Diritti LGBT in Polonia

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La bandiera arcobaleno unita allo stato polacco

I diritti delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) in Polonia sono differenti rispetto a quelli delle persone eterosessuali.

L'accettazione delle persone LGBT nella società polacca è aumentata negli anni '90 (dopo il crollo dell'URSS) e nei primi anni 2000, soprattutto tra le persone più giovani e quelle che vivono in città più grandi come Varsavia e Cracovia.

Nell'ottobre 2011 la Polonia ha eletto il suo primo deputato gay del parlamento Robert Biedroń, nonché la prima deputata transessuale Anna Grodzka. Nel 2014, Biedroń è stato eletto sindaco di Słupsk (i sindaci in Polonia sono eletti direttamente).[1]

Storia del diritto penale polacco[modifica | modifica wikitesto]

Non è mai esistita una legge che ha condannato ufficialmente l'omosessualità sotto un governo polacco autonomo (esclusa la prostituzione omosessuale 1932-1969).

Durante l'occupazione e la ripartizione della Polonia (1795-1918), le leggi che vietavano l'omosessualità furono imposte dagli stati occupanti al paese.

L'omosessualità è stata ri-legalizzata nel 1932 con l'introduzione dell'allora nuovo codice penale e contemporaneamente l'età del consenso è stata equiparata a quella eterosessuale.[2][3]

L'omosessualità è stata eliminata dall'elenco delle malattie mentali nel 1991.

Tutele per le coppie omosessuali[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente non esiste un qualsiasi riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è costituzionalmente vietato dal 1997, dato che, l'articolo 18 della Costituzione della Repubblica di Polonia definisce il matrimonio come "l'unione di un uomo e di una donna".[4]

Protezione dalle discriminazioni[modifica | modifica wikitesto]

Un pride a Cracovia

Le leggi contro la discriminazione sono state aggiunte al codice del lavoro nel 2003. La Costituzione polacca garantisce la parità in conformità alla legge e vieta la discriminazione basata su "qualsiasi ragione". Ci fu anche una proposta che voleva esplicitare la discriminazione dell'orientamento sessuale nella Costituzione (del 1995) ma fu respinta dopo le forti opposizioni della Chiesa cattolica.[5]

Servizio militare[modifica | modifica wikitesto]

Alle persone lesbiche, gay e bisessuali non è vietato prestare servizio militare ma a causa del pesante clima discriminatorio vige una politica non-ufficiale del "Don't ask, don't tell".

Opinione pubblica[modifica | modifica wikitesto]

In un'indagine condotta dal CBOS nel 2014 ha rivelato che il 30% dei polacchi voleva un divieto di promozione pubblica di contenuti gay e il 17,3% non sosterrebbe tale divieto ma vorrebbe comunque un'altra forma di limitazione della libertà di promozione per tali informazioni.[6]

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

Attività e relazioni sessuali legali Yes dal 1932
Parità dell'età di consenso Yes dal 1932
Leggi anti-discriminazione sul lavoro Yes dal 2003
Leggi anti-discriminazione in tutti gli altri settori (inclusa discriminazione diretta ed espressioni d'odio) No
Leggi anti-discriminazione per l'identità di genere No
Unione civile No
Matrimonio egualitario No (incostituzionale dal 1997)
Adozioni per le coppie omosessuali No
Autorizzazione a prestare servizio nelle forze armate Yes
Diritto di cambiare legalmente sesso Yes (dal 1983)
Surrogazione di maternità No
Accesso alla fecondazione in vitro per le coppie lesbiche No (disponibile solo per le coppie eterosessuali)
Permesso di donare il sangue Yes (dal 2005)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (PL) Robert Biedroń, su robertbiedron.pl. URL consultato il 16 ottobre 2017.
  2. ^ The International Encyclopedia of Sexuality: Poland, su www2.hu-berlin.de, 29 luglio 2010. URL consultato il 16 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2010).
  3. ^ 1932 decriminalization Poland, su books.google.it.
  4. ^ The Constitution of the Republic of Poland, su www.sejm.gov.pl. URL consultato il 16 ottobre 2017.
  5. ^ leszkowicz, su nts.uni.wroc.pl (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2011).
  6. ^ (PL) Połowa Polaków chce zakazu promocji treści gejowskich [badanie]. URL consultato il 16 ottobre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]