Diritti LGBT in Ruanda

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Il Ruanda avvolto dai colori della bandiera arcobaleno

In Ruanda le persone LGBT non sono perseguite dalle leggi vigenti, ma non godono di alcuna tutela. Anche se l'omosessualità non è illegale, essa viene considerata un argomento tabù, e non vi è alcuna discussione pubblica significativa sulla questione in nessuna regione del paese.[1]

Storia del diritto[modifica | modifica wikitesto]

Regno del Ruanda[modifica | modifica wikitesto]

Nel vecchio regno del Ruanda l'omosessualità maschile era comune tra i giovani Hutu e Tutsi.

Repubblica del Ruanda[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 dicembre 2009 il parlamento nazionale ha discusso se rendere l'omosessualità un reato, con una punizione di 5-10 anni di carcere.[2] Questa legislazione era simile al controverso disegno di legge anti-omosessualità emanato in Uganda.[3] Il ministro della Giustizia Tharcisse Karugarama, tuttavia, ha condannato e confutato le relazioni secondo cui il governo intendeva criminalizzare gli atti omosessuali, affermando che l'orientamento sessuale è una questione privata, non un affare dello stato.[4]

Riconoscimento delle relazioni tra persone dello stesso sesso[modifica | modifica wikitesto]

Il Ruanda non riconosce i matrimoni omosessuali, le unioni civili o altre forme di convivenza. La maggior parte delle persone omosessuali che sono state intervistate ha affermato di aver rivelato la propria sessualità alla propria famiglia per paura di essere rifiutate.[5]

La costituzione del Ruanda, adottata nel maggio 2003, definisce il matrimonio come "unione tra un uomo e una donna".[5]

Società e cultura[modifica | modifica wikitesto]

I rapporti sui Paesi per i diritti umani del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti del 2016 hanno dichiarato che:

Atti di violenza, discriminazione e altri abusi basati sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere[modifica | modifica wikitesto]

Non ci sono leggi che criminalizzano l'orientamento sessuale o la condotta sessuale omosessuale consensuale, e funzionari governativi a livello di governo hanno espresso sostegno per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI). Le persone LGBTI hanno denunciato discriminazioni e abusi da parte della società, e i gruppi per i diritti LGBTI hanno riferito occasionalmente di molestie da parte della polizia. Non sono stati segnalati casi di attacchi fisici contro persone LGBTI, né sono state segnalate persone LGBTI in fuga dal Paese a causa di molestie o attacchi.[6]

Credenze religiose[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007, la Chiesa anglicana in Ruanda ha condannato "i comportamenti non biblici" delle chiese europee e americane e ha insistito sul fatto che non avrebbero sostenuto "l'ordinazione del clero gay".[7] Hanno promesso di rifiutare le donazioni delle chiese che supportano i diritti LGBT.[8]

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

Attività e relazioni sessuali legali Yes
Parità dell'età di consenso No
Leggi anti-discriminazione sul lavoro No
Leggi anti-discriminazione nella fornitura di beni e servizi No
Leggi anti-discriminazione in tutti gli altri settori No
Matrimonio egualitario No (incostituzionale dal 2003)
Unione civile No
Adozione No
Autorizzazione a prestare servizio nelle forze armate No
Diritto di cambiare legalmente sesso No
Surrogazione di maternità No
Permessa la donazione di sangue per le persone omosessuali No

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Spartacus International Gay Guide, page 1216. Bruno Gmunder Verlag, 2007.
  2. ^ Africa’s Culture War: The Fight Over Uganda’s Anti-Gay Bill - The World Newser, su blogs.abcnews.com, 23 dicembre 2009. URL consultato il 10 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2009).
  3. ^ (EN) Anti-gay bill in Uganda challenges Catholics to take a stand, in National Catholic Reporter, 27 novembre 2009. URL consultato il 10 maggio 2018.
  4. ^ Edwin Musoni, Rwanda: Govt Cannot Criminalise Homosexuality - Minister, in The New Times (Kigali), 19 dicembre 2009. URL consultato il 10 maggio 2018.
  5. ^ a b THE CONSTITUTION OF THE REPUBLIC OF RWANDA (PDF), su rwandahope.com.
  6. ^ RWANDA 2016 HUMAN RIGHTS REPORT (PDF), su state.gov.
  7. ^ Rwanda: Anglicans Reject Western Accusations of Rebellion, su americananglican.org, 16 novembre 2010. URL consultato il 10 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 16 novembre 2010).
  8. ^ rwandagateway.org - This website is for sale! - rwandagateway Resources and Information., su rwandagateway.org, 3 marzo 2016. URL consultato il 10 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).