Wehrbauer

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Wehrbauer è un termine della lingua tedesca per descrivere quegli agricoltori che vivono ai confini di un regno, che hanno il compito di trattenere gli invasori stranieri fino a quando le forze militari non hanno raggiunto il confine. A loro volta furono concesse libertà speciali.

I Wehrbauern erano usati principalmente sulle frange orientali del Sacro Romano Impero e successivamente nell'impero austro-ungarico per rallentare gli attacchi dell'impero ottomano.

Originariamente[modifica | modifica wikitesto]

Il dispiegamento di Wehrbauern è registrato per la prima volta nell'impero bizantino, che nel settimo secolo cercò di difendersi dagli attacchi dall'est e dal sud con i coloni locali, poi chiamati stratioti, ovvero "soldati".

I Wehrbauern furono istituiti dall'impero austro-ungarico intorno alla Croazia negli anni 1530 per fermare le invasioni del impero ottomano e furono utilizzati per questi scopi fino a quando non furono diventati obsoleti nel XIX secolo con la creazione di eserciti permanenti.

Durante la guerra dei trent'anni le battaglie e le incursioni erano comuni in tutta la sua terra e il Sacro Romano Impero doveva fare un uso maggiore di Wehrbauern anche in altre regioni dell'impero.

Durante la Germania nazista[modifica | modifica wikitesto]

Nel XX secolo, il termine fu ripreso di nuovo da Schutzstaffel (SS) appartenenti alla Germania nazista per riferirsi a soldati designati come agricoltori[1] per le terre conquistate durante le invasioni tedesche dell'Unione Sovietica e della Polonia.[2]

Durante il nazionalsocialismo ci sono state riflessioni sulla creazione di un patrimonio militare nell'Europa orientale. Per il tempo dopo la vittoria finale, ovvero dopo la conquista finale e l'assoggettamento dell'Europa (Endsieg), è stato pianificato lo smantellamento dell'Unione Sovietica come stato indipendente e l'istituzione di un confine sanguinante sugli Urali. Questo dovrebbe essere sostenuta dagli agricoltori che erano anche soldati alla maniera Wehrbauer (vedi anche il termine tedesco Reichskommissar e Reichskommissariat).[3] Sotto il motto "energia eolica per Wehrbauern"[4] dopo un'eventuale vittoria finale,[5][6] i sistemi di una fornitura energetica decentralizzata pianificata sono stati proposti nell'ambito del Generalplan Ost, ovvero il "piano generale orientale".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Robert Cecil, The Myth of the Master Race: Alfred Rosenberg and Nazi Ideology p190 ISBN 0-396-06577-5
  2. ^ (EN) Heather Pringle, The Master Plan: Himmler's Scholars and the Holocaust, p. 39 ISBN 0-7868-6886-4
  3. ^ (DE) Joe J. Heydecker e Johannes Leeb, Der Nürnberger Prozess, ISBN 3-462-02466-3, capitolo: Wenn Hitler den Krieg gewonnen hätte
  4. ^ (DE) Aleida Assmann, Frank Hiddemann, Eckhard Schwarzenberger, Firma Topf&Söhne-Hersteller der Öfen für Auschwitz: Ein Fabrikgelände als Erinnerungsort?, Campus Verlag, 2002, ISBN 3-593-37035-2, pag. 41.
  5. ^ (DE) Walther Schieber, Energiequelle Windkraft, Berlino, 1941.
  6. ^ (DE) M. Heymann, Geschichte der Windenergienutzung: 1890-1990, Campus Verlag, Francoforte 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]