il ritorno al successo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989, è il musicista e discografico Giovanni Sanjust, che molti anni prima aveva seguito il suo percorso artistico alla Ricordi, a riportarla sulle scene dopo averla convinta a rimettersi finalmente in gioco. Il rilancio della cantante viene così pianificato nei minimi dettagli insieme alla Fonit Cetra, l'unica etichetta disposta ad offrirle la possibilità di un contratto, affidando il progetto a Lucio Salvini, anch'egli discografico della Martini all'epoca in cui incideva per la Ricordi.

Sanjust recupera per l'occasione un vecchio brano, scritto proprio per lei da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel 1972, in contemporanea a Piccolo uomo, e rimasto tuttavia inedito: Almeno tu nell'universo. Grazie all'interessamento di Adriano Aragozzini, il brano viene ammesso al 39º Festival di Sanremo, dove l'esibizione di Mia Martini suscita gli entusiasmi del pubblico e le vale per la seconda volta il Premio della Critica: un assoluto trionfo che pone fine a un altro dei tanti periodi bui, ogni volta superati con un consenso sempre maggiore[14].

«Erano sette anni che non potevo più fare il mio lavoro, per cui ho avuto dei momenti di grande depressione. E in quel momento ho sentito "fisicamente" questo abbraccio totale di tutto il pubblico, l'ho sentito proprio sulla pelle. Ed è stato un attimo indimenticabile.»[4][34]

Il successo di Sanremo la incoraggia ad intraprendere una vera nuova tournée dal vivo, e ad incidere un nuovo LP dopo diversi anni, intitolato semplicemente Martini Mia. Si tratta di un lavoro realizzato a tempo di record, che racchiude canzoni come Notturno, divenuta nel tempo un piccolo classico, e la stupenda Donna, scritta due anni prima dal cantautore napoletano Enzo Gragnaniello, il quale - dopo aver assistito, commuovendosi, ad un'esibizione dal vivo di Mia Martini nel periodo più buio della sua carriera - decide di omaggiarla scrivendo di getto uno dei primi brani esplicitamente incentrati sulla tematica della violenza fisica e psicologica sulle donne, e dando così inizio ad una felice ed entusiasmante collaborazione che si protrarrà per diversi anni.

Mia Martini con il disco d'oro per le vendite del suo album (1989)

Nell'estate dell'89, Donna viene presentata al Festivalbar, dove le viene consegnato il Disco d'oro per le oltre 100.000 copie vendute del suo album.

In autunno vince anche la prestigiosa Targa Tenco come miglior interprete femminile dell'anno.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 bissa al Festival di Sanremo, il successo dell'anno precedente interpretando con la consueta classe La nevicata del '56 (C. VistariniF. Califano / M. Cantini, L. Lopez), per cui riceve ancora una volta il Premio della Critica.

La nevicata del '56 viene inserita in un ottimo album quale è La mia razza (il brano omonimo è stato scritto da Giangilberto Monti e Mauro Pagani, con il contributo di Fabrizio De André, che però non compare nei crediti), un lavoro in cui la Martini spazia dalla melodia (Un altro Atlantico, che avrebbe dovuto presentare a Sanremo), ai ritmi etnici (Danza pagana di Mimmo Cavallo, arrangiata da Alessandro Centofanti) e latini con Chica chica bum di Carmen Miranda, precedentemente cantata a Fantastico. Il disco racchiude anche Io e la musica di Amedeo Minghi, Domani più su, firmata da Enrico Ruggeri e Dodi Battaglia dei Pooh, e altri tre brani di Enzo Gragnaniello.

Nel 1991 pubblica Mi basta solo che sia un amore, una raccolta delle sue canzoni d'amore più belle in versione originale, unitamente all'inedito Scrupoli, sigla dell'omonimo programma televisivo. Ma nello stesso anno si dedica soprattutto ad un progetto molto ambizioso: tiene dodici concerti in cui ripropone brani del proprio repertorio e di altri cantautori in versione jazz (Vola, Pensieri e parole di Battisti, Gente distratta di Pino Daniele, unitamente ad altri classici del genere arrangiati da Maurizio Giammarco). La tournée viene documentata nell'album Mia Martini in concerto (da un'idea di Maurizio Giammarco), del quale però la Fonit Cetra stampa solamente ventimila copie.

Il suo amore per la città di Napoli è testimoniato da un'altra grande esperienza musicale, quella del duetto col grande Roberto Murolo nella celeberrima Cu'mme (ancora di Enzo Gragnaniello), uscita sul finire del 1991.

Nel 1992 è di nuovo in gara al Festival di Sanremo con un altro dei suoi maggiori successi, Gli uomini non cambiano, su testo di Giancarlo Bigazzi e Beppe Dati, due fra gli autori più prolifici della musica italiana. Data per super-favorita dalla stampa durante la settimana della kermesse, in extremis le viene assegnato il secondo posto, mentre a vincere sarà Luca Barbarossa. L'album uscito a ridosso della kermesse, Lacrime, è destinato a rimanere uno dei suoi album più venduti, conquistando un nuovo disco d'oro, ed entrando anche nelle classifiche tedesche. Il disco si avvale, fra l'altro, delle firme di Biagio Antonacci (Il fiume dei profumi), Mimmo Cavallo (Dio c'è, Il mio Oriente), Enzo Gragnaniello (Scenne l'argento), e Maurizio Piccoli con la stupenda Uomini farfalla, in cui gioca sul tema dell'omosessualità.

Il secondo posto sanremese le consente nuovamente di rappresentare l'Italia all'Eurofestival, che quell'anno si svolge in Svezia. In quest'occasione presenta un brano dal titolo Rapsodia, che viene incluso nell'omonima raccolta Rapsodia - Il meglio di Mia Martini, con i suoi brani più noti in versione rimasterizzata, unitamente a due tracce live registrate durante il tour Per aspera ad Astra, nato in previsione della realizzazione di un home video, che però viene pubblicato solamente postumo dalla Polygram (sua nuova etichetta discografica).

All'Eurofestival in un primo momento la cantante è esposta ad una grande attenzione mediatica soprattutto per essere "la cognata di Borg" (l'ex-tennista svedese che Loredana Bertè sposò nell'89). Successivamente da il meglio di sé suscitando gli elogi del pubblico svedese[35], apparendo per altro ben lontana dal temperamento della sorella Loredana.

Ed è proprio in questo periodo che recupera il rapporto con la sorella dopo anni di silenzi e di profonda incomunicabilità. Loredana ha nel frattempo interrotto il legame con Björn Borg, al quale si era unita in matrimonio qualche anno prima, preparandosi ad un ritorno da cantautrice, incoraggiata proprio dalla sorella, che accetta così di duettare con lei nel brano Stiamo come stiamo, presentato al Festival di Sanremo 1993. Ma quello che poteva essere l'evento musicale dell'anno, in realtà non riesce a convincere le giurie, anche a causa delle continue tensioni tra le due Berté nei giorni della rassegna canora. Ad ogni modo, Stiamo come stiamo verrà definita una "canzone assolutamente splendida sul disagio nei nostri tempi"[36] e verrà ripresa dalla Martini in versione solista nella tournée estiva. Inoltre, sempre nello stesso anno, Mia Martini e la sorella riproporranno il duetto anche nel primo live di Loredana, Bertex - Ingresso libero.

Sempre nel 1993, di nuovo insieme ad Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo, incide Vieneme: il brano non riesce però a bissare il grande successo di Cu' mme', anche a causa della scarsa promozione dovuta al rifiuto della cantante, dichiaratasi stanca di dover continuare ad esibirsi al fianco di Murolo senza però ricevere alcun compenso per la partecipazione vocale prestata ai suoi lavori.

Successivamente la Polygram la obbliga[37] a presentarsi alle selezioni per il Festival di Sanremo 1994. La canzone E la vita racconta viene scartata, ma in questo caso è la stessa Mia Martini a non essere convinta del brano[38]. Ad ogni modo la notizia suscita un certo clamore, tanto che Claudia Mori propone il proprio ritiro dalla kermesse canora in favore della Martini: ovviamente il regolamento non consente una simile sostituzione, che comunque la cantante non avrebbe accettato, pur apprezzando il gesto della collega[39].

Nel 1994 passa ad una nuova casa discografica, la RTI Music, con cui termina di incidere il nuovo album iniziato attraverso la precedente etichetta, con la quale però sorgono nuove divergenze. Il disco, l'ultimo della sua vita, si intitola La musica che mi gira intorno, in cui rilegge con grande forza interpretativa quelle canzoni che molti dei suoi autori preferiti avrebbero scritto in un momento di grande amore, o di grande fragilità, a prescindere dal loro impegno politico-sociale: Fabrizio De André (Hotel Supramonte), Francesco De Gregori (Mimì sarà), Zucchero (Diamante), Vasco Rossi (Dillo alla luna), Lucio Dalla (Stella di mare) Eugenio ed Edoardo Bennato (Tutto sbagliato baby), e naturalmente Ivano Fossati con ben tre pezzi (La canzone popolare, I treni a vapore, e La musica che gira intorno, su cui gioca il titolo dell'album). A confezionare il tutto un inedito di uno dei suoi artisti più apprezzati, (Viva l'amore), di Mimmo Cavallo che è anche il brano trainante del disco, e destinato a diventare il suo ultimo successo in vita.

La musica che mi gira intorno è in realtà solo il primo di una serie di progetti improntati alla rilettura di vari autori e generi musicali, che l'artista non ha purtroppo il tempo di realizzare: dai classici napoletani (un disco che vorrebbe intitolare Napoli Mia) a quelli più moderni di Pino Daniele (autore da lei amatissimo, volutamente tralasciato nell'ultimo album per poi dedicargli un capitolo discografico a sé[40]), fino ai tributi a Tom Waits e Billie Holiday.

Nel marzo del 1995, due mesi prima della sua morte, Mia Martini annuncia al suo fan club Chez Mimì di voler realizzare un album dedicato completamente alla luna, dal titolo Canto alla luna (brano del 1978 scritto per lei da Ivano Fossati e pubblicato nell'album Danza)[41]. I brani che quest'album doveva racchiudere sono i seguenti: Canto alla luna, Dillo alla luna, Verde luna, Luna rossa, Blue moon, Luna bianca e due inediti ancor oggi come Alla luna, scritta appositamente per lei da Franco Fasano e Luna sciamanna, scritta da Mimmo Cavallo.

Per il 1996 era inoltre prevista anche una collaborazione con Mina[42], che Mia Martini ha definito "la più grande artista che abbiamo in Italia"[43]: entrambe erano legate da un rapporto di amicizia e stima, più volte confermato dalla Martini nel corso degli anni. Sarà proprio Mina, a pochi mesi dalla scomparsa della collega, la prima cantante a dedicarle un omaggio discografico nell'album Pappa di latte, dove è inserita una sua personale versione di Almeno tu nell'universo.

La morte improvvisa[modifica | modifica wikitesto]

Quando nei primi mesi del 1995 annuncia con entusiasmo la partenza per una nuova tournée con la partecipazione di Mimmo Cavallo e dei suoi musicisti, è già da qualche anno ormai che la cantante soffre di un fibroma all'utero per il quale non sembra però avere intenzione di operarsi, temendo uno stop lavorativo, e l'eventualità di probabili cambiamenti al timbro vocale. Per questo motivo assume farmaci anticoagulanti[44] le cui dosi sono poi state pubblicamente giudicate eccessive da familiari, amici e colleghi.

Pochi giorni prima della sua morte, mentre è già impegnata con i primi concerti del nuovo tour (per un totale di circa sessanta date), la cantante viene ricoverata per ben due volte sia ad Acireale che a Bari, a causa di dolori fortissimi allo stomaco e al braccio sinistro[45], tipiche avvisaglie di una grave sofferenza dell'organismo che però vengono evidentemente ignorate anche dal suo entourage.

Il 14 maggio 1995, dopo giorni di silenzio, il suo corpo senza vita viene ritrovato nell'appartamento in Via Liguria 2, a Cardano al Campo (VA), dove si era trasferita da un mese per essere più vicina al padre, con il quale si era riconciliata da diversi anni.

Intervistata per lo speciale televisivo de La storia siamo noi, andato in onda a dieci anni dalla scomparsa dell'artista, sarà la sorella Olivia, a dichiarare di averla sentita telefonicamente per l'ultima volta qualche giorno prima del suo ritrovamento, e di aver appreso che la cantante fosse molto affaticata dagli ultimi concerti; la stessa avrebbe inoltre avvisato la sorella di non preoccuparsi se non avesse dovuto risponderle al telefono, in quanto sarebbe stata impegnata con la preparazione in cuffia del brano da presentare a Viva Napoli. L'artista viene infatti ritrovata in pigiama, con ancora le cuffie alle orecchie, riversa sul letto e con il braccio proteso verso il telefono.

La Procura di Busto Arsizio apre un'inchiesta e dispone l'autopsia. Secondo il referto del medico legale, la morte dell’artista è avvenuta per un arresto cardiaco, causato da un'overdose di stupefacenti[46], cocaina secondo l'autopsia[47]. Ai suoi funerali, svoltisi alle 16.30 del 15 maggio a Busto Arsizio, nella chiesa di San Giuseppe presso viale Stelvio, presero parte centinaia di suoi fan, addirittura quattromila persone secondo fonti della Questura di Varese, tra cui un buon numero di persone dello spettacolo e colleghi del panorama musicale. La sua bara era coperta da una bandiera del Napoli, la squadra per cui faceva il tifo.

In seguito il corpo viene cremato, e successivamente il caso archiviato. Per volontà del padre, le sue ceneri si trovano nel cimitero di Cavaria con Premezzo, accanto ai nonni.

Le ipotesi di suicidio succedutesi nei giorni seguenti la notizia della tragica morte di Mia Martini, sono state più volte contestate e smentite, in particolar modo dalle sorelle. Alcuni anni dopo, è Olivia (la minore delle Berté) a definire addirittura "stupendo" l'ultimo periodo di vita della cantante, sia dal punto di vista degli impegni professionali, che per quanto riguarda l'ambito familiare.

Nel maggio 2009 la sorella Loredana Bertè, in un'intervista a Musica leggera[48], svela nuovi possibili retroscena sulla morte della sorella, nella quale il padre avrebbe potuto avere un ruolo. Un anno dopo, in una durissima intervista televisiva a Top Secret del 10 giugno 2010, la Bertè ribadirà la sua convinzione che la sorella sia stata uccisa di botte dal padre, accusandolo di avere usato violenza contro la prima moglie e le figlie durante l'infanzia (accuse puntualmente confermate dalla sorella Leda), ma soprattutto denunciando di aver visto il corpo di Mimì ricoperto di lividi e che la sua salma sia stata cremata dopo troppo poco tempo dal giorno del decesso.

Omaggi a Mia Martini[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1996 il "Premio della critica" del Festival di Sanremo è intitolato alla sua memoria, diventando così Premio della Critica Mia Martini, mentre si sono sprecate negli anni successivi le pubblicazioni postume di raccolte con brani inediti e no, che hanno sempre suscitato l'interesse dei numerosi estimatori e del grande pubblico che ancora oggi la ricorda e l'ama.

La morte di Mia Martini o di Mimì per gli amici e parenti, ha segnato profondamente la vita della sorella Loredana Bertè, che le ha dedicato brani come Luna (presentata al Festival di Sanremo 1997), Zona Venerdì e Mufida. Loredana Bertè ha più volte interpretato in tv o in concerti alcuni successi della sorella come Minuetto, Donna, Cu'mmè e soprattutto Almeno tu nell'universo, quest'ultima cantata anche a Sanremo 2012.

Nel 1998, anche Renato Zero le ha dedicato una canzone dal titolo La grande assente, incluso nel fortunato album Amore dopo amore. Enrico Ruggeri e i Negramaro le hanno dedicato due canzoni inedite, rispettivamente intitolate Fango e stelle (1996) e Scusa Mimì (2010).

Inoltre, le sono stati intitolati:

Innumerevoli gli altri artisti che l'hanno più volte ricordata in pubblico, talvolta dedicandole alcune loro personali interpretazioni di suoi grandi successi: tra gli altri, Ivana Spagna, Franco Califano, Rossana Casale, Mimmo Cavallo, Adriano Celentano, Aida Cooper, Elisa, Fiordaliso, Rita Forte, Giorgia, Enzo Gragnaniello, Bruno Lauzi, Marco Masini, Mietta, Mina (fu la prima in assoluto a pochi mesi dalla scomparsa), Mariella Nava, Donatella Rettore, Ornella Vanoni, Antonello Venditti, Iva Zanicchi, Marcella Bella.

Nel 2006 Gilda Giuliani realizza Canto Mimì, un recital di circa due ore, che ripercorre cronologicamente la carriera musicale di Mia Martini. Si trovano dediche a Mia Martini anche in altri ambiti non strettamente musicali, come nel 1995 che le viene tributato un ricordo da parte di Giorgio Leone in "Memorie riscoperte. Opere d’arte restaurate dalle chiese della Maddalena e del Carmine", catalogo di una mostra tenutasi a Morano Calabro, in calce alla scheda dei paliotti veneziani da lui attribuiti a Francesco Guardi[49].

Nell'aprile 2015 esce il libro-omaggio Mia Martini. Almeno tu nell'universo (Imprimatur), scritto da Salvatore Coccoluto, con interviste inedite a Leda Bertè, Enzo Gragnaniello, Mimmo Cavallo, Adriano Aragozzini, Gianni Sanjust. Nello stesso periodo Leda Berté, sorella maggiore della cantante, lancia un crowdfunding per la realizzazione di un film sulla vita di Mimì.[1]

Tributi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 maggio 1995, la trasmissione Temporeale condotta da Michele Santoro, in onda su Rai 3, ha dedicato una puntata alla cantante appena scomparsa: al programma partecipò anche Carmen Consoli, giovane cantautrice, all'epoca del tutto sconosciuta. Il successivo 20 luglio, Rai 2 ha trasmesso Mille voci per una voce: alla commemorazione, organizzata dal Comune di Lamezia Terme e da Ruggero Pegna e condotta da Andrea Giordana e Myriam Fecchi davanti a cinquantamila persone, hanno partecipato numerosi artisti del mondo della canzone, tra cui Pierangelo Bertoli, Bruno Lauzi, Peppino Di Capri, Mariella Nava, Rosa Martirano, Mimmo Cavallo e altri ancora.

Nel 1996, Paolo Limiti conduce su Rai 3 Ciao Mimì, dove vengono riproposti filmati di repertorio, unitamente alle testimonianze in studio di Dori Ghezzi, Enzo Gragnaniello, Alba Calia, Luciano Tallarini, e in collegamento Loredana Bertè e Marisa Laurito. Sempre a partire dal 1996 ad oggi, Rete 4 ha mandato in onda, in varie fasce orarie, una serie di speciali televisivi a cura di Paolo Piccioli: Chiamatemi Mimì, Notte Mimì, Mimì sarà, Le canzoni di Mia Martini, eccetera, con tutti i passaggi televisivi presenti negli archivi Mediaset, o intercettati nelle tv estere.

Nel 2000, la trasmissione di Giovanni Anversa, Racconti di vita, dedica una puntata alla figura di Mia Martini, con le testimonianze della sorella Olivia Bertè, dell'amica e corista Aida Cooper, degli autori Bruno Lauzi e Dario Baldan Bembo, e con Pippo Baudo e Menico Caroli, biografo della cantante. Molti sono stati i tributi televisivi mandati in onda per il decennale della scomparsa di Mia Martini (2005). Vincenzo Mollica ha curato uno Speciale Tg 1 con filmati di repertorio e le interviste a Loredana Bertè e Renato Zero; anche La storia siamo noi di Giovanni Minoli si è occupata della vita di Mia Martini, intitolandole la puntata Mia Martini - Storia di una voce, scritta da Caterina Stagno e Silvia Tortora: entrambe le trasmissioni sono state replicate più volte, ottenendo ottimi ascolti.

Rai 2 ha mandato in onda uno speciale Tg 2 Dossier, su Mia Martini, Gabriella Ferri e Dalida (Voci spezzate), e ben due puntate della trasmissione Successi di Stefania La Fauci, con le testimonianze, tra gli altri, di Mietta, del discografico Lucio Salvini e di Menico Caroli. Durante il Festival di Sanremo 2008 viene consegnato alla sorella Loredana Bertè il primo Premio della Critica vinto da Mia Martini nel 1982. Durante la terza serata del Festival di Sanremo 2010, dedicata alla storia ed ai sessant'anni del Festival, Fiorella Mannoia ed Elisa hanno cantato insieme Almeno tu nell'universo in ricordo di Mia Martini.

Rai Storia ha mandato in onda uno speciale dossier su Mia Martini il 10 ottobre 2010, in replica il 3 novembre 2011 e su Raitre il 28 novembre 2012. Il 26 ottobre 2012, durante la settima puntata del talent di Rai1, Tale e Quale Show, un'emozionata Mietta reinterpreta Almeno tu nell'universo, il brano rifiutato ai suoi esordi, calandosi nelle vesti della stimata collega[50].

Il 22 dicembre 2012 va in onda in prima serata su Rai1 "Per sempre Mia", puntata del programma televisivo I grandi della musica. Tra gli ospiti dello speciale dedicato a Mia Martini: Loredana Bertè, Mietta, Marco Masini, Enzo Gragnaniello, Gigi D'Alessio e Anna Tatangelo[51]. Il 1º novembre 2013, durante la settima puntata del talent di Rai1, Tale e Quale Show, la collega Fiordaliso decide di omaggiarla con Gli uomini non cambiano, brano classificatosi al secondo posto al Festival di Sanremo nel 1992.

Il 5 giugno 2015, durante la finale della quattordicesima edizione di Amici di Maria De Filippi, Loredana Bertè con Emma, Elisa, Francesco Renga e con i finalisti, aprono la puntata omaggiando Mia Martini, cantando Almeno tu nell'universo.

Dischi pubblicati postumi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996, un anno dopo la scomparsa di Mia Martini, la RTI Music, sua ultima casa discografica, pubblica la raccolta intitolata proprio 1996, che è la compilation dell'artista che ha riscosso maggior successo di classifica (64º album più venduto dell'anno). Sempre del 1996 è un'altra antologia distribuita dalla DIG-IT International, intitolata Indimenticabile Mia: si tratta di un'emissione particolarmente interessante poiché proponeva per la prima volta i due inediti: La struggente SOS verso il blu, di Carla Vistarini e Luigi Lopez, e la bellissima Col tempo imparerò (entrambi registrati nel 1990), oltre a una versione alternativa di Cercando il sole, brano tratto dall'album La mia razza, sempre del 1990.

La raccolta è stata successivamente ritirata dal mercato per volere degli eredi della Martini che rivendicavano i diritti dei due inediti, pubblicati senza la loro autorizzazione. Nel 1997, la BMG Ricordi raccoglie, per la prima volta su cd, tutte le incisioni anni settanta realizzate in spagnolo dall'artista per il mercato latino (Mi canto español). Nel 1998 la Sony Music propone il progetto Fortemente Bertè, che comprende la pubblicazione di due album dal vivo delle due sorelle Loredana Bertè (Decisamente Loredana) e Mia Martini (Semplicemente Mimì): Semplicemente Mimì è un disco dal vivo ricavato dalla registrazione di un concerto che la Martini aveva tenuto nell'isola di Procida nell'estate del 1993.

Nell'album, prodotto da Mario Lavezzi, viene inserito anche l'inedito E la vita racconta, tratto da un provino (originariamente presentato per le selezioni di Sanremo '94) successivamente riarrangiato dal M° Renato Serio. Nel 2000 esce, sempre per la Sony Music, la raccolta Mimì sarà, a cinque anni esatti dalla scomparsa della cantante. Il cd contiene numerose rarità e altri brani da tempo fuori catalogo, unitamente all'inedito assoluto In una notte così, brano che Mia Martini aveva provinato per il Festival di Sanremo 1992 (dove a presentarlo fu, poi, Riccardo Fogli).

Del 2003 è, invece, la prima antologia interamente composta da brani inediti, tutti risalenti agli anni settanta: Canzoni segrete, pubblicata dalla BMG Ricordi. Spiccano Ruba (1974), scritta da Antonello Venditti, Io andrò (1977) e Dire no (1975): tre interpretazioni straordinarie, inspiegabilmente rimaste nel cassetto. Nel 2004 anche la Warner pubblica una raccolta con inediti, intitolata E parlo ancora di te: gli inediti sono L'ultimo ballo e Bene, entrambi registrati nel 1978, anno in cui la cantante incideva alla Warner Bros, per l'appunto.

Dopo la buona accoglienza dei lavori precedenti, nel 2005, ancora la BMG Ricordi, nel frattempo diventata Sony BMG, pubblica un triplo cofanetto piuttosto interessante dal titolo La neve, il cielo, l'immenso, che attraverso successi, altri inediti e rarità, ripercorre la carriera di Mia Martini dal 1970 al 1990. Nel 2006, sempre per la Sony BMG, esce una seconda antologia (doppia) di registrazioni inedite: venti brani equamente suddivisi in inediti assoluti e rarità quali provini, versioni alternative di canzoni già edite ed esecuzioni dal vivo. Ancora una volta, la maggior parte del materiale utilizzato risale agli anni settanta: Suite per un'anima (1972), Grande più di lei (1975), Meglio sì, meglio se... (1975) e Ma come sto (1982), i brani più interessanti.

Nel 2007 esce per la Sony BMG anche Liberamente Mia, confezione di un cd + DVD, che ripercorrono l'intera carriera di Mia Martini, in collaborazione con Rai Trade. Liberamente Mia raggiunge la seconda posizione nella classifica settimanale dei DVD più venduti. A pochi giorni di distanza esce nei negozi anche Live 2007 - Il concerto, disco curato da Maurizio Piccoli, autore e amico della cantante, che ha voluto ricostruire, attraverso registrazioni tratte da concerti degli anni novanta, la scaletta ideale di un concerto di Mia Martini, prendendo anche spunto da alcuni appunti personali dell'artista. Passato inosservato al momento della pubblicazione, il disco ha avuto un buon successo di vendite grazie alla successiva distribuzione nelle edicole, in allegato al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni.

Del 2010 è l'uscita di un nuovo disco dal vivo (il più interessante dei tre pubblicati postumi) ed intitolato Altro che cielo, edito dalla Crisler. Nello stesso anno esce anche la raccolta Domani, pubblicata per volere dell'amica Alba Calia su etichetta Rai Trade, che racchiude per la prima volta su disco alcune pregevoli registrazioni dal vivo tratte dalle Teche Rai.

Attualmente esiste ancora una manciata di brani inediti di Mia Martini, tra cui spiccano Vivo (Al diavolo anche te) (1977), Canto universale (1978), Quando ne avrò abbastanza (1977), Fammi sentire bella (1992). Purtroppo, in alcuni casi manca l'autorizzazione alla pubblicazione, degli eredi o degli stessi autori dei brani, e di alcuni provini non si riesce a risalire ai crediti, anch'essi necessari per la pubblicazione.

Inoltre esistono innumerevoli registrazioni di suoi concerti dal vivo, che spesso appartengono a privati: i molti fan della cantante, che puntualmente attendono ogni anno la pubblicazione di qualcosa di inedito, si augurano escano al più presto.

Nel frattempo le case discografiche continuano a stampare innumerevoli compilation, fra cui Il meglio di Mia Martini (Edel), che raccoglie tutti i suoi più grandi successi in due cd: nel 2013 l'album riceve addirittura il disco d'oro[52] per le vendite.

Nel 2012 la sua discografia viene riassunta in un'opera intitolata Tutto il mio universo, composta da nove volumi, nei quali viene tematicamente riproposto il suo percorso musicale: ciascun disco viene distribuito settimanalmente nelle edicole, in allegato con Tv Sorrisi e Canzoni e Donna Moderna. L'intera opera viene interamente ripubblicata due anni dopo, sempre allegata alle medesime riviste.

Il 7 ottobre 2014 viene pubblicato un'altra raccolta intitolata Straniera, contenente quasi tutte le incisioni estere della cantante dal 1971 al 1983.

Fondazione Mia Martini Onlus[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 settembre del 2012, su invito di Leda Berté, sorella maggiore di Mia Martini, nasce la Fondazione Mia Martini Onlus. La Fondazione, senza alcuna finalità di lucro, ha come scopo sociale quello di promuovere e supportare prevalentemente con ogni mezzo la promozione e la valorizzazione dell’opera, della vita, dell’immagine artistica di Mia Martini, al secolo Domenica Adriana Rita Bertè e degli altri componenti della famiglia Bertè nel mondo, attraverso manifestazioni, mass-media, mostre, concorsi, gare canore e quant'altro ritenuto necessario ed in particolare di curare la ricerca, la promozione e lo sviluppo, la produzione, l’organizzazione e la distribuzione di iniziative relative alla cultura, all’arte, allo spettacolo, al cinema, all’editoria, alle edizioni librarie e discografiche, televisive, radiofoniche e fotografiche, allo sport ed al turismo in genere, di ogni tempo e di ogni luogo, in tutti i più vari aspetti, utilizzando qualsiasi mezzo di comunicazione di massa.

In particolare si prefigge di:

  1. Inventariare, sistematizzare, conservare e curare la memoria della musica, dei testi, della voce e delle interpretazioni di Mia Martini.
  2. Istituire luoghi e narrazioni (oggettuali e sociali) per raccogliere, conservare, curare e tramandare la storia umana e civile di Mia Martini.
  3. Progettare, programmare, realizzare, diffondere, monitorare, ri-progettare e conservare narrazioni etiche per contribuire ai processi epici di formazione e socializzazione del principio di speranza e di emancipazione per e delle nuove generazioni
  4. Istituire centri di ricerca sulla musica in quanto competenza per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva e per quello di alcune caratteristiche costitutive delle intelligenze cognitive e sociali.
  5. Istituire centri di ricerca sulla musica come uno dei substrati psicoterapici.
  6. Istituire centri di ricerca sulla musica come mezzo e messaggio di comunicazione antropologica multietnica e multiculturale.

Chez Mimì[modifica | modifica wikitesto]

Chez Mimì è il fan club di Mia Martini nato nel 1989, viene ufficializzato dalla stessa cantante l'anno successivo. Il fan club si costituisce sotto forma di un'associazione culturale. Anche dopo la scomparsa di Mia Martini, Chez Mimì continua la sua opera per diffondere e promuovere l'arte della indimenticata interprete, in particolare ricordiamo che è stato tra i promotori affinché il Premio della Critica del Festival di Sanremo fosse intitolato a "Mia Martini", in memoria dell'artista, e ufficializzato nel 1996. Per il decennale della scomparsa, l'associazione pubblica un libro Mia Martini - La regina senza trono, nel quale sono raccolte le interviste e gli incontri realizzati nell'ultimo periodo della sua carriera, scritto da Pippo Augliera, fondatore e coordinatore dell'iniziativa[53]. Per i 40 anni di carriera come Mia Martini (il debutto risale al 1971), un altro libro a lei dedicato "Mia Martini - La voce dentro", nel quale Pippo Augliera approfondisce alcuni temi peculiari dell'artista e della donna.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Mia Martini.

Televisione (selezione parziale)[modifica | modifica wikitesto]

  • Cantastampa (1963) - Partecipa con You are my boy.
  • Tv 7 (1963) - Rilascia un'intervista assieme alla madre e recita i versi del brano Il Magone.
  • Studio 1 (1964) - Presenta il brano Ed ora che abbiamo litigato.
  • Teatro 10 (1964) - Presenta il brano Ed ora che abbiamo litigato.
  • Cinegiornale. Speciale Festival di Avanguardie e Nuove tendenze (1971) - Viene trasmesso in tv un frammento dell'esibizione live del brano Padre davvero.
  • Cantagiro (1971) - Nel suo spazio live Mia Martini canta Ooh poo pah doo, Amore...amore...un corno e Padre davvero accompagnata dal gruppo La Macchina.
  • Tutti insieme (1971) - Mia Martini presenta Padre davvero live su base, introdotta da Mauro Pagani al violino, e accompagna Lucio Battisti ai cori dei brani Let the sunshine in e Proud Mary, assieme a vari artisti (Adriano Pappalardo, Bruno Lauzi, Edoardo Bennato, Premiata Forneria Marconi, Formula 3, Flora Fauna e Cemento e altri).
  • Le stelle di Natale (1971) - Presenta Gesù è mio fratello.
  • Stasera Little Tony (1972) - Presenta Gesù è mio fratello.
  • Cantagiro (1972) - Canta dal vivo Piccolo uomo (canta anche Col tempo, ma non esistono documenti televisivi che attestano l'esibizione).
  • Adesso musica (1972) - Presenta Piccolo uomo (documento andato distrutto).
  • Chissà chi lo sa (1972) - Canta dal vivo Piccolo uomo.
  • Senza rete (1972) - Canta dal vivo, accompagnata dall'orchestra, un medley dei brani Padre davvero e Madre, Piccolo uomo, Il posto mio, Quando quando quando (assieme a Gigliola Cinquetti e Tony Renis) e Io te voglio bene (assieme a Gigliola Cinquetti, Tony Renis e Renato Rascel).
  • Festivalbar (1972) - Con il brano Piccolo uomo vince la manifestazione (documento andato distrutto).
  • Tutto è pop (1972) - Presenta Piccolo uomo.
  • Gondola d'oro (1972) - Presenta dal vivo, accompagnata dall'orchestra, il brano Donna sola con cui vince la manifestazione.
  • Dieci anni di Juke Box (1972) - Presenta Donna sola.
  • Auguri auguri (1972) - Presenta Donna sola.
  • Cordialmente dall'Italia (1973) - Presenta dal vivo Dove il cielo va a finire.
  • Adesso musica (1973) - Presenta Minuetto (documento andato distrutto).
  • Senza rete (1973) - Presenta dal vivo, accompagnata dall'orchestra, Minuetto, Signora, un medley dei brani Donna sola e Neve bianca e assieme ad Albano Carrisi e Aldo Giuffrè la sigla di chiusura Buona domenica.
  • Festivalbar (1973) - Con il brano Minuetto vince la manifestazione (documento andato distrutto).
  • Gondola d'oro (1973) - Presenta dal vivo, accompagnata dall'orchestra, i brani Il guerriero e Bolero (del documento esiste solo l'audio, mentre il video è andato distrutto).
  • Quando il topo ci mette la coda (1973) - Presenta Bolero.
  • Venti minuti con Mia Martini (1973) - Presenta Bolero e La malattia.
  • Under 20 (1973) - Presenta Il guerriero.
  • Improvvisamente...a mezza festa (1973) - Presenta Il guerriero e Bolero (non esistono documenti televisivi che attestano l'esibizione).
  • Lo chiameremo 1974 (1973) - Canta dal vivo su base Il guerriero (documento andato distrutto).
  • Midem (1974) - Canta dal vivo, accompagnata dall'orchestra, la versione francese di Minuetto, Tu t'en vas quand tu vieux.
  • Il dirodorlando (1974) - Presenta Il guerriero (non esistono documenti televisivi che attestano l'esibizione).
  • Adesso musica (1974) - Canta dal vivo Inno ed E stelle stan piovendo, accompagnata dagli Expo 80.
  • Festivalbar (1974) - Canta Inno, come ospite alla manifestazione (documento andato distrutto).
  • E l'orchestra racconta (1974) - Canta dal vivo, accompagnata dall'orchestra, Inno e Breve amore.
  • Gondola d'oro (1974) - Canta dal vivo, accompagnata dall'orchestra, i brani Agapimu e Inno (del documento esiste solo l'audio, mentre il video è andato distrutto).
  • Si rilassi (1974) - Rilascia un'intervista a Enzo Tortora, presentandosi su una sedia da psicanalista.
  • Alle 7 di sera (1974) - Canta dal vivo su base Agapimu.
  • Mia (1975) - Questo è il primo special totalmente dedicato a Mia Martini: la cantante alterna parti in cui parla di sè stessa e del suo lavoro con l'attore Lino Capolicchio, ad altri in cui canta diversi brani, quali un medley acustico introduttivo, formato da tre cover celeberrime, When I feel in love, Hit the road Jack e Desafinado, quindi Inno, Agapimu, E stelle stan piovendo, Il viaggio (quest'ultima presentata live su base) e Al mondo (in una versione più breve), alternando location interne agli studi televisive ad altre esterne lungo le strade e le spiagge di Ostia; duetta con Gabriella Ferri nei brani Stornello dell'estate, Calabrisella mia e Aritornelli antichi; in chiusura di programma Lino Capolicchio recita la poesia di François Villon, Ballata delle cose da niente, mentre Mia Martini sussurra in sottofondo Inno, accompagnata da chitarra.
  • Il dirodorlando (1975) - Presenta Al mondo.
  • Personaggi in fiera (1975) - Presenta Al mondo.
  • Spaccaquindici (1975) - Presenta Al mondo.
  • Caravella dei successi (1975) - Canta live su base Al mondo e Principessa di turno (quest'ultima tagliata in fase di montaggio).
  • Adesso musica (1975) - Presenta Al mondo e Volesse il cielo.
  • Musical de Mallorca (1975) - Canta live, accompagnata dall'orchestra, il brano Nevicate (dell'esibizione sono rimaste solo alcune sequenze video).
  • Senza rete (1975) - Canta live, accompagnata dall'orchestra, Signora, Veni sonne di la muntagnella (accompagnata da sola chitarra), Volesse il cielo; accompagnata anche dalla Schola Cantorum canta anche Agapimu, Donna con te e alcuni versi di Piccolo uomo; canta anche la sigla finale assieme a tutti gli altri ospiti.
  • La compagnia stabile della canzone con varietè e comica finale (5 puntate) (1975) - Il programma in questione è il secondo special televisivo dedicato a Mia Martini, in questo caso affiancata da altri cantanti e attori, ovvero Gigliola Cinquetti, Gino Paoli, Riccardo Cocciante, Gianni Nazzaro, Christian De Sica e Renato Rascel: il programma è suddiviso in varie parti, ovvero nella prima sezione i cantanti interpretano un proprio brano e di puntata in puntata un brano di un proprio collega; in questa parte del programma Mia Martini canta i suoi brani Volesse il cielo, Donna con te, Questi miei pensieri, Sabato e Le dolci colline del viso e Sassi di Gino Paoli, Alle porte del sole di Gigliola Cinquetti, Quando finisce un amore di Riccardo Cocciante e Il primo sogno proibito di Gianni Nazzaro (nella puntata dedicata a lei l'orchestra l'omaggia con Inno, Gianni Nazzaro con Donna sola, Gigliola Cinquetti con Minuetto, Gino Paoli con Piccolo uomo e Riccardo Cocciante con Padre davvero in versione piano e voce); nella seconda parte i cantanti, con l'esclusione di Riccardo Cocciante, sono protagonisti, assieme a Christian De Sica, di vari sketch e numeri di varietà, per l'esattezza Mia Martini interpreta Mon homme, Addio Tabarin, Passa la ronda, I can't give you anything but love, Menestrello vagabondo (in duetto con Gino Paoli) e Long time ago (con Gino Paoli e Gianni Nazzaro), mentre in Tonknoise, cantata da Gianni Nazzaro mima una cinese e ha la parte da protagonista assieme a Christian De Sica nello sketch Ivana e partecipa alle sigle di chiusura assieme a tutti gli altri artisti; la terza parte è dedicata unicamente a Renato Rascel.
  • Un peu d'amour, d'amitié et beaucoup de musique (1975) - Canta vari brani tra cui Questi miei pensieri.
  • C'è un'orchestra per lei (1976) - Canta, accompagnata dall'orchestra, i brani di Riz Ortolani Mai e Revelation.
  • Adesso musica (1976) - Canta, accompagnata da un pianista, un medley composto da Piccolo uomo, Donna sola e Minuetto, infine presenta Che vuoi che sia...se t'ho aspettato tanto.
  • Che vuoi che sia...se t'ho aspettato tanto (1976) - Special di mezz'ora in cui si susseguono clip dedicati al suo ultimo album, le cui location sono il Teatro Olimpico, in cui si esibisce con il gruppo musicale Libra, la sua casa romana e diversi luoghi di Roma, tra cui lo Stadio dei Marmi e la Palazzina Valadier: Mia Martini canta Io donna, io persona, Noi due, Preghiera, Se mi sfiori, In paradiso, Fiore di melograno e Che vuoi che sia...se t'ho aspettato tanto.
  • Festivalbar (1976) - Canta il brano Che vuoi che sia...se t'ho aspettato tanto.
  • Gondola d'oro (1976) - Canta live su base Che vuoi che sia...se t'ho aspettanto tanto (l'esibizione è documentata dall'audio, mentre il video è andato distrutto).
  • Recital (1976) - Altro special che vede Mia Martini protagonista di un concerto di quaranta minuti registrato all'Olympia di Parigi, concerto suddiviso in tre parti: la parte introduttiva è affidata a Frank Villano che canta la versione francese di Dein ist mein ganzes Herz e La donna immobile; la seconda parte, quella più importante, è affidata a Mia Martini che, accompagnata dal suo gruppo (Rocchi, Verardi, Cappellotto, Surdi) e dalle sue coriste (Rosanna Carrara e Aida Nola), esegue Agapimu, Io donna, io persona, Volesse il cielo, Donna con te, Se mi sfiori e, con l'aggiunta di Dario Baldan Bembo all'organo Hammond, Che vuoi che sia...se t'ho aspettato tanto e un potpourri di Piccolo uomo, Inno, Minuetto (parte in italiano e parte in francese) e Donna sola; la parte finale è affidata a Dario Baldan Bembo che canta Crescendo e Il ciliegio di casa mia.
  • L'altra domenica (1977) - In questo programma vengono ripresi e trasmessi quindici minuti da un concerto che Mia Martini, accompagnata dal suo gruppo, tiene nello Sporting Club di Montecarlo: la cantante interpreta Che vuoi che sia...se t'ho aspettato tanto, Io donna, io persona e un medley di Piccolo uomo e Minuetto.
  • Montecatini follies (1977) - Canta Libera e Te possino da tante cortellate in duetto con Loredana Bertè.
  • Domenica In (stagione 1976-1977) - Presenta Libera.
  • Eurovision song contest (1977) - Canta dal vivo accompagnata dall'orchestra il brano Libera.
  • Incontro con Mia Martini (1977) - Prima di due puntate che riprendono il concerto che Mia Martini e Charles Aznavour tengono al Sistina di Roma: questa prima puntata si apre con una sigla, una versione alternativa di Libera in stile gospel, poi la cantante esegue, accompagnata da un'orchestra di cui fa parte anche Angel Pocho Gatti, i brani Volesse il cielo e un potpourri formato da Amore...amore...un corno, Piccolo uomo, Che vuoi che sia...se t'ho aspettato tanto, Inno, Minuetto e Donna sola, quindi un bis di Donna con te.
  • Serata con Mia Martini e Charles Aznavour (1977) - Seconda delle due puntate che riprendono il concerto di Mia Martini e Charles Aznavour: in questa seconda puntata vengono riprese anche le esibizioni di Charles Aznavour che rientrano nel secondo tempo; Mia Martini esegue Il guerriero, Padre davvero, Amanti, Donna con te, Se mi sfiori e duetta con Aznavour nel brano Dopo l'amore.
  • Pesaro Summer Show (1977) - Presenta Libera.
  • World Pupular Song Festival (1977) - Presenta il brano Ritratto di donna, vincendo la competizione.
  • Come mai (1977) - Mia Martini viene intervistata e canta Per amarti e Un uomo per me in due clip che la riprendono in momenti di routine quotidiana e in sala di registrazione.
  • Un peu d'amour, d'amitié et beaucoup de musique (1977) - Canta vari brani, tra cui Ritratto di donna.
  • Domenica In (stagione 1977-1978) - Presenta Per amarti e uno sketch con Corrado Mantoni.
  • Hello Charles (1977) - Canta assieme a Charles Aznavour e accompagnata dall'orchestra il brano Je ne connais que toi.
  • Festa d'inverno (1977) - Presenta Per amarti.
  • L'altra domenica (1978) - Vengono riprese alcune scene dal concerto che Mia Martini e Charles Aznavour tengono all'Olympia, dove duettano nel brano Dopo l'amore.
  • Musique en tete (1978) - Canta accompagnata dall'orchestra il brano Inno e poi duetta con Charles Aznavour in Dopo l'amore.
  • Domenica In (stagione 1977-1978) - Presenta Se finisse qui.
  • Mims di Sanremo (1978) - Canta dal vivo, accompagnata dal suo gruppo, vari brani tra cui Se finisse qui.
  • Chianciano gestival '78 (1978) - Presenta Vola.
  • Festivalbar (1978) - Presenta Vola.
  • Saint Vincent (1978) - Presenta Vola.
  • Domenica In (stagione 1978-1979) - Presenta Vola.
  • Strix (1978) - In questa apparizione Mia Martini canta Bene, travestendosi da strega che si fa bruciare su un rogo in mezzo a decine di esseri demoniaci.
  • Discoring (1979) - Presenta Danza.
  • Vota la voce (1979) - Canta Danza con Loredana Bertè ai cori.
  • Così per caso (1979) - Canta Danza.
  • Ieri e oggi (1979) - In questa apparizione Mia Martini commenta varie esibizioni del passato tratte Tutti insieme, Compagnia stabile della canzone, con varietè e comica finale e Serata con Mia Martini e Charles Aznavour e canta Danza.
  • Musicalmente (1979) - Si tratta di un concerto integrale che Mia Martini registra per la tv svizzera: canta quasi tutti i brani tratti dal suo ultimo album, per l'esattezza Danza, C'è un uomo nel mare, La costruzione di un amore, Canto alla luna, E parlo ancora di te, Buonanotte dolce notte, Ci si muove, Di tanto amore e Vola, poi interpreta vari brani del passato come Padre davvero, Piccolo uomo, Minuetto e Inno e chiude con la ripresa di Danza.
  • Che combinazione! (1979) - Presenta Danza.
  • Fantastico (1979) - Canta i brani Nun è peccato e Arrivederci.
  • Domenica In (stagione 1979-1980) - Presenta Danza.
  • Girofestival (1981) - Canta diversi brani tratti dal suo ultimo album: E ancora canto viene utilizzata come clip di apertura che la vede camminare sulla spiaggia, quindi la cantante presente Ti regalo un sorriso, Ancora grande, Parlate di me, Senza te e Sono tornata; i vari brani si alternano a diverse interviste in cui l'artista parla del suo ultimo album.
  • Discoring (1981) - Presenta Ti regalo un sorriso.
  • Chianciano '81 (1981) - Canta Ti regalo un sorriso.
  • Donna rock. Io sono Mia (1981) - Questo special viene registrato in Calabria, tra Bagnara Calabra, suo paese di nascita, Reggio Calabria e Scilla, in diverse location che prediligono in particolare il rapporto tra l'artista e la sua terra d'origine: ai brani del suo ultimo disco E ancora canto, Stai con me, Ti regalo un sorriso, Ancora grande, Sono tornata, Parlate di me, Nanneo, Il viaggio e Senza te e ai vecchi successi Piccolo uomo, Donna sola e Minuetto si alternano diversi interventi parlati in cui Mia Martini parla di sè stessa, del suo lavoro e della sua vita.
  • Rosso Tiziano (1981) - Canta Sono tornata.
  • Discoring (1981) - Presenta E ancora canto.
  • Gondola d'oro (1981) - Canta E ancora canto.
  • Festival di Sanremo (2 puntate) (1982) - Presenta live su base il brano E non finisce mica il cielo.
  • Tutti insieme (1982) - Mia Martini è ospite di Gianni Morandi e all'interno del suo programma ha modo di esibirsi in molti brani: con il collega e con i giovani artisti che fanno parte del cast fisso (tra cui Andrea Parodi) duetta nei brani Let the sunshine in e Aquarius, poi entrambi realizzano una lunga fantasia dedicata ai brani italiani celeberrimi in tutto il mondo, ovvero Il paradiso, Azzurro, Non ho l'età, Balla Linda, Le colline sono in fiore, Come prima, Roma nun fa la stupida, Quando m'innamoro, Il ragazzo della via Gluck, Al di là, Quando, quando, quando, Vado via, Una lacrima sul viso, Ti amo, Uno dei tanti, L'ultima occasione, Che sarà, Io che non vivo e Nel blu dipinto di blu e come sigla di chiusura interpretano Marinero; Mia Martini presenta anche live su base il brano E non finisce mica il cielo.
  • Festival del paroliere (1982) - Canta il brano Voglio te.
  • Musicalmente (1982) - E' questo il secondo concerto che Mia Martini registra per la tv svizzera, concerto che vede rappresentata un po' tutta la carriera di Mia Martini: dopo un'intervista introduttiva, Mia Martini presenta alcuni brani dall'album Mimì, ovvero Nanneo, Ti regalo un sorriso, E ancora canto, Sono tornata e Stai con me e altri dall'album Danza, ovvero Danza, Vola e La costruzione di un amore (presentata in chiusura, con E non finisce mica il cielo come coda), quindi il suo ultimo successo E non finisce mica il cielo (per intero e come ripresa finale), alcuni evergreen come Inno, Piccolo uomo, Amanti, Valsinha e Minuetto e l'omaggio a Billy Joel Just the way you are.
  • Cantautori da Rimini (1982) - Presenta in anteprima Stelle e canta dal vivo il brano La costruzione di un amore con Roberto Zanaboni al piano.
  • Lady Musica (1982) - Mia Martini promuove assieme a Shel Shapiro l'album Quante volte...ho contato le stelle, di cui canta Quante volte e Solo noi.
  • Vela d'oro (1982) - Presenta il brano Quante volte.
  • Saint Vincent (1982) - Presenta il brano Quante volte.
  • In concerto dal Bul Bul (1982) - Questo programma riprende un concerto che Mia Martini tiene a Castrocaro Terme, concerto durante il quale promuove Quante volte...ho contato le stelle: la cantante interprete Guarirò guarirò, Bambolina, bambolina, Quante volte, Solo noi, Amanti, Piccolo uomo, Stelle, Io appartango a te e un medley formato da Minuetto, E non finisce mica il cielo e la ripresa di Quante volte.
  • Premiatissima (3 puntate) (1982) - Mia Martini fa parte della squadra Forza sette: nella prima puntata viene introdotta da Anna Oxa che, accompagnata da Eros Ramazzotti alla chitarra, canta alcuni versi di E non finisce mica il cielo, poi Mia Martini risponde cantando alcuni versi di Io no e subito dopo canta Quante volte; nella seconda puntata canta Solo noi; nella terza e ultima puntata canta Io appartango a te, poi, accompagnata da Roberto Zanaboni al piano, duetta con Anna Oxa e Francesco Di Giacomo nel brano I vecchi.
  • Scoop (1983) - Interpreta dal vivo, accompagnandosi con la chitarra, il brano Stelle.
  • Permette? Cavallo! (1983) - Canta dal vivo con Mimmo Cavallo e il suo gruppo il brano Tutto quello che farai.
  • Live da Torino (1983) - Queste riprese riguardano un concerto che Mia Martini tiene a Torino, concerto con cui promuove Quante volte...ho contato le stelle: canta Guarirò guarirò, Bambolina, bambolina, Quante volte, Io appartango a te, Ti regalo un sorriso, Stai con me, Vecchio sole di pietra, Stelle, Del mio amore, Solo noi, La costruzione di un amore con E non finisce mica il cielo come coda finale.
  • La rosa d'oro (1983) - Mia Martini canta, accompagnata da Sonny Taylor al piano, il brano Minuetto.
  • Saint Vincent Estate (1983) - Presenta il brano Bambolina, bambolina.
  • Miei compagni di viaggio (1983) - Viene ripreso quasi integralmente (viene tagliato il brano Alice in fase di montaggio, unitamente ai bis Stelle e La costruzione di un amore) il concerto che Mia Martini tiene al Teatro Ciak di Milano e che da il nome al suo nuovo album Miei compagni di viaggio: canta Il pescatore, Suzanne, Un giorno dopo l'altro, Signora, Cime tempestose, Taxi giallo (con Aida Cooper, Cristiano De Andrè, Loredana Bertè e Ivano Fossati ai cori), Valsinha, Le ali della mente, Rotativa, Vedrai vedrai (con Ivano Fossati al piano), Guilty, Imagine e Ed ora dico sul serio con i ringraziamenti finali.
  • Orecchiocchio (1983) - Canta dal vivo Imagine (accompagnata da Gilberto Martellieri) e Alice (accompagnata da Riccardo Zappa).
  • Tandem (1983) - Canta Valsinha, accompagnandosi con la chitarra, e duetta con Loredana Bertè in Dedicato.
  • Blitz (1983) - Canta dal vivo in diretta dal Nuovo Teatro Verdi di Montecatini, accompagnata dai musicisti con cui ha realizzato l'ultimo album, i brani Rotativa, Le ali della mente e Imagine.
  • Ci vediamo sul 2 (1983) - Canta dal vivo, accompagnata dal musicista Riccardo Zappa, il brano Alice.
  • Domenica in (1984) - Canta dal vivo Valsinha, Taxi giallo e Guilty.
  • Un milione al secondo (1984) - Canta dal vivo, accompagnata da Gilberto Martellieri, il brano Vedrai vedrai.
  • Piccoli fans (1985) - Mia Martini viene intervistata da Sandra Milo, canta in playback Spaccami il cuore e dal vivo, accompagnata da Goldsman al piano, il brano E non finisce mica il cielo.
  • Poker di maggio (2 puntate) (1985) - Presenta Spaccami il cuore.
  • Saint Vincent (2 puntate) (1985) - Presenta Spaccami il cuore.
  • Master (1988) - Canta dal vivo su base Lucy, poi viene intervistata da Drupi e canta con Mario Maglione e Drupi il classico napoletano Reginella.
  • Premio Venere Ericina (1989) - Canta live su base Quante volte, Piccolo uomo e Bambolina bambolina.
  • Festival di Sanremo (4 puntate) (1989) - Presenta live su base Almeno tu nell'universo.
  • Sanremo in the world (1989) - Presenta live su base il brano Almeno tu nell'universo (il video riguarda le esibizioni che Mia Martini ha tenuto a Francoforte, Tokyo e Toronto) e fa un omaggio a Enzo Jannacci con l'interpretazione di Vincenzina e la fabbrica (quest'ultima esibizione non risulta essere stata registrata).
  • Via Teulada 66 (5 puntate) (1989) - Mia Martini canta live su base Almeno tu nell'universo, Donna, Spegni la testa e Notturno e, accompagnata dal maestro Serio al piano, un medley formato da E non finisce mica il cielo, Piccolo uomo, Minuetto e Valsinha.
  • DOC (4 puntate) (1989) - E' questo un vero e proprio mini-concerto che si svolge in diverse puntate in cui Mia Martini presenta, accompagnata dal suo gruppo, vari brani: canta Almeno tu nell'universo, Statte vicino a me, Stelle, Le ali della mente, Come togheter, Donna (accompagnata da Enzo Gragnaniello alla chitarra e da Giulio Pistocchi al sassofono) e un medley costituito da Padre davvero, E non finisce mica il cielo, Piccolo uomo, Minuetto e Valsinha.
  • Cocco (1989) - Presenta live su base il brano Donna e canta dal vivo, accompagnata da Stefano Senesi al piano, i brani Minuetto, Piccolo uomo e Almeno tu nell'universo.
  • Festivalbar (1989) - Presenta il brano Donna e riceve il Disco d'oro.
  • Europa Europa (1989) - Mia Martini è ospite in una puntata del programma: canta live su base Almeno tu nell'universo, poi Padre davvero accompagnata da Piero Pintucci al piano e propone un medley assieme all'orchestra di brani dedicati alla Spagna, al Portogallo e alla Francia, ovvero Granada, Lisboa antiga e Le valse a mille temps.
  • Premio Tenco (1989) - Canta live su base Donna e Almeno tu nell'universo e riceve la Targa Tenco come migliore interprete.
  • Miss Italia (1989) - Canta Statte vicino a me e un medley, accompagnata dall'orchestra diretta da Vessicchio, formato dai brani Non dimenticar le mie parole, Nu quarto 'e luna, Arrivederci, Mi ritorni in mente, E tu come stai e Almeno tu nell'universo.
  • Azzurro (1989) - Canta Donna.
  • Una notte d'estate (1989) - Canta live su base Almeno tu nell'universo e dal vivo, accompagnata dall'orchestra di Bruno Canfora (al sassofono Johnny Sax) e assieme a Dee Dee Bridgewater, il brano Ma l'amore no.
  • Grand Prix (1989) - Canta dal vivo accompagnata dall'orchestra Il mondo e assieme a Peppino Di Capri i brani Luna caprese, Amore baciami, Anema e core, Questo amore splendido, Un bacio a mezzanotte, Nun è peccato, Come prima e Nel blu dipinto di blu; infine assieme a Peppino Di Capri ed Enrico Ruggeri canta My way.
  • Musica senza frontiere (1989) - Canta live su base Donna e Imagine assieme ad Andrea Mingardi e a Kenny Moore.
  • Improvvisando (1989) - Canta dal vivo, accompagnata dal suo gruppo, il brano La donna cannone.
  • Fantastico (1989) - Canta live su base Chica chica bum, imitando Carmen Miranda.
  • Tv Donna (5 puntate) (1990) - Mia Martini viene intervistata su vari argomenti e canta dal vivo Valsinha accompagnata alla chitarra da Massimo Fumanti; viene mandata in onda anche una ripresa di un suo concerto in cui canta dal vivo, accompagnata dal suo gruppo, il brano Almeno tu nell'universo.
  • Il caso Sanremo (1990) - Canta dal vivo, accompagnata dall'orchestra, i suoi brani sanremeni E non finisce mica il cielo e Almeno tu nell'universo.
  • 30 anni senza mai andare fuori tempo (1990) - Canta dal vivo, accompagnata dall'orchestra, il brano di Jannacci Io e te.
  • Festival di Sanremo (3 puntate) (1990) - La prima e la terza serata canta dal vivo, accompagnata dall'orchestra diretta da Peppe Vessicchio, il brano La nevicata del '56, mentre la seconda serata presenta l'argentino Mijares che canta la versione in spagnolo del suo brano, dal titolo La nevada.
  • Sanremo in the world (1990) - Canta live su base il brano La nevicata del '56 e poi assieme a tutti gli altri artisti il brano Nel blu dipinto di blu.
  • Demetrio Stratos Festival (1990) - Canta dal vivo assieme al suo gruppo i brani La donna cannone e Almeno tu nell'universo e in duetto con Toots Thielemans all'armonica il brano Imagine.
  • Europa Europa (4 puntate) (1990) - Mia Martini è ospite fissa nelle prime tre puntate e nella decima puntata: nella prima puntata canta live su base La nevicata del '56 e assieme a Gianni Morandi e accompagnata dall'orchestra cinque brani dedicati all'Argentina, alla Germania, al Brasile e all'Italia, ovvero A media luz, Adios muchachos, La ballata di Mackie Messer, La canzone di Orfeo e Azzurro; nella seconda puntata canta live su base Un altro atlantico, un medley assieme all'orchestra dedicato alla Francia, in particolare a Edith Piaf, di cui interpreta Milord e La vie en rose, e Joséphine Baker, di cui interpreta Ca c'est Paris, e infine canta Valsinha, accompagnata da Toquinho alla chitarra; nella terza puntata canta live su base Almeno tu nell'universo, duetta con Dee Dee Bridgewater e con Toots Thielemans all'armonica nel brano Imagine e dedica il medley ai Beatles, di cui canta Yesterday, Obladì Obladà, Michelle e Yellow submarine; in tutte le puntate canta anche la signa finale Serenata del Sabato Sera; nell'ultima puntata, intona con Milva e Fiordaliso Sentimental della Osiris, poi interpreta con entrambe Poster di Baglioni, accompagna Milva al Pianoforte in Memory e canta Hello Dolly nel medley dedicato al musical.
  • Azzurro (1990) - Canta live su base il brano Danza pagana.
  • Cantagiro (12 puntate) (1990) - Canta live su base i seguenti brani: Piccolo uomo, Minuetto, E non finisce mica il cielo, Quante volte, Almeno tu nell'universo, Donna (in due puntate), La nevicata del '56 (in due puntate), Danza pagana, Domani più su, Un altro atlantico.
  • Festivalbar (1990) - Canta live su base il brano Domani più su.
  • Mirandola musica (1990) - Canta live su base i seguenti brani: Almeno tu nell'universo, Donna, La nevicata del '56, Danza pagana e Domani più su.
  • Telethon (1990) - Canta live su base Scrupoli.
  • Live jazz da Rimini (inedito) (1991) - Documento inedito, mostrato per l'unica volta in occasione della morte della cantante, che riguarda la registrazione di uno dei concerti del tour jazz estivo che Mia Martini realizzò assieme a Maurizio Giammarco e al suo gruppo, con i quali registrò l'album live In concerto (da un'idea di Maurizio Giammarco); l'unico brano che è stato mandato in parte in onda è Pensieri e parole.
  • La più bella sei tu (2 puntate) (1991) - Mia Martini è ospite in due puntate di questo programma di Rispoli: nella prima puntata si rivede nella sua esibizione sanremese di E non finisce mica il cielo e la commenta; nella seconda puntata la sua canzone Almeno tu nell'universo viene premiata dai telespettari come la più bella canzone sanremese.
  • Vela d'oro (1991) - Presenta assieme a Maurizio Giammarco e al suo gruppo il brano Pensieri e parole.
  • It (1991) -.Presenta assieme a Maurizio Giammarco e al suo gruppo i brani Pensieri e parole e Come togheter.
  • Domenica in (1991) - Presenta in anteprima Cu'mme assieme a Roberto Murolo e canta dal vivo assieme a Roberto Murolo e Renzo Arbore il brano Te voglio bene assaje.
  • Alta classe. Voglio vivere così (1992) - Presenta assieme a Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello i brani Cu'mme e 'O marenariello, poi con Roberto Murolo, Enzo Gragnaniello, Renzo Arbore e Peppino Di Capri, accompagnati da vari musicisti, tra cui Rino Zurzolo, canta dal vivo Tammurriata nera.
  • Festival di Sanremo (2 puntate) (1992) - Mia Martini presenta in semifinale e in finale, accompagnata dall'orchestra diretta da Marco Falagiani, il brano Gli uomini non cambiano e lo interpreta per la terza volta in occasione della proclamazione del podio, quando riceve il premio per il secondo posto.
  • Serata d'onore (1992) - Mia Martini è ospite del programma della Laurito assieme ad Alberto Tomba: nel suo spazio canta live su base Cu'mme in duetto con Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo, e dal vivo, accompagnata dall'orchestra diretta da Lombardi, i brani Almeno tu nell'universo, Gli uomini non cambiano, un medley dei brani Piccolo uomo e Minuetto e in duetto con Marisa Laurita il brano di Taranto E nun sta bene; vengono intervistati il padre di Mia Martini Giuseppe Radames Bertè, il discografico Lucio Salvini, gli autori del brano sanremese Giancarlo Bigazzi e Beppe Dati, il fotografo Guido Harari, l'hair stylist Aldo Coppola, Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello.
  • Per aspera ad astra (inedito) (1992) - Del tour in questione esistono due riprese che riguardano due concerti differenti: la prima ripresa viene recuperata nel 1996 e assemblata per l'home video (poi dvd), dove sono presenti quasi tutti i brani del concerto, esclusi i quattro bis e forse alcune canzoni del primo e secondo tempo escluse dal montaggio; la seconda ripresa, registrata appositamente per la tv a scopo promozionale, registra un'ora circa di concerto; quest'ultima ripresa è stata mandata in onda solo in minima parte in Rai a partire dalla morte dell'artista e contiene degli arrangiamenti totalmente differenti (tra i brani mandati in parte in onda, sono da citare Donna sola e Spaccami il cuore).
  • Eurovision Song Festival (1992) - Presenta dal vivo, accompagnata dall'orchestra diretta da Marco Falagiani, il brano Rapsodia che raggiunge il quarto posto.
  • Azzurro (1992) - Presenta assieme a Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello i brani Cu'mme e 'O marenariello e ottengono il Disco d'oro per le vendite dell'album di Murolo Ottantavogliadicantare.
  • Cantagiro (9 puntate) (1992) - Mia Martini presenta dal vivo, accompagnata dall'orchestra diretta da Lavezzi, diversi brani: Gli uomini non cambiano (presentata quattro volte), Minuetto (presentata tre volte) e Lacrime (presentata due volte, di cui una accompagnata dal chitarrista Paolo Hollesh); vince tre tappe e talvolta accenna a Calabrisella mia e Cu'mme, si intrattiene con il pubblico o racconta una barzelletta.
  • Canzoniere dell'estate (3 puntate) (1992) - Presenta Rapsodia e viene premiata come migliore interprete dell'anno.
  • Concerto italiano (1992) - Canta dal vivo, accompagnata da Stefano Senesi al piano, i brani E non finisce mica il cielo e Minuetto e riceve un premio.
  • Tombola radiotelevisiva (1992) - Canta Gli uomini non cambiano e duetta dal vivo con Renzo Arbore in L'uva fogarina e con Renzo Arbore e Mireille Mathieu in Caruso.
  • CantaNapoli Internazionale (1992) - Mia Martini Canta con Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello il brano Cu'mme, poi in chiusura canta assieme a tutti gli altri ospiti il brano Torna a Surriento.
  • Domenica in (1992) - Canta assieme a Enzo Gragnaniello il brano Mondi blu e assieme a Bruno Illiano al piano canta dal vivo Piccolo uomo e Minuetto.
  • Festival di Sanremo (2 puntate) (1993) - Canta dal vivo, accompagnata dall'orchestra diretta da Fio Zanotti, il brano Stiamo come stiamo in duetto con Loredana Bertè.
  • Sanremo Jazz (1993) - Canta, accompagnata al piano da Arrigo Cappelletti, i brani Vedrai vedrai, E non finisce mica il cielo e Anna verrà.
  • Girofestival (1993) - Canta assieme a Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo il brano Vieneme.
  • Canzoniere dell'estate (3 puntate) (1993) - Canta assieme a Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo il brano Vieneme.
  • Sanremo Giovani (1993) - Canta, accompagnata dall'orchestra, il brano Almeno tu nell'universo.
  • Un'ora in curva B (1993) - Canta Gli uomini non cambiano e in duetto con Tullio De Piscopo improvvisa i brani Desafinado e Pari peppi.
  • Noi non ci San Remo (1994) - Canta dal vivo, accompagnata al piano da Gilberto Martellieri, i brani E non finisce mica il cielo e La donna cannone; durante il programma viene mandato in onda anche un video che Mia Martini fa in esterna con Claudia Mori.
  • Viva Napoli (1994) - Canta dal vivo, accompagnata dall'orchestra diretta da Peppe Vessicchio, il classico napoletano Luna rossa.
  • Festival italiano (2 puntate) (1994) - Canta dal vivo, accompagnata dall'orchestra diretta da Maurizio Bassi, il brano Viva l'amore.
  • Un'ora in curva B (1994) - Canta live su base il brano Viva l'amore e duetta con i Fratelli Artesi nei brani Cu'mme e 'O marenariello.
  • Live in Portofino (1994) - Questo documento televisivo molto raro riprende parte di un concerto che Mia Martini tiene a Portofino assieme ad Arrigo Cappelletti: le canzoni riprese sono E non finisce mica il cielo e un medley dedicato alla canzone francese, costituito da La vie en rose e Ne me quitte pas.
  • Concerto AIDS Radio Italia (inedito) (1994) - Mia Martini canta live su base le canzoni Viva l'amore, I treni a vapore e Hotel Supramonte, live parzialmente ripreso dalle telecamere di Radio Italia (non si sa se esistono riprese intere delle sue tre esibizioni); oltre a queste riprese, esiste un'intervista in cui la cantante parla della lotta contro l'AIDS.
  • Tappeto volante (3 puntate) (1994/1995) - Mia Martini viene invitata in qualità di ospite in tre puntate differenti: nella prima puntata viene intervistate e canta live su base il brano I treni a vapore; nella seconda puntata, totalmente dedicata a lei, canta live su basi i brani Tutto sbagliato baby, Fiune sand creek e Stella di mare, duetta con Rita Forte in Almeno tu nell'universo, La nevicata del '56 e Gli uomini non cambiano, e alterna le interpretazioni a interventi parlati in cui racconta la sua carriera e talvolta accenna alcuni brani come I miei baci tu non puoi scordar, Il magone, Bolero e Lucy; nella terza puntata canta Viva l'amore e un medley formato da La canzone popolare, Diamante e Piccolo uomo.
  • I fatti vostri (3 puntate) (1994/1995) - Mia Martini partecipa a tre puntate: nella prima, che corrisponde alla marcia benefica Telethon, canta live su base Diamante e Dillo alla luna, quest'ultima in duetto con Dodi Battaglia; nella seconda puntata canta live su base Stella di mare; nella terza canta dal vivo in duo con Antonio e Marcello i brani Cu'mme, 'O marenariello e Non dimenticar le mie parole.
  • Domenica in (2 puntate) (1995) - Prende parte a due puntate: nella prima canta live su base Piccolo uomo e Viva l'amore e dal vivo, in versione acustica accompagnata dal piano, il brano Minuetto; nella seconda canta live su base Almeno tu nell'universo e si ferma a parlare del Festival di Sanremo con Mara Venier, quindi canta live su base Dillo alla luna e, accompagnata al piano da Pippo Baudo, il brano Un'avventura.
  • Papaveri e papere (2 puntate) (1995) - Nella prima puntata canta, accompagnata dall'orchestra diretta da Bruno Canfora, in duo con Michele Zarrillo e Giorgia, il brano Ancora, un medley dedicato a Sanremo, formato dai brani Vacanze romane, Come sinfonia, Domani domani, Eternità, Vita spericolata e E se domani, un medley di successi reciproci, formato dai brani Cinque giorni, E poi, La nevicata del '56, La notte dei pensieri, Almeno tu nell'universo e Come saprei, quindi assieme al resto del cast canta Un'avventura di Lucio Battisti; nella seconda puntata duetta con Spagna e Barbara Cola nel medley di successi sanremesi formato da L'arca di Noe, La notte dell'addio, Se tu ragazzo mio, Quello che le donne non dicono, Nessuno, La voce del silenzio, Come si cambia e Si può dare di più, mentre assieme a Spagna, Barbara Cola, Loretta Goggi, Massimo Ranieri, Pooh e Andrea Bocelli, che suona il flauto e il piano, prende parte al medley di successi reciproci, formato da Il mare calmo della sera, Maledetta primavera, La nevicata del '56, Gente come noi, In amore, Perdere l'amore e Uomini soli, quindi canta assieme al resto del cast i brani Mogliettina e Papaveri e papere.
  • Re per una notte (1995) - Ultima apparizione televisiva di Mia Martini, la quale dapprima duetta brevemente con la sua sosia nel brano Viva l'amore e poi canta live su base il brano Tutto sbagliato baby.

Programmi radiofonici[modifica | modifica wikitesto]

  • Ribalta per Sanremo (1964) - Canta dal vivo Solai.
  • Incontro con Mia Martini (1972)
  • Supersonic (1972) - Canta dal vivo, accompagnata dal suo gruppo, vari brani.
  • Batto quattro (1973)
  • Supersonic (1974) - Canta dal vivo, accompagnata dal suo gruppo, vari brani tra cui Ruba in versione acustica.
  • Il circo delle voci (1974) - Canta dal vivo Joshua fit the battle of Jericho e duetta con Gabriella Ferri in Aritornelli antichi.
  • Gran Varietà (1974) - Vengono presentati vari brani tratti da E' proprio come vivere e una versione alternativa di Luna bianca, utilizzata come sigla del programma.
  • Mia Satellite (1974)
  • La posta del cuore di... (1974) - Legge alcune lettere inviate dai radioascoltatori.
  • Ciao domenica (1974/1975) - Assieme a Peppino Gagliardi realizza vari sketch dedicati ad alcune professioni specifiche e duetta con Aldo Giuffrè nei brani Non c'è ragione e Teleamore; la sigla finale è affidata a una versione alternativa di Donna fatta donna.
  • Tutta festa (1975) - Canta live su base Al mondo e improvvisa Calabrisella mia.
  • Batto quattro (1975)
  • Recital di Mia Martini (1976)
  • Spazio giovani (1976)
  • Più di così (1976)
  • Incontro con... (1976)
  • Più di così (1977)
  • Il tombolone (1978)
  • La prima volta che... (1979)
  • Le stanze (1981)
  • Effetto musica (1982)
  • Via Asiado Tenda (1983)
  • Radici (1985)
  • Radio Perla del Tirreno (1985)
  • Via Asiago Tenda (1989)
  • Mattino insieme (1989)
  • Incontro con... (1989)
  • Incontro con... (1990)
  • Mattina con Anna Pettinelli (1990)
  • Intervista a... (1990)
  • Raistereodue (1990)
  • Radioverderai (1992)
  • Intervista di M. Morva (1992)
  • Intervista a... (1993)
  • Festa Bertè (1993)
  • Pomeriggio insieme (1993)
  • Presentazione de La musica che mi gira intorno (1994)
  • Rock café (1994)
  • Concerto Anlaids (1994)
  • Ring (1995)
  • Radio Popolare (1995)

Spot pubblicitari[modifica | modifica wikitesto]

  • Campagna abbonamenti Rai (1977-1978)
  • I miei compagni di viaggio (1983)
  • Martini Mia... (1989)
  • La mia razza (1990)
  • Mia Martini in concerto (1991)
  • La musica che mi gira intorno (1994-1995)
  • Spot Fiat-Almeno tu nell'universo (2008-2009)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Porca società (1978) (Colonna sonora del film)
  • Almeno tu nell'universo (2011) (Colonna sonora del film)

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

  • Libera (1977) - Clip introduttiva all' Eurovision Song Festival
  • Per amarti (1977)
  • Se finisse qui (1977)
  • Ti regalo un sorriso (1981)
  • Per te Armenia(1989)
  • Danza pagana (1990)
  • Scrupoli (1991)
  • Cu' mme (1992)
  • Rapsodia (1992) - Clip introduttiva all' Eurovision Song Festival
  • Stiamo come stiamo (1993)
  • E la vita racconta (1999) - A conclusione del programma Notte Mimì
  • In una notte così (2000) - A conclusione del programma Mimì sarà

Partecipazioni a manifestazioni canore[modifica | modifica wikitesto]

Azzurro[modifica | modifica wikitesto]

  • 1989: con Donna
  • 1990: con Danza pagana - la sua squadra vince la gara
  • 1992: con Cu'mme e O' marenariello - ottengono il Disco d'oro per le vendite dell'album Ottantavogliadicantare

Cantagiro[modifica | modifica wikitesto]

  • 1971: con Amore...amore...un corno e Padre davvero
  • 1972: con Piccolo uomo
  • 1990: con Donna, Danza pagana, Domani più su, Un altro Atlantico, Piccolo uomo, Minuetto, E non finisce mica il cielo, La nevicata del '56, Almeno tu nell'universo e Quante volte
  • 1992: con Gli uomini non cambiano, Lacrime e Minuetto - vince tre tappe
  • 1993: con Vieneme (con Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo)

Canzoniere dell'estate[modifica | modifica wikitesto]

  • 1992: con Rapsodia
  • 1993: con Vieneme (con Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo)

Canzonissima[modifica | modifica wikitesto]

Caravella dei successi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1975: con Al mondo

Eurofestival[modifica | modifica wikitesto]

  • 1977, Londra: con Libera - 13º posto
  • 1992, Malmö: con Rapsodia - 4º posto

Festival di Avanguardie e Nuove Tendenze[modifica | modifica wikitesto]

  • 1971, Viareggio: con Padre davvero - 1º posto
  • 1972, Roma: con Karma 2426

Festival di Bellaria[modifica | modifica wikitesto]

  • 1964: con Come puoi farlo tu - 1º posto

Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1972, la RCA la propose al Festival di Sanremo, con il brano Credo, ma viene scartata dalla selezione
  • Nel 1973, la Ricordi la propose al Festival di Sanremo, con il brano Vado via, che in seguito al ritiro dell'artista venne presentato da Drupi, il quale lo portò al successo internazionale[54]
  • Nel 1976, la Ricordi propose all'artista la partecipazione al Festival di Sanremo col brano L'amore è il mio orizzonte, ma fu ancora una volta Mia Martini a rifiutarsi in extremis.
  • Nel 1981, la DDD la propose al Festival di Sanremo, col brano E ancora canto, che venne selezionato ma la partecipazione non andò in porto[55] sempre per volontà dell'artista, che solo da poco aveva recuperato la propria voce, dopo un anno di afonìa causato da due difficili interventi alle corde vocali; il brano venne comunque inserito nell'album Mimì
  • Nel 1985, la DDD la propose al Festival di Sanremo con il brano Spaccami il cuore, che però venne inserito soltanto tra i 4 brani di "riserva"[56]
  • Nel 1994, la Polygram la obbligò a presentarsi al Festival di Sanremo con il brano E la vita racconta, ma questa volta fu la cantante a facilitare l'esclusione inviando un nastro smagnetizzato, dal momento che il brano non la convinceva del tutto.

Festival Italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • 1994: con Viva l'amore

Festivalbar[modifica | modifica wikitesto]

  • 1972: con Piccolo uomo - 1º posto
  • 1973: con Minuetto - 1º posto
  • 1974: con Inno - ospite
  • 1975: con Donna con te - 4º posto
  • 1976: con Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto - 7º posto
  • 1978: con Vola - fuori gara
  • 1981: con Ti regalo un sorriso
  • 1989: con Donna - ottiene il Disco d'oro per le copie vendute dall'album Martini Mia
  • 1990: con Domani più su - 3º posto nella serata in cui presenta Domani più su

Midem di Cannes[modifica | modifica wikitesto]

  • 1973-74: con Tu t'en vas quand tu veux
  • 1975-76: con Sabato

Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1972/73: con Donna sola - vince la Gondola d'oro
  • 1973/74: con Il guerriero e Bolero
  • 1974/75: con Inno e Agapimu
  • 1976/77: con Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto
  • 1981: con E ancora canto

Musical de Mallorca[modifica | modifica wikitesto]

  • 1975: con Nevicate - vince il Premio della Critica

Premiatissima[modifica | modifica wikitesto]

  • 1982: con Quante volte, Solo noi e Io appartango a te

Premio Tenco[modifica | modifica wikitesto]

  • 1989: con Almeno tu nell'universo e Donna

Saint-Vincent[modifica | modifica wikitesto]

  • 1978: con Vola
  • 1982: con Bambolina bambolina
  • 1985: con Spaccami il cuore

Vela d'oro di Riva del Garda[modifica | modifica wikitesto]

  • 1982: con Quante volte
  • 1991: con Pensieri e parole

Viva Napoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 1994: con Luna rossa

Vota la voce[modifica | modifica wikitesto]

  • 1973: - 2º posto (categoria donne)
  • 1974: - 3º posto (categoria donne)
  • 1975: - 1º posto (categoria donne)
  • 1976: - 3º posto (categoria donne)
  • 1977: - 4º posto (categoria donne)
  • 1978: - 8º posto (categoria donne)
  • 1979: - 4º posto (categoria donne), canta Danza
  • 1981: - 7º posto (categoria donne)
  • 1982: - 10º posto (categoria donne)
  • 1989: - 1º posto (categoria donne)
  • 1990: - 2º posto (categoria donne)
  • 1991: - 14º posto (categoria donne)
  • 1992: - 5º posto (categoria donne)

World Popular Song Festival Yamaha[modifica | modifica wikitesto]

  • 1977: con Ritratto di donna - 1º posto

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • I suoi singoli più venduti sono Minuetto, Piccolo uomo, Donna sola, Almeno tu nell'universo e Inno; invece gli album: Nel mondo, una cosa, Il giorno dopo, È proprio come vivere, Martini Mia e Lacrime.
  • Nel corso della sua carriera trentennale ha cambiato moltissime case discografiche: CAR Juke Box, Durium, Esse Records, RCA Italiana, Dischi Ricordi, Warner Bros Records, DDD, Fonit Cetra, Polygram, RTI Music.
  • In un'intervista nel 1975 dichiara che le fu proposto il ruolo di Eleonora Duse in un film[57].
  • Nel 1978 partecipò al programma Stryx di Enzo Trapani, presentando il brano Bene con un look da strega e sullo sfondo di un rogo in fiamme, per rispondere alle maldicenze sul suo conto.
  • In molte partecipazioni televisive del 1982, Mia Martini veste con una sciarpa ed una cintura disegnate come la tastiera del pianoforte, regalatele dalla sorella Loredana Bertè.
  • I suoi ultimi abiti erano firmati Giorgio Armani[58].
  • Il brano Attimo x attimo, contenuto nell'omonimo album di Anna Tatangelo pubblicato nel 2003, venne scritto da Fio Zanotti per Mia Martini, che non ha mai potuto inciderlo a causa dell'improvvisa morte.
  • Oltre al Sud e alla sua Calabria, l'artista dichiarò di riconoscersi molto anche nella città di Milano, dove visse stabilmente dal 1979 al 1985 nel complesso San Felicino; dal 1986 al marzo 1995 visse a Santa Maria della Neve, frazione di Calvi dell'Umbria, e come ultima dimora, dal marzo 1995 a Cardano al Campo[senza fonte].
  • Alcuni dei vip presenti al suo funerale: Loredana Bertè, Renato Zero, Marcella Bella, Adriano Celentano, Claudia Mori, Ron, Ivano Fossati, Matia Bazar, Jo Squillo, Ornella Vanoni, Bruno Lauzi, Giorgio Armani, Aida Cooper, Fiordaliso, Mimmo Cavallo, Enzo Gragnaniello, Enrico Ruggeri, Memo Remigi, Amedeo Minghi, Dori Ghezzi, Viola Valentino, Maurizio Vandelli, Giorgio Faletti[senza fonte].
  • In un'intervista parlò di Marco Masini riguardo alle accuse a lui rivolte di portare sfortuna dicendo: «Vorrei parlare un attimo di questo caso che coinvolge Marco Masini, mi piacerebbe proprio avviare una polemica. Mi riferisco al fatto che certi intellettuali si rivelano diffidenti verso questo tipo di musica, adesso mi sto riferendo non tanto a Masini ma a Bigazzi, che poi è quello che l'ha lanciato. C'è una specie di razzismo nel nostro Paese, per cui si osannano i cantautori, specie quelli che fanno politica con le canzoni, e si affondano le canzoni commerciali... Vi assicuro: è molto difficile scrivere una bella canzone commerciale... è invece facilissimo fare gli intellettuali, atteggiarsi a fare i poeti e scrivere canzoni "raffinate"».

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario delle canzoni italiane, pag. 31
  2. ^ Dizionario delle canzoni italiane, pag. 226
  3. ^ "I miti musica" n. 18, "Mia Martini", Arnoldo Mondadori Editore Editore, 1999
  4. ^ a b c d e Mia Martini: storia di una voce - Puntata de "La storia siamo noi" - Rai Educational
  5. ^ Maurizio Seymandi, Vota la voce, i lettori hanno scelto i più popolari dell'anno in TV Sorrisi e Canzoni, nº 38, settembre 1975, p. 15. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  6. ^ Paolo Cucco, Mia Martini. Libera felice e sconfitta in TV Sorrisi e Canzoni, nº 22, maggio 1977, pp. 71-72. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  7. ^ a b Armando Torno, La forza dell'inesistente in Corriere della Sera, 8 ottobre 2003. URL consultato il 2 gennaio 2003.
  8. ^ a b "Jettatrice!", Mia Martini stoppata in Corriere della Sera, 1º aprile 1992. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  9. ^ a b Mario Luzzatto Fegiz, Una grande artista, una falsa maledizione in Corriere della Sera, 15 maggio 1995. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  10. ^ Peppe Lanzetta, Gli occhi assenti di Mia Martini in la Repubblica, 11 maggio 2005. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  11. ^ a b Leandro Palestini, Venier: contro Mimì pregiudizi indecorosi in la Repubblica, 23 maggio 1996. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  12. ^ a b Paola Zonca, Celentano: Grazie Zaccaria, hai difeso la libertà di parola in la Repubblica, 18 maggio 2001. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  13. ^ a b Paola Provvedini, Masini: rovinato come Mia Martini in Corriere della Sera, 14 aprile 2001. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  14. ^ a b "Successi" di Vania Colasanti, Stefania La Fauci e Fabio Toncelli, RAI, 2005
  15. ^ Articolo di Menico Caroli apparso su Musikbox n° 16
  16. ^ Tg 2 Dossier, "Voci spezzate", RAI, 2005
  17. ^ a b c d e f g h Il mio canto universale
  18. ^ La cantante senza maschera, pubblicato su Senza Maschera del 20 agosto 1972, n°23 pag.56
  19. ^ a b Top Annuali Single 1972
  20. ^ HitParadeItalia - Top10 del 25 novembre 1972
  21. ^ Top Annuali Album 1972
  22. ^ Grande dizionario della canzone italiana, pag. 537
  23. ^ Mia Martini storia di una voce, documentario de La Storia Siamo Noi
  24. ^ Mia Martini: ha vinto il Festivalbar, pubblicato su Intrepido del 13 settembre 1973, n° 37 pag. 40
  25. ^ HitParadeItalia - Top10 del 29 settembre 1973
  26. ^ Top Annuali Single 1973
  27. ^ Top Annuali Album 1973
  28. ^ Renzo Allegri, "Mia Martini vuota il sacco", Gente n. 34, 1979
  29. ^ "I miti musica" n. 18, "Mia Martini", Arnoldo Mondadori Editore, 1999
  30. ^ carpe diem: È questa la nuova Mia Martini su questimieipensieri.blogspot.it. URL consultato il 2015-06-01.
  31. ^ carpe diem: È questa la nuova Mia Martini su questimieipensieri.blogspot.it. URL consultato il 2015-06-01.
  32. ^ Mia Martini: "Boncompagni? Detestabile " - YouTube
  33. ^ Menico Caroli, Mia Martini. Il mio canto universale, Tarab, 1999.
  34. ^ Mia Martini da "Mezzogiorno in famiglia", 1994
  35. ^ > All'Irlanda l'Eurofestival. Mia Martini è quarta, Corriere della Sera.
  36. ^ La rabbia della compagna Loredana Bertè, Corriere della Sera.
  37. ^ Augliera, pag. 141
  38. ^ Augliera, pag. 152
  39. ^ Augliera, pag. 143
  40. ^ Augliera, pag. 163
  41. ^ Augliera, pag. 191
  42. ^ Almeno tu: omaggio di Mina a Mia Martini in Corriere della Sera, 7 ottobre 1995. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  43. ^ Augliera, pag. 180
  44. ^ Zero: Mia Martini non si è suicidata in Corriere della Sera, 2 aprile 1998. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  45. ^ http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale03.htm su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 2015-05-06.
  46. ^ Federica Cavadini, Mia Martini, uccisa da overdose in Corriere della Sera, 13 luglio 1995. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  47. ^ Carmine Saviano, Mia Martini, vent'anni dopo. Le maldicenze la uccisero ma il suo talento è immortale in Repubblica.it, 12 maggio 2015. URL consultato il 12 maggio 2015.
  48. ^ La guerra non è mai finita, intervista di Maurizio Becker a Loredana Bertè, pubblicata sul periodico musicale Musica leggera n° 4, maggio 2009, pagg. 12-35
  49. ^ Memorie riscoperte. Opere d’arte restaurate dalle chiese della Maddalena e del CaProxy-Connection: keep-alive Cache-Control: max-age=0 ine, Catalogo della mostra (Morano Calabro: 1995), a cura di Rosa Anna Filice, Morano C., Amministrazione Comunale di Morano, 1995, pp. 67-73 (scheda 16-17)
  50. ^ Mietta incanta con Mia Martini, Spetteguless.it.
  51. ^ Serata dedicata a Mia Martini Per Sempre Mia su Raiuno. URL consultato il 19 dicembre 2012.
  52. ^ Mia Martini conquista il disco d’oro!.
  53. ^ Augliera
  54. ^ Drupi: Mia Martini fu la mia fortuna anche se per tutti portava sfiga
  55. ^ L'artista compariva nel cast ufficializzato il 19 gennaio 1981, ma, per ragioni non note, la Martini ed il gruppo La Bottega dell'Arte furono rimpiazzati da Orietta Berti e Domenico Mattia
  56. ^ FESTIVAL DI SANREMO: GLI ESCLUSI CHE HANNO FATTO LA STORIA (VOLUME 2)
  57. ^ Intervista di Giangiacomo Schiavi del 5 settembre 1975, rilasciata al quotidiano piacentino Libertà
  58. ^ Augliera, pag. 81

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vincitore del Festivalbar Successore
Demis Roussos 1972 Mia Martini I
Mia Martini 1973 Claudio Baglioni II
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