Porto Santo Stefano

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Porto Santo Stefano
capoluogo
Porto Santo Stefano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
Comune Monte Argentario-Stemma.png Monte Argentario
Territorio
Coordinate 42°26′07″N 11°07′03″E / 42.435278°N 11.1175°E42.435278; 11.1175 (Porto Santo Stefano)Coordinate: 42°26′07″N 11°07′03″E / 42.435278°N 11.1175°E42.435278; 11.1175 (Porto Santo Stefano)
Altitudine m s.l.m.
Abitanti 8 892 (2011)
Altre informazioni
Cod. postale 58019
Prefisso 0564
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti santostefanese, santostefanesi[1]; portosantostefanese, portosantostefanesi[1]; sanstefanese, sanstefanesi[1]
Patrono santo Stefano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Porto Santo Stefano
Porto Santo Stefano

Porto Santo Stefano (IPA: [ˈpɔrto ˈsanto sˈtɛfano][2]) è il capoluogo del comune di Monte Argentario, in provincia di Grosseto.

Rinomata località turistica sulla costa settentrionale dell'Argentario, è un attivo centro commerciale, peschereccio e balneare. Si affaccia su una baia dominata dalla Fortezza Spagnola; con Porto Ercole costituisce uno dei due abitati maggiori che formano il comune.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Promontorio dell'Argentario.
« Bello, clima mite, aria balsamica, pace, tranquillità, riposo assoluto fanno dell'Argentario il più ricercato luogo di soggiorno e di villeggiatura per un turismo di classe »
(Guelfo Civinini Definizione di Porto Santo Stefano da Trattoria di paese (Premio Viareggio 1937)[3])

La località si trova sul lato nord-occidentale del promontorio dell'Argentario, a poco più di 40 km a sud-est di Grosseto, a circa 10 km a sud-ovest di Orbetello e circa 12 da Porto Ercole. La costa settentrionale di Porto Santo Stefano, si articola tra Punta Lividonia a nord-ovest e la foce del Canale di Santa Liberata.

Procedendo da ovest verso est, la costa si presenta alta e rocciosa tra Punta Lividonia e Punta della Madonnetta, che delimita a ovest il centro abitato. Il tratto costiero su cui si affaccia la cittadina, presenta una passeggiata lungomare che si affianca alla strada urbana. Proseguendo lungo quella direzione si incontra prima il porto vecchio, ormeggio di tipo turistico, e dopo un altro tratto di passeggiata lungomare il Porto del Valle, punto di partenza dei traghetti per l'Isola del Giglio e per Giannutri, a cui sono annessi l'area riservata ai pescherecci e i cantieri navali.

Oltrepassata l'area del porto principale, la costa diviene nuovamente alta e rocciosa, lungo la quale si incontrano le penisolette di Punta Nera e del Calvello, ove si trovava originariamente una torre costiera.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Monte Argentario.

Il clima è di tipo mediterraneo, quindi abbastanza mite durante tutto il corso dell'anno, con un notevole aumento dell'umidità nel periodo estivo. Le precipitazioni sono piuttosto scarse (mediamente poco più di 400 mm annui) e raramente di lunga durata; si concentrano soprattutto nei mesi autunnali. L'eliofania, vale a dire il soleggiamento, raggiunge uno dei valori massimi assoluti annuali dell'intero territorio nazionale italiano.

In base alle medie climatiche del trentennio 1971-2000, le più recenti in uso, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di 5,9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di 22,7 °C; mediamente si contano 14 giorni di gelo all'anno e 11 giorni annui con temperatura massima uguale o superiore a 30 °C. Nel trentennio esaminato, i valori estremi di temperatura sono i +37,8 °C dell'agosto 1998 e i -9,0 °C del gennaio 1979.

Le precipitazioni medie annue si attestano a 455 mm, mediamente distribuite in 51 giorni, con minimo prolungato tra il tardo inverno, la primavera e l'estate e moderato picco in autunno.

L'umidità relativa media annua fa registrare il valore di 72,8% con minimo di 64% a luglio e massimo di 79% a novembre; mediamente si contano 150 giorni annui con episodi nebbiosi.

Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trantennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio.[4]

MONTE ARGENTARIO
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 8,0 8,6 10,6 13,0 18,0 21,9 25,8 26,3 22,1 17,1 11,9 8,9 8,5 13,9 24,7 17,0 16,0
T. min. mediaC) 3,7 3,7 5,2 7,3 11,6 15,1 18,5 19,1 15,7 12,1 7,6 4,8 4,1 8,0 17,6 11,8 10,4
Precipitazioni (mm) 45,1 39,9 37,4 39,4 25,0 12,6 6,7 21,2 43,6 66,4 65,6 52,2 137,2 101,8 40,5 175,6 455,1
Giorni di pioggia 5 4 4 6 4 2 1 2 4 6 7 6 15 14 5 17 51
Umidità relativa media (%) 77 74 73 74 70 69 64 66 72 78 79 77 76 72,3 66,3 76,3 72,8

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Porto Santo Stefano, situato nella parte settentrionale del Monte Argentario, è il maggior centro di questo promontorio. Per la sua posizione geografica favorevole fu frequentato dagli antichi popoli che navigavano nel Mediterraneo. I romani hanno lasciato notevoli tracce della loro presenza, tra le quali i resti dei bagni di Domiziano e nelle loro carte indicavano la località con nomi vari, come Portus Traianus e Portus ad Cetarias. Sotto la dominazione dei senesi che va dagli inizi del XV alla metà del XVI secolo il luogo diviene un approdo di scarsa importanza soggetto alle frequenti incursioni dei pirati. In questo periodo vengono costruite la torre dell'Argentiera nel 1442, ed alcune torri costiere. Lo sviluppo del centro ebbe inizio intorno al 1550 sotto il governatorato spagnolo di Núñez Orejón de Ávila, e continuò dopo la creazione dello stato dei Presidi e la costruzione della fortezza spagnola.

Porto S.Stefano nei primi del 900.

Nel 1646 Porto Santo Stefano fu conquistato dai francesi per poi tornare sotto la dominazione spagnola nello stesso anno, nel 1707 passò sotto il governo degli austriaci, insieme a tutto lo stato dei Presidi, nel 1737 finì sotto il controllo dei Borboni ed in questo periodo si registrò il primo sviluppo demografico importante con l'afflusso di molte famiglie provenienti dalla Campania, dall'Isola d'Elba, e dalla riviera Ligure. Nel 1801 si unì al regno di Etruria e nel 1815 con il trattato di Vienna passò sotto il Granducato di Toscana. Nel 1842 il granduca Leopoldo II di Lorena istituì la comunità di Monte Argentario, dove Porto Santo Stefano rappresentava il capoluogo e Porto Ercole la frazione. Nel 1860 insieme a tutta la Toscana entrò a far parte del Regno d'Italia, fatto storico fu la sosta di Garibaldi e i Mille il 9 maggio 1860 durante il viaggio di trasferimento da Quarto a Marsala.

Durante l'ultimo conflitto mondiale, Porto Santo Stefano costituiva per i tedeschi una base logistica molto importante, per questo fu teatro di violenti bombardamenti, il centro abitato fu duramente colpito dagli alleati subendo la perdita di molti civili. L'episodio venne enfatizzato da Radio Londra,[5][6] come il successo dei prossimi vincitori del conflitto sulla zona che allora costituiva la vera piazzaforte della Wehrmacht in Italia.[7] I bombardamenti fecero di Monte Argentario il secondo comune in Italia più distrutto dalle incursioni aree anglo- americane, dopo Cassino, nella seconda guerra mondiale.[8]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santo Stefano, moderna chiesa parrocchiale del paese, ricostruita nel secondo dopoguerra dopo che l'antica chiesa settecentesca venne fatta saltare dalle truppe tedesche il 7 giugno 1944. La nuova chiesa fu progettata dagli architetti Mario Paniconi, Giulio Pediconi, Paolo Rossi de Paoli e consacrata il 25 dicembre 1950. Nel 1963 fu installato il grande organo Mascioni, mentre il presbiterio fu completamente rifatto prima nel 1980 e poi nel 2006.[9]
  • Chiesa dell'Immacolata Concezione, edificio parrocchiale del rione del Valle, è stata realizzata tra il 1973 e il 1979 su progetto di Carlo Boccianti, benché la prima pietra fosse già stata benedetta e posizionata il 9 aprile 1961 dal vescovo Paolo Galeazzi. L'inaugurazione è avvenuta il 7 dicembre 1979 con la consacrazione da parte di monsignor Giovanni D'Ascenzi.[10] Nel 2004 è stata oggetto di restauro.[11]
  • Chiesa della Santissima Trinità, situata in località Pozzarello, si tratta di un moderno edificio parrocchiale realizzato tra il 1999 e il 2002 su progetto di Carlo Boccianti. La chiesa è stata consacrata il 22 giugno 2002 da monsignor Mario Meini.[12]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa La Giocondiana anni 1920.
  • Villa La Giocondiana, chiamata Villa Viti, costruita a Porto Santo Stefano negli anni 1920 dall'architetto Giovanni Maria Viti, una tra le poche residenze d'epoca rimaste indenni ai bombardamenti del 1944.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Fortezza Spagnola, costruita tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo con l'entrata di Porto Santo Stefano nello Stato dei Presidi, allo scopo di difendere la costa e il paese e respingere attacchi e incursioni nemiche provenienti dal mare. I lavori, che procedevano lentamente, furono terminati nel 1636 con alcune migliorie apportate dall'ingegnere militare Pedro Álvarez. Nei primi del XIX secolo, durante il periodo napoleonico, la fortificazione fu potenziata dai francesi per resistere agli assalti delle navi britanniche. Ristrutturata dai Lorena dopo l'annessione al Granducato di Toscana, la fortezza continuò a svolgere le funzioni militari anche dopo l'unità d'Italia, fungendo da presidio strategico durante la prima guerra mondiale. Nel secondo dopoguerra fu parzialmente modificata con l'aggiunta di due corpi di fabbrica per ospitare temporaneamente gli uffici del Comune.
  • Forte del Pozzarello, situato in località Pozzarello, si tratta di una fortificazione costiera realizzata tra il 1874 e il 1888, ultima struttura difensiva ad essere stata realizzata nell'area del promontorio dell'Argentario. Trasformato in deposito di armi e munizioni nel secondo dopoguerra, fu dismesso nel 1975, andando successivamente incontro ad un inesorabile degrado.
  • Forte Tre Natali, struttura difensiva posta sull'altura di Punta Nera, all'estremità orientale del paese, fu costruita nel 1811 dai francesi. Dismesso dopo il 1867, fu venduto a privati e smantellato. Attualmente sono visibili solo alcuni resti incorporati in un'abitazione privata.
  • Faro di Lividonia, faro marittimo costruito nel 1883, venne attivato come semaforo marittimo dalla Regia Marina per l'illuminazione della punta nord-occidentale del promontorio dell'Argentario. Il suo attuale aspetto è dovuto ad una ristrutturazione avvenuta nel 1926.
  • Torre di Lividonia, risalente al XVI secolo, è stata fatta costruire dagli spagnoli su progetto dell'ingegnere militare Francesco De Marchi, che ebbe l'incarico conferitogli nel 1548 dal governo della Repubblica di Siena, proprio negli ultimi anni in cui l'intero territorio era controllato dai senesi. La torre subì una incursione piratesca nel 1814 e nel 1867 fu ceduta a privati dopo essere stata dismessa. La torre è stata recentemente restaurata.
  • Torre del Calvello, torre di avvistamento costruita dagli Spagnoli poco dopo la metà del XVI secolo, quando l'intera zona apparteneva già allo Stato dei Presidi. Distrutta da un bombardamento nel 1943, è possibile oggi osservarne i resti.
  • Siluripedio, struttura militare costruita nel 1943 dal Silurificio Moto Fides S.A. di Livorno, filiale della Whitehead Sistemi Subacquei, per la sperimentazione, la messa a punto e il collaudo dei siluri in mare. Distrutta dai bombardamenti alleati lo stesso anno, non entrò mai in funzione. I resti delle colonne portanti sono diventate degli interessanti reperti di archeologia industriale, si trovano ancora in mare nei pressi dell'omonima località.[13]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti delle due guerre mondiali
  • Monumento ai caduti delle due guerre mondiali, posto in via della Vittoria, realizzato nel 1964, dallo scultore Goffredo Verginelli[14], su progetto di Giovanni Maria Viti, poeta, giornalista, scultore, pittore, nonché arguto osservatore delle tradizioni marinaresche del promontorio[15]. Il monumento sorge al posto di un altro che commemorava i caduti della prima guerra mondiale: si trattava di un soldato di marmo bianco, realizzato nel 1922 e distrutto dai bombardamenti del 1943.
  • Monumento ai caduti del mare, situato sul lungomare dei Navigatori, è stato realizzato dallo scultore Egidio Ambrosetti nel 1999 ed è composto da una monumentale scultura bronzea dal titolo tromba marina[16].
  • Monumento alla memoria dei caduti civili sotto i bombardamenti del 1943, posizionato sul lungomare dei Navigatori, è composto da una bomba d'aereo disattivata e due steli con i nomi dei caduti[17]. È stato posizionato accanto ad un altro già presente, dedicato alla Protezione civile[18].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Quella che segue è l'evoluzione demografica di Porto Santo Stefano.

Anno Abitanti
1818
1 459
1833
1 984
1840
2 578
1845
2 573
1921
6 939
1931
7 332
1961
8 478
1981
9 858
2001
8 810
2011
8 892

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

In tutta l'area dell'Argentario, nella pronuncia delle parole si tende ad allungare la vocale tonica. Vengono troncate le desinenze verbali del modo infinito (es: Devo andà a mangià, Vado a giocà), come nel dialetto romano. Alcuni termini e modi di dire sono comuni al dialetto toscano, parlato sia nell'entroterra che lungo la costa, ma la maggioranza dei cittadini residenti a Porto Santo Stefano figura tra i più ancorati alla tradizione vernacolare.

Anche il modo di parlare della popolazione giovanile è stato analizzato ed inserito in un progetto di ricerca sul linguaggio e la cultura dei giovani, intrapreso dal Dipartimento di Studi italianistici dell'Università di Pisa, nell'ambito del corso di Storia e Didattica della lingua italiana.[19] Ogni espressione o polirematica offerta come risposta dai ragazzi è andata ad arricchire il database elettronico BaDaLì.[20] Tra i termini ancora usati nel vernacolo santostefanese possiamo citare alcuni esempi: zaccandrella (allegra merenda); spronchise (cappotto buono); sanguzzata (tuffo in mare). Alcune inflessioni derivano anche dalla lingua castigliana.[21]

A riguardo del dialetto santostefanese, vanno evidenziati gli studi e le ricerche di lessicografia e dialettologia italiana di mons. Pietro Fanciulli, che in collaborazione con Tristano Bolelli, ha fatto parte di un gruppo specializzato per lo studio dei dialetti toscani. Dopo molti anni di lavoro, il risultato delle lunghe ricerche si è concretizzato nella pubblicazione del Vocabolario di Monte Argentario e Isola del Giglio.[22] Con questa opera, il parlare dell'Argentario è stato elevato a livello scientifico, tant'è che da anni si trova abbondantemente citato nelle opere e negli studi di linguistica e di dialettologia, in Europa e nel mondo.[23]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Palio Marinaro dell'Argentario[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1937 il 15 agosto di ogni anno, esclusi gli anni di guerra, si svolge a Porto Santo Stefano il Palio Marinaro dell'Argentario, una gara remiera tra le più lunghe al mondo, che consiste in una competizione tra i quattro rioni del paese, Pilarella, Valle, Croce e Fortezza. I singoli equipaggi sono composti da un timoniere più quattro vogatori, i quali devono percorrere dieci volte la distanza di quattrocento metri compresa tra due boe per un totale di quattromila metri.[24][25][26].

La maschera sciornia[modifica | modifica wikitesto]

Porto Santo Stefano ha avuto una tradizione carnevalesca molto particolare, che si identificava nella maschera sciornia,[27] nome che in dialetto significa trasandato, disordinato.[28] Camuffamenti strani e antichi ai quali partecipava tutta la popolazione, fatti di vesti stracciate e ricucite, sacchetti e calzamaglie nelle combinazioni più improbabili. Queste antiche maschere, rappresentavano simbolicamente il modo di sovvertire ogni canone sociale e sessuale.[29] La tradizione è andata persa nel tempo e le associazioni locali, con il Comune di Monte Argentario, cercano di far rivivere saltuariamente queste antiche usanze, come nel festival della maschera sciornia che si è tenuto nel 2009.[30]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

A Porto Santo Stefano ha sede il 64° deposito territoriale dell'Aeronautica Militare[31]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca comunale, facente parte del sistema bibliotecario provinciale grossetano.[32] È stata fondata nel 1977 e dispone di un patrimonio librario di circa 18 000 volumi.[33]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nella località sono presenti istituzioni prescolastiche, scolastiche di primo grado e di secondo grado, inferiore e superiore[34]. La struttura principale è l'Istituto Statale di Istruzione Superiore Raffaele Del Rosso - Giovanni da Verrazzano, che ha accorpato: il liceo classico Dante Alighieri di Orbetello, l'istituto professionale per il commercio e il turismo Raffaele del Rosso di Orbetello, l'istituto tecnico nautico Giovanni da Verrazzano di Porto Santo Stefano, l'istituto professionale per le attività marinare di Porto Santo Stefano e l'istituto tecnico commerciale di Albinia.[35]

Il comune organizza dal 1992 il Premio letterario Monte Argentario per poesia e prosa, riservato a giovani autori frequentanti le scuole pubbliche e private italiane.[36].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

La Fortezza Spagnola è adibita a struttura museale ed ospita le mostre permanenti maestri d'ascia e memorie sommerse.

Sul lungomare dei navigatori si trova il centro didattico di biologia marina con annesso l'acquario mediterraneo della Costa d'Argento.[37]

Le due mostre permanenti e l'acquario fanno parte della rete museale Musei di Maremma (sezione Costa d'Argento).[38]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

A Porto Santo Stefano, hanno avuto sede alcune stazioni radiofoniche a diffusione locale che trasmettevano in modulazione di frequenza: Radio Faro e Nova Radio Argentario. Quest'ultima offriva una programmazione incentrata sull'informazione locale e sugli eventi sportivi molto seguita, oltre che sulla musica leggera.[39]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Film girati nella provincia di Grosseto.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La banda caratteristica La Refola negli anni settanta del XX secolo.
Filarmonica Comunale
La presenza della filarmonica di Porto Santo Stefano è nota fin dal 1842[41], ai tempi del granduca Leopoldo II di Lorena. Nel 1884 si scrive che la filarmonica locale veniva chiamata Concerto ed era diretta da Carlo Sturmann, insegnante di musica. Dopo un lungo periodo di interruzione, nel 1934 fu costituito un nuovo complesso bandistico chiamato Giacomo Puccini, composto da 70 elementi, che interruppe la sua attività con lo scoppio del secondo conflitto mondiale. Nel 1959 fu fondata ad opera del maestro Pietro Orsini[42], la banda caratteristica La Refola, collettivo molto particolare e distinguibile da tutte le altre, noto anche a livello nazionale e per le sue partecipazioni a programmi televisivi. Con lo scioglimento di questa, nel 1993 fu costituita la filarmonica Comunale Giuseppe Ivo Baffigi che continua l'attività musicale, mantenendo la tradizione che dura da oltre un secolo e mezzo.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Schiaccia cipolle e acciughe, prodotto tipico di Porto Santo Stefano

La cucina santostefanese, fornisce ampie varietà di piatti basati su ingredienti semplici tipicamente mediterranei, zuppe di pesce povero, verdure di stagione, olio toscano, dolci e vini tipici.

Nelle antiche Frasche, così venivano chiamate le prime osterie locali, oggi scomparse,[43] all'ora di pranzo e merenda, c'erano uova lessate e acciughe salate condite con aglio e prezzemolo, lo stoccafisso battuto con legno sul muro, messo a bagno insieme ai ceci e cotto con cipolla, pomodoro, capperi e acciughe.[44]

Pur se cambiata radicalmente con lo stile di vita, la gastronomia del promontorio mantiene la sua semplicità, arricchita e valorizzata dalle nuove generazioni di chef locali. Tra i prodotti agroalimentari tradizionali più conosciuti si citano i seguenti:

  • Caldaro dell'Argentario, tipica zuppa di pesce povero;
  • Minestra di spernocchia, nome dialettale della cicala di mare derivante dal campano;[45]
  • Scaveccio, pesce fritto lasciato a riposare in una marinatura di aceto, cipolla, peperoncino, aglio, rosmarino, alloro;
  • Tonnina, composta di filetti di tonno salati ed essiccati;[46]
  • Schiaccia cipolle e acciughe, è una focaccia di pasta di pane fatta con cipolle affettate crude e acciughe;[47]
  • Pagnottella, tradizionale panetto natalizio;
  • Schiaccia di pasqua, dolce tipico del periodo pasquale;
  • Coroglio all'alchermes, ciambella tipica granulata;[48]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2009 si svolge Argentario Dance Festival, un concorso internazionale di danza dedicato a giovani promesse della danza classica e contemporanea provenienti da tutto il mondo.[49][50].

Dal 1999 al 2009 ha avuto luogo a Porto Santo Stefano Arie di Mare, festival promosso dal Comune, con il sostegno della Provincia di Grosseto e della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, tra i più significativi dell'Argentario. La manifestazione, multidisciplinare, era ogni anno caratterizzata da un preciso riferimento tematico. Diretta da Pamela Villoresi, contava sulla collaborazione progettuale e organizzativa del Teatro Metastasio di Prato[51]. Dopo cinque anni di interruzione, dal 2014 si tiene nel comune di Orbetello[52].

Persone legate a Porto Santo Stefano[modifica | modifica wikitesto]

Susanna Agnelli Sindaco di Monte Argentario negli anni ottanta del XX secolo.
Targa commemorativa all'ingresso della casa natale di Maria Maddalena dell'Incarnazione.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Scalinata di Via del Forte

Il primo nucleo urbano di Porto Santo Stefano, si sviluppò alla base della Fortezza Spagnola, edificata nel 1600, dove iniziarono a sorgere i primi insediamenti abitativi. La vera espansione urbanistica iniziò però intorno al 1800 con la costruzione delle prime strutture portuali pubbliche[59]. Durante la seconda guerra mondiale il paese fu distrutto al 90% dai bombardamenti alleati, facendone una delle località più danneggiate d'Italia[60]. La ricostruzione del dopoguerra riguardò la totalità del tessuto urbano, dei porti e delle vie di comunicazione, interessando anche la chiesa, costruita ex novo sulle ceneri della vecchia struttura settecentesca, andata distrutta, della quale rimangono solo le campane e parte del campanile. Dagli anni sessanta, si assiste per circa un ventennio ad una forte espansione dell'edilizia turistico-residenziale, costituita da ville, residence ed alberghi, non sempre in regola con le vigenti norme. Ruolo rilevante contro gli abusi di quel periodo fu dell'allora sindaco Susanna Agnelli[61], che si rese protagonista nella gestione amministrativa del territorio, con opere importanti, come il lungomare dei navigatori progettato da Giorgetto Giugiaro. Negli anni '80 la speculazione venne quasi totalmente bloccata e ciò ha contribuito ad innalzare notevolmente il valore degli immobili preesistenti[62], limitando l'afflusso turistico ad una clientela più esclusiva. Gli anni '90 hanno visto la ripresa dell'edilizia popolare, specialmente verso nord-est, espandendo la località nella piana del Pozzarello, dove è sorto un nuovo nucleo abitativo.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Centro Storico

La cittadina si suddivide in quattro rioni storici[63], tutti con un gonfalone proprio.

  • Croce, il cui gentilizio è crociaioli; ha nello stemma, in alto un gabbiano grigio in campo rosso, in basso una croce di Sant'Andrea rossa in campo bianco. Il rione Croce comprende la maggior parte del nucleo storico originario di Porto Santo Stefano che si sviluppa attorno alla chiesa principale.
  • Fortezza, il cui gentilizio è fortezzaioli; ha nello stemma, a sinistra la Fortezza Spagnola dorata in campo rosso, a destra un somarello rampante dorato in campo amaranto. Il Rione Fortezza, unico a non essere a diretto contatto con il mare, comprende quella parte alta di Porto Santo Stefano che circonda l'antica Fortezza Spagnola.
  • Pilarella, il cui gentilizio è pilarellai[64]; ha nello stemma, a sinistra un'anfora dorata in campo rosso, a destra un delfino grigio chiaro in campo blu notte. Il rione Pilarella si estende dal porto vecchio fino alla strada panoramica. Comprende il piazzale dei rioni e il palazzo comunale le zone di maggior richiamo turistico della cittadina.
  • Valle, il cui gentilizio è vallaioli; i colori del Valle sono l'azzurro chiaro e il bianco, e nel suo stemma araldico figurano l'ascia e il faro. Il rione Valle si estende dal porto principale di Porto Santo Stefano fino all'entroterra del Campone, costituendo la zona industriale e commerciale più importante del capoluogo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Lungomare dei Navigatori, firmato da Giorgetto Giugiaro.

L'economia di Porto Santo Stefano, si basa essenzialmente sulle attività turistiche, molto sviluppate lungo tutta la costa e legate alla normale stagionalità delle festività italiane. Alle normali attività alberghiere e ristorative, si aggiungono quelle derivanti dai collegamenti con le vicine Isola del Giglio e Isola di Giannutri. La località si fregia della Bandiera Blu, riconoscimento conferito dalla FEE alle migliori località costiere europee.

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

La pesca era un tempo l'attività principale e notevole fonte di sostentamento della popolazione del luogo. Nella prima metà del 1800, fino al 1887 nel golfo era attiva una tonnara, la pesca del pesce azzurro, acciughe, sarde e tonni, favorì la nascita di piccole attività conserviere già nel 1873.[65] Nella località è presente una tra le più importanti flotte pescherecce del Tirreno e le barche esercitano soprattutto lo strascico costiero,[66] la marineria fornisce il pescato nelle più importanti città italiane tramite il mercato del pesce. Azienda di rilievo internazionale con sede a Porto Santo Stefano è la Manno Pesca,[67] multinazionale del commercio ittico.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Di una certa importanza è anche l'attività dei cantieri navali e dei maestri d’ascia, soprattutto nella costruzione di imbarcazioni da diporto e rimessaggio navale. Il Cantiere Navale dell'Argentario,[68] è uno dei più importanti cantieri italiani per il restauro di imbarcazioni e velieri d'epoca.[69]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Porto Vecchio

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Porto Santo Stefano è interessata dalla strada provinciale 161 (ex strada statale 440 di Porto Santo Stefano) e dalla strada provinciale panoramica 65 di Porto Santo Stefano.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la chiusura della ferrovia Orbetello-Porto Santo Stefano, avvenuta nel 1944, la località è servita dalla stazione di Orbetello-Monte Argentario, posta sulla linea Tirrenica e servita da treni regionali Trenitalia svolti nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Toscana.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti urbani e interurbani di Porto Santo Stefano vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da Tiemme Toscana Mobilità.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Sono due le infrastrutture portuali presenti a Porto Santo Stefano:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nuoto e pallanuoto
1950, campo a mare nel porto vecchio. Partita di pallanuoto Rari Nantes Argentario - Civitavecchia

La Rari Nantes Argentario è stata una delle più importanti società sportive della Toscana nel campo del nuoto e della pallanuoto. Nata nel 1946 ha raggiunto il suo culmine con il campionato nazionale di serie B nel 1981, 1983 e 1989.

Nella sua storia ha prodotto vari campioni, tra i quali Cosmo Milano, già campione del mondo di categoria Master sulla distanza dei cinque chilometri, che si è reso protagonista di numerose imprese natatorie, particolarmente negli anni 1960. Tra le più rilevanti e conosciute; le traversate a nuoto in solitario Isola del Giglio-Porto Santo Stefano, il periplo del Monte Argentario, Porto Santo Stefano-Porto Ercole e la traversata Porto Santo Stefano-Talamone e ritorno[57][70]

La società ha cambiato nel corso della propria esistenza diverse denominazioni fino al 1999, quando tutte le attività del settore, sono state assorbite dall'associazione sportiva Argentario Nuoto.[71]

Vela

Il tratto di mare antistante Porto Santo Stefano è notoriamente tra i più validi a livello nazionale e internazionale per la pratica di questo sport. Numerose sono le scuole di vela e i circoli nautici presenti sul territorio che si dedicano all'organizzazione di ogni tipo di competizione. Oltre ai campionati invernali, italiani e mondiali, gli appuntamenti di spicco sono la Pasquavela che si svolge nel fine settimana di Pasqua, e la Panerai Argentario Sailing Week che ha luogo annualmente. La società storica più rilevante della località è lo Yacht Club Santo Stefano.

Ciclismo

Porto Santo Stefano è stato sede di tappa del Giro d'Italia nel 1972 e 1998:

Dal 2007 si svolge annualmente la Gran Fondo dell'Argentario, gara di Mountain bike a livello dilettantistico, organizzata dal gruppo ciclistico Monte Argentario, facente parte del circuito MTB della maremma tosco laziale.[72]

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Uno degli sport più praticati all'Argentario e nelle isole circostanti è la subacquea. Porto Santo Stefano conta numerosi diving center attivi tutto l'anno con appassionati provenienti da tutto il mondo.

La principale squadra di calcio della località è L'Argentario calcio, fondata nel 1963, militante in prima categoria.

Nel capoluogo ha sede una società di pallacanestro: L'Argentario basket, fondata nel 1975 che partecipa al campionato di promozione.

A Porto Santo Stefano è sviluppata un'intensa attività di pesca sportiva con canna da riva e da imbarcazione, rivolta prevalentemente alle specie di passaggio in particolari periodi dell'anno.

Personalità sportive legate a Porto Santo Stefano[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 430.
  2. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, dipionline.it. URL consultato il 19 giugno 2016.
  3. ^ Guelfo Civinini - Wikiquote
  4. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(168)Monte%20Argentario.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  5. ^ Carlo Chevallard - Diario 1942-1945. Cronache del tempo di guerra
  6. ^ La Wehrmacht abbandona Porto Santo Stefano
  7. ^ Porto Santo Stefano piazzaforte della Wehrmacht
  8. ^ Porto Santo Stefano, paese martire
  9. ^ Barbara Catalani, Marco Del Francia, Giovanni Tombari, Itinerari di architettura contemporanea. Grosseto e provincia, ETS, Pisa, 2011, p. 125.
  10. ^ La parrocchia dell'Immacolata Concezione
  11. ^ Catalani, Del Francia, Tombari, op. cit., p. 131.
  12. ^ La parrocchia della SS. Trinità al Pozzarello
  13. ^ Il siluripedio di Porto Santo Stefano
  14. ^ Goffredo Verginelli, mebnet.altervista.org. URL consultato il 10 giugno 2016.
  15. ^ Monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale/Luoghi del centenario, luoghi.centenario1914-1918.it. URL consultato il 10 giugno 2016.
  16. ^ Egidio Ambrosetti, le opere.
  17. ^ Monumento ai caduti civili Porto Santo stefano
  18. ^ Monumento ai caduti civili Porto Santo stefano, pietredellamemoria.it. URL consultato il 10 giugno 2016.
  19. ^ Giovani Ingegni e Magnifiche Eccellenze: Provincia di Grosseto
  20. ^ BaDaLì
  21. ^ Reliquie di lingua castigliana nell'odierno dialetto di Porto S. Stefano / Pietro Fanciulli
  22. ^ Fanciulli, 1987
  23. ^ Mons. Pietro Fanciulli
  24. ^ La Repubblica Palio Marinaro dell'Argentario , ricerca.repubblica.it. URL consultato il 18 ottobre 2015.
  25. ^ Filmato audio Arezzo TV, Video di Approfondimento/Raffaella Carrà, consegna Guzzo d'oro, su YouTube, 22 agosto 2013. URL consultato il 18 ottobre 2015.
  26. ^ RAI, Uno Mattina Estate/Palio Marinaro dell'Argentario, corrieredimaremma.corr.it. URL consultato il 18 ottobre 2015.
  27. ^ La "Maschera Sciornia": il carnevale di Porto Santo Stefano
  28. ^ Il Carnevale in Maremma tra tradizione e modernità
  29. ^ Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma Grossetana
  30. ^ PORTO SANTO STEFANO.. E LA MASCHERA SCIORNIA
  31. ^ 64° Deposito territoriale AM
  32. ^ Sistema bibliotecario provinciale grossetano
  33. ^ Biblioteca di Porto Santo Stefano, sito ufficiale dell'anagrafe delle Biblioteche italiane.
  34. ^ Scuole di Monte Argentario Scuole di Monte Argentario , comuni-italiani.it. URL consultato il 1 gennaio 2016.
  35. ^ I.S.I.S. Del Rosso-Da Verrazzano
  36. ^ Premio letterario Monte Argentario per poesia e prosa, ricerca.gelocal.it. URL consultato il 25 settembre 2015.
  37. ^ http://www.acquarioargentario.org/ Acquario mediterraneo di Monte Argentario
  38. ^ Sito ufficiale di Musei di Maremma, sezione Costa d'Argento.
  39. ^ Nova Radio Argentario
  40. ^ a b Luciana Castellina comunista
  41. ^ Filarmonica G.I.Baffigi
  42. ^ La Refola di Pietro Orsini
  43. ^ La gastronomia di Presidios: la frasca, i laboratori e i ristoranti dell’Argentario
  44. ^ La cucina del pesce
  45. ^ SoloVela: il mare degli Etruschi
  46. ^ Gastronomia Porto Santo Stefano
  47. ^ La cucina italiana: Argentario, scorci, tradizioni e sapori
  48. ^ Ciambelline granulate di Porto Santo Stefano
  49. ^ Sito ufficiale, balletcenteraccademy.com. URL consultato il 18 ottobre 2015.
  50. ^ Giornale della danza, giornaledelladanza.com. URL consultato il 18 ottobre 2015.
  51. ^ Festival Arie di Mare
  52. ^ Gonews/fonte ANSA, gonews.it. URL consultato il 5 settembre 2015.
  53. ^ Guelfo Civinini
  54. ^ Eaco De Pirro | RadioMaremmaRossa
  55. ^ Comune Monte Argentario/Umberto Veronesi
  56. ^ Luis Bacalov firma i concerti del Natale di Monte Argentario/Il Tirreno
  57. ^ a b Rari Nantes Argentario sez.A) Nuoto maschile e femminile
  58. ^ Dall-Argentario alla Grande Mela - Cronaca - il Tirreno
  59. ^ Relazione generale porto del valle: cenni storici
  60. ^ Bombardamenti 08/12/1943
  61. ^ Articolo corriere della sera
  62. ^ Proloco PSS
  63. ^ ml I rioni di santostefanesi sul sito dell'almanacco argentario
  64. ^ Argentarionews - www.pilarellai.net
  65. ^ la pesca fino al '900
  66. ^ La pesca
  67. ^ Manno pesca
  68. ^ Cantiere Navale Dell'Argentario
  69. ^ Nautica On Line - Restauro di barche d'epoca
  70. ^ Articolo Il Tirreno: Cosmo e Massimo, il nuoto è affare di famiglia, ricerca.gelocal.it. URL consultato il 26 agosto 2015.
  71. ^ Argentario nuoto
  72. ^ Circuito MTB della maremma tosco laziale, maremmatoscolaziale.it. URL consultato il 26 agosto 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia sulla provincia di Grosseto.
  • Gualtiero Della Monaca, Domenico Roselli, Giuseppe Tosi, Fortezze e torri costiere dell'Argentario, Giglio e Giannutri, Laurum Editrice, Pitigliano, 1996.
  • Giuseppe Guerrini, Torri e castelli della provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1999.
  • Aldo Mazzolai, Guida alla Maremma. Percorsi tra arte e natura, Le Lettere, Firenze, 1997.
  • Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995, pp. 275–277.
  • Nazareno Alocci, Pale a prua : il palio marinaro dell'Argentario tra realtà fede e leggenda, Grosseto, Azienda di promozione turistica, 1991.
  • Fanciulli Pietro, Vocabolario di Monte Argentario e Isola del Giglio, Pisa, Giardini, 1987.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]