Diritti LGBT in Sudan del Sud

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Le persone LGBT nel Sudan del Sud sono perseguitate legalmente nel paese e l'omosessualità maschile comporta una pena fino a dieci anni di reclusione.[1]

Leggi[modifica | modifica wikitesto]

Il Sudan del Sud faceva parte in precedenza del Sudan ed era soggetto alla sua interpretazione della legge della Sharia, secondo la quale l'omosessualità era illegale e punita con pene che andavano dalle flagellazione alla pena di morte. Nel 2008 il governo autonomo del Sud Sudan ha adottato un proprio codice penale, che proibisce "rapporti carnali contro l'ordine della natura" e prescrive una pena detentiva di dieci anni (l'omosessualità viene considerata innaturale nonostante esse appartenga al regno animale)[2].

Unioni omosessuali[modifica | modifica wikitesto]

Ad oggi il matrimonio tra persone dello stesso sesso è incostituzionale e non esistono altre forme di tutela, all'interno del paese, per le coppie omosessuali.

Atteggiamenti sociali[modifica | modifica wikitesto]

La relazione sui diritti umani del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti del 2011 ha rilevato una "diffusa" discriminazione sociale contro gay e lesbiche e ha dichiarato che non esistevano organizzazioni LGBT note.[3]

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

Attività e relazioni sessuali legali No (fino a 10 anni di carcere)
Parità dell'età di consenso No
Leggi anti-discriminazione sul lavoro No
Leggi anti-discriminazione nella fornitura di beni e servizi No
Leggi anti-discriminazione in tutti gli altri settori No
Matrimonio egualitario No (incostituzionale dal 2011)
Unione civile No
Adozione No
Autorizzazione a prestare servizio nelle forze armate No
Diritto di cambiare legalmente sesso No
Accesso alla fecondazione in vitro per le coppie lesbiche No
Surrogazione di maternità No
Permessa la donazione di sangue per le persone omosessuali No

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Where is it illegal to be gay?, in BBC News, 10 febbraio 2014. URL consultato il 14 maggio 2018.
  2. ^ THE PENAL CODE ACT, 2008 ARRANGEMENT OF SECTIONS CHAPTER I PRELIMINARY PROVISION (PDF), su goss-online.org (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2013).
  3. ^ (EN) Country Reports on Human Rights Practices for 2011, su www.state.gov. URL consultato il 14 maggio 2018.