Diritti LGBT nella Città del Vaticano

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I diritti delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) in Vaticano sono per lo più inesistenti. Ufficialmente, per quanto riguarda l'omosessualità all'interno dello Stato della Città del Vaticano, il sistema giuridico vigente si basa su quello del codice penale italiano del 1929, al momento dei Patti Lateranensi stipulati con l'Italia. Tuttavia, è stato annunciato verso la fine del 2008 che il Vaticano non è più tenuto ad adottare automaticamente come proprie nuove leggi promulgate dallo Stato italiano, in quanto molte di esse sono in chiaro contrasto contro la specifica dottrina morale cattolica.[1]

Diritto penale[modifica | modifica wikitesto]

Una contestazione del 2008 nei confronti del Vaticato e delle leggi contro gli omosessuali che sono state vigenti nella Chiesa cattolica

Non c'è mai stata alcuna legge penale che criminalizzasse i rapporti omosessuali privati tra adulti consenzienti commessi all'interno della Città del Vaticano.

Il Vaticano non ha mai prodotto un codice penale separato, pertanto in materia di diritto penale si affida interamente alla legge italiana; al momento della ratifica dei Patti Lateranensi, assieme a contributi e sovvenzioni economiche concessi dall'Italia, si è impegnato ad adottare pienamente il suo codice penale così come era vigente nel 1929[2]. A partire dal 1969 si è adottata la versione del 1924[3]: ciò principalmente a causa della pena di morte che era stata reintrodotta nel 1926 in Italia e che proprio nel 1969 Paolo VI depennò definitivamente dall'ordinamento della Città del Vaticano.

Tutte le modifiche del codice penale italiano successive al 1930 non avevano avuto alcun effetto sul codice penale Vaticano prima del 2008, quando, con la "Legge sulle fonti del diritto", il Vaticano le introdusse tutte eccetto quelle in contrasto palese con la dottrina cattolica (in primis la legge sull'aborto)[4][5].

L'età del consenso per avere rapporti sessuali in Vaticano è 18 anni (nel matrimonio 14 anni).[6]

I diplomatici stranieri, per poter essere accreditati, non devono fare parte di una famiglia omosessuale[7] e non devono essere divorziati[8].

Diritti civili[modifica | modifica wikitesto]

Non esiste alcuna disposizione riguardante i diritti civili che includa un qualche riconoscimento dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere.

Il 13 gennaio 1998 il militante di Arcigay Alfredo Ormando si è dato fuoco in piazza San Pietro (che è sotto la giurisdizione della Città del Vaticano) per protesta contro l'atteggiamento di radicato rifiuto manifestato da sempre dalla religione cattolica nei confronti dell'omosessualità: a seguito delle gravissime ustioni subite è deceduto pochi giorni dopo in ospedale.

Nel 2008 il Vaticano si espresse e fece pressione contro la richiesta dell'ONU di depenalizzazione universale dell'omosessualità.[9][10]

Riconoscimento delle coppie dello stesso sesso[modifica | modifica wikitesto]

Il Vaticano ha sempre espresso il suo più netto dissenso contro qualsiasi riconoscimento civile di coppie dello stesso sesso e contro la concessione dell'adozione da parte di coppie dello stesso sesso.[11]

Diritto di lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Il Vaticano si riserva il diritto inalienabile di allontanare, sospendere e licenziare con effetto immediato qualsiasi suo funzionario e dipendente che ammetta pubblicamente di essere gay o che metta anche solo in discussione la politica generale del Vaticano verso gli omosessuali.[12][13]

Questione transessuale[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica "l'uomo e la donna sono stati creati da Dio da un lato in perfetta eguaglianza come persone umane, e dall'altro nel loro rispettivo essere maschio e femmina. Tale differenza, che è quindi una realtà voluta da Dio, riflette tutta la sapienza del Creatore e la sua bontà".[14]

Nel 2000 la Santa Sede ha espresso, come posizione ufficiale nei riguardi delle persone transessuali, che esse debbono mantenere lo stesso sesso con cui sono nate: tuttavia ha dichiarato anche che la procedura di cambio di sesso nei riguardi di un transgender potrebbe anche essere moralmente accettabile in casi estremi.

AIDS[modifica | modifica wikitesto]

Non esistono casi noti di contagio da HIV nella Città del Vaticano; a livello internazionale, il Vaticano è stato sempre un avversario in prima linea sull'uso del preservativo come campagna di prevenzione dalla malattia e come metodo per arrestare la diffusione dei casi di sieropositività, e ciò è stato ribadito più volte con estrema chiarezza.[15]

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

Liceità della condotta omosessuale No[16]
Parità nell'età del consenso sessuale No[16]
Leggi anti discriminatorie nel posto di lavoro No (la Santa Sede si riserva il diritto inalienabile di allontanare, sospendere e licenziare con effetto immediato qualunque dipendente si dichiari omosessuale o che sia contro la posizione della Chiesa cattolica sull'omosessualità)[16]
Leggi anti discriminatorie nella fornitura di beni e servizi No[16]
Leggi anti discriminatorie in tutti gli altri settori (inclusa la discriminazione indiretta e le espressioni d'odio) No[16]
Matrimonio omosessuale No[16]
Riconoscimento delle coppie formate da persone dello stesso sesso No[16]
Possibilità di adozione da parte di coppie dello stesso sesso No[16]
Permesso di servire apertamente come gay e lesbiche nelle forze armate No (la Città del Vaticano non ha forze armate, ma comunque la Santa Sede non accetta omosessuali nella Gendarmeria e nelle Guardie Svizzere)[16]
Diritto di cambiare genere legalmente No[16]
Accesso alla fecondazione in vitro per le lesbiche No[16]
Maternità surrogata commerciale per le coppie gay No[16]
Permesso di donare il sangue No[16]

Le posizioni prese dalla chiesa sono spiegate nel Catechismo della Chiesa Cattolica citato nelle fonti del sito ufficiale del Vaticano basato su alcuni passi della bibbia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vatican ends automatic adoption of Italian law. Reuters. Consultato il 26 ottobre 2010.
  2. ^ Art. 4 [vecchia versione] Art. 3 Legge sulle fonti del diritto, N.II., 7 giugno 1929
  3. ^ Art. 39 Legge che modifica la legislazione penale e la legislazione processuale penale, N.L, 21 giugno 1969; che cambia l'Art. 4 di Legge sulle fonti del diritto 1929.
  4. ^ Nr. LXXI Legge sulle fonti del diritto, Art 7, del 1º ottobre 2008 (online, Online in tedesco come "Gesetz über Rechtsquellen" Archiviato il 30 ottobre 2012 in Internet Archive.)
  5. ^ L'applicazione automatica delle leggi italiche prima del Nr. LXXI, che passa attraverso la stampa ( Il Vaticano pone fine all'adozione automatica della legge italiana, in Reuters, 31 dicembre 2008.), potrebbe non avvenire per la legge penale. È possibile per il diritto civile, dove ora viene utilizzato il diritto civile italiano del 16 marzo 1942 nella versione 31 dicembre 2008 / 1º gennaio 2009.
  6. ^ Legge N. VIII: Norme complementari in materia penale (articoli 8 e 4) (PDF), su tbinternet.ohchr.org. URL consultato il 15 marzo 2017.
  7. ^ pinknews.co.uk: Vatican blocks appointment of gay diplomat Archiviato il 12 novembre 2011 in Internet Archive., 2 ottobre 2008
  8. ^ Wikinews: Vatican accepts Juan Pablo Cafiero as Argentine Ambassador, 28 settembre 2008 (inglese)
  9. ^ (EN) Depenalizzazione dell'omosessualità No del Vaticano alla proposta Onu - esteri - Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 28 marzo 2018.
  10. ^ Omosessualità, il Vaticano attacca: "L'Onu non deve depenalizzarla", in LaStampa.it. URL consultato il 28 marzo 2018.
  11. ^ Testo sul sito del Vaticano.
  12. ^ Testo della lettera sul sito web di Eternal World Television, Global Catholic Network. (in inglese)
  13. ^ Golias, "Stupeur au Vatican, un théologien fait son coming out, il est viré" Archiviato il 17 settembre 2011 in Internet Archive., Têtu, 7/08/2010.
  14. ^ [1], Catechism of the Catholic Church, Part One, Section Two, Chapter One, Article One, Paragraph Six, #369.
  15. ^ Condoms and the Vatican | FP Passport. Blog.foreignpolicy.com (21 November 2006). Consultato il 26 ottobre 2010.
  16. ^ a b c d e f g h i j k l m Catechismo della Chiesa Cattolica - Il sesto comandamento, su www.vatican.va. URL consultato il 5 novembre 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]