Diritti LGBT in Iraq

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Essere omosessuale in Iraq non è più legalmente perseguibile ramite esecuzione e/o incarcerazione dal 2003, a seguito della deposizione del regime di Saddam Hussein, e con la conseguente restaurazione del codice del 1969 da parte dell'occupazione statunitense. Nonostante ciò, l'omosessualità è ancora fortemente stigmatizzata all'interno della società, con conseguenti omicidi e delitti d'onore. Sono numerose le squadre della morte che operano all'interno del paese con ilo scopo di punire con la morte gli omosessuali. Nel Medioevo essere omosessuali in Iraq era socialmente accettato, da come riportano le testimonianze di Abu Nuwas, il quale scrisse poesie con sfondo omoerotico. In particolare a Baghdad l'attività omosessuale era comune.

Anni 1960[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963, il partito Ba’ath sale al potere in Iraq e nel 1969 con il nuovo codice penale, l'omosessualità viene decriminalizzata, e ciò rimane invariato anche con Saddam Hussein, che prese il potere nel 1979. In questo periodo la vita in Iraq rimane certamente difficile per i gay, ma la loro vita non è comunque lontana, all'epoca, dalle altre varie parti del mondo.

Prima Guerra del Golfo (1990-1991)[modifica | modifica wikitesto]

Durante la prima guerra del Golfo, a seguito delle altissime tensioni religiose, Saddam redige un’intera copia del Corano con il proprio stesso sangue, scrivendo di proprio pugno sulla bandiera nazionale la frase “Allahu akbar (Dio è grande) e rivoluzionando il sistema legale del paese, con l'aggiunta della Sharia. Inizialmente contrastata con forti attenuanti per quanto riguardano i delitti d'onore, si arrivò in seguito alla pena di morte per sodomia. L'organizzazione religiosa Fida’iyun incomincia ad uccidere molti omosessuali.

Seconda Guerra del Golfo (2003)[modifica | modifica wikitesto]

Con la seconda guerra del Golfo, Paul Bremer, il diplomatico USA che ha guidato l’Autorità provvisoria dal 2003 al 2004, abroga tutte le riforme legislative di Saddam attuate negli anni 90 e viene reintrodotto il codice penale del 1969, senza più punire gli omosessuali. Nonostante ciò, nello stesso periodo, diversi tribunali religiosi, decisi ad imporre la Sharia nuovamente, continuano a condannare a morte gli omosessuali, come anche i tribunali statali e la polizia stessa uccidendo illegalmente i gay.

Nel 2005 venne presentata una bozza della nuova Costituzione in cui si sancisce che "tutte le norme sui diritti e sulle libertà sono da applicarsi a tutti, tranne ai “deviati“", escludendo omosessuali e lesbiche, anche se non approvata. Nel testo definitivo infine si precisò che "i diritti e libertà possono essere limitati in nome della pubblica moralità", proclamando che il diritto islamico debba essere il fondamento del diritto statale. Infatti, secondo l’articolo 394 del codice penale iracheno, per coloro che hanno avuto rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, a prescindere dal genere sessuale, la pena finale è di un massimo di 7 anni di carcere.

Continuano nello stesso periodo le organizzazioni anti omosessuali da parte degli squadroni della morte ispirati dall'ayatollah Ali al-Sistani, il quale affermò in una fatwa del 2005 che gli omosessuali “dovrebbero essere uccisi nel peggiore dei modi .

Questi squadroni divennero in seguito tristemente famosi per attirare dei giovani ragazzi gay tramite le chat, uccidendo e infliggendo loro atroci sofferenze. I giovani non sposati vennero minacciati, in quanto sospettati di essere gay, e di essere uccisi, se non si fossero sposati al più presto possibile.

Oggi (anni 2010-2020)[modifica | modifica wikitesto]

Al giorno d'oggi le persone LGBTQ irachene vivono nascondendo la loro identità sessuale, per paura di essere uccisi, cercando di fuggire e di chiedere asilo politico all'estero. Negli ultimi anni sono state giustiziate molte persone a causa del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere. Per questo motivo ipotetici luoghi di incontro all'aperto e community gay su Internet sono inesistenti. Anche le famiglie hanno contribuito uccidendo i propri figli.

Gli aggressori dell’esercito del Mahdi e della Lega dei Virtuosi hanno utilizzato metodi disumani per uccidere gli omosessuali, colpendoli con blocchi di cemento fino a provocare loro la morte; spingendo loro anche giù da edifici piuttosto alti.

Nel 2017 un giovane di nome Karar Nushi è stato ucciso solo perché somigliante a Brad Pitt, accusato di essere omosessuale e di non frequentare le donne.

Nel 2018 un ragazzino di 15 anni è stato massacrato a coltellate a Baghdad fino allo sventramento, da un gruppo di ragazzi, i quali hanno ripreso con la telecamera la scena dell'aggressione, dove si vede il giovane ragazzo in lacrime intento a chiamare la madre.

Nonostante ciò, nel 2016, una delle figure più influenti a livello religioso e politico nel paese, Muqtada al-Sadr, ha rilasciato delle dichiarazioni in merito alle persone omosessuali nel Paese, rispondendo alle domande di un seguace sul proprio sito web. Al-Sadr affermò che i suoi uomini dovevano immediatamente cessare gli arresti, le torture e le violenze nei confronti degli omosessuali. Asserì comunque che la causa del comportamento omosessuale fosse dovuto ad un trauma psicologico e a sofferenza mentale. Continuò il suo discorso asserendo che gli omosessuali comunque meritino di vivere, anche se un buon musulmano dovrebbe isolarli dalla comunità, a scopo di far tornar loro sui loro passi verso Allah.

Nel 2019 le autorità di Mosul hanno demolito un vecchio palazzo che venne utilizzato dai jihadisti dell'Isis per uccidere gli omosessuali, senza però con l'obiettivo di ergere un memoriale per le vittime giustiziate.