Impiccagione

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il metodo di suicidio volgarmente detto impiccagione o i suoi effetti lesivi, vedi Impiccamento.
L'impiccagione del maggiore André in un'illustrazione di John Goldar (1783 circa)

L'impiccagione è un metodo di esecuzione capitale che infligge la morte attraverso la sospensione del condannato a una corda stretta intorno al collo. In medicina, l'atto che provoca la morte da impiccagione prende il nome più generico di impiccamento. L'impiccagione è rimasta in voga come uno dei principali metodi di esecuzione della pena di morte dal medioevo al secolo XIX, con applicazioni fino a metà del XX e persistenza in alcuni luoghi anche nel XXI.

Laddove possiede una tradizione in epoca contemporanea, specie negli ordinamenti di common law, l'impiccagione può essere regolamentata quanto alle tecniche di esecuzione, alla lunghezza della corda e della caduta (cioè alla misura della forza cinetica da applicare, tenuto conto del peso del condannato), soprattutto al fine di provocare la morte istantanea.

L'impiccagione è un impiccamento giudiziario,[1] esegue sempre una legittima condanna a morte e si distingue perciò dall'impiccagione inflitta sommariamente. Può essere pubblica o tenersi senza la presenza di spettatori: il secondo caso è quello del private hanging praticato nelle carceri statunitensi, entrato in vigore in molti degli States man mano che essi abolivano l'impiccagione pubblica.

Casi di esecuzione capitale per impiccagione di grande risonanza tra il XX e il XXI secolo hanno interessato personalità politiche e militari condannate a morte per crimini di guerra e contro l'umanità, come i responsabili nazisti dell'Olocausto (1946) e, più tardi, l'autocrate iracheno Saddam Hussein (2006).

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

Glossario
Cappio e capestro
  • Capestro
    . Corda per impiccare.[g 1] È sinonimo di forca solo nel significato metonimico di questo termine, quando cioè esso indica il supplizio stesso.[g 2][g 3] In sineddoche anche il cappio.[g 4][g 5]
  • Cappio
    . Nodo scorsoio[g 5] che forma l'ansa.[g 6] In sineddoche anche il capestro.[g 5]
  • Forca
    . Struttura in legno che sostiene il capestro con il cappio.[g 7][g 8] In metonimia l'impiccagione stessa. Il significato primario è a sua volta sineddoche del palo verticale della struttura, così chiamato per la tipica forma biforcuta, condivisa con le forche usate in agricoltura.[g 9]
  • Patibolo. Qualsiasi strumento per le esecuzioni capitali e quindi la forca nell'impiccagione. In sineddoche il palco che sostiene la forca.[g 10] In metonimia e in antonomasia l'esecuzione capitale.[g 11]

Impiccagione e impiccamento potrebbero derivare da picca, per via di una presunta usanza di sospendere i condannati alla suddetta arma,[2] o condividere con tale termine un'origine onomatopeica.[3]

Il lessico dell'impiccagione include termini in parte intercambiabili, sovrapponibili e dotati di significati metaforici. Espressioni come patibolo, forca, capestro, che indicano gli strumenti impiegati in questo supplizio, designano a volte nel linguaggio comune la stessa impiccagione, se non proprio l'esecuzione capitale in genere.

Effetti letali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Impiccamento.

La sospensione del corpo con costrizione del collo provoca asfissia, causando la morte nel giro di minuti. Quando però avviene in modo violento, il trauma che investe le strutture vascolari e nervose del collo accelera il decesso attraverso l'ipossia cerebrale e l'arresto cardiaco.

La rapidità del decesso e la perdita di coscienza sono particolarmente importanti nelle esecuzioni attuate dagli ordinamenti moderni, attenti a rendere meno disumana la pena di morte. Le forme più violente di impiccagione, tuttavia, possono produrre l'effetto indesiderato della decapitazione.

L'agonia del condannato in asfissia, invece, provoca il tipico scalciare delle gambe che un tempo appagava il pubblico, spesso ansioso di assistere a questa «danza della morte»; il tirapiedi era allora la figura incaricata di porre fine alle sofferenze dell'impiccato.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'impiccamento era noto agli antichi come metodo di suicidio, e una prima testimonianza di messa a morte (omicidio plurimo) per mezzo di esso si trova nell'Odissea, dove la vendetta di Ulisse si abbatte su dodici ancelle infedeli.[4][5] Tutti i popoli preferirono però altri metodi di esecuzione. L'usanza attestata presso i Persiani dal Libro di Ester e da Erodoto, e interpretata come impiccagione, sembra doversi invece ricostruire come impalamento, che essi praticavano insieme alla crocifissione.[6]

Anche i Romani preferivano la crocifissione, insieme alla decapitazione riservata ai cives e alla precipitazione dalla Rupe Tarpea, mentre l'impiccagione fu tabù fin dentro l'età imperiale.[7] Ulpiano rammenta in proposito la consuetudine in vigore all'epoca di Nerazio di negare agli impiccati per suicidio gli onori funebri.[8][9] I Romani consideravano infamante la suspensio e giustiziavano i colpevoli di tradimento mediante il supplizio dell'arbor infelix (Lex horrendi carminis), che somiglia a un'impiccagione ma provoca la morte per inflizione di percosse.[10][11] La crocifissione fu abolita da Costantino (314 d.C.), e nel VI secolo il Codex Iustinianus istituì infine un supplizio, la furca, che va verosimilmente inteso come una forma di impiccagione.[12]

A introdurre l'impiccagione nell'Europa altomedievale furono gli anglosassoni, che la mutuarono dal diritto germanico. Dal medioevo all'età moderna e contemporanea il metodo è rimasto diffusamente in vigore e, sebbene ormai abolito in gran parte dei paesi del mondo, è stato praticato da molte potenze (Impero russo, Impero austroungarico, Giappone, Impero britannico, Stati Uniti) fino al XX secolo.[13] Nel frattempo perdeva gradualmente la forma di esecuzione pubblica, per essere tenuto a porte chiuse nelle carceri (private hanging negli Stati Uniti), e veniva meno di pari passo con l'abolizione della pena di morte, o almeno con l'adozione di metodi alternativi come l'iniezione letale.[14]

È tuttavia ancora in auge in vari paesi asiatici e africani, e ha trovato applicazione nel secondo dopoguerra, in occasione delle condanne capitali dei criminali nazisti da parte del tribunale di Norimberga (16 ottobre 1946). Fu loro infatti negata la fucilazione, considerata più dignitosa, e proprio per questo ritenuta inapplicabile in presenza di violazioni dell'etica militare da parte dei condannati.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

L'impiccagione è eseguita nel modo classico per mezzo di un patibolo ligneo (forca) costituito da due pali verticali che sostengono una traversa, innalzati su un palco dotato di botola. La forca regge la corda (capestro) legata a formare un'ansa tramite un nodo scorsoio (cappio). L'ansa è destinata ad accogliere il capo del condannato, ai piedi del quale si apre la botola che ne provoca la caduta e quindi l'impiccamento.

Sul significato proprio dei vari termini si veda il glossario.

Ricostruzione storica di un patibolo

Metodi di sospensione[modifica | modifica wikitesto]

Cinque diversi modi di sospensione del corpo del condannato sono stati adottati dagli ordinamenti contemporanei che hanno applicato il supplizio. Nella terminologia in voga negli Stati Uniti, si parla rispettivamente di suspension hanging (l'impiccagione avviene senza caduta, per sollevamento), short drop (per caduta breve), standard drop (per caduta standard), long drop (per caduta lunga) e upright jerker (per sollevamento violento).[15]

Impiccagione senza caduta[modifica | modifica wikitesto]

Prevede l'uso di una forca che permette di sollevare il condannato. Il metodo è usato in Medio Oriente,[16] in Iran e dai talebani in Afghanistan. Il sollevamento può essere ottenuto tramite la canna di un carro armato o il braccio di una gru.[17] La morte avviene lentamente per asfissia e il condannato agonizza.[15][16]

La tecnica era impiegata anche nella navigazione ottocentesca, quando le impiccagioni al pennone, attuate dall'equipaggio issando il condannato già cinto dal cappio, fungevano da deterrente contro ammutinamenti e diserzioni.[18]

Impiccagione per caduta breve[modifica | modifica wikitesto]

È il modo più rudimentale di impiccagione per caduta. In Occidente esso è coesistito con il metodo a caduta standard fin verso il 1850. Sopravvive in Iran e in altri paesi mediorientali, dove anzi è più comune della tecnica a caduta lunga.[17] L'impiccamento si ottiene in questo caso sistemando il condannato su un carretto, un cavallo o anche solo uno sgabello, per poi spostare il sostegno e provocare la caduta del corpo.[15]

Impiccagione per caduta standard[modifica | modifica wikitesto]

Impiccagione per caduta standard dei quattro attentatori di Lincoln a Fort McNair (Washington, 1865)

Diffusa negli Stati Uniti dal XVIII secolo, sfrutta la tecnica tradizionale con apertura della botola o ribaltamento del piano del patibolo.[17] Il metodo prevede una caduta compresa in genere tra 1,2 metri (4 ft) e 1,8 metri (6 ft), e si suppone somministrare una morte più «umana» mediante frattura del collo e decesso istantaneo. Se ciò vale per la persona media, il metodo non tiene conto però della variabilità del peso del condannato: in un individuo troppo leggero può quindi provocare la morte asfittica (sebbene in molti casi con perdita di coscienza) e in uno troppo pesante la decapitazione.[15]

Furono giustiziati in tal modo i cospiratori dell'attentato a Lincoln (1865) e i criminali di guerra nazisti condannati a Norimberga (1946).[17]

Impiccagione per caduta lunga[modifica | modifica wikitesto]

Fu introdotta nel 1878 da William Marwood per migliorare la tecnica del supplizio in modo da evitare gli inconvenienti dell'asfissia e della decapitazione. Il metodo è più efficiente nel fratturare le vertebre del condannato e provocarne la perdita di coscienza.[17] La collocazione del nodo all'angolo sinistro della mandibola può anzi indurre una morte rapida da compressione del midollo,[1] e l'applicazione al nodo di un occhiello metallico offre maggior certezza del risultato. La lunghezza della caduta è calcolata in base alla forza da applicare, assunta come costante e divisa per il peso del prigioniero.[17]

Nel Regno Unito il comitato presieduto da Lord Aberdare raccomandò l'applicazione di una forza di 1 260 ft⋅lbf (1 708,3 N⋅m), ridotta a 1 120 ft⋅lbf (1 518,5 N⋅m) solo per i condannati di peso inferiore a 8 st (50,8 kg).[19] Fu all'uopo predisposta un'apposita tabella ufficiale (Official table of drops) per facilitare la determinazione della lunghezza del laccio.[17]

Una forza del genere poteva comunque risultare eccessiva, come avvenne in Nuovo Messico nella raccapricciante esecuzione del fuorilegge Tom Ketchum (1901), il quale rimase decapitato per la combinazione tra il peso del corpo, la lunghezza della caduta, la facilità di scorrimento del cappio e lo spessore del capestro.[20]

Lo Home Office britannico, attraverso varie sperimentazioni, aggiornò due volta la tabella Aberdare, nel 1892 e nel 1913: dapprima riducendo la forza da applicare a 840 ft⋅lbf (1 138,9 N⋅m), poi elevandola di nuovo a 1 000 ft⋅lbf (1 355,8 N⋅m).[19] La tabella è ancora in uso a Singapore.[17]

Il metodo è noto per aver fallito ancora nel 2007, causando la decapitazione accidentale del fratellastro di Saddam Hussein, Barzan al-Tikriti.[21]

Official table of drops

Si riportano di seguito le tabelle ufficiali britanniche di riferimento per la lunghezza del capestro. La misura della corda è rapportata al peso del condannato vestito, da rilevare alla vigilia dell'esecuzione. Nella tabella Aberdare del 1888 le misure di peso sono espresse in stone (st),[22] e le equivalenze con le misure in libbre (lb) delle restanti tabelle (evidenziate dal fondo più scuro) sono approssimative. Le misure di lunghezza sono espresse in piedi (ft) e pollici (in). Tutte le misure sono rapportate al sistema metrico decimale.

1888 1892 1913
peso del corpo lunghezza del capestro peso del corpo lunghezza del capestro peso del corpo lunghezza del capestro
≤44,5 kg ≤7 st 348 cm 11 ft 5 in
≤47,6 kg ≤105 lb 244 cm 8 ft 0 in
50,8 8 st 305 cm 10 ft 0 in 49,9 kg 110 lb 239 cm 7 ft 10 in
52,2 kg 115 lb 221 cm 7 ft 3 in ≤53,5 kg ≤118 lb 259 cm 8 ft 6 in
54,4 kg 120 lb 213 cm 7 ft 0 in 54,4 kg 120 lb 254 cm 8 ft 4 in
57,2 kg 9 st 290 cm 9 ft 6 in 56,7 kg 125 lb 206 cm 6 ft 9 in 56,7 kg 125 lb 244 cm 8 ft 0 in
59,0 kg 130 lb 196 cm 6 ft 5 in 59,0 kg 130 lb 234 cm 7 ft 8 in
61,2 kg 135 lb 188 cm 6 ft 2 in 61,2 kg 135 lb 226 cm 7 ft 5 in
63,5 kg 10 st 274 cm 9 ft 0 in 63,5 kg 140 lb 183 cm 6 ft 0 in 63,5 kg 140 lb 218 cm 7 ft 2 in
65,8 kg 145 lb 175 cm 5 ft 9 in 65,8 kg 145 lb 211 cm 6 ft 11 in
68,0 kg 150 lb 170 cm 5 ft 7 in 68,0 kg 150 lb 203 cm 6 ft 8 in
69,9 kg 11 st 249 cm 8 ft 2 in 70,3 kg 155 lb 165 cm 5 ft 5 in 70,3 kg 155 lb 196 cm 6 ft 5 in
72,6 kg 160 lb 160 cm 5 ft 3 in 72,6 kg 160 lb 191 cm 6 ft 3 in
74,8 kg 165 lb 155 cm 5 ft 1 in 74,8 kg 165 lb 185 cm 6 ft 1 in
76,2 kg 12 st 229 cm 7 ft 6 in 77,1 kg 170 lb 150 cm 4 ft 11 in 77,1 kg 170 lb 178 cm 5 ft 10 in
79,4 kg 175 lb 145 cm 4 ft 9 in 79,4 kg 175 lb 173 cm 5 ft 8 in
82,6 kg 13 st 211 cm 6 ft 11 in 81,6 kg 180 lb 142 cm 4 ft 8 in 81,6 kg 180 lb 170 cm 5 ft 7 in
83,9 kg 185 lb 140 cm 4 ft 7 in 83,9 kg 185 lb 165 cm 5 ft 5 in
86,2 kg 190 lb 135 cm 4 ft 5 in 86,2 kg 190 lb 160 cm 5 ft 3 in
≥88,9 kg ≥14 st 196 cm 6 ft 5 in 88,5 kg 195 lb 132 cm 4 ft 4 in 88,5 kg 195 lb 157 cm 5 ft 2 in
≥90,7 kg ≥200 lb 127 cm 4 ft 2 in ≥90,7 kg ≥200 lb 152 cm 5 ft 0 in

Upright jerker[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Upright jerker.

Modo di impiccagione per sollevamento, l'upright jerker è un meccanismo brevettato il 18 giugno 1895[23] che, mediante un sistema di pesi e pulegge, permette di strattonare in aria il condannato e che, nelle intenzioni, voleva migliorare il modo di esecuzione del supplizio. Non si rivelò così efficiente e fu presto abbandonato.

Impiccagione sommaria[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Linciaggio.
Impiccagione di civili polacchi dopo un sabotaggio antinazista (1942). I nomi delle vittime sono rimasti ignoti

L'impiccagione inflitta in modo sommario, senza processo, è una comune pratica di linciaggio. Quest'ultimo però consiste in un'aggressione brutale e priva di riguardo per la vittima, che piuttosto profana con torture e mutilazioni, e che può mettere a morte con metodi diversi e altrettanto spietati come la decapitazione e il rogo.[24] Impiccagioni sommarie avvengono nella repressione delle ribellioni, come anche negli stermini di massa: furono messe in pratica dai britannici nella rivolta indiana del 1857,[25] dagli ottomani nel genocidio armeno,[26] dai nazisti nella seconda guerra mondiale e nell'Olocausto.[27] Altre volte l'impiccagione colpisce, anche a monito verso le masse, prigionieri di guerra, marinai ammutinati o altri ribelli, pirati[28] e banditi, dopo un processo sommario e a volte a furor di popolo.[29]

Status legale[modifica | modifica wikitesto]

L'impiccagione è ancora in vigore in 24 paesi del mondo, distribuiti tra Africa e Asia: Afghanistan, Bangladesh, Botswana, Brunei, Corea del Nord, Egitto, Gambia, Giappone, Giordania, Guinea Equatoriale, India, Iran, Iraq, Kuwait, Malaysia, Nigeria, Oman, Pakistan, Palestina, Qatar, Singapore, Siria, Sudan, Sudan del Sud.[30] Il metodo di sospensione più comune è l'impiccagione per caduta lunga.[31]

In altri 31 paesi di tutti i continenti eccetto l'Europa (Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Corea del Sud, Dominica, Eritrea, Ghana, Giamaica, Grenada, Guyana, Kenya, Lesotho, Libano, Liberia, Maldive, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Sri Lanka, eSwatini, Tanzania, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Uganda, Zambia, Zimbabwe) vige ancora l'impiccagione ma la pena di morte de facto non è applicata.[30]

In Birmania, dove non avvenivano più impiccagioni dalla fine degli anni 1980, si è avuto notizia di quattro esecuzioni nel 2022, dopo l'introduzione della legge marziale in seguito al colpo di stato militare dell'anno precedente.[32]

Nel 2017, in tre degli Stati Uniti (Delaware, New Hampshire e Washington), il supplizio era ancora alternativo all'iniezione letale;[33] dal 2018 sopravvive nel solo New Hampshire che, al pari degli altri due, ha abolito la pena di morte (2019), ma senza effetto retroattivo.

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

(FR)

«Frères humains, qui après nous vivez,
n'ayez les cueurs contre nous endurciz,
car, si pitié de nous pouvres avez,
Dieu en aura plustost de vous merciz.»

(IT)

«Fratelli umani, che ancor vivi siete,
non abbiate per noi gelido il cuore,
ché, se pietà di noi miseri avete,
Dio vi darà più largo il suo favore.»

(François Villon, Ballade des pendus, traduzione di Attilio Carminati e Emma Stojkovic Mazzariol)

Popolare metodo di messa a morte, il supplizio ha esercitato la sua suggestione sulla cultura calandosi in numerose espressioni d'arte. È soggetto di illustrazioni, tele, affreschi e altre forme pittoriche, trattato tra gli altri da Giotto, Pisanello, Goya.

Gli impiccati del Pisanello in Sant'Anastasia a Verona (affresco)

Celebre è in poesia la Ballade des pendus di Villon, scritta forse (ma non è certo) in attesa dell'esecuzione, a cui poi l'autore scampò. La ballata ha ispirato a sua volta autori di teatro e di musica, i quali l'hanno interpretata (Brecht, Ferré, Reggiani) o reinterpretata, talvolta anche come canzone di protesta (De André). Ancora De André, sulla scia di Joan Baez, rilegge l'antica ballata inglese Geordie, che ricorda il tradizionale privilegio riservato ai pari e agli insigniti delle chiavi della città di Londra di essere impiccati con una «corda d'oro» (o più esattamente di seta).[34]

In un dialogo tra Vladimiro ed Estragone, da Aspettando Godot di Beckett, si allude all'antica credenza popolare che vuole le mandragole germogliare dallo sperma perduto dagli impiccati per effetto di questa forma di esecuzione.

È usuale la raffigurazione dell'impiccagione nel cinema storico, e in particolare nel western,[35] dove essa si fa a volte anche argomento e titolo (L'albero degli impiccati, Impiccalo più in alto), o filo conduttore, come nel celebrato Il buono, il brutto, il cattivo (1966) del genere all'italiana girato da Sergio Leone. Incentrata sul supplizio è la pellicola grottesca giapponese L'impiccagione (1968), considerata tra i capolavori di Nagisa Ōshima.

In quanto produttiva di un lessico e di un'iconografia spesso metaforici e antonomastici, non casualmente l'impiccagione è evocata a volte per alzare il tono del dibattito, della lotta e della protesta politica, dove l'esibizione degli strumenti del supplizio diventa simbolo di intolleranza e di giustizialismo. In Italia è ben noto, in questo senso, il gesto del deputato Leoni Orsenigo, che nel 1993 agitò un cappio durante una seduta parlamentare.

Il tradizionale gioco di carta e matita dell'impiccato (in inglese hangman) consiste nella progressiva raffigurazione stilizzata di una forca e di una vittima del supplizio, via via che il giocatore di turno commette un errore nell'indovinare una lettera della parola da scoprire.

In lingua italiana il supplizio ha dato vita a numerosi modi di dire, tra cui

  • parlare di corda in casa dell'impiccato (essere inopportuni o indelicati),[36]
  • fare il boia e l'impiccato (svolgere contemporaneamente due ruoli inconciliabili),[37]
  • avere il cappio o la corda al collo (trovarsi in una situazione disperata),
  • dare corda o dare abbastanza corda per impiccarsi (tollerare un'azione dannosa nella convinzione che si ritorcerà contro il suo autore).[36][38]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Note generali[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Impiccamento, su Medicina per tutti, 9 aprile 2022. URL consultato il 12 agosto 2022.
  2. ^ Impiccare, in Grande Dizionario di Italiano, Garzanti Linguistica. URL consultato l'11 agosto 2022.
  3. ^ Impiccare, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  4. ^ (GRC) Οδύσσεια XXII, 465-473. Odissea XXII, 587-600. Traduzione di Ippolito Pindemonte.
  5. ^ (EN) Mahmoud Rayes, Monika Mittal, Setti S. Rengachary, Sandeep Mittal, Hangman’s fracture: a historical and biomechanical perspective (PDF), in Journal of Neurosurgery: Spine, n. 14, febbraio 2011, p. 198. URL consultato il 12 agosto 2022.
  6. ^ (EN) G. Johannes Botterweck, Helmer Ringgren e Heinz-Josef Fabry, Theological Dictionary of the Old Testament, vol. 15, Grand Rapids, Eerdmans, 2006, p. 670, ISBN 978-0-8028-2339-7. URL consultato il 12 agosto 2022.
  7. ^ Eva Cantarella, 4.2. Conclusioni sull'impiccagione, in I supplizi capitali, Milano, Feltrinelli, 2011, ISBN 978-88-07-72277-6.
  8. ^ Sergio Castagnetti, Ancora sui suspendiosi nelle leges libitinariae: aspetti religiosi e giuridici (PDF), in Salvo Randazzo (a cura di), Religione e diritto romano, Roma, Libellula, 2014, p. 107. URL consultato il 13 agosto 2022.
  9. ^ (LA) Liber III.2.11.3, in Digesta seu Pandectae. URL consultato il 13 agosto 2022.
  10. ^ Eva Cantarella, 5. Albero infelice e crocifissione, in I supplizi capitali, Milano, Feltrinelli, 2011, ISBN 978-88-07-72277-6.
  11. ^ (LA) Tito Livio, Liber I.26, in Ab Urbe condita libri. URL consultato il 14 agosto 2022.
  12. ^ Croce, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  13. ^ Britannica.
  14. ^ (EN) Michael H. Reggio, History of the death penalty, su Frontline. URL consultato il 12 agosto 2022.
  15. ^ a b c d (EN) Bruce Orr, The Method, in Six Miles to Charleston, Charleston, The History Press, 2016, ISBN 978-1-61423-281-0. URL consultato il 12 agosto 2022.
  16. ^ a b (EN) Dean Reynolds, Some Still Sentenced to Hang, in ABC News, 19 gennaio 2007. URL consultato il 12 agosto 2022.
  17. ^ a b c d e f g h (EN) Hanged by neck until dead! The processes and physiology of judicial hanging, su Capital Punishment UK. URL consultato il 12 agosto 2022.
  18. ^ (EN) Gabe Christy, How the Royal Navy kept order, through caning, flogging, and hanging, su War History Online, 1º novembre 2016. URL consultato il 12 agosto 2022.
  19. ^ a b (EN) The history of judicial hanging in Britain 1735-1964, su Capital Punishment UK. URL consultato il 13 agosto 2022.
  20. ^ (EN) His head severed by the rope, in San Francisco Chronicle, 27 aprile 1901. URL consultato il 13 agosto 2022.
  21. ^ (EN) Saddam Hussein's top aides hanged, su BBC News, 15 gennaio 2007. URL consultato il 15 agosto 2022.
  22. ^ (EN) Report of the Committee (PDF), London, Her Majesty's Stationery Office, 1888. URL consultato il 16 agosto 2022.
  23. ^ (EN) US541409A, su Espacenet - Patent search. URL consultato il 13 agosto 2022.
  24. ^ (EN) History of Lynching in America, su NAACP. URL consultato il 13 agosto 2022.
  25. ^ (EN) Crispin Bates, Subalterns and Raj, Abingdon-on-Thames, Taylor & Francis, 2013, p. 78, ISBN 978-1-134-51375-8. URL consultato il 14 agosto 2022.
  26. ^ (EN) John Minassian, Surviving the Forgotten Genocide, Lanham, Rowman & Littlefield, 2020, p. xvii, ISBN 978-1-5381-3371-2. URL consultato il 14 agosto 2022.
  27. ^ (EN) Michael J. Neufeld, Mittelbau main camp: in depth, su USHMM. URL consultato il 14 agosto 2022.
  28. ^ (EN) Harold Holzer e Craig L. Symonds (a cura di), Book of the Civil War 1861-1865, New York, Black Dog & Leventhal, 2010, ISBN 978-1-60376-376-9. URL consultato il 14 agosto 2022.
  29. ^ (EN) Michael L. Pfeifer, The Roots of Rough Justice, Champaign, University of Illinois Press, 2011, p. 52, ISBN 978-0-252-09309-8. URL consultato il 14 agosto 2022.
  30. ^ a b (EN) Death penalty worldwide (database), su Cornell Law School. URL consultato il 18 agosto 2022.
  31. ^ (EN) Death penalty: methods of execution used around the world, su Amnesty International, 10 agosto 2015. URL consultato il 16 agosto 2022.
  32. ^ (EN) Myanmar: first executions in decades mark atrocious escalation in state repression, su Amnesty International. URL consultato il 18 agosto 2022.
  33. ^ (EN) Elisabetta Zamparutti (a cura di), The Death Penalty Worldwide (PDF), Roma, Reality Book, 2017, p. 21. URL consultato il 16 agosto 2022.
  34. ^ (EN) Crime And Disorder Bill Hl, su Hansard Parliament, 12 febbraio 1998. URL consultato il 15 agosto 2022.
  35. ^ Non mancano ovviamente gli impiccamenti per omicidio, suicidio e incidente nel cinema thriller e dell'orrore.
  36. ^ a b Corda, su Dizionario dei modi di dire. URL consultato il 14 agosto 2022.
  37. ^ Boia, su Dizionario dei modi di dire. URL consultato il 14 agosto 2022.
  38. ^ Cappio, su Dizionario dei modi di dire. URL consultato il 14 agosto 2022.

Note al glossario[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Capestro, su Una parola al giorno, 16 maggio 2015. URL consultato il 12 agosto 2022.
  2. ^ Capestro, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  3. ^ Francesco Sabatini e Vittorio Coletti, capestro, in Il Sabatini Coletti - Dizionario della Lingua Italiana, Corriere della Sera, 2011, ISBN 88-09-21007-7.
  4. ^ Capestro, in Treccani.it – Sinonimi e contrari, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  5. ^ a b c Francesco Sabatini e Vittorio Coletti, cappio, in Il Sabatini Coletti - Dizionario della Lingua Italiana, Corriere della Sera, 2011, ISBN 88-09-21007-7.
  6. ^ Impiccamento, su Medicina per tutti, 9 aprile 2022. URL consultato il 12 agosto 2022.
  7. ^ Forca, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  8. ^ Francesco Sabatini e Vittorio Coletti, forca, in Il Sabatini Coletti - Dizionario della Lingua Italiana, Corriere della Sera, 2011, ISBN 88-09-21007-7.
  9. ^ Forca, su Una parola al giorno, 14 maggio 2014. URL consultato il 12 agosto 2022.
  10. ^ Francesco Sabatini e Vittorio Coletti, patibolo, in Il Sabatini Coletti - Dizionario della Lingua Italiana, Corriere della Sera, 2011, ISBN 88-09-21007-7.
  11. ^ Patibolo, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Hanging, su Britannica. URL consultato il 12 agosto 2022.
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