Governatorato Generale

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Governatorato Generale
Governatorato Generale – Bandiera Governatorato Generale - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: Ein Volk, ein Reich, ein Führer
(Un popolo, un impero, un capo)
Dati amministrativi
Nome completo Governatorato Generale per le aree occupate della Polonia
Nome ufficiale Generalgouvernement für die besetzten polnischen Gebiete
Lingue ufficiali tedesco
Lingue parlate polacco, ucraino, yiddish
Inno Das Lied der Deutschen, Horst Wessel Lied
Capitale Łódź (1939)
Cracovia (1939-1945)
Dipendente da Germania Germania
Politica
Forma di governo Territorio occupato
Governatore Generale Hans Frank
Vicegovernatore Generale Arthur Seyss-Inquart
Nascita 12 ottobre 1939 con Hans Frank
Causa Occupazione della Polonia
Fine 2 gennaio 1945 con Hans Frank
Causa Operazione Vistola-Oder
Territorio e popolazione
Bacino geografico Piccola Polonia
Territorio originale Piccola Polonia
Massima estensione 142 000 nel 1941
Popolazione 12 000 000 nel 1941
Economia
Valuta Zloty, Reichsmark[1]
Risorse carbone, salgemma
Produzioni acciaio
Commerci con Germania Germania
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo, ebraismo
Religioni minoritarie protestantesimo, ortodossi
Governatorato Generale - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Polonia Polonia
URSS Unione Sovietica
Succeduto da Polonia Polonia
URSS Unione Sovietica
Ora parte di Polonia Polonia
Ucraina Ucraina

Il Governatorato Generale (per esteso: Governatorato Generale per le aree occupate della Polonia, in tedesco: Generalgouvernement für die besetzten polnischen Gebiete) fu il nome dato dalla Germania nazista all'autorità che governava la parte della Polonia non annessa direttamente al Reich, dopo la sua occupazione da parte della Wehrmacht nel settembre del 1939. Il termine si applica, anche se non è esattamente corretto, al territorio amministrato dal Governatorato Generale.

Creazione del Governatorato Generale[modifica | modifica wikitesto]

Hans Frank entrò in carica come «Governatore generale dei territori polacchi occupati» il 26 ottobre 1939 dopo che due decreti di Adolf Hitler (8 ottobre e 12 ottobre 1939) avevano attuato la divisione delle aree polacche annesse nelle seguenti unità amministrative:

L'area di questi territori era di 94 000 km² e la popolazione di circa 10 milioni di abitanti.

La restante parte di territorio venne posta sotto un'amministrazione chiamata Governatorato Generale, che aveva come capitale Cracovia ed era suddivisa in quattro distretti, Varsavia, Lublino, Radom e Cracovia. Il Governatorato Generale non fu un governo fantoccio polacco, essendo in effetti sotto il totale controllo del tedeschi.

Espansione territoriale[modifica | modifica wikitesto]

Governatorato Generale

Dopo l'attacco tedesco all'Unione Sovietica del giugno 1941 (l'Operazione Barbarossa), i territori polacchi precedentemente occupati dai russi vennero organizzati come segue:

  • Bezirke Bialystok (Distretto di Białystok), che comprendeva le contee di Białystok, Bielsk Podlaski, Grajewo, Łomża, Sokolka, Volkovysk, e Grodno e venne "connesso" (ma non incorporato) alla Prussia Orientale;
  • Bezirke Litauen und Weissrussland (Distretto della Lituania e della Bielorussia) – la parte polacca della Russia Bianca (l'odierna Bielorussia occidentale), compresa la provincia di Vilna (Vilnius), che venne incorporata nel Reichskommissariat Ostland;
  • Bezirk Wolhynien-Podolien (Distretto della Volinia e della Podolia) – la provincia polacca della Volinia, che venne incorporata nel Reichskommissariat Ukraine; e
  • Galizia orientale, che venne incorporata del Governatorato Generale e ne divenne il quinto distretto.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione del territorio del Governatorato Generale era inizialmente di circa 12 milioni, ma questa crebbe quando circa 860.000 polacchi ed ebrei vennero espulsi dalle aree annesse alla Germania e "rilocati" nel Governatorato Generale. A sfalsare questi numeri fu la campagna tedesca per lo sterminio dell'intellighenzia polacca e di altri elementi che si riteneva avrebbero opposto resistenza. Dal 1941 fame e malattie contribuirono a ridurre la popolazione. I polacchi vennero anche deportati in grande numero e costretti ai lavori forzati in Germania; ne vennero deportati circa un milione, dei quali molti morirono in Germania.

Le politiche di segregazione dei nazisti nel Governatorato Generale riguardavano le seguenti categorie di persone:

  • Tedeschi (4 categorie) (si veda Volksdeutsche),
  • Polacchi,
  • "Goralenvolk",
  • Ebrei,
  • Ucraini.

Politiche di genocidio[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Conferenza di Wannsee del 20 gennaio 1942, Josef Bühler spinse Heydrich a dare inizio alla "soluzione finale" nel Governatorato generale. Per quanto lo riguardava, il problema principale del Governatorato Generale era un mercato nero ipersviluppato, che disorganizzava il lavoro dell'autorità. Egli vide un rimedio nella risoluzione, il più veloce possibile, della questione giudaica. Un punto addizionale a favore di questa fu che non esistevano problemi di trasporti nel Governatorato.

Nel 1942 i tedeschi cominciarono lo sterminio sistematico della popolazione ebraica. Il Governatorato Generale era la sede di quattro dei sei campi di sterminio nei quali vennero prese le misure più estreme dell'olocausto, il genocidio tramite l'uso dei gas, delle "razze" indesiderate, principalmente milioni di ebrei polacchi e di altre nazioni, che venne condotto tra il 1942 e il 1944.

Complessivamente, 4 milioni delle persone che vivevano nel 1939 all'interno del territorio del Governatorato Generale, vennero assassinate fino al momento in cui l'area venne liberata dalle forze armate sovietiche alla fine del 1944.

Era una politica tedesca che i polacchi (non ebrei), come le altre genti slave, dovessero essere ridotti allo stato di schiavi, e alla fine sostituiti da coloni tedeschi della "razza eletta". Nel Governatorato Generale venne abolita tutta l'educazione secondaria, e vennero chiuse tutte le istituzioni culturali polacche. Nel 1943, il Governatorato selezionò l'area di Zamojskie per una ulteriore colonizzazione tedesca. Vennero progettati degli insediamenti tedeschi, e la popolazione polacca venne espulsa con brutalità, ma pochi tedeschi si insediarono nella zona prima del 1944.

Resistenza[modifica | modifica wikitesto]

La Resistenza all'occupazione tedesca iniziò quasi subito, anche se non c'è molto terreno in Polonia, adatto alle operazioni di guerriglia. La principale forza di resistenza fu l'Esercito Nazionale (in polacco: Armia Krajowa o AK), leale al governo in esilio a Londra. Era formato principalmente dai resti dell'esercito polacco del periodo pre-bellico assieme a molti volontari. Altre forze operavano al loro fianco, come i comunisti dell'Armata del Popolo (Armia Ludowa o AL), supportata dall'Unione Sovietica e controllata dal Partito Comunista Polacco. Per il 1944 l'AK aveva qualcosa come 200 000 uomini, anche se poche armi. Durante l'occupazione, l'AK uccise circa 150 000 soldati tedeschi. L'AL aveva il 5% dell'organico dell'AK.

Nell'aprile 1943 i tedeschi cominciarono a deportare gli ebrei rimasti dal Ghetto di Varsavia, provocando la Rivolta del ghetto di Varsavia, dal 19 aprile al 16 maggio. Quella fu la prima sollevazione armata contro i tedeschi in Polonia, e prefigurò la più grossa Rivolta di Varsavia del 1944.

Nel luglio 1944, mentre le forze armate sovietiche si avvicinavano a Varsavia, il governo in esilio sollecitò una rivolta nella città, di modo da poter tornare in una Varsavia liberata e prevenire una presa di potere dei comunisti. L'AK, guidato da Tadeusz Komorowski, lanciò la Rivolta di Varsavia il 1º agosto in risposta al suo governo e anche alle promesse di aiuto dei sovietici e degli alleati. Comunque, il supporto sovietico non arrivò mai, anche se l'Armata Rossa era a meno di 30 km di distanza, e il rifiuto sovietico di concedere le proprie basi aeree agli apparecchi britannici e statunitensi prevenne qualsiasi possibilità di supporto aereo o rifornimento agli insorti da parte degli alleati occidentali. Dopo 63 giorni di combattimenti i capi della rivolta si accordarono per una resa condizionata alla Wehrmacht. Ai 15 000 soldati rimasti dell'Esercito nazionale venne garantito lo status di prigionieri di guerra (prima dell'accordo i ribelli catturati venivano uccisi), e la restante popolazione di 180 000 civili venne espulsa.

La fine[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avanzata sovietica della fine del 1944, il Governatorato Generale collassò. Frank venne catturato dalle truppe americane nel maggio 1945 e fu uno degli imputati al processo di Norimberga. Durante il processo si convertì al cattolicesimo e consegnò quaranta volumi dei suoi diari al tribunale e molte delle prove contro di lui e di altri vennero raccolte da questi. Venne riconosciuto colpevole di crimini di guerra e crimini contro l'umanità e il 1º ottobre 1946 venne condannato a morte tramite impiccagione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Letteralmente «marco del Reich».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Vento, Storia dello Stato clandestino polacco (1939-1945), in La Resistenza in Europa. Le radici di una coscienza comune, Skirà, Milano 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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