Łódź

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Łódź
distretto
Łódź – Stemma Łódź – Bandiera
Łódź – Veduta
Localizzazione
Stato Polonia Polonia
Voivodato POL województwo łódzkie COA.svg Łódź
Amministrazione
Starosta Hanna Zdanowska (PO) dal 13/12/2010
Territorio
Coordinate 51°47′N 19°28′E / 51.783333°N 19.466667°E51.783333; 19.466667 (Łódź)Coordinate: 51°47′N 19°28′E / 51.783333°N 19.466667°E51.783333; 19.466667 (Łódź)
Altitudine 161,8 - 278,5 m s.l.m.
Superficie 293,25 km²
Abitanti 708 554 (2014)
Densità 2 416,21 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 90-001 a 94-413
Prefisso (+48) 42
Fuso orario UTC+1
Targa EL
Cartografia
Mappa di localizzazione: Polonia
Łódź
Łódź
Sito istituzionale

Łódź ascolta[?·info] ['wuʨ] (in tedesco Lodsch e Litzmannstadt durante l'occupazione nazista, in yiddish לאדזש, Lodzsh, in latino Lodzia) è una città polacca di 708 554 abitanti, capoluogo dell'omonimo voivodato di Łódź e situata al centro del paese.

È la terza città polacca per popolazione (l'attuale dato demografico è in calo rispetto a quello relativo al 1988, quando la città contava 854.300 abitanti).

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è continentale ed è caratterizzato da stagioni molto marcate, in particolare da inverni freddi e secchi e da estati calde e piovose.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

sigillo della città nel 1577

Łódź in polacco significa "barca", e per questa ragione lo scudo araldico della città rappresenta una barca. Il suo nome e il suo simbolo possono risultare strani, in quanto attualmente presso Łódź non vi sono corsi d'acqua che attraversano la città (per lo meno non allo scoperto), ma soltanto diversi fiumicelli e torrenti nell'area circostante. Ciononostante, nel passato, la zona dove ora sorge la città era una zona paludosa.

Il nome della città appare per la prima volta in un documento nel 1332, in cui il villaggio è dato ai vescovi di Włocławek. Nel 1423 Re Ladislao II Jagellone conferisce i diritti di città al paese. Da allora fino al XVIII secolo la cittadina rimase un piccolo insediamento sulla strada che collegava la Masovia alla Slesia. Nel XVI secolo la città aveva meno di 800 abitanti, la maggior parte impiegati nelle fattorie della zona.

Con la seconda spartizione della Polonia, nel 1793, Łódź divenne parte della provincia della Prussia meridionale, parte del regno di Prussia e prese il nome tedesco Lodsch. Nel 1798 i prussiani nazionalizzarono la città che perse il suo status di città dei vescovi di Cuiavia. Nel 1806 Łódź fu annessa al ducato di Varsavia, creato da Napoleone, e nel 1810 aveva circa 190 abitanti. Dopo il Congresso di Vienna (1815), divenne parte del Regno del Congresso, stato controllato dall'Impero Russo.

Il XIX secolo e lo sviluppo industriale[modifica | modifica wikitesto]

Nel trattato del 1815 si progettava il rilancio della città e con un decreto dello zar del 1816 immigrati tedeschi furono invitati a stabilirsi nella zona. Nel 1820 Stanisław Staszic, religioso, filosofo, geologo, scrittore e statista collaborò al progetto di far diventare la cittadina un moderno centro industriale. Gli immigrati giunsero nella "terra promessa" (Ziemia obiecana, La terra promessa è il romanzo del nobel Władysław Reymont che parla proprio di questa epoca della città di Łódź - per certi versi problematica) da tutta Europa e in particolare da Germania meridionale, Slesia e Boemia ma anche da nazioni molto lontane come Portogallo, Inghilterra, Francia e Irlanda. Il primo stabilimento tessile aprì nel 1825 e 14 anni dopo iniziò l'attività la prima fabbrica con macchine a vapore di Polonia e Impero russo. Nel 1839, più del 78% della popolazione era tedesca,[1] e vi erano scuole e chiese tedesche.

Il costante flusso di operai, uomini d'affari e artigiani da tutta Europa trasformarono Łódź nel principale centro di produzione tessile del potente Impero russo, all'epoca esteso dall'Europa centrale fino all'Alaska. I tre gruppi etnici dominanti per popolazione e per contributo allo sviluppo della città erano i polacchi, i tedeschi e gli ebrei, che avevano iniziato ad arrivare dal 1848. Molti degli artigiani di Łódź erano tessitori della alta e bassa Slesia.

La Grande Sinagoga, distrutta durante la seconda guerra mondiale

Nel 1850, la Russia abolì le barriere doganali tra il Regno del Congresso e l'Impero e perciò l'industria di Łódź poté acquisire l'enorme mercato costituito dall'impero. Alla fine la città divenne la seconda maggiore del Regno del Congresso. Nel 1865 aprì la prima linea ferroviaria (per Koluszki, tratta del collegamento Varsavia-Vienna) e presto la città ebbe collegamenti con Varsavia e Białystok.

Uno dei più importanti industriali di Łódź fu Karl Wilhelm Scheibler.[2] Nel 1852 arrivò a Łódź e con Julius Schwarz iniziò a comprare proprietà e a costruire diverse fabbriche. Scheibler acquisì poi le quote di Schwarz e divenne così proprietario unico di un grande gruppo economico. Dopo la sua morte nel 1881 la vedova e altri parenti decisero di erigere in sua memoria una cappella, divenuta poi mausoleo della famiglia, nell'area luterana del cimitero di Łódź lungo ulica Ogrodowa (successivamente conosciuto come "cimitero vecchio").[3] Questa cappella è ancora oggi una delle più pregevoli architetture della città.

Evoluzione della popolazione
Anno Abitanti
1793 190
1806 767
1830 4 300
1850 15 800
1880 77 600
1905 343 900
1925 538 600
1990 850 000
2003 781 900
2007 753 192
2009 742 387

Tra il 1823 e il 1873, la popolazione cittadina raddoppiò ogni 10 anni. Quelli del ventennio 1870–1890 segnarono il più intenso periodo di sviluppo industriale nella storia moderna della città. Molti degli industriali erano di fede ebraica. Secondo il censimento dell'Impero russo del 1897, dei 315 000 abitanti gli ebrei erano 99 000 (circa il 31%).[4] Nel 1913, i polacchi erano quasi la metà della popolazione (49.7%), i tedeschi erano calati al 14.8% e gli ebrei avevano raggiunto il 34%, dei circa 506 000 abitanti.[1]

Łódź divenne anche uno dei principali centri del movimento socialista. Nel 1892 un grande sciopero paralizzò la maggior parte degli stabilimenti produttivi. Durante la Rivoluzione russa del 1905, in quella poi nota come Insurrezione di Łódź, la polizia zarista uccise centinaia di operai.[5]

Nonostante la crisi incombente che predette la prima guerra mondiale la città crebbe costantemente fino al 1914. In quell'anno era divenuta una delle città con la maggiore densità abitativa (13 280 abitanti per chilometro quadrato) nonché una delle più inquinate città industriali del mondo. Presso la città fu combattuta una battaglia alla fine del 1914 e ne risultò che essa fu occupata dalla Germania ma alla fine della guerra, con la rinascita dello stato polacco indipendente, la popolazione locale liberò la città e disarmò le truppe tedesche. Alla fine della prima guerra mondiale Łódź aveva perso circa il 40% dei suoi abitanti a causa di arruolamenti, malattie, inquinamento, e per la espulsione di massa dei tedeschi.

Il periodo tra le due guerre mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1922, dopo l'istituzione della seconda repubblica di Polonia, Łódź divenne capoluogo del voivodato omonimo ma il periodo di enorme crescita terminò. La grande depressione degli anni trenta e la guerra doganale con la Germania precluse i mercati occidentali ai prodotti tessili polacchi mentre la rivoluzione bolscevica del 1917 e la guerra civile in Russia (1918–1922) avevano posto fine ai commerci con l'Est. La città visse varie proteste operaie e disordini nel periodo tra le due guerre.

Il 13 settembre 1925 un nuovo aeroporto, Lublinek, venne aperto vicino alla città. Comunque nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale Łódź continuò a essere una città multiculturale: il censimento polacco del 1931 mostrava che, della popolazione complessiva di circa 604 000 abitanti, facevano parte 375 000 (59%) polacchi, 192 000 (32%) ebrei e 54 000 (9%) tedeschi (numeri stabiliti sulla base dalla lingua principale parlata da ogni persona).

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Quando le forze tedesche occuparono Łódź nel settembre 1939, la città contava 672 000 abitanti dei quali circa un terzo (220 000) era composto da ebrei. Łódź venne direttamente annesso al Reichsgau Wartheland entrando così a far parte della Grande Germania e la città venne rinominata Litzmannstadt. Come parte del Reich la città venne sottoposta al processo di "arianizzazione": la popolazione di origine ebraica venne espulsa verso il Governatorato Generale mentre quella polacca venne drasticamente ridotta e trasformata in manodopera schiava al servizio dell'industria tedesca.

Il ghetto di Łódź è stato il secondo ghetto ebraico per grandezza in Polonia, dopo a quello di Varsavia e avanti a quello di Cracovia, del Terzo Reich. Situato nella città ed inizialmente inteso come un campo di raccolta per ebrei, il ghetto venne trasformato in un importante centro industriale a basso costo di manodopera per la Germania nazista ed in special modo per l'esercito tedesco. A causa dell'elevata produttività il ghetto riuscì a sopravvivere fino all'agosto 1944 quando la popolazione rimasta venne deportata ad Auschwitz. Fu l'ultimo ghetto polacco ad essere liquidato. Degli oltre 200 000 ebrei residenti nella città di Łódź prima della guerra, soltanto 970 sopravvissero.[senza fonte]

Poco conosciuti sono due campi di concentramento nazisti per bambini, che furono costruiti durante l'occupazione nazista nelle vicinanze della città, e dai quali sopravvissero pochi bambini. I campi furono poi bruciati dai russi, dopo la loro avanzata.

Dopo la seconda guerra mondiale, nel periodo socialista[modifica | modifica wikitesto]

Fontana in Piazza Dąbrowski

Alla fine della seconda guerra mondiale Łódź aveva meno di 300 000 abitanti; la popolazione venne però incrementata dai rifugiati provenienti da Varsavia e dai polacchi espulsi dai territori orientali annessi all'Unione Sovietica. Fino al 1948 la città funse da capitale de facto della Polonia, essendo stata Varsavia quasi completamente distrutta dopo la Rivolta del 1944 e buona parte degli apparati governativi e amministrativi nazionali avevano sede a Łódź; fu anche ipotizzato di rendere permanentemente Łódź capitale dello stato ma il progetto non aveva l'appoggio della popolazione e nel 1948 iniziò la ricostruzione di Varsavia. Sotto il regime comunista molte delle ricche famiglie degli industriali persero le loro ricchezze quando le autorità nazionalizzarono le imprese private ma la città rimase un polo industriale. A metà del 1981 Łódź divenne famosa per un'enorme manifestazione di protesta di 50 000 persone, perlopiù madri con i figli, per la carenza di alimentari.

Il presente[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta del regime, negli anni Novanta, la maggior parte delle aziende fu di nuovo privatizzata ma la città ha vissuto nel primo decennio dopo il 1989 un declino economico, con alta disoccupazione ed edilizia in degrado. Una riforma amministrativa del 1999 ha ridotto il numero dei voivodati a 16 e aumentato la superficie di quello di Łódź a 18 219 km². Nel 2002 ha aperto la Galeria Łódzka, un moderno centro commerciale e recentemente la città è cambiata notevolmente: capannoni industriali sono stati trasformati in locali, musei e centri commerciali e si svolge ogni anno la Parada Wolności (paragonabile alla Love Parade) su via Piotrkowska, oltre ad altri eventi. L'amministrazione comunale e molte altre piccole organizzazioni cercano di far rivivere l'atmosfera speciale della città multiculturale di una volta; per commemorare la pacifica coesistenza di un tempo di ebrei, russi, polacchi e tedeschi, si tiene ogni anno il Festival delle Quattro Culture. Nell'edificio dell'ex fabbrica tessile Poznański è stata inaugurato nel 2006 "Manufaktura", il più grande centro commerciale e di intrattenimento in Polonia, che comprende un'area di 27 ettari: i vecchi edifici della fabbrica sono stati restaurati e ampliati con una nuova ala.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Ulica Piotrkowska[modifica | modifica wikitesto]

Panoramic photo Piotrkowska Street in Lodz.jpg

La via principale del centro di Łódź, che corre da nord a sud, è la Piotrkowska. Oltre a essere il centro commerciale e politico della città essa rappresenta un'interessante galleria a cielo aperto, con sculture in bronzo raffiguranti personaggi celebri nati a Łódź, oltre alla camminata (Aleja Gwiazd/Walk of Fame) di stampo hollywoodiano, "stellata" e griffata dai famosi lodziani, e al particolare tratto pavimentato della strada, denominato "Monumento dei 500 cittadini Lodziani al cinquecentenario della città", con i nomi dei cittadini che hanno contribuito alla sua realizzazione.

Questa via rappresenta il centro di Łódź e grazie alla sua lunghezza (circa 7 chilometri) è tra le più lunghe vie commerciali d'Europa.

Księży Młyn[modifica | modifica wikitesto]

Księży Młyn ("mulino del prete") è l'ex complesso residenziale ed industriale fatto costruire da Karol Scheibler. È una "città all'interno della città" dato che comprende capannoni industriali, case per gli operai, negozi, una scuola, due ospedali, una stazione di pompieri e altri edifici, molti dei quali oggi destinati ad altri usi. La parte principale dell'insediamento è situato tra le vie Tymienieckiego, Przędzalniana e Fabryczna. In questa zona si possono visitare il museo d'arte situato nella Villa di Edward Herbst, grandiosa villa neorinascimentale, la Palmiarnia (grande serra con palme e piante esotiche) nel parco Źródliska, e, nel palazzo di Karol Scheibler, il Museo della cinematografia, l'unico del suo genere in Polonia.

Manufaktura con Palazzo di Izrael Poznański e ms2[modifica | modifica wikitesto]

Manufaktura è il nome di un complesso che comprende un centro commerciale, con ristoranti e cinema, un grande albergo, impianti sportivi, quattro musei, un centro internazionale della moda e promozione e molti uffici. Dei 27 ettari occupati dal centro, 9 sono occupati dai locali ristrutturati della ex fabbrica tessile di Izrael Poznański (monumento nazionale) e 9,5 ettari sono costituiti da nuovi edifici.

Nell'angolo a sud est dell'isolato occupato da Manufaktura sorge la residenza di Izrael Poznański, la più grande dimora di un capitano d'industria in Polonia, che oggi ospita il museo della città di Łódź.

Nel lato sud dell'isolato occupato da Manufaktura, sorge il museo di arte ms2 che possiede una ricca collezione di opere d'arte del XX e XXI secolo.

La Biała Fabryka e il museo della tessitura[modifica | modifica wikitesto]

Nel grandissimo complesso occupato dagli stabilimenti di produzione tessile di Ludwik Geyer, la Biała Fabryka ("fabbrica bianca"), vi è ora il Museo centrale della tessitura, organizzatore tra l'altro della Triennale internazionale dedicata agli arazzi, la mostra di arte tessile contemporanea più antica del mondo. Vicino alla fabbrica vi sono alcune case in legno, visitabili anche all'interno, esempi di architettura del XIX secolo.

Il cimitero ebraico[modifica | modifica wikitesto]

Il più grande cimitero ebraico in Polonia occupa un'area di circa 40 ettari a nord del centro. È una delle ultime tracce della comunità ebraica della città.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La città, con le sue 38 biblioteche (contando quelle del Politecnico e delle diverse facoltà dell'università di Łódź), ha la più alta densità di biblioteche della Polonia (1 ogni 20 000 abitanti).

Nella città ha sede l'Università di Łódź che conta circa 40 000 studenti.

La Scuola Nazionale di Cinema, Teatro e TV[modifica | modifica wikitesto]

Palac Oskara Kona Łódź

A Łódź ha sede una delle più prestigiose scuole di cinema d'Europa, la Państwowa Wyższa Szkoła Filmowa,Telewizyjna i Teatralna PWSFTviT PWSFTViT, fondata nel 1948. Dal 1958 la scuola offre anche corsi per il teatro.

L'importanza di questa scuola è data dall'alto numero di personaggi di spicco nel mondo della cinematografia europea che l'hanno frequentata: Andrzej Wajda, Roman Polanski, Jerzy Skolimowski, Krzysztof Kieślowski, Krzysztof Zanussi e molti altri ancora, di cui tre hanno ricevuto il premio Oscar come registi: Roman Polanski con Il pianista, Andrzej Wajda per l'insieme delle sue creazioni e Zbigniew Rybczyński per il film Tango. Nella scuola sono inoltre conservate le produzioni realizzate durante gli anni di studio dagli studenti, anche dai più famosi.

Łódź nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

A Łódź è ambientato il romanzo del premio Nobel polacco Władysław Reymont La terra promessa del 1898; durante la rivoluzione industriale Łódź è un'arena per la lotta per la sopravvivenza: la città distrugge quelli che accettano la regola del vivere sempre di corsa alla stessa maniera di quelli che non l'accettano. Il romanzo è stato tradotto in quindici lingue e ne sono stati tratti due film, il primo nel 1927 di Aleksander Hertz e Zbigniew Gniazdowski e il secondo nel 1975 di Andrzej Wajda (La terra della grande promessa) e una miniserie TV del 1978, ancora diretta da Andrzej Wajda.

Israel Joshua Singer nel romanzo I fratelli Ashkenazi (1937) racconta, in un arco temporale che va dalla prima metà del XIX secolo fino agli anni trenta del successivo, la progressiva trasformazione di Łódź da villaggio contadino in piccolo centro specializzato nella tessitura a mano e poi in grande centro industriale, parallelamente alle vicende della famiglia Ashkenazi e della comunità ebraica.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Divisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Łódź - districts (labels).svg

La città di Łódź è divisa in 5 quartieri:

  • Bałuty
  • Górna
  • Polesie
  • Śródmieście
  • Widzew

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo aeroporto Łódź-Lublinek dedicato a Władysław Reymont

La città è servita dall'Aeroporto di Łódź Władysław Reymont.

Nella città vi sono autobus e alcune linee di tram. La stazione ferroviaria principale è Łódź Kaliska.

Persone legate a Łódź[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel calcio si distinguono due squadre principali: Widzew Łódź (pronuncia: ['viʣef 'wuʨ]) ed ŁKS Łódź (pronuncia: [ew ka es 'wuʨ]).

Uno dei palazzetti dello sport della città è l'Atlas Arena.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Wiesław Puś, Stefan Pytlas. "Industry and Trade in Łódź and the Eastern Markets in Partitioned Poland". In: Uwe Müller, Helga Schultz. National borders and economic disintegration in modern East Central Europe. Berlin Verlag A. Spitz. 2002. p. 69.
  2. ^ (DE) Neues Leben in alten Fabriken: Lódz baut auf Kultur, Weser Kurier, 22 settembre 2009. URL consultato il 2 ottobre 2009.
  3. ^ Foundation For Saving Karol Scheibler's Chapel, Scheibler.org.pl. URL consultato il 25 gennaio 2010.
  4. ^ Joshua D. Zimmerman, Poles, Jews, and the politics of nationality, Univ of Wisconsin Press, 2004, ISBN 0-299-19464-7, Google Print, p.16
  5. ^ Robert Bubczyk. A History of Poland in Outline. Maria Curie-Skłodowska University Press. 2002. p. 68.
  6. ^ Second Hand Songs: Theo, wir fahr'n nach Lodz
  7. ^ Second Hand Songs: Rosa, wir fahr'n nach Lodz
  8. ^ Tadellos gebaut, in: Der Spiegel, Nr. 32/1974

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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