Porto Ercole

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Porto Ercole
frazione
Porto Ercole – Veduta
Veduta Aerea
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
ComuneMonte Argentario-Stemma.png Monte Argentario
Territorio
Coordinate42°23′38″N 11°12′13″E / 42.393889°N 11.203611°E42.393889; 11.203611 (Porto Ercole)Coordinate: 42°23′38″N 11°12′13″E / 42.393889°N 11.203611°E42.393889; 11.203611 (Porto Ercole)
Altitudinem s.l.m.
Abitanti2 676[2] (2011)
Altre informazioni
Cod. postale58018
Prefisso0564
Fuso orarioUTC+1
Cod. catastaleF437
Nome abitantiportercolese, portercolesi[1]
Patronosant'Erasmo
Giorno festivo2 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Porto Ercole
Porto Ercole
Sito istituzionale

Porto Ercole (IPA: [pòrto èrkole][3]) è una frazione di 2 676 abitanti[2] del comune italiano sparso di Monte Argentario, nella provincia di Grosseto, in Toscana.

Posto nella Maremma Grossetana e parte della Costa d'Argento all'estremità meridionale della Toscana, ha una grande tradizione marinaresca. La località, nota per la sua vocazione turistica, è centro di rilevanza internazionale per la vela e la nautica da diporto. Con Porto Santo Stefano, costituisce uno dei due abitati maggiori che formano il comune.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La località si trova sul lato orientale del Promontorio dell'Argentario, a poco più di 40 km a sud-est di Grosseto, a circa 7 km a sud-ovest di Orbetello e circa 12 km da Porto Santo Stefano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

Il Borgo Vecchio

La storia di Porto Ercole ha inizio già in epoca etrusca, come testimoniato dai numerosi reperti trovati nelle zone limitrofe. In seguito, il piccolo centro etrusco fu conquistato dai Romani e trasformato in porto (una colonna di quell'epoca è stata ritrovata nel porto). Si ipotizza che il bastione di Santa Barbara sia stato un faro bizantino.

Si hanno notizie di Porto Ercole anche in età medievale: infatti è citato nella donazione (falsa) di Carlo Magno all'abbazia delle tre fontane di Roma. Nell'anno 1296 Margherita Aldobrandeschi, contessa di Sovana, fece erigere una torre quadrata chiamata Torre di Terra, il primo nucleo di quella che sarà la Rocca di Porto Ercole. Nel '300 il territorio fu ereditato dagli Orsini, i quali ampliarono e fortificarono la Torre. Nello stesso periodo sorse il primo nucleo della futura chiesa di Sant'Erasmo, identificabile nel coro dell'attuale chiesa.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presa di Porto Ercole.

Nel XV secolo il porto fu comprato dalla potente Repubblica di Siena, che consolidò il preesistente edificio medievale, innalzò le mura che ancora oggi cingono il borgo (importante traccia è il portale gotico sormontato da un campanile) e costruì alcune delle torri costiere che ancora persistono sulla costa argentarina. Con Siena Porto Ercole fiorì.

Porto Ercole nel 1964

Con le pretese sull'Italia di Francia e Spagna, Porto Ercole si trovò nel bel mezzo della contesa. Infatti, con l'alleanza di Firenze con la Spagna e di Siena con la Francia, a Porto Ercole si svolse un'importante battaglia, ovvero "la Presa di Porto Ercole", raffigurata dal Vasari nella Sala dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Poco prima della battaglia il paese fu munito da Piero Strozzi di altre otto fortificazioni, oltre a quella già esistente: forte della Galera, forte di Santa Barbara, forte Sant'Elmo, forte Stronco, forte Guasparrino, forte dell'Avvoltoio, forte Sant'Ippolito e forte Ercoletto, situato sul vicino Isolotto. Di queste fortificazioni non rimane alcuna traccia, solo la Rocca sopravvisse.

Con la disfatta di Siena e della Francia, il Porto fu annesso al nuovo Stato dei Reali Presidi di Spagna, costituito dalla Pace di Cateau-Cambrésis. La Spagna si occupò della fortificazione del porto, ampliando la Rocca Senese e costruendo altri tre forti: Forte Filippo, Forte Stella e Forte Santa Caterina. Con il buon governo spagnolo, Porto Ercole conobbe il massimo splendore e divenne un porto a livello europeo.

Morte di Caravaggio[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tesi ufficiale, opposta a molte altre ipotesi (come quella della morte a Palo laziale di Ladispoli[4] o a Civitavecchia), si spense qui il celebre pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio, il 18 luglio 1610. Proveniente da Napoli via mare con una feluca, secondo alcuni documenti storici, sarebbe approdato, già moribondo, sulle spiagge della Feniglia, dunque ricoverato dietro l'antica Chiesa di Sant'Erasmo, ove era ubicato, all'epoca, un piccolo sanatorio dedicato a Maria Ausiliatrice e gestito dalla Confraternita di Santa Croce (oggi inesistente). I suoi resti furono quindi immediatamente seppelliti nel vecchio cimitero di San Sebastiano, laddove oggi sorge il centro del borgo nuovo, in Via Nuova angolo via Caravaggio. Durante alcuni scavi del 1956 infatti, furono qui rinvenute alcune ossa, tra le quali quelle presunte del noto pittore[5]. Dunque, nel 2002 fu qui eretto un piccolo monumento evocativo, con la cappa, la spada, l'inferriata della prigione, la croce di Malta, mentre nel 2010, in occasione del quadricentenario della morte, poco distante, fu eretto (non senza polemiche[6]), anche un piccolo sarcofago a cielo aperto contenente cinque delle presunte ossa dell'artista [7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Erasmo

Situata nel borgo antico, è uno dei luoghi di culto cattolici più antichi di Porto Ercole, era la chiesa in cui trovavano sepoltura i governanti spagnoli. Secondo l'ipotesi ufficiale, fu qui ricoverato, già in fin di vita, il pittore Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, il 18 luglio 1610[8], trovato moribondo sulla spiaggia della Feniglia[9]

Chiesa di San Rocco

Si trova lungo la strada all'ingresso dell'abitato, ai piedi della collina sulla quale sorge Forte Filippo. Fu costruita su un antichissimo eremo e restaurata nel Settecento da Don Antonio Perez come attestato dalla lapide sopra l'entrata.

Chiesa di San Paolo della Croce

Sita nella parte più recente dell'abitato, nasce nel 1986 dall'unione della Parrocchia di S. Erasmo, che comprendeva l'antico abitato di Porto Ercole, e quella di S. Paolo della Croce che comprendeva il rione delle Grotte e le zone di recente costruzione. La Chiesa di S. Paolo della Croce venne aperta al pubblico nel 1966, si tratta di un edificio moderno, composto da due cappelle a volta di circa 500 mq. progettato da Mario Luzzetti.[10]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo dei Governanti

Costruito nella prima metà del Cinquecento come luogo di residenza dei governanti spagnoli dello Stato dei Presidi, che aveva come capitale la vicina Orbetello. L'originario complesso si presentava più ampio dell'attuale, a causa dei danneggiamenti apportati nella parte posteriore durante la seconda guerra mondiale.

Residenze moderne
  • Villa Italiesin, costruita a Poggio Pertuso nel 1960 su progetto di Christian Norberg-Schulz.[11][12]
  • Villa Valdroni, costruita a Poggio Pertuso tra il 1968 e il 1970 su progetto di Oreste Martelli Castaldi.[13]
  • Villa Rebecchini, in località Casacce, realizzata su progetto dell'architetto Julio Lafuente nel 1977.[14]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Mura di Porto Ercole, Porta Senese

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai Caduti della Grande Guerra e ai dispersi in mare, è un insieme di elementi lapidei che culmina in alto con la statua di un soldato in marmo bianco. Sul fronte del monumento si trovano le lastre commemorative con i nomi dei Caduti e Dispersi in terra e per mare[15].
  • Monumento a Caravaggio,[16] posto all'entrata del paese, è stato realizzato nel 2002 dall'architetto Giuseppe La Fauci, uno degli autori del ritrovamento dei resti ossei dell'artista nella località.[17]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Giardino della Casa Bianca

Detto anche Giardino Ricasoli, fondato nel 1868 da Vincenzo Ricasoli. Costituisce uno dei primi giardini di acclimatazione in Italia, il primo in Toscana. Si trova su un ripido pendio con terrazzamenti nei pressi della Casa Bianca appartenente al Marchese Alessandro Corsini. Ospita una collezione di 1300 esemplari appartenenti a 150 specie provenienti in gran parte da Medio Oriente, Asia e America[18]. Già otto anni dopo il suo impianto, erano state messe a dimora 536 specie e nel 1886 si contavano oltre 1800 esemplari. Era un tempo meta di studiosi di tutto il mondo per la varietà della sua collezione, in modo particolare per due Nannorrhops ritchiana, un tipo di palma originaria dell'Afghanistan che, caso unico in Italia e forse in Europa, fruttificano regolarmente.[19]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama dal porto
Piazza Indipendenza

Quella che segue è l'evoluzione demografica di Porto Ercole.[20]

Anno Abitanti
1818 370
1833 391
1840 491
1845 508
1921 2 001
1931 2 246
1961 2 799
1981 3 480
2001 2 810
2011 2 676

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dei dialetti della Tuscia, facenti parte del gruppo dei dialetti italiani mediani.

Il dialetto parlato a Porto Ercole appartiene al sottogruppo occidentale dei dialetti della Tuscia, facenti parte del gruppo dei dialetti italiani mediani. Nella pronuncia delle parole si tende ad allungare la vocale tonica, vengono troncate le desinenze verbali del modo infinito (es: devo andà a mangià, vado a giocà), come nel dialetto romano. Alcuni termini e modi di dire sono comuni al dialetto toscano, parlato sia nell'entroterra che lungo la costa, ma la maggioranza dei cittadini residenti a Monte Argentario figura tra i più ancorati alla tradizione vernacolare.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

In giugno, in occasione dei festeggiamenti della festa patronale di sant’Erasmo, si svolge una processione notturna di imbarcazioni pavesate[21]. La manifestazione prevede, dal 1978, lo svolgimento di un palio remiero nel porto vecchio, detto delle Quattro Fortezze, dal nome delle fortezze spagnole che circondano il paese: Forte Filippo, la Rocca, Forte Santa Caterina, Forte Stella.[22]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

A Porto Ercole è presente una biblioteca comunale aperta nel 1982 che conta circa 4 500 volumi.[23]

Concorsi letterari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 e 2007, hanno avuto luogo a Porto Ercole la prima[24] e la seconda edizione[25] del premio letterario Ripdico (Scrittori della Giustizia), che si svolge ogni anno in una località diversa, organizzato del Centro Studi di Diritto Fallimentare e Societario di Roma, e dalla Rivista Parlata del Diritto Concorsuale, enti a finalità di diffusione della cultura giuridica. Il premio è riservato ad opere di narrativa, teatro, poesia e saggistica che riguardino in tutto o in parte temi attinenti alla Giustizia, o ambientati nel mondo della Giustizia, o che comunque offrano spunti di riflessione su questa.[26]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2002 al 2015 si è svolto C.I.M.A. Concerti in Monte Argentario, un Festival Internazionale di musica classica nato in collaborazione con il comune di Monte Argentario con lo scopo di promuovere giovani artisti e musicisti. Era presieduto da Jorge Chaminé e dalla principessa Christina dei Paesi Bassi[27].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

A Porto Ercole, nel passato hanno avuto sede alcune radio libere a diffusione locale: Radio Monte Argentario e Radio Maremma Argentario.[28]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Velieri in porto per le riprese del film La Venere dei pirati nel 1960.

Porto Ercole è stato luogo di riprese cinematografiche in molteplici produzioni italiane e internazionali.[29] La località compare in numerose pellicole, sia come luogo prevalente, che identificata come altro luogo d'Italia o del mondo. Tra i film più rilevanti, si ricordano: La mina del 1958, di Giuseppe Bennati, ambientato in paese; Camille 2000 del 1969 di Radley Metzger, con Nino Castelnuovo e Eleonora Rossi Drago, trasposizione della Signora delle camelie in età di liberazione sessuale;[30] Mi faccio la barca del 1980, commedia all'italiana di Sergio Corbucci.[31]

Le spiagge e le scogliere della zona, sono state utilizzate nel 1954 per l'Ulisse di Mario Camerini con Silvana Mangano e Kirk Douglas e nel 1960 e 1961 dal regista Mario Costa per i suoi film di avventura La Venere dei pirati e Gordon, il pirata nero.[32]

Gli anni settanta vedono Porto Ercole location di tantissimi set cinematografici, come: Un posto ideale per uccidere del 1971 di Umberto Lenzi, Farfallon del 1974 di Riccardo Pazzaglia, con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Il padrone e l'operaio del 1975 di Steno[33] e Dove vai in vacanza? episodio Sarò tutta per te del 1978, di Mauro Bolognini. Nel film drammatico L'ultima neve di primavera del 1973 di Raimondo Del Balzo, Porto Ercole è la località dove i protagonisti trascorrono le vacanze al mare.

Alberto Sordi negli anni ottanta utilizza gli scenari del luogo per girare parte del film e il finale di In viaggio con papà del 1982, con Carlo Verdone, e Tutti dentro del 1984, dove la costa azzurra viene rappresentata dalla costa dello Sbarcatello, di fronte all'isolotto di Porto Ercole. Sempre di fronte all'Isolotto sono state girate diverse scene de Il talento di Mr. Ripley del 1999 di Anthony Minghella.

Nel 2009 Porto Ercole compare in Questione di cuore, film di Francesca Archibugi con Antonio Albanese e Kim Rossi Stuart. Nel 2014 vengono girate a Porto Ercole, alcune scene della commedia all'italiana Sapore di te di Carlo Vanzina[34] e parte del film Fratelli unici di Alessio Maria Federici, con Raul Bova, con la partecipazione di molte comparse locali.[35]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Tra i prodotti agroalimentari tradizionali di Porto Ercole si ricordano:

  • Caldaro dell'Argentario, tipica zuppa di pesce povero.
  • Fiche maschie secche, non si trovano in commercio, si tratta di un prodotto artigianale destinato totalmente all'autoconsumo, inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Le fiche maschie a stocchetto, vengono tese per un giorno o due a bordo dei pescherecci per l'essiccazione e poi vengono consumate. Per il rilancio della tipicità legata a questo prodotto dal 1993 si tiene a Porto Ercole la sagra della fica maschia[36].
  • Palamita, prodotto di origine antica, destinato all'autoconsumo, deriva dalla conservazione sottolio dei filetti di palamita e fa parte dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. All'Argentario se ne producono circa 100 kg all'anno.[36]
  • Il Riminese di Porto Ercole, era un antico vino prodotto fino agli anni 1900. Conosciuto fin dal XVIII secolo è stato decantato da numerosi agronomi dell'epoca per l'ottima qualità[37], tra cui Pietro Cuppari, che lo descrive nel Giornale Agrario Toscano, nella sua Escursione agraria al Monte Argentario del 1854[38].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

I Reali dei Paesi Bassi: la regina Giuliana, il principe Bernardo, la pricipessa Beatrice e il principe Claus in vacanza a Porto Ercole

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

L'economia si basa essenzialmente sulle attività turistiche. Il blasone della località fu alimentato dalla famiglia reale dei Paesi Bassi che fece dell'Argentario la propria dimora estiva per più di 40 anni. Questa presenza ha fatto si che il luogo, nel periodo estivo, fosse frequentato da gran parte del jet set di allora.[39] [40]

Porto Ercole è centro di rilevanza internazionale per la vela, è molto sviluppato il turismo subacqueo con numerosi centri immersioni attivi. Dal 2016 è porto di scalo ufficiale della compagnia di navigazione statunitense Oceania Cruises[41]

La località si fregia della Bandiera Blu, riconoscimento conferito dalla FEE alle migliori località costiere europee[42] e della bandiera verde per le spiagge migliori per i bambini[43]. Dal 2014 fa parte dell'associazione i borghi più belli d'Italia[44].

Pesca, artigianato e industria manifatturiera[modifica | modifica wikitesto]

1966, donne al lavoro nell'ex stabilimento Cirio.

La pesca, era un tempo l'attività principale e notevole fonte di sostentamento delle popolazioni del luogo. A Porto Ercole è presente una consistente flotta peschereccia, composta da imbarcazioni che esercitano la piccola pesca e lo strascico costiero. Negli anni sessanta del XX secolo, era attivo uno stabilimento conserviero della Cirio per la produzione di tonno e sardine in scatola. L'ex fabbrica ormai abbandonata da decenni sarà trasformata in albergo extra lusso.[45]

Di una certa importanza è l'attività dei cantieri navali e dei maestri d’ascia, attivi nella costruzione e riparazione di imbarcazioni da diporto.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del Porto Vecchio

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Le principali direttrici stradali di Porto Ercole sono:

  • Strada Provinciale 2 di Porto Ercole
  • Strada Provinciale Panoramica 66 di Porto Ercole

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la chiusura della ferrovia Orbetello-Porto Santo Stefano, avvenuta nel 1944, la località è servita dalla stazione di Orbetello-Monte Argentario, posta sulla linea Tirrenica e servita da treni regionali Trenitalia svolti nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Toscana.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti urbani e interurbani di Porto Ercole vengono svolti con servizi regolari di autobus gestiti dalla società Tiemme Toscana Mobilità.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Vela

Porto Ercole vanta numerose scuole di vela, dedite all'organizzazione di ogni tipo di competizione. Il Circolo Nautico e della Vela Argentario con sede a Cala Galera, oltre a numerose competizioni di livello internazionale, organizza il più antico campionato di vela d'altura d'Italia; il Campionato Invernale dell'Argentario.[46][47]

Calcio

La società di calcio A.S.D. Porto Ercole, disputa campionati dilettantistici regionali[48]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

A Porto Ercole si trovano: un campo sportivo di calcio, campi da tennis e un impianto sportivo polivalente in località Molini.[49]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 429.
  2. ^ a b Regione Toscana - Censimento popolazione 2011.
  3. ^ Dizionario d'ortografia e di pronunzia, su dizionario.rai.it. URL consultato il 13 luglio 2020.
  4. ^ http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/03/31/news/caravaggio_mor_a_palo_laziale_la_scoperta_del_professor_pacelli-32508629/
  5. ^ http://www.portoercole.org/webs/caravaggio1/index.htm
  6. ^ http://video.corriere.it/tomba-caravaggio-le-ossa-dell-artista-all-85percento/9dc9574c-dc64-11e4-83c6-bcc83638beb8
  7. ^ (La nota di morte)
  8. ^ http://www.artribune.com/2015/06/verita-morte-caravaggio-lettere-archivio-urbino-reperti-ossei-antico-cimitero-porto-ercole/
  9. ^ https://books.google.it/books?id=HU-3wwnmtKAC&pg=PA48&lpg=PA48&dq=chiesa+di+sant'erasmo+porto+ercole+morte+di+caravaggio&source=bl&ots=IdUoIb0d14&sig=_9KiU9IfwXLHqX3EZtrbOJvZIfE&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjdpaS1ve7OAhWMnRoKHb2tCZ4Q6AEIODAH#v=onepage&q=chiesa%20di%20sant'erasmo%20porto%20ercole%20morte%20di%20caravaggio&f=false
  10. ^ Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello, su webdiocesi.chiesacattolica.it. URL consultato l'11 luglio 2020.
  11. ^ L'architettura in Toscana dal 1945 ad oggi, selezione delle opere di rilevante interesse storico-artistico/Villa Italiesin
  12. ^ Barbara Catalani, Marco Del Francia, Giovanni Tombari, Itinerari di architettura contemporanea. Grosseto e provincia, Pisa, ETS, 2011, pp. 126-130.
  13. ^ C. Di Stefano, Martelli Castaldi. Architetture, Roma, Diagonale, 2002, pp. 36-39.
  14. ^ L'architettura in Toscana dal 1945 ad oggi, selezione delle opere di rilevante interesse storico-artistico/Villa Rebecchini
  15. ^ Monumento ai Caduti della Grande Guerra e ai dispersi in mare di Porto ercole, su pietredellamemoria.it. URL consultato il 10 giugno 2016.
  16. ^ Monumento a Caravaggio
  17. ^ Michelangelo Merisi detto il Caravaggio e l'Ordine di Malta, su books.google.it. URL consultato il 14 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  18. ^ Giardino della Casa Bianca all'Argentario [collegamento interrotto], su doc4net.it. URL consultato il 30 agosto 2015.
  19. ^ Google books Paesaggio: didattica, ricerche e progetti (1997-2007) pag. 35, su books.google.it. URL consultato il 30 agosto 2015.
  20. ^ Censimento popolazione 2011: dati per sezione di censimento e località/Regione Toscana, su regione.toscana.it. URL consultato il 20 luglio 2020.
  21. ^ Google books Toscana/Pasquale Passarelli, Istituto enciclopedico italiano, su books.google.it. URL consultato il 18 ottobre 2015.
  22. ^ Feste e tradizioni popolari della Toscana regata delle quattro fortezze porto ercole, su books.google.it. URL consultato il 25 settembre 2015.
  23. ^ Biblioteca di Porto Ercole, sito ufficiale dell'anagrafe delle Biblioteche italiane.
  24. ^ Premio Ripdico: prima edizione 2006, su antiarte.it. URL consultato il 25 settembre 2015.
  25. ^ Premio Ripdico: seconda edizione 2007, su lanazione.it. URL consultato il 25 settembre 2015.
  26. ^ Premio Ripdico, su ripdico.wordpress.com. URL consultato il 25 settembre 2015.
  27. ^ Applausi a Roma al “Mysterium” dell’autore astigiano/La Stampa, su lastampa.it. URL consultato il 1º gennaio 2016.
  28. ^ Censimento delle radio libere della Toscana, su storiaradiotv.wordpress.com. URL consultato il 13 luglio 2020.
  29. ^ Filming Location Matching "Monte Argentario, Grosseto, Tuscany, Italy", su imdb.com. URL consultato il 13 luglio 2020.
  30. ^ La recensione su Camille 2000, su filmtv.it. URL consultato il 13 luglio 2020.
  31. ^ L’Argentario da bere: quando si girava "Mi faccio la barca" e i vip erano tutti lì, su iltirreno.gelocal.it. URL consultato il 13 luglio 2020.
  32. ^ Porto Ercole set per il cinema, su ricerca.gelocal.it. URL consultato il 13 luglio 2020.
  33. ^ Il mito del cavalier Zampetti nacque a Porto Ercole Cinema, il ricordo del grande Guido Nicheli, su lanazione.it. URL consultato il 13 luglio 2020.
  34. ^ Grosseto. Cala Violina diventa set per il film di Vanzina "Sapore di te", La Nazione, 5 luglio 2013
  35. ^ all’Argentario al via i casting per girare un film insieme a Raoul Bova, su ilgiunco.net. URL consultato il 13 luglio 2020.
  36. ^ a b Banca dati PAT Regione Toscana, su prodtrad.arsia.toscana.it. URL consultato il 18 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2015).
  37. ^ Articolo scritto nel 2001 e pubblicato nel Periodico storico tecnico scientifico “LE ANTICHE DOGANE” – Anno V n. 44 del febbraio 2003, su circolomariotti.com. URL consultato il 14 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2016).
  38. ^ Estratto del Giornale Agrario Toscano del 1854 p.140 (PDF), su monteargentario.org. URL consultato il 14 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2016).
  39. ^ Istituto Luce/La famiglia Chaplin in vacanza in Italia a Porto Ercole, su patrimonio.archivioluce.com. URL consultato il 15 giugno 2020.
  40. ^ Filmato audio HelmerReenberg, Video di Approfondimento/Jacqueline Kennedy arriving at Porto Ercole, su YouTube, 13 agosto 1964. URL consultato il 15 giugno 2020.
  41. ^ Sito ufficiale Oceania Cruises, su oceaniacruises.com. URL consultato il 26 febbraio 2017.
  42. ^ Programma Bandiera Blu
  43. ^ Bandiere verdi/adnkronos, su adnkronos.com. URL consultato il 10 gennaio 2016.
  44. ^ Porto Ercole tra i borghi più belli d'Italia, su comunemonteargentario.gov.it. URL consultato il 28 gennaio 2014.
  45. ^ Dal tonno alle suite: il Tirreno
  46. ^ Circolo Nautico e della Vela Argentario, su cnva.it. URL consultato il 26 agosto 2015.
  47. ^ Sport velici all'Argentario, su monteargentario.info. URL consultato il 27 agosto 2015.
  48. ^ Tuttocampo, su tuttocampo.it. URL consultato il 13 luglio 2020.
  49. ^ Comune di Monte Argentario: Regolamento per la concessione in uso e la gestione degli impianti sportivi comunali (PDF), su comunemonteargentario.gov.it. URL consultato il 13 luglio 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Mazzolai, Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura, Firenze, Le Lettere, 1997.
  • Giuseppe Guerrini, Torri e castelli della provincia di Grosseto, Siena, Nuova Immagine, 1999.
  • Valentino Baldacci, I luoghi della fede. Itinerari nella Toscana del Giubileo, Firenze, 2000.
  • L'argentario guida fotografica in 4 lingue. Edizioni Massimi.
  • In questa terra di port'hercole di Alessandro Ferrini. 2004. Edizioni Massimi.
  • Fortezze e torri costiere dell'Argentario,Giglio e Giannutri di Della Monaca, Roselli, Tosi. Edizioni Massimi.
  • Il forte Pozzarello di Della Monaca, Giordano, Metrano. Edizioni Massimi.
  • Il corsaro Barbarossa in Maremma di Ferrini, Terramoccia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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