Diritti LGBT in Italia

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L'Italia avvolta dai colori della bandiera arcobaleno.

1leftarrow blue.svgVoce principale: Diritti LGBT in Europa.

I diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender in Italia sono cambiati in maniera significativa nel corso degli ultimi anni, anche se le persone LGBT possono ancora affrontare ostacoli dal punto di vista legale non incontrati da cittadini non-LGBT. Nonostante ciò, l'Italia è considerata una nazione gay-friendly e l'opinione pubblica sull'omosessualità è generalmente considerata sempre più liberale, anche se le persone LGBT possono ancora essere vittime di casi di omofobia. Le unioni civili e le convivenze di fatto sono legalmente riconosciute dal giugno 2016.

In Italia, i rapporti omosessuali sia maschili che femminili sono legali sin dal 1890, quando è stato promulgato il nuovo codice penale. Una legge sulle unioni civili, approvata a maggio 2016, garantisce la maggior parte dei diritti garantiti dal matrimonio. Il diritto di poter adottare, però, è stato all'ultimo rimosso dalla legge e, pertanto, la questione si è spostata sul piano giudiziario.[1] La stessa legge fornisce sia alle coppie omosessuali che a quelle eterosessuali che si trovano in una situazione di convivenza alcuni diritti minimi.[2][3]

Le persone transgender possono legalmente cambiare sesso secondo la legge numero 164 dell'aprile 1982. Nel 1984, a Pescara, Gabriella Cacciagrano, transessuale di 23 anni, è stata la prima transessuale donna a contrarre matrimonio in Italia (con un ragazzo di 26 anni), dopo il riconoscimento del suo nuovo sesso nel 1982 [4] . Sebbene le discriminazioni in campo lavorativo basate sull'orientamento sessuale siano vietate, in attuazione di una direttiva dell'Unione Europea, sin dal 2003, nessun'altra legge nazionale contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale o l'identità di genere è stata al momento introdotta; peraltro, alcune regioni italiane si sono mosse in tal senso con alcune leggi ad efficacia limitata. Nel febbraio 2016, dopo l'approvazione da parte del Senato della legge sulle unioni civili, un sondaggio ha mostrato che una larga maggioranza degli italiani è a favore delle unioni civili (69%), la maggioranza è a favore del matrimonio (56%), mentre solo il 37% è a favore del diritto all'adozione per le coppie LGBT.[5]

Secono Ilga Europe 2020, l'Italia si classifica 35° su 49 paesi Europei per quanto riguardano i diritti delle persone LGBT, a causa della mancanza di una legge specifica contro l'omobitransfobia, la cui discussione in aula è rimandata a luglio 2020 causa coronavirus.

Il diritto penale italiano[modifica | modifica wikitesto]

Codice napoleonico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Jean-Jacques Régis de Cambacérès.

Nel 1860 il Regno di Sardegna raccolse nel neonato Regno d'Italia una serie di Stati che avevano tutti (meno due) abolito, per effetto del Codice napoleonico, la punizione degli atti di libidine fra maschi, purché commessi fra adulti consenzienti e in privato.

Uno dei due Stati che conservavano questo tipo di leggi era proprio il Regno di Sardegna. Il codice penale promulgato il 20 novembre 1859 da Vittorio Emanuele II, dedicava il Titolo VII, del Libro II, ai reati contro il buon costume (articoli da 420 a 425)[2]. La previsione normativa puniva tutti gli atti sessuali che non portano alla procreazione, e quindi gli atti di libidine fra due maschi (il lesbismo non era invece contemplato)[senza fonte] nel codice penale.

Tali leggi furono estese, assieme al resto del codice penale del Regno di Sardegna, alle altre regioni d'Italia, con una sorprendente eccezione: per via di un presunto "carattere particolare delle popolazioni meridionali" questi articoli di legge (oltre a quelli relativi all'incesto) non vennero estesi all'ex Regno delle Due Sicilie. La pratica omosessuale fra adulti consenzienti poteva costituire un reato a Torino, Milano, Cagliari, ma non a Napoli, Bari o Palermo. Una situazione decisamente anomala.

Codice Zanardelli[modifica | modifica wikitesto]

Questa bizzarra situazione, per cui era illegale in una parte del regno ciò che era legale nell'altra, fu sanata solo nel 1887, con la promulgazione del Codice Zanardelli, che aboliva ogni differenza di trattamento fra atti omo ed eterosessuali in tutto il territorio del Regno d'Italia.

Codice Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La situazione non venne modificata neanche dal fascismo con la promulgazione del Codice Rocco nel 1930, sebbene la bozza di legge contasse, in origine, un articolo (il 528), rubricato come "relazioni omosessuali", che prevedeva pene fino a 3 anni per chiunque compisse «atti di libidine su persona dello stesso sesso», ma solo in caso di «pubblico scandalo», e con aumenti fino a 5 anni di pena qualora fossero coinvolti soggetti minorenni (allora fino ai 21 anni d'età). Lo stralcio della norma, tuttavia, non fu dovuto a una sorta di benevolenza nei confronti di tali pratiche, quanto al fatto - spiega la relazione parlamentare stesa dallo stesso Alfredo Rocco, che il «turpe vizio […] non è così diffuso in Italia da richiedere l'intervento della legge penale[:] il legislatore[, infatti, deve intervenire] in cospetto di forme di immoralità [solo qualora] si presentino nella convivenza sociale in forma allarmante». Ciò non impedì al fascismo di colpire i comportamenti omosessuali maschili con punizioni amministrative, come l'ammonizione e il confino.

La situazione del Codice Rocco, che resta il codice penale tuttora in vigore, non è stata modificata dai decenni successivi. I legislatori hanno continuato a rifiutare l'emanazione di leggi che toccassero il tema dell'omosessualità, sia in senso protettivo che repressivo, trattandola così come questione estranea allo Stato, e riconducibile semmai al campo della morale e della religione.

Paradossalmente, questo atteggiamento ha impedito che nel dopoguerra venissero approvate anche in Italia, come invece avvenne in altre nazioni occidentali, leggi che criminalizzassero l'omosessualità, nonostante ci siano stati almeno tre tentativi d'introdurle. Particolare di estremo interesse: a bloccare questi tentativi fu soprattutto la contrarietà della Democrazia Cristiana.

Questo atteggiamento tradizionale della classe politica italiana non è venuto meno neppure con il governo italiano di centrosinistra durante la XIII legislatura, 1996-2001, che non a caso ha rifiutato per cinque anni di discutere del tema delle cosiddette "unioni civili" nonché, su richiesta esplicita di alcune componenti cattoliche dell'alleanza politica al governo, di comprendere l'omosessualità nella legge contro i crimini motivati dall'odio.

Legalità dell'attività sessuale tra persone dello stesso sesso oggi[modifica | modifica wikitesto]

L'attività sessuale tra persone dello stesso sesso è legale in Italia sin dal 1890.[6] L'età del consenso è 14 anni (art. 609-quater cod. pen.), a prescindere dal genere o dall'orientamento sessuale.

Protezione dalle discriminazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002, Franco Grillini depositò un disegno di legge per modificare l'art. 3 della Costituzione Italiana, al fine di proibire le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale.[7][8] Tale iniziativa non ebbe, però, successo.

Recepimento della direttiva 2000/78/CE[modifica | modifica wikitesto]

Dal luglio 2003, discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale in ambito lavorativo sono illegali in tutto il Paese, in conformità con il diritto dell'Unione Europea. Ciò è richiesto in particolare dalla Direttiva 2000/78/CE, attuata in Italia durante la XIV legislatura (2001-2006) col decreto legislativo n. 216 del 9 luglio 2003 ("Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro")[9]. Si è avuta, in tal modo, l'emanazione per la prima volta dal 1859 di leggi espressamente mirate a discriminare in base all'orientamento sessuale. Tale decreto legislativo, però, nel testo originario ribaltava in parte il senso della direttiva.

In particolare all'articolo 3, comma 3, del Decreto legislativo nella sua versione originale recitava:

«Nel rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, nell'ambito del rapporto di lavoro o dell'esercizio dell'attività di impresa, non costituiscono atti di discriminazione ai sensi dell'articolo 2 quelle differenze di trattamento dovute a caratteristiche connesse alla religione, alle convinzioni personali, all'handicap, all'età o all'orientamento sessuale di una persona, qualora, per la natura dell'attività lavorativa o per il contesto in cui essa viene espletata, si tratti di caratteristiche che costituiscono un requisito essenziale e determinante ai fini dello svolgimento dell'attività medesima. Parimenti, non costituisce atto di discriminazione la valutazione delle caratteristiche suddette ove esse assumano rilevanza ai fini dell'idoneità allo svolgimento delle funzioni che le forze armate e i servizi di polizia, penitenziari o di soccorso possono essere chiamati ad esercitare

Per quanto tale cambiamento non andasse certamente nel senso auspicato dal movimento di liberazione omosessuale, è comunque innegabile che l'omosessualità sia stata in questo modo, per la prima volta, nominata nelle leggi italiane.

La formulazione della norma era distante dal corrispondente testo dell'art. 4, 1° co., della direttiva 78/2000 che dice:

«Fatto salvo l'articolo 2, paragrafi 1 e 2, gli Stati membri possono stabilire che una differenza di trattamento basata su una caratteristica correlata a uno qualunque dei motivi di cui all'articolo 1 non costituisca discriminazione laddove, per la natura di un'attività lavorativa o per il contesto in cui essa viene espletata, tale caratteristica costituisca un requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell'attività lavorativa, purché la finalità sia legittima e il requisito proporzionato

Le clausole introdotte nel nostro Paese sancivano, per la prima volta, che l'orientamento sessuale potesse assumere rilevanza nel valutare se un cittadino era idoneo o meno ad entrare o permanere nelle Forze armate, in quelle di Polizia e nei Vigili del Fuoco. Il Ministero della Difesa ha quindi varato un regolamento con il quale ha dichiarato di poter lecitamente trattare, per fini istituzionali, anche i dati sensibili riguardanti la vita sessuale dei dipendenti (Decreto Ministeriale 13 aprile 2006, n. 303 Archiviato il 24 settembre 2015 in Internet Archive.). Analoghi regolamenti varati da parte di altri ministeri (Interno, Giustizia, Economia e Finanze), dichiarano invece di poter trattare tale tipo di dato nei dipendenti, solo per quanto attiene l'eventuale riattribuzione di genere (cosiddetto "cambiamento di sesso").

Solo nel 2008, con l'art. 8-septies del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee, convertito nella legge 6 giugno 2008, n. 101, è stata abrogata la disposizione che attribuiva rilevanza all'orientamento sessuale nel valutare l'idoneità o meno ad entrare o permanere nelle Forze armate, in quelle di Polizia e nei Vigili del Fuoco. Dunque, è stato abrogato il secondo periodo del terzo comma dell'art. 3 d.lgs. 216/2003. Inoltre, nel terzo comma dello stesso art. 3 cit. si richiede che la finalità sia legittima.

Attualmente, in seguito alle modifiche apportate dalla legge n. 101 del 2008, il terzo comma dell'art. 3 del d.lgs. 216/2003 risulta così formulato:

«Nel rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza e purché la finalità sia legittima, nell'ambito del rapporto di lavoro o dell'esercizio dell'attività di impresa, non costituiscono atti di discriminazione ai sensi dell'articolo 2 quelle differenze di trattamento dovute a caratteristiche connesse alla religione, alle convinzioni personali, all'handicap, all'età o all'orientamento sessuale di una persona, qualora, per la natura dell'attività lavorativa o per il contesto in cui essa viene espletata, si tratti di caratteristiche che costituiscono un requisito essenziale e determinante ai fini dello svolgimento dell'attività medesima.»

Va ricordato come la presenza di omosessuali nell'ambito militare e, soprattutto, in quello delle Forze di polizia, sia considerato sovente all'estero del tutto lecito, tanto da avere un'organizzazione sindacale a livello europeo[10].

Una delle condanne più note avute sulla base di questa direttiva è stata quella nei confronti dell'avvocato Carlo Taormina il quale, nel luglio 2013, durante un'intervista radiofonica affermò che non avrebbe mai assunto un omosessuale nel suo studio legale. Il Tribunale di Bergamo condannò Taormina al pagamento di 10.000€ e ordinò la pubblicazione della sentenza su un giornale nazionale a sue spese.[11]

Nel 2008, invece, Danilo Giuffrida ottenne 100.000€ di risarcimento dopo che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti gli ordinò di svolgere nuovamente il test per ottenere la patente di giuda a causa del suo orientamento sessuale. Il giudice confermò che il Ministero dei trasporti commise una palese violazione della normativa antidiscriminatoria.[12]

Ulteriori proposte legislative[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 Grillini introdusse una nuova proposta per espandere la legge antidiscriminatoria, questa volta aggiungendo anche l'identità di genere.[8] Tuttavia non ottenne molto sostegno dai vari partiti politici.

Nel 2009, la Camera dei Deputati accantonò una proposta contro i crimini d'odio omofobici che avrebbe comportato un aggravamento di pena per i reati commessi a causa dell'orientamento sessuale della vittima, approvando alcune questioni pregiudiziali sollevate dall'Unione di Centro e supportate dalla Lega Nord e dal Popolo delle Libertà e votate anche dal deputato Paola Binetti, facente parte del Partito Democratico.[13][14][15]

Il 16 maggio 2013, una legge che avrebbe proibito le discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale e l'identità di genere venne presentata durante una conferenza stampa da quattro deputati di quattro differenti partiti politici.[16] Tale legge era cofirmata da 221 parlamentari della Camera dei Deputati, ma nessuno di essi era dei partiti di centrodestra. Due ulteriori disegni di legge vennero depositati da altri parlamentari. Il 7 luglio, la commissione giustizia approvò un disegno di legge risultante dall'unione di tali proposte.[17]

La proposta di legge venne emendata al fine di accogliere le richieste di alcuni membri del parlamento più conservatori timorosi di un'eventuale multa o condanna per aver sostenuto la loro opposizione alle unioni omosessuali. Il 5 agosto la Camera dei Deputati iniziò la discussione della legge. Il 19 settembre 2013, la Camera approvò la legge con 228 voti a favore e 58 contrari (con 108 astenuti). Lo stesso giorno, venne approvato un emendamento controverso il quale avrebbe protetto la libertà di parola di politici e membri del clero.[18] Il 29 aprile 2014, il Senato iniziò ad esaminare il disegno di legge.[19] Al 2019, tale DDL è ancora arenato nella commissione giustizia del Senato, bloccato da varie centinaia di emendamenti presentati da membri conservatori del Parlamento.[20][21]

Leggi regionali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 la Toscana è diventata la prima regione italiana a vietare le discriminazioni contro gli omosessuali in materia di occupazione, istruzione, servizi pubblici e alloggi. Il governo Berlusconi ha contestato la nuova legge in tribunale, affermando che solo il governo centrale aveva il diritto di approvare tale legge. La Corte costituzionale ha annullato le disposizioni in materia di alloggi (per quanto riguarda le case private e le istituzioni religiose), ma per il resto ha confermato la maggior parte della legislazione. Successivamente, leggi simili sono state approvate in Liguria (2009), Marche (2011), Sicilia (2015), Piemonte (2016), Umbria (2017), Campania (2020)[22] ed Emilia-Romagna (2019)[23].

Governo Conte II[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2019 un disegno di legge contro l'omobilesbotransfobia è stato elaborato, basandosi sul ddl Scalfarotto. La discussione era stata prevista in Parlamento per la fine di marzo, ma venne rimandato a fine luglio causa pandemia di Coronavirus, e successivamente e rimandato e confermato al 3 agosto. Il disegno di legge prevede inoltre la tutela delle persone omosessuali minori discriminate all'interno della famiglia. E' prevista anche la celebrazione ufficiale della giornata mondiale contro l'omofobia. Tale progetto di legge ha suscitato, in ogni caso, le proteste dei gruppi più conservatori quali i Pro Vita (gruppo fortemente religioso già oppostosi all'eutanasia e alle unioni civili) e il Popolo della famiglia, i quali hanno ribadito l'inutilità della nuova proposta di legge, in quanto, secondo loro, gli omosessuali sono già tutelati dalla legge italiana, e che questa, in realtà, voglia censurare la libertà di pensiero, nonostante il progetto non citi in alcun modo la limitazione della libertà di espressione essendo conforme alla legge Mancino. Il senatore Simone Pillon, ha affermando che con questa legge potrebbe crearsi un nuovo ordine di "psicopolizia", volta ad instaurare un regime orwelliano, pronto ad arrestare tutti coloro che si opporranno alla "famiglia tradizionale" [24]; Diego Fusaro ha pubblicato un articolo diffamante riguardo la legge volto a spaventare la popolazione, affermando che con questa nuova legge si potrebbe sdoganare la pedofilia; notizia che poi è stata dichiarata falsa da tutti i relatori del progetto; si scoprì in seguito che questa finta proposta di legge non era altro che una provocazione di Giovanardi del 2013[25]. Massimo Gandolfini, in occasione della discussione in Parlamento della legge, ha richiamato il Family Day in diverse piazze di Italia nel mese di luglio 2020, con lo slogan di "Restiamo Liberi"[26]. A tale iniziativa hanno anche aderito i gruppi parlamentari Fratelli d'Italia e Lega Nord, i quali hanno ribadito la totale condanna ad ogni forma di discriminazione verso gli omosessuali, ma ribadendo anche la legittimità della libertà d'espressione, tuttavia non limitata dalla proposta di legge, in quanto questa interverrebbe qualora si discriminasse in maniera esplicita la vittima, che comunque non sarebbe esclusivamente omosessuale, in quanto nel progetto di legge viene citato l'orientamento sessuale in generale[27]. Altri gurppi parlamentari, invece, hanno aderito a delle manifestazioni in tutta Italia per sostenere la legge contro l'omofobia. Per l'occasione è stata lanciata la campagna nazionale "Dà voce al rispetto", con l'appoggio di Alessandra Maiorino, Monica Cirinnà, Laura Boldrini, Alessandro Zan, l'avvocato Cathy LaTorre ed altri esponenti politici, i quali hanno ribadito la necessità di una legge contro l'omofobia, attesa da oltre 25 anni [28].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Unione civile § Italia.
Panoramica del Roma Pride 2019 su via dei Fori Imperiali

Il 5 giugno 2016 è entrata in vigore la legge sulle unioni civili nota anche come legge Cirinnà, dal nome della sua proponente (la senatrice del Partito Democratico, Monica Cirinnà). Le unioni civili sono la forma di regolamentazione prevista per le coppie omosessuali e, pur non essendo un matrimonio, nascono con una cerimonia davanti al sindaco del proprio Comune e prevede quasi tutti gli stessi diritti e doveri del matrimonio (con l'eccezione della possibilità di adottare e dell'obbligo di fedeltà che restano esclusivi del matrimonio eterosessuale).

La legge, depositata in Parlamento nel 2013, è rimasta ferma in commissione Giustizia del Senato per quasi due anni, quando la stessa Commissione ha approvato un testo base nel marzo 2015 con il sostegno del PD e del M5S. A febbraio 2016 è iniziata la votazione in Senato: per superare l'ostruzionismo dei partiti conservatori, il Pd ha proposto il cosiddetto canguro per accelerare le votazioni che però è stato rifiutato dal M5S. Saltata l'alleanza Pd-M5S, è intervenuto il governo che dopo aver trovato un accordo con l'alleato di governo del Nuovo Centrodestra, ha posto la fiducia su un nuovo testo stralciando l'adozione coparentale (adozione del configlio). Il nuovo ddl è stato così approvato dall'aula del Senato e poi definitivamente l'11 maggio 2016 dall'aula della Camera, anche qui ricorrendo al voto di fiducia. La legge Cirinnà prevede anche forme di tutela per le semplici coppie conviventi senza distinzioni fra gay ed etero.

L'Italia era l'ultimo paese dell'Europa occidentale a non avere ancora una legge per le coppie omosessuali e la notizia del voto del Parlamento è stata diffusa dai principali media internazionali.

Tra le proposte di regolamentazione delle coppie di fatto più famose ci sono state in passato l'istituzione del PACS (Patto Civile di Solidarietà), che avrebbe attribuito ad una coppia che sottoscrive il patto, eterosessuale o omosessuale, una serie di diritti economici di solidarietà e alcuni diritti civili minori, per esempio il diritto all'eredità in caso di morte del partner, il diritto alla reversibilità della pensione, il diritto al subentro nel contratto d'affitto, il diritto di estensione della cittadinanza o di concessione del permesso di soggiorno in caso un membro della coppia sia straniero, agevolazioni fiscali varie, ma non col diritto all'adozione di figli; e dei DiCo (Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi) con permesso di soggiorno, alloggi nell'edilizia pubblica, successione, obbligo di alimenti, assistenza morale e materiale, contratto di locazione e trattamenti previdenziali e pensionistici ecc. Nessuno di questi disegni di legge sul riconoscimento delle coppie gay è mai giunto ad essere discusso in Parlamento.

Nel corso della XVII legislatura, iniziata nel 2013, è stato in discussione presso il Parlamento un disegno di legge noto mediaticamente come ddl Cirinnà, dal nome della proponente la senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà, giunto in Parlamento per la prima volta nel marzo 2015. Tale ddl sulle unioni civili e convivenze registrate è stato approvato definitivamente dalla Camera l'11 maggio 2016 e firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 20 maggio 2016.

Dal 2020 l'Italia risulta essere l'unico grande paese dell'Europa occidentale a non riconoscere e celebrare i matrimoni per le coppie dello stesso sesso, ma solo le unioni civili.

Adozione per single lgbt, coparentale o del figliastro (adozione del configlio)[modifica | modifica wikitesto]

L'adozione coparentale o del figliastro è regolata dalla Legge 184/1983. Essa è stata confermata dalla Corte di Cassazione in una sentenza pubblicata il 22 giugno 2016.

La Cassazione, con una sentenza che "fa giurisprudenza", ha applicato la legge sulle adozioni 184/1983 (di cui l'interpretazione era stata già data nella legge sulle unioni civili), con l'ordinanza n° 17100 pubblicata il 26 Giugno 2019, la prima sezione della corte suprema di Cassazione riconosce l'adottabilità di minore anche per persone single,quindi anche a single LGBT.

Cronologia delle proposte di legge sulle unioni civili[modifica | modifica wikitesto]

  • 1986 - L'Interparlamentare donne comuniste presenta una proposta di legge sia al Senato (prima firmataria on. Ersilia Salvato) che alla Camera dei deputati (prime firmatarie erano le deputate Romana Bianchi e Angela Bottari).
  • 1987 - Arcigay presenta ad un convegno in Parlamento una Legge per il riconoscimento legale delle convivenze di fatto (vedi: Arci gay nazionale (a cura di),Omosessuali e Stato, Cassero, Bologna 1988, p. 70).
  • 12 febbraio 1988 - Alma Agata Cappiello presenta alla Camera dei deputati la proposta di legge Disciplina della famiglia di fatto (2340).
  • 2 dicembre 1993 - Graziano Cioni presenta alla Camera dei deputati la proposta di legge In materia di unioni civili (3426).
  • 1994
    • 7 giugno - Nichi Vendola presenta alla Camera dei deputati la proposta di legge Disposizioni in materia di unioni civili.
    • 27 ottobre - Graziano Cioni presenta alla Camera dei deputati la proposta di legge Disposizioni in materia di unioni civili.
  • 1996
    • 17 maggio - Nichi Vendola presenta alla Camera dei deputati la proposta di legge Disciplina delle Unioni civili (1020)
    • 11 luglio - Luigi Manconi presenta al Senato la proposta di legge Normativa sulle unioni civili (935).
    • 22 ottobre - Ersilia Salvato presenta la proposta di legge Disciplina delle unioni civili (1518).
    • 11 dicembre - Gloria Buffo presenta la proposta di legge Norme sulle unioni civili (2870).
  • 1997
    • 30 luglio - Graziano Cioni presenta la proposta di legge Disposizioni in materia di unioni civili (2725).
  • 1998
    • 12 marzo - Antonio Soda presenta la proposta di legge Disciplina dell'unione affettiva (4657).
  • 2000
    • 15 settembre - Maurizio Paissan presenta la proposta di legge Norme sulle unioni civili (7292).
    • Nel corso del 2000 sono presentate proposte di legge sulle unioni civili da Luciana Sbarbati, Antonio Lisi e Anna Maria De Luca.
  • 2001
    • 31 maggio - Fiorello Cortiana presenta al Senato la proposta di legge Normativa sulle unioni civili (47).
    • 12 giugno - Titti de Simone presenta alla Camera dei deputati la proposta di legge Disciplina delle unioni civili (716).
    • 13 giugno - Katia Bellillo presenta la proposta di legge 795 sulle unioni civili.
    • 25 giugno - Luigi Malabarba presenta al Senato la proposta di legge Disciplina delle unioni civili (305).
    • 5 luglio - Alfonso Pecoraro Scanio presenta alla Camera dei deputati la proposta di legge Norme sulle unioni civili (1232).
    • 20 settembre - Antonio Soda presenta la proposta 1610 sulle unioni civili.
  • 2002
    • 8 luglio - Franco Grillini presenta alla Camera dei deputati la proposta di legge Istituzione del registro delle unioni civili di coppie dello stesso sesso o di sesso diverso e possibilità per le persone dello stesso sesso di accedere all'istituto del matrimonio (2982).
    • 21 ottobre - Franco Grillini presenta alla Camera dei deputati la proposta di legge Disciplina del patto civile di solidarietà e delle unioni di fatto (3296).
  • 2003
    • 14 aprile - Franco Grillini presenta alla Camera dei deputati la proposta di legge Disciplina dell'unione affettiva (3893)
    • 2 ottobre - Dario Rivolta presenta la proposta 4334 sulle unioni civili.
    • 21 ottobre - Alessandra Mussolini presenta la proposta 4405 sulle unioni civili.
    • 29 ottobre - Enrico Buemi presenta la proposta 4442 sulle unioni civili.
    • 12 novembre - Katia Bellillo presenta la proposta 44782 sulle unioni civili.
    • 22 dicembre - Chiara Moroni presenta la proposta 4585 sulle unioni civili.
    • 29 dicembre - Il Consiglio regionale toscana presenta la proposta 4588 sulle unioni civili.
  • 1º ottobre 2004 - Titti De Simone presenta alla Camera dei deputati la proposta di legge Disciplina delle unioni civili (5321).
  • 8 febbraio 2007 - È presentato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge che formalizza i riconoscimenti delle convivenze in Italia, sotto il nome di DICO.
  • 2016
    • gennaio-febbraio - Viene discusso e approvato al Senato il disegno di legge Cirinnà il 25 febbraio, nella sua quarta stesura.
    • 11 maggio - Il disegno di legge Cirinnà viene approvato dalla Camera dei Deputati nella medesima stesura del Senato e viene firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella come legge 20 maggio 2016, n. 76.

I richiami degli organi giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 marzo 2012, con una sentenza storica[29][30][31][32][33][34][35], la Corte di Cassazione, esprimendosi sulla richiesta di una coppia omosessuale sposata all'estero di vedere riconosciuto il matrimonio in Italia, pur negando tale riconoscimento in mancanza di leggi specifiche nello Stato italiano, dichiara:

«La coppia omosessuale è “titolare del diritto alla vita familiare” come qualsiasi altra coppia coniugata formata da marito e moglie [...]. I componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se secondo la legislazione italiana non possono far valere né il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all’estero, tuttavia [...] possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata»

(Sentenza 4184/2012 della Corte di Cassazione)

Nell'aprile 2013 la Corte Costituzionale, in occasione di una conferenza straordinaria sulle sue attività e attraverso il Presidente Franco Gallo, richiama alla necessità di legiferare in merito ai diritti delle coppie omosessuali, sostenendo:

«Bisogna regolamentare i diritti delle coppie omosessuali nei modi e nei limiti più opportuni[36]»

Servizio militare[modifica | modifica wikitesto]

Lesbiche, gay e bisessuali non sono esclusi dal servizio militare. Le forze armate italiane non possono negare a un uomo o a una donna il diritto di servire con il loro grado in ragione del loro orientamento sessuale, dato che questo costituirebbe una violazione dei diritti sanciti dalla Costituzione italiana.

Donazione del sangue[modifica | modifica wikitesto]

Uomini gay e bisessuali possono donare il sangue dall'aprile 2001.[37]

Gruppi a sostegno dei diritti LGBT e campagne pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

Carro dell'Arcigay al Gay pride di Roma 2007
Partecipanti al gay pride di Napoli 2017
Bologna pride 2012

La principale organizzazione operante a livello nazionale in tema di diritti LGBT in Italia è L'Arcigay, fondato nel 1980 a Palermo.

Alcuni politici apertamente LGBT sono:

Nel 2007 una pubblicità raffigurante un bambino con un braccialetto con su scritto "omosessuale" ha causato controversie. La pubblicità era parte di una campagna governativa regionale finalizzata a combattere le discriminazioni verso gli omosessuali.[41]

L'8 giugno 2019 si è tenuta la 25ª edizione del Roma pride, con la partecipazione di circa 700.000 persone.[42][43]

Opinione pubblica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un sondaggio della Demoscopea effettuato nel 1983, il 46% degli italiani riteneva l'omosessualità una malattia. Nessuno affermò di aver avuto esperienze omosessuali [44]

Dal 1985 al 1988 la percentuale di accettazione dell'omosessualità da parte dei giovani è passata dal 27,6% al 32,3% [45]

Un sondaggio del 1988 (Fiore 1991) ha rivelato che il 48.8% degli intervistati riteneva che gli omosessuali dovessero avere gli stessi diritti degli eterosessuali, riscontrando comunque una forte attitudine omofoba nelle classe sociali basse e più anziane (il 35.3 % di loro dichiarò inoltre che riuscirebbe ad accettare abbastanza facilmente un parente omosessuale mentre il 23% affermò che avrebbe provato ad aiutare un parente omosessuale ad accettarsi senza ansia). Il 45,3% stabilì che l'omosessualità rappresentasse un pericolo per la società, e l'11.2% degli italiani propose misure legali per contrastare il fenomeno[46].

In uno studio del 1991 a Bologna il 78,6% delle persone che vi hanno partecipato ha definito gli omosessuali persone normali con cui convivere, l' 11,7% viziosi da reprimere e il 9,7% malati da curare[47].

Secondo uno studio del Cospes rilasciato nel febbraio 1994, su circa 2000 interviste a giovani tra i 14 e i 19 anni residenti nel nord est della penisola il 27% degli adolescenti ritenne che essere gay o essere lesbiche fosse stato a un vero e proprio "peccato", mentre un 21,3% di loro condannò l'omosessualità a prescindere dal ritenerla o meno un "peccato". Il 71% di loro sostenne che si trattasse di un "atteggiamento da capire", e per il 32% di loro che si trattasse di "una cosa naturale". L'1,4% dei ragazzi dichiaròdi avere avuto esperienze omosessuali[48].

Secondo uno studio del 1998, realizzato tra italiani cattolici, indicò che il 72,2% della popolazione fosse a favore di un unione di fatto per gli omosessuali; il 47,1% dei giovani affermò che gli omosessuali avrebbero dovuto avere gli stessi diritti degli eterosessuali, mentre il 30% si oppose. Il 17,4% pensò che l'omosessualità fosse una malattia e l'8,3% e una forma di perversione sessuale che sarebbe dovuta essere proibita[49].

Secondo uno studio del 2002, il 72% della popolazione italiana ritiene che gli omosessuali dovrebbero avere gli stessi diritti dei cittadini eterosessuali.[50]

Un sondaggio d'opinione pubblicato nel 2013 ha rivelato che il 74% della popolazione italiana riteneva che l'omosessualità dovesse essere accettata dalla società, mentre il 18% si diceva contrario.[51] L'86% delle persone tra i 18 e i 29 dicevano di voler accettare le persone omosessuali contro l'80% delle persone tra i 30 e i 49 anni e il 67% delle persone sopra i 50 anni.

Nel maggio 2015 PlanetRomeo, un social network LGBT, ha pubblicato il suo primo Gay Happiness Index (GHI). Ai gay di oltre 120 paesi è stato chiesto come si sentono riguardo alla visione della società sull'omosessualità, come vivono il modo in cui sono trattati dalle altre persone e quanto sono soddisfatti della loro vita. L'Italia si è classificata al 40º posto con un punteggio GHI di 51, appena sopra alle Filippine e sotto al Brasile. In un sondaggio pubblicato nel 2007 veniva rilevato come il 65% degli italiani pensava che l'omosessualità dovesse essere accettata dalla società.[51]

Supporto per le tutele alle coppie omosessuali 2009 2010 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2019 2020
SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI
Unione civile 58.9% 61.4% 62.8% 79% 64.4%[52] 69%[53] 66%[54] 67,8%[55]
Matrimonio egualitario 40.4% 41% 43.9% 48% 55% 53%[56] 56%[57] 59%[58] 58%[59] 59,5%[60]

Secondo uno studio del 2016 il 78% degli italiani supportava la possibilità di consentire ai transgender di cambiare il loro sesso nei documenti legali (dopo l'operazione), mentre il 29% sosteneva l'idea di poterlo fare anche senza intervento chirurgico o medico. Oltre a questo il 78,5% degli italiani crede che i cittadini transgender dovrebbero essere protetti dal governo dalle discriminazioni, il 57,7% crede che le persone transgender dovrebbero essere autorizzate a utilizzare i servizi corrispondenti alla loro identità di genere piuttosto che al loro sesso di nascita e solo il 14,9% degli intervistati crede che le persone transgender siano affette da una malattia mentale.[61]

In riferimento al livello di supporto circa l'estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso, un sondaggio dell'agenzia Pew Research Center[62] effettuato in 18 paesi tra Europa e Nord America nell'aprile 2017 riporta una larga maggioranza di italiani favorevole (59%) ad una riforma in questo senso; tuttavia dall'inchiesta, l'Italia risulta anche essere il paese con la più larga proporzione di popolazione contraria (38%) tra quelli analizzati.

Secondo un sondaggio del 2019 il 75% della popolazione italiana dichiara che gli omosessuali dovrebbero avere gli stessi diritti degli eterosessuali [63].

Secondo un sondaggio Eurispes del 2020 il 59,5% dei cittadini italiani è favorevole al matrimonio egualitario, con quasi 20% in più rispetto alla medesima ricerca del 2015 (nel 2019 il 50,9%).  Il 77,1% dei 18-24enni ha detto di sì alle nozze gay, (+17% rispetto al 2019), il 70,1% dei 25-34enni, il 66,2% dei 35-44enni, il 55,7% dei 45-64enni e il 45,3% degli over 64. Il 42% ritiene sia giusto che una coppia omosessuale adotti un bambino (31% nel 2019 e 27,8% nel 2015) [64]

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

Attività e relazioni sessuali legali Yes (dal 1890)
Parità dell'età di consenso Yes (dal 1890)
Leggi anti-discriminazione sul lavoro Yes (dal 2003)
Leggi anti-discriminazione nella fornitura di beni e servizi No / Yes proposta discussione parlamento per il 3 agosto 2020 (Sono applicate solo a livello regionale in Toscana, Piemonte, Umbria, Emilia Romagna e Sicilia)[65][66][67][68]
Leggi anti-discriminazione in tutti gli altri settori (inclusa discriminazione diretta ed espressioni d'odio) No / Yes proposta discussione parlamento per il 3 agosto 2020 (Sono applicate solo a livello regionale in Toscana, Piemonte, Umbria, Emilia Romagna e Sicilia)[67][69][70]
Leggi anti-discriminazione relative all'identità di genere No(proposta discussione parlamento per il 3 agosto 2020)
Matrimonio egualitario No/Yes (La Corte di Cassazione ha ammesso la trascrizione di un matrimonio tra persone dello stesso sesso contratto all'estero nel 2017)
Unione civile Yes (dal giugno 2016)
Convivenza non registrata Yes (dal giugno 2016)
Single LGBT possono adottare Yes (ordinanza n.17100 pubblicata il 26 Giugno 2019,prima sezione corte suprema di Cassazione)
Adozione coparentale per coppie dello stesso sesso No/Yes (Ammessa dalla Corte di Cassazione dal 2016 in casi particolari, ma non disciplinata dalla legge)
Adozione per le coppie dello stesso sesso No
Maternità surrogata per le coppie omosessuali No /Yes (alcune sentenze hanno riconosciuto alcuni bambini nati all'estero con la maternità surrogata)
Autorizzazione a prestare servizio nelle forze armate Yes
Diritto di cambiare anagraficamente sesso Yes (dall'aprile 1982, dal 2015 per sentenza della Corte Costituzionale non è necessario effettuare la modificazione dei caratteri sessuali esterni)[71]
Terapie di conversione di minori vietate No
Permessa la donazione di sangue da parte di uomini omosessuali Yes (dall'aprile 2001)[72]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Italian senate passes watered-down bill recognising same-sex civil unions, in The Guardian, 25 febbraio 2016. URL consultato l'11 maggio 2016.
  2. ^ Unioni civili, matrimoni e convivenze. Ecco cosa cambia in un grafico
  3. ^ Monica Cirinnà: con le unioni civili è appena iniziato il cammino verso l’uguaglianza
  4. ^ PESCARA, IN COMUNE PRIMO MATRIMONIO DI UN TRANSESSUALE - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 23 luglio 2020.
  5. ^ Atlante Politico 54 - febbraio 2016 - Atlante politico - Demos & Pi, su demos.it.
  6. ^ State-sponsored Homophobia: A world survey of laws prohibiting same sex activity between consenting adults Archiviato il 27 June 2013 Data nell'URL non combaciante: 27 giugno 2013 in Internet Archive.
  7. ^ Paolo Pedote, We will survive!: lesbiche, gay e trans in Italia, Mimesis Edizioni, 2007, p. 181, ISBN 9788884835673.
  8. ^ a b Daniel Borrillo, Omofobia. Storia e critica di un pregiudizio, Edizioni Dedalo, 2009, p. 155, ISBN 9788822055132.
  9. ^ s:Decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216
  10. ^ EGPN European Gay Police Network, su eurogaycops.com. URL consultato il 9 settembre 2010 (archiviato dall'url originale l'11 luglio 2010).
  11. ^ Frederico Micheli, The First Italian Case On The Application Of Directive 2000/78/EC For Discrimination On The Grounds Of Sexual Orientation Reaches The European Court Of Justice., in European Lawyers for Workers Network, November 2018.
  12. ^ Italian wins gay driving ban case, BBC News, 13 July 2008. URL consultato il 13 July 2008.
  13. ^ (Italian) Camera affossa testo di legge su omofobia, Reuters, 13 October 2009. URL consultato il 13 October 2009. Lingua sconosciuta: Italian (aiuto)
  14. ^ (Italian) Omofobia, testo bocciato alla Camera E nel Pd esplode il caso Binetti, 13 October 2009. URL consultato il 13 October 2009. Lingua sconosciuta: Italian (aiuto)
  15. ^ (Italian) Omofobia, la Camera affossa il testo Caos nel Pd: riesplode il caso Binetti, 13 October 2009. URL consultato il 13 October 2009. Lingua sconosciuta: Italian (aiuto)
  16. ^ (Italian) Omofobia, un terzo dei parlamentari firma la nuova proposta di legge, 16 May 2013. URL consultato il 16 May 2013. Lingua sconosciuta: Italian (aiuto)
  17. ^ Omofobia, lavori socialmente utili a chi discrimina gli omosessuali, su huffingtonpost.it, 9 July 2013.
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  19. ^ Parlamento Italiano - Disegno di legge S. 404 - 17ª Legislatura, su senato.it.
  20. ^ (Italian) Omofobia: in Italia mancano legge e reato per proteggere le vittime, in Osservatorio Diritti, 17 May 2018. Lingua sconosciuta: Italian (aiuto)
  21. ^ Quella legge sull'omofobia bloccata al Senato da anni, su lastampa.it, 17 May 2017.
  22. ^ https://www.gay.it/campania-omotransfobia-legge-favorevoli-contrari
  23. ^ https://www.blmagazine.it/legge-contro-lomofobia-il-ruolo-e-la-posizione-delle-regioni/
  24. ^ Omofobia, Pillon attacca la legge: "liberticida, orwelliana, con psicopolizia che vigilerà sul pensiero dei cittadini" - Gay.it, su Flipboard. URL consultato il 29 luglio 2020.
  25. ^ Le turbofregnacce di Diego Fusaro e dei sovranisti sulla legge sull'omofobia, su nextQuotidiano, 28 giugno 2020. URL consultato il 29 luglio 2020.
  26. ^ "Restiamo liberi". La manifestazione in piazza del Popolo, su il Resto del Carlino, 1595916247118. URL consultato il 29 luglio 2020.
  27. ^ No al ddl Zan, anche la Meloni in piazza: "Gli omosessuali non sono discriminati, in Italia passi da gigante", su www.iltempo.it. URL consultato il 29 luglio 2020.
  28. ^ "Dà voce al rispetto", sabato a Piacenza la manifestazione contro l'omofobia, su piacenzasera.it, 15 luglio 2020. URL consultato il 29 luglio 2020.
  29. ^ Cassazione interviene su coppie gay: 'Hanno diritto alla vita familiare' - Cronaca - ANSA.it
  30. ^ Le coppie gay hanno diritto a essere ritenuti una famiglia - LASTAMPA.it[collegamento interrotto]
  31. ^ Il Messaggero, su ilmessaggero.it. URL consultato il 13 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2012).
  32. ^ Coppie omosessuali, la differenza di sesso non è più indispensabile per avere diritto alle tutele di legge - Il Sole 24 ORE
  33. ^ Gay, Cassazione: sì alla famiglia, "sentenza storica e rivoluzionaria" - L'Impronta L'Aquila
  34. ^ Cassazione, le coppie gay hanno pari diritti - Corriere.it
  35. ^ Cassazione: “I gay hanno diritto a trattamento familiare come le coppie sposate” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
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  37. ^ http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2015/04/29/gay-corte-ue-ok-a-esclusione-da-donatori-sangue_6e079fda-ff5d-4e5b-9635-46ea5ef5d43f.html
  38. ^ Pecoraro si confessa "Io, ministro bisex", su repubblica.it.
  39. ^ Joe Morgan, Italy has just elected its first transgender mayor, in Gay Star News, 28 maggio 2019.
  40. ^ Stefano Pappalardo, Italy elects its first ever transgender mayor, in gcn.ie, 28 maggio 2019.
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  42. ^ Fabiano Minacci, Gay Pride di Roma gli organizzatori: "Siamo in 700 mila!" - le foto più belle dell'onda arcobaleno, in bitchyf.it, 8 giugno 2019.
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  48. ^ POCO SESSO E TANTE CAREZZE COSI' SI AMANO GLI ADOLESCENTI - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 22 luglio 2020.
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  71. ^ http://www.laleggepertutti.it/149680_trans-per-cambiare-sesso-anagrafico-non-serve-lintervento-chirurgico
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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