Cinepanettone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Cine-panettone)
I titoli di testa di Vacanze di Natale del 1983, pellicola a cui viene fatta ricondurre la nascita della saga dei cinepanettoni.

Cinepanettone[1] (o cine-panettone) è un neologismo italiano indicante alcuni film comico-demenziali di produzione italiana destinati a uscire nelle sale cinematografiche durante il periodo natalizio.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il neologismo, comparso stabilmente nei media in lingua italiana sul finire del 1997,[1][2] fu originariamente coniato in senso dispregiativo dai critici cinematografici per indicare un prodotto natalizio – da cui il riferimento a uno dei tradizionali dolci della festività, il panettone – di grande diffusione pubblica;[2] in special modo le commedie della coppia Boldi-De Sica, che si caratterizzano per una certa tendenza a ripetersi nella trama e nelle situazioni, per il tipo di comicità a buon mercato, per una certa volgarità, nonché per i grandi incassi nelle sale italiane. Tuttavia, con il passare del tempo, il termine è diventato di uso comune e ha perso in parte la sua connotazione negativa, al punto che gli stessi attori e autori hanno preso a indicare le loro opere con questo nome.

Su questa base, sono stati poi coniati termini similari quali cinecocomero (anche cinegelato o cineombrellone),[3] per indicare le pellicole italiane realizzate prettamente per il periodo estivo;[4] cinecolomba, per quelle realizzate prettamente per il periodo pasquale;[5] telepanettone, per le produzioni italiane afferenti l'universo dei cinepanettoni ma destinate alla televisione;[6] libropanettone, per indicare i best seller letterari destinati a uscire nelle librerie a ridosso del periodo natalizio;[7] e anticinepanettone, una varietà di opere considerate alternative se non espressamente contro i cinepanettoni.[8][9][10][11][12][13]

Il filone[modifica | modifica wikitesto]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

« Per vaste fasce di pubblico, che magari disertano il grande schermo il resto dell'anno, andare al cinema sotto Natale è diventata una abitudine al pari dell'albero, del panettone e del torrone [...] Per questi motivi, il Natale cinematografico rappresenta un fenomeno a sé, destinato a premiare soprattutto i prodotti simil-televisivi che, se uscissero in qualsiasi altro periodo dell'anno, passerebbero inosservati. Snobbati dagli abituali consumatori di cinema, che [...] pretendono qualità ed originalità. Di fronte alle richieste del pubblico natalizio, l'offerta si adegua con un trionfo di cine-panettoni smerciati in quantità industriale. »
(Franco Montini, la Repubblica, 1º dicembre 1997[2])

Secondo i registi Carlo ed Enrico Vanzina, considerati i padri del genere, la formula del cinepanettone sarebbe nata dopo il successo commerciale del loro Sapore di mare (girato nel 1982 e distribuito in Italia nel febbraio dell'anno seguente), quando il produttore Aurelio De Laurentiis commissionò loro un'opera simile, ma ambientata stavolta in una località sciistica, da mettere in programmazione nei cinema nel periodo natalizio.[14] I due fratelli pensarono quindi a una rilettura contemporanea di un film del 1959 interpretato da Alberto Sordi e Vittorio De Sica (padre di Christian), Vacanze d'inverno, in cui il regista Camillo Mastrocinque aveva tratteggiato, sullo sfondo di Cortina d'Ampezzo, i costumi italici del tempo.[15] Nacque così nel 1983 il primo Vacanze di Natale, girato in meno di due mesi[16] anch'esso a Cortina e che, nel dicembre di quell'anno, si trovò a competere in sala proprio con il secondo capitolo di Sapore di mare,[17] diretto stavolta da Bruno Cortini, ma sempre su un soggetto dei Vanzina.

Christian De Sica e Massimo Boldi, artefici di un lungo sodalizio artistico che ha fatto la fortuna della serie cinepanettoniana, qui nel 1985 sul set di Yuppies - I giovani di successo.

Fu tuttavia necessario attendere gli anni 1990 per assistere alla definitiva affermazione del genere. Nel 1990 uscì nelle sale Vacanze di Natale '90, diretto questa volta da Enrico Oldoini: il film segnò soprattutto l'inizio del sodalizio artistico fra Massimo Boldi e Christian De Sica, poi divenuti gli attori feticcio della saga nei tre lustri a venire; a metà degli anni 1980 i due avevano già preso parte a I pompieri e a Yuppies - I giovani di successo, rispettivamente firmati da Neri Parenti e dai Vanzina, e, come ricorderà in seguito lo stesso Boldi, «fu in quel momento che ci rendemmo conto che i nostri due caratteri, insieme, erano perfetti» per interagire sul grande schermo.[18]

Boldi e De Sica bissarono quindi il successo al botteghino con Vacanze di Natale '91, girato ancora da Oldoini, e con Vacanze di Natale '95 per la regia di Parenti. Nel corso di quel decennio i Vanzina avrebbero invece replicato la formula, sempre affidandosi al sodalizio Boldi-De Sica, con S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa (1994) e A spasso nel tempo (1996),[14] mentre il filone "vacanziero-natalizio" proseguì con De Laurentiis, il quale affidò stabilmente la regia delle successive pellicole a Neri Parenti.[14] I fratelli Vanzina tornarono a girare un film della serie cinepanettoniana, sempre prodotta dalla Filmauro di De Laurentiis, solo alla fine del secolo con Vacanze di Natale 2000. Come si intuisce da alcuni di questi titoli, non sempre i film hanno trattato vicende strettamente legate al periodo natalizio o, in generale, alle festività; dal 2001 invece questo accadde regolarmente – cosa che si riverberò anche nella titolazione delle pellicole –, ambientando il Natale nei più svariati luoghi del pianeta.

Nel 2005 avvenne un primo punto di svolta nella storia della saga, con Massimo Boldi il quale, per divergenze artistiche, lasciò il ruolo di compagno di De Sica nonché le produzioni De Laurentiis[19] per intraprendere un suo personale filone "apocrifo" di cinepanettoni, andato a contrapporsi a quello "ufficiale" dell'ex collega;[20] le nuove opere di Boldi si segnalarono ben presto per avere la cerimonia delle nozze come tema centrale,[21] tanto da generare a loro volta un nuovo neologismo, quello di cinematrimoni.[22] Con il tempo, il nuovo filone aperto da Boldi vide questi duettare sempre più spesso davanti alle cineprese con Biagio Izzo,[23] mentre De Sica proseguì il proprio percorso artistico con un diverso partner di scena, Massimo Ghini.[24] Nel frattempo, nello stesso periodo iniziò a segnalarsi una certa dilatazione temporale circa le uscite dei cinepanettoni, i quali ora esulavano talvolta dal ristretto ambito natalizio, anticipando o posticipando la loro presenza nelle sale[25] – è ad esempio il caso di Matrimonio a Parigi (2011) di Claudio Risi, distribuito già in ottobre[15] –; per dirla nelle parole di Boldi, «non bisogna di certo aspettare le feste per strappare una risata allo spettatore».[25]

Nel 2011 uscì Vacanze di Natale a Cortina, che rimane l'ultimo capitolo di quella che è intesa come la saga cinepanettoniana delaurentiisiana: infatti, visti i sempre più bassi riscontri al botteghino ottenuti da questo genere di prodotti nel corso degli appuntamenti natalizi, dall'anno seguente la Filmauro decise di non riproporre più nelle sale questa ormai storica formula narrativa, virando sulla più classica commedia.[26][27][28] Ciò nonostante, vari autori e interpreti del filone cinepanettoniano hanno in seguito ripreso in mano questa formula, affidandosi a diverse produzioni.[29]

Attori[modifica | modifica wikitesto]

Attori ricorrenti dell'intera saga sono stati, oltre ai già citati Boldi, De Sica e Ghini, anche Diego Abatantuono, Claudio Amendola, Jerry Calà, Nino Frassica, Ezio Greggio, Andrea Roncato e Nadia Rinaldi negli anni 1980 e 1990, e Anna Maria Barbera, Nancy Brilli, Elisabetta Canalis, Paolo Conticini, Fabio De Luigi, Sabrina Ferilli, i Fichi d'India, Michelle Hunziker, Biagio Izzo, Paolo Ruffini, Vincenzo Salemme, Enzo Salvi e Alessandro Siani negli anni 2000 e 2010. Dato il successo commerciale delle pellicole, a queste hanno talvolta preso parte anche personaggi noti a livello mondiale quali Cindy Crawford, Danny DeVito, Carmen Electra, Daryl Hannah, Dean Jones, Ronn Moss, Leslie Nielsen e Luke Perry.

Filmografia essenziale[modifica | modifica wikitesto]

Visto il corposo ricambio di registi, attori e produttori di cui la saga è stata protagonista, non esiste un elenco standardizzato di cinepanettoni;[15] tuttavia fra i titoli più conosciuti del genere, citiamo:

Il termine, nato in seno alla critica cinematografica alla fine degli anni 1990 per identificare quei film natalizi ritenuti al tempo a vocazione principalmente commerciale, ha avuto poi larga diffusione a partire dal decennio successivo: un periodo in cui la maggior parte dei cinepanettoni ha visto la produzione della Filmauro e la regia di Neri Parenti, con l'uscita nelle sale di una serie di «commedie generazionali che hanno più o meno a che fare con le vacanze» natalizie, ambientate in località esotiche e con la parola "Natale" inserita nel titolo.[15] I critici di settore ne hanno poi esteso il significato, includendo retroattivamente nel filone anche pellicole italiane realizzate nei due decenni precedenti, tutte accomunate da elementi – registi, attori, tematiche e distribuzione – che lasciano trasparire la matrice cinepanettoniana; dal sopracitato elenco sono state omesse produzioni quali I pompieri (1985), Yuppies - I giovani di successo (1986) e relativi sequel, diretti da nomi quali Parenti e Vanzina e sempre con la coppia Boldi-De Sica del cast, ma non strettamente afferenti il tema natalizio-vacanziero.

Similmente, la maggior parte delle fonti tende a non considerare cinepanettoni alcuni film, soprattutto degli anni 1970, che a posteriori possono essere visti alla radice di questo filone (alcuni titoli della commedia all'italiana o i ruoli comici interpretati da Adriano Celentano), così come esclude dal novero opere coeve all'epoca cinepanettoniana (la saga fantozziana di Paolo Villaggio nonché i film di Leonardo Pieraccioni o, all'estero, dei fratelli Farrelly), che pure talvolta mostrano dei labili legami con tale universo narrativo.[15]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« Drammaturgicamente i film di Natale spesso sono ordinari, molte volte ripetitivi, orgogliosamente grossolani. Sono un po' il discount del cinema. Ognuno di loro si può smontare, stroncare e rimontare con grande facilità. Sono film semplici, ma non disonesti. »
(Christian De Sica, Corriere della Sera, 20 dicembre 2008[30])

Secondo alcuni[31] non sono in realtà tanto diversi dai film prodotti negli anni 1950, come quelli di Totò. Secondo altri[32] sono film come questi che più di altri riescono a raccontare l'Italia e gli italiani di oggi. Inoltre, questi film hanno l'importante incarico di rilanciare e far "girare" l'industria del cinema italiano[33] che riesce a raggiungere il livello di incassi delle major straniere.[34]

I detrattori criticano l'effettiva mancanza di vera comicità in quanto quella presente è basata interamente sulla volgarità e sui doppi sensi;[35] inoltre, i critici del genere obiettano in particolare alla costante mancanza di una trama vera e propria che è rimpiazzata da una "storiella" scritta ad arte per le esibizioni dei protagonisti e dei comprimari di turno,[36] spesso volti televisivi molto noti, ma senza adeguate capacità recitative per il grande schermo.[37]

Citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

Una parodia dissacrante del filone dei cinepanettoni è ravvisabile nella commedia Boris - Il film del 2011. La pellicola, ambientata nel dietro le quinte del mondo del cinema, narra per l'appunto la deriva "cinepanettoniana" che finisce per assumere un iniziale progetto "impegnato", sbeffeggiando in egual misura entrambe le parti.[38] Nello specifico dei cinepanettoni, la satira mette l'accento sulla difficoltà – nel panorama filmico italiano – di realizzare una pellicola che esuli dalla becera e greve comicità,[39][40] nonché sull'influenza negativa che questo genere cinematografico ha sull'ambiente attoriale italiano – reo di cedere al nazionalpopolare, in virtù di facili guadagni –,[41][42] senza mancare di metterne in risalto l'iniquità della scrittura – riassumibile in pochi e semplici stereotipi.[40][42]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cinepanettone, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ a b c Franco Montini, Un rifugio anti-Natale per i film da cinefili, in la Repubblica, 1º dicembre 1997.
  3. ^ Silverio Novelli, Cinecocomero, cinegelato, cineombrellone, Enciclopedia Treccani.
  4. ^ Franco Montini, Un'estate al mare, arriva il 'cinecocomero', in la Repubblica, 26 giugno 2008, p. 19.
  5. ^ Arriva la 'cinecolomba' dei Vanzina: ecco Buona giornata, su cineblog.it, 24 gennaio 2012.
  6. ^ Fabio Fusco, Natale a 4 zampe: stasera il 'telepanettone' di Boldi su Canale 5, su movieplayer.it, 21 dicembre 2012.
  7. ^ Luca Ricci, La corsa al libropanettone, su lettura.corriere.it, 9 dicembre 2012.
  8. ^ Luca Gallesi, L'anti-cinepanettone è francese, su ilgiornale.it, 21 luglio 2012.
  9. ^ L'anti-cinepanettone di Capotondi&De Luigi per ridere sotto l'albero, su iltempo.it, 20 novembre 2012.
  10. ^ Claudia Morgoglione, Quattro matrimoni senza funerale, "Siamo gli anti-cinepanettoni", su repubblica.it, 20 ottobre 2009.
  11. ^ Cinema: 'Tornando a casa per natale', dalla Norvegia l'anti-cinepanettone, su adnkronos.com, 26 novembre 2010.
  12. ^ Ilaria Ravarino, Gli autori di Boris tornano alla carica: fiction sulla politica e un 'anti-cinepanettone', su leggo.it, 19 giugno 2013.
  13. ^ Cristiana Paternò, Dopo "Boris", l'anti-cinepanettone, su leggo.it, 18 giugno 2013.
  14. ^ a b c I Fratelli Vanzina: veri padri del 'Cinepanettone', su personaggi-film.35mm.it, 11 dicembre 2006. (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2013).
  15. ^ a b c d e O'Leary, "Cinepanettone" e cinepanettoni
  16. ^ La ditta Vanzina presenta Saperi d'inverno, ma il sogno è un film da Fruttero-Lucentini, in La Stampa, 22 dicembre 1983, p. 21.
  17. ^ Stefano Reggiani, Sapore di mare e di neve antica per restaurare il cinema che fu, in La Stampa, 27 dicembre 1983, p. 20.
  18. ^ Chiara Maffioletti, De Sica e Boldi, le liti e la pace, «Da Christian parole bellissime», in Corriere della Sera, 5 agosto 2014, p. 23. (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2015).
  19. ^ Rita Celi, Boldi, è divorzio con De Sica: "Ho voglia di ricominciare", su repubblica.it, 14 dicembre 2005.
  20. ^ Natale, sfida tra cinepanettoni. Vincerà De Sica o Boldi?, su repubblica.it, 25 novembre 2006.
  21. ^ Matrimonio al Sud: Recensione in Anteprima, su cineblog.it, 5 novembre 2015.
  22. ^ Matrimonio al sud, su cinematik.it, 8 novembre 2015.
  23. ^ Oscar Cosulich, Il ritorno del cinepanettone: Boldi e Izzo aprono la sfida, su ilmattino.it, 6 novembre 2015.
  24. ^ De Sica-Ghini, nuova coppia comica, su tgcom24.mediaset.it, 13 agosto 2008.
  25. ^ a b Fabrizio Basso, Cinema Box Office: Scopriamo i CinePanettoni più "divorati", su cinema.sky.it, 12 novembre 2015.
  26. ^ Carla Cicognini, Il CinePanettone è morto?, su cineblog.it, 6 luglio 2012.
  27. ^ Maria Pia Fusco, Finita l'era dei cinepanettoni. Con "Colpi di fulmine" si parla d'amore, su repubblica.it, 12 dicembre 2012.
  28. ^ Simona Santoni, Colpi di fulmine, al cinema il non-cinepanettone di Neri Parenti, su panorama.it, 13 dicembre 2012.
  29. ^ De Sica torna al cinepanettone: "Vacanze di Natale ai Caraibi", su today.it, 1º luglio 2015.
  30. ^ Paolo Mereghetti, «Natale a Rio», De Sica-Ghini sulle orme (quasi) di Stanlio e Ollio, in Corriere della Sera, 20 dicembre 2008, p. 61. (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2012).
  31. ^ Massimo Boldi, la Ventura e una valanga di volgarità, in la Repubblica, 14 novembre 2008, p. 64.
  32. ^ Alberto Mattioli, I crociati del cinepanettone, in La Stampa, 10 ottobre 2007, p. 35.
  33. ^ Laura Laurenzi, Quando recito non sono io, il mio gigione è l'italiano medio, in la Repubblica, 13 marzo 2007, p. 53.
  34. ^ Franco Montini, Cinema, l'anno record. 120 milioni di biglietti come nel 1986, in la Repubblica, 18 dicembre 2007, p. 45.
  35. ^ Banalità in vetrina con Boldi, Salemme e il coatto Salvi, in Corriere della Sera, 29 dicembre 2006, p. 52. (archiviato dall'url originale il ).
  36. ^ Alberto Pezzotta, Il «cinepanettone» senza sceneggiatura, in Corriere della Sera, 9 gennaio 2005, p. 59. (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2012).
  37. ^ Natale a Rio, su badtaste.it, 20 dicembre 2008.
  38. ^ Pedro Armocida, «Boris» sbeffeggia registi impegnati e cinepanettoni, su ilgiornale.it, 31 marzo 2011.
  39. ^ Francesco Gallo, Con 'Boris' La Casta diventa cinepanettone, su ansa.it, 28 marzo 2011.
  40. ^ a b Fabiana Proietti, "Boris - Il Film", di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo, su sentieriselvaggi.it, 1º aprile 2011.
  41. ^ Michele Anselmi, Il caso "Boris", l'ammazza De Sica (JPG), in Il Secolo XIX, 29 marzo 2011.
  42. ^ a b Diego Odello, Boris Il film, recensione, su ilcinemaniaco.com, 2 aprile 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema