Ternopil'

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Ternopiľ
comune
Тернопіль
Ternopiľ – Stemma Ternopiľ – Bandiera
Ternopiľ – Veduta
La Cattedrale dell'Immacolata Concezione della Benedetta Vergine Maria.
Localizzazione
StatoUcraina Ucraina
Oblast'Flag of Ternopil Oblast.svg Ternopil'
DistrettoNon presente
Territorio
Coordinate49°34′N 25°36′E / 49.566667°N 25.6°E49.566667; 25.6 (Ternopiľ)Coordinate: 49°34′N 25°36′E / 49.566667°N 25.6°E49.566667; 25.6 (Ternopiľ)
Altitudine320 m s.l.m.
Superficie59 km²
Abitanti218 641 (2010)
Densità3 705,78 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale46000 - 46499
Prefisso+380 352
Fuso orarioUTC+2
Codice KOATUU6110100000
TargaBO / 20
Cartografia
Mappa di localizzazione: Ucraina
Ternopiľ
Ternopiľ
Sito istituzionale

Ternopiľ (in ucraino: Тернопіль?, traslitterato: Ternopiľ, in polacco Tarnopol, in russo: Тернополь?, traslitterato: Ternopol', in yiddish: טארנאפאל, Ternepol) è una città (218.641 abitanti) dell'Ucraina occidentale, capoluogo dell'oblast' omonima. Fu la capitale della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale e Repubblica Socialista Sovietica di Galizia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È attraversata dal fiume Seret e si trova a 120 km da Leopoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata nel 1540 dal comandante e etmano polacco Jan Tarnowski come piazzaforte militare. Il 15 settembre dello stesso anno il re di Polonia Sigismondo I concesse il permesso ufficiale per la costruzione della città. Il 20 gennaio 1548 la città ottenne i diritti regali e due anni dopo quelli garantiti dalla legislazione di Magdeburgo. Nel corso della seconda metà del XVII secolo e per tutto il secolo successivo Tarnopol fu ripetutamente assediata, conquistata e distrutta dagli eserciti che si contendevano la regione. Durante la rivolta di Chmel'nyc'kyj, Tarnopol fu saccheggiata e bruciata mentre la maggior parte dei suoi abitanti di religione ebraica fu trucidata. Nel 1675 furono i Turchi a conquistare la città, mentre nel 1690 fu saccheggiata dai Tartari. I Russi invece presero Tarnopol due volte, la prima nel 1710, nel corso della grande guerra del nord, la seconda nel 1733, durante la guerra di successione polacca. Con la prima spartizione della Polonia del 1772 la città cadde sotto la dominazione austriaca.

Con lo scoppio della guerra della quinta coalizione nel 1809 Tarnopol venne conquistata dai Russi, che nel 1815 dovettero poi restituirla all'Austria in base agli accordi presi al congresso di Vienna. Sotto la dominazione austriaca Tarnopol si dotò di un liceo, nel 1870 fu unita a Lemberg dalla ferrovia e nel 1908 fu costruita una nuova chiesa neogotica. Con lo scoppio della prima guerra mondiale Tarnopol venne a trovarsi sulla linea del lunghissimo fronte orientale e fu più volte presa e riconquistata dagli eserciti contrapposti. I Russi in ritirata bruciarono la città ed il castello nel 1917.

Con la fine della guerra e la dissoluzione dell'Impero austro-ungarico, Tarnopol fu annessa l'11 novembre 1918 alla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale della quale divenne la capitale dopo la conquista da parte dei polacchi di Lviv. Il 15 luglio 1919 l'esercito polacco conquistò Tarnopol. Con lo scoppio della guerra sovietico-polacca passò nuovamente di mano, nell'agosto 1920 infatti l'Armata Rossa vi fece il suo ingresso e le autorità bolsceviche proclamarono la città capitale della Repubblica Socialista Sovietica di Galizia. Con la firma della pace di Riga Tarnopol venne ufficialmente annessa alla Polonia. Divenne capoluogo del voivodato omonimo a sua volta ripartito in 17 distretti.

Il 19 settembre 1939, in accordo alle clausole del patto Molotov-Ribbentrop, iniziò l'invasione sovietica della Polonia. Tarnopol fu conquistata dall'Armata Rossa, ribattezzata Ternopol e annessa alla RSS Ucraina. L'intellighenzia polacca venne eliminata, così come gli esponenti locali dei movimenti nazionalisti ucraini, altri ancora furono invece deportati nelle steppe dell'Asia centrale. Il 2 luglio 1941 la città fu conquistata dai nazisti. Nei giorni immediatamente seguenti i conquistatori, appoggiati dalla milizia ucraina, scatenarono un pogrom contro la numerosa popolazione ebraica locale che causò tra le 1.600 e le 2.000 vittime. Nel settembre dello stesso anno fu costituito il ghetto cittadino. Tra l'agosto ed il novembre 1942 la comunità ebraica di Tarnopol fu annientata dai nazisti in due grandi ondate. Dei pochi sopravvissuti alcuni saranno poi decimati nei mesi seguenti, altri ancora saranno invece inviati nel campo di sterminio di Bełżec. Tra il 1942 ed il 1943 fu attivo nei dintorni della città l'Armia Krajowa con il compito di difendere i civili polacchi dalle violenze dei nazisti dei nazionalisti ucraini dell'UPA. Tra il marzo e l'aprile 1944 Tarnopol venne accerchiata dall'Armata Rossa che, dopo violenti scontri che provocarono il totale annientamento della guarnigione nazista e la distruzione della città, riuscì finalmente ad occuparla il 15 aprile. Al termine del conflitto la popolazione di etnia polacca della città [[Trasferimenti di popolazione polacca nel 1944-46 |venne espulsa e trasferita verso le regioni occidentali]] entrate a far parte della Polonia. La città fu ricostruita secondo lo stile sovietico del dopoguerra e poche porzioni del centro e pochi monumenti riuscirono a salvarsi dalla demolizione.

Dal 1991 Ternopol, fa parte dell'Ucraina indipendente con il nome di Ternopil'.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Ternopil

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Cattedrale dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, appartenente alla chiesa greco-cattolica ucraina, fu costruita in stile tardo barocco nel XVIII secolo.
  • Chiesa dell'Esaltazione della Croce, è la più antica chiesa della città, costruita nel XVII secolo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni educative superiori:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàLCCN (ENn81126880 · GND (DE4119565-6 · BNF (FRcb13560470z (data) · WorldCat Identities (ENn81-126880
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